IL CSA DALLA PARTE DEI LAVORATORI? SU Fb FORSE!

Tutti ricorderete il 21 maggio 2018 come una data catastrofica per la Polizia Locale Italiana, la data in cui grazie ai Sindacati confederali e il CSA, i Lavoratori della PL italiana hanno indiscutibilmente perso molti dei loro Diritti: pensiamo alla libera scelta di un fondo pensionistico per i neoassunti e alla volontà negata di destinare le proprie quote ad un Fondo scelto (diverso dal Perseo-Sirio), pensiamo ai festivi infrasettimanali, solo per citare le due cose che hanno avuto ricadute inaccettabili per i Colleghi.

Da quella data in avanti cosa è accaduto? E’ accaduto che il SULPL è stato costretto ad intervenire a più riprese per tentare di riparare ai danni fatti dai suddetti sindacati (con cause per i festivi infrasettimanali e infiniti atti di diffida e messa in mora contro quelle Amministrazioni che hanno dirottato le quote del 208 sul Perseo-Sirio, fregandosene della volontà dei Lavoratori). Quegli stessi sindacati che in vista delle RSU sono soliti improvvisarsi sindacati di categoria e amano travestirsi da sirene incantatrici del web, e il CSA ha probabilmente iniziato la campagna acquisti da ieri, con la pubblicazioni di manifesti e proclami!

Grande vittoria del CSA Regioni Autonomie Locali, Dipartimento Polizia Locale, riguardo le anomalie dell’art. 56-quater fatte rilevare solo dal CSA, in ordine all’obbligo da parte dei lavoratori  di versare il TFR al Fondo Perseo.

Oggi poi leggiamo un articolo su AREZZONOTIZIE in cui apprendiamo che

Tribunale accoglie le richieste della Municipale: “Il Comune versi le somme ai fondi previdenziali scelti dagli agenti”
„Il Csa, fra la primavera 2019 e il mese di gennaio 2020, aveva indetto una serie di stati di agitazione e di scioperi in quanto l’amministrazione comunale voleva destinare un contributo previdenziale spettante agli agenti di Polizia Municipale in modo esclusivo e obbligatorio al Fondo Perseo-Sirio“

QUESTO E’ VERAMENTE CLAMOROSO! in pratica il CSA ha fatto ricorso contro se stesso!!!

Infatti il 21 maggio 2018 con Cgil-Cisl e Uil ha sottoscritto questo….

E la Sentenza del Tribunale di Arezzo gli ha dato torto su tutta la linea!

Infatti, con Sentenza n. 95/2020 pubblicata il 03/06/2020 RG n. 315/2019, il Giudice del Tribunale di Arezzo ha evidenziato che il Comune di Arezzo, corroborato nella propria opzione teorica da un parere dell’Aran e uno dell’Anci (le cui analisi ricostruttive si risolvono, anche a detta del Giudice, in mere asserzioni di parte, essendo le figure soggettive che le hanno rese, enti esponenziali della parte datoriale), non versando le somme nei fondi precedentemente optati dai lavoratori, ha assunto un comportamento illegittimo e lesivo dei diritti dei lavoratori.

            Il ricorso dei Colleghi di Arezzo è stato dunque ritenuto fondato e accolto. La sentenza evidenzia come non si possa prescindere dalla volontà del lavoratore che intenda conservare l’adesione a forme di previdenza complementare, già scelte in precedenza e diverse rispetto a Perseo-Sirio.

            Addirittura viene evidenziato come non tenerne conto sia ingiustamente pregiudizievole, poiché non avrebbe alcun senso il mantenimento di una quota parte dei propri contributi in un fondo che poi non venga più alimentato attraverso periodici accantonamenti, considerato che è l’effetto dell’accumulo che porta per il lavoratore i maggiori benefici.

Come sancito dalla suddetta Sentenza è dunque nel diritto di ciascun lavoratore non soltanto conservare il fondo previdenziale esistente, ma anche che le somme spettanti continuino ad essere versate nel fondo già scelto. Si evidenzia altresì come il Giudice abbia imposto al Comune di Arezzo anche la restituzione delle somme già versate.

La vittoria è stata dunque dei Lavoratori, non certo del CSA, che probabilmente si è fatto promotore per tentare di riparare al danno arrecato, ma avrebbe fatto bene a farlo in sordina!

E anche questa volta, con rammarico (perchè ad essere danneggiati ingiustamente sono i Lavoratori), dobbiamo dire che lo avevamo detto! La castroneria sottoscritta era fin troppo evidente.

Comunque il Giudice del Tribunale di Arezzo ha emesso una sentenza che ha reso giustizia alla Polizia Locale Italiana.

I nostri Dirigenti hanno già ricevuto mandato dalla Segreteria Nazionale SULPL su come procedere per far restituire ai Colleghi della Polizia Locale il maltolto.

MEDITATE GENTE, MEDITATE…



ANCI NON E’ CON LA POLIZIA LOCALE.

Sbagliare è umano, ma perseverare è diabolico, ed Anci lo è, senza se e senza ma.
Di errori ne ha commessi; più e più volte ha commesso errori madornali, non ultimo la sottoscrizione dell’accordo Anci-Viminale. Pur essendosi professato a più riprese “amico” della Categoria, il Presidente dell’Anci Antonio Decaro ha dimostrato di esserlo a parole ma non nei fatti. In quell’occasione Anci e i suoi burocrati hanno dimostrato tutta la loro ignoranza: prendersi la briga di sottoscrivere accordi risibili invece di prodigarsi per far legiferare la riforma della Polizia Locale è solo una vergogna!
Ancora, quando in marzo 2020 una nostra delegazione ha incontrato il Presidente Decaro, lo stesso si è impegnato (a parole!) sull’ accelerazione di un interesse da parte di Anci a voler portare avanti le tematiche inserite nell’ultimo decreto sulla Polizia Locale fatto dal Presidente del Consiglio Conte, come legge delega, (che come è noto, si concluderà entro un anno dalla sua emanazione). Oltre a ribadire la sua vicinanza alle tante problematiche della Polizia Locale, si è impegnato nell’immediatezza, considerata anche l’emergenza in atto, ad attivare il Sindaco di Napoli, Dott. De Magistris, a seguire direttamente, tutte le problematiche della Polizia Locale…
Oggi pomeriggio tantissimi Colleghi hanno letteralmente invaso la nostra pagina Fb SULPL Nazionale di segnalazioni e commenti con riferimento ad un video pubblicato da Anci; un video che ostenta il grande ed innegabile contributo delle FF.OO. ad ordinamento statale, ma che ignora totalmente l’altrettanto insostituibile contributo della Polizia Locale Italiana nel fronteggiare la pandemia in corso. L’ennesimo schiaffo alla Categoria, oltre che ai suoi morti di Covid19 e ai numerosissimi contagiati sul campo. Anci dovrebbe valorizzare questa bistrattata Polizia Locale, non gettarla nell’oblio. Ma evidentemente, se a destra facciamo ridere, la sinistra nemmeno ci tiene in nota!
Nel post a commento del video leggiamo:

𝗟𝗘 𝗧𝗥𝗘 𝗙𝗢𝗥𝗭𝗘 𝗗𝗜 𝗣𝗢𝗟𝗜𝗭𝗜𝗔 𝗜𝗡 𝗖𝗔𝗠𝗣𝗢 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗥𝗢 𝗜𝗟 𝗖𝗢𝗩𝗜𝗗𝟭𝟵
Accanto a Comuni e cittadini, il grande lavoro – in questa emergenza – della Polizia di Stato, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza.
Dalla consegna delle pensioni agli anziani, ai medicinali e dispositivi di protezione ai Comuni. Fino al grande sostegno al sistema sanitario civile grazie agli ufficiali medici.
Le prossime puntate dei nostri video saranno dedicate ai corpi della Polizia Locale, ai Vigili del Fuoco e al mondo del volontariato e del Terzo Settore.

Ovviamente ne abbiamo subito condiviso il contenuto e commentato:

ANCI NON È CON LA POLIZIA LOCALE.
ANCI per l’ennesima volta ignora la #PoliziaLocale Italiana che al pari delle FF.OO. ostentate nel video sta effettuando, incessantemente e senza risparmiarsi, attività di controllo territoriale per il rispetto delle norme anti #CoronaVirus. QUESTO È L’ENNESIMO SCHIAFFO ALLA CATEGORIA e, si badi bene, non è vittimismo, ma la semplice registrazione dei fatti.
N.B. ALLE ORE 18 CIRCA IL VIDEO E’ STATO RIMOSSO!
questo era il link…

Ecco, la Categoria si sarebbe aspettata che Anci avesse titolato “𝗟𝗘 QUATTRO 𝗙𝗢𝗥𝗭𝗘 𝗗𝗜 𝗣𝗢𝗟𝗜𝗭𝗜𝗔 𝗜𝗡 𝗖𝗔𝗠𝗣𝗢 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗥𝗢 𝗜𝗟 𝗖𝗢𝗩𝗜𝗗𝟭𝟵”!
E’ evidente che non può trattarsi di una svista, ma di un gesto voluto e ben ponderato! Anche la Regione Emilia-Romagna aveva commesso lo stesso errore, che la Categoria non ha mai perdonato.

Alle 18 circa il video è stato rimosso!!!

se infatti cliccate sul link https://www.facebook.com/112140678806442/posts/3084665634887250

http://www.anci.it/limpegno-delle-forze-di-polizia-nei-comuni-e-sul-territorio-contro-la-diffusione-del-covid19/

vi apparirà questa immagine!

ANCI

CHE FIGURA…!

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La Segreteria Generale SULPL

COMPLIMENTI CAPITANO!

All’ On. Matteo SALVINI

Si, complimenti per aver detto quello che pensa realmente! Ma possibile che lo pensi realmente? O anche su di lei evidentemente i poteri forti hanno fatto un ottimo lavoro? Grave che non sappia che in questi mesi lavoriamo in Ordine Pubblico, quindi sotto le Prefetture, al pari di Polizia e Carabinieri.
Dietro quei selfie con le nostre polo, abbiamo scoperto che c’era il nulla o forse solo opportunismo politico-elettorale. O meglio, inizialmente le sue intenzioni sembravano le migliori sulla piazza del nulla politico e le sue idee con il nostro impegno costante e a tutti i livelli ad apportare i giusti correttivi, potevano diventare buone idee (certo un sindacato di Categoria non può sentirsi vicino a quei politici che ci vorrebbero disarmati e che urlano al dramma della percezione di insicurezza ogni volta che un sindaco annuncia di voler armare la Polizia Locale o a quelli che pure essendo attualmente al Governo lasciano dormire in un cassetto la nostra Legge di Riforma).
Ma ieri sera a “Non è l’arena” con quelle parole inopportune ed errate, proferite una dietro l’altra, ha proprio fatto un scivolone. Prova ne è che anche il Sindacato a lei legato da accordi (UGL) lo ha criticato aspramente. La Polizia Locale Italiana, perché è così che si chiama, è stata offesa nel profondo; parole che sono di per se ingiuste, ma ancor di più in questo frangente in cui probabilmente il controllo del territorio e i presidi delle zone rosse sono stati garantiti così a lungo, proprio grazie a quella Polizia Locale che fa i posti fissi, con cambi sul posto, no stop, e che ha perso anche dei Colleghi sul campo a causa del Covid, anche a causa del fatto che l’incapacità della politica tutta, non ha saputo garantire a sanitari e Forze di Polizia i DPI necessari a proteggersi. Queste due categorie di lavoratori sono ben consapevoli di non essere affatto composte da eroi, ma di essere carne da macello. A maggior ragione le sue parole hanno inferto un duro colpo, e se anche mai arrivassero le sue scuse, non basterebbero a risanare quanto causato.
Certo della Lega salviamo tutti quei Sindaci, Governatori e Onorevoli che difendono a spada tratta e nel modo giusto la Polizia Locale, dandole i giusti riconoscimenti e strumenti di autotutela.
E non si dica che abbiamo frainteso. Abbiamo capito benissimo, le sue parole non lasciavano spazio ad un minimo margine di interpretazione.
Sempre e comunque pronti a chiarire quali sono il ruolo e i compiti della Polizia Locale, a dispetto di quanto sostengono quei saccenti tecnici/burocrati che occupano poltrone al Ministero.

Distinti saluti

Mario Assirelli e Miriam Palumbo

Sindacato Unitario Lavoratori Polizia Locale
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Assirelli: La Polizia Locale costretta a fronteggiare l’emergenza Coronavirus senza i necessari DPI. Gravissimo!

                                                                                      On.le Presidente del Consiglio dei Ministri
On.le Ministro dell’Interno
On.le Ministro di Grazia e Giustizia
On.le Ministro della Salute
On.le Presidenti delle Regioni
LL.SS.
Modena, 8 marzo 2020
Invio mezzo PEC

Questa Organizzazione Sindacale S.U.L.P.L., maggiormente rappresentativa della Polizia Locale Italiana,
PREMESSO CHE:
L’8 marzo 2020 è stato emanato il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri a completamento e ad integrazione del D.L. 23 febbraio 2020, del DPCM 23 febbraio 2020, del DPCM 25 febbraio 2020, del DL 02.03.20, del DPCM del I° marzo 2020, del DPCM del 4 marzo 2020, contenente nuove misure di contrasto alla diffusione del COVID – 19 sempre più stringenti.
La Polizia Locale sta già assicurando i servizi di controllo sia delle disposizioni a carattere nazionale, regionale e locale, in virtù delle qualifiche di P.G., di P.S.  poiché al servizio delle Autorità Sanitarie Locali.
Gli appartenenti ai Corpi e/o servizi di Polizia Locale hanno una conoscenza del territorio di appartenenza completa anche rispetto alle altre forze di Polizia.
Sono costretti ad affrontare le emergenze, seppur dopo numerose nostre richieste, senza i necessari strumenti di protezione sanitaria: mascherine, tute protettive monouso, occhiali, guanti ecc. ed abbiamo già diversi colleghi in quarantena (nessuno ne parla?! I “famosi” uomini invisibili) e stanno aumentando i contagiati forse qualcuno anche in isolamento.

Seppur impegnati al pari delle altre forze di Polizia, gli appartenenti alla Polizia Locale non hanno le stesse previsioni, tutele e protezioni previdenziali, assistenziali ed assicurative.
Tutto ciò premesso ed articolato, tenendo conto che i poliziotti locali hanno svolto, svolgono e svolgeranno con impegno rinnovato, spirito di sacrificio, abnegazione sempre dimostrati, tutti i compiti assegnati dall’emergenza in atto.
CHIEDE
A codeste Autorità di voler nel breve tempo emanare disposizioni cogenti, obbligatorie ed urgenti sulle dotazioni delle protezioni predette agli appartenenti della Polizia Locale Italiana impegnati in prima linea al controllo del territorio; presumendo che a breve, attraverso altri decreti sempre più stringenti, diventeranno quale appartenenti alla Polizia al servizio delle Autorità Sanitarie Locali unici o quantomeno primi incaricati del controllo del movimento dei cittadini nelle aree nelle quali la circolazione delle persone presumibilmente verrà limitata e/o vietata.
Come sempre la Polizia Locale viene abbandonata dalle Istituzioni, a partire dai Comandanti e dai Sindaci. Dalle province delle ormai conclamate zone rosse apprendiamo dai Colleghi e dai nostri Dirigenti che ad oggi la Polizia Locale viene ancora comandata a fare posti di controllo fisso (quando PS e CC, giustamente, sono stati esentati da tempo); esegue aso e tso, rileva incidenti anche con coinvolte persone che hanno violato la quarantena e affette da Coronavirus, tutto questo senza essere stati dotati dei DPI necessari per proteggersi, nell’indifferenza, nella sordità e nell’immobilismo degli organi preposti e pagati per tutelarci. Persone che evidentemente hanno preso di gran lunga sottogamba la gestione del rischio. Tutto questo accade ad esempio a Modena, a Piacenza, a Bologna.
Inoltre, eccezion fatta per pochissimi Enti, non ci risulta che anche in presenza di Amministratori o personale contagiato da Coronavirus, siano stati presi provvedimenti per la salute dei dipendenti, tipo anche la chiusura e sanificazione degli ambienti di lavoro. Tutto questo è gravissimo.
Nel medio tempo di riprendere le disposizioni di riforma della Polizia Locale Italiana racchiuse nel D.L. già adottato dal precedente Governo da convertire in Legge entro giugno, al fine di eliminare le disparità di trattamento in atto fra lavoratori che svolgono la stessa attività ed aventi le stesse funzioni, così come hanno chiesto e chiedono anche la Commissione ed il Consiglio Europeo.
Nell’assicurare comunque l’impegno diuturno a favore delle nostre comunità porge deferenti saluti.
Per il Sindacato Unitario Lavoratori di Polizia Locale

Il Segretario Generale Mario Assirelli

Viale Gramsci, 265
41122 – Modena
assirelli@sulpl.it – assirellimario@pec.it
3357733777

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Qualcuno vuol far ricadere il fallimento dello Stato e del sistema Sicurezza su Sindaci e Polizia Locale.

Che fine ha fatto il Sap che diffondeva volantini con su scritto “C’è più sicurezza insieme. L’unificazione è una necessità》? Evidentemente è solo un lontano ricordo… ad oggi anche il Sap sembra essere diventato campanilista.

Abbiamo letto la nota inviata dal Segretario Provinciale SAP al Sindaco di Udine; più che una nota suona come un sollecito ad applicare l’accordo quadro siglato pochi giorni fa dal Ministro Lamorgese e il Presidente Anci Decaro.

In sostanza, facendo leva sull’accordo quadro, e trincerandosi dietro la carenza di organico e al mancato turnover, il Segretario fa chiaramente intendere che la Polizia vuole essere esonerata dal rilievo degli incidenti stradali! Parrebbe che, udite bene cari cittadini udinesi, a causa degli sporadici incidenti notturni la Polizia sia quasi del tutto impossibilitata ad effettuare il controllo del territorio e a contrastare la criminalità. In tutta Italia, per fortuna, i numeri degli incidenti notturni, sono molto ridotti, rispetto alla media giornaliera e statistiche alla mano è la Polizia Locale Italiana a rilevarli nella quasi totalità dei casi. Senza dimenticare che anche la Polizia Locale è in carenza cronica di organico e risente del mancato turnover; nonostante tutto, rileva la maggior parte dei sinistri, si occupa di polizia stradale, polizia giudiziaria, falsi documentali, sicurezza a 360°, edilizia, ambiente, violenza su donne e minori e chi più ne ha più ne metta!

È doveroso rendere edotti i Cittadini circa la “favola” sbandierata nell’accordo quadro tra Viminale e Anci, sottoscritto dal Ministro Lamorgese e dal Presidente dell’Anci Decaro ad inizio mese; questo Sindacato di Categoria ritiene infatti che i cittadini, che quotidianamente vivono il dramma del sistema sicurezza, che in alcune città sta implodendo, sappiano. E Udine, per quanto riportato dalla cronaca locale è una di queste.

Questo accordo quadro, molto criticato e discusso, “assegna alle Polizie municipali un ruolo preminente nell’espletamento dei servizi di polizia stradale sulla viabilità urbana, comprensivo della rilevazione degli incidenti stradali, e prevede l’attuazione di progetti specifici rivolti al miglioramento dei servizi di controllo sulla viabilità nelle aree di maggiori rischio. Nell’immediato, tale coinvolgimento riguarderà le polizie locali delle 14 città metropolitane e dei capoluoghi di provincia in grado di organizzare servizi di polizia stradale nell’intero arco delle ventiquattro ore.”

NELLA SOSTANZA, L’ACCORDO QUADRO PREVEDE QUANTO ACCADE GIÀ!

In quanto a Sicurezza siamo il Paese dei grandi proclami, della propaganda e dei facili accordi, che in concreto sono solo fumo negli occhi per gli ignari cittadini, e che nella sostanza nulla aggiungono alla finalità ultima, che dovrebbe essere quella di garantirgli maggiore sicurezza. La Polizia Locale 365 giorni all’anno rileva incidenti stradali e svolge costantemente attività di polizia stradale; nei capoluoghi di provincia già espleta il quarto turno, basta avere a disposizione personale in numero tale da rispettare gli standard minimi regionali e risorse economiche. Da sempre la Polizia Locale italiana nel quotidiano fa opera di prevenzione sulle strada con la finalità di ridurre i rischi e quindi salvare vite umane (appunto con costanti controlli di polizia stradale e perchè no, anche con l’educazione stradale). Occorrerebbe invece chiedersi,  cosa ha fatto questo ministro in concreto per il sistema sicurezza, oltre a sottoscrivere questo accordo quadro ridicolo con il presidente Anci? In concreto avrebbe potuto incidere con l’ergastolo della patente, col favorire la riforma della Polizia Locale, col favorire le assunzioni in Polizia Locale, contribuire alla realizzazione di servizi straordinari implementando le risorse economiche dei Comuni, fornire adeguati mezzi e strumenti anche alle Polizie Locali dei piccoli Comuni, consentire alla Polizia Locale di accedere allo SDI. Politici (buona parte) e burocrati (quasi tutti) quando si incontrano sanno fare solo propaganda, ma quella contenuta nell’accordo quadro è oggettivamente scadente e ingannevole. Uno specchietto per le allodole, insomma. Il Ministro Lamorgese dovrebbe spingere per l’equiparazione della Polizia Locale alle FF.OO. ad ordinamento statale sul piano delle tutele previdenziali ed economiche, favorendo e non osteggiando il rientro della PL in un contratto pubblicistico, se davvero avesse a cuore il problema sicurezza, poichè di questo si tratta, di un reale problema!

Sembra proprio che qualcuno voglia far ricadere il fallimento dello Stato e del sistema Sicurezza sui Sindaci e sulla Polizia Locale.

La Segreteria Nazionale SULPL

Taser alla PL: Palma è perplesso!

È di oggi la notizia che…

Mauro Palma, Presidente del Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale, già fondatore e presidente di Antigone… Noi non abbiamo la memoria corta, ricordiamo benissimo che nel 2018, già solo dinanzi alla ventilata ipotesi che grazie al Decreto Sicurezza del Min. Salvini anche la Polizia Locale potesse essere dotata di Taser in via sperimentale, proprio l’Associazione Antigone si era presa la briga di scrivere ai Sindaci italiani scongiurando la possibilità che anche agenti della polizia locale potessero avere in dotazione quest’arma, a loro dire, potenzialmente letale.
Oggi apprendiamo che l’ex presidente di Antigone è perplesso e preoccupato per i percorsi indipendenti che potrebbero intraprendere gli Agenti municipali circa l’utilizzo del Taser. “Un fai da te” della Polizia Locale, dice, che potrebbe “dar luogo ad un uso improprio del taser”.
Al Presidente Palma consigliamo, per evitare figuracce e risparmiarci inutili e sgradevoli letture, di occuparsi dei suoi detenuti e dei loro diritti, poichè dei Diritti e degli strumenti di difesa degli Agenti di Polizia Locale ce ne occupiamo noi.
Non siamo minimamente interessati al pensiero dei troppi improvvisati opinionisti della Polizia Locale (ci riferiamo ad esempio anche agli Avvocati penalisti di Novara, ad esponenti di LeU, del PD, dell’ONU, di Amnesty International, etc.) che non hanno perso occasione per sentenziare. Ribadiamo che la Polizia Locale non è seconda a nessuno e ha il sacrosanto diritto di essere equiparata alle FF.OO. e di potersi difendere come loro.

La Segreteria Nazionale SULPL.

24° Convegno Nazionale SULPL

Si è conclusa sabato 11 gennaio 2020 presso l’Hotel Mediterraneo di Riccione, la 24esima edizione del Convegno Nazionale SULPL “Noi Siamo La Polizia Locale”. Sono stati circa 3 mila i Colleghi provenienti da tutta Italia che hanno preso parte all’evento. Alla Polizia Locale è stata garantita alta formazione come sempre, con l’introduzione di due nuove sessioni riguardanti il Codice Rosso per dire STOP alla violenza sulle Donne e sui minori,

📧 stopviolenza@sulpl.it
NOI SIAMO AL TUO FIANCO…

e la sessione in collaborazione con il Cerchio Blu per parlare di suicidi tra le FF.OO., prima causa di morte tra gli operatori.

INTRODUZIONE SESSIONE SUICIDI TRA LE FF.OO.

VIDEO

da Il Piacenza

Un tributo a tutti i Colleghi in Divisa che non sono più tra noi. Un omaggio commosso ai nostri Dirigenti Sindacali Sulpl che hanno rinunciato a vivere, troppi purtroppo…

Durante la sessione dedicata alla politica regionale, dobbiamo dare atto che l’unico candidato alla presidenza della Regione Emilia-Romagna che ha accettato con entusiasmo il nostro invito per parlare di Sicurezza e Polizia Locale in Regione è stato Simone Benini (M5S). Ha ritenuto di partecipare per dovere istituzionale ed ha riconosciuto che la polizia locale rappresenta un presidio di sicurezza importantissimo per i territori e non è accettabile che ci siano emergenze relative al sotto organico. Lucia Borgonzoni (Lega) pur essendo in tour in Emilia-Romagna non ha declinato nemmeno l’invito e non ha partecipato, al pari di Stefano Bonaccini (PD), che probabilmente sapendo di trovare una platea quantomeno delusa dalla sua scarsa attenzione verso la Categoria (ultimo spiacevole episodio quello del video patrocinato dalla Regione E/R nel quale la grande esclusa era solo la PL, video che ovviamente abbiamo proiettato in sala), ha addotto motivazione di impegni istituzionali a Modena per la mancata partecipazione. Ricorderemo il Presidente uscente come il politico che non ha saputo mantenere le promesse fatte, relative al demenziale video creato sulla sicurezza, al quale il SULPL aveva chiesto interventi in favore sia dell’ immagine, che di vestiario e di maggiori tutele e assistenza. Ma i nostri Dirigenti regionali hanno lanciato un messaggio forte e chiaro riguardo la serietà della politica: occorre metterci la faccia e confrontarsi, come siamo abituati a fare noi.
Nella giornata conclusiva invece, grandi attestati di stima nei confronti del SULPL e i suoi Dirigenti circa il ruolo fondamentale per gli interlocutori politici e per la Polizia Locale stessa, sono arrivati da parte degli Onorevoli Simona Bordonali e Claudio D’Amico (Lega), Francesca Galizia (M5S), Vicesindaco di Ferrara Nicola Lodi. I politici hanno raccontato delle loro esperienze assolutamente positive di collaborazione con il Sulpl, apprezzato da tutti per la credibilità, la trasparenza e la profonda conoscenza della Categoria e del suo status. Tutti hanno riconosciuto il ruolo fondamentale della Polizia Locale per il presidio dei nostri territori. Nonostante tutto, come sottolineato dai convenuti, la nostra Legge di Riforma è stata dimenticata in un cassetto ed è totalmente in fase di stallo, poichè il Parlamento ha ben altro a cui pensare, che non riguarda certo la Sicurezza. Ma il fallimento dello Stato in materia di Sicurezza è sotto gli occhi di tutti i Cittadini. Il SULPL, comunque, all’occorrenza continuerà ad essere una spina nel fianco della politica, perché quella Riforma deve essere attuata, oggi più che mai… anche alla luce dell’ultimo accordo quadro, vergognoso, sottoscritto dal Ministro dell’Interno Lamorgese e il Presidente Anci Decaro.

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ARRIVEDERCI AL PROSSIMO ANNO!

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ALBUM FOTO

Intervento del Segretario Generale Mario Assirelli

Videomessaggio On. Claudio D’Amico (Lega), Assessore alla #Sicurezza Comune di Sesto San Giovanni

Videomessaggio On. Francesca Galizia (M5S) alla #PoliziaLocale

Videomessaggio dell’Onorevole Simona Bordonali #PoliziaLocale #Sicurezza #Riforma

Premiazione dei Colleghi della #PoliziaLocale Italiana che si sono distinti per merito nel corso del 2019

RASSEGNA STAMPA

ESTENSE.COM

REGGIO2000.IT

LA PRESSA

IL PIACENZA

LA PRESSA

BOLOGNATODAY

RIMINITODAY

ALTRARIMINI.IT

Il ridicolo accordo quadro Anci-Viminale

Il Ministro dell’Interno Lamorgese dovrebbe essere oltre che un politico, anche un tecnico, in quanto è stato Prefetto di Milano e quindi in teoria dovrebbe essere ben consapevole di tutta quella che è l’attività territoriale delle Forze di Polizia e della Polizia Locale.

Ma abbiamo scoperto, leggendo l’Accordo Quadro che la ex Prefetta ha sottoscritto con il Presidente Anci, che è diciamo così… disattenta: ha dimostrato, palesemente, di non essere minimamente a conoscenza di quello che è il lavoro della Polizia Locale che già svolge tutte le attività previste nell’accordo.

Da Anci ce lo potevamo aspettare IGNORANZA PURA! Infatti firmare un documento del genere senza aver ascoltato il Sindacato della Polizia Locale è una conferma dell’incapacità dei politici e dei buracrati dietro di loro. E’ la vergogna nazionale, come finta istituzione tra l’altro, ha nuovamente dimostrato che è all’oscuro della situazione dei Comandi di Polizia Locale – senza uomini, mezzi, diritti, tutele e assicurazioni, nonchè risorse. Si permette di prendersi la briga di sottoscrivere accordi risibili invece di prodigarsi per far legiferare la riforma della categoria; solo una seria e articolata riforma potrebbe sanare, con il rientro nel contratto di natura pubblico, la situazione critica in cui versa la polizia locale italiana.
Ricordiamo ancora quando durante l’imponente manifestazione a Bari della polizia locale, indetta dal Sulpl in data 27.11.17, il presidente Decaro si dichiarava “amico” della categoria e riteneva di avere un rapporto privilegiato con la stessa; rilasciando promesse le quali sono state puntualmente disattese e dimenticate. Per rinfrescarsi la memoria può riascoltarle qui.

Per quanto concerne il quarto turno, il Ministro dell’Interno Lamorgese, dovrebbe forse rivolgersi alle Autorità locali, poiché quasi tutti i capoluoghi di provincia lo espletano già!

E anche i piani di coordinamento ci sono sempre stati! Solo adesso si accorge che la Polizia Locale fa Polizia Stradale? Dovrebbe sapere che la Polizia Locale oltre a fare Polizia Stradale, con ogni probabilità più della Polizia Stradale stessa, ha in carico molte altre competenze che altre Forze di Polizia ad ordinamento statale non hanno. La differenza sostanziale che il Ministro, ignorante in materia non ha nemmeno in nota è che la Polizia Locale non ha a disposizione gli stessi mezzi, le stesse tutele e gli stessi Diritti di una Forza di Polizia dello Stato.

Quindi prima di fare accordi risibili, sarebbe buona abitudine ascoltare chi è competente per la Categoria, dando quindi finanziamenti e parificando la Polizia Locale alle Forze di Polizia ad ordinamento statale.

La foto di copertina è la rappresentazione del tavolo tecnico che ha portato alla sottoscrizione dell’accordo quadro; si evince che i mentori della Lamorgese sono stati Pippo, Pluto, Topolino, Paperorga, Topo Gigio e Qui, Quo, Qua!

La Segreteria Nazionale SULPL

Modena, 11 gennaio 2020

Utilizzo proventi art. 208 CdS_disamina SULPL

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Partiamo da questo documento: proventi art 208 CdS ricordando che i fondi del 208 sono esclusivi della Polizia Locale (municipale e provinciale).
Qui di seguito si riportano, alla luce della deliberazione 9 aprile 2019, n. 5 della Sezione delle autonomie della Corte dei Conti contenenti enunciazioni di diritto che ci consentono di aggiornare l’ operatività della disposizione rispetto all’utilizzo per incentivazione del personale appartenente alla Polizia Locale.

La prima enunciazione riguarda l’esclusione dell’utilizzo dei proventi per aumentare il fondo straordinario.

Giova ricordare cosa prevede la norma: l’art. 208, comma 4, D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285, stabilisce che una quota del 50% dei proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie per violazioni del Codice della strada è destinata: “a) in misura non inferiore a un quarto della quota, a interventi di sostituzione, di ammodernamento, di potenziamento, di messa a norma e di manutenzione della segnaletica delle strade di proprietà dell’ente“…..omissis…..il successivo comma 5-bis del medesimo articolo precisa che “la quota dei proventi di cui alla lettera c) del comma 4 può anche essere destinata ad assunzioni stagionali a progetto nelle forme di contratti a tempo determinato e a forme flessibili di lavoro, ovvero al finanziamento di progetti di potenziamento dei servizi di controllo finalizzati alla sicurezza urbana e alla sicurezza stradale, nonché a progetti di potenziamento dei servizi notturni e di prevenzione delle violazioni di cui agli artt. 186, 186-bis e 187 e all’acquisto di automezzi, mezzi e attrezzature dei Corpi e dei servizi di polizia provinciale e di polizia municipale di cui alle lettered-bis) ed e) del comma 1 dell’art. 12, destinati al potenziamento dei servizi di controllo finalizzati alla sicurezza urbana e alla sicurezza stradale” . La prima difficoltà è rappresentata dal fatto che solo a consuntivo si conosce l’ammontare di dette somme, perchè si riferiscono al reale incassato, quindi a quanto effettivamente incassato, somme note solamente a conclusione dell’esercizio finanziario, mentre le norme in materia di costituzione del fondo risorse decentrate richiedono che lo stesso debba essere costituito entro la fine dell’anno di riferimento, pena l’impossibilità di prevedere e utilizzare le risorse variabili stesse. In via generale è confermato che si tratta di proventi che rientrano nei limiti ex art. 23, comma 2, D.Lgs. n. 75/2017 che stabilisce che a partire al 1° gennaio 2017 l’ammontare complessivo delle risorse destinate annualmente al trattamento accessorio del personale, anche di livello dirigenziale, non può superare il corrispondente importo determinato per l’anno 2016. Il superamento di detto limite, per la Sezione delle autonomie n. 5/2019, è possibile in presenza di alcune condizioni e limitatamente alla quota di proventi contravvenzionali eccedente le riscossioni del precedente esercizio. In questi casi, secondo la Corte dei conti, “per la parte in cui i maggiori proventi riscossi vadano a confluire nel fondo risorse decentrate in aumento rispetto ai proventi da sanzioni in esso affluiti nell’esercizio precedente, l’operazione risulterebbe assolutamente neutra sul piano del bilancio (non avendo alcun impatto sulle altre spese e non dando luogo ad un effettivo aumento di spesa), sicché, nel caso in cui i maggiori proventi non fossero diretti a remunerare il personale per le ordinarie mansioni lavorative, ma venissero utilizzati per premiare la maggiore produttività di specifiche unità di personale incaricate di svolgere servizi suppletivi di controllo funzionali al programmato potenziamento della sicurezza urbana e stradale, la fattispecie così delineata non sarebbe da includere nelle limitazioni di spesa previste dall’art. 23, comma 2, del D.Lgs. n. 75/2017, in quanto estranea alla ratio che costituisce il fondamento del divieto”. La Corte precisa, infatti, che, in questi casi (maggiori entrate) “detti emolumenti accessori risultano, per loro natura, variabili nel tempo e, come tali, meno suscettibili di essere soggetti ad un vincolo di finanza pubblica che ha come parametro di riferimento un predeterminato anno base e dalla cui applicazione deriverebbero, conseguentemente, per i dipendenti degli Enti locali, effetti favorevoli o penalizzanti in modo del tutto casuale”.
Con il pronunciamento de quo cosa si rende possibile:
la quota dei proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie conseguenti alle violazioni del Codice della strada, che gli enti possono destinare, ai sensi dell’art. 208 del D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285, al “Fondo risorse decentrate” per gli incentivi monetari da corrispondere al personale della polizia locale impegnato in progetti di potenziamento dei servizi di controllo finalizzati alla sicurezza urbana e stradale, non può essere utilizzata ad integrazione del fondo per il lavoro straordinario”. Con questa enunciazione di principio viene radicalmente escluso che le risorse provenienti dai proventi delle sanzioni amministrative per violazione del Codice della strada possano essere utilizzate per integrare il fondo del lavoro straordinario che rimane, quindi, alimentato secondo disposizioni specifiche. Per quanto attiene ai cosiddetti progetti di utilizzo delle risorse ex art. 208 del CdS ai fini della sicurezza urbana etc., secondo la Corte presuppongono una programmazione di attività di potenziamento dei servizi di sicurezza urbana e stradale che non possono essere ricondotti a situazioni straordinarie e imprevedibili tipiche del ricorso al lavoro straordinario, quindi le finalità dell’art. 208, secondo la Corte, mirano ad attuare il potenziamento dei servizi attraverso una “più efficace progettazione della performance organizzativa e individuale”, che è una modalità tipicamente riconducibile ai cosiddetti “progetti-obiettivo” finanziati attraverso le risorse di cui all’art. 15, comma 5, del CCNL. La quota delle risorse derivanti dalle sanzioni amministrative per violazione delle norme del Codice della strada deve necessariamente confluire nel fondo risorse decentrate, quali risorse variabili e nel rispetto del vincolo di destinazione che, per la prima volta è stato introdotto nel nuovo CCNL delle funzioni locali (art. 67, comma 3, lett. i)). Il vincolo di destinazione delle risorse permane solo nella misura in cui transitino dal fondo risorse decentrate per cui quest’ultimo rappresenta l’unico canale consentito perché le relative risorse possano effettivamente essere utilizzate per l’incentivazione del personale. Il Contratto Funzioni Locali del 21 maggio 2018 all’art. 67, comma 5, lettera b), prevede che alla componente variabile del fondo possono essere destinate risorse per il “conseguimento di obiettivi dell’Ente, anche di mantenimento definiti nel piano della performance o in analoghi strumenti di programmazione della gestione, al fine di sostenere i correlati oneri dei trattamenti accessori del personale; in quest’ultima casistica rientrano anche le risorse derivanti dai proventi delle sanzioni amministrative delle violazioni del Codice della strada espressamente richiamati dal citato articolo e destinati all’erogazione di “incentivi monetari collegati da obiettivi di potenziamento dei servizi di controllo finalizzati alla sicurezza urbana e stradale” e previsti dall’art. 56-quater, comma 1, lettera c).
In sede quindi di contrattazione al fine di utilizzo possibile e corretto delle risorse ex art. 208 per fini diversi dai previdenziali e assistenziali si dovrà: analizzare i progetti ed i risultati individuali e collettivi ed i miglioramenti che si intendono raggiungere, i tempi di realizzazione, definire le modalità di ripartizione delle risorse premiali destinate al gruppo di lavoro nella ipotesi in cui i risultati vengano conseguiti, la compatibilità giuridica del progetto rispetto alla previsione dell’art. 208 del CdS e del CCNL funzioni locali, in tal modo il 208 diventerà una valido strumento e fonte di finanziamento per gli appartenenti alla Polizia Locale.

Modena 15 dicembre 2019 2019

Mario Assirelli e Giuseppe Bonfilio

Viviamo in un tempo senza memoria…

Erano le ore 9.30 del 12 settembre 1943 quando il comandante tedesco Walter Gericke ordinò ai suoi soldati di prelevare dalla vecchia caserma di Via Vecchia Cappuccini (oggi Via Renato Coletta) tutti i vigili urbani presenti allo scopo di interrogarli sull’identità degli aggressori di Piazza Roma nei pressi del palazzo delle Regie Poste. Ad un tratto da una finestra delle palazzine adiacenti un cecchino ferì ad una mano il comandante tedesco, il quale in preda a lancinanti dolori ordinò che i dieci vigili urbani e i due netturbini fossero messi al muro e fucilati a colpi di mitragliatrice.

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Una strage che poteva certamente essere evitata, leggendo la cronaca dei tempi. A cosa è valso quel sacrificio di Vite umane, di Colleghi, di Lavoratori? In quanti nel mondo politico conoscono la storia di questo eccidio di Barletta?
Questo Sindacato, dal 2004, con l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, ricorda i Colleghi della Polizia Locale caduti nell’adempimento del dovere. Per il Sulpl il 12 settembre rappresenta la Giornata della Memoria della Polizia Locale Italiana.

Quest’anno, nella speranza di sensibilizzare in modo più incisivo le sorde e distratte Istituzioni, abbiamo deciso di celebrarla a Barletta, a Genova, a Palmi e a Sant’Agata d’Esaro e Milano, deponendo in contemporanea una corona in memoria dei Colleghi che negli anni hanno pagato con il sacrificio della Vita l’attaccamento alla nostra Divisa.
Da anni ormai la Polizia Locale è sul podio per aggressioni, decessi e suicidi, accanto a Carabinieri e Polizia di Stato. La nostra Riforma negli ultimi mesi sembrava essersi timidamente riavviata, ma ora è di nuovo caduta nel dimenticatoio, o almeno così pare. Il Presidente della Repubblica Mattarella ha inferto alla Categoria un altro colpo quando nelle Sue eccezioni al Decreto Sicurezza bis, non ha ritenuto quelli che ancora etichetta come vigili urbani degni dell’oltraggio a Pubblico Ufficiale… Fino alla fine comunque lotteremo affinchè la nostra Divisa, seconda a nessuna, venga riconosciuta ed equiparata alle altre. Solo allora potremo dire che il sacrificio dei nostri Colleghi caduti nell’adempimento del Dovere non sarà stato vano.

Alle ore 12.00 del 12 settembre p.v. invitiamo i Colleghi di tutta Italia in servizio ad unirsi nel loro ricordo con un minuto di silenzio e con i Lampi Blu in azione.

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