Il 15.01.2022 scioperiamo in massa per la nostra dignità di Lavoratori. Ribelliamoci a chi ci vuole umiliare, ribelliamoci a questo insulto chiamato “riforma”!

 

Piacenza, 28 dicembre 2021

 Fino a un mese fa la Polizia Locale ha sperato, ancora una volta, in una Legge di Riforma seria, che potesse chiarire il ruolo della Polizia Locale nell’ambito della Sicurezza e che potesse riconoscere a questa Categoria dignità e diritti di natura giuridica, previdenziale e assistenziale.

 Il testo era uscito dalla I Commissione Affari Costituzionali della Camera con l’approvazione all’unanimità dei Parlamentari.

 E’ stata la stessa Commissione Parlamentare Europea a richiamare il Presidente del Consiglio, il Ministro dell’Interno e i capigruppo dei partiti politici, per indurli a porre fine alla discriminazione sul piano organizzativo e remunerativo esistente in Italia fra la Polizia di Stato e la Polizia Locale.

Da sempre siamo equiparati nei doveri alle Forze di Polizia ad ordinamento statale (non ultimo l’obbligo vaccinale), ma mai nei Diritti.

 La nostra Categoria non è stata nemmeno ancora inserita nelle cosiddette “categorie usuranti”, nonostante il numero di caduti e feriti durante l’adempimento del dovere.

 Questo sindacato di categoria ha contribuito a 360 gradi alla redazione di quella proposta, come riconosciuto dall’On. Simona Bordonali (Lega). Ma ormai l’esperienza ci insegna che fino alla fine qualcuno può fare lo sgambetto. Ed infatti è arrivato per tutti noi il pacco di Natale.

Non a caso in data 6 dicembre u.s. abbiamo proclamato lo stato di agitazione, per le stesse motivazioni che il 15 gennaio 2022, in tutta Italia, indurranno la Polizia Locale a fare sciopero: il Deus ex machina è sempre e solo il Ministero degli Interni che puntualmente commette ingerenze nella nostra Riforma. I suoi funzionari, quelli del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, si sono catapultati sul testo e hanno dato indicazione alla politica di stravolgerlo e se possibile di renderlo peggiorativo rispetto alla Legge attualmente in vigore, la n.65 del 1986.

 Il risultato? per dirlo alla Fantozzi, una “cagata pazzesca”!

Svanito il contratto pubblico; è ritornata in auge la dicitura “Polizia Amministrativa” locale; ritorna in modo ridondante la richiesta alle Polizie Locali dei capoluoghi di provincia di garantire il servizio h24 per il rilievo dei sinistri (ovviamente per sgravare di cioè i gestori della Sicurezza); confuse qualifiche di Polizia Giudiziaria e Pubblica Sicurezza; regime previdenziale incerto; formazione demandata esclusivamente alle Regioni, così come la scelta di livree, divise e distintivi; sarà sempre il politicante di turno a scegliere se armare o meno la polizia Locale; con l’accesso alla banca dati sdi continua ad esserci preclusa la possibilità di essere edotti circa gli eventuali precedenti penali della persona che abbiamo di fronte; Comandanti nominati e quindi completamente asserviti alla politica locale ed esclusi anche dai tavoli in prefettura sulla sicurezza integrata.

 I burocrati del Ministero dell’Interno, probabilmente, hanno paura di perdere il privilegio di ricoprire il ruolo di “ first lady” in tema di Sicurezza; hanno evidentemente paura di una Polizia Locale riconosciuta a livello nazionale dalle Istituzioni. Ci preferiscono disgregati, disorganizzati e senza tutele. Ci utilizzano a loro piacimento a seconda del momento: basti pensare all’emergenza terrorismo quando i Prefetti e i Questori di tutta Italia, in accordo con i Sindaci ci usavano come scudi umani; alla pandemia che abbiamo affrontato in prima linea, lasciando sul campo 37 Colleghi; alle varie manifestazioni no vax: la Polizia Locale è per loro l’utile idiota.

 Questi burocrati, e spesso i sindacalisti che avallano senza averne titolo le loro castronerie, ignorano che una Riforma seria della Polizia Locale sarebbe solo un valore aggiunto per i Cittadini e per il Paese, poiché contribuirebbe a rendere più efficace l’intero sistema sicurezza e si potrebbe finalmente auspicare addirittura un sistema coordinato a livello nazionale.

 Speriamo vivamente che questo sciopero sia sentito e partecipato dalla Polizia Locale. Se non ora quando, far capire al Governo e al Ministero degli Interni che la Polizia Locale è stanca di vivere in questo limbo, di essere trattata come la Cenerentola delle Forze di Polizia. Non lo siamo.

I presidi si terranno davanti alle Prefetture e Questure di tutta Italia il 15 gennaio 2022, per l’intera giornata.

 Questa organizzazione sindacale invita tutte le OO.SS. e Associazioni a prendere parte a questo sciopero, molto sentito dalla Categoria, al fine di dare un segnale forte e chiaro alle Istituzioni: la Polizia Locale dice basta a ogni tipo di umiliazione proveniente dai funzionari ministeriali che sono i direttori dell’attuale Governo.

 Ai Colleghi diciamo: partecipate in massa! Lo sciopero riguarda tutti gli appartenenti alla Polizia Locale! Scioperiamo per la nostra dignità di Lavoratori. Ribelliamoci a questo insulto!!!

CARO COLLEGA, PARTECIPANDO, ANCHE TU POTRAI DIRE… IO C’ERO!

Vi aspettiamo!

Miriam Palumbo

 

15 gennaio 2022: SCIOPERO DELLA POLIZIA LOCALE.

AI LAVORATORI DELLA POLIZIA LOCALE ITALIANA
 
 
SCIOPERO DELLA CATEGORIA PER IL 15 GENNAIO 2022.-


Il Sindacato Unitario Lavoratori della Polizia Locale Italiana- S.U.L.P.L.-


Premesso che:
Il Governo non ha ritenuto procedere al raffreddamento dei conflitti presso le sedi indicate dalla Legge 12 giugno 1990, n. 146 e ss. mm. ii. – anche in relazione agli ultimi eventi relativi alla riforma della polizia locale italiana che ha visto modificare in peggio il testo uscito dalla I Commissione Affari Costituzionali della Camera il quale era stato approvato all’unanimità dalle forze politiche presenti nell’arco parlamentare!!!!


Gli appartenenti alla Polizia Locale Italiana, pur svolgendo da sempre le stesse funzioni delle forze di Polizia ad ordinamento statale, non hanno gli stessi trattamenti giuridici, previdenziali ed assistenziali;


Il SULPL ha raccolto 600 mila firme d’iniziativa popolare per addivenire alla risoluzione di questo annoso problema evidente a tutto il mondo istituzionale ma che a causa del Ministero dell’Interno (cioè i Prefetti che ne fanno parte – i burocrati) non è stata ancora varata nonostante la volontà dei nostri parlamentari e dei cittadini italiani di riformare questa basilare e fondamentale polizia di prossimità.


L’Unione europea ha recepito già nel 2017 la richiesta avanzata in sede di audizione di equiparazione, in termini di tutele e formazione, alle altre forze di polizia ad ordinamento nazionale presenti sul territorio, inviando apposita missiva alle Autorità (Presidente del Consiglio, Ministero dell’Interno e a tutti i capogruppo dei partiti italiani) nazionali per indurre a porre fine a queste discrasie del sistema sicurezza tra i Lavoratori che ne tutelano il territorio ed equiparamento e del trattamento economico esistente fra le forze dell’ordine nel nostro Paese; evidenziando “la discriminazione, sul piano organizzativo e remunerativo, esistente in Italia” fra la polizia di Stato e a polizia locale”, sottolineando “la necessità di coinvolgere” questi ultimi “nelle azioni volte a prevenire e combattere il terrorismo e la radicalizzazione”, pur ammettendo che la materia è di competenza esclusivamente nazionale, la Commissione Ue, nel documento inviato, ha riconosciuto che le forze di polizia locali possono svolgere “un ruolo fondamentale” nella condivisione delle informazioni e che potrebbero essere partner importanti nella lotta alla radicalizzazione e al terrorismo;


Il Consiglio dei Ministri in data 11 luglio 2019 ha approvato su proposta del Ministro dell’Interno di concerto con il Ministro della Pubblica Amministrazione un disegno di legge delega per il riordino delle funzioni e dell’ordinamento della polizia locale. La delega prevedeva, tra le altre cose, il riordino della disciplina in materia di accesso ai ruoli e della relativa progressione di carriera, nonché del rapporto di lavoro anche sotto i profili previdenziali e assicurativi;
Nelle bozze delle ultime previsioni normative in materia di contenimento del Covid-19, era contenuta la possibilità di assunzione nella Polizia Locale in deroga alle disposizioni stringenti finalizzata al contenimento della diffusione della Pandemia, cancellata in sede di emanazione;
Il D.L. n.172 del 26 novembre us ha introdotto l’Obbligo vaccinale per gli appartenenti alla Polizia Locale Italiana, equiparandola di fatto alle altre forze di Polizia Statuale, poiché tutte preposte al controllo del possesso della carta verde e al contenimento della Pandemia sempre in prima fila i Lavoratori della polizia locale;
La Polizia Locale Italiana ha registrato il decesso per Covid-19 di 37 donne e uomini caduti nell’espletamento e adempimento del proprio dovere finalizzato alla limitazione della diffusione Pandemica;
La Categoria dei Poliziotti Locali non è stata inserita nelle cosiddette attività usuranti / gravose a fronte dei caduti, feriti e mutilati che si registrano diuturnamente;
E’ stato licenziato il testo unico definitivo dei progetti di legge sulla Polizia Locale, approvato da tutte le forze politiche parlamentari, ma che lo stesso, alla data odierna, non è stato calendarizzato per i passaggi nelle aule del Parlamento; il predetto testo unico definitivo è stato, dopo la proclamazione dello stato di agitazione ulteriormente modificato dal Ministero degli Interni;
Non è stata emanata nessuna previsione di Legge prevedente l’erogazione dell’assegno alimentare per i lavoratori della Polizia Locale sospesi dal servizio a causa dell’entrata in vigore del D.L. n.172 del 26 novembre 2021 in Italia possiamo elargire il reddito di cittadinanza a chi ne ha necessità, giustamente, ma lasciamo senza stipendio la DIVISA!!!
Tutto ciò premesso
Al fine della tutela dei diritti di tutti i lavoratori della Polizia Locale Italiana, PROCLAMA SCIOPERO DELLA CATEGORIA PER TUTTA LA GIORNATA DEL 15 GENNAIO 2022.