COMPLIMENTI CAPITANO!

All’ On. Matteo SALVINI

Si, complimenti per aver detto quello che pensa realmente! Ma possibile che lo pensi realmente? O anche su di lei evidentemente i poteri forti hanno fatto un ottimo lavoro? Grave che non sappia che in questi mesi lavoriamo in Ordine Pubblico, quindi sotto le Prefetture, al pari di Polizia e Carabinieri.
Dietro quei selfie con le nostre polo, abbiamo scoperto che c’era il nulla o forse solo opportunismo politico-elettorale. O meglio, inizialmente le sue intenzioni sembravano le migliori sulla piazza del nulla politico e le sue idee con il nostro impegno costante e a tutti i livelli ad apportare i giusti correttivi, potevano diventare buone idee (certo un sindacato di Categoria non può sentirsi vicino a quei politici che ci vorrebbero disarmati e che urlano al dramma della percezione di insicurezza ogni volta che un sindaco annuncia di voler armare la Polizia Locale o a quelli che pure essendo attualmente al Governo lasciano dormire in un cassetto la nostra Legge di Riforma).
Ma ieri sera a “Non è l’arena” con quelle parole inopportune ed errate, proferite una dietro l’altra, ha proprio fatto un scivolone. Prova ne è che anche il Sindacato a lei legato da accordi (UGL) lo ha criticato aspramente. La Polizia Locale Italiana, perché è così che si chiama, è stata offesa nel profondo; parole che sono di per se ingiuste, ma ancor di più in questo frangente in cui probabilmente il controllo del territorio e i presidi delle zone rosse sono stati garantiti così a lungo, proprio grazie a quella Polizia Locale che fa i posti fissi, con cambi sul posto, no stop, e che ha perso anche dei Colleghi sul campo a causa del Covid, anche a causa del fatto che l’incapacità della politica tutta, non ha saputo garantire a sanitari e Forze di Polizia i DPI necessari a proteggersi. Queste due categorie di lavoratori sono ben consapevoli di non essere affatto composte da eroi, ma di essere carne da macello. A maggior ragione le sue parole hanno inferto un duro colpo, e se anche mai arrivassero le sue scuse, non basterebbero a risanare quanto causato.
Certo della Lega salviamo tutti quei Sindaci, Governatori e Onorevoli che difendono a spada tratta e nel modo giusto la Polizia Locale, dandole i giusti riconoscimenti e strumenti di autotutela.
E non si dica che abbiamo frainteso. Abbiamo capito benissimo, le sue parole non lasciavano spazio ad un minimo margine di interpretazione.
Sempre e comunque pronti a chiarire quali sono il ruolo e i compiti della Polizia Locale, a dispetto di quanto sostengono quei saccenti tecnici/burocrati che occupano poltrone al Ministero.

Distinti saluti

Mario Assirelli e Miriam Palumbo

Sindacato Unitario Lavoratori Polizia Locale
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9 Comments

  1. Una cortese richiesta, onorevole Salvini. Se può e se non le spiace troppo, dopo quanto ha detto ieri sera, per cortesia eviti di indossare una delle nostre magliette. Sa, noi nonostante tutto e nonostante tutti, le indossiamo con umiltà, è vero, ma anche con una certa fierezza. Non mi pare che Lei, questo diritto, se lo sia ancora guadagnato. Grazie

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  2. Cari Mario e Miriam, Cari tutti e tutte. È stato giusto tentare con uno di quei pochi che sembrava dare ascolto alle “esigenze della PL” (virgolettato per come spiegherò meglio dopo), tra le forze parlamentari.
    Questo anche al di là di simpatie od antipatie politiche e personali, (alcuni sanno perfettamente quanto mi è costato dire questo al Capranichetta anni fa e a ridosso delle elezioni nel 2018). Circa il personaggio in questione (anche qui al di là di vicinanza o lontananza dalla parte politica che rappresenta, che è!) non ho mai avuto stima politica circa competenze ed affidabilità, circa serietà e preparazione (il lavoro di parlamentare e di leader di parte politica lo richiedono, pardon lo richiederebbero).
    Temevo una delle tante avancés e “promesse di amore eterno” che la politica fa a chi chiede interventi normativi. Temevo uno dei tanti “far spallucce dopo essere stati eletti”. L’indossare felpe, giacche, cappellini, mi lasciava freddo (anzi, incazzato, perché la legge lo vieta ed il senso delle istituzioni lo condannano). Anche perché ne indossava troppe …le indossava tutte (e ne toglieva altrettante) con una rapidità ed un sorriso da far invidia ad Arturo Brachetti, il più grande quick change performer del mondo, con un sorriso e capacità seduttiva da far invidia alle professionisti del più antico mestiere del mondo. Ma in politica alcune volte, i cambiamenti si fanno accontentando taluni e scontentando tal altri. E la riforma della P.L., almeno una seria riforma della P.L., certamente scontentava molte persone, gruppi e poteri, che, sulla confusione e sul ruolo nostro ricondotto a metà tra polizia e servizi tecnici di polizia, ci sguazzano.
    Ripeto, ci dovevamo provare. Ci proviamo dal 1993 dall’infausta inclusione tra i regimi di lavoro “privatizzati” che fu la prima sonora sberla alle ragioni della legge 65 ed alle ragioni di un moderno servizio di polizia che a quella legge riferiva e da quella legge cresceva. da quella sberla non ci siamo più ripresi ed invece di dare seguito (migliorativo) alla conquista della 65, c’è stato un lento ed inesorabile precipitare nella considerazione normativa, amministrativa e giurisprudenziale, assieme all’opposto grande crescere della professionalità di polizia a tutto tondo della polizia che opera localmente.
    Bene hai fatto, caro Mario e cari gli altri, ad impegnarti in tal senso e bene fai doverosamente a continuare il tuo impegno al massimo livello.
    Riprendiamo facendo tesoro della lezione (anche se temevano, perché abbiamo agito non da sprovveduti, ma da costretti dalla scarsa attenzione della politica. Attenzione che va di pari passo e grado a serietà e competenza, purtroppo.
    Ripartiamo. Facendo capire che la riforma (buona non una schiforma) non è “per la P.L.”, ma per i cittadini. per la sicurezza, per il corretto e quotidiano svolgersi della vita civile, per l’esercizio delle nostre libertà e diritti in sicurezza e secondo legge.
    Ripartiamo chiarendo (chiarendoci) che con l’ecumenismo e il “volemose tutti bene” non si va avanti. Chiariamo che la riforma per una moderna polizia locale taglia tra chi la vuole e chi l’avversa… compresi quanti con animo da impiegati comunali vestono la divisa da poliziotto locale, comprese sigle associative, sindacali, parasindacali e “paraaltro”.
    Ripartiamo chiarendo che non è col proliferare di singoli e di gruppi che ritengono ergersi a esponenti nazionali si va avanti. Bisogna che si smetta alla farsa che vede addirittura sezioni locali anche di sigle o cartelli di sigle nazionali spingersi a scrivere, con poco senso di squadra, talvolta con poco o nessun senso tout court. Se questo fa bene all’ego di ognuno di noi (tutti amiamo ergerci a Napoleoni, scambiando la statura fisica del personaggio per quella effettiva ed esponenziale). Se vogliamo vincere meno ego ipertrofico di tanti e più coalizioni e rassemblement, perlomeno espositivi. La nostra associazione (sindacale, professionale ed umana) è la memoria storica della PM/PL ed è la più garnde (in numeri, rappresentatività, estensione geografica, proiezione europea, ampiezza di dibattiti e partecipazione alla politica sindacale. Impensabile che ci sia chi non viene o chi lascia (e fa “altro” che diventa un “fare contro”) per antipatia o simpatia a questo o quell’esponente. Qui c’è una organizzazione politico-sindacale. Qui c’è l’esigenza per la categoria di ritrovare la nostra stella polare (su cui il nostro Sulpl non ha mai cessato di regolarsi, anche nelle notti buie, camminando con la nostra memoria ed abitudine che ci fa da bussola nel percorrere rotte perigliose).
    Riprendiamo il cammino, riprendiamoci, smettiamo di presumere una politica che sia empatica e dimostriamo cosa siamo, comunichiamo meglio e convinciamo della nostra importanza. Anzi indispensabilità. Troviamo personaggi seri e competenti sopra la media, troviamo parti serie e competenti di parti politiche. Con una ricerca a 270o (perché tanto è l’emiciclo parlamentare, e perché escluderei gli estremismi extraparlamentari). Facciamo tesoro delle lezioni, non diamo (quasi) nulla per escluso e … rifacciamo la P.L.
    Troviamo i singoli ed i gruppi di questa forza di polizia che per vari motivi non sono con noi, pur avendo lo stesso obiettivo e troviamo come fare unione o perlomeno sinergia.
    Troviamo i gruppi sociali esterni alla P.L. con cui si può dibattere e lavorare. Troviamo i cittadini che amano la moderna sicurezza, che vogliono la polizia più prossima al cittadino (e meno ai primi cittadini), che condividono il (bi)sogno di una polizia locale che sia tale.
    Qui o facciamo la P.L. o si muore, anche come cittadini, anche come lavoratori con addosso una divisa di uno dei 50 toni di blu, anche professionisti della sicurezza pubblica.
    Qui o facciamo la P.L. o si muore. E nessuno scelga le mezze vie della prospettiva zombiesca, che dobbiamo abbandonare perché … non è vita. Non da poliziotto!

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  3. Da questa ennesima esperienza, dovremmo imparare tutti a non osannare nessuno dei politici a scapito di altri. Invece vanno solo sollecitati tutti con insistenza, a prescindere dal colore dei partiti. Io l’ho sempre fatto e continuo a farlo senza alcuna distinzione. Posso affermare che nel tempo il lavoro intrapreso a 360 gradi qualche risultato lo ha portato. Dunque non mi meraviglio delle esternazioni dell’ex ministro Salvini dal quale non è mai arrivato alcunchè. Si va avanti dimostrando quotidianamente che siamo maturi per il salto di qualità. Non ci vogliono nella loro famiglia e noi dobbiamo essere fieri di voler conservare la nostra identità di Polizia di Prossimità legata ai Comuni. Dobbiamo lavorare nella direzione di una Polizia Locale uniforme a livello Regionale, cercando di ottenere il riconoscimento giuridico di Forza di Polizia Paritaria e con questo termine intendo tutto quello che ancora ci manca. Restiamo più uniti di prima carissimi colleghi, dopo questa storica esperienza. Oltre chi si diverte ancora a bistrattarci c’è fortunatamente chi nelle Istituzioni ricorda al momento opportuno di citare il nostro nome a reti unificate riconoscendo i nostri meriti guadagnati sul campo. Almeno i nostri EROI caduti combattendo questa Guerra contro un nemico invisibile potremo dire che non sono morti invano. Forza Colleghi teniamo alto il morale. L’Italia civile ci guarda con rispetto. La Legge di Riforma arriverà se resteremo tutti uniti e lotteremo contro l’ignoranza e l’invidia.

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  4. La ricerca dell’identità della Polizia Locale italiana che passa da una decisa riforma di quella obsoleta legge 65 ha visto l’impegno di personale e sindacati, come il Supl, nel cercare di valorizzare i compiti e l’utilità sociale del poliziotto locale, spesso facendosi carico di problematiche di rilevo nazionale. E molte volte dando per primi risposte ai cittadini in termini di microcriminalità, controllo del territorio, droga e tanto altro. Di contro però non c’è mai stata da parte dei politici di ogni schieramento una vera volontà di legittimare quanto dalla categoria fatto nel bene della collettività. Lo dimostrano le continue e costanti indignazioni che la categoria è costretta a far notare per le uscite pubbliche di chi ci governa. Emblematica è stata la dichiarazione del Presidente della Repubblica Mattarella che tira in causa i “vigili urbani” parificandoli agli accertatori dei titoli di viaggio quando di parla di oltraggio. Questa è la vera visione dell’apice di questa repubblica! Ogni giorno, da Mattarella a Salvini siamo etichettati quali impiegati con la divisa che accertano i divieti di sosta. Allora è il momento di cambiare strategia. Ci siamo prodigati fino ad ora per dimostrare quanto possiamo e siamo in grado di fare bene? Non ha funzionato! Non siamo riusciti ad ottenere l’accesso alla banche dati nazionali e non siamo nemmeno considerati un lavoro usurante (lo è la mestra d’asilo, anche giustamente.. e noi no?). Diamo al politico ciò che il politico vede in noi.. Basta reparti cinofili utilizzati per il controllo del traffico di stupefacenti. Basta reparti di pronto intervento per sicurezza pubblica. Basta nuclei di prevenzione crimine. Basta uffici di polizia scientifica. Basta indagini complesse ed articolate. Divieti di sosta, questo gli dobbiamo dare. Solo divieti di sosta e rilievi di sinistri stradali. Mi sto violentando nel dire queste cose e mi fanno un male terrribile le mie parole stesse, ma le strategie finora adottate non hanno portato a NULLA. E ridico NULLA, è ora di cambiare! Usiamo il nostro teaser, diamo una scossa.. Ribaltiamo completamente la strategia! Cominciamo a dire no, forse solo così si accorgeranno di cosa facevamo prima. E forse solo così qualche politico si spenderà (realmente) per la categoria anche al di fuori del periodo elettorale nel quale indossando tutte le casacche fanno promesse da marinaio. Poi se per poco più di 1000 euro al mese vogliono veramente che facciamo solo divieti si sosta allora siamo noi che dobbiamo mestamente metterci il cuore in pace e considerare che fino ad oggi abbiamo solo sognato di fare la “polizia”.

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