Chi ha appiccato il fuoco nemico?

Stamattina siamo rimasti tutti sgomenti nell’apprendere la notizia finita sotto i riflettori della cronaca anche nazionale, dell’incendio che verso le 2 del mattino, ha distrutto il Comando di Polizia Locale di Mirandola (MO). Un fatto di cronaca tragico in primis perchè ha causato la morte di due persone inermi, colpite nel sonno, e ne ha ferito, anche in modo grave, molte altre. In secondo luogo perchè ancora una volta sono state colpite le Divise. Pensate l’assurdità o l’ironia della sorte… due cittadine hanno perso la Vita a causa di un vile attentato a un luogo che dovrebbe essere, il condizionale è d’obbligo, il simbolo della tutela dei cittadini. In campagna elettorale la Polizia Locale è un piatto ricco per tanti aspiranti politici in cui ficcarsi. Parlare di Sicurezza porta sempre voti; poi se rimangono solo parole al vento dopo la campagna elettorale, bhe, questa è un’altra storia.

Quello di Mirandola non è il primo, ne sarà l’ultimo attacco alla Divisa. È stato solo tra i più tragici perchè ha sacrificato Vite innocenti, ai cui familiari va il nostro sentito cordoglio.

Le indagini sono in corso. Materialmente fautore del disastro è stato, da quanto abbiamo letto dai giornali, un extracomunitario irregolare che indisturbato è entrato in Comando ed ha appiccato il fuoco, distruggendo tutto, ed avendo anche il tempo di appropriarsi indebitamente di qualche souvenir della Polizia Locale di Mirandola.

Ma proviamo ad andare oltre e a riflettere sull’accaduto. In realtà questo fuoco nemico è frutto del contributo di tanti colpevoli: 1. di quei Dirigenti che ignorano le segnalazioni della base e degli RLS riguardo alla mancanza di rispetto delle più basilari norme sulla Sicurezza nei luoghi di lavoro. Spesso le sedi dei nostri Comandi vengono collocati in adiacenza di abitazioni civili, in centri commerciali, in condomini! privi di telecamere o di sistemi di allarme. 2. di quella malafede e disprezzo verso la Categoria di quei tanti giornalai che imbrattano le pagine delle testate giornalistiche, i social e le trasmissioni della domenica, che amano infangarci e ridicolizzarci. 3. la mediocrità di tanti Amministratori e di tanti Comandanti politicizzati e yes man.

Viviamo in un momento storico nel quale è in atto un conflitto sociale molto acceso e pericoloso. Noi siamo come le altre Divise, da abbattere! Per una parte della società siamo l’incarnazione del male assoluto… ed essendo per le istituzioni una Polizia di serie B, siamo più vulnerabili e più facilmente raggiungibili.

È dunque imprescindibile tutelare a 360 gradi la Polizia Locale e anche le loro sedi di Lavoro, per tutelare maggiormente i nostri cittadini.

Miriam Palumbo e Mario Assirelli

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Nardella, espressione di un partito che è distante anni luce dalle richieste del Paese

In novembre 2018 abbiamo appreso con piacere che il Comandante della Polizia Locale di Firenze Alessandro Casale era intenzionato a dotare di Taser, in via sperimentale, 2 Agenti; il tutto con il benestare del Sindaco Nardella che aveva dichiarato, mostrando buonsenso

“Il taser è un’arma. Va considerata come tale e la valutazione non può che essere tecnica, da parte dei responsabili dei corpi di polizia municipale”. Una decisione demandata dunque in qualche modo al comandante fiorentino, Casale, nettamente favorevole all’utilizzo.“

Ma immediatamente si era levato l’urlo di dolore di Tommaso Grassi, capogruppo di Firenze riparte a sinistra (speriamo di no, viste le premesse sul tema Sicurezza…) che richiamava Nardella all’ordine

“sa di cosa si parla o la politica sulla polizia municipale e la sicurezza è appaltata al comandante Casale? Lo dico perché mettere il taser sulle mani dei vigili è pura follia”

A distanza di pochi mesi, scopriamo che  Nardella nelle ultime ore è caduto in confusione.  E’ di poche ore fa infatti la notizia che il Sindaco, come una sorta di Uomo del Monte… ha detto NO alla sperimentazione del Taser per 2 Agenti! Ma ciò che ci fa pensare che versi in uno stato confusionale sono le dichiarazioni rilasciate ai microfoni di RadioRai:

“Al momento abbiamo deciso di non sperimentare il taser investe la polizia locale di un ruolo, quello del contrasto alla criminalità, più appropriato per le forze dell’ordine non vorrei, cioè, che le municipali si appesantissero di compiti che devono svolgere i carabinieri e la polizia. Noi stiamo puntando sul modello del vigile di quartiere agenti in divisa che vanno a piedi e hanno il compito di presidiare il territorio, prevenire e ascoltare il cittadino”

Eppure, leggendo i report della Polizia Locale fiorentina è evidente che espleta la stessa tipologia di attività ad alto rischio aggressione a cui sono esposti i colleghi di tutta Italia e la cronaca dimostra che Firenze non è certo tra le città che primeggia sul tema Sicurezza. Addirittura la PL fiorentina è dotata di cani antidroga, Piper, Babacar e Ombra. Ma nulla… Nardella ci vuole così…

Polizia-Municipale

Modello VIGILE URBANO…

Dinanzi a questo scenario allucinante, non possiamo non condividere il pensiero del consigliere regionale della Lega Jacopo Alberti

“I taser sono uno strumento di dissuasione per la microcriminalità, la polizia municipale potrebbe essere molto più rispettata e la presenza degli agenti dotati di pistola elettrica sarebbe disincentivante per chi volesse compiere un reato – questo diniego alla sperimentazione è anche un segno di mancanza di rispetto verso il lavoro e la preparazione della municipale e del comandante. Pur di non avallare una proposta di Salvini il sindaco uscente arriva a negare uno strumento di sicurezza che sarebbe servito a tutti i fiorentini”.

Sinceramente non abbiamo molte speranze che questo sindaco uscente possa comprendere il nostro messaggio, ma ci proviamo lo stesso: dotare la Polizia Locale di Taser o di ogni altro strumento di difesa e che possa fungere anche da deterrente per un sempre più ricorrente rischio aggressione, non significa gravare la PL di un ulteriore compito, quello del contrasto alla criminalità, che secondo lei devono svolgere PS e CC. Egregio Sindaco, vorremmo le fosse chiaro che la Polizia Locale, anche se appiedata come la preferisce lei, può trovarsi in qualunque momento a dover fronteggiare una rissa, una rapina, un’aggressione, un abusivo iracondo e violento etc etc etc. Quando ci battiamo affinché venga dotata anche di Taser, parliamo di SICUREZZA, non di COMPITI esclusivi. Ed anche qui ha fatto una gran confusione! La sicurezza è un DIRITTO sacrosanto dei Cittadini che l’hanno votata e dei suoi Agenti di Polizia Locale che dovrebbe preoccuparsi di mettere in condizione di difendersi in qualunque situazione critica.  La invitiamo alla riflessione e a fare dei passi indietro sulla sua decisione, lunghi e ben distesi!

LA SEGRETERIA NAZIONALE SULPL

 

 

 

 

 

SULPL/LEGA: firmato il primo protocollo operativo Polizia Locale E-R

FIRMATO OGGI IN REGIONE EMILIA-ROMAGNA IL PRIMO PROTOCOLLO OPERATIVO TRA IL SINDACATO SULPL E LA LEGA DI SALVINI PER LA POLIZIA LOCALE – SEGUIRANNO ANCHE PER ALTRE FORMAZIONI POLITICHE.

Il PROTOCOLLO D’INTESA

COMUNICATO STAMPA⬇️

LEGA: “AGENTI DI POLIZIA LOCALE: FUORI DAGLI UFFICI, ARMATI A PRESIDIARE LA SICUREZZA DEI CITTADINI E L’ORDINE PUBBLICO”

E’ quanto prevede il protocollo operativo siglato questa mattina fra il Sulpl e il Gruppo Lega Emilia-Romagna: “Gli agenti non dovranno più occuparsi di attività che esulano dai compiti propri della sicurezza e del controllo. Dovranno essere dotati di armi da sparo (previa adeguata formazione), spray urticante, distanziatore estensibile e dissuasore elettrico (Taser). Rinnovo degli obsoleti parchi auto di servizio attraverso l’attivazione delle procedure volte all’acquisizione di veicoli derivanti da sequestri finalizzati alla confisca”

“Gli Agenti delle Polizie locali (Municipali e Provinciali) non dovranno più occuparsi di attività che esulano dai compiti propri della sicurezza e del controllo. Dovranno essere dotati di armi da sparo (previa adeguata formazione), spray urticante, distanziatore estensibile e dissuasore elettrico (Taser). Sempre nell’ottica di dotare gli Agenti di strumenti idonei al presidio della sicurezza dei cittadini e di tutela dell’ordine pubblico, gli obsoleti parchi auto di servizio dovranno essere rinnovati attraverso l’attivazione delle procedure volte all’acquisizione di veicoli derivanti da sequestri finalizzati alla confisca”.

E’ quanto prevede il “Protocollo Operativo Polizia locale Emilia-Romagna” siglato questa mattina fra Sulpl (sindacato di Polizia locale ndr) e il Gruppo Lega Emilia-Romagna.

“Il documento – spiegano i consiglieri del Carroccio Alan Fabbri, Matteo Rancan, Fabio Rainieri, Gabriele Delmonte, Daniele Marchetti, Stefano Bargi, Andrea Liverani, Marco Pettazzoni e Massimiliano Pompignoli – si prefigge l’obiettivo di uniformare i servizi che gli amministratori locali andranno a richiedere (in base alle normative vigenti e alla struttura dei corpi di Polizia Locale) ai loro Agenti, condividendo lo status e le prerogative della polizia di prossimità che contraddistingue le Polizie Locali nei territori della Regione Emilia – Romagna e nazionale”.

Il Protocollo prevede che i sindaci, il presidente dell’Unione dei Comuni, il presidente della Provincia e il presidente della Città Metropolitana, nell’ambito delle rispettive funzioni e ai fini della realizzazione delle politiche integrate per la sicurezza urbana attiveranno accordi anche intercomunali con la prefettura e/o le questure per ottenere la divisione dei compiti definiti con le altre Forze dell’Ordine ed avranno a supporto negli incontri l’ausilio delle competenze dei Comandanti della Polizia Locale per il coordinamento delle politiche integrate per la sicurezza nei territori regionali.

“Gli amministratori locali di riferimento e il comandante eviteranno che gli operatori di Polizia Locale si occupino di attività e ruoli (messo comunale, predisposizione atti per le occupazioni temporanee, autista di scuolabus, raccolta iscrizioni per i mercati settimanali, tasse che implicano maneggio di denaro) che esulano dai compiti propri di sicurezza e controllo. Gli incarichi estranei al Corpo di Polizia Locale verranno svolti da personale competente, in modo da sgravare gli Agenti da compiti impropri e implementarne il numero sulla strada. La Polizia Locale svolgerà le funzioni di sicurezza urbana e controllo: svolgimento funzioni Polizia Giudiziaria, controlli stradali, rilevazione incidenti, controlli commerciali, tutela del consumatore, controlli edilizi, controlli tributari, tutela del territorio contro l’abusivismo, controlli ambientali e sul settore di controllo faunistico, controlli ai regolamenti comunali, controlli Daspo, controlli alle residenze di persone non in regola con il permesso di soggiorno in Italia e nei comuni italiani” spiegano i consiglieri leghisti.

“E’ un protocollo che intende definire i compiti della Polizia locale, in forza del quale gli amministratori valorizzeranno la Polizia locale per garantire sicurezza ai cittadini ed agli oepratori medesimi, dotandoli in modo uniforme di tutti gli strumenti di difesa ed autotutela” commenta la Segreteria Regionale Sulpl, composta da Federico Coratella, Miriam Palumbo e Luca Falcitano.

“Tutti i giorni e a tutti i livelli il nostro Sindacato di categoria si adopera per far comprendere e conoscere ai politici il lavoro della Polizia Locale e i rischi a cui sono esposti gli operatori, inquadrati ricordiamolo come impiegati comunali. Nel Gruppo Lega dell’Emilia Romagna abbiamo trovato un interlocutore che ha mostrato attenzione ed interesse. Tant’è che abbiamo elaborato questo protocollo che intende definire i compiti della Polizia locale, in forza del quale gli amministratori valorizzeranno la professionalità degli agenti e, al contempo, garantiranno al meglio la sicurezza ai cittadini ed agli operatori medesimi, dotandoli in modo uniforme di tutti gli strumenti di difesa ed autotutela” conclude il Sindacato.

IL PIACENZA

Polizia Locale, aggressioni, Taser…

Venerdì 22 febbraio 2019 un Agente della Polizia Locale di Arezzo, Davide Frondaroli (nostro Dirigente S.U.L.P.L.) è stato aggredito e gravemente ferito da una risorsa tunisina che stava picchiando una donna.

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Il nostro Davide è una delle punte di diamante del Comando di Arezzo, preparato sia dal punto di vista professionale che operativo; è istruttore di arti marziali, ma tutte queste sue peculiarità non sono bastate a metterlo in salvo. Il tunisino  era una furia incontenibile e nella colluttazione gli ha causato con un calcio la frattura del perone, con una prognosi che da 36 è passata a 60 giorni e ancora l’intervento non è scongiurato, purtroppo.

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Negli attimi concitati della colluttazione è stato utilizzato anche lo spray, ma non è bastato. E se Davide avesse avuto in dotazione il Taser? un’ottima arma di difesa, capace di ridurre in maniera considerevole la probabilità di contatto tra l’operatore e il malvivente. Magari oggi, anziché essere immobile a letto, avremmo potuto vederlo in servizio per le strade di Arezzo al servizio dei Cittadini, per garantire loro Sicurezza. Questa ennesima aggressione ai danni di un appartenente alla Polizia Locale ci induce a riflettere ancora una volta sul nostro status e sulla questione tanto dibattuta delle dotazioni.

Anche nel 2018 la Polizia Locale in quanto ad aggressioni ha conquistato il podio insieme a Carabinieri e Polizia di Stato. Tutto questo avviene purtroppo nell’indifferenza totale dell’opinione pubblica e della parte politica. Per i Cittadini questo della violenza dilagante e troppo spesso impunita dovrebbe essere un dato allarmante, che dovrebbe spingerli a chiedere ai politici Sicurezza concreta per se e per le Forze di Polizia dislocate sui territori, deputate a difenderli.

E’ proprio in certi frangenti che la pistola ad impulsi elettrici potrebbe essere di grande utilità e potrebbe evitare il peggio, ma dobbiamo constatare che verso questo strumento di difesa da dare in dotazione anche alla Polizia Locale, ci sono ancora troppe inutili reticenze, espresse da buonisti, da gente insofferente alle divise, dettate da idiotologie infondate e veicolate spesso da associazioni sconosciute o da consiglieri di minoranza che usano la Polizia Locale per avere un attimo di visibilità e per sollevare polveroni contro i loro avversari politici. Ci riferiamo ad esempio agli Avvocati penalisti di Novara, ad esponenti di LeU, del PD, dell’ONU, di Amnesty International, Antigone, etc…

Il Taser è uno strumento operativo che se dato in dotazione, esercita una potenziale azione deterrente verso i delinquenti e servirà agli operatori di Polizia per difendere e difendersi. La stessa azienda produttrice ha sempre ribadito che il Taser non è mai stato causa di decessi. Tutto è tranne che uno strumento di tortura, diversamente da quanto sostenuto da taluni, e non è causa di morte per chi subisce la scarica elettrica. Gli operatori di Polizia infatti, non sono dei torturatori; è loro diritto poter salvaguardare la propria e altrui incolumità e vorremmo che fosse chiaro ai cittadini che spesso i politici locali fanno solo polemiche strumentali sul tema della Sicurezza che in campagna elettorale, insieme alla Polizia Locale diventa un loro cavallo di battaglia vincente per fare incetta di voti. A nostro avviso la priorità dei politici che a livello locale, Regionale e Nazionale amministrano il nostro Paese deve essere una e soltanto una: permettere a tutti gli operatori di Polizia, nessuno escluso, e sia nei piccoli comuni che nelle grandi città, di operare in sicurezza per poterla garantire ai Cittadini.

Negli Usa è almeno dal 2000 che la pistola Taser viene usata da Polizie Locali e Statali. Come sempre gli Stati uniti fanno da apripista rispetto all’Europa e all’Italia sulle politiche di sicurezza. Noi chiediamo al Ministro Salvini e ai politici locali di accelerare in tal senso, senza farsi irretire dalle polemiche prive di contenuto di chi, allergico alle Divise, vorrebbe mandarle allo sbaraglio e darle in pasto ai delinquenti nelle Piazze, durante la gestione dell’ordine pubblico o in situazioni ad alto rischio. Non si tratta di militarizzare le nostre città, si tratta semplicemente e realisticamente di tentare di salvaguardare il più possibile anche la Vita degli operatori di Polizia. Chiudiamo ribadendo che alla luce di quanto sopra esposto è necessaria anche la Riforma della Polizia Locale, senza se e senza ma. Sapete che ci stiamo lavorando giorno dopo giorno; la strada da percorrere è in salita e piena di insidie, ma noi non molliamo di un millimetro!

Al nostro Davide, un abbraccio fraterno e un sincero augurio di pronta guarigione, vogliamo che ritorni in pista il prima possibile!

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RASSEGNA STAMPA DELL’AGGRESSIONE:

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TELETRURIA

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“Il Perbenista” tra luci e ombre… e la Polizia Locale

Partiamo dalla definizione di “perbenista”, riferito al modo di comportarsi di chi vuole apparire persona perbene, seguendo con qualche ostentazione le norme della morale comune o uniformandosi a quelle della classe sociale dominante.

Spesso però questo aggettivo viene usato con accezione negativa, che a nostro avviso ben si addice ad un blog denominato “Il Perbenista” che si definisce l’unico blog senza bavaglio, l’unico blog che graffia con le unghie e che afferma che l’informazione rossa è quella di regime, la nostra è quella libera della rete: Abbiamo scelto una donna alla direzione per poter graffiare “senza parole”…anche solo con una fotografia.

A più riprese, questo pseudo perbenista ha attaccato a nostro avviso, gratuitamente, la Polizia Locale affermando che “la grande casta dei colletti bianchi fa di tutto per rimanere intoccabile con l’aiuto di una classe politica spesso complice”, gettando discredito sulla stessa, insinuando, alludendo e a tratti accusandola di godere di privilegi, il tutto “avvalorato” in malo modo da una lettera anonima. Il privilegio sarebbe, udite bene, quello di parcheggiare le auto degli Agenti in un parcheggio privato ove, come si evince dalle foto, la sosta non è disciplinata ne da segnaletica, ne da parcometri.

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Questi gli articoli:

LE FOTO CHE INCASTRANO LA CASTA DEI VIGILI URBANI

ANCORA PRIVILEGI PER LA CASTA DELLA POLIZIA LOCALE

PARCHEGGI VIP PER LA POLIZIA LOCALE DI UDINE

Sia chi scrive la lettera anonima che chi scrive sul blog sembra conoscere molto poco la grammatica italiana; nel parlare della nostra Categoria sembra nutrire tutto, tranne che stima, il suo atteggiamento sembra essere una via di mezzo tra un “vigile” mancato e un cittadino che ha appena beccato una “multa”. Insomma tutto, fuorchè uno che possa essere in grado di scrivere su un blog graffiante e senza bavaglio!

Quella de “Il Perbenista” non è informazione, non è giornalismo d’inchiesta come scrive l’anonimo lettore, ma è un modo come un altro per unirsi alla folta schiera dei leoni da tastiera.
Tuttavia si dice che a scrivere possa essere un tale Marco Belviso, attuale addetto stampa del Sindaco Pietro Fontanini. Se così fosse, non comprendiamo il senso di questi attacchi inopportuni che, oltre a gettare ingiustamente discredito sulla Polizia Locale, sortiscono anche l’effetto di gettare ombre sull’attuale Amministrazione di centro-destra, insediatasi lo scorso maggio, che pare stia facendo un buon lavoro per la Categoria, abbandonata da anni; questo interessamento è dimostrato concretamente con il trasferimento della Polizia Locale dalla Uti-Friuli Centrale al Comune di Udine, dopo due anni molto travagliati, con la nomina del nuovo Comandante, con la nomina di un giovane Assessore alla Sicurezza Alessandro Ciani molto presente, con un bando di mobilità e in prospettiva con un possibile concorso per nuove assunzioni, che andrebbero anche a beneficio della cittadinanza di Udine in termini di Sicurezza. E’ grave a nostro avviso che con il suo agire poco obiettivo, l’addetto stampa del Comune, in qualche modo, non ne valorizzi l’operato.
Inserendo il nome di Marco Belviso nel motore di ricerca Google leggiamo che…

Marco Belviso condannato a un mese per “tentata violenza privata”

Fontanini-Belviso, la Procura indaga su un sospetto voto di scambio

Sequestrato il Blog di un candidato alle elezioni comunali di Udine. Il Perbenista.

Importanti rappresentanti politici dell’opposizione, in questi giorni, hanno presentato interpellanze per chiedere conto del comportamento di Belviso che, a tutti gli effetti è un dipendente comunale che senza fondato motivo accusa altri dipendenti comunali!

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Insomma un perbenista tra luci e ombre potremmo dire. Certo non avremmo voluto dare risalto ad un personaggio simile, ma come è noto, da 33 anni il SULPL si adopera quotidianamente per difendere la Polizia Locale a 360° e dunque è nostro dovere farlo anche in questo caso. Fortunatamente, anche tra i commenti a corredo dei post dedicati alla Categoria sulla pagina Fb de “Il Perbenista” , i lettori esprimono scetticismo circa la veridicità delle affermazioni di chi scrive.

Ricordiamo sempre che la diffamazione è un reato e siamo soliti depositare nelle Procure di tutta Italia esposti per segnalare eventuali fattispecie di reato che si configurano sui social e in rete.

                                                                                                          La Segreteria Nazionale SULPL

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Il CSA annuncia l’ennesima mobilitazione generale… sciopero?!

Abbiamo letto, riletto e letto ancora l’articolo pubblicato ieri su Italia Oggi concernente il proclama da parte del Csa di una presunta mobilitazione generale della Polizia Locale, dopo la petizione UE!

Abbiamo dovuto rileggere perchè il Csa si presenta in pratica come il sindacato a cui tutta la PL italiana pare aver affidato le sue magnifiche sorti e progressive; quindi i paladini Garofalo e Marucci, dopo la petizione UE, la cui commissione dovrà spronare l’attuale esecutivo a darsi una mossa e mediare, hanno pensato bene di coronare il tutto con l’ennesimo sciopero. La motivazione? si legge “la risposta a decenni di promesse disattese, portate avanti da esecutivi diversi che non sono mai riusciti a togliere la polizia locale dal limbo del contratto degli impiegati comunali”.

La domanda nasce spontanea, ma di cosa stanno parlando? Questi sindacati che si fregiano di essere di categoria, dove intendono portare la Polizia Locale?
Noi del SULPL non ci siamo mai tirati indietro di fronte ad azioni di protesta, a manifestazioni, a stati di agitazione, a scioperi anche ad oltranza e della fame, ma lo abbiamo fatto cum grano salis e al momento opportuno, e non tanto per…
Forse qualche sindacato ha bisogno di scioperare per ricordare agli iscritti che esiste?!
Non ci tireremo indietro nemmeno per il futuro, ma con l’onestà intellettuale e il profondo senso di responsabilità verso i Lavoratori che ci contraddistinguono, dobbiamo dire ai Colleghi di non ascoltare queste sirene incantatrici. Dobbiamo guidare i Colleghi della Polizia Locale, non mandarli allo sbaraglio per secondi fini. Dopo Bruxelles, dove c’eravamo anche noi, qualcosa è cambiato; per la prima volta, oltre i confini italiani, siamo certi di essere riusciti a far comprendere l’essenza del lavoro della PL italiana e della disparità di trattamento che le viene riservato rispetto alle FF.OO.. La Commissione si è impegnata a intervenire sull’attuale esecutivo e noi con lei. Come? lavorando quotidianamente, intessendo rapporti capillari sul territorio per sensibilizzare la parte politica che spesso non conosce il nostro lavoro, quindi portando avanti instancabilmente la nostra politica dei piccoli passi. In questo momento storico, di timida apertura da parte del Governo, quale beneficio potrebbe dare uno sciopero? A nostro avviso, nessuno; servirebbe solo a fare passi indietro e a impoverire ancor di più le tasche dei Colleghi che vi aderiscono (sicuramente pochi). I tempi per uno sciopero sono prematuri visto che il dialogo tra Bruxelles e le nostre Istituzioni è in fase embrionale. Vi invitiamo ad ascoltare l’intervento del nostro Segretario Generale Assirelli all’Europarlamento, sul nostro Blog, e tutto vi sarà più chiaro… hanno nuovamente copiato e fatto loro il nostro intervento e il nostro risultato!

CHI È LA POLIZIA LOCALE ITALIANA? Audizione SULPL_Bruxelles, 22.01.2019

CHI E’ LA POLIZIA LOCALE ITALIANA, QUALI SONO I SUOI DIRITTI, QUALI LE SUE ASSICURAZIONI, QUALE IL SUO CONTRATTO, QUALI LE SUE PREROGATIVE … non si può avere lavoratori di polizia locale come impiegati in divisa nel campo della securety e safety – sulla sicurezza dei Cittadini non si scherza – o siamo impiegati o siamo polizia !!! (cit. Mario Assirelli)

Qui di seguito riportiamo il documento integrale del nostro Segretario Generale:

Al Presidente del Parlamento Europeo
Integrazione petizione – nr 0624/2017 documentazione supplementare – iscritta progetto ordine del giorno Commissione Bruxelles del 22.01.19, esame per le ore 09,15.
Tutela Lavoratori Polizia Locale – mancata equiparazione e violazione del codice etico europeo

Egr sig. Presidente, Lei dovrebbe conoscere, per il ruolo che ricopre, l’ordinamento della Polizia Locale italiana che è regolato dalla L.Q. nr.65/86. Gli appartenenti ai Corpi e Servizi della Polizia Locale Italiana svolgono sia compiti di Polizia Amministrativa e, al pari delle altre forze di Polizia ad ordinamento statuale, tutte le altre funzioni di Polizia: Giudiziaria, Pubblica Sicurezza, Stradale e Tributaria. La polizia di sicurezza (securety) mira a tutelare in generale la collettività contro i pericoli che minacciano la sicurezza e l’ordine pubblico, mentre la polizia amministrativa (safety) è intesa a tutelare la collettività contro i pericoli e le turbative specifiche che minaccino la collettività stessa in particolari settori della vita sociale e, quindi, esistono tante branche della polizia amministrativa, quanti sono i servizi e i beni che, nell’interesse della collettività, richiedono un’apposita tutela. Gli appartenenti alle Polizie Locali, al pari delle altre forze di Polizia ad Ordinamento statale (Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Penitenziaria e Capitaneria di Porto) sono chiamati ad assicurare legalità in tutte le Comunità locali, oltre l’ordinato convivere civile, il buon esempio (prima Autorità per una società che si considera civile), l’educazione ormai dimenticata in tutt’Europa, il rispetto delle regole, il dialogo e ad assicurare alla giustizia chi commette reati, assicurare le fonti di prova e che i reati non vengano portati ad ulteriori conseguenze – nello svolgimento di queste attività sono posti direttamente alle dipendenze dell’Autorità Giudiziaria ed in relazione, invece, alla qualifica di Pubblica Sicurezza alle dipendenze dell’Autorità provinciali (Prefetto – Questore) e nazionali (Ministero dell’interno). Con il d.l. nr 14/17 – disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle città – si sono individuati due livelli uno nazionale e l’altro locale potenziando l’autonomia dei sindaci e quindi della polizia locale (regolatrice di vita e di coesione sociale quotidiana) che è di fatto necessariamente impegnata a garantire sicurezza nelle città se non in via esclusiva comunque al pari delle Polizie statuali, infatti obiettivo delle linee generali della legge è coordinare e favorire la collaborazione tra le forze di polizia e la polizia locale nei seguenti settori d’intervento: scambio informativo tra polizia locale e forze di polizia presenti sul territorio, interconnessione, a livello territoriale, tra le sale operative della polizia locale e quelle delle forze di polizia, regolamentazione dell’utilizzo in comune di sistemi di sicurezza tecnologica per il controllo delle aree e attività soggette a rischio, aggiornamento professionale integrato per gli operatori di Polizia di Stato e Polizia Locale – il tutto rafforzato dal decreto sicurezza entrato in vigore a 29.11.2018 che prevede: sgomberi, invasione di edifici, utilizzo del Taser in fase sperimentale – Reato blocco stradale – Lotta al terrorismo – Stretta sul noleggio di tir e furgoni – Daspo per i sospettati di terrorismo – accesso ai terminali del Ministero dell’Interno esclusivamente per i Comuni sopra il 100 mila abitanti (tutte queste nuove disposizioni coinvolgono anche la Polizia Locale).
Lo Status giuridico degli appartenenti ai Corpi ed ai Servizi di Polizia Locale è controverso, per usare un eufemismo, poiché sebbene essi svolgano tutte le funzioni di Polizia a loro è riservato, dall’ordinamento, un Contratto di Lavoro di diritto comune e privato che produce enorme ingiustizia, diversità e palese violazione dei diritti comunitari tra i dipendenti della polizia locale e gli amministrativi e tra i Lavoratori della polizia locale e quelli della polizia nazionale – causa il famigerato Dlgs 29/93 ora Dlgs 165/01 il quale ha privatizzato il Pubblico Impiego e brutalmente anche la Polizia Locale, mentre, ha escluso , con l’articolo 3 del medesimo Dlgs, le altre forze di Polizia, per cui vede i Lavoratori della Polizia locale ampiamente discriminati rispetto a chi svolge le medesime funzioni ma dipendenti da un contratto di diritto pubblico. La Polizia Locale non può essere soggetta a privatizzazione e sul punto la giurisprudenza è palese e, in modo puntuale, rigoroso ed incontestabile afferma che l’attività di polizia, quale quella assolta dai Corpi Polizia Locale (Municipale e Provinciale), configura l’esercizio di una pubblica funzione e non di un pubblico servizio.

L’articolazione oraria per la totalità dei Corpi e Servizi avviene con prestazione resa in forma turnata, anche notturna, al fine di garantire la continuità del servizio di Pubblica Sicurezza, Polizia Giudiziaria, Polizia Amministrativa, Protezione Civile e Polizia Stradale ed in tal senso l’ordinamento italiano ha emanato il D. Lgs. n.66/03, in attuazione della direttiva europea n.93/104 CE e della direttiva 2000/34/CE, il quale si applica a tutti i settori di attività, pubblici e privati, in relazione a rapporto di lavoro subordinato-tale disciplina non si applica qualora “altri strumenti comunitari contengano prescrizioni più specifiche in materia di organizzazione dell’orario di lavoro per determinate occupazioni o attività professionali – l’art.2 del medesimo D.Lgs. concernente taluni aspetti dell’organizzazione dell’orario di lavoro non si applica nei confronti dei servizi di protezione civile, nell’ambito delle Strutture giudiziarie e penitenziarie e di quelle destinate per finalità istituzionali alle attività degli organi con compiti in materia di ordine e sicurezza pubblica e quindi non trova applicazione per i Corpi ed i Servizi di Polizia Locale al pari delle altre Forze di Polizia dello Stato … quindi?! CHI E’ LA POLIZIA LOCALE ITALIANA, QUALI SONO I SUOI DIRITTI, QUALI LE SUE ASSICURAZIONI, QUALE IL SUO CONTRATTO, QUALI LE SUE PREROGATIVE … non si può avere lavoratori di polizia locale come impiegati in divisa nel campo della securety e safety – sulla sicurezza dei Cittadini non si scherza – o siamo impiegati o siamo polizia !!!

Nella Raccomandazione (2001)10 del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa recante il “Codice europeo di etica per la Polizia”, nel paragrafo “I diritti del personale di polizia” affermava che “Il personale di polizia gode dei diritti sociali ed economici, in quanto funzionari pubblici, nella misura più ampia possibile”. In particolare, devono avere il “diritto di ricevere una remunerazione adeguata, del diritto alla previdenza sociale e di accedere a specifiche misure di protezione della salute e della sicurezza, tenendo conto del carattere particolare del lavoro della polizia; mentre la Raccomandazione 80 (2000) sulla criminalità e l’insicurezza urbana in Europa, il Congresso dei poteri locali e regionali del Consiglio d’Europa affermava che le autorità locali hanno un ruolo essenziale nella prevenzione e la riduzione della criminalità e che le autorità nazionali devono, di conseguenza, rafforzare le competenze dei governi locali e accrescere le risorse loro assegnate a tale fine, considerazioni ribadite nel 2006 con l’adozione di una seconda raccomandazione (Raccomandazione 197) sulla sicurezza urbana in Europa; nella Risoluzione 180 (2004) sulla polizia locale in Europa, il Consiglio d’Europa chiedeva tra le altre cose di “garantire il rispetto della capacità della polizia locale e del suo ruolo in materia di sicurezza e di prevenzione, in particolar modo mediante retribuzioni, pensioni, evoluzioni di carriera e possibilità di formazione pari a quelle offerte alla polizia statale; la Direttiva, invece, nr 2000/78/CE mira a stabilire un quadro generale per la lotta alle discriminazioni-dirette ed indirette-per quanto concerne l’occupazione e le condizioni di lavoro alfine di rendere effettivo negli Stati membri il principio della parità di trattamento; la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, ribadisce nel suo articolo 21 il principio di non discriminazione; la Costituzione italiana (artt. 3 e 36), prevede che a parità di funzioni deve corrispondere parità di trattamento e nel caso degli appartenenti alla Polizia Locale appare evidente una violazione della Carta Costituzionale Italiana con palese disparità di trattamento e discriminazione tra lavoratori.

VISTO
1. Le diverse interrogazioni scritte presentate già dal 11.09.2013 a codesto Parlamento da questo SULPL aderente alla Confederazione Europea EUROCOP;
2. Gli atti inviati alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo del 10.07.2015;
3. La petizione D310862 comunicata in data 21.06.2017 nr 0624/17;
4. La petizione al Presidente del Senato Italiano del giugno 2017.

Chiedo, pertanto, al Presidente del Parlamento Europeo

di analizzare attentamente questa manifesta violazione del diritto etico europeo tra i Lavoratori delle diverse forze di polizie in Italia e NON fermarsi alla semplice e superflua risposta che è di competenza della Nazione italiana ovvero di inviare una nota scritta al Parlamento italiano (fine a se stessa), perché significherebbe anche lavarsene irresponsabilmente le mani con la consapevolezza, a discapito di tutta la sicurezza della Comunità Europea, di diminuire il controllo del territorio a beneficio del terrorismo, che non ha barriere ne confini (vedi anche l’accesso ai terminali di Polizia – AD OGGI ANCORA LIMITATISSIMO – onde individuare i soggetti pericolosi, ricercati o che hanno espulsioni in atto o ordini / ricerca per arresti immediati – cosa gravissima che è successa e continua a succedere con il transito in Italia di diversi terroristi che hanno già operato in attentati con diversi morti e potrebbero essere fermati dalla polizia locale, ma questa NON è nelle condizioni di poter operare regolarmente verificando la loro identità e pericolosità causa l’inadeguatezza dello Stato!) – semplicemente perché la Polizia Locale italiana ha un vergognoso contratto di natura privata che prevede anche la produttività, tra l’altro!!!
Per non trattare la questione dei caduti in servizio per adempiere al proprio dovere in difesa dei Cittadini e per fare rispettare le regole del vivere civile e delle migliaia di feriti che ogni anno ha la polizia locale sul territorio italiano senza riconoscimenti, assicurazioni, tutele e pensione privilegiata (anch’essa ignobilmente cancellata dal Parlamento italiano nel dicembre 2011)!
Non solo ma che a livello previdenziale gli appartenenti a questa Forza di Polizia ad ordinamento locale ha l’obbligo di versare, da contratto PRIVATO del 21.05.18, le risorse economiche, previste per legge, in un fondo gestito dai sindacati confederali italiani (cgil, cisl e uil) e dall’associazione dei Comuni (Anci) (inoltrato esposti in tutte le Procure della Repubblica Italiane).
In Italia, altra anomalia da non trascurare sono i Consigli comunali -degli oltre ottomila Comuni – i quali decidono se la polizia locale può essere armata oppure no e non lo Stato! Lasciando indifeso il proprio territorio per il troppo buonismo anche di fronte alle ulteriori insicurezze dettate dalla società odierna.
Per non parlare delle problematiche ambientali, dell’inquinamento e dei controlli sul maltrattamento degli animali (anche volatili) che ha visto quasi l’annullamento/smantellamento delle Polizie preposte a questi specifici controlli (Polizie Provinciali e Corpo Forestale dello Stato).
Ribadiamo, quindi, con FORZA al Parlamento Europeo e al suo Presidente di intraprendere tutte le azioni necessarie per impegnare seriamente il Governo italiano nel garantire la parità di trattamento (contrattuale, economico, previdenziale) tra i Corpi di Polizia Locale (Municipale e Provinciale) e le altre Forze di Polizia ad Ordinamento Statuale per equità tra i Lavoratori del settore e per avere un controllo maggiore del territorio che determinerà più sicurezza per le Comunità e per l’Europa.
La Polizia Locale è la più capillare sul territorio ed è collocata in tutte gli angoli della Nazione; nessuno dico nessuno ha la medesima conoscenza delle persone, dei luoghi e degli ambienti di questa Polizia prossimità e, forse unica, nel tentare di recuperare i valori, i principi l’educazione e il rispetto di questa società e di limitarne le intolleranze.

Modena, 31 dicembre 2018

Segretario Generale
Mario Assirelli – Ufficiale di Polizia Locale Sassuolo (Mo)

Grazie al nostro intervento e alle nostre dichiarazioni, sia i parlamentari che i componenti della commissione, oltre che il Presidente, hanno dichiarato che non si limiteranno ad inviare una lettera al Ministero dell’Interno, bensì al Governo italiano tramite il Premier. Inoltre la sensazione è che vogliano realmente risolvere la questione -che resta di competenza dell’Italia comunque- ma per parte loro invieranno una delegazione in Italia con l’intento preciso di definire e risolvere la questione contrattuale della Polizia Locale e dei diritti di questi lavoratori. Quando verranno, a Marzo, il Sulpl sarà chiamato e andrà con loro sia in Parlamento che a Palazzo Chigi. Abbiamo voluto escludere il Ministero dell’Interno, affidando la raccomandazione al Governo e al Parlamento, in quanto i parlamentari ne saranno informati personalmente dalla commissione europea. Lo scontro è stato forte tra il nostro irriducibile Segretario Generale e il Presidente, ma ne è valsa la pena. I Parlamentari italiani presenti hanno salutato con piacere la nostra delegazione (composta anche dai referenti nazionali Claudio Mascella, Paolo Sarasini e Giuseppe Bonfilio), complimentandosi e confermando che non era mai accaduto prima d’ora che uno, senza autorizzazione, parlasse quasi il doppio del tempo, con tutte le risoluzioni e le reazioni positive!

Assirelli ha anche richiamato la commissione medesima alle sue responsabilità. Forza e orgoglio, Colleghi!!!