Qualcuno vuol far ricadere il fallimento dello Stato e del sistema Sicurezza su Sindaci e Polizia Locale.

Che fine ha fatto il Sap che diffondeva volantini con su scritto “C’è più sicurezza insieme. L’unificazione è una necessità》? Evidentemente è solo un lontano ricordo… ad oggi anche il Sap sembra essere diventato campanilista.

Abbiamo letto la nota inviata dal Segretario Provinciale SAP al Sindaco di Udine; più che una nota suona come un sollecito ad applicare l’accordo quadro siglato pochi giorni fa dal Ministro Lamorgese e il Presidente Anci Decaro.

In sostanza, facendo leva sull’accordo quadro, e trincerandosi dietro la carenza di organico e al mancato turnover, il Segretario fa chiaramente intendere che la Polizia vuole essere esonerata dal rilievo degli incidenti stradali! Parrebbe che, udite bene cari cittadini udinesi, a causa degli sporadici incidenti notturni la Polizia sia quasi del tutto impossibilitata ad effettuare il controllo del territorio e a contrastare la criminalità. In tutta Italia, per fortuna, i numeri degli incidenti notturni, sono molto ridotti, rispetto alla media giornaliera e statistiche alla mano è la Polizia Locale Italiana a rilevarli nella quasi totalità dei casi. Senza dimenticare che anche la Polizia Locale è in carenza cronica di organico e risente del mancato turnover; nonostante tutto, rileva la maggior parte dei sinistri, si occupa di polizia stradale, polizia giudiziaria, falsi documentali, sicurezza a 360°, edilizia, ambiente, violenza su donne e minori e chi più ne ha più ne metta!

È doveroso rendere edotti i Cittadini circa la “favola” sbandierata nell’accordo quadro tra Viminale e Anci, sottoscritto dal Ministro Lamorgese e dal Presidente dell’Anci Decaro ad inizio mese; questo Sindacato di Categoria ritiene infatti che i cittadini, che quotidianamente vivono il dramma del sistema sicurezza, che in alcune città sta implodendo, sappiano. E Udine, per quanto riportato dalla cronaca locale è una di queste.

Questo accordo quadro, molto criticato e discusso, “assegna alle Polizie municipali un ruolo preminente nell’espletamento dei servizi di polizia stradale sulla viabilità urbana, comprensivo della rilevazione degli incidenti stradali, e prevede l’attuazione di progetti specifici rivolti al miglioramento dei servizi di controllo sulla viabilità nelle aree di maggiori rischio. Nell’immediato, tale coinvolgimento riguarderà le polizie locali delle 14 città metropolitane e dei capoluoghi di provincia in grado di organizzare servizi di polizia stradale nell’intero arco delle ventiquattro ore.”

NELLA SOSTANZA, L’ACCORDO QUADRO PREVEDE QUANTO ACCADE GIÀ!

In quanto a Sicurezza siamo il Paese dei grandi proclami, della propaganda e dei facili accordi, che in concreto sono solo fumo negli occhi per gli ignari cittadini, e che nella sostanza nulla aggiungono alla finalità ultima, che dovrebbe essere quella di garantirgli maggiore sicurezza. La Polizia Locale 365 giorni all’anno rileva incidenti stradali e svolge costantemente attività di polizia stradale; nei capoluoghi di provincia già espleta il quarto turno, basta avere a disposizione personale in numero tale da rispettare gli standard minimi regionali e risorse economiche. Da sempre la Polizia Locale italiana nel quotidiano fa opera di prevenzione sulle strada con la finalità di ridurre i rischi e quindi salvare vite umane (appunto con costanti controlli di polizia stradale e perchè no, anche con l’educazione stradale). Occorrerebbe invece chiedersi,  cosa ha fatto questo ministro in concreto per il sistema sicurezza, oltre a sottoscrivere questo accordo quadro ridicolo con il presidente Anci? In concreto avrebbe potuto incidere con l’ergastolo della patente, col favorire la riforma della Polizia Locale, col favorire le assunzioni in Polizia Locale, contribuire alla realizzazione di servizi straordinari implementando le risorse economiche dei Comuni, fornire adeguati mezzi e strumenti anche alle Polizie Locali dei piccoli Comuni, consentire alla Polizia Locale di accedere allo SDI. Politici (buona parte) e burocrati (quasi tutti) quando si incontrano sanno fare solo propaganda, ma quella contenuta nell’accordo quadro è oggettivamente scadente e ingannevole. Uno specchietto per le allodole, insomma. Il Ministro Lamorgese dovrebbe spingere per l’equiparazione della Polizia Locale alle FF.OO. ad ordinamento statale sul piano delle tutele previdenziali ed economiche, favorendo e non osteggiando il rientro della PL in un contratto pubblicistico, se davvero avesse a cuore il problema sicurezza, poichè di questo si tratta, di un reale problema!

Sembra proprio che qualcuno voglia far ricadere il fallimento dello Stato e del sistema Sicurezza sui Sindaci e sulla Polizia Locale.

La Segreteria Nazionale SULPL

24° Convegno Nazionale SULPL

Si è conclusa sabato 11 gennaio 2020 presso l’Hotel Mediterraneo di Riccione, la 24esima edizione del Convegno Nazionale SULPL “Noi Siamo La Polizia Locale”. Sono stati circa 3 mila i Colleghi provenienti da tutta Italia che hanno preso parte all’evento. Alla Polizia Locale è stata garantita alta formazione come sempre, con l’introduzione di due nuove sessioni riguardanti il Codice Rosso per dire STOP alla violenza sulle Donne e sui minori,

📧 stopviolenza@sulpl.it
NOI SIAMO AL TUO FIANCO…

e la sessione in collaborazione con il Cerchio Blu per parlare di suicidi tra le FF.OO., prima causa di morte tra gli operatori.

INTRODUZIONE SESSIONE SUICIDI TRA LE FF.OO.

VIDEO

da Il Piacenza

Un tributo a tutti i Colleghi in Divisa che non sono più tra noi. Un omaggio commosso ai nostri Dirigenti Sindacali Sulpl che hanno rinunciato a vivere, troppi purtroppo…

Durante la sessione dedicata alla politica regionale, dobbiamo dare atto che l’unico candidato alla presidenza della Regione Emilia-Romagna che ha accettato con entusiasmo il nostro invito per parlare di Sicurezza e Polizia Locale in Regione è stato Simone Benini (M5S). Ha ritenuto di partecipare per dovere istituzionale ed ha riconosciuto che la polizia locale rappresenta un presidio di sicurezza importantissimo per i territori e non è accettabile che ci siano emergenze relative al sotto organico. Lucia Borgonzoni (Lega) pur essendo in tour in Emilia-Romagna non ha declinato nemmeno l’invito e non ha partecipato, al pari di Stefano Bonaccini (PD), che probabilmente sapendo di trovare una platea quantomeno delusa dalla sua scarsa attenzione verso la Categoria (ultimo spiacevole episodio quello del video patrocinato dalla Regione E/R nel quale la grande esclusa era solo la PL, video che ovviamente abbiamo proiettato in sala), ha addotto motivazione di impegni istituzionali a Modena per la mancata partecipazione. Ricorderemo il Presidente uscente come il politico che non ha saputo mantenere le promesse fatte, relative al demenziale video creato sulla sicurezza, al quale il SULPL aveva chiesto interventi in favore sia dell’ immagine, che di vestiario e di maggiori tutele e assistenza. Ma i nostri Dirigenti regionali hanno lanciato un messaggio forte e chiaro riguardo la serietà della politica: occorre metterci la faccia e confrontarsi, come siamo abituati a fare noi.
Nella giornata conclusiva invece, grandi attestati di stima nei confronti del SULPL e i suoi Dirigenti circa il ruolo fondamentale per gli interlocutori politici e per la Polizia Locale stessa, sono arrivati da parte degli Onorevoli Simona Bordonali e Claudio D’Amico (Lega), Francesca Galizia (M5S), Vicesindaco di Ferrara Nicola Lodi. I politici hanno raccontato delle loro esperienze assolutamente positive di collaborazione con il Sulpl, apprezzato da tutti per la credibilità, la trasparenza e la profonda conoscenza della Categoria e del suo status. Tutti hanno riconosciuto il ruolo fondamentale della Polizia Locale per il presidio dei nostri territori. Nonostante tutto, come sottolineato dai convenuti, la nostra Legge di Riforma è stata dimenticata in un cassetto ed è totalmente in fase di stallo, poichè il Parlamento ha ben altro a cui pensare, che non riguarda certo la Sicurezza. Ma il fallimento dello Stato in materia di Sicurezza è sotto gli occhi di tutti i Cittadini. Il SULPL, comunque, all’occorrenza continuerà ad essere una spina nel fianco della politica, perché quella Riforma deve essere attuata, oggi più che mai… anche alla luce dell’ultimo accordo quadro, vergognoso, sottoscritto dal Ministro dell’Interno Lamorgese e il Presidente Anci Decaro.

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ARRIVEDERCI AL PROSSIMO ANNO!

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ALBUM FOTO

Intervento del Segretario Generale Mario Assirelli

Videomessaggio On. Claudio D’Amico (Lega), Assessore alla #Sicurezza Comune di Sesto San Giovanni

Videomessaggio On. Francesca Galizia (M5S) alla #PoliziaLocale

Videomessaggio dell’Onorevole Simona Bordonali #PoliziaLocale #Sicurezza #Riforma

Premiazione dei Colleghi della #PoliziaLocale Italiana che si sono distinti per merito nel corso del 2019

RASSEGNA STAMPA

ESTENSE.COM

REGGIO2000.IT

LA PRESSA

IL PIACENZA

LA PRESSA

BOLOGNATODAY

RIMINITODAY

ALTRARIMINI.IT

SDI: i poteri forti dello Stato si muovono perché si sentono intimoriti dai grandi numeri e dalla professionalità della Polizia Locale!

SDI POLIZIA LOCALE: ecco muoversi i poteri forti dello Stato, come sempre scritto e annunciato dal SULPL! I numeri e le statistiche intimoriscono la Questura e il Comando Provinciale dei Carabinieri di Brescia al punto che il Prefetto è costretto ad intervenire, anche se non è di sua competenza determinare l’operatività degli operatori della Sicurezza in campo.

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Certo che il report 2018 della Polizia Locale di Brescia può far balzare sulla sedia coloro che ai vertici tengono ben stretto il primato dei “veri garanti” della Sicurezza: 949 notizie di reato, 142 arresti (di cui 125 per spaccio e detenzione di sostanze stupefacenti), 9648 grammi di sostanze stupefacenti sequestrate e 64mila euro di proventi recuperati, 807 persone denunciate a piede libero, 950 identificazioni etc etc. Qualche grande capo sarà imbarazzato, per non dire infastidito che la Polizia Locale, quella ritenuta da taluni di serie B possa oscurare le vere FF.OO.
Lo affermiamo convintamente dopo aver letto ed analizzato il vademecum del Prefetto di Brescia con riferimento allo SDI, che qualcuno vuole tener ben stretto, probabilmente perchè come abbiamo già affermato in altra sede è l’unico modo per tenere ancora la PL alle proprie dipendenze ed evitare di farle spiccare il volo, tentativo che non sempre riesce, e la PL di Brescia ne è l’esempio lampante! Il punto 4 del vademecum è veramente incommentabile, poichè asserisce che nel caso in cui l’interrogazione dia esito positivo, la Forza di Polizia interessata “invierà con tempestività sul posto una propria pattuglia per le incombenze di competenza“. In pratica, tra le righe si legge che in caso di positività dell’interrogazione, la vera Forza di Polizia interverrà per prendersi il merito dell’operazione e balzare agli onori della cronaca, come se già non accadesse troppo spesso! La linea seguita a Brescia è a nostro avviso totalmente sbagliata; esemplare invece quella tenuta dal Questore Venezia, a cui evidentemente sta realmente a cuore la sicurezza degli operatori di Polizia (tutti, nessuna Divisa esclusa) e dei Cittadini. Il Questore Masciopinto infatti ritiene la Polizia Locale, Forza di Polizia a tutti gli effetti e ne riconosce la preparazione e l’alto profilo professionale; egli ritiene essenziale la collaborazione tra tutte le Forze di Polizia dislocate sul territorio e fornire a tutti gli operatori medesima formazione e dotazioni (Taser compreso). A nostro avviso un modello da seguire per i Questori di tutta Italia. Lo stesso Ministro dell’Interno Matteo Salvini non deve farsi influenzare da chi vuol tenere il potere ben stretto; per chi come lui afferma di tenere alla Sicurezza, è fondamentale estendere l’accesso allo SDI anche alla Polizia Locale, senza limitazioni, e definire al più presto la nostra Riforma.
Ad ogni buon conto è giusto chiarire al Prefetto di Brescia che chi ha sempre lavorato con passione, continuerà a farlo, non sarà certo una circolare a metterci i bastoni tra le ruote. La legge 7 marzo 1986 n.65 all’art. 5 rubricato : ” Funzioni di polizia giudiziaria, di polizia stradale, di pubblica sicurezza” individua lo status giuridico degli appartenenti alla Polizia Locale Italiana; numerose previsioni normative riconoscono alla Polizia Locale “il diritto”, proprio per le funzioni de quibus, di accedere, in attesa che tali disposizioni vengano meglio regolate e definite, per il tramite delle altre forze di Polizia ad ordinamento statuale. La Polizia Locale non ha nulla da imparare dagli altri, anzi, tante volte siamo proprio noi a formare gratuitamente anche i Colleghi delle altre FF.OO., e lo facciamo ben volentieri, senza temere che nessuno possa sottrarci qualcosa, a differenza di altri.

Ovviamente tali rimostranze verranno inviate alle Autorità interessate.

La Segreteria Generale SULPL

Non è il caso di fare la guerra dei poveri!SULPL replica alle affermazioni di Macchi (Siulp Varese)

Partiamo da qui:

“Polizia Locale coccolata, Forze dell’Ordine trascurate”
L’affondo di Paolo Macchi, segretario SIULP e ospite del Rotary Varese Ceresio: “Noi siamo sempre meno, i vigili sempre di più: solo che non hanno il nostro addestramento. Né i nostri orari”

Questa la replica dell’Assessore alla Sicurezza Regione Lombardia De Corato che ha difeso a spada tratta la Polizia Locale e che ovviamente ringraziamo:

De Corato replica al SIULP: “Vigili da valorizzare”
L’assessore regionale alla Sicurezza risponde al segretario Paolo Macchi, che nel Decreto Salvini riscontra molta attenzione per le Polizia Locali e poca per le Forze dell’Ordine

Siamo alle solite, quando per la Polizia Locale si apre uno spiraglio che lascia intravedere in lontananza la Riforma, alcuni Sindacati dei “veri” Poliziotti sollevano il capo e alzano la voce, poiché vengono assaliti, con ogni probabilità, dalla paura di perdere in qualche modo la scena. Per noi la Sicurezza degli Agenti e dei Cittadini si costruisce insieme e alla pari. La Sicurezza non si fa a compartimenti stagni. Lei ed altri Sindacalisti che fanno certe illazioni, dovreste invece sperare che anche la Polizia Locale venisse equiparata alle FF.OO. ad ordinamento statale e dovreste spingere anche per accelerare questo processo di Riforma che si intravede con il Ministro Salvini, che per fortuna, diciamo noi, coccola e valorizza davvero le FF.OO. e proprio perché tiene alla Sicurezza, ha probabilmente deciso che è tempo di riformare anche la Polizia Locale.

Ad oggi anche noi viviamo le stesse problematiche di Corpi perennemente in sottorganico e anziani, senza però i vostri stessi diritti e strumenti operativi! Vogliamo parlare di tutela legale? questo Sindacato ha dovuto provvedere ad attivarla per i propri associati. Questa sarebbe la Polizia coccolata? Per quanto riguarda i servizi notturni, nella maggioranza dei capoluoghi di provincia la PL fa servizio h24; chiaro è che trattasi anche di scelta politico-amministrativa subordinata comunque ai numeri in organico. Evidentemente i Comandi che come dice lei “abbassano la serranda” non hanno i numeri per coprire il territorio su 4 turni, non per comodità!

Come abbiamo replicato già in altre sedi, la Polizia Locale, essendo abituata da sempre a lavorare nell’ombra e non come voi sotto le luci della ribalta, è umile e non è affetta dalla sindrome della prima donna. Semplicemente, ogni giorno, e voi lo sapete bene, da prova di se, della propria professionalità e preparazione (a volte addirittura formando con orgoglio anche voi Poliziotti!) perché crede nella Divisa che ha l’onore di indossare, che non è di serie B.

Siamo i primi a convenire che facendo il vostro stesso lavoro (consapevoli comunque, ma sempre senza ostentare nulla! che il nostro è ben più ampio e variegato e i campi d’intervento sono si limitati al territorio, ma molteplici: polizia giudiziaria, stradale, commerciale, tributaria, edilizia, ambientale, etc etc etc, senza trascurare un altro dato di rilievo e cioè che la Polizia Locale Italiana rileva il 90% degli incidenti stradali sul territorio nazionale) e correndo i vostri stessi rischi, certo occorre implementare la formazione, ma con la Riforma arriverà anche quella.

Il vostro problema, sul quale battete a più riprese, diciamocelo, è proprio l’accesso allo SDI, grazie al quale riuscite ancora a tenere “sotto scacco” la Polizia Locale che proprio perché fa il vostro stesso lavoro necessita di fare i vostri stessi accertamenti, non potendosi più limitare agli accertamenti anagrafici! Siete ben consci che una volta ottenuto il via libera per accedere alle banche dati e l’equiparazione al vostro status, la Polizia Locale spiccherà il volo e i Cittadini potranno toccare con mano quanto è importante e insostituibile questa Polizia di Prossimità che conosce in modo capillare il territorio.

A differenza vostra però, noi non vediamo negli appartenenti della Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri e Guardia di Finanza dei rivali verso cui puntare il dito affinché non possano emergere o migliorarsi, ma semplicemente dei Colleghi affidabili e preparati con i quali poter collaborare e lavorare in Sicurezza su strada e per la Sicurezza dei Cittadini. Diciamo che su strada tra tutte le FF.OO., Polizia Locale compresa, i rapporti sono ottimali, poiché chi vive la strada conosce i rischi e l’importanza di collaborare tra Divise, senza guardare l’appartenenza. Invece spesso i teorici della Sicurezza, soprattutto taluni sindacalisti che magari di strada ne hanno fatto poca, tendono a voler colpire l’anello più debole della catena per farlo rimanere sempre un passo indietro. Quindi il nostro punto di vista è diametralmente opposto al vostro, che invece è strumentale e finalizzato a voler mantenere lo status quo.

Di seguito riportiamo una breve rassegna stampa che distrugge la tesi del Segretario Siulp Varese e dimostra che le mele marce sono dappertutto, non per questo a qualcuno è mai passato in mente di eliminare la possibilità di accedere allo SDI alla Polizia di Stato.

Poliziotto condannato per un “favore” all’amica
Entrò nel sistema informatico della polizia in cerca di informazioni sui parenti e su una prostituta

Informazioni passate all’amico indagato: imprenditore assolto, pena ridotta al poliziotto

Accesso abusivo a sistema informatico: condannato l’’agente di polizia giudiziaria che accede alla Banca Dati SDI per conto di un privato

Sdi: sospensione per tre poliziotti dall’esercizio dei pubblici uffici indagati di accesso abusivo al sistema di informazione.

Accesso abusivo a sistemi informatici di polizia, ispettrice sotto processo a Imperia
La segretaria del questore accedeva alla banca dati “spulciando informazioni anche sull’ex questore”

Egregio MACCHI, non abbia timore dei suoi Colleghi “vigili”, faccia il Sindacalista, non il sindacalista!

La Segreteria Generale SULPL

Certe “accelerazioni” possono nuocere gravemente alla Categoria!

Alla Categoria!
Come vi abbiamo anticipato ieri sera, durante la scorsa giornata abbiamo letto veramente di tutto, dai proclami delle varie sigle “sindacali” (che non rappresentano certamente la Polizia Locale) che si arrogano il merito di aver impresso un’ACCELERAZIONE al programma di Governo verso la Riforma, ai lai dei Colleghi che probabilmente senza nemmeno essersi documentati, sull’onda dei social, si sono lasciati andare a commenti negativi considerato che le criticità ci sono, ma non solo negative.
Facciamo dunque il punto della situazione:
nell’ambito della quadruplice, la più umile è stata la Cisl che ha  semplicemente preso atto di quanto accaduto ieri (non poteva esimersi dal comunicato anche se disconosceva totalmente la materia) e ha prodotto un documento sintetico, consapevole probabilmente del fatto di non rappresentare nel modo più assoluto la Polizia Locale. Stessa umiltà non hanno avuto invece Cgil e Uil. La Cgil produce un documento banale,
puntando tutto sull’invarianza della spesa e sulle risorse, parlando dei  soliti TEMI, PERCORSI CONDIVISI e CONFRONTI, dimostrando come sempre e ancora una volta di non avere nulla a che spartire con la nostra Categoria. Per finire la Uil che è stata quella che ha peccato di presunzione, infatti, asserisce di aver dato un’accelerazione importante con riferimento a quanto accaduto ieri per il fatto di essere in prima linea
da anni. Dice cha la loro attività di questi anni è stata contraddistinta da numerose iniziative (ma sinceramente non ce ne sovviene una degna di nota!), parla di pressioni sui politici, di mobilitazioni di lavoratori e lavoratrici (ma anche in questo caso, di
mobilitazioni fatte per la PL, proprio non ce ne sovvengono!). Eppure noi del SULPL abbiamo buona memoria, al punto che ricordiamo di un episodio accaduto nel 2014 quando un esponente sindacale UIL Lombardia chiedeva l’abolizione della Polizia Locale e che vi riproponiamo!
Inoltre, la UIL cita il Convegno Nazionale PL UIL 2018, occasione in cui avrebbe permesso di sbloccare la situazione e arrivare alla convocazione di un tavolo di confronto… ebbene, noi a quel convegno c’eravamo, e nulla di tutto questo è accaduto! Parliamoci chiaro, a livello nazionale CGIL-CISL-UIL per non morire definitivamente nella Polizia Locale, emanano proclami in cui raccontano di lottare strenuamente da anni per la nostra dignità e le nostre tutele; ma sono gli stessi che a livello locale ci trattano spudoratamente alla stregua di dipendenti comunali,
giocando con noi sempre al ribasso senza rimarcare i dovuti distinguo rispetto a chi non indossa una divisa e appoggiando quei partiti che nei Consigli Comunali ci vorrebbero riportare al modello di Guardia Comunale in nome delle loro idiotologie politiche. Appoggiano il disarmo e solo  per citare l’ultimo episodio, rimarchiamo quanto sta accadendo a  Ferrara, Comune in cui proprio la Uil si oppone alle camere di sicurezza perché come ci è stato riferito, il loro funzionario sostiene che non siamo poliziotti e quindi non ci competono pubblica sicurezza e ordine pubblico! Questa è la verità, provateci il contrario!
Veniamo al quarto…. rappresentato da segretari che non indossano la nostra Divisa e che del nostro lavoro ne sanno poco quanto gli altri porcellini; non a caso gli effetti
negativi dell’ultimo CCNL, ormai scaduto, sottoscritto dalla quadruplice  lo scorso anno, ancora oggi si riversano sulla Polizia Locale. Nei giorni scorsi hanno inveito contro i Ministri Salvini e di Maio per la questione ausiliari, pensando erroneamente che si
trattasse degli emendamenti al Decreto Sicurezza per la Riforma.

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Dunque non hanno capito nulla; per rimediare alla gaffe (una delle tante), pubblicano un documento che li ritrae in foto con il Sottosegretario Molteni in cui, come la Uil, si autoreferenziano, si attribuiscono il merito della ACCELERAZIONE della Riforma, in cui annoverano ancora l’ennesimo fallimentare sciopero da loro indetto nel quale hanno coinvolto, loro malgrado, i Lavoratori della PL, si quello del 21 giugno u.s. e così via di questo passo.
Questi quattro sindacati sono accomunati dall’essere avvezzi ad attribuirsi e ostentare, per sopravvivere nella Categoria, meriti che non hanno. Anzi, diremo di più, sono addirittura deleteri per la Polizia Locale.

Noi siamo abituati ad essere sempre molto schietti con i Colleghi, e a dire le cose senza mezzi termini, risultando anche scomodi a volte. Il Sulpl continua a lavorare silenziosamente, con continuità e impegno, senza ostentare nulla. Una volta raggiunto l’obiettivo della Riforma, come speriamo e auspichiamo, tireremo le somme e siamo certi che tanti Colleghi dovranno ricredersi.
Agli Operatori avvezzi a leggere, chiediamo di analizzare i documenti, informarsi e non
limitarsi alle solite lamentazioni sui social.

Ai Colleghi che credono in noi ribadiamo che siamo ben consapevoli che la Legge Delega presenta punti di forza che rappresentano un evidente passo in avanti, anche
grazie al nostro quotidiano e costante contributo di consulenza, ma anche criticità su cui chiaramente faremo di tutto per incidere (vedi documento). Il Sulpl è coerente da 33 anni e non da 24 ore come i quadruplicini; le nostre richieste sono state parzialmente recepite dalla Legge Delega, abbiamo qualche mese per migliorarla. Ammettiamo però, e chiediamo anche a voi di farlo, che oggi le prospettive sono più rosee di ieri, noi ci siamo mossi nella direzione giusta perchè è quella indicata dalla maggioranza dei Lavoratori della Polizia Locale. Per questo cogliamo anche l’occasione per ringraziare tutti quelli che con costanza, dedizione, impegno, forza, si sono battuti e continueranno a farlo per arrivare alla meta della tanto voluta RIFORMA!
Un plauso alla Polizia Locale che quotidianamente mette a repentaglio la propria incolumità per l’altrui interesse – presto sarà ricompensata – e che ha creato, nonostante le enormi difficoltà ordinarie di una legislazione vetusta, anomala e con i media contro, più certezza della legalità sul territorio italiano garantendo un barlume di fiducia e di luce con efficienza, legalità, efficacia e professionalità.

                                                                        UNITI SI VINCE!

Un forte abbraccio
il Segretario Generale
Mario Assirelli
Treviso, 12 Luglio 2019

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A proposito di Riforma… un passo avanti!Potremmo essere vicini al porto “sicuro”… forse!

Electa una via, non datur recursus ad alteram

ovvero… scelta una via, non è ammesso il ricorso ad un’altra!
Il Governo ha scelto la via della Legge Delega, per il riordino delle funzioni e dell’ordinamento della Polizia Locale da noi condiviso, per l’enorme caos che regna nella Commissione Affari Costituzionali della Camera. Non condividiamo nella maniera più assoluta l’indicazione data di un comparto, con propria rappresentatività sindacale, ancorato però al comparto funzioni locali – la polizia locale deve rientrare all’articolo 3 del dlgs 165/01, come per le altre forze di polizia ad ordinamento nazionale, nel comparto pubblico!!!
Dalla prima lettura dello schema della Legge Delega emerge chiaramente la preoccupazione dell’Esecutivo di non invadere le competenze riservate ex lege alle Regioni, al fine di evitare ricorsi alla Corte Costituzionale, lo premettono già la lettera a) e b) dell’art.1 – emerge, comunque, anche la presa in considerazione di tutte le problematiche che avvolgono da sempre la Polizia Locale Italiana.
Come dicevamo, scelta la via della Legge Delega, si demanda continuamente all’adozione di decreti delegati per la presa in carico della risoluzione delle diverse problematiche.
L’ obbligo di Associazione per i comuni con popolazione inferiore a 8000 abitanti.
Determinazione dei percorsi di assunzione per i Comandanti e limitazioni alle assunzioni a tempo determinato. (Continueremo con attenzione la nostra battaglia ribadendo che i Comandanti devono provenire dai Corpi e Servizi di Polizia Locale con preparazione e percorsi ad hoc).
Previdenza, assistenza, infortunistica e pensionistica specifiche equiparate alle altre forze di Polizia statuali, il decreto recepisce quanto richiesto dal SULPL anche per l’istituzione di una specifica classe a rischio – vigileremo in merito.
La previsione del nuovo ordinamento con i sottufficiali e altri quadri intermedi oggi inesistenti.
Qualifiche di Polizia Giudiziaria, la L.D. non indica la strada, per noi è una e una sola, ovvero la rimodulazione dell’art.57 c.p.p. con l’eliminazione del criterio temporale, cosa che noi siamo fermamente convinti di riuscirci.
Noi auspichiamo che il porto dell’arma, tema di competenza specifica del Ministro dell’Interno, sia risolto con decreto che fissi parametri unici e che soprattutto elimini le ingerenze dei Consigli Comunali. Il punto sembrerebbe recepito anche se ancora senza espressa indicazione.
Altra questione voluta dal SULPL è il porto dell’arma fuori dall’ambito territoriale di competenza, pure se questo fosse limitato alla sola Regione.
Ben vengano le tutele, più volte richieste, per procedimenti di responsabilità civile e penale a carico degli appartenenti alla Polizia Locale.
Per quanto riguarda, invece, le dotazioni, automezzi, uniformi e segni distintivi, di specifica competenza regionale il SULPL ha evidenziato che dovrebbero essere uguali su tutto il territorio nazionale.
Vigileremo, anche, affinché le qualifiche e le funzioni siano quelle indicate dal SULPL nel progetto di Legge; ben accetti i dispositivi da anni reclamati di tutela dell’incolumità dalla Categoria.
Infine, è auspicabile un reale Coordinamento delle Polizie Locali da parte delle Regioni, anche sul fronte della formazione e si dovrà regolamentare in modo più chiaro l’accesso ai terminali CED/SDI.
Tuttavia, un passo avanti si è fatto, ma è ancora insufficiente; c’è da lavorare al fine di poter affermare che sia una legge deputata a sostituire l’ormai vetusta L.65/86 – noi continueremo a lottare come sempre con coerenza e sacrificio senza accantonare il dialogo e il confronto, ma soprattutto diremo sempre e comunque la verità !!!!!!
I lavoratori ne hanno diritto!

Modena, 11 Luglio 2019

La Segreteria Generale

IL 21.06.2019 VERRA’ RICORDATO COME LA DISFATTA DI CAPORETTO DELLA POLIZIA LOCALE ITALIANA, GRAZIE AL CSA!

Ci sono dei casi in cui lo sciopero può indebolire più gli operai che il loro diretto avversario. (Lev Trotsky)

Possiamo affermare che lo sciopero proclamato dal Csa il 21 giugno 2019 si può riassumere in questa citazione… un flop annunciato, una Caporetto che ha coinvolto, loro malgrado, i Lavoratori della Polizia Locale Italiana. ASSENZA TOTALE DELLE DIVISE (eccezion fatta per pochi esemplari presenti).

Ai Lavoratori che hanno esercitato un diritto, quello dello sciopero, e che hanno devoluto inutilmente una giornata di lavoro, ci sentiamo di dire che hanno sbagliato a fidarsi delle solite sirene incantatrici del web che ciclicamente si rifanno vive per ricordare a tutti della loro magra esistenza. In un’epoca in cui l’informazione è istantanea, continuare ad agire da persone disinformate non è più giustificabile.
Mai interessati alla Categoria, se non saltuariamente, vendendo fumo agli ignari Colleghi.
Al CSA-Ospol vorremmo ricordare che un sindacato ha una seria responsabilità verso i Lavoratori e anche questa volta ha dimostrato di non averne, inducendo i Colleghi ad aderire ad uno sciopero che non solo gli ha tolto altre risorse economiche dalle tasche (oltre quelle che il CCNL sottoscritto insieme alla Triplice gli ha già portato via), ma che agli occhi della Nazione e delle Istituzioni ha indebolito ulteriormente la Categoria, che è apparsa disgregata e in balia dell’ennesima iniziativa intrapresa da un Sindacato che si professa di Categoria, e che ha proclamato l’ennesimo sciopero fallimentare; hanno aderito anche alcune associazioni (es. ANVU, ARVU, ANCUPM Ass. Professionale PL) che a volte si ergono a sindacati improvvisati e che invece farebbero bene a dedicarsi esclusivamente alla formazione (eccezion fatta, e ne diamo atto, dell’ANCUPM Delegazione Puglia).
Quelli del CSA-Ospol, questo in particolare, sono scioperi strumentali, solo per produrre caos e confondere i Colleghi, una parte dei quali è sicuramente facilmente influenzabile.
Questo sciopero rappresenta solamente uno sgarbo all’immagine della Polizia Locale Italiana che ha fatto solo comprendere, anche all’attuale Governo, quanto siamo disgregati al nostro interno.

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Noi siamo coerenti, da anni sosteniamo con forza sempre la medesima linea, senza mai agire come banderuole al vento. Linea che a quanto pare è molto apprezzata dal CSA e dalle tante Associazioni che negli anni l’hanno fatta propria, fino ad arrogarsene indebitamente la paternità! Insomma, mentono sapendo di mentire!
Ma se oltre a far propria la nostra idea di Polizia Locale, a questo seguissero anche azioni coerenti, come avevamo chiesto da tempo noi con un’unione di intenti e di lavoro per un obiettivo finale condiviso, allora la copia e il plagio avrebbero avuto un senso e un lieto fine. Invece il CSA Ospol e le varie Associazioni continuano ad intraprendere periodicamente azioni sconsiderate e dannose per la Polizia Locale.
Il SULPL confida nelle azioni promesse e già intraprese dal Governo, e dunque non avrebbe potuto in alcun modo sostenere questo sciopero. Noi quotidianamente, invece, ci adoperiamo affinchè questa Riforma della Polizia Locale proceda e venga formulata nel modo più corretto possibile.
Nell’ultimo trentennio mai nessun Governo ha mostrato tanta attenzione verso la PL. Ricordiamo, a chi avesse la memoria corta, che lo stesso Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha incontrato nelle scorse settimane il Segretario Generale SULPL, rassicurandolo sul procedere della Riforma. Che senso ha avuto dunque la proclamazione di questo sciopero in un momento storico in cui le Istituzioni ci attenzionano e lavorano per dare dignità al nostro status? Ha avuto senso contestare un Governo che, anche se con i suoi tempi tecnici, riconosce finalmente l’esistenza della Polizia Locale? Se abbiamo atteso trenta lunghi anni, potremo attendere anche qualche altro mese.
Certamente singole azioni come quella intrapresa dal Csa-Ospol è stata, com’era prevedibile, un completo fallimento, non per il Csa Ospol che la rinvendicheranno nella speranza che i Lavoratori abbiano memoria corta, ma per l’intera Categoria, per la sua immagine e per tutto il lavoro effettuato quotidianamente da chi crede in questa divisa; non è certamente in questo modo che di tutelano i Lavoratori nè tantomeno i diritti della Polizia di Prossimità.

Abbiate fiducia e confidate in noi, nella nostra unità e serietà!

 

La Segreteria Generale SULPL