S.U.L.P.L. & PENELOPE insieme a sostegno delle persone scomparse e dei loro familiari.

In attuazione del protocollo d’intesa siglato a Riccione durante il  Convegno Nazionale Sulpl “Noi Siamo la Polizia Locale” tra il nostro sindacato di categoria e l’Associazione Penelope, nella giornata di oggi si è tenuta a Roma una giornata di formazione per un gruppo di nostri iscritti, appartenenti alla Polizia Locale, tenuto dal Segretario Generale Mario Assirelli e dal Presidente Nazionale di Penelope Avv. Antonio Maria La Scala.

La giornata ha riscosso grande interesse tra i partecipanti: abbiamo ritenuto importante promuovere e appoggiare un nuovo approccio di integrazione e coordinamento interistituzionale atto a favorire, attraverso un’attenzione concreta, una maggiore consapevolezza ed un monitoraggio del fenomeno della scomparsa.

Realizzeremo congiuntamente azioni di informazione e sensibilizzazione nazionale e di tutti gli iscritti al sindacato e appartenenti alla Polizia Locale per richiamare l’attenzione di istituzioni e cittadinanza sulle caratteristiche e bisogni di intervento di un fenomeno quale la scomparsa delle persone, di notevole gravità e complessità. Organizzeremo dunque dibattiti pubblici, convegni, corsi di formazione e quanto altro possa favorire una maggiore diffusione dell’informazione del fenomeno in modo da poter individuare meglio strategie di intervento e di prevenzione. Nostro intendimento è anche quello di coadiuvare congiuntamente, a livello nazionale e internazionale, gli Enti Pubblici e Privati, le Forze dell’Ordine nonchè gli organi di Sicurezza nel sostegno, nella consulenza e nella ricerca di persone scomparse.

Obiettivo della convenzione tra SULPL e Penelope è realizzare un rafforzamento:

  1. delle azioni di prevenzione delle persone scomparse;
  2. delle attività di informazione e assistenza ai cittadini;
  3. delle attività di educazione alla legalità e prevenzione delle scomparse;
  4. del collegamento tra i cittadini e la Polizia Locale;
  5. del senso civico della cittadinanza sul tema;
  6. di un maggior rispetto delle regole che le comunità si danno per assicurare a tutti una civile e serena convivenza.

Ancora una volta, in quanto Sindacato di Categoria, abbiamo voluto puntare su di essa in quanto Polizia Locale è vera Polizia di Prossimità al cittadino e al loro  servizio.

Abbiamo voluto investire e valorizzare ancor di più i nostri Agenti/Iscritti, affinchè possano essere sempre di più un punto di riferimento per la cittadinanza. Infatti a ciascun Comando di appartenenza designeremo i nostri referenti per la realizzazione di questo importante progetto a favore della collettività.

Vi terremo aggiornati sugli sviluppi.

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Giornata della Memoria 2017… Noi non dimentichiamo.

Si è celebrata oggi a Genova, con l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, nel cimitero monumentale di Staglieno, la toccante Giornata della Memoria della Polizia Locale Italiana organizzata dal Sulpl, per commemorare tutti i Colleghi caduti o assassinati nell’adempimento del Dovere e in difesa dei cittadini, dal 12 settembre 1943 (eccidio di Barletta) ad oggi.

Per il nostro Sindacato maggiormente rappresentativo degli oltre 50.000 uomini e donne in Divisa, la Giornata della Memoria è divenuta un appuntamento irrinunciabile sia per non dimenticare i nostri Colleghi morti in servizio, nell’indifferenza di quegli stessi politici e burocrati che ci vogliono in ogni dove, sia per sensibilizzare le istituzioni locali che ogni anno partecipano sempre più numerose al nostro evento. E’ importante che la parte politica prenda coscienza di cosa sia la Polizia Locale Italiana, del suo essere sempre più qualificata, insostituibile e indispensabile, e acquisisca la consapevolezza di quanti Colleghi hanno sacrificato la loro Vita per amore della nostra Divisa, seconda a nessuno.

Hanno partecipato varie delegazioni di Comuni: per Genova il Vice Sindaco, il Presidente del Consiglio Comunale e il Comandante  della PL, nonché  il gonfalone storico della città; presente anche il gonfalone della città di Savona con Vice Sindaco e Comandante; per Piacenza hanno presenziato l’Assessore alla Sicurezza e il Comandante della Polizia Locale; per il Comune di Fontevivo (PR) il Sindaco. Alla commemorazione hanno preso parte diverse associazioni tra cui quella dei Cavalieri della Repubblica.

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Ringraziamo anche le Regioni Toscana, Emilia-Romagna, Veneto e Lazio per aver consegnato a questo Sindacato di Categoria le loro bandiere, concedendoci di farle sfilare in una Giornata così significativa.

Per i colleghi presenti in divisa, il momento più toccante è stato quello in cui il Segretario Generale Mario Assirelli ha dato lettura di tutti i nomi dei nostri eroi, troppi. E il “Presente” pronunciato alla fine di quell’elenco di nomi, sta a significare che ognuno di loro era li con noi, nei nostri cuori.

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Un pensiero è stato rivolto anche a quei colleghi e ai loro familiari che, senza supporto psicologico e sempre soli, sia in servizio che in famiglia, hanno deciso di rinunciare alla Vita attraverso tragici gesti, essendosi lasciati sopraffare dal male oscuro che nell’indifferenza dei più colpisce tanti appartenenti alle Forze di Polizia.

Ci siamo congedati con l’auspicio  che il prossimo anno il nostro Collega di Catania, l’Ispettore Luigi Licari, barbaramente aggredito in servizio da un branco di delinquenti e vigliacchi e ad oggi ancora in coma, vinca la sua battaglia con la Vita, da grande campione quale è, e possa partecipare alla prossima Giornata della Memoria, portando la sua testimonianza di quanto accaduto; glielo auguriamo di cuore e per lui chiediamo Giustizia, non sentenze sociologiche.

ONORE AI CADUTI, SEMPRE!

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Il Sulpl proclama lo stato di agitazione della Polizia Locale della Regione Emilia-Romagna.

COMUNICATO STAMPA

Pur essendo palese che le condizioni di lavoro del personale della Polizia Locale sono peggiorate per tutta una serie di fattori, tuttavia il nostro Sindacato di Categoria S.U.L.P.L., maggiormente rappresentativo della stessa, si vede costretto a proclamare lo stato di agitazione della Polizia Locale della Regione Emilia-Romagna, dal momento che dopo numerosi incontri in Regione pare che nella sostanza per i Lavoratori non cambierà praticamente nulla.

Abbiamo seguito tutto l’iter di modifica della Legge 24/2003 cercando di dare il nostro contributo per rendere la Polizia Locale dell’Emilia-Romagna più vicina ai cittadini e renderla al passo con i tempi, ormai radicalmente cambiati rispetto a 14 anni fa. E invece no! È proprio il caso di dire che ancora una volta la sensazione è che “cambia tutto per non cambiare nulla”, pur di dare il contentino ai vari politici e burocrati locali.

La Regione E/R ha messo da parte una Legge evolutiva e moderna, per prediligere una Polizia Locale ancora e sempre soggiogata ai capricci del politicante/burocrate di turno e questo è comprovato da un articolato in cui si ribadisce che il Comandante deve “preferibilmente” provenire dalla PL, un aggettivo-chiave che ha però pesanti ricadute in quanto significa che  l’organismo politico potrà accontentare qualsivoglia burocrate e metterlo a dirigere un Comando, pur non avendo la benchè minima idea del nostro lavoro.

In buona sostanza la Regione E/R non ha perso occasione per mostrare la sua refrattarietà rispetto ad una visione moderna della PL e tra l’altro non più differibile nel tempo, vista l’incombente minaccia terroristica, le sempre maggiori richieste e aspettative da parte della cittadinanza verso la nostra polizia di prossimità, non trascurando il mutato contesto socio-culturale; i burocrati regionali sembrano vivere in un mondo surreale, non avvedendosi della nostra mancanza di tutele legali e per la salute.

È loro dovere etico-morale tutelare gli Uomini e le Donne che indossano la Divisa della sola Polizia di Prossimità, troppe volte a nostro avviso oltraggiata e fatta oggetto di violenze fisiche e verbali.

È tempo che in Regione la smettano di trattarci alla stregua di impiegati amministrativi, rifiutandosi di imporre agli amministratori locali modelli operativi e organizzativi, nonchè fondi a tutela dei Lavoratori, cosa che invece accade in altre Regioni, non lontane dalla nostra che hanno adottato leggi regionali più al passo con i tempi e vicine alle esigenze della nostra Categoria, abbandonata dallo Stato.

                                                                                             Ufficio Stampa SULPL Segreteria Emilia-Romagna                                                                                                                    Dirigente SULPL Emilia-Romagna                                                                                                                                          Dott.ssa Miriam Palumbo

DI SEGUITO RIPORTIAMO IL DOCUMENTO DELLA DICHIARAZIONE DELLO STATO DI AGITAZIONE:

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Il S.U.L.P.L. compie 30 anni e li festeggia al 21° Convegno Nazionale “Noi siamo la Polizia Locale Italiana”

Si è concluso quest’oggi il nostro ventunesimo Convegno Nazionale “Noi Siamo la Polizia Locale Italiana” nella splendida cornice dell’Hotel Mediterraneo di Riccione.

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Il S.U.L.P.L. ha compiuto 30 anni e abbiamo deciso di festeggiarli in quest’occasione insieme ai nostri Colleghi (oltre 1200!) provenienti da tutta Italia. Un evento memorabile sotto ogni punto di vista: formativo, partecipativo, sindacale, politico e familiare. Abbiamo esposto una galleria fotografica, selezionando i momenti più significativi di questo trentennio del nostro Sindacato apartitico, libero, indipendente e realmente autonomo, che da sempre lotta per rivendicare i Diritti dell’unica Polizia di Prossimità.

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Ma il nostro Convegno è come sempre anche un’occasione per sensibilizzare la parte politica, le Istituzioni e la Magistratura verso la Categoria, per farne conoscere le problematiche e per dare risalto all’eccellente attività svolta in  tutta Italia nel quotidiano dagli Agenti, nonostante un quadro normativo che non consente alla Polizia Locale di operare con gli stessi strumenti e di avere le stesse tutele delle altre Forze di Polizia. Motivo per cui abbiamo affrontato il tema della “Legalità nella Pubblica Amministrazione e nella Società” con il Procuratore aggiunto della DDA di Catanzaro Vincenzo Luberto e il Capo Servizio della Gazzetta del Sud Arcangelo Badolati,

ed abbiamo organizzato una Tavola Rotonda con la Politica sulla #polizialocale 

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con l’intervento dell’ On. Naccarato (relatore del DdL sulla Polizia Locale), dell’ On. Lombardi (movimento Cinque Stelle), del Consigliere Regionale Emilia Romagna_Lega Nord Matteo Rancan e con il Sindaco di Chieti Di Primio (Vice Presidente Anci).

La sessione politica si è conclusa con l’intervento del nostro Segretario Nazionale Mario Assirelli che si è espresso con toni schietti e piccati, come è solito fare, a dimostrazione del fatto che il Sulpl antepone sempre l’interesse dei Lavoratori a quello personale, per sottolineare l’importanza di far rientrare la Polizia Locale nell’alveo pubblico dell’art.3 del Decreto legislativo n. 165/2001 (Testo Unico sul Pubblico Impiego) e invitare i Funzionari/burocrati dell’Anci ad ascoltare le indicazioni del Sindacato di Categoria in merito all’iter sul Decreto Sicurezza e a costruire un nuovo rapporto per il bene dei Lavoratori. Ha sottolineato la necessità impellente da parte della Politica di impegnarsi a tutelare gli Uomini e le Donne in Divisa della Polizia Locale, al pari delle altre Divise, poichè su strada la Divisa è una e i rischi sono i medesimi. Per lo stesso motivo, con la minaccia terroristica che incombe su tutti è necessario permettere ai nostri operatori di accedere allo SDI ed armare la Polizia Locale su tutto il territorio nazionale.

Un momento molto emozionate e sentito è stato quello della consegna dei riconoscimenti ai Colleghi che si sono particolarmente distinti nel 2016 nell’adempimento del Dovere, mettendo a repentaglio la propria incolumità per l’altrui interesse e, la consegna delle Medaglie d’Oro ai familiari dei nostri nostri Caduti, vittime del Dovere. Li premiamo noi, in quanto Sindacato di Categoria, vista l’assenza dello Stato e delle Istituzioni a qualunque livello.

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G R A Z I E  A  T U T T I E ARRIVEDERCI AL PROSSIMO CONVEGNO NAZIONALE S.U.L.P.L., UNITI SI VINCE!!!

Miriam Palumbo

Arrestato “in diretta” dalla Polizia Locale… il bello della diretta!

Da anni il S.U.L.P.L. si sta impegnando, anche attraverso i social a rendere giustizia all’immagine della Polizia Locale Italiana; per questo cerchiamo di documentare giorno per giorno, ora dopo ora l’attività dei Colleghi sul territorio nazionale. Certo non è facile far percepire alla gente cosa significa essere un Agente di Polizia Locale che opera a 360° sul territorio, indossando una Divisa considerata di serie B dalle Istituzioni che continuano a rinnegarci, ma che per noi operatori è motivo di orgoglio.

Vero è che negli ultimi anni la Polizia Locale sta mostrando tutta la sua forza dirompente, il suo essere indispensabile, vuoi per la richiesta di Sicurezza da parte dei Cittadini, vuoi per carenza di organico, vuoi per l’indiscutibile alta professionalità, specializzazione e abnegazione dei suoi Uomini e Donne in Divisa.

Stasera però nel leggere un articolo pubblicato da MilanoToday e da Today, due note redazioni  giornalistiche online, per la prima volta abbiamo avuto la sensazione, assolutamente positiva, che probabilmente qualcosa sta cambiando dal punto di vista dell’Informazione, anche per coloro che noi abbiamo definito gli “uomini e donne in Divisa senza volto“: abbiamo guardato il video di un arresto in diretta effettuato dalla Polizia Locale di Milano; proprio il bello della diretta potremmo dire! Lo stesso operatore ha descritto nel modo più corretto possibile tutto l’operato dei Colleghi e anche le difficoltà del momento e gli attimi concitati, evidenziandone la professionalità. Dunque riteniamo che sia opportuno ringraziare di cuore chi sa fare giornalismo vero, che è informare i Cittadini in modo oggettivo. Siamo stanchi di balzare alle cronache solo per le “multe” o per il “vigile in mutande” e per altre tristi vicissitudini, che non sono certo prerogativa esclusiva della Polizia Locale, ma che quando riguardano noi, i troppi giornalai si scatenano per settimane.

Dunque ringraziamo gli operatori della troupe di NewsMediaset e la redazione di MilanoToday, per l’ottimo servizio di informazione reso a tutti noi Lettori.

per la Segreteria Nazionale_Miriam Palumbo

 

La Polizia Locale e il terremoto: quello che una foto o le telecamere non possono raccontare… ciò che prova chi indossa una Divisa.

A raccontarcelo è il nostro Dirigente Sulpl di Bologna, Giuliano Corso. Abbiamo ritenuto giusto condividere le sue emozioni con Voi proprio oggi, giorno in cui lo sciame sismico continua a devastare il cuore dell’Italia. Ciò che lui ci racconta è qualcosa di molto intimo e sicuramente condiviso da chi questa esperienza l’ha vissuta, prestando soccorso alle popolazioni terremotate: è un’esperienza umana che ti arricchisce; riuscire a strappare un sorriso a quella gente con gli occhi velati di malinconia e disperazione, ricevere un loro grazie, ti riempie il cuore… ma le parole non bastano per descrivere ciò che un uomo o una donna in Divisa possono provare. Tutta la nostra vicinanza e il nostro sostegno alle popolazioni colpite dal sisma.t1

“Dalle foto non si vede la cosa più importante. Non si può vedere perchè non è tangibile. E’ la ricchezza che mi ha donato la gente del posto. Gente che ha perso tutto, ma che ha ancora la forza per ringraziare per ogni gesto e gentilezza che riceve. I loro sorrisi, il loro calore, la loro caparbietà a non arrendersi. Un’esperienza che mi ha arricchito e mi ha motivato a fare ancora di più per chi è in condizioni di difficoltà, sempre e ovunque. Ringrazio la Regione ed il Comune che mi hanno dato questa opportunità.”  (Cit. Giuliano Corso)

La Polizia Locale nelle aree terremotate del centro Italia

Siamo fatti così noi della Polizia Locale. Protestiamo e ci lamentiamo per una disattenzione, per non chiamarla indifferenza, che ormai si protrae da decenni. Pronti a minacciare misure di ogni genere pur di rivendicare il nostro ruolo e la nostra sacrosanta dignità. Ci hanno tolto tutto, o quasi. E quello che ci riconoscono ce lo presentano come una sorta di concessione di favore.
Eppure è sufficiente che qualcuno abbia bisogno di noi ed accorriamo da qualsiasi parte d’Italia, lasciando le “paturnie di cortile” a chi non ha altro a cui pensare, rimboccandoci le mani e rischiando, ancora una volta, le nostre vite. Sempre all’oscuro dei riflettori.
Le nostre divise non si devono vedere, non si devono leggere e non si devono riprendere. Eppure noi siamo sempre lì, al posto giusto nel momento giusto, ogni volta che c’è bisogno.
Ed eccoci anche qui, chi ad Arquata del Tronto, chi ad Amatrice e chi ad Accumoli o a Montegallo. Il centro nevralgico della tragedia del 24 agosto. Siamo lì dove la sofferenza ancora gela i cuori e la paura è pari solo alla voglia di risorgere.
E’ iniziata così la mia avventura a Montegallo. Il 25 agosto ho dato la mia disponibilità a recarmi presso le aree terremotate in aiuto alla popolazione, insieme a tanti altri colleghi. L’8 settembre la Regione ha richiesto 6 operatori di Polizia Locale da inviare il 10 successivo. E così è stato.
Siamo partiti in 6. Colleghi che non si erano mai visti prima d’ora che si incontrano come se si fossero sempre conosciuti. Silvia e Mirco del Corpo di Terre d’Argine, Samanta e Stefano del Corpo di Valsamoggia e Daniele ed io, Castel San Pietro. Arrivo a Montegallo in giornata e scambio di consegne con Fulvia, ispettrice ferrarese. La stanchezza di Fulvia, così come degli altri cinque colleghi, era evidente, anche se si leggevano nei loro volti i segni di un’avventura umana pervadente.
Pioveva quando siamo arrivati e ci siamo subito resi conto che l’impresa non sarebbe stata facile, né comoda. Il comfort dei nostri letti caldi ed asciutti ha lasciato il posto alle brande scomode e umide delle tende della protezione civile. Ricordo che all’interno della tenda l’acqua ristagnava formando delle pozzanghere sporche e gelide, delle quali al mattino ci eravamo dimenticati, ma che ci tornavano in mente non appena poggiavamo piede e a terra al risveglio, suscitando qualche risata e qualche sfottò cameratesco. Peccato che io fossi quasi sempre il primo a poggiare i piedi a terra.
Scomodità che non prendevamo mai sul serio e delle quali non ci siamo mai lamentati, consapevoli che per noi si sarebbe trattato di una settimana, mentre per gli ospiti del campo molto di più. Non potevamo quindi lamentarci. Un gruppo fantastico il mio. Donne e uomini che ho cominciato ad apprezzare sin da subito e con i quali ho stretto un legame profondo.
Sin dal primo giorno di lavoro, dopo un breve breefing, abbiamo dimostrato al campo che eravamo autonomi ed in grado di svolgere i nostri compiti istituzionali in perfetta indipendenza, conoscendo già a dovere il territorio, avendolo perlustrato il giorno prima con il contingente che ci ha preceduto. Ricordo che il responsabile ANCI della protezione civile, Marco, era visibilmente sorpreso di questa velocità. Ma è rimasto sorpreso anche di tutto il resto che nei giorni successivi è avvenuto.
Non c’è stato bisogno di chiedere ai colleghi di protrarre il lavoro oltre le consuete 6 ore quotidiane. Lo hanno fatto senza battere ciglio e senza esigere alcunchè in cambio. E così le nostre giornate di lavoro si sono protratte quotidianamente ben oltre, con una media giornaliera di 14 ore. Tre pattuglie automontate,sempre presenti ed efficientemente distribuite nel territorio.
Era così grande il nostro desiderio di stare vicino alla popolazione terremotata che anche solo un’ora di riposo ci sembrava tempo perso. Personalmente ero assetato delle continue esternazioni di gratitudine delle persone del luogo. Ed è ciò che più mi (ma mi permetto di dire “ci”) è rimasto impresso nel cuore in modo indelebile. Il calore e la franchezza che solo un popolo sofferente è in grado di dimostrare. E ne ho voluto fare incetta, come a lenire le ferite di un ventennio di lavoro mai riconosciuto e bistrattato. Finalmente la tanta gente che ci amava lo dimostrava in modo naturale e genuino. Credo che sia un po’ quello che ha mosso tutti noi a fare e dare tanto.
Certamente non sono mancate situazioni critiche. E non sono mancate neppure le solite gare a chi è più grosso e forte tipico di altre forze di polizia, le quali, sin da subito si rendevano conto del nostro vero valore e alla fine, anche nei gruppi chiusi di telegram, ci chiamano ora “fratelli”.
Ricordo una circostanza critica in particolare. In una delle frazioni di Montegallo è scoppiata una vera e propria “sommossa popolare” dovuta allo spiacevole compito degli ingegneri nel determinare l’agibilità casa per casa. Più di 30 cittadini assediavano due gruppi di ingegneri, i quali molto spaventati richiedevano l’intervento dei Carabinieri, presenti nelle 23 frazioni con una sola pattuglia.
Anche in quella circostanza siamo arrivati prima noi. Ricordo i volti sorpresi degli ingegneri, dei cittadini e degli stessi carabinieri (sebbene arrivati dopo di noi), quando hanno visto intervenire contemporaneamente tre pattuglie della Polizia Municipale. E’ stata sufficiente la nostra tipica capacità nel relazionarci con la gente per sedare subito gli animi, senza alcun sfoggio di forza per riportare la situazione alla normalità, terminando in una festa in cui i residenti facevano a gara per rimpinzarci di dolci e vin cotto. Proprio da quella situazione, così pericolosa se mal gestita, sono nate amicizie con persone del luogo che ancora oggi perdurano.
Furono i Carabinieri stessi a richiederci di fare servizio congiunto con loro non appena accorti della nostra efficienza e professionalità, pari a quella della maggior parte dei comandi di PL in Italia, ma sempre opportunamente celate.
Ricordo anche che un giorno vi era una troupe televisiva della RAI. Carabinieri, Vigili del Fuoco e Polizia di Stato (mai visti in tutta la nostra permanenza) erano stranamente numerosi quel giorno. E tutti curiosamente nella stessa angolare della telecamera. Era evidente quanto si adoperasse la troupe affinché nelle riprese non ci ricadesse anche una delle nostre divise. Non lo avrei mai detto se non fosse stato così evidente. Ma a noi non importava nulla.
Tutto ciò che ci importava, il sabato successivo, era di aver fatto un buon lavoro. Di aver dato sicurezza e donato il sorriso a quelle persone anziane e fragili i cui volti rimarranno sempre scolpiti nei nostri cuori.
Tante e importanti le attività svolte, dal controllo del territorio ad una efficacissima attività anti-sciacallaggio. Scorta ad ambulanze e vigili del fuoco. Vigilanza nelle zone rosse. Tutela e protezione delle popolazioni nel territorio e nei campi di accoglienza. Vigilanza ambientale e polizia stradale. Persino la tutela degli animali di affezione, lasciati soli nelle zone rosse, irraggiungibili per i residenti. Tantissime le gratificazioni, ma ormai devo sforzarmi per ricordarne i particolari. Ciò che risuona dentro di me come un eco inesauribile è una delle tante frasi rivoltemi da un’anziana donna con le lacrime agli occhi stringendomi la mano tra le sue: “Dio vi benedica. Tutto questo per una povera vecchia impaurita. Dovremmo inginocchiarci per ringraziarvi di tutto quello che fate per noi…”. Una musica completamente diversa da quelle che sentiamo nei nostri paesi. Questo le telecamere non lo hanno ripreso. E rimarrà sempre solo mio.

Giuliano Corso