Polizia Locale: professione capro espiatorio!

BOLOGNA: LA POLIZIA LOCALE A SCUOLA DI ANTIRAZZISMO!

La nostra Segreteria Sulpl ha immediatamente replicato:

CORSO ANTIRAZZISMO…. Apprendiamo dalla stampa che la Polizia Locale di Bologna dovrà fare un corso di antirazzismo e per  “riconoscere l’importanza dell’agire di polizia sulla base del rispetto dei diritti umani” .

Quanto sopra ci coglie, quanto meno, sorpresi in quanto da sempre la Polizia Locale ha dimostrato piena aderenza al rispetto dell’ essere umano come tale, senza distinzione di sesso, di razza o credo religioso.

La nostra cultura di poliziotti locali è di essere rispettosi della legge e della Costituzione, presenti sul territorio e tra la gente(non a caso siamo una polizia di prossimità, quella con la quale si rapporta più sovente ogni cittadino); nel nostro quotidiano operare non ci risulta di essere stati mai accusati di razzismo o di altra parzialità, anche se in passato non sono certo mancati tentativi di farci passare per biechi razzisti.

Anche nel nostro recente passato la polizia locale felsinea è stata ripetutamente oggetto di aggressioni da parte di soggetti stranieri, ma come categoria abbiamo considerato quanto sopra come fatti criminosi commessi da persone che delinquono, senza distinzione di razza o di religione.

Siamo comunque certi che, come  questa Amministrazione ha trovato le risorse per il corso in questione, li troverà quanto prima per cambiare gli automezzi vetusti ed insicuri, per organizzare dei corsi di autodifesa, di lingue straniere …e magari stipulare un’ assicurazione infortuni, visto il notevole numero di agenti finiti in ospedale per aggressioni subite durante l’espletamento del servizio per il rispetto delle regole  e a difesa della comunità tutta.

 
Bologna, 03/10/2018                                  La Segreteria SULPL di Bologna
MA VOGLIAMO ANCHE CONDIVIDERE CON VOI COLLEGHI LA RIFLESSIONE DEL NOSTRO GIULIANO CORSO (Coordinatore Provincia di Bologna), PERCHE’ OFFRE MOLTI SPUNTI DI RIFLESSIONE…

POLIZIA LOCALE. DA CAPRO ESPIATORIO AD ANTIDOTO CONTRO IL RAZZISMO

Siamo abituati a fare quello che ci viene detto. Siamo così per via del nostro ruolo che ci vede vincolati ad amministratori eterogenei, se non estemporanei, e particolarmente fantasiosi. Ricordo come fosse ieri un fantomatico assessore bolognese che voleva utilizzare i “suoi” vigili per il prelievo con tamponi di campioni di escrementi dei cani per individuarne l’incivile conduttore con l’analisi del DNA. Allora definii la cosa semplicemente come il vaneggiamento di un guitto della politica che voleva solo attirare attenzione, tra tanta ilarità.

Uno dei problemi della Polizia Locale nasce proprio dal suo punto di forza, ossia dall’ essere “locale”. Il legame con il luogo e con la comunità in cui opera è caratteristica esclusiva della Polizia Locale (municipale e provinciale) ed è un indiscutibile valore aggiunto. La stessa riforma regionale della Polizia Locale evidenzia questa funzione di polizia di prossimità e di comunità. Ma questo comporta anche connotazioni negative. Locali sono anche gli amministratori, sindaci e assessori, quindi siamo in balia delle elucubrazioni mentali più disparate e “anomale”. Tanto per dire, se mi eleggono sindaco e sono ossessionato dagli UFO, esigerò che il comandante della “mia” Polizia Locale svolga servizi notturni con macchina fotografica e cannocchiale per cercare di avvistarne qualcuno e magari ci farà anche un “progetto” apposito corrispondendo risorse aggiuntive ai malcapitati.

E già! Questo siamo noi. Nei limiti di ciò che la legge ci dice sia lecito e legale noi dobbiamo fare quanto ci viene detto di fare. E se non fosse per qualche sporadica circolare ministeriale dispositiva e valida anche per la Polizia Locale, a quest’ora saremmo ancora dietro un cespuglio occultati a far cassa per il Comune con il velox. Non immaginate neanche quante persone ho visto condannare questa pratica e poi, una volta divenuti sindaci, minacciare i “suoi vigili” che se non avessero fatto il giusto quantitativo di multe ne avrebbero pagato le conseguenze. Anche se questo si fosse dovuto tramutare nell’ imbragarsi ad un dirupo tenendo in mano l’autovelox all’ uscita di una galleria.

Ci dicono cosa dobbiamo fare è vero. Ma non si possono permettere di dire “cosa” siamo. Di certo non possono dire che siamo “RAZZISTI”. So già che replicherebbero che farci fare dei corsi di antirazzismo (ma leggi anche “integrazione”) non significa giudicarci razzisti. Ma farebbe un po’ acqua. Se faccio fare un percorso di gestione dell’ira a mio marito significa che tende ad incazzarsi. Così come se incoraggio mia moglie a seguire un percorso contro la dipendenza dal gioco d’azzardo significa che sta dilapidando le risorse della famiglia con i videopoker. E così via. Il corso sull’ antirazzismo non lo si legge come un percorso preventivo, bensì come il contrasto ad un fenomeno esistente.

E questo fenomeno tra noi non esiste. Nelle nostre fila non c’è spazio per il razzismo, così come non c’è per il sessismo o l’omofobia. Perché sono fenomeni che non ci appartengono. Non ci sono mai appartenuti. Potrei fare centinaia di esempi di solidarietà silenziosa dei nostri operatori. Potrei anche citare l’esempio di un collega sottoposto a sanzione disciplinare perché in divisa ha dato 5 euro ad un clochard denunciato dagli stessi cittadini che si professano solidali ed accoglienti.

E così siamo alle solite, in balia di scemenze delle quali non abbiamo bisogno.

Ma mi spiego ancora meglio. Sebbene la normativa regionale e nazionale esiga l’impegno da parte delle amministrazioni a garantire una formazione costante e corsi di aggiornamento adeguati per la Polizia Locale, non ne vedo neppure l’ombra.

E così, succede che se un operatore di Polizia Locale vuole essere aggiornato sulle materie di sua competenza (codice della strada, polizia giudiziaria, pubblica sicurezza, edilizia, ambiente, commercio, rilievo incidenti stradali, tecniche operative, difesa personale, contenzioso, ecc….) debba “supplicare” di poter partecipare in orario di servizio e se li debba anche “pagare”.

Non ricordo l’ultimo corso di aggiornamento programmato dall’amministrazione o quanti ne siano stati programmati. So con certezza che le normative sono in rapida evoluzione e le occasioni di aggiornamento sempre meno.

E così non siamo aggiornati sul codice della strada, ma sono riusciti a trovare il modo di farci frequentare un corso sull’antirazzismo.

A questo amministratore lungimirante vorrei dire che noi i corsi antirazzismo li facciamo tutti i giorni. In Montagnola, in piazza Verdi, nelle vie del centro storico o nelle periferie più desolate. Lo facciamo sulla strada. E’ un corso fatto di dialogo, di discussioni ma anche di sorrisi e di strette di mano. Conosciamo bene quali siano le criticità, caro amministratore, e, mi permetta, le sappiamo anche gestire molto bene. Forse non le conosce Lei. Forse lei non conosce affatto la Polizia Locale. A Bologna non mi è capitato di assistere ad un solo caso di intolleranza razziale derivante dagli operatori della Polizia Locale.

E quindi? Che cos’è successo? Perché allora questo corso se non ce n’è bisogno?

La risposta è ancora una volta molto semplice. Occorre dare un segnale (sociale? Forse politico?) e contrastare il pericolo xenofobo di cui tanto ultimamente si sente parlare con gesti plateali (anche se superflui) e per questo si usa, ancora una volta, la Polizia Locale. La si usa ancora una volta non per la sua funzione, ma per fare politica e demagogia.

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Ed ecco che si rafforza il nostro ruolo emergente… CAPRO ESPIATORIO!

Contenitore di amene inutilità ma aventi altri scopi reconditi e celati. Ancora una volta usati in modo distorto e senza vergogna dall’amministratore di turno.

Spero solo che il prossimo amministratore sia un appassionato di cucina o di yoga, così vedremo i nostri “vigili” partecipare a Masterchef o corsi di rilassamento muscolare.

La vostra fortuna è che fate ridere più di quanto facciate piangere!

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Assessori alla Sicurezza e Polizia Locale: cosa sta accadendo in Emilia-Romagna?

Sulla Gazzetta di Parma del 1 ottobre 2018 abbiamo letto la lettera aperta dell’Assessore alla Sicurezza di Parma che ringrazia le Forze dell’Ordine.

20181002_202238 Vi chiederete cosa c’è di strano… L’anomalia è che si spertica in elogi per tutte le FF.OO., eccezion fatta per la Polizia Locale! L’Assessore Cristiano Casa (Cinque Stelle) definisce i Colleghi delle altre Forze di Polizia come “veri protagonisti della sicurezza”, senza i quali tutto è vano e a suo dire sono i soli a “riuscire a contenere gli effetti di cambiamenti straordinari delle nostre città con organici sempre più ristretti, con dotazioni e mezzi scarsi, ma sempre con grande passione, impegno e dedizione.”

In pratica l’Assessore ha descritto la situazione in cui versano tutti gli Uomini e Donne che indossano la Divisa della Polizia Locale italiana, che però con l’aggravante dell’ assenza di parità di diritti economico-contrattuali e di tutele, ogni giorno svolgono lo stesso identico lavoro dei veri Poliziotti, rischiando la loro Vita al servizio della comunità, ed in più lo devono fare all’ombra dei “manager della sicurezza”!

Noi non ci stiamo! Ci chiediamo perchè certi Assessori agiscono in questo modo discutibile, nei confronti della Polizia Locale che dovrebbe essere il braccio armato dei Sindaci: per incapacità di gestire, per la parte di loro competenza, la sicurezza nelle città in cui sono stati eletti? per paura? per spirito di sottomissione? Ci piacerebbe saperlo!

L’osservatorio della Segreteria Regionale Sulpl Emilia-Romagna ha rilevato delle anomalie anche in altre città dell’Emilia-Romagna; ad esempio a Piacenza, il cui Assessore alla Sicurezza (Lega), durante il periodo estivo sui social e in più di un’occasione si è complimentato con Questura e CC per operazioni portate a termine sul territorio; ma, gli stessi elogi non sono pervenuti in più di un’occasione alla Polizia Locale. Tanto per citare l’ultimo, ci sovviene quello di sabato scorso in cui proprio la Polizia Locale di Piacenza ha avuto parte attiva e determinante in un intervento che ha scosso molti cittadini, una rissa con accoltellamento, ma non una parola dell’Assessore è pervenuta agli Agenti.

A nostro avviso, loro compito e loro dovere dovrebbe essere quello di valorizzare la Polizia Locale, impegnandosi al massimo per fornire agli operatori tutte le strumentazioni necessarie per operare in sicurezza e garantirla ai Cittadini, loro elettori.

Aggiungiamo che se la Polizia Locale non ha gli stessi strumenti a disposizione dei fautori e detentori della sicurezza, in parte è colpa dei vari Governi che non hanno mai avuto la volontà di attuare una Riforma della Polizia Locale, in parte è colpa proprio di quegli Assessori che non investono sulla professionalità e sicurezza della Polizia Locale, ma dopo essere stati eletti si adeguano al mondo dei burocrati delle Pubbliche Amministrazioni.

Altro tragico esempio è quello di Ferrara, il cui Assessore alla Sicurezza Aldo Modonesi (PD) afferma che “riteniamo sia giusto mantenere la corretta differenziazione di funzioni tra forze dell’ordine e polizia locale. I vigili hanno ruoli specifici, diversi da quelli delle altre forze di polizia. Non possono certo sostituirsi a polizia di Stato e carabinieri.” In pratica l’amministrazione di Ferrara, totalmente fuori da ogni logica, impegna i suoi diversamente impiegati comunali in Divisa in zona Gad, tristemente nota per i fatti di cronaca, ma si rifiuta di armare la Polizia Locale perchè in buona sostanza questo potrebbe ingenerare un sentimento di insicurezza tra i cittadini!

E’ anche vero che di modelli positivi di Assessori alla Sicurezza, a cui i loro Colleghi potrebbero ispirarsi, ne abbiamo diversi nella vicina Lombardia: ricordiamo l’operato dell’ex Assessore alla Sicurezza Simona Bordonali, citiamo l’Assessore di Sesto San Giovanni Claudio D’amico e l’Assessore di Monza Federico Arena che non perdono occasione per sostenere la Polizia Locale e dare luce e lustro alla loro importante attività, svolta a 360° e finalizzata a rendere le nostre città sicure.

Un ultimo appunto vogliamo farlo con riferimento alla conferenza tenuta il 18 settembre u.s. dal Ministro dell’Interno Matteo Salvini per l’operazione “spiagge sicure estate 2018“: tutta la Categoria ha notato che il video ha proiettato solo ed esclusivamente eccellenti operazioni di lotta e contrasto all’abusivismo commerciale e contraffazione, portate a termine egregiamente dalla Polizia Locale di tutta Italia, ma ciò nonostante, accanto al Ministro erano seduti solo i manager della sicurezza, con esclusione della Divisa della Polizia Locale.

Restiamo in attesa dell’auspicato cambiamento epocale; nel frattempo invitiamo alcuni Assessori alla Sicurezza a riflettere seriamente sui nostri spunti di riflessione e a correggere la rotta!

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Gazzetta di Parma⬇️

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CHI SIAMO NOI, FORZE DI POLIZIA?!

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Una domenica di ottobre u.s. decidiamo di pubblicare sulla nostra pagina Fb SULPL Nazionale un post contenente un documento di fonte istituzionale, riguardante la necessità di intensificare la vigilanza per garantire la sicurezza alla comunità locale, per pochi minuti, prima di rimuoverlo in considerazione di una piccola nota (scritta come una clausola assicurativa da quanto era minuscola) che citava un divieto di divulgazione sulla base di una norma che sarà attentamente vagliata, nei minimi dettagli, dal SULPL e dai suoi legali.

La Polizia Locale doveva segnalare eventuali situazioni sospette, come sempre e veniva ribadita l’importanza di utilizzare gli strumenti di autotutela, anche il giubbotto antiproiettile. Questa la premessa.

In quanto Sindacato di Categoria, siamo consapevoli e molto bene conosciamo le problematiche e i rischi, con l’aggravante dell’assenza di tutele e sicurezza per i Lavoratori, con le quali la Polizia Locale, che tanto ci sta a cuore, deve fare i conti tutti i giorni, per tentare di riuscire a gestire/mantenere la convivenza civile, la quotidianità, l’equità democratica sul territorio in prossimità, della nostra Italia; senza una reale riforma della Polizia Locale ma con vecchie regole obsolete risalenti a ben oltre 30 anni fa e certamente non adeguata ai tempi ne tantomeno alle richieste/certezze provenienti dalla popolazione.

Quindi abbiamo ritenuto opportuno informare, tramite gli unici canali a nostra disposizione, i Colleghi che come noi operano su strada, esposti come bersagli mobili, il più delle volte sprovvisti di armi e strumenti di autotutela, senza possibilità di accedere allo SDI (se non su gentile concessione delle FF.OO. propriamente dette), alla mercè di qualunque pericolo che potrebbe attentare alla loro vita.

Senza trascurare poi il fatto che i piccoli Comandi di periferia, nemmeno ricevono certe informazioni, con enormi responsabilità del Ministero dell’Interno e dei suoi derivati Prefetture e Questure.

Dunque il nostro gesto istintivo è stato quello di voler richiamare, come sempre, l’attenzione ai nostri Colleghi, affinchè potessero innalzare il loro livello di guardia, a salvaguardia della loro incolumità.

Abbiamo pensato, nei limiti delle nostre possibilità, di tutelare il bene supremo: la Vita.

Pare che da una Questura sia partita la segnalazione dell’accaduto. Ogni cittadino può pensare e dare le interpretazioni che vuole ragionando sull’ evento, ma immaginare che da mesi stanno conducendo indagini sulla questione si rimane basiti, per usare un eufemismo; ovviamente lasciamo che le stesse facciano il proprio corso sotto l’egida della Magistratura che deve sovrintendere e dirigere l’indagine della polizia giudiziaria, ma una considerazione ce la concediamo:

  • Siamo consapevoli di risultare scomodi ad alcuni colleghi rimasti fermi agli anni antecedenti alla riforma del 1986; la nostra idea di una Polizia Locale moderna, professionale e sempre più vicina alle necessità dei Cittadini, stride con la loro forma mentis arretrata, ovvero del proprio orticello, quello che posso fare oggi lo farò domani – la politica del rinvio, magari demandando a qualcun altro la responsabilità;
  • Siamo consapevoli di essere la spina nel fianco di tanti vertici, quegli stessi vertici che annunciano alla stampa il coinvolgimento della Polizia Locale nelle operazioni congiunte, ma che poi quando è ora di riconoscere il nostro ruolo, fanno tutto il possibile per tenerci schiacciati in un angolino, per timore di essere oscurati agli occhi della popolazione, come se solo loro fossero i detentori e i fautori della Safety/Security. Quindi provano ad incidere a livello locale e nazionale, per non fare emergere in alcun modo la Polizia Locale. Il nostro limbo fa comodo a molti … noi sappiamo anche a chi … ma non giova ne a chi appartiene alla Categoria, ne tanto meno ai cittadini.
  • Siamo consapevoli di essere scomodi per alcuni sindacati della Polizia di Stato che ci vorrebbero relegare al mero ruolo di Polizia Amministrativa, nonostante la Legge imponga il contrario, non per ultimo il decreto sicurezza di Minniti, nonché per la triplice sindacale e i sedicenti sindacati di categoria, che vorrebbero continuare nelle loro criticabili politiche sindacali ultradecennali indisturbati a danno invece della coesione civile nelle Comunità italiane.

 

Nonostante queste nostre certezze, non potevamo immaginare di essere così, come dire, attenzionati!

Evidentemente le nostre idee, proprio perché giuste, fanno paura a qualcuno; quel qualcuno però, non potendo distruggere le idee, tenta di colpire a più riprese, a livello provinciale-regionale-nazionale, chi quelle idee le sostiene, le diffonde e le porta avanti, con forza e coraggio.

 

Probabilmente più di un nemico, anche in vista delle Rsu (rappresentanze sindacali unitarie – per la rappresentatività delle OO.SS. a livello locale e nazionale) alle porte, spera di mettere a segno il colpo grosso! In Italia funziona così, ci si preoccupa delle formiche e si lasciano passare gli elefanti, si preferisce ingigantire un’inezia, piuttosto che dare peso alle cose che ne hanno, valore ed interesse, creare diversivi, cosa diffusissima in un paese bizantino che ha dato i natali all’ Europa e nel quale esiste il diritto amministrativo.

 

Più volte i nostri Dirigenti hanno subito attacchi gratuiti di questo tipo, ma la nostra struttura è solida e se occorrerà ci difenderemo a testa alta in ogni sede, sia essa giudiziaria che politica e sindacale.

 

Siamo certi che i colleghi e la popolazione, leggendo quanto sta accadendo ad alcuni Vertici/Dirigenti del SULPL (notizia che magari qualcuno avrebbe voluto tenere in serbo per fare uno “scoop”), sapranno trarre le opportune conclusioni.

Roma, 09.02.2018

Il Segretario pro tempore

Mario Assirelli

Gli+uomini+passano,+le+idee+restano

Caso Poggio Torriana: noi stiamo con la Polizia Locale!

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Era una notte buia e tempestosa” (cit. Edward Bulwer-Lytton nel racconto Paul Clifford)

quando nel febbraio  2015 una pattuglia composta da tre Colleghi della Polizia Locale della Valmarecchia (RN) si recava a Poggio Torriana, in divisa, con auto d’istituto e lampeggiante attivato, presso una famiglia di anziani signori per allertarli riguardo al rischio di esondazione del fiume. Ma  l’anziano della coppia, scambiandoli per ladri o qualcosa del genere impugnava il suo fucile da caccia e sparava dei colpi a salve.

Il processo si è concluso pochi giorni fa con assoluzione dell’anziano.

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Certo non vogliamo entrare nel merito della sentenza,  anche se avremmo qualche osservazione da fare; ma vogliamo affermare che noi stiamo dalla parte dei Colleghi che in quel frangente hanno agito con professionalità indiscussa. Questa affermazione potrebbe sembrare banale, scontata, superflua, ma se contestualizzata si comprenderà che non lo è affatto. Infatti, leggendo l’ intervento degli Amministratori  è emersa la volontà di sminuire l’accaduto, quasi fosse dovuto a qualche errore  commesso dalla pattuglia operante, che invece ha operato in modo impeccabile.  Infatti, il Dirigente alla PM dell’Unione dei Comuni  della Valmarecchia Sergio  Buoso afferma all’epoca dei fatti che «La vicenda è ancora in corso di valutazione, dobbiamo capire se eventualmente gli agenti si siano presentati in modo sbagliato; probabilmente sarà presa una decisione di tipo amministrativo».  Il Sindaco Daniele Amati dal canto suo tende a minimizzare affermando «Credo si sia trattato di un disguido, forse gli anziani coniugi, 150 anni in due, hanno pensato a ladri o malintenzionati. La signora non si sarà accorta dei lampeggianti. Da verificare anche se l’arma fosse eventualmente caricata a salve. Cerchiamo di capire meglio per prendere provvedimenti».

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Dunque nessuna attestazione di stima da parte del primo cittadino verso i suoi Agenti che anzi, si riserva di verificare la loro condotta e nel contempo cerca quasi delle attenuanti per il gesto dell’anziano cittadino.

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Del Comandante del Corpo Ivano Vandi, poi, non abbiamo mai avuto il piacere di leggere una sua ufficiale e pubblica presa di posizione. Questo è quantomeno criticabile, per non dire grave.

Lo affermiamo da anni che il nostro grande limite è anche quello di dipendere da certi politici che nulla sanno del nostro lavoro, del nostro essere Polizia di Prossimità e dei rischi che quotidianamente corriamo. Amministratori che il più delle volte ci usano a seconda del momento come gabellieri o poliziotti. Il Sulpl comunque, in quanto Sindacato maggiormente rappresentativo della Categoria è dalla parte della Polizia Locale e dei nostri Colleghi.

Per la Segreteria SULPL Emilia-Romagna

Miriam Palumbo

LA CRONACA

Il Resto del Carlino Rimini anno 2015

Il Resto del Carlino Rimini anno 2017

Rimini Today anno 2017

Rimini Today pubblica nostro comunicato

 

Il Sulpl deve difendere la Categoria dalle insinuazioni di alcuni sindacati di Polizia che ci vorrebbero… Vigili Urbani!

Ancora una volta abbiamo avuto riprova di quello che pensano alcuni Sindacati di Polizia di noi… non tutti per fortuna.

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Gli interventi del 6 marzo 2017: Sulpl Vs Siulp

In data 22 marzo 2017 leggiamo un documento del Siap in cui a pagina 5 è ben espresso ciò che pensano di noi, senza ombra di dubbio…

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Poi il caso Piacenza di questi ultimi giorni: il nostro Coordinatore Area Territoriale Vasta di Parma e Piacenza, Dott.ssa Miriam Palumbo ha dovuto ribattere alle insinuazioni di un rappresentante del Siap. Vediamo lo svolgimento dei fatti:

Tutto parte da questo articolo pubblicato da Il Piacenza che riporta il pensiero del Consigliere Regionale Emilia-Romagna Matteo Rancan sul tema della Sicurezza.

Fa seguito la replica di Sandro Chiaravallotti (Siap)

Inevitabile per il Sulpl Piacenza rispondere alle insinuazioni fatte dal sindacalista del Siap. Assurdo doverci difendere dagli attacchi di quelli che dovrebbero essere nostri Colleghi.

Leggiamo le infelici esternazioni del Chiaravallotti, ma nella sostanza nulla di nuovo o di originale in quanto ha copiato di sana pianta quanto contenuto in un documento del Siap Nazionale datato 22 marzo 2017, nel punto in cui afferma in sostanza che la Polizia Locale non può occuparsi di sicurezza in quanto dipende dai Sindaci e che essendo “ nel nostro Paese l’infiltrazione mafiosa onnipresente, potremmo avere sindaci mafiosi seduti nei tavoli dell’ordine e sicurezza pubblica con sempre più poteri.“

Per quanto concerne tutto ciò che lei imputa alla Locale e ai Sindaci, la invitiamo a guardarsi in casa propria, vogliamo parlare della notizia apparsa sul Corriere della Sera del 9 giugno u.s. che titolava “Concorsi truccati-sospetti sui test per esercito e Forze dell’Ordine…”, solo per citare l’ultimo episodio? Nella fattispecie, le presunte irregolarità, “collusione/corruzione” , non appartengono alla Polizia Locale. Chi come il suo sindacato di parte afferma a più riprese che la PL è suscettibile di collusione poichè dipendente diretta dei Sindaci, e quindi andrebbe privata per questo anche di uno strumento indispensabile per fare sicurezza quale è lo sdi, farebbe meglio a guardare in casa propria.

Ma veniamo a noi e alla Polizia Locale di Piacenza, l’ innominata nel suo comunicato, alla quale fa però continuamente riferimento. Le sue uscite non lasciano dubbi: lei Chiaravollotti è affetto dalla sindrome della prima donna. Si rassereni una buona volta: la Polizia Locale di Piacenza e quella italiana in generale, non soffre di manie di protagonismo, non si sente in competizione con le Forze di Polizia propriamente dette e non si nasconde dietro inutili vittimismi come lei sostiene.

Da sindacalista evidentemente avrebbe dovuto  leggere meglio quanto scritto dal Consigliere Regionale Matteo Rancan,  quando afferma che a garantire la sicurezza “dev’essere proprio lo Stato, che invece di farlo gioca a scaricabarile ed elabora misure e suggerimenti folli“. E’ la verità e i fatti di Torino lo dimostrano: li è accaduto che i burocrati, ovvero coloro che lei reputa “davvero il responsabile della sicurezza pubblica che a sua volta deve essere messo in condizione di operare con pieni poteri su tutte le forze di polizia che devono senza se e senza ma collaborare e non nascondersi dietro a vittimismi inutili“ hanno scaricato tutta la responsabilità del loro fallimento sul Sindaco Appendino e sulla Polizia Locale. Oggi i Sindaci si ritrovano ad essere responsabili anche penalmente dell’incolumità pubblica…  quando mai lo stato viene responsabilizzato e condannato, quando mai il Ministero paga i suoi errori? i Sindaci a loro volta dovrebbero attaccare i burocrati di Anci.

Dunque lo si dica chiaramente  ai cittadini che lo stato non è più in grado di tutelare il proprio territorio (esempio ne sono anche i new jersey che devono essere collocati dai Comandanti, sempre attraverso ordinanze del Ministero dell’Interno, e quindi a cascata dai Prefetti). Noi invece diciamo loro che nell’interesse della comunità, se davvero si vuole salvaguardare la loro sicurezza, l’unica strada percorribile è quella di unire le forze e lavorare fianco a fianco, in sinergia e senza inutili smanie di competizione, che non provengono certo dalla nostra parte. La sicurezza non si costruisce e non si realizza ragionando a compartimenti stagni o avendo paura che l’esercito dei diversamente impiegati comunali in divisa possa invadere i vostri orti. La sicurezza è un diritto dei cittadini ed è nostro dovere garantirla, tutti insieme. Se è vero come lo è  che il sistema della sicurezza nazionale ha introdotto la security e la safety (vedi L. 48/2017), cioè due sistemi di sicurezza, uno nazionale e l’altro locale, questo è evidentemente dovuto al fallimento del primo. La società si evolve, muta spesso in peggio sotto il profilo della sicurezza e i colleghi del Siap  dovrebbero non solo difendere i questori, ma allinearsi affinchè sia varata la Legge di riforma sulla Polizia Locale. L’Italia è l’unica ad avere nel sistema Europa quattro Polizie ad ordinamento statale, di cui una militare; le norme ne prevedono solo due, una nazionale ed una locale. Sono necessari interventi e fondi per aumentare gli organici della Polizia Locale; lei dovrebbe sostenere, nell’interesse della collettività, la dotazione alla Locale di tutti i sistemi di difesa e l’accesso alle banche dati sdi, onde garantire un maggior controllo del territorio ed una civile ed ordinata convivenza quotidiana.

Sta di fatto che non so come mai, ma in strada non ho mai avuto il piacere di lavorare con lei; le assicuro tuttavia che con i  Colleghi della Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza, noi della Locale lavoriamo in perfetta sinergia e se magari ci fosse anche lei, potrebbe ricredersi sulle nostre capacità! Non sarà mica anche lei tra i fomentatori della soppressione del nostro nucleo di Polizia Giudiziaria e Investigativa? Speriamo di no! Sa, anche quello rientra tra le nostro competenze, le piaccia o no, basta leggere la normativa! A differenza di ciò che lei insinua, la Locale non si sente in competizione e soprattutto non abbiamo la smania di fare i poliziotti, in quanto le Leggi lo dicono. Non diamo sfogo ad esaltazione alcuna, dunque ha anche poco da ridere. Ad ogni buon conto, visto che è già la seconda o forse terza volta che scivola così in basso, il SULPL la invita a sostenere un confronto pubblico, compatibilmente con la nostra agenda fitta di impegni, poiché noi facciamo i sindacalisti non in distacco.

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Cogliamo anche l’occasione per ringraziare i tanti Colleghi della Polizia Locale che da tutta Italia hanno condiviso il nostro punto di vista e difeso la Categoria e le sue istanze, in particolare sulla pagina Fb di Sportello Quotidiano…. siete il nostro orgoglio!

Nonostante tutto il Chiaravallotti ha voluto ancora replicare . Noi anticipiamo in questa sede che non intendiamo replicare oltre, poichè non ci interessa alimentare sterili polemiche sul web e soprattutto non siamo in cerca di visibilità. Per cui rinnoviamo al rappresentante del Siap la proposta di organizzare in settembre un incontro pubblico per un faccia a faccia con la Dirigenza Sulpl.

A Chiaravallotti vogliamo solo precisare (sorvolando volutamente sulle sue ritrattazioni, sulle sue accuse di fraintendimento del suo pensiero e di personalizzazione…) che non occorre che si impegni a lottare per permettere alla Palumbo di esprimersi; viviamo in democrazia e ci si esprime liberamente! Ci ha fatto sorridere quella frase ad effetto di “Volteriana” memoria (nella realtà erroneamente attribuita nel tempo a Voltaire)

non condivido il tuo pensiero ma lotterò perché tu possa esprimerti  (cit. Chiaravallotti)

I disapprove of what you say, but I will defend to the death your right to say it (cit. Evelyn Beatrice Hall)

Ulteriore precisazione va fatta al Chiaravallotti: il nostro è un Sindacato apartitico. Siamo liberi di colorarlo nel modo che riteniamo più opportuno, nell’interesse esclusivo della Categoria. All’interno di qualsivoglia partito ci sono Persone e per noi sono loro che contano! Voi altri siete gestiti dal Ministero dell’Interno, mentre noi diversamente impiegati comunali in Divisa, non avendo punti di riferimento permanenti nella Repubblica, dobbiamo inevitabilmente coinvolgere i Primi Cittadini per riuscire nell’intento di migliorare la qualità della Vita nelle città e nelle periferie, perchè voi e il vostro Ministero le avete lasciate alla mercè della violenza. Vogliamo tranquillizzarla anche su un altro punto: anche se lei e pochi altri state prendendo coscienza solo ora del fatto che il Vigile Urbano sta scomparendo, vorremmo precisare che in realtà è scomparso dal 1986. Ciò nonostante quella che oggi si chiama Polizia Locale è comunque e sempre la vera Polizia di Prossimità, primo punto di riferimento per i cittadini; dunque è solo una sua percezione. Siamo così professionali e preparati che oltre alle vecchie competenze oggi ci occupiamo di tanto altro ancora, senza tralasciare nulla, forse è questo che vi spaventa… ma purtroppo per voi, non possiamo far tornare il mondo indietro di 30 anni!

Ci spiace del suo infortunio, ma le voglio ricordare che ai Lavoratori della Polizia Locale da dicembre 2011 ad aprile 2017 era stato sottratto il riconoscimento di diritti come equo indennizzo, causa di servizio e pensione privilegiata e solo attraverso interventi massicci del Sulpl in Italia e in Europa siamo riusciti a riaverli dopo sei lunghi anni.

Come detto da subito, l’attendo a settembre, con i suoi quattro amici che l’anno sostenuta sulla sua bacheca Fb per discutere gurdandoci negli occhi.

Colgo l’occasione per ringraziare tutti i Colleghi delle Forze dell’Ordine con le quali collaboriamo sul campo nel quotidiano, senza distinzione di Divisa, poichè siamo tutti consapevoli che in strada la Divisa è una e non ci sono Divise di serie A e B. Uniti si Vince!

Miriam Palumbo

Il Sulpl proclama lo stato di agitazione della Polizia Locale della Regione Emilia-Romagna.

COMUNICATO STAMPA

Pur essendo palese che le condizioni di lavoro del personale della Polizia Locale sono peggiorate per tutta una serie di fattori, tuttavia il nostro Sindacato di Categoria S.U.L.P.L., maggiormente rappresentativo della stessa, si vede costretto a proclamare lo stato di agitazione della Polizia Locale della Regione Emilia-Romagna, dal momento che dopo numerosi incontri in Regione pare che nella sostanza per i Lavoratori non cambierà praticamente nulla.

Abbiamo seguito tutto l’iter di modifica della Legge 24/2003 cercando di dare il nostro contributo per rendere la Polizia Locale dell’Emilia-Romagna più vicina ai cittadini e renderla al passo con i tempi, ormai radicalmente cambiati rispetto a 14 anni fa. E invece no! È proprio il caso di dire che ancora una volta la sensazione è che “cambia tutto per non cambiare nulla”, pur di dare il contentino ai vari politici e burocrati locali.

La Regione E/R ha messo da parte una Legge evolutiva e moderna, per prediligere una Polizia Locale ancora e sempre soggiogata ai capricci del politicante/burocrate di turno e questo è comprovato da un articolato in cui si ribadisce che il Comandante deve “preferibilmente” provenire dalla PL, un aggettivo-chiave che ha però pesanti ricadute in quanto significa che  l’organismo politico potrà accontentare qualsivoglia burocrate e metterlo a dirigere un Comando, pur non avendo la benchè minima idea del nostro lavoro.

In buona sostanza la Regione E/R non ha perso occasione per mostrare la sua refrattarietà rispetto ad una visione moderna della PL e tra l’altro non più differibile nel tempo, vista l’incombente minaccia terroristica, le sempre maggiori richieste e aspettative da parte della cittadinanza verso la nostra polizia di prossimità, non trascurando il mutato contesto socio-culturale; i burocrati regionali sembrano vivere in un mondo surreale, non avvedendosi della nostra mancanza di tutele legali e per la salute.

È loro dovere etico-morale tutelare gli Uomini e le Donne che indossano la Divisa della sola Polizia di Prossimità, troppe volte a nostro avviso oltraggiata e fatta oggetto di violenze fisiche e verbali.

È tempo che in Regione la smettano di trattarci alla stregua di impiegati amministrativi, rifiutandosi di imporre agli amministratori locali modelli operativi e organizzativi, nonchè fondi a tutela dei Lavoratori, cosa che invece accade in altre Regioni, non lontane dalla nostra che hanno adottato leggi regionali più al passo con i tempi e vicine alle esigenze della nostra Categoria, abbandonata dallo Stato.

                                                                                             Ufficio Stampa SULPL Segreteria Emilia-Romagna                                                                                                                    Dirigente SULPL Emilia-Romagna                                                                                                                                          Dott.ssa Miriam Palumbo

DI SEGUITO RIPORTIAMO IL DOCUMENTO DELLA DICHIARAZIONE DELLO STATO DI AGITAZIONE:

agitazione polizia locale emilia romagna

Lettera aperta del Segretario Regionale Emilia-Romagna Paolo Sarasini al Ministro dell’Interno Minniti

Partiamo da questo articolo contenente le affermazioni del Ministro dell’Interno Minniti, ieri in visita a Piacenza

http://www.ilpiacenza.it/cronaca/ministro-interno-minniti-piacenza.html

Questa la lettera aperta del nostro Segretario Regionale Emilia-Romagna Paolo Sarasini:

Partiamo da questa Sua affermazione, riportata dalla redazione de “IlPiacenza” «quando si parla di lavoratori impegnati in servizi per la sicurezza pubblica. Le forze di polizia nazionale e locale devono essere complementari nel garantire la sicurezza, senza sovrapporsi».“

Non vogliamo, per correttezza, entrare in dinamiche che riguardano altri Lavoratori, i colleghi delle Polizie Nazionali, che ogni giorno rischiano la propria vita per la sicurezza di questo Paese nella continua lotta contro il terrorismo e la criminalità organizzata.

Ci permetta comunque Sig. Ministro di dissentire su alcune sue affermazioni che sembrano, a nostro avviso, la classica “pacca sulla spalla” data allo “scemo del villaggio” di turno.

Ha parlato di complementarietà, termine che ha un significato ben preciso e che sinceramente non ci piace: “…..che si aggiunge a qualcosa. completandolo, anche se non è necessario, integrativo, accessorio”;  preferiamo parlare di condivisione di compiti e responsabilità, di reciprocità.

Dalle sue parole sembra emergere che la polizia locale “debba stare al suo posto”  quasi possa insorgere una sorta rivalità e concorrenzialità con le FF.OO. Nazionali, cosa che è ben lontana dai nostri intenti; per cui la sua linea di pensiero risulta alquanto contraddittoria con le politiche sulla sicurezza portate avanti dalla nascita della nostra Repubblica fino ad oggi, infatti non si spiegherebbe la compresenza di tre forze di Polizia Nazionale ed una Locale se ci fosse concorrenzialità!

I risultati raggiunti nel contrasto alla criminalità sono stati raggiunti grazie alla sinergia e alla collaborazione pur avendo sostanzialmente gli stessi compiti.

Ci consenta quindi di preferire i termini condivisione, collaborazione, sinergia.

Condivisione significa anche utilizzo degli stessi mezzi, in particolare ci riferiamo all’accesso al sistema informativo che solo grazie alla buona volontà dei colleghi della P.S. o dei Carabinieri o della Guardia di Finanza, ci è dato di “consultare” eppure Sig. Ministro se scendesse dal piedistallo della burocrazia si accorgerebbe che la Polizia Locale durante i “semplici” controlli stradali identifica migliaia di persone ogni giorno….ma… senza mai conoscere con chi realmente abbiamo a che fare, potrebbero essere le persone più oneste della terra o il ricercato di turno o l’evaso o…. ma a noi non è dato di sapere!

Preferiamo il termine condivisione perchè quando siamo impegnati in cortei, manifestazioni sportive, sgomberi ecc., le “teste calde” non fanno distinzione di divisa caro Sig. Ministro!

Preferiamo condivisione perchè quando uccidono un Poliziotto Locale  il suo sangue non è diverso da quello dei lavoratori delle Polizie Nazionali;

così tanto per renderla edotto qual ora ignorasse questo dato, nella macabra classifica dei morti in servizio  siamo al 3° posto dopo Polizia di Stato e Carabinieri, e per numero di aggressioni presto raggiungeremo la “vetta” della classifica!

Per quanto riguarda la Categoria che rappresentiamo, ribadiamo che il decreto sicurezza ci ha solo restituito in termini di tutele quanto ci era stato scippato dal decreto Monti, nulla di più.

Per cui egr. Sig. Ministro si cali nella realtà, lasci perdere i toni propagandistici e politichesi, vada oltre gli interessi dei tecnocrati di turno, sia cosciente che solo tramite la CONDIVISIONE, COLLABORAZIONE e UGUALI DIRITTI E DOVERI tra le varie forze in campo riuscirà a fare reale sicurezza, e renderla percettibile.

Qualora avessimo frainteso le Sue parole, La preghiamo di risponderci, noi del SULPL siamo aperti al confronto sia a livello locale che nazionale.

 

Il Segretario Regionale Emilia-Romagna

Paolo Sarasini