TRA IL SERIUM (DDL POLIZIA LOCALE) E IL FACETUS (CSA)

Siamo orgogliosi se suscitiamo le preoccupazioni e le apprensioni di certi sindacati, in questo caso del csa, soprattutto se ci indicano come l’ex Sulpl, citiamo testualmente “che a voce del suo segretario nazionale si è sempre proclamato sindacato di categoria per la PL”… si, ci viene da ridere, “proclamato” ma da chi?…. I Galloni si conquistano sul campo…a noi li attribuiscono perché da un trentennio perseveriamo, crediamo e combattiamo per la Categoria!

Sempre per la Polizia Locale; tralasciamo “ex” il Sulpl, lo dimostrano e dicono i numeri è il sindacato di Categoria maggiormente rappresentativo per la Categoria.

Infatti, il SULPL, appoggia esternamente il CSE FLPL rimanendo libero e apartitico, per la polizia locale, scevro da qualsiasi pregiudizio e contro chiunque danneggi i Lavoratori, la loro immagine, la loro professionalità, i loro valori e principi di Donne e Uomini in divisa e sempre pronti alla difesa di questa UNIFORME CHE NOI AMIAMO IMMENSAMENTE!

Forse gli accordi elettorali fatti esclusivamente per raggiungere la rappresentatività fanno paura o forse perché il csa aspettava una nostra confluenza e scioglimento ….. noi non abbiamo la memoria corta.

Le nostre alleanze sono chiare e cristalline e finalizzate a contrastare il sistema della rappresentatività voluto dai grossi imperi economici sindacali in violazione dell’art. 39 della Costituzione, che, lo ricordiamo, al comma 1 prevede: “ l’organizzazione sindacale è libera”. Peccato però che con il sistema voluto e creato con il dlgs 29/93, ora d.lgs 165/01, (contro cui noi e solo noi abbiamo raccolto 600 mila firme per modificare lo stesso dlgs e manifestato portando a Roma oltre 17000 uomini e donne in divisa con due scioperi uno in inverso e l’altro in autunno del 1993!!!

Dov’era allora il csa manco esisteva! Come oggi manco esiste per la polizia locale! Grazie a chi non ha agito l’organizzazione sindacale non è libera di rappresentare i lavoratori se non raggiunge la rappresentatività …. alla faccia dello Statuto dei Lavoratori!

Pensate che per tutelare gli interessi delle lavoratrici e lavoratori della Polizia Locale si possa raggiungere la rappresentatività solo nella Categoria? Ma questo il csa lo sa benissimo, quanti poliziotti locali ha come iscritti e dove prende i voti delle RSU?

Il Sulpl da solo ha proclamato lo sciopero nazionale della Categoria in data 15.01.22 e veramente qualche rappresentante del csa pensa che abbiano aderito solo 731 colleghi…..ci viene veramente da ridere, noi le decisioni le assumiamo consultando la base.

Siamo noi a dire ai Lavoratori state attenti in sede di votazione a non confondere i due simboli, ma questo è superfluo noi non vogliamo offendere l’intelligenza e la sensibilità dei nostri colleghi.

Noi rivendichiamo la paternità dello Sciopero proclamato e riuscitissimo, ma nello stesso tempo abbiamo partecipato a tutte le iniziative tendenti all’unione delle Associazioni e Sindacati della Polizia Locale, peccato che la triplice ed il csa si siano sfilati, proclamando uno sciopero senza tener conto della tempistica prevista dalla Legge per poi revocarlo il csa (proprio prima delle elezioni delle RSU, falsissimi! Leggete attentamente quanto hanno scritto-smascherati da soli ….. sic! Ma ormai la doppiezza di questi personaggi non fa più notizia, lo sappiamo, ma come fare a non rispondere… Non siamo Santi!) e la triplice non partecipando alla seconda riunione della consulta nazionale l’ha di fatto scavalcata preferendo ad essa incontro con ANCI (risultati???). Questa è l’unità richiesta dalla Categoria …. ma noi ci abbiamo provato per rispondere alla base della Polizia Locale Italiana!

Lo sciopero proclamato per lo scippo delle funzioni legislative e previste dalla Costituzione al Parlamento, da parte del Ministero dell’Interno, non rimarrà episodio sporadico ed isolato, anzi, verranno nei prossimi giorni concordate con la base e puntualmente comunicate sia le azioni che le iniziative da porre in atto …. noi siamo abituati così, le decisioni le ponderiamo e condividiamo, è questa la nostra forza.

Il csa può stare tranquillo, noi continueremo la nostra azione come sempre, a tutela delle lavoratrice e lavoratori della Polizia Locale, le nostre piattaforme di rivendicazione non sono mai cambiate di una virgola, i colleghi questo lo sanno ed è per questo che ci hanno sempre sostenuto, ci hanno sempre dato forza e continueranno a farlo con buona pace del csa ….. possiamo affermare che noi ci siamo sempre stati e sempre ci saremo per la Polizia Locale, in questo caso perseverare è un obbligo!

Paolo Sarasini – Giuseppe Bonfilio

25.03.22

 

NOTA DEL csa

 

Carissimi, siamo orami nel pieno della campagna elettorale per le elezioni Rsu e Rls che si terranno il 5, 6, 7 aprile.

Ci teniamo a precisare che sulle schede elettorali troverete oltre al simbolo CSA (ed oltre a quelli da sempre presenti) un nuovo simbolo CSE (aprite le foto per visionarli bene).La neo CSE FLPL raggruppa una serie di sigle sindacali fra cui il Diccap/Sulpl e Usb.

A noi del CSA questo accordo nazionale ci è suonato strano in quanto l’ex Sulpl, che a voce del suo segretario nazionale si è sempre proclamato sindacato di categoria per la PL, adesso sta assieme ad altri sindacati fra cui Smart  Workers Union (e purtroppo la PL è assai poco “smartizzabile” ) ed Usb (che anche in assemblee non tanto lontano nel tempo, ha mostrato ritrosità nei confronti dei cosiddetti ” vigggili ” perchè, secondo alcuni lavoratori degli enti locali,   i vigggili guadagnano anche troppo !!! ). Forse sarebbe stato più naturale ed opportuno un apparentamento del diccap/sulpl con il Csa ? …. Secondo noi si, probabilmente i vertici nazionali della neo CSE FLPL hanno fatto altri ragionamenti (ci chiediamo quali …e come faranno a trovarsi in accordo successivamente nelle contrattazioni decentrate). Forse adesso capiamo anche perché il Diccap/sulpl da solo e senza interpellare nessuno per una lotta congiunta, proclamò lo sciopero nazionale della PL dopo che la Commissione Affari Costituzionali aveva stravolto il Testo Unificato di Riforma della PL (con dati provvisori del Ministero degli Interni di adesione a quello sciopero di 731 colleghi in tutta Italia). Detto ciò, nel pieno della legittimità e libertà sindacale, invitiamo tutti i colleghi a non confondere i due simboli al momento delle votazioni. Il CSA FIRENZE quest’anno presenterà una lista di 22 candidati RSU (vedi foto allegata) e 3 candidati Rls. Riteniamo che i 22 candidati siano trasversali a tutto il Corpo della PM di Firenze poiché provenienti da quasi tutti i reparti maggiori. Avrete comunque modo di rileggere i nomi anche sulle liste che saranno presenti nei seggi. A livello nazionale il CSA non è stato fermo dopo l’ingerenza del Ministero degli Interni sul teso Unificato (l’iter di Riforma della PL non è ancora concluso) ed abbiamo programmato un’azione di lotta nazionale per il giorno 29 aprile 2022 già visibile dal sito della Commissione di Garanzia dello Sciopero. Sulla questione riforma della PL abbiamo preferito lavorare in silenzio senza strumentalizzare le giuste rivendicazioni in funzione delle elezioni Rsu ed infatti lo sciopero nazionale si terrà dopo le elezioni stesse e congiuntamente ad altre forme di lotta e di rivendicazione che renderemo note dopo le elezioni.

Nel frattempo i sindacati nazionali confederali (Cgil Cisl Uil) cosa hanno fatto per contrastare lo stravolgimento del testo unificato di Riforma della PL ? Come mai non parlano mai di CONTRATTO DI DIRITTO PUBBLICO, equiparazione pensionistica al pari delle altre divise ?

MEDIATE GENTE MEDITATE E…..  VOTATE e fate VOTARE CSA.

Un abbraccio a tutti per CSA Andrea Sedicini

 

RIFORMA POLIZIA LOCALE: tutto quello che la Categoria deve sapere. Andiamo avanti!

Secondo comunicato post sciopero alla Polizia Locale, alla vera Polizia di Prossimità!

 

Dopo il conseguito SCIOPERO della POLIZIA LOCALE ITALIANA effettuato in data 15 gennaio u.s., attuato attraverso Presidi, Sit-In e Rappresentanze in tutt’Italia, riteniamo doveroso continuare ad informare la Categoria sulle iniziative intraprese e su quelle da intraprendere.

Giova ricordare gli eventi che hanno determinato la proclamazione dello stato di agitazione della Categoria, rimasto non conciliato e la, ovvia, successiva indizione dello sciopero:

  • la prima Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati congiungeva, in un unico Disegno di Legge (DdL), tutte le proposte di modifiche alla Legge Quadro 65/86, presentate dai Gruppi parlamentari, tale progetto di legge veniva approvato all’unanimità dalla medesima Commissione, quali rappresentanti di tutte le forze politiche presenti in Parlamento ed eletti democraticamente dai cittadini;
  • il testo predetto, successivamente, transitava al vaglio del Ministero dell’Interno (?!?) il quale veniva totalmente falsato – e mutava nel suo giusto precedente articolato – dalla burocrazia dei Prefetti, di quel dicastero, e reso inaccettabile alla Categoria.

Il Ministero dell’Interno ignorando completamente la nostra Carta Costituzionale, la quale all’art.70 stabilisce, in maniera inequivocabile, che la funzione legislativa è esercitata dai due rami del Parlamento – Camera e Senato – e non, evidentemente, dai funzionari burocrati del medesimo ministero – deformava il testo della Commissione con delle allucinanti indicazioni inaccettabili e derisorie per la Categoria, quindi IRRICEVIBILI e NON accettabili per il SULPL, per questi motivi le abbiamo respinte al mittente.

  • Questa Organizzazione maggiormente rappresentativa, nella Polizia Locale Italiana, su sollecitazione degli Operatori ha aderito, rendendosi disponibile (annunciandolo prima dello sciopero) ad organizzare e partecipare alle riunioni indette nelle date del 19.01.22 e 11.02.22 dalla Consulta Nazionale di Polizia Locale d’Italia (raggruppa alcune Associazioni di Categoria con esclusione di quelle aderenti alla nostra Organizzazione) che ringraziamo!
  • La partecipazione alle riunioni è sempre stata aderente allo spirito di lealtà che ci ha sempre contraddistinto da più di 35 anni e scevra da ogni preconcetto e da secondi fini, anzi sono state realizzate proprio per dare risposte ancora a chi crede nell’unità della Polizia Locale italiana.
  • Nel corso del primo incontro, nel rispetto delle diverse opinioni delle associazioni e organizzazione sindacali, è emerso la posizione di Cigl, Cisl e Uil, le quali ritengono che la Polizia Locale Italiana debba rimanere ancorata al comparto attuale – con tutte le limitazioni e incongruenze che questo comporta, a cui abbiamo dato ampie spiegazioni e motivazioni oltre che raccogliere 600 mila firme proprio per questa problematica – con contratto di natura privatistico (non era una novità!) e NON solo, ma l’intento era ed è quello di riuscire a realizzare attività tutt’insieme in favore di quella divisa che onoriamo tutti i giorni, magari ognuno con le proprie convinzioni, ma uniti nella lotta per la riforma.
  • Nella seconda riunione, nella quale si sarebbero dovute concordare le iniziative comuni da intraprendere, si registrava l’assenza della triplice e del CSA, si pattuiva di comunicare ad ANCI (parte datoriale – da noi incontrato più e più volte…sic!) la necessità di avere un confronto per rivendicare le opinioni congruenti.

Ora, dopo che abbiamo PER VOI urlato e chiesto l’unità della Categoria (che avevamo da tempo provato e riprovato ma che nonostante questo ci avete chiesto ancora di esplorare questo cammino, perché sui social, purtroppo, i Colleghi credono alle sirene del momento e che queste non operano MAI per un interesse unico della Polizia Locale, anzi devo dire che abbiamo purtroppo constatato, ulteriormente, che esistono troppi interessi personali e/o orticelli da continuare a coltivare, MENTENDOVI sempre e con costanza e continuità!!!) è emerso da comunicati pubblicati, i quali dimostravano il vero motivo dell’assenza di questi quattro soggetti nel secondo incontro – il loro vero scopo! Che non coincide certamente con il nostro ovvero con quello della Categoria. Fermarci/rallentarci!

Apprendevamo, infatti che cgil, cisl e uil avevano già chiesto un incontro con Anci, tenuto sulla riforma della Polizia Locale, avvenuto prima ancora della formulazione della richiesta ad ANCI da parte della Consulta e che il CSA aveva programmato e proclamato sciopero per il 25 marzo 2022 (forse in questo caso proprio per le elezioni delle RSU di Aprile pensando male….), poi posticipato perché rilevato errori da parte della Commissione di Garanzia al 29 Aprile e revocato anch’esso per i medesimi motivi …. (tra l’altro se lo avessero comunicato già al primo incontro con la Consulta avremmo, perché no, potuto partecipare anche noi!!!).

  • Per quanto sopra il SULPL, dopo aver presenziato con i propri Dirigenti (Dott. Giuseppe Bonfilio e dott. Giovanni Iannello Leone) lealmente alle riunioni, si ritiene di continuare il nostro percorso che sarà individuato dalla Struttura con altre azioni di lotta ma sempre pronti a collaborare con quanti hanno veramente a cuore gli interessi dei LAVORATORI della Polizia Locale Italiana.

Nel frattempo abbiamo scritto al Presidente del Consiglio dei Ministri – Draghi Mario – per renderlo edotto delle responsabilità del Ministero dell’Interno e dell’azzeramento del Parlamento italiano, relativamente alla nostra riforma!

Infine, siamo riusciti, grazie all’Onorevole Francesca Galizia, ad estendere per tutto il 2022, l’esclusione dal computo ai fini delle limitazioni di spesa per gli Enti sulle maggiori spese per il personale temporaneo della Polizia Locale.

Rivendicando e ribadiamo il motto UNITI SI VINCE, fatto proprio da questo S.U.L.P.L., Vi saluto fortemente e continuate a credere nel Vostro Lavoro, nella Vostra divisa ed insieme raggiungeremo uno degli obiettivi di queta Categoria.

Il Segretario Generale

Mario Assirelli

Modena, 19.02.2022

 

Primo comunicato – post sciopero del 15 gennaio u.s.

RIFORMA: ENNESIMA UMILIAZIONE DELLA POLIZIA LOCALE ITALIANA. SCENDIAMO IN PIAZZA, UNITI PIÙ CHE MAI! Lo Sciopero Nazionale avverrà a pochi giorni dal decennale della tragica scomparsa del Collega Nicolò Savarino.

Il S.U.L.P.L. nel prendere atto delle modifiche apportate dal Ministero degli Interni al testo unificato sulla legge di riforma della Polizia Locale conferma lo Sciopero Nazionale della Categoria che si terrà il giorno 15 gennaio 2022. Ancora una volta la Polizia Locale è stata umiliata e trattata dai burocrati statali come la Cenerentola tra le Forze dell’Ordine. Dinnanzi alle Prefetture verranno predisposti dei presidi fissi dove si effettueranno  volantinaggi in cui saranno distribuite le nostre richieste sia alla collettività che ai politici, sit-in e rappresentanze. Si attendono vostri pensieri, lettere e quanto ciascun Collega vorrà far pervenire alla scrivente segreteria insieme ad idee per ulteriori azioni di lotta. Smettiamo, per una volta, di partecipare all’evoluzione della polizia locale online, ma portiamoci realmente in piazza per dimostrare il nostro stato d’animo, la nostra rabbia, urlando le nostre rivendicazioni e i giusti diritti di Lavoratori deputati alla sicurezza.          
              I presidi saranno aperti a chiunque voglia esserci – anche con bandiere diverse, ma con il medesimo obiettivo, senza vincoli ideologici – con altri stendardi quali essi siano, ma dimostrando attivamente che non si può continuare a rinviare l’emanazione di una legge che rende giustizia alla Polizia Locale e tuteli il nostro sempre più difficile lavoro quotidiano.
              Lo Sciopero Nazionale avverrà a pochi giorni dal decennale della tragica scomparsa del Collega Nicolò Savarino avvenuta a Milano il 12 gennaio 2012. Non dobbiamo dimenticare mai che anche questa vita offerta per far  rispettare le regole comuni, la coesione sociale, rende sempre più evidente che non possiamo essere considerati impiegati in uniforme, ma che siamo una vera e presente Polizia di Prossimità  e che questa non può più essere denigrata e considerata figlia di un dio minore così come ha dimostrato di pensare anche questo Governo, accettando supinamente le inaccettabili modifiche apportate. In questo difficile momento non chiediamo risorse economiche – e solo noi sappiamo quanto ne avremmo necessità – ma chiediamo che vengano riconosciuti i nostri DIRITTI per poter operare al  meglio per la nostra Nazione e disposti a rischiare quotidianamente – ma con eguale dignità di trattamento dei colleghi delle polizie ad ordinamento nazionale – la nostra incolumità per la Comunità in cui viviamo.
              Se credi veramente nel tuo lavoro dimostralo fattivamente e realmente partecipando allo Sciopero Nazionale della Categoria e dando visibilità ai nostri presidi  insieme al SULPL, insieme a quella divisa di lavoro che quotidianamente indossi per tutelare la legalità e il rispetto delle regole del vivere civile.
 
E ….. RICORDATI CHE UNITI SI VINCE, SEMPRE !!!


Il Segretario Sulpl di Milano e della Lombardia Vincini Daniele

Il Segretario Generale Mario Assirelli
         

Il 15.01.2022 scioperiamo in massa per la nostra dignità di Lavoratori. Ribelliamoci a chi ci vuole umiliare, ribelliamoci a questo insulto chiamato “riforma”!

 

Piacenza, 28 dicembre 2021

 Fino a un mese fa la Polizia Locale ha sperato, ancora una volta, in una Legge di Riforma seria, che potesse chiarire il ruolo della Polizia Locale nell’ambito della Sicurezza e che potesse riconoscere a questa Categoria dignità e diritti di natura giuridica, previdenziale e assistenziale.

 Il testo era uscito dalla I Commissione Affari Costituzionali della Camera con l’approvazione all’unanimità dei Parlamentari.

 E’ stata la stessa Commissione Parlamentare Europea a richiamare il Presidente del Consiglio, il Ministro dell’Interno e i capigruppo dei partiti politici, per indurli a porre fine alla discriminazione sul piano organizzativo e remunerativo esistente in Italia fra la Polizia di Stato e la Polizia Locale.

Da sempre siamo equiparati nei doveri alle Forze di Polizia ad ordinamento statale (non ultimo l’obbligo vaccinale), ma mai nei Diritti.

 La nostra Categoria non è stata nemmeno ancora inserita nelle cosiddette “categorie usuranti”, nonostante il numero di caduti e feriti durante l’adempimento del dovere.

 Questo sindacato di categoria ha contribuito a 360 gradi alla redazione di quella proposta, come riconosciuto dall’On. Simona Bordonali (Lega). Ma ormai l’esperienza ci insegna che fino alla fine qualcuno può fare lo sgambetto. Ed infatti è arrivato per tutti noi il pacco di Natale.

Non a caso in data 6 dicembre u.s. abbiamo proclamato lo stato di agitazione, per le stesse motivazioni che il 15 gennaio 2022, in tutta Italia, indurranno la Polizia Locale a fare sciopero: il Deus ex machina è sempre e solo il Ministero degli Interni che puntualmente commette ingerenze nella nostra Riforma. I suoi funzionari, quelli del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, si sono catapultati sul testo e hanno dato indicazione alla politica di stravolgerlo e se possibile di renderlo peggiorativo rispetto alla Legge attualmente in vigore, la n.65 del 1986.

 Il risultato? per dirlo alla Fantozzi, una “cagata pazzesca”!

Svanito il contratto pubblico; è ritornata in auge la dicitura “Polizia Amministrativa” locale; ritorna in modo ridondante la richiesta alle Polizie Locali dei capoluoghi di provincia di garantire il servizio h24 per il rilievo dei sinistri (ovviamente per sgravare di cioè i gestori della Sicurezza); confuse qualifiche di Polizia Giudiziaria e Pubblica Sicurezza; regime previdenziale incerto; formazione demandata esclusivamente alle Regioni, così come la scelta di livree, divise e distintivi; sarà sempre il politicante di turno a scegliere se armare o meno la polizia Locale; con l’accesso alla banca dati sdi continua ad esserci preclusa la possibilità di essere edotti circa gli eventuali precedenti penali della persona che abbiamo di fronte; Comandanti nominati e quindi completamente asserviti alla politica locale ed esclusi anche dai tavoli in prefettura sulla sicurezza integrata.

 I burocrati del Ministero dell’Interno, probabilmente, hanno paura di perdere il privilegio di ricoprire il ruolo di “ first lady” in tema di Sicurezza; hanno evidentemente paura di una Polizia Locale riconosciuta a livello nazionale dalle Istituzioni. Ci preferiscono disgregati, disorganizzati e senza tutele. Ci utilizzano a loro piacimento a seconda del momento: basti pensare all’emergenza terrorismo quando i Prefetti e i Questori di tutta Italia, in accordo con i Sindaci ci usavano come scudi umani; alla pandemia che abbiamo affrontato in prima linea, lasciando sul campo 37 Colleghi; alle varie manifestazioni no vax: la Polizia Locale è per loro l’utile idiota.

 Questi burocrati, e spesso i sindacalisti che avallano senza averne titolo le loro castronerie, ignorano che una Riforma seria della Polizia Locale sarebbe solo un valore aggiunto per i Cittadini e per il Paese, poiché contribuirebbe a rendere più efficace l’intero sistema sicurezza e si potrebbe finalmente auspicare addirittura un sistema coordinato a livello nazionale.

 Speriamo vivamente che questo sciopero sia sentito e partecipato dalla Polizia Locale. Se non ora quando, far capire al Governo e al Ministero degli Interni che la Polizia Locale è stanca di vivere in questo limbo, di essere trattata come la Cenerentola delle Forze di Polizia. Non lo siamo.

I presidi si terranno davanti alle Prefetture e Questure di tutta Italia il 15 gennaio 2022, per l’intera giornata.

 Questa organizzazione sindacale invita tutte le OO.SS. e Associazioni a prendere parte a questo sciopero, molto sentito dalla Categoria, al fine di dare un segnale forte e chiaro alle Istituzioni: la Polizia Locale dice basta a ogni tipo di umiliazione proveniente dai funzionari ministeriali che sono i direttori dell’attuale Governo.

 Ai Colleghi diciamo: partecipate in massa! Lo sciopero riguarda tutti gli appartenenti alla Polizia Locale! Scioperiamo per la nostra dignità di Lavoratori. Ribelliamoci a questo insulto!!!

CARO COLLEGA, PARTECIPANDO, ANCHE TU POTRAI DIRE… IO C’ERO!

Vi aspettiamo!

Miriam Palumbo

 

COME MUORE UNA DIVISA…

AGLI ORGANI DI STAMPA

COME MUORE UNA DIVISA…
Massimo Boscolo, un giovanissimo Collega della Polizia Locale in servizio a Padova, è morto a soli 34 anni a seguito delle ferite riportate per essere stato travolto mentre scortava il team di handbike di Alex Zanardi.
Il 10 ottobre si celebra ogni anno la giornata Nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro: una giornata che vuole  commemorare coloro che hanno perso la vita o hanno subito infortuni  svolgendo la propria attività lavorativa. Ebbene, Massimo il 9 ottobre è rimasto gravemente ferito ed ha lottato tra la vita e la morte fino alla mattinata dell’11, quando a causa della gravità delle ferite riportate, ha perso la sua battaglia più importante. In quelle ore i media nazionali erano focalizzati sulla manifestazione romana, sul green pass, argomenti che probabilmente reputano maggiormente degni di nota rispetto a quello di una Vita tragicamente spezzata nell’adempimento del dovere; la giovane vita di un servitore dello Stato che indossa l’umile Divisa della Polizia Locale non fa notizia, figuriamoci.
Di contro i TG nazionali hanno reputato  una notizia il fatto che Superman sia diventato bisex e si sia  innamorato di un giornalista.
Anche dalla carta stampata e online questa tragedia è stata ridotta semplicisticamente a  sinistro stradale, nessuno ha evidenziato che si è trattato di morte sul lavoro.

《Le vittime degli incidenti sul lavoro sono persone che escono di casa con progetti per il futuro e attività dirette ai loro cari. Il luogo di lavoro deve essere il posto da cui si torna. Sempre.》(cit. Presidente della Repubblica Sergio Mattarella).
Belle parole e grande verità; peccato però che viviamo in un Paese in cui nella giornata nazionale del 10 ottobre le istituzioni (volutamente in minuscolo) nemmeno hanno fatto cenno ai morti di  questa Categoria e alla Vita di Massimo che proprio in quella ore era appesa a un filo. Una categoria la nostra che quelle stesse istituzioni si ostinano a non riconoscere come usurante.
Queste giornate sono sentite solo da coloro che hanno vissuto direttamente o indirettamente una tragedia simile. Per le istituzioni sono una mera passerella per ripulirsi la coscienza parlando di sicurezza e legalità, ne siamo convinti.
Pensate, quello di Massimo doveva essere un servizio ordinario, ma nel nostro lavoro anche l’ordinarietà si può tramutare in tragedia; può accadere, e accade troppo spesso, che un servitore dello Stato sia chiamato a pagare un tributo troppo alto, iniquo,  in nome del Dovere.
Essere operatori di Polizia è rischiare la propria Vita affinché i cittadini possano vivere la propria, in sicurezza. Può succedere ogni giorno a ciascuno di noi, lo mettiamoin conto. Ma un lavoratore morto nell’adempimento del dovere non merita l’oblio.
E quindi ecco spiegato “come muore una Divisa”: nel silenzio e nell’indifferenza di una società e delle istituzioni divenute ormai refrattarie e ciniche.
Ma quegli uomini e quelle donne in Divisa vivono nei nostri cuori e saremo noi Colleghi, e questo Sindacato, a donare Loro l’immortalità che gli è dovuta e che meritano, attraverso la memoria. Massimo è uno di noi e rappresenta ognuno di noi.

Ci piacerebbe, e sappiamo che è desiderio condiviso dalla Polizia Locale italiana, che qualche testata giornalistica decidesse di attenzionare e dare spazio a questa nota.

Il SULPL proclama lo stato di agitazione della Polizia Locale Italiana

Modena 13 novembre 2020


Spett.le Commissione di garanzia per il diritto allo sciopero
Piazza del Gesù n. 46
00186 Roma
segreteria@pec.commissionegaranziasciopero.it


On.le Presidente del Consiglio dei Ministri
presidente@pec.governo.it


On.le Ministro dell’Interno
segrdipartimento.ps@pecps.interno.it


On. Ministro Affari Regionali
affariregionali@pec.governo.it


Spett. ANCI
anci@pec.anci.it


Spett.le UPI
upi@messaggipec.it

Oggetto: Proclamazione Stato di Agitazione della Polizia Locale Italiana.-
Il Sindacato Unitario Lavoratori della Polizia Locale Italiana- S.U.L.P.L.-

Premesso che:
Gli appartenenti alla Polizia Locale Italiana, pur svolgendo da sempre le stesse funzioni delle forze di Polizia ad ordinamento statale, non ha gli stessi trattamenti giuridici, previdenziali ed assistenziali;


Il Consiglio dei Ministri in data 11 luglio 2019 ha approvato su proposta del Ministro dell’interno di concerto con il Ministro della pubblica amministrazione un disegno di legge delega per il riordino delle funzioni e dell’ordinamento della polizia locale.
La delega prevedeva, tra le altre cose, il riordino della disciplina in materia di accesso ai ruoli e della relativa progressione di carriera; nonché del rapporto di lavoro anche sotto i profili previdenziali e assicurativi;


L’Unione europea ha recepito già nel 2017 la richiesta avanzata in sede di audizione di equiparazione, in termini di tutele e formazione, alle altre forze di polizia ad ordinamento statale presenti sul territorio, inviando apposita missiva alle autorità italiane per chiedere di porre rimedio alla “discrepanza” di trattamento attualmente esistenti fra le forze dell’ordine nel nostro Paese, evidenziando “la discriminazione, sul piano organizzativo e remunerativo, esistente in Italia” fra la polizia di Stato e gli agenti locali, sottolineando “la necessità di coinvolgere” questi ultimi “nelle azioni volte a prevenire e combattere il terrorismo e la radicalizzazione”; pur ammettendo che la materia è di competenza esclusivamente nazionale, la Commissione Ue, nel documento inviato all’Europarlamento, ha riconosciuto che le forze di polizia locali possono svolgere “un ruolo fondamentale” nella condivisione delle informazioni e che potrebbero essere partner importanti nella lotta alla radicalizzazione e al terrorismo;


Nelle bozze delle ultime previsioni normative in materia di contenimento del Covid-19, era contenuta la possibilità di assunzione nella Polizia Locale in deroga alle disposizioni stringenti finalizzata al contenimento della diffusione della Pandemia, cancellata in sede di emanazione;


Tutto ciò premesso
Considerato che alla data odierna il Governo Italiano non ha emanato Leggi di equiparazione e di modifica dello Status Giuridico degli appartenenti alla Polizia Locale Italiana, pur avendo adottato legge delega, ai sensi della legge 146/1990 (regolamentazione diritto di sciopero) recante norme sull’esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali e sulla salvaguardia dei diritti della persona costituzionalmente tutelati. Proclama lo stato di agitazione della Categoria.
Trasmette la presente alla Commissione di garanzia e chiede convocazione presso l’organo nazionale individuato al fine del tentativo di raffreddamento del conflitto.

Il Segretario Generale F.to Mario Assirelli

firma autografa omessa ai sensi dell’art. 3 del d. lgs. n. 39/1993

VIDEOMESSAGGIO DEL SEGRETARIO GENERALE

Il SULPL ha rappresentato e dato voce alla Polizia Locale, accanto a tutte le Divise, per denunciare aggressioni e mancanza di tutele.

Ieri il SULPL Nazionale ha partecipato alla manifestazione organizzata dal SAP (Sindacato Autonomo della Polizia di Stato) in Piazza del Popolo a Roma; un evento che ha visto per la prima volta tutte le Forze di Polizia scendere in Piazza per una causa comune: DENUNCIARE LE AGGRESSIONI ALLE DIVISE E RICHIEDERE PER LE DIVISE PIU’ TUTELE.

E’ stata un’occasione per spiegare ai cittadini che le Divise, tutte (poiché non esistono distinzioni tra Divise, il sangue versato sulle strade ha un unico colore), oggi più che mai stanno attraversando un momento di grande difficoltà: su di loro sono riversati tutti i fallimenti di una politica che a tutti i livelli e salvo poche eccezioni, non è in grado di garantire Sicurezza ai cittadini e men che meno è capace di tutelare gli Uomini e le Donne che servono questo Stato, tutti i giorni, anche a costo della loro Vita.

Non bisogna dimenticare il sacrificio di tanti nostri Colleghi:  Nicolò Savarino (Polizia Locale di Milano) trascinato per metri da un rom, non ha ricevuto Giustizia nemmeno dopo morto; Francesco Bruner e Vincenzo Cinque ammazzati a Napoli, i “figli delle stelle” della Polizia di Stato di Trieste che hanno commosso tutta Italia, Matteo Demenego e Pierluigi Rotta, e il Carabiniere Mario Cerciello Rega barbaramente ucciso a Roma.

Come ha sottolineato Miriam Palumbo, essere stati in quella Piazza ieri è stato significativo ed emozionante, per rappresentare la Polizia Locale, il disagio delle Divise e per far si che la morte di quei colleghi non sia stata vana.

La Polizia Locale vive in un limbo: per lo Stato siamo gli Uomini e le Donne in Divisa senza volto. Siamo stanchi di questa politica dedita solo alle passerelle elettorali, che promette per poi far arenare sempre la nostra Legge di Riforma. Siamo inquadrati come impiegati comunali e in attesa di una Legge di Riforma dal 1986!

Da anni la POLIZIA LOCALE è sul podio (3°  posto) delle aggressioni con Carabinieri (1° posto) e Polizia di Stato (2° posto).

Guardiamo solo al primo semestre del 2020: nonostante il lockdown le aggressioni sono aumentate; eppure abbiamo solo protetto i cittadini con la nostra costante presenza sul territorio e i controlli anti-Covid, nonostante l’assenza per mesi dei necessari DPI (Dispositivi di Protezione Individuale). Siamo stati perfino destinatari di panni per la polvere per proteggerci… Ben 9 sono stati i nostri Colleghi deceduti per Covid.

Preoccupante anche la percentuale di aggressioni che vede protagonisti gli stranieri.

Gli ingressi al pronto soccorso di una Divisa sono troppi, mediamente 235 al mese, quindi 8 al giorno!

Eppure in molti Comuni i Colleghi sono disarmati, e anche senza spray, senza tonfa e guai a parlare di Taser per la Polizia Locale, si scatenano tutti i buonisti e benpensanti!

Non abbiamo accesso allo SDI, ma abbiamo l’obbligo di implementarlo! Il massimo che possiamo fare, nel caso ci trovassimo di fronte un qualsiasi pluripregiudicato, è verificarne la sua residenza anagrafica! O attendere la disponibilità delle Forze di Polizia ad ordinamento Statale.

Continuiamo a fare ORDINE PUBBLICO al fianco delle Forze di Polizia ad ordinamento statale, ma il nostro servizio è sempre travestito da viabilità!

La Polizia Locale di fatto è categoria disagiata, per questo chiediamo l’apertura verso le  categorie usuranti; studi scientifici infatti dimostrano che mediamente, rispetto ad un comune cittadino viviamo 8 anni in meno!

Se lo Stato e gli Amministratori non ci permettono di lavorare in sicurezza,

– dotandoci di tutti gli strumenti di autotutela necessari

– negando la mancanza di Sicurezza nelle nostre città e facendo credere ai Cittadini che si tratti di percezione di insicurezza!

– finché non ci saranno pene severe e certezza della pena per i delinquenti

Le Divise continueranno ad essere destinate al massacro, le aggressioni continueranno ad aumentare in modo esponenziale; i violenti si sentiranno sempre più forti e impuniti e anche quell’odioso partito dell’antipoliziaprenderà sempre più piede. Il tutto nell’indifferenza agghiacciante delle istituzioni, composte da burocrati trincerati nei Palazzi del Potere e dell’opinione pubblica.

I Cittadini dovrebbero prendere in seria considerazione quello che i rappresentanti delle Forze di Polizia hanno denunciato ieri in Piazza poiché, dopo le Divise, saranno loro i prossimi bersagli mobili, destinatari  di questa ondata di violenza gratuita e che il più delle volte resta impunita.

A conclusione del discorso abbiamo voluto ricordare ai Colleghi in Piazza che SU STRADA LA DIVISA E’ UNA!

Un grazie a tutti ai Colleghi dell’Emilia-Romagna che hanno partecipato! L’importante è ESSERCI SEMPRE!

MANIFESTAZIONE

LA NOSTRA BANDIERA

INTERVENTO DEL SEN. SALVINI

                                                                                                                                                   

Caro Collega, da chi ti senti rappresentato?

Caro Collega, da chi ti senti rappresentato?

La Commissione Affari costituzionali ha svolto, in videoconferenza, le seguenti audizioni nell’ambito dell’esame delle proposte di Legge recanti disposizioni per il coordinamento in materia di politiche integrate per la Sicurezza e di Polizia Locale. Vi riproponiamo qui di seguito gli interventi delle singole OO.SS.

4 giugno 2020
Luigi Marucci, presidente nazionale dell’Organizzazione sindacale delle polizie locali (Ospol)

16 giugno 2020
Mario Assirelli, segretario generale del Sindacato unitario lavoratori polizia locale (Sulpl)

7 luglio 2020
CGIL/CISL/UIL

CSA


Caro Collega, te lo dobbiamo necessariamente chiedere: da chi ti senti rappresentato? Secondo te, chi tutela la Polizia Locale? E tu, chi sostieni?!
La passerella in videoconferenza è stata molto partecipata; certo che se si fosse svolta in presenza, sarebbe stata affollatissima e anche occasione per scattarsi una miriade di selfie! Abbiamo sentito fiumi di parole; parole prive di concretezza, pronunciate il più delle volte leggendo per circa 10 minuti il proprio intervento, lettura durante la quale qualcuno ha perso perfino il segno! Oppure ci si è limitati a riproporre la solita cantilena quattro stagioni.

Avrete notato che il Sulpl è l’unico che ha dimostrato ancora una volta di essere concreto, pragmatico e diretto! L’unico che da sempre ha sostenuto le medesime idee per approdare ad una seria riforma! L’unico che ha indossato la Divisa della Polizia Locale!
E allora, non vi resta che ascoltare questi interventi e decidere realmente da che parte stare. Noi vi consigliamo di schierarvi dalla parte dell’unico Sindacato di Categoria, il S.U.L.P.L!

SE CREDETE REALMENTE NEL VOSTRO LAVORO, NELLA VOSTRA DIVISA E NELLA NOSTRA RIFORMA – POLIZIA LOCALE ( MUNICIPALE E PROVINCIALE ) ITALIANA – ALLE PROSSIME RSU VOTATECI – CON UN VOTO DATE FORZA AL SINDACATO DELLA CATEGORIA CHE OPERA COSTANTEMENTE PER GLI UNICI INTERESSI DELLA VERA E UNICA POLIZIA DI PROSSIMITA’, LA POLIZIA LOCALE.

E il 12 settembre… unisciti a noi!

La Polizia Locale: ignorata da tutti, ma non dal Coronavirus.

Qualcuno si è accorto di noi! Qualcuno si è accorto di quanto siamo presenti sul territorio e quanto siamo “vicini” alla gente… Finalmente! Direte voi.. Beh, non è proprio una fortuna. Perché ad accorgersi di noi in un modo così evidente non è lo Stato, il Governo o le forze di polizia. Ad accorgersi di noi è il VIRUS! Finalmente! Lui sa che esistiamo! E ci ha abbracciato facendoci capire che lui sì che è obiettivo e democratico. Lui è giusto. E adesso, magari, qualcuno di noi avrebbe voluto continuare ad essere invisibile. Il solito fantasma. Ma non c’è motivo di preoccuparsi.
Perché le istituzioni, anche quelle massime, hanno rafforzato il concetto che noi non esistiamo. L’ultimo DPR parla di tutti, ma proprio di tutti, tranne che di noi.
Fra poco l’unico modo che avremo per avere una sorta di filtro davanti alla bocca sarà quello di metterci in faccia un calzino riempito di cotone e carta forno, fatto seguendo uno dei tanti tutorial “fai da te” più per tenere impegnata la gente che per l’utilità degli oggetti.
Ancora una volta ci ritroviamo a fare la stessa attività dei cuginetti delle polizie “vere”, magari fatta meglio e di più, senza essere degnati neppure di uno sguardo, benevolo o malevolo che sia.
Lo fanno ancora una volta deliberatamente, scientemente ed impunemente. Perché sono consapevoli che tanto noi il nostro lavoro, o meglio, il nostro SERVIZIO lo rendiamo lo stesso. Perché siamo al servizio di qualcosa che è ancora più importante dello Stato e delle sue istituzioni. Anzi, rendiamo il nostro servizio nonostante lo Stato e le sue Istituzioni. Concetti talmente elevati che non meritano di essere infangati da lotte di quartiere o dalle miopie di burocrati incapaci.
Istituzioni che, a quanto pare, si dimostrano ancora una volta in malafede (perché non è che non sanno. Sanno e agiscono come se non sapessero) e soprattutto in preda al consueto “bipolarismo” che li connota. Ricordate la prefetta meneghina che oggi siede sullo scranno del ministero degli intenti (pardon) Interni? Si la Lamorgese . Non è una canzoncina, è proprio lei. Quella che finchè a livello locale non poteva far finta di non vederci si sgolava alla festa annuale della Polizia Locale di Milano dicendo che dovevamo essere riformati. Che non era giusto per l’intera categoria languire in uno stato di limbo normativo. Bene, lei! Quella che oggi, potendolo fare, nemmeno ci vede. Anzi, si è svegliata una mattina e ha decretato che anche noi dovessimo occuparci di polizia stradale. Insomma… è come se una persona, normodotata di senno e coscienza, sedendosi in quello scranno venisse “formattata” , “deframmentata“ e “riportata alle condizioni di fabbrica”. Come fosse stata colpita da una sorta di virus che neppure Kaspersky in persona sarebbe in grado di debellare. Lo abbiamo visto capitare a tutti coloro che, carichi di propositi nei confronti della nostra categoria, una volta entrati nell’ufficio sacro dei celerini, venivano colti da una sorta di trance recitando il mantra “I vigili urbani sono dipendenti comunali e non polizia”.
E allora… siamo ancora e sempre fantasmi.
Una delle cause più diffuse di quella che Marx definiva “alienazione”, ossia, detto con romanticismo, il disammoramento del nostro lavoro e la perdita della consapevolezza del nostro ruolo nella società. Quindi il mio suggerimento è: rinnoviamo questa consapevolezza!
Solo…. Evitiamo di commettere l’errore di identificarci in miti fuorvianti. Nel ruolo sbagliato insomma. Quello che dobbiamo fare è cambiare consapevolezza. Ossia, dobbiamo smettere di credere di essere poliziotti e quindi di FARE i poliziotti. E per far contento il RE e i suoi cortigiani assumiamo la consapevolezza di quello che loro vogliono che siamo: fantasmi!
Porca miseria! E’ così! Ora è tutto chiaro… perché nuotare controcorrente con il pericolo di sbattere contro gli scogli e affannarci inutilmente? Lasciamoci andare alla corrente. Ci trattano da fantasmi? Ottimo, e fantasmi siamo!
Io già mi trovo bene in questo ruolo. E per un attimo mi illudo di riuscirci. Sono un fantasma e non mi vede nessuno. Che pacchia!
Poi mi rendo conto che il cittadino mi vede bene. Anzi.. vede meglio me che i nostri cugini dalle divise sgargianti. E così pure le Procure. I magistrati non hanno tempo per le paturnie di cortile. Hanno bisogno di polizia giudiziaria e sanno molto bene che noi lo siamo e lo facciamo anche bene, se non meglio. E anche qui ci vedono bene. Anzi, direi che ci fanno le lastre!
Abbiamo scoperto che anche i medici ci vedono bene e anche loro ci fanno le lastre. Magari di tipo diverso. Si perché il cittadino non distingue le divise. Le vede bene tutte! E se deve metterne sotto qualcuna, magari volontariamente lo fa senza troppe cerimonie e distinzioni. Mannaggia… anche qui siamo visibili. E hanno scoperto, i medici, con accurati esami di laboratorio, che il sangue che esce dalle nostre ferite causate da coltelli, macchine o armi da fuoco, è rosso proprio come quello dei cugini diversamente colorati. Ma se ne guardano bene di diffondere questa notizia.
I giornalisti invece? Si quelli ci vedono, ma… sembra paradossale… sanno scrivere (non sempre) e non sanno leggere. E così nonostante sulle nostre divise e auto ci sia scritto POLIZIA LOCALE questi continuano a leggere “Vigili Urbani”. Sembra che si accorgano di noi solo quando marchiamo il cartellino in mutande, ma quando moriamo per aver condotto una lotta contro il malaffare della Terra dei Fuochi o trascinati da un SUV, allora siamo invisibili. O lo siamo molto poco o in modo “diverso”. Io li chiamo “cantastorie” i nostri giornalisti. Sapete chi erano i cantastorie o i menestrelli? Erano simpatici goliardi prezzolati che cantavano le storie che più si confacevano ai desideri dei padroni paganti e magari per deridere chi a loro proprio non andava a genio. Solo che questi ultimi erano simpatici e si sapeva che fossero leccapiedi del poterucolo.
E porca miseria adesso ci ha visto anche il VIRUS! Anzi, lui ci vede benissimo! E ci vede di più di quanto veda gli altri. E noi con le nostre divise che troppo spesso e stupidamente consideriamo come una sorta di schermo che ci protegge dal male, finiamo intubati in rianimazione. Ma ancora una volta da fantasmi.
Qualcuno penserà che questa versione romanzata sia oltremodo melodrammatica. E forse ammetto che un po’ lo sia. Ma è frutto di una scelta consapevole. Perché davanti ad una offesa o una umiliazione, NOI siamo abituati a reagire con il sarcasmo. Perché non possiamo esternare quello che pensiamo. E già.. non è proprio possibile. Si rischia di dare l’impressione che quello che pensiamo possa costituire un’offesa per ciò che abbiamo di più caro. La nostra Patria, il nostro Popolo e il Servizio che diamo ad essi e solo ad essi. E stiamo zitti perché non vorremmo mai che i meschini che ci governano in modo cinico e interessato, i guitti della politica e i virtuosi della pubblica sicurezza, si confondessero con i valori per cui ci sacrifichiamo ogni giorno. Abbiamo bisogno di credere almeno in questo. Essi sono una cosa, i valori per cui combattiamo e moriamo sono un’altra. E allora ci sta anche essere fantasmi.
Per quando poco valore voi diate alla nostra categoria, voi valete sempre meno.

Giuliano Corso

Segretario Regionale Agg. Emilia-Romagna

Assirelli: La Polizia Locale costretta a fronteggiare l’emergenza Coronavirus senza i necessari DPI. Gravissimo!

                                                                                      On.le Presidente del Consiglio dei Ministri
On.le Ministro dell’Interno
On.le Ministro di Grazia e Giustizia
On.le Ministro della Salute
On.le Presidenti delle Regioni
LL.SS.
Modena, 8 marzo 2020
Invio mezzo PEC

Questa Organizzazione Sindacale S.U.L.P.L., maggiormente rappresentativa della Polizia Locale Italiana,
PREMESSO CHE:
L’8 marzo 2020 è stato emanato il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri a completamento e ad integrazione del D.L. 23 febbraio 2020, del DPCM 23 febbraio 2020, del DPCM 25 febbraio 2020, del DL 02.03.20, del DPCM del I° marzo 2020, del DPCM del 4 marzo 2020, contenente nuove misure di contrasto alla diffusione del COVID – 19 sempre più stringenti.
La Polizia Locale sta già assicurando i servizi di controllo sia delle disposizioni a carattere nazionale, regionale e locale, in virtù delle qualifiche di P.G., di P.S.  poiché al servizio delle Autorità Sanitarie Locali.
Gli appartenenti ai Corpi e/o servizi di Polizia Locale hanno una conoscenza del territorio di appartenenza completa anche rispetto alle altre forze di Polizia.
Sono costretti ad affrontare le emergenze, seppur dopo numerose nostre richieste, senza i necessari strumenti di protezione sanitaria: mascherine, tute protettive monouso, occhiali, guanti ecc. ed abbiamo già diversi colleghi in quarantena (nessuno ne parla?! I “famosi” uomini invisibili) e stanno aumentando i contagiati forse qualcuno anche in isolamento.

Seppur impegnati al pari delle altre forze di Polizia, gli appartenenti alla Polizia Locale non hanno le stesse previsioni, tutele e protezioni previdenziali, assistenziali ed assicurative.
Tutto ciò premesso ed articolato, tenendo conto che i poliziotti locali hanno svolto, svolgono e svolgeranno con impegno rinnovato, spirito di sacrificio, abnegazione sempre dimostrati, tutti i compiti assegnati dall’emergenza in atto.
CHIEDE
A codeste Autorità di voler nel breve tempo emanare disposizioni cogenti, obbligatorie ed urgenti sulle dotazioni delle protezioni predette agli appartenenti della Polizia Locale Italiana impegnati in prima linea al controllo del territorio; presumendo che a breve, attraverso altri decreti sempre più stringenti, diventeranno quale appartenenti alla Polizia al servizio delle Autorità Sanitarie Locali unici o quantomeno primi incaricati del controllo del movimento dei cittadini nelle aree nelle quali la circolazione delle persone presumibilmente verrà limitata e/o vietata.
Come sempre la Polizia Locale viene abbandonata dalle Istituzioni, a partire dai Comandanti e dai Sindaci. Dalle province delle ormai conclamate zone rosse apprendiamo dai Colleghi e dai nostri Dirigenti che ad oggi la Polizia Locale viene ancora comandata a fare posti di controllo fisso (quando PS e CC, giustamente, sono stati esentati da tempo); esegue aso e tso, rileva incidenti anche con coinvolte persone che hanno violato la quarantena e affette da Coronavirus, tutto questo senza essere stati dotati dei DPI necessari per proteggersi, nell’indifferenza, nella sordità e nell’immobilismo degli organi preposti e pagati per tutelarci. Persone che evidentemente hanno preso di gran lunga sottogamba la gestione del rischio. Tutto questo accade ad esempio a Modena, a Piacenza, a Bologna.
Inoltre, eccezion fatta per pochissimi Enti, non ci risulta che anche in presenza di Amministratori o personale contagiato da Coronavirus, siano stati presi provvedimenti per la salute dei dipendenti, tipo anche la chiusura e sanificazione degli ambienti di lavoro. Tutto questo è gravissimo.
Nel medio tempo di riprendere le disposizioni di riforma della Polizia Locale Italiana racchiuse nel D.L. già adottato dal precedente Governo da convertire in Legge entro giugno, al fine di eliminare le disparità di trattamento in atto fra lavoratori che svolgono la stessa attività ed aventi le stesse funzioni, così come hanno chiesto e chiedono anche la Commissione ed il Consiglio Europeo.
Nell’assicurare comunque l’impegno diuturno a favore delle nostre comunità porge deferenti saluti.
Per il Sindacato Unitario Lavoratori di Polizia Locale

Il Segretario Generale Mario Assirelli

Viale Gramsci, 265
41122 – Modena
assirelli@sulpl.it – assirellimario@pec.it
3357733777

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