Perseo-Sirio: CGIL-CISL-UIL pretendono con spudorata arroganza che sia i contratti sia gli accordi da loro edificati e sottoscritti abbiano la prevalenza sulle Leggi approvate dal Parlamento. È ora di dire basta!

Dopo quanto prodotto dai soliti noti (cgil, cisl, uil), ovvero “l’accordo sulla regolamentazione inerente le modalità di espressione della volontà di adesione al fondo nazionale pensione complementare perseo/sirio”, non ci resta che … piangere, vuoi per la sfacciataggine della formula usata: “volontà di adesione” vuoi perché come al solito pretendono di farsi portavoce di tutti i lavoratori e osano sovvertire quello che la COSTITUZIONE stessa sancisce cioè le fonti della LEGGE.

         Pretendono con spudorata arroganza che sia i contratti sia gli accordi da loro edificati e sottoscritti abbiano la prevalenza sulle Leggi approvate dal Parlamento.

“quousque tandem Catilina abutere patientia nostra?”… quem ad finem sese effrenata iactabit audacia?  direbbe il buon Cicerone.

Facciamo chiarezza! La principale fonte normativa di riferimento dei fondi pensione è la seguente: Decreto legislativo n. 252 del 5 dicembre 2005 e ss. mm. e ii. – Disciplina delle forme pensionistiche complementari, la Legge stabilisce e norma questo delicato intervento sulle finanze dei Lavoratori e SANCISCE all’art.1 che L’ADESIONE AI FONDI E’ LIBERA E VOLONTARIA, tant’è che già due Tribunali del Lavoro (Ivrea e Arezzo) hanno sottolineato come l’unica forma di adesione sia quella basata sulla volontarietà del Lavoratore, altro che silenzio assenso o altre forzature o costrizioni dittatoriali, LIBERA VOLONTA’ solo ed esclusivamente quella!

Inoltre l’art. 3 della stessa Legge conferma che: “Le forme pensionistiche complementari possono essere istituite da: a) contratti e accordi collettivi, anche aziendali, limitatamente, per questi ultimi, anche ai soli soggetti o lavoratori firmatari degli stessi, ovvero, in mancanza (di detti accordi aziendali, ndr), accordi fra lavoratori, promossi da sindacati firmatari di contratti collettivi nazionali di lavoro….”

Ciò significa che se prima della costituzione dei fondi perseo sirio erano già in atto accordi aziendali tra i lavoratori ed altre forme pensionistiche queste rimangono e prevalgono a meno che non ci sia esplicita VOLONTA’ del Lavoratore di aderire ad altra forma!

In ogni caso ricordiamo ai falsi  “amici”  che non è possibile aderire ad un “contratto obbligazionario” senza la propria sottoscrizione, pena la nullità assoluta dell’atto, ad esempio vi siete mai chiesti perché, non ostante i contratti nazionali ed integrativi avete dovuto sottoscrivere un contratto di lavoro in forma singola? Semplicemente perché tutto è normato dal Codice Civile e si tratta di un’”obbligazione”, come questa cioè di un  accordo.

NON SCORDIAMOCI POI CHE PER LA POLIZIA LOCALE RIMANE SEMRE IN VIGORE l’art. 208 C.d.S.

Con Sentenza n. 95/2020 pubblicata il 03/06/2020 RG n. 315/2019, il Giudice del Tribunale di Arezzo ha evidenziato che il Comune di Arezzo, corroborato nella propria opzione teorica da un parere dell’Aran e uno dell’Anci (le cui analisi ricostruttive si risolvono, anche a detta del Giudice, in mere asserzioni di parte, essendo le figure soggettive che le hanno rese, enti esponenziali della parte datoriale), non versando le somme nei fondi precedentemente optati dai lavoratori, ha assunto un comportamento illegittimo e lesivo dei diritti dei lavoratori.

Addirittura viene evidenziato come non tenerne conto sia ingiustamente pregiudizievole, poiché non avrebbe alcun senso il mantenimento di una quota parte dei propri contributi in un fondo che poi non venga più alimentato attraverso periodici accantonamenti, considerato che è l’effetto dell’accumulo che porta per il lavoratore i maggiori benefici.

 Ancora una volta il tentativo di imbrogliare i Lavoratori è stato smascherato, ancora una volta dovremo attivarci per difenderci dai presunti amici, non ci scoraggiamo siamo attenti e continueremo la lotta per il ripristino dei diritti fondamentali.

Perseo-Sirio: CGIL-CISL-UIL pretendono con spudorata arroganza che sia i contratti sia gli accordi da loro edificati e sottoscritti abbiano la prevalenza sulle Leggi approvate dal Parlamento. È ora di dire basta!

ABBIAMO PREPARATO PER VOI IL MODULO PER LA RICHIESTA DI RECESSO IMMEDIATO DAL FONDO.

Ricordiamo inoltre che già nel 2018 ci siamo immediatamente attivati…

PRESENTATO, IN TUTTE LE PROCURE D’ITALIA, L’ESPOSTO DENUNCIA CONTRO ARAN, ANCI, CGIL, CISL E UIL PER LA DISTRAZIONE DEI FONDI DEL 208

VIDEO ECCO CHI GUADAGNA DAI VOSTRI FONDI PENSIONE…

IL CSA DALLA PARTE DEI LAVORATORI? SU Fb FORSE!

Tutti ricorderete il 21 maggio 2018 come una data catastrofica per la Polizia Locale Italiana, la data in cui grazie ai Sindacati confederali e il CSA, i Lavoratori della PL italiana hanno indiscutibilmente perso molti dei loro Diritti: pensiamo alla libera scelta di un fondo pensionistico per i neoassunti e alla volontà negata di destinare le proprie quote ad un Fondo scelto (diverso dal Perseo-Sirio), pensiamo ai festivi infrasettimanali, solo per citare le due cose che hanno avuto ricadute inaccettabili per i Colleghi.

Da quella data in avanti cosa è accaduto? E’ accaduto che il SULPL è stato costretto ad intervenire a più riprese per tentare di riparare ai danni fatti dai suddetti sindacati (con cause per i festivi infrasettimanali e infiniti atti di diffida e messa in mora contro quelle Amministrazioni che hanno dirottato le quote del 208 sul Perseo-Sirio, fregandosene della volontà dei Lavoratori). Quegli stessi sindacati che in vista delle RSU sono soliti improvvisarsi sindacati di categoria e amano travestirsi da sirene incantatrici del web, e il CSA ha probabilmente iniziato la campagna acquisti da ieri, con la pubblicazioni di manifesti e proclami!

Grande vittoria del CSA Regioni Autonomie Locali, Dipartimento Polizia Locale, riguardo le anomalie dell’art. 56-quater fatte rilevare solo dal CSA, in ordine all’obbligo da parte dei lavoratori  di versare il TFR al Fondo Perseo.

Oggi poi leggiamo un articolo su AREZZONOTIZIE in cui apprendiamo che

Tribunale accoglie le richieste della Municipale: “Il Comune versi le somme ai fondi previdenziali scelti dagli agenti”
„Il Csa, fra la primavera 2019 e il mese di gennaio 2020, aveva indetto una serie di stati di agitazione e di scioperi in quanto l’amministrazione comunale voleva destinare un contributo previdenziale spettante agli agenti di Polizia Municipale in modo esclusivo e obbligatorio al Fondo Perseo-Sirio“

QUESTO E’ VERAMENTE CLAMOROSO! in pratica il CSA ha fatto ricorso contro se stesso!!!

Infatti il 21 maggio 2018 con Cgil-Cisl e Uil ha sottoscritto questo….

E la Sentenza del Tribunale di Arezzo gli ha dato torto su tutta la linea!

Infatti, con Sentenza n. 95/2020 pubblicata il 03/06/2020 RG n. 315/2019, il Giudice del Tribunale di Arezzo ha evidenziato che il Comune di Arezzo, corroborato nella propria opzione teorica da un parere dell’Aran e uno dell’Anci (le cui analisi ricostruttive si risolvono, anche a detta del Giudice, in mere asserzioni di parte, essendo le figure soggettive che le hanno rese, enti esponenziali della parte datoriale), non versando le somme nei fondi precedentemente optati dai lavoratori, ha assunto un comportamento illegittimo e lesivo dei diritti dei lavoratori.

            Il ricorso dei Colleghi di Arezzo è stato dunque ritenuto fondato e accolto. La sentenza evidenzia come non si possa prescindere dalla volontà del lavoratore che intenda conservare l’adesione a forme di previdenza complementare, già scelte in precedenza e diverse rispetto a Perseo-Sirio.

            Addirittura viene evidenziato come non tenerne conto sia ingiustamente pregiudizievole, poiché non avrebbe alcun senso il mantenimento di una quota parte dei propri contributi in un fondo che poi non venga più alimentato attraverso periodici accantonamenti, considerato che è l’effetto dell’accumulo che porta per il lavoratore i maggiori benefici.

Come sancito dalla suddetta Sentenza è dunque nel diritto di ciascun lavoratore non soltanto conservare il fondo previdenziale esistente, ma anche che le somme spettanti continuino ad essere versate nel fondo già scelto. Si evidenzia altresì come il Giudice abbia imposto al Comune di Arezzo anche la restituzione delle somme già versate.

La vittoria è stata dunque dei Lavoratori, non certo del CSA, che probabilmente si è fatto promotore per tentare di riparare al danno arrecato, ma avrebbe fatto bene a farlo in sordina!

E anche questa volta, con rammarico (perchè ad essere danneggiati ingiustamente sono i Lavoratori), dobbiamo dire che lo avevamo detto! La castroneria sottoscritta era fin troppo evidente.

Comunque il Giudice del Tribunale di Arezzo ha emesso una sentenza che ha reso giustizia alla Polizia Locale Italiana.

I nostri Dirigenti hanno già ricevuto mandato dalla Segreteria Nazionale SULPL su come procedere per far restituire ai Colleghi della Polizia Locale il maltolto.

MEDITATE GENTE, MEDITATE…