La Polizia Locale e il terremoto: quello che una foto o le telecamere non possono raccontare… ciò che prova chi indossa una Divisa.

A raccontarcelo è il nostro Dirigente Sulpl di Bologna, Giuliano Corso. Abbiamo ritenuto giusto condividere le sue emozioni con Voi proprio oggi, giorno in cui lo sciame sismico continua a devastare il cuore dell’Italia. Ciò che lui ci racconta è qualcosa di molto intimo e sicuramente condiviso da chi questa esperienza l’ha vissuta, prestando soccorso alle popolazioni terremotate: è un’esperienza umana che ti arricchisce; riuscire a strappare un sorriso a quella gente con gli occhi velati di malinconia e disperazione, ricevere un loro grazie, ti riempie il cuore… ma le parole non bastano per descrivere ciò che un uomo o una donna in Divisa possono provare. Tutta la nostra vicinanza e il nostro sostegno alle popolazioni colpite dal sisma.t1

“Dalle foto non si vede la cosa più importante. Non si può vedere perchè non è tangibile. E’ la ricchezza che mi ha donato la gente del posto. Gente che ha perso tutto, ma che ha ancora la forza per ringraziare per ogni gesto e gentilezza che riceve. I loro sorrisi, il loro calore, la loro caparbietà a non arrendersi. Un’esperienza che mi ha arricchito e mi ha motivato a fare ancora di più per chi è in condizioni di difficoltà, sempre e ovunque. Ringrazio la Regione ed il Comune che mi hanno dato questa opportunità.”  (Cit. Giuliano Corso)

La Polizia Locale nelle aree terremotate del centro Italia

Siamo fatti così noi della Polizia Locale. Protestiamo e ci lamentiamo per una disattenzione, per non chiamarla indifferenza, che ormai si protrae da decenni. Pronti a minacciare misure di ogni genere pur di rivendicare il nostro ruolo e la nostra sacrosanta dignità. Ci hanno tolto tutto, o quasi. E quello che ci riconoscono ce lo presentano come una sorta di concessione di favore.
Eppure è sufficiente che qualcuno abbia bisogno di noi ed accorriamo da qualsiasi parte d’Italia, lasciando le “paturnie di cortile” a chi non ha altro a cui pensare, rimboccandoci le mani e rischiando, ancora una volta, le nostre vite. Sempre all’oscuro dei riflettori.
Le nostre divise non si devono vedere, non si devono leggere e non si devono riprendere. Eppure noi siamo sempre lì, al posto giusto nel momento giusto, ogni volta che c’è bisogno.
Ed eccoci anche qui, chi ad Arquata del Tronto, chi ad Amatrice e chi ad Accumoli o a Montegallo. Il centro nevralgico della tragedia del 24 agosto. Siamo lì dove la sofferenza ancora gela i cuori e la paura è pari solo alla voglia di risorgere.
E’ iniziata così la mia avventura a Montegallo. Il 25 agosto ho dato la mia disponibilità a recarmi presso le aree terremotate in aiuto alla popolazione, insieme a tanti altri colleghi. L’8 settembre la Regione ha richiesto 6 operatori di Polizia Locale da inviare il 10 successivo. E così è stato.
Siamo partiti in 6. Colleghi che non si erano mai visti prima d’ora che si incontrano come se si fossero sempre conosciuti. Silvia e Mirco del Corpo di Terre d’Argine, Samanta e Stefano del Corpo di Valsamoggia e Daniele ed io, Castel San Pietro. Arrivo a Montegallo in giornata e scambio di consegne con Fulvia, ispettrice ferrarese. La stanchezza di Fulvia, così come degli altri cinque colleghi, era evidente, anche se si leggevano nei loro volti i segni di un’avventura umana pervadente.
Pioveva quando siamo arrivati e ci siamo subito resi conto che l’impresa non sarebbe stata facile, né comoda. Il comfort dei nostri letti caldi ed asciutti ha lasciato il posto alle brande scomode e umide delle tende della protezione civile. Ricordo che all’interno della tenda l’acqua ristagnava formando delle pozzanghere sporche e gelide, delle quali al mattino ci eravamo dimenticati, ma che ci tornavano in mente non appena poggiavamo piede e a terra al risveglio, suscitando qualche risata e qualche sfottò cameratesco. Peccato che io fossi quasi sempre il primo a poggiare i piedi a terra.
Scomodità che non prendevamo mai sul serio e delle quali non ci siamo mai lamentati, consapevoli che per noi si sarebbe trattato di una settimana, mentre per gli ospiti del campo molto di più. Non potevamo quindi lamentarci. Un gruppo fantastico il mio. Donne e uomini che ho cominciato ad apprezzare sin da subito e con i quali ho stretto un legame profondo.
Sin dal primo giorno di lavoro, dopo un breve breefing, abbiamo dimostrato al campo che eravamo autonomi ed in grado di svolgere i nostri compiti istituzionali in perfetta indipendenza, conoscendo già a dovere il territorio, avendolo perlustrato il giorno prima con il contingente che ci ha preceduto. Ricordo che il responsabile ANCI della protezione civile, Marco, era visibilmente sorpreso di questa velocità. Ma è rimasto sorpreso anche di tutto il resto che nei giorni successivi è avvenuto.
Non c’è stato bisogno di chiedere ai colleghi di protrarre il lavoro oltre le consuete 6 ore quotidiane. Lo hanno fatto senza battere ciglio e senza esigere alcunchè in cambio. E così le nostre giornate di lavoro si sono protratte quotidianamente ben oltre, con una media giornaliera di 14 ore. Tre pattuglie automontate,sempre presenti ed efficientemente distribuite nel territorio.
Era così grande il nostro desiderio di stare vicino alla popolazione terremotata che anche solo un’ora di riposo ci sembrava tempo perso. Personalmente ero assetato delle continue esternazioni di gratitudine delle persone del luogo. Ed è ciò che più mi (ma mi permetto di dire “ci”) è rimasto impresso nel cuore in modo indelebile. Il calore e la franchezza che solo un popolo sofferente è in grado di dimostrare. E ne ho voluto fare incetta, come a lenire le ferite di un ventennio di lavoro mai riconosciuto e bistrattato. Finalmente la tanta gente che ci amava lo dimostrava in modo naturale e genuino. Credo che sia un po’ quello che ha mosso tutti noi a fare e dare tanto.
Certamente non sono mancate situazioni critiche. E non sono mancate neppure le solite gare a chi è più grosso e forte tipico di altre forze di polizia, le quali, sin da subito si rendevano conto del nostro vero valore e alla fine, anche nei gruppi chiusi di telegram, ci chiamano ora “fratelli”.
Ricordo una circostanza critica in particolare. In una delle frazioni di Montegallo è scoppiata una vera e propria “sommossa popolare” dovuta allo spiacevole compito degli ingegneri nel determinare l’agibilità casa per casa. Più di 30 cittadini assediavano due gruppi di ingegneri, i quali molto spaventati richiedevano l’intervento dei Carabinieri, presenti nelle 23 frazioni con una sola pattuglia.
Anche in quella circostanza siamo arrivati prima noi. Ricordo i volti sorpresi degli ingegneri, dei cittadini e degli stessi carabinieri (sebbene arrivati dopo di noi), quando hanno visto intervenire contemporaneamente tre pattuglie della Polizia Municipale. E’ stata sufficiente la nostra tipica capacità nel relazionarci con la gente per sedare subito gli animi, senza alcun sfoggio di forza per riportare la situazione alla normalità, terminando in una festa in cui i residenti facevano a gara per rimpinzarci di dolci e vin cotto. Proprio da quella situazione, così pericolosa se mal gestita, sono nate amicizie con persone del luogo che ancora oggi perdurano.
Furono i Carabinieri stessi a richiederci di fare servizio congiunto con loro non appena accorti della nostra efficienza e professionalità, pari a quella della maggior parte dei comandi di PL in Italia, ma sempre opportunamente celate.
Ricordo anche che un giorno vi era una troupe televisiva della RAI. Carabinieri, Vigili del Fuoco e Polizia di Stato (mai visti in tutta la nostra permanenza) erano stranamente numerosi quel giorno. E tutti curiosamente nella stessa angolare della telecamera. Era evidente quanto si adoperasse la troupe affinché nelle riprese non ci ricadesse anche una delle nostre divise. Non lo avrei mai detto se non fosse stato così evidente. Ma a noi non importava nulla.
Tutto ciò che ci importava, il sabato successivo, era di aver fatto un buon lavoro. Di aver dato sicurezza e donato il sorriso a quelle persone anziane e fragili i cui volti rimarranno sempre scolpiti nei nostri cuori.
Tante e importanti le attività svolte, dal controllo del territorio ad una efficacissima attività anti-sciacallaggio. Scorta ad ambulanze e vigili del fuoco. Vigilanza nelle zone rosse. Tutela e protezione delle popolazioni nel territorio e nei campi di accoglienza. Vigilanza ambientale e polizia stradale. Persino la tutela degli animali di affezione, lasciati soli nelle zone rosse, irraggiungibili per i residenti. Tantissime le gratificazioni, ma ormai devo sforzarmi per ricordarne i particolari. Ciò che risuona dentro di me come un eco inesauribile è una delle tante frasi rivoltemi da un’anziana donna con le lacrime agli occhi stringendomi la mano tra le sue: “Dio vi benedica. Tutto questo per una povera vecchia impaurita. Dovremmo inginocchiarci per ringraziarvi di tutto quello che fate per noi…”. Una musica completamente diversa da quelle che sentiamo nei nostri paesi. Questo le telecamere non lo hanno ripreso. E rimarrà sempre solo mio.

Giuliano Corso

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Suicidio, il male oscuro della Polizia.

Il suicidio è un male oscuro che colpisce indistintamente tutte le Forze di Polizia. Quante volte leggiamo di Agenti della Polizia che sono riusciti a salvare la Vita di un cittadino che stava per suicidarsi; ma gli stessi Agenti non ne sono immuni e sempre più spesso ne rimangono vittima di questo fenomeno multifattoriale, perché sotto la Divisa ci sono Uomini e Donne con un cuore, con la loro sensibilità, con i loro problemi e le loro fragilità, sollecitate dai cambiamenti repentini che la Vita non risparmia a nessuno; a ciò si aggiunge per chi fa il nostro lavoro anche probabilmente il degenerare della società, nel cui contesto operiamo quotidianamente a stretto contatto. Un Agente di Polizia che tutti i giorni si immerge in contesti sociali difficili e problematici, ne assorbe inevitabilmente tutte le difficoltà, le tensioni e le negatività.

Ieri sera uno dei nostri Dirigenti di Milano Aldo Grasso ha compiuto un gesto estremo, togliendosi la Vita. Siamo profondamente addolorati; queste notizie ci lasciano sgomenti, anche perché solo l’anno scorso un altro Dirigente Sulpl di Aversa, Rino Freda, lo ricorderemo tutti, è morto allo stesso modo. Questi episodi tragici inducono inevitabilmente a fare delle riflessioni… quello dei suicidi in polizia è un fenomeno in aumento, al quale però non si dedica attenzione.

Evidentemente chi arriva a compiere un gesto così estremo, in quel preciso momento, non vede altra possibile alternativa. E invece, sappiamo tutti che un’alternativa al suicidio c’è sempre.

Come sempre abbiamo sostenuto, sarebbe opportuno e necessario verificare i requisiti psico-fisici dell’operatore di Polizia non solo al momento dell’assunzione, ma anche periodicamente durante la carriera professionale, poiché soprattutto per la Polizia Locale non viene fatto, con ogni probabilità, quasi mai.

Bisognerebbe interessarsi al problema, per comprendere le cause di questi suicidi sempre più frequenti, e contemporaneamente anche riuscire a prevenirli. L’Agente di Polizia, in un determinato momento della sua vita, potrebbe essere assillato da problemi economici, familiari, di salute, con l’aggiunta di dover sostenere il peso di un lavoro con forte impatto emotivo (pensiamo ad esempio ai TSO, agli incidenti mortali, al dover comunicare ai familiari la morte di una persona cara, etc.), che in condizioni normali riesce a sostenere; in condizioni di particolare fragilità invece, come minimo va sotto stress.

Purtroppo però manca a tutt’oggi un’attenzione al fenomeno dei suicidi in polizia e il più delle volte le cause che hanno indotto l’operatore a togliersi la Vita tendono ad essere ricondotte solo alla sfera personale poiché, ammettere che il suicidio potrebbe essere derivato anche da cause attinenti al contesto lavorativo, comporterebbe conseguenze rilevanti sia in termini di responsabilità, che di mancata prevenzione per chi gestisce un Comando. A questo possiamo aggiungere anche il fatto che mai come oggi, in questo preciso momento storico in cui la società tende a diventare sempre più problematica, tutta la nostra Categoria è messa a dura prova per la situazione di precarietà in cui versa: ogni giorno siamo esposti continuamente a rischi e tensioni di ogni tipo, senza tutele, senza diritti e senza essere riconosciuti dalle nostre stesse Istituzioni. Il nostro lavoro non è ritenuto usurante, eppure palesemente lo è. Continuiamo a morire in servizio, nell’adempimento del Dovere, ma chi di dovere si gira puntualmente dall’altra parte. Troppi Agenti si suicidano, ma nessuno sembra accorgersene di questi Uomini e Donne in Divisa senza volto; spesso all’interno dei Comandi si è perso il senso di appartenenza, lo spirito di Corpo a causa di personalismi e vili interessi che distruggono i rapporti umani e portano i Lavoratori più sensibili ad isolarsi, ad estraniarsi e quindi diventa difficile anche chiedere aiuto. Può sembrare una visione pessimistica della realtà, invece è solo ciò che viviamo noi Agenti della Polizia Locale. Avremmo bisogno di Comandanti attenti e vigili verso i loro diversamente impiegati comunali in Divisa; invece il più delle volte i Comandanti sono solo di passaggio, focalizzati solo sulla loro ascesa professionale e per questo concentrati ad assecondare il volere del politico di turno. Un buon Comandante dovrebbe avere un quadro chiaro della situazione del suo Comando, ad esempio potrebbe porre attenzione su eventuali assenze ricorrenti (che potrebbero essere campanello di allarme per un eventuale furbetto, come anche di un momento difficile per uno dei suoi Uomini); prevedere un punto di ascolto per eventuali disagi; attraverso il medico del Lavoro disporre apposita visita specialistica, senza scegliere la strada più facile per se in termini di responsabilità, che poi è la meno efficace per il Lavoratore e per i Colleghi. Insomma, tra le altre cose, occorre creare una rete di aiuto che consenta a chi sta attraversando un momento difficile di avere un supporto concreto nell’immediato.

I Nostri Colleghi li portiamo tutti nel cuore, uno ad uno… Lampi blu.

Riportiamo qui di seguito solo i casi di suicidio in Polizia Locale più recenti…

http://www.milanotoday.it/cronaca/suicidio-vigile-urbano-milano-9-novembre.html

Agente di polizia municipale di 51 anni si suicida in caserma

Suicidio nel torinese, agente della Polizia Municipale si spara in ufficio

http://mattinopadova.gelocal.it/padova/cronaca/2015/08/22/news/agente-della-polizia-locale-trovato-morto-in-casa-1.11969982

Miriam Palumbo

 

Auto della PL data alle fiamme: i leoni da tastiera si scatenano e inneggiano a odio e istigazione alla violenza verso la nostra Categoria…

Sulla pagina Facebook de Il Messaggero.it è stato pubblicato nella serata di ieri un articolo riguardante il vile e criminoso gesto dell’incendio di due autovetture della Polizia Locale di Mogliano Veneto, compiuto presumibilmente da un ventenne di nazionalità marocchina che era già noto ai Colleghi perchè era stato sanzionato di recente in quanto guidava senza patente. Questo è quanto si legge nell’articolo, va da se che le indagini dovranno fare il loro corso. Un gesto intimidatorio che comunque è da condannare senza se e senza ma; invece scopriamo che tra i lettori dell’articolo, non è stato ciò a prevalere, poichè i commenti di odio e istigazione alla violenza sono stati davvero tantissimi.

Questi sono solo alcuni….

se ci fossero stati i vigili dentro allora si che sarebbe stato un vero eroe
Voglio sapere come si chiama lo deve sapere che è un mito
Siamo tutti con te !
ONORE A TE FRATELLO
Chiunque tu sia, Gloria a te in Eterno!!!!
Fatelo sindaco immediatamente.
Nuovo eroe nazionale
Date una medaglia a quest’uomo subito!!!
Ha fatto bene … #severomagiusto #acab #alongilibero
medaglia al valore civile.
Ti stimo
Giustizia x alongi è fatta

Il Sulpl ha dichiarato guerra ormai da tempo a questi leoni da tastiera e li combattiamo senza esclusione di colpi, sia a livello locale che nazionale, grazie anche alle preziose segnalazioni dei nostro Amici di Fb!

Addirittura tra i commenti, questa volta ci siamo imbattuti in una “poesia”:

“Con gli occhi sempre attenti e i denti luccicanti
Incute piu’ timore se ha gli occhiali e porta i guanti
Su quattro ruote o a piedi in moto o alla centrale
La loro armata e’ forte ed e’ impossibile fuggire!
Soldati dell’impero combattono i ribelli
Che passano col rosso a 120 su un Garelli
La strada ormai e’ invasa dalle forze del male
Il bene e’ minacciato da un verbale!

Supereroi contro la Municipale
Supereroi contro le forze del male!
Senza di noi non ci sara’ piu’ futuro (Oh no!)
non ci sara’ piu’ futuro

Andavo a 100 all’ora per baciar la bimba mia
Quand’ecco che a un bel punto mi ritrovo circondato!
Credevo di esser solo e indisturbato nella via
Credevo di fuggire alla vendetta dello Stato!
Ma adesso ormai e’ iniziata una rivoluzione
Che sfreccia per le strade senza l’assicurazione
E che fara’ gonfiare le vene del mio collo
gridando “tutti in vespa senza il bollo!”

E’ sempre piu’ potente questa organizzazione
Con gli ausilari al fianco e’ un’altra situazione
Per posteggiare in centro ci sono i Supereroi!

I want to break free I think honestly
I’m gonna be fighting my worst enemy

I want to break free I think honestly
I’m gonna be fighting my worst enemy

Reagire tu pui se vieni con noi
Combattere al fianco dei Supereroi!

Reagire tu puoi se vieni con noi
Combattere al fianco dei Supereroi!”

Ai “leoni” diciamo che, siccome verranno sicuramente sopraffatti dalla codardia nel momento in cui comprenderanno che l’unica cosa che gli resta da fare è iniziare a mettere da parte un gruzzoletto per pagare la parcella dell’Avvocato, sarà inutile e vano ogni maldestro tentativo di eliminare i loro commenti disdicevoli… è già tutto salvato!

Inoltre, il nostro Ufficio Legale in nome e per conto del Segretario Generale del Sindacato Unitario Lavoratori della Polizia Locale Mario Assirelli, invita e DIFFIDA l’Amministratore della pagina Fb Il Messaggero.it a rimuovere i commenti offensivi, di odio ed istigazione alla violenza pronunciati contro i Lavoratori e le Lavoratrici della Polizia Locale Italiana, avvertendo e comunicando che in difetto verrà adita l’Autorità giudiziaria competente.

di Miriam Palumbo

I leoni da tastiera si sono scatenati ancora… questa volta per un bando di concorso!

Ebbene si, il 4 ottobre sulla pagina Facebook Lavoro e Concorsi è stato pubblicato un bando di concorso per 4 Agenti di Polizia Locale presso il Comune di Bolzano e la pietra dello scandalo per i leoni da tastiera, detrattori della Categoria è il titolo di studio richiesto “licenzia media o scuola elementare e assolvimento di un ulteriore triennio di studio o di specifica formazione professionale triennale o 6 anni di servizio con mansioni analoghe presso l’arma dei Carabinieri e/o presso le forze di Polizia dello Stato“. I webeti hanno così iniziato ad alimentarsi a vicenda e a vomitare odio e insulti sulla nostra Categoria, gratuitamente; ne riportiamo alcuni degli oltre 500, abbiamo infatti selezionato per voi quelli più “benevoli”!

Se non hai la raccomandazione non vai da nessuna parte! Quelli che stanno nelle forze dell’ordine sono tutti raccomandati
non che ci voglia chissà che preparazione per fare il vigile Urbano…se però per accedere ai concorsi è necessaria la licenza media…la dice lunga di cosa serva e di che grado di istruzione ci si debba vantare….
Media = bassa scolarità….Basso livello ed ignoranza rispetto a chi prende un Diploma di Maturità o ancora meglio una Laurea
se hai la licenza media per forza ti devi far raccomandare….
 i vigili sono solamente dei parassiti comunali.
Licenza Media, così sbagliano a leggere i numeri di targa e ti arrivano multe ‘ad cacchium’, patente B magari comprata, e raccomandazione sennò ‘col cacchium’ che passi il concorso…….
Considerando il fatto che per ordine di importanza nella gerarchia cittadina i vigili si posizionano appena dopo i piccioni e le zanzare…… la scuola media e’pure troppo!!!!!
Pe rompe i cojoni so boni tutti
È normale mica ce vo la laurea pe lavora co la mucinapalle
Licenza media e patente B praticamente basta che respirino.
Purtroppo non sono abbastanza grasso per fare il vigile. Qui a Roma sono tutti obesi, immagino sia una caratteristica fondamentale per essere vigile urbano.
 scarti sociali in uniforme. meglio darsi all’alcool, è più dignitoso.
solo se gli porti i pacchetti voti di tutto il tuo albero genealogico, merde raccomandate!
pensa te….la licenza media……..ma minimo la maturità sarebbe doverosa….
proprio un corpo dove vige l’ignoranza estrema…e si vedono i risultati…
 Cornuti ed infami rovinate la gente
andate a lavorare onestamente invece di fare la ricotta sulle spalle dei poverri contrubuenti merde
Lavoro per stronzi
Per me i vigili possono morire tutti!

Anche il Segretario Generale Mario Assirelli ha risposto stamattina ai nostri detrattori:

“Leggendo la pochezza degli interventi, se non per denigrare un servizio e ruolo fondamentale nella nostra società che svolge la Polizia Locale di equilibrare le Comunità a loro assegnate cercando di mantenere una coesione sociale quotidiana facendo rispettare le regole del vivere civile – certamente con tanta difficoltà. Venendo però al punto,per poter accedere al ruolo di Operatore di Polizia Locale è necessario il titolo di studio che è quello di scuola media superiore di secondo grado ( cinque anni ) per gli Ufficiali il titolo di Studio della Laurea – nello specifico, in Italia, esistono le Regioni a Statuto speciale e le Province Autonome. Quest’ultimo è il nostro caso, infatti, in Alto Adige per entrare in Polizia Locale, come per le altre Forze di Polizia è necessario il Diploma di scuola media inferiore con tre anni di superiori con l’attestato di bilinguismo relativo alla lingua tedesca. Tutto il resto è sintomo esclusivo di ignoranza. Un forte saluto”

Preannunciamo già che abbiamo materiale sufficiente, visto il tenore degli insulti, per valutare di procedere nelle opportune sedi, a difesa degli Uomini e Donne in Divisa appartenenti alla Polizia Locale.

Detto questo, vorremmo fare chiarezza facendo notare che la provincia autonoma di Bolzano ha un CCNL diverso da quello vigente a livello nazionale. Infatti, in Trentino Alto Adige è in vigore un contratto autonomo intercompartimentale. Oltre alla licenza media con tre anni di scuola superiore occorre anche l’attestato di bilinguismo (italiano e tedesco) e senza di esso è inibita la partecipazione al concorso.

Sul territorio nazionale, per accedere ad un qualsiasi concorso per Agente di Polizia Locale, occorre essere in possesso del diploma di scuola media superiore. E’ importante sottolineare che il diploma è il requisito di accesso al concorso, ma in concreto chi partecipa oggi è per più del 50% in possesso di Laurea. Senza contare poi, che dopo l’assunzione, gli appartenenti ai vari Corpi seguono periodicamente corsi di formazione e di aggiornamento; tantissimi sono i Colleghi che per essere sempre aggiornati e preparati si autofinanziano le giornate di studio. Il nostro stesso Sindacato investe in corsi di formazione e giornate di aggiornamento professionale per i propri iscritti. Dunque, ci spiace smentire e distruggere con i dati di fatto le teorie di quei personaggetti del web; a loro consigliamo di perdere meno tempo ad insultare noi su Fb e a dedicarlo allo studio, chinando il capo sui numerosi libri di testo che occorre studiare per entrare a far parte della nostra Categoria di Professionisti. In bocca al lupo!

di Miriam Palumbo

Insulti sessisti che hanno offeso l’Agente di Polizia Locale, la Donna e la nostra Categoria.

In luglio la Divisa del bel carabiniere ha fatto “impazzire il web”, così titolavano i quotidiani on line; i commenti avevano tutta l’aria di un gossip estivo.

Pochi giorni fa invece, stessa sorte non è toccata alla nostra Collega di Napoli che invece è diventata bersaglio dei leoni da tastiera, dei webeti per dirlo alla Mentana, su una pagina facebook spazzatura “Sesso Droga e Pastorizia”, una pagina in cui un personaggio del “calibro” di Alongi è diventato un idolo…

Questi miseri leoni da tastiera che danno sfoggio di tutta la loro pochezza d’animo e d’intelletto, hanno probabilmente toccato il fondo, offendendo l’Agente di Polizia Locale, la nostra Categoria e la Donna che indossava la nostra Divisa. Commenti sessisti e disgustosi di ogni genere; commenti immotivatamente aggressivi e lesivi della Dignità. Rabbia e stupidità, in certi contesti, su certe pagine Fb in particolare, si fondono e vengono amplificati sul web, fino a produrre una deriva folle e violenta sui social.

E’ un dato di fatto che la Polizia Locale è sempre attaccata gratuitamente, ma questa volta si è superato il limite dell’umana decenza.

Il Sulpl comunque continuerà sempre a chiedere nelle opportune sedi che certi comportamenti lesivi per la Categoria e per gli Uomini e le Donne in Divisa vengano puniti, senza sconti! Il Sulpl esprime tutta la propria solidarietà alla Collega.

di Miriam Palumbo

Intervista del Mattino a Giovanni Bonora responsabile dell’OS DiCCAP sugli insulti su fb all’agente donna della PM di Napoli

Obiettivi della Categoria

Equo indennizzo – Riconoscimento causa di servizio – Pensione privilegiata

Nota del SULPL    obiettivi-categoria-21-09-16

la 1 Commissione adotta la risoluzione 7 01104 presentata dagli On.li Fiano e Naccarato nella seduta del 26.09 u.s. per impegnare il governo affinché reinserisca la Polizia Locale nel personale appartenente al comparto sicurezza / difesa per questa particolare immediata esigenza di equità tra i Lavoratori di Polizia, essi che siano nazionali che locali, nella Legge di Stabilità 2017