Il SULPL contesta nuovamente le dichiarazioni di Nicola Porro. Le parole hanno un peso…

Scrivo la presente, in qualità di Segretario Generale del Sindacato Unitario Lavoratori Polizia Locale (SULPL) al fine di contestare le Sue dichiarazioni nel programma online “Zuppa di Porro”, pubblicato in data 20 maggio 2021 sul Suo profilo Facebook Nicola Porro, nei confronti degli appartenenti alla Polizia Locale.
Nel predetto intervento, avente ad oggetto la cronaca relativa all’archiviazione del procedimento a carico di Carola Rackete, Lei si rivolgeva ai suoi followers con i seguenti termini (minuto dal 14.17 al 15.00 circa) “allora io vi dico, porc* p******, che domani mattina quando mi fermano per strada con la mascherina, io, siccome penso che un diritto supremo per me sia la salute e per strada la salute è anche respirare, io mi tolgo la mascherina. E questo, voglio dire, sarebbe ben legittimo per gli stampisti. Ma, aggiungo, faccio come Carola. Se arriva un vigile urbano lo spingo contro il muro. E quando mi faranno un processo dirò che la mia libertà è superiore alla prevaricazione dello Stato, cioè della Guardia di Finanza o del vigile urbano, nell’impormi la mascherina e nell’impormi di stare al largo”.
E’ palese che il predetto intervento riveste carattere di particolare gravità considerati i numerosi followers del Suo programma online.
L’intervento si rivolge infatti ad un pubblico indiscriminato di persone che potrebbero essere indotte, sulla base delle Sue dichiarazioni, a ritenere di essere legittimate a porre in essere le condotte improprie da Lei indicate (“se arriva un vigile urbano lo spingo contro il muro”) in danno degli operatori della Polizia Locale (ovvero di qualunque appartenente alle forze dell’ordine) impegnati nei controlli per il rispetto della normativa anti Covid.
Sarebbe infatti auspicabile da parte di un giornalista con un grande seguito, come lo è Lei, che le dichiarazioni contenute negli interventi diffusi tramite social media fossero attentamente soppesate al fine di evitare atti emulativi che porrebbero in una situazione di evidente e grave pericolo gli operatori di Polizia Locale, che l’intestato Sindacato rappresenta, da parte di soggetti dotati di scarso senso critico.
Mi preme in questa sede sottolineare come nel predetto intervento siano peraltro contenute altre affermazioni di carattere diffamatorio e lesive dell’operato della Polizia Locale laddove ai suddetti operatori vengono impropriamente attribuiti asseriti atteggiamenti di prevaricazione in danno dei cittadini laddove si afferma che “la mia libertà è superiore alla prevaricazione dello Stato, cioè della Guardia di Finanza o del vigile urbano, nell’impormi la mascherina”.
Le predette affermazioni sono inaccettabili per chi, come gli operatori di Polizia Locale, si sono quotidianamente spesi ed impegnati per il contenimento della pandemia, per la coesione sociale e per la tutela dell’incolumità e libertà dei cittadini: a questo proposito preciso che ben 27 colleghi, nell’adempimento del proprio dovere, sono deceduti a causa del Covid.
Tanto premesso sono a chiedere che le dichiarazioni sopra riportate, contenute nel programma online Zuppa di Porro pubblicato il 20 maggio u.s. siano, da parte Sua, oggetto di rettifica attraverso un intervento di pari durata da pubblicare sul Suo profilo Facebook unitamente alle scuse formali a tutti gli operatori della Polizia Locale preavvertendo l’intestato Sindacato del momento di pubblicazione del post.
Distinti saluti
Mario Assirelli