COME MUORE UNA DIVISA…

AGLI ORGANI DI STAMPA

COME MUORE UNA DIVISA…
Massimo Boscolo, un giovanissimo Collega della Polizia Locale in servizio a Padova, è morto a soli 34 anni a seguito delle ferite riportate per essere stato travolto mentre scortava il team di handbike di Alex Zanardi.
Il 10 ottobre si celebra ogni anno la giornata Nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro: una giornata che vuole  commemorare coloro che hanno perso la vita o hanno subito infortuni  svolgendo la propria attività lavorativa. Ebbene, Massimo il 9 ottobre è rimasto gravemente ferito ed ha lottato tra la vita e la morte fino alla mattinata dell’11, quando a causa della gravità delle ferite riportate, ha perso la sua battaglia più importante. In quelle ore i media nazionali erano focalizzati sulla manifestazione romana, sul green pass, argomenti che probabilmente reputano maggiormente degni di nota rispetto a quello di una Vita tragicamente spezzata nell’adempimento del dovere; la giovane vita di un servitore dello Stato che indossa l’umile Divisa della Polizia Locale non fa notizia, figuriamoci.
Di contro i TG nazionali hanno reputato  una notizia il fatto che Superman sia diventato bisex e si sia  innamorato di un giornalista.
Anche dalla carta stampata e online questa tragedia è stata ridotta semplicisticamente a  sinistro stradale, nessuno ha evidenziato che si è trattato di morte sul lavoro.

《Le vittime degli incidenti sul lavoro sono persone che escono di casa con progetti per il futuro e attività dirette ai loro cari. Il luogo di lavoro deve essere il posto da cui si torna. Sempre.》(cit. Presidente della Repubblica Sergio Mattarella).
Belle parole e grande verità; peccato però che viviamo in un Paese in cui nella giornata nazionale del 10 ottobre le istituzioni (volutamente in minuscolo) nemmeno hanno fatto cenno ai morti di  questa Categoria e alla Vita di Massimo che proprio in quella ore era appesa a un filo. Una categoria la nostra che quelle stesse istituzioni si ostinano a non riconoscere come usurante.
Queste giornate sono sentite solo da coloro che hanno vissuto direttamente o indirettamente una tragedia simile. Per le istituzioni sono una mera passerella per ripulirsi la coscienza parlando di sicurezza e legalità, ne siamo convinti.
Pensate, quello di Massimo doveva essere un servizio ordinario, ma nel nostro lavoro anche l’ordinarietà si può tramutare in tragedia; può accadere, e accade troppo spesso, che un servitore dello Stato sia chiamato a pagare un tributo troppo alto, iniquo,  in nome del Dovere.
Essere operatori di Polizia è rischiare la propria Vita affinché i cittadini possano vivere la propria, in sicurezza. Può succedere ogni giorno a ciascuno di noi, lo mettiamoin conto. Ma un lavoratore morto nell’adempimento del dovere non merita l’oblio.
E quindi ecco spiegato “come muore una Divisa”: nel silenzio e nell’indifferenza di una società e delle istituzioni divenute ormai refrattarie e ciniche.
Ma quegli uomini e quelle donne in Divisa vivono nei nostri cuori e saremo noi Colleghi, e questo Sindacato, a donare Loro l’immortalità che gli è dovuta e che meritano, attraverso la memoria. Massimo è uno di noi e rappresenta ognuno di noi.

Ci piacerebbe, e sappiamo che è desiderio condiviso dalla Polizia Locale italiana, che qualche testata giornalistica decidesse di attenzionare e dare spazio a questa nota.

La memoria dei Colleghi è viva, la memoria è Vita. Giornata della Memoria della Polizia Locale italiana (12 settembre 2021)

Per questo Sindacato di Categoria, dal 2006, il 12 settembre rappresenta il giorno del ricordo, della memoria di tutti i Colleghi (troppi) che dal 1943 (eccidio di Barletta) sono caduti nell’adempimento del Dovere.

Superfluo precisare che il SULPL ha invitato i maggiori rappresentanti delle Istituzioni e rappresentanze politiche, altrettanto inutile e superfluo dire che nessuno di loro ha partecipato. Molti non si sono nemmeno degnati di declinare l’invito, altri avevano impegni urgenti e improrogabili, pare. Solo il Presidente del Senato Elisabetta Casellati ha espresso la profonda vicinanza alla Polizia Locale, riconoscendone il ruolo fondamentale. Il Presidente della Repubblica ha rinnovato e concesso l’Alto Patronato.

Hanno invece partecipato la Regione Liguria e il Comune di Genova col gonfalone storico; le Regioni Toscana, Emilia-Romagna, Lazio, Campania e Veneto hanno concesso le loro bandiere. E’ stata deposta la nostra corona d’alloro al monumento ai Caduti della Polizia Locale, ubicata nel Viale degli Eroi del Cimitero Monumentale di Staglieno, con la benedizione del Vescovo ausiliare Monsignor Nicolò Anselmi.

Il Vice-Comandante della PL di Genova, l’Assessore alla Sicurezza e i rappresentanti della Società di Mutuo Soccorso hanno espresso sentite parole di apprezzamento per il ruolo fondamentale della Polizia Locale in tutta Italia e per l’attività posta in essere giorno dopo giorno dal Sindacato Unitario Lavoratori Polizia Locale.

Il Segretario Generale Mario Assirelli ha rimarcato il nostro essere figli minori di questo Stato assente. Questo Sindacato è l’unico che lotta contro le Istituzioni per il riconoscimento della Categoria e promuove giornate commemorative come questa per ricordare chi ha sacrificato la propria Vita per proteggere la collettività.

Quest’anno più che mai, anche per i tanti colleghi che sono morti causa Covid contratto in servizio, la cerimonia è stata toccante; il Segretario Paolo Sarasini, prima di ricordare uno ad uno i Colleghi che non sono più tra noi, ha letto un toccante discorso: il dono della Vita fatto dai Colleghi è stato immenso, estremo e consapevole. La loro Memoria è viva, la Memoria è Vita. Noi abbiamo il Dovere di ricordarli e farli rivivere nei nostri cuori e nel nostro operato quotidiano, per far si che il loro sacrificio non sia stato vano.

Cari Colleghi, chi vive il nostro Sindacato in modo attivo sa bene che queste giornate sono una ricarica di energia: è come rispolverare il senso di appartenenza, nonostante le mille difficoltà che ogni giorno viviamo sulla nostra pelle: tante Divise, un unico cuore!

Certe emozioni vale la pena viverle! sono un arricchimento per ciascuno di noi.

La memoria va custodita e preservata; senza memoria di ciò che è stato, non può esserci presente, ne futuro… e il sacrificio dei nostri Colleghi non sarà stato vano se la loro memoria continuerà ad essere alimentata e a vivere nel cuore di chi resta. Il loro esempio deve essere per noi un faro, una certezza e uno sprone per fare sempre meglio.

GALLERIA FOTO

LA CERIMONIA

INTERVENTO MARIO ASSIRELLI

INTERVENTO PAOLO SARASINI

INTERVENTO CLAUDIO MASCELLA

Un doveroso e sentito ringraziamento ai Colleghi Claudio Mascella e Claudio Musicò per l’impeccabile organizzazione dell’evento.

VACCINO SI VACCINO NO

CARTA VERDE O PERMESSO PER ACCEDERE AI SERVIZI IN ITALIA

IL PENSIERO DEL SINDACATO, ARDUO E DIFFICILE QUANDO SI PARLA DI LIMITARE LE LIBERTA’ E LA DEMOCRAZIA, COME LEGGERETE DAI RAGIONAMENTI DELLA STRUTTURA, CHE PERO’ RAPPRESENTA I DUBBI, LE ANOMALIE – DOVUTE AI TROPPI ERRORI DELLO STATO – DI QUESTE DECISIONI DELL’INTERA NAZIONE!

Cosa ne pensa ASSIRELLI

Prendiamo le distanze con la serenità e la fermezza di chi ha piena responsabilità del momento storico che stiamo vivendo, senza minimamente entrare sugli effetti positivi in termini di riduzione dei contagi della vaccinazione, senza toccare alcun tasto sanitario o quasi, senza citare le scelte di ciascuno e nella rinnovata condanna rispetto a ogni offesa ai giornalisti/scienziati/Cts/Ema/Aifa e che non troverà mai alcuna giustificazione, che va sempre censurata, a prescindere come d’altronde la violenza nelle manifestazioni o contro i Lavoratori delle polizie sia ad ordinamento nazionale che locale.

Qui il campo è un altro. Qui la partita è un’altra. Non esiste un ‘noi’ e un ‘loro’.

Lo dice la Costituzione, lo dice l’Europa, lo dice il buon senso e lo dice il condividere un minimo senso di umanità. Smettiamola di spalancare le porte dell’inferno, indipendentemente dall’essere o meno vaccinati, smettiamola di dividere il mondo in due soprattutto dopo le diverse indicazioni dettate dal governo o dai governi in questo ultimo anno. Basta fomentare l’odio sociale! Non giochiamo con la vita e sul futuro della salute degli italiani.

Sappiamo bene che SOLO l’Italia e la Francia hanno adottato queste finte indicazioni che diventano obbligatorie reali nella vita quotidiana e le altre Nazioni dell’Europa perché NON hanno adottato tali misure? Forse vogliono meno bene alla salute dei propri cittadini? NON PENSO PROPRIO! Forse, invece, temono le conseguenze negli anni per le generazioni future per mancanza di elementi oggettivi, le sperimentazioni e l’assenza di analisi epidemiologia!

In Sicilia coprifuoco solo per chi non ha il Green Pass. Una misura fuori da ogni realtà. Tutto questo nel silenzio generale della politica, dei sindacati, della società civile, della Chiesa. Sono perplesso e allibito come essere umano come uomo in divisa. Non ci sono parole. Eppure, forse, occorre continuare a trovarne di parole, fosse anche la “bestemmia” di Giobbe. Non può essere che un Paese civile accetti questa divisione in due, siamo ITALIANI e usiamo la ragione!!!

Ipotizzare l’obbligo vaccinale significa immaginare di eliminare il consenso informato. Cioè significherebbe imporre a tutti un trattamento senza far firmare nulla. Se è così lo si dica. Il paragone – fatto dal ministro Speranza – con l’obbligo che sarebbe già previsto per i medici non è pertinente. Perché per i medici si tratta di un requisito onde svolgere la professione non un obbligo in quanto tale, ed anche in questo caso ci sono delle enormi discrasie. La differenza, apparentemente lessicale, non è di poco conto. Un governo che obbliga i cittadini a vaccinarsi non deve ovviamente far firmare nulla ai cittadini stessi e assumersi completamente la responsabilità di eventuali effetti collaterali. Questo è ovvio. Altrimenti non si parli di obbligo, ma di ricatto (se non ti vaccini non lavori, non esci, paghi le cure, non frequenti la scuola, l’università, non viaggi …) e si continua con il green pass a dividere la società in due, criminalizzando il 30-40 per cento di italiani, pur in assenza di un reato.

La cattiveria con cui ci si accanisce contro coloro che legittimamente non vogliono vaccinarsi, ha qualcosa di sadico. I grandi ricatti (se non ti vaccini rischi il posto di lavoro), le meschine ripicche insensate (se non ti vaccini non puoi andare a un cinema all’aperto), le offese (cani, sorci, evasori fiscali), le minacce (con il piombo gli affamati sfamò), la leva del senso di colpa morale (un atto d’amore…). In tutto questo cosa vi è di scientifico? Vi è tanta malignità, una sorta di rivincita alle frustrazioni di una vita che si esprime contro una minoranza divenuta ‘colpevole’. Da oggi in poi non vi è da stupirsi di nulla. Le cose purtroppo non miglioreranno. Occorre saperlo.

Per non parlare delle mascherine anche in questo caso quanti ERRORI dell’Esecutivo per interessi o per mera ignoranza?!

Sono vaccinato non per credo ma per necessità (vivo in questa società e devo dare il buon esempio … ) onde poter continuare a svolgere la mia attività lavorativa e difendere i diritti e la salute dei Lavoratori della Polizia Locale italiana costituzionalmente garantiti adoro la libertà odio le discriminazioni e le disuguaglianze e mi muovo sempre nel rispetto dell’altrui incolumità e dei diritti che ci siamo conquistati con lotte politico sindacali negli anni per costruire un’Italia migliore e più democratica.

Il pensiero di GIUSEPPE BONFILIO consulente legale

Secondo il mio modesto parere bisogna disaminare bene la questione –

Premesso che come uomini in divisa abbiamo obbligo di eseguire e far eseguire tutte le norme che l’ordinamento promulga, poiché sono e dovrebbero essere adottate nel rispetto e nella pedissequa osservanza del dettato costituzionale;

Abbiamo anche obbligo di seguirle e farle seguire poiché il diritto alla sanità e sicurezza sono preminenti;

Abbiamo però diritto ad avere regole chiare e senza bisogno che le predette siano soggette ad interpretatio;

Le regole devono essere inoltre adottate dalle autorità a questo preposte.

Ciò detto e premesso ed inoltre che lo scrivente è vaccinato con doppia dose, Corre obbligo di far anche emergere alcune discrepanze che nel corso dell’evoluzione pandemica sono emerse. Abbiamo assistito alla demonizzazione di alcuni vaccini è dovuta intervenire anche la magistratura per verificare il rispetto dei tipi di vaccini da somministrare ad alcune fasce di popolazione. È di qualche giorno fa il prolungamento della validità del greenpass passato ad un anno mentre si ventila l’ipotesi di una terza dose da un lato e si parla di immunità da un’altra, mentre il mondo scientifico sostiene che si può contrarre il virus e trasmetterlo anche dopo essere vaccinati. Per quanto riguarda i cosiddetti no vax io sono per la libertà totale di ogni individuo è importante però il rispetto di ognuno e condanno fermamente ogni forma di violenza da qualsivoglia parte provenga.

Il VACCINO ANTICOVID E’ UN DSISSUASORE DI VELOCITA’ – DI PAOLO SARASINI

Carissimi Colleghi,

vorrei parlarvi nella nostra lingua, mi spiego:

se nella vostra città ci fosse un’intersezione molto pericolosa, dove quotidianamente avvengono sinistri con esiti gravissimi e addirittura letali cosa proporreste di fare al competente ufficio traffico?

Personalmente proporrei la cosa più opportuna per eliminare del tutto il problema ovvero “allivellare”  l’intersezione, porla a livelli sfalsati (sottopassi, sovrappassi), ma mettiamo che purtroppo ciò non sia possibile a causa delle strutture presenti nel luogo (condomini infrastrutture ecc.), ecco che allora potrei proporre un semaforo (non parliamo di rotatorie!), ma i flussi del traffico sono tali che si andrebbe a congestionare la circolazione, allora come ultima soluzione proporrei un DOSSO DISSUASORE DI VELOCITA’, questo rimedio non è senz’altro la soluzione migliore ma mi consentirebbe di ridurre notevolmente l’incidentalità e la gravità dei sinistri che senza dubbio continueranno ad esserci, ma meno frequenti e meno letali .

Così è per il VACCINO ANTICOVID (dissuasore di malattia non essendo possibili per ora altre alternative!).

Questa NON è la soluzione, nessuno lo mette in dubbio, ci saranno ancora i malati anche gravi, rimarremo sempre contagiati, ma queste situazioni saranno ridotte al minimo possibile (per ora).

La medicina non è una scienza esatta, si deve sperimentare. Ma immaginiamo che se l’uomo avesse rinunciato, perché si era colpito un dito facendosi male, a sbattere e risbattere una pietra contro l’altra, forse per il fuoco avremmo dovuto attendere il provvidenziale fulmine temporalesco!

Il progresso è anche sacrificio misurato (costi-benefici).

Ora è il momento di ascoltare la scienza, che come prima detto può anche sbagliare in ogni caso io preferisco un errore commisurato ad una “CAGATA PAZZESCA” (come la corazzata Potemkim), badate NON VOGLIO FARE DISCORSI POLITICI, ma basta con le teorie del complotto (big farma ect…, chiaro che avranno i loro interessi!) ma di fronte a FATTI comprovati, a DATI INCONTROVERTIBILI, non possiamo continuare a sostenere che il BLU è ROSSO!

Discutiamo delle sfumature (blu cobalto, blu mare, blu cielo ecc.) ma il BLU rimane BLU!

I discorsi che sento: “a me non capiterà mai perché sto attento”,  “ tanto io sono asintomatico”, “se mi vaccino rischio la vita invece se prendo il COVID….(anche)!”, “se mi vaccino fra vent’anni mi spunteranno gli asparagi nel sedere“ (scusate cerco di stemperare un poco la serietà dell’argomento), bene, dicevo questi discorsi per me sono irrazionali, un vero e proprio non sense.

Viviamo, per fortuna, in società non siamo eremiti o stiliti, i nostri comportamenti influenzano o dipendono da quelli altrui, l’egoismo non serve a nulla perché prima o poi ……

Il sottoscritto ha passato il COVID, completamente asintomatico, per fortuna scoperto in tempo altrimenti quante persone più fragili di me e NON vaccinate avrei potuto contagiare, i miei amici, i miei parenti, e sarei stato causa di malattia magari grave o letale, ma se tutti fossero stati vaccinati il rischio (non di contagio) di malattia grave sarebbe stato ridotto al minimo.

Dopo avervi tediato con queste PERSONALI considerazioni, arrivo alla conclusione, che ribadisco è una MIA opinione: io sto con tutti vaccinati e tutti contagiati!

Di fronte alle due possibilità:

  1. non mi vaccino e non mi ammalo (incrociamo le dita)
  2. vacciniamoci tutti e magari ci ammaliamo di meno (incrociamo le dita)

IO OPTO PER LA SECONDA.

AVE atque VALETE semper

Il pensiero di Nicola De Vincenziis

Un Pseudo vaccino che potrebbe portare alla società Italiana più contro che pro.

Mia riflessione sul vaccino.

Tempo fa mi recai dal medico di famiglia in quanto avevo un problema.

Dopo avermi visitato mi prescrisse un farmaco e mi disse, vedrai che con questo medicinale starai meglio.

Prima di assumere il farmaco, ho letto il bugiardino, non l’avessi mai fatto.

Mi spaventai così tanto delle controindicazioni che non l’assunsi.

Il giorno dopo mi recai dal medico per chiedergli spiegazioni in merito.

Il mio medico con molta tranquillità mi disse: o ti fidi di me o cambia medico.

Mi sono fidato e da allora non ho più letto bugiardini.

Nel caso di questa pandemia senza neanche leggere il bugiardino molti hanno pensato: mi fido della scienza e mi vaccino? Oppure non mi fido e non mi vaccino?

Io ripensando al mio medico mi sono fidato della scienza e mi sono vaccinato.

Nella prima fase ho visto tanti amici, amiche, parenti ecc. ecc. morire di Covid e da quello che mi hanno raccontato, chi ha avuto modo di vederli, la sofferenza è stata tanta.

Durante la prima fase tutti a dire: l’unico modo per uscire dalla pandemia è il vaccino, trovato il vaccino, noi laureati all’ università di internet, vogliamo sapere cosa c’è dentro e io vi dico: leggetevi il c.d. Bugiardino e poi datemi la risposta se i farmaci sono da assumere.

E poi ho fatto una riflessione: il vaccino (che comunque non è più sperimentale ma è stato approvato dall’AIFA) comunque è un’ arma per combattere la guerra contro il virus, senza vaccino è come andare in guerra senza armi.

Cosa ne pensa Francesco Spadaro

Premetto di non essere negazionista e neppure No Vax in senso stretto, ma semplicemente contrario a questo “pseudo vaccino” che considero alla stregua di una “sperimentazione di massa”. 

I pensieri importanti che mi assillano sono: “se ti vaccini poni le basi per la limitazione delle libertà di tutti? ”.

Tra i motivi per dire no al vaccino sono a mio avviso (dopo aver seguito interviste di docenti del campo dell’infettivologia e della virologia):

  1. il rischio di modifiche al genoma, in assenza di studi a lungo termine, 
  2. memoria immunitaria dopo il vaccino, 
  3. trasmissione del virus anche dopo, protezione non per tutti, 
  4. effetti collaterali,
  5.  limitazione delle libertà.

Fermo restando che il virus esiste e nessuno lo mette in dubbio, alcuni vaccini sono utili ma questo pseudo vaccino antiCovid è il più grosso problema della storia del genere umano e spaventa il fatto che, politici, scienziati, esperti di ogni genere e categoria la prendano così sottogamba, sminuiscano il problema e soprattutto non facciano parlare chi ha dei dubbi e pone domande.  Pertanto, siamo di fronte alla follia umana più totale della sperimentazione di massa che si vuole eseguire sull’umanità intera, senza sapere qualcosa sulle controindicazioni. Vogliono costruire un mondo dove solo chi ha il patentino della vaccinazione può avere una vita sociale libera e scevra da restrizioni, ma diverrebbe un mondo in cui ti leghi per sempre alla schiavitù delle case farmaceutiche e una volta che hai fornito il primo accesso non potrai più uscire dal sistema. Questa pandemia è un test ( uscito per errore dai laboratori Cinesi ?) per vedere quanto stress regge la nostra specie, quindi una prova generale per i disastri futuri, magari ugualmente preoccupanti, ma più lenti e apparentemente meno dannosi, come paiono oggi i cambiamenti climatici. Ormai sappiamo che il 90% delle decisioni, persino quelle dello scacchista o dell’economista, alla fine sono prese su uno slancio emozionale. Quindi cercano di persuadere le persone in modo emozionale, non razionale. Purtroppo la maggioranza delle comunicazioni che si fanno per convincere le persone a vaccinarsi sono fatte con il razionale, quindi, sono acqua sull’impermeabile delle persone che sono mosse dall’emozionale“; E ancora mi chiedo!  Perché il green pass ha provocato questo effetto di persone che corrono a vaccinarsi?  Perché, che piaccia o no muove un’emozione che contrasta la paura e il piacere. Ovvero, io non ti obbligo a vaccinarti, ma se non lo fai non potrai fare tante cose che ti piace fare compreso il lavoro, questo è il motivo per cui è stata una leva vantaggiosa? Finisco questo mio pensiero scrivendo che, il COVID-19 è un drammatico esame per la nostra capacità di reagire a un disastro globale, che, anche questa volta, probabilmente, supereremo solo per un pelo e con il sacrificio dell’estremo atto imposto a tanta gente in nome dell’art. 32 della Costituzione Italiana che così recita”…… la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”.

IL MIO PENSIERO CLAUDIO MASCELLA

Buongiorno colleghi, ritengo che in questo momento viste le informazioni contrastanti non sia possibile doversi schierare pro vaccino e green pass o no vax.  Io sono e mi ritengo un uomo libero e ritengo che ciascuno di noi debba essere libero nelle sue scelte, ma esiste un limite alla libertà personale. Quando una scelta di libertà invade la sfera personale di altre persone questa non può essere lasciata al caso.

Io sono vaccinato con entrambe le dosi, ritengo di aver fatto la scelta giusta non solo per me ma per tutti coloro che frequento in primis la mia famiglia i miei figli i miei nipoti.  Ritengo che nessuno abbia affrontato la vaccinazione a cuor leggero, ciascuno si portava le proprie preoccupazioni, ma la consapevolezza di fare una cosa che andava a beneficio dei più in me è prevalsa.

 Ora ritengo che da parte delle autorità sanitarie andava sicuramente fatta più chiarezza e che ci volesse un maggior coraggio, se la vaccinazione è l’unico modo per contenere la malattia rendiamola obbligatoria.

Non serve parlare di consenso informato o altro, io purtroppo (vista l’età) faccio parte di quella generazione che ha fatto vaccini anche senza saper cosa gli veniva iniettato (vedi la vaccinazione del servizio di leva) ma in ogni caso ogni qualvolta ci si sottopone ad un intervento sanitario si firma un consenso.

Per chiudere io ribadisco la mia scelta pro vaccino ma in ogni caso non si deve criminalizzare chi ad oggi e con le attuali regole sceglie di non farlo, in un momento di pandemia mondiale la scelta non deve essere lasciata al singolo cittadino ma le autorità preposte devono prendere decisioni importanti anche se impopolari.    

Assirelli conclusione

Cari Colleghi e cari Cittadini, come avrete letto non esiste un pensiero unico nemmeno nel sindacato della Polizia Locale ma tante differenziazioni che si annullano quando si tratta di decidere sulla vita lavorativa, sulle tutele e sui diritti nonché il futuro dei Lavoratori della Polizia Locale!

Ci avete chiesto, in tanti, cosa ne pensavamo di questo argomento e come sempre noi rispondiamo!

Abbiamo provveduto, nel frattempo, a chiedere al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio, ai Ministeri competenti il TAMPONE gratuito per i Lavoratori della Polizia Locale in quanto le Regioni viaggiano a velocità diverse; inoltre, si è ritenuto di fare un’ulteriore domanda per la vaccinazione obbligatoria in modo che lo Stato si assuma le giuste responsabilità nei confronti dei Cittadini italiani e cessino le differenze tra i medesimi e le diverse tensioni sociali in atto.

Certo è che tutta la Struttura è SEMPRE per le libertà contro le discriminazioni, le disuguaglianze e per il rispetto della Costituzione.

IL SULPL RISPONDE AD INPS PER L’INSALUBRE E ANTICOSTITUZIONALE DECISIONE DI NON RICONOSCERE LA QUARANTENA COME MALATTIA COVID-19.

COSTITUZIONE:

ART. 1 “l’Italia è una Repubblica Democratica fondata sul LAVORO”

ART. 4 “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, una attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.” 

ART.38 Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale. I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria. 

Basterebbe citare solo questi articoli della nostra magnifica COSTITUZIONE, per definire arbitraria, anticostituzionale, spudorata, insensata la presa di posizione dell’INPS riguardo il non riconoscimento della condizione di malattia per i lavoratori che hanno avuto “i contatti stretti” con persone positive al COVID e pertanto sono obbligati alla quarantena.  E magari per ironia della sorte il “contatto stretto” è avvenuto sul luogo di lavoro, vuoi per la tipologia di lavoro, vuoi a causa di un collega già positivo. La questione è semplice: noi lavoratori siamo costretti a rimanere in quarantena (negativi o positivi, vaccinati o non vaccinati) ma la condizione di malattia non ci viene riconosciuta, eppure la malattia viene definita dallo stesso istituto (INPS) come: “un evento morboso che determina l’incapacità temporanea al lavoro, inteso come mansione specifica.” Ebbene lo stato di malattia, è ormai assodato, consiste in una perturbazione funzionale di tipo dinamico, la quale conduca alla guarigione o alla stabilizzazione in una nuova situazione, che può essere anatomico/funzionale o psichico/funzionale. Già l’essere costretto a non uscire di casa, a non poter avere rapporti sociali normali, seppur per un periodo limitato di tempo, può condurre una persona normale verso la depressione, quando poi il lavoratore si trova anche a non veder riconosciuta la condizione di malattia senza alcuna colpa, beh a nostro avviso ha tutto il diritto di “”dare di matto”! Forse l’INPS non ha tutte le colpe, ed infatti si è ben velocemente giustificata dicendo che i fondi sono esauriti, scaricando quindi le responsabilità sul Governo. Vorremmo però fare una riflessione su tale affermazione. Ben lungi dal giustificare il Governo per questa mancanza, ma ci domandiamo quanti super dirigenti ha l’istituto? E nessuno di questi ha pensato, proposto, posto il problema nelle sedi istituzionali? Ci sembra strano questo atteggiamento di non curanza per i Lavoratori. L’Italia è il paese delle contraddizioni: da una parte si erogano fondi a destra e manca, vedi reddito di cittadinanza che reputiamo ottima cosa, ma che purtroppo finisce in mano anche a delinquenti, scansafatiche ecc., senza un minimo di indagine preventiva da parte dell’Istituto, dall’altra si impedisce al lavoratore di lavorare e lo si priva dello stipendio… mah! Ovviamente sarà nostra fondamentale richiesta ai Ministeri interessati di ripristinare i fondi per riconoscere lo stato di malattia alle precedenti condizioni e continueremo la lotta per il ripristino dei diritti fondamentali.

ARTICOLO TODAY

Il SULPL contesta nuovamente le dichiarazioni di Nicola Porro. Le parole hanno un peso…

Scrivo la presente, in qualità di Segretario Generale del Sindacato Unitario Lavoratori Polizia Locale (SULPL) al fine di contestare le Sue dichiarazioni nel programma online “Zuppa di Porro”, pubblicato in data 20 maggio 2021 sul Suo profilo Facebook Nicola Porro, nei confronti degli appartenenti alla Polizia Locale.
Nel predetto intervento, avente ad oggetto la cronaca relativa all’archiviazione del procedimento a carico di Carola Rackete, Lei si rivolgeva ai suoi followers con i seguenti termini (minuto dal 14.17 al 15.00 circa) “allora io vi dico, porc* p******, che domani mattina quando mi fermano per strada con la mascherina, io, siccome penso che un diritto supremo per me sia la salute e per strada la salute è anche respirare, io mi tolgo la mascherina. E questo, voglio dire, sarebbe ben legittimo per gli stampisti. Ma, aggiungo, faccio come Carola. Se arriva un vigile urbano lo spingo contro il muro. E quando mi faranno un processo dirò che la mia libertà è superiore alla prevaricazione dello Stato, cioè della Guardia di Finanza o del vigile urbano, nell’impormi la mascherina e nell’impormi di stare al largo”.
E’ palese che il predetto intervento riveste carattere di particolare gravità considerati i numerosi followers del Suo programma online.
L’intervento si rivolge infatti ad un pubblico indiscriminato di persone che potrebbero essere indotte, sulla base delle Sue dichiarazioni, a ritenere di essere legittimate a porre in essere le condotte improprie da Lei indicate (“se arriva un vigile urbano lo spingo contro il muro”) in danno degli operatori della Polizia Locale (ovvero di qualunque appartenente alle forze dell’ordine) impegnati nei controlli per il rispetto della normativa anti Covid.
Sarebbe infatti auspicabile da parte di un giornalista con un grande seguito, come lo è Lei, che le dichiarazioni contenute negli interventi diffusi tramite social media fossero attentamente soppesate al fine di evitare atti emulativi che porrebbero in una situazione di evidente e grave pericolo gli operatori di Polizia Locale, che l’intestato Sindacato rappresenta, da parte di soggetti dotati di scarso senso critico.
Mi preme in questa sede sottolineare come nel predetto intervento siano peraltro contenute altre affermazioni di carattere diffamatorio e lesive dell’operato della Polizia Locale laddove ai suddetti operatori vengono impropriamente attribuiti asseriti atteggiamenti di prevaricazione in danno dei cittadini laddove si afferma che “la mia libertà è superiore alla prevaricazione dello Stato, cioè della Guardia di Finanza o del vigile urbano, nell’impormi la mascherina”.
Le predette affermazioni sono inaccettabili per chi, come gli operatori di Polizia Locale, si sono quotidianamente spesi ed impegnati per il contenimento della pandemia, per la coesione sociale e per la tutela dell’incolumità e libertà dei cittadini: a questo proposito preciso che ben 27 colleghi, nell’adempimento del proprio dovere, sono deceduti a causa del Covid.
Tanto premesso sono a chiedere che le dichiarazioni sopra riportate, contenute nel programma online Zuppa di Porro pubblicato il 20 maggio u.s. siano, da parte Sua, oggetto di rettifica attraverso un intervento di pari durata da pubblicare sul Suo profilo Facebook unitamente alle scuse formali a tutti gli operatori della Polizia Locale preavvertendo l’intestato Sindacato del momento di pubblicazione del post.
Distinti saluti
Mario Assirelli

Perseo-Sirio: CGIL-CISL-UIL pretendono con spudorata arroganza che sia i contratti sia gli accordi da loro edificati e sottoscritti abbiano la prevalenza sulle Leggi approvate dal Parlamento. È ora di dire basta!

Dopo quanto prodotto dai soliti noti (cgil, cisl, uil), ovvero “l’accordo sulla regolamentazione inerente le modalità di espressione della volontà di adesione al fondo nazionale pensione complementare perseo/sirio”, non ci resta che … piangere, vuoi per la sfacciataggine della formula usata: “volontà di adesione” vuoi perché come al solito pretendono di farsi portavoce di tutti i lavoratori e osano sovvertire quello che la COSTITUZIONE stessa sancisce cioè le fonti della LEGGE.

         Pretendono con spudorata arroganza che sia i contratti sia gli accordi da loro edificati e sottoscritti abbiano la prevalenza sulle Leggi approvate dal Parlamento.

“quousque tandem Catilina abutere patientia nostra?”… quem ad finem sese effrenata iactabit audacia?  direbbe il buon Cicerone.

Facciamo chiarezza! La principale fonte normativa di riferimento dei fondi pensione è la seguente: Decreto legislativo n. 252 del 5 dicembre 2005 e ss. mm. e ii. – Disciplina delle forme pensionistiche complementari, la Legge stabilisce e norma questo delicato intervento sulle finanze dei Lavoratori e SANCISCE all’art.1 che L’ADESIONE AI FONDI E’ LIBERA E VOLONTARIA, tant’è che già due Tribunali del Lavoro (Ivrea e Arezzo) hanno sottolineato come l’unica forma di adesione sia quella basata sulla volontarietà del Lavoratore, altro che silenzio assenso o altre forzature o costrizioni dittatoriali, LIBERA VOLONTA’ solo ed esclusivamente quella!

Inoltre l’art. 3 della stessa Legge conferma che: “Le forme pensionistiche complementari possono essere istituite da: a) contratti e accordi collettivi, anche aziendali, limitatamente, per questi ultimi, anche ai soli soggetti o lavoratori firmatari degli stessi, ovvero, in mancanza (di detti accordi aziendali, ndr), accordi fra lavoratori, promossi da sindacati firmatari di contratti collettivi nazionali di lavoro….”

Ciò significa che se prima della costituzione dei fondi perseo sirio erano già in atto accordi aziendali tra i lavoratori ed altre forme pensionistiche queste rimangono e prevalgono a meno che non ci sia esplicita VOLONTA’ del Lavoratore di aderire ad altra forma!

In ogni caso ricordiamo ai falsi  “amici”  che non è possibile aderire ad un “contratto obbligazionario” senza la propria sottoscrizione, pena la nullità assoluta dell’atto, ad esempio vi siete mai chiesti perché, non ostante i contratti nazionali ed integrativi avete dovuto sottoscrivere un contratto di lavoro in forma singola? Semplicemente perché tutto è normato dal Codice Civile e si tratta di un’”obbligazione”, come questa cioè di un  accordo.

NON SCORDIAMOCI POI CHE PER LA POLIZIA LOCALE RIMANE SEMRE IN VIGORE l’art. 208 C.d.S.

Con Sentenza n. 95/2020 pubblicata il 03/06/2020 RG n. 315/2019, il Giudice del Tribunale di Arezzo ha evidenziato che il Comune di Arezzo, corroborato nella propria opzione teorica da un parere dell’Aran e uno dell’Anci (le cui analisi ricostruttive si risolvono, anche a detta del Giudice, in mere asserzioni di parte, essendo le figure soggettive che le hanno rese, enti esponenziali della parte datoriale), non versando le somme nei fondi precedentemente optati dai lavoratori, ha assunto un comportamento illegittimo e lesivo dei diritti dei lavoratori.

Addirittura viene evidenziato come non tenerne conto sia ingiustamente pregiudizievole, poiché non avrebbe alcun senso il mantenimento di una quota parte dei propri contributi in un fondo che poi non venga più alimentato attraverso periodici accantonamenti, considerato che è l’effetto dell’accumulo che porta per il lavoratore i maggiori benefici.

 Ancora una volta il tentativo di imbrogliare i Lavoratori è stato smascherato, ancora una volta dovremo attivarci per difenderci dai presunti amici, non ci scoraggiamo siamo attenti e continueremo la lotta per il ripristino dei diritti fondamentali.

Perseo-Sirio: CGIL-CISL-UIL pretendono con spudorata arroganza che sia i contratti sia gli accordi da loro edificati e sottoscritti abbiano la prevalenza sulle Leggi approvate dal Parlamento. È ora di dire basta!

ABBIAMO PREPARATO PER VOI IL MODULO PER LA RICHIESTA DI RECESSO IMMEDIATO DAL FONDO.

Ricordiamo inoltre che già nel 2018 ci siamo immediatamente attivati…

PRESENTATO, IN TUTTE LE PROCURE D’ITALIA, L’ESPOSTO DENUNCIA CONTRO ARAN, ANCI, CGIL, CISL E UIL PER LA DISTRAZIONE DEI FONDI DEL 208

VIDEO ECCO CHI GUADAGNA DAI VOSTRI FONDI PENSIONE…

Il SULPL scrive al CSM e al Ministro della Giustizia. Inaccettabili i fatti di Torino.

articolo

Al Consiglio Superiore della Magistratura protocollo.csm@giustiziacert.it

Al Ministro della Giustizia

gabinetto.ministro@giustiziacert.it

            Questa O.S.,  maggiormente rappresentativa della Polizia Locale Italiana

Premesso che:

– Gli operatori di Polizia Locale, in qualità di agenti e Ufficiali di Polizia Giudiziaria sono al servizio dell’Autorità Giudiziaria, ne rispettano le decisioni e direttive ed hanno piena fiducia nel Suo Operato;

– Il Comandante del Corpo di Polizia Locale di Torino, Bezzon, presentava denuncia sui post apparsi su un social nel 2018 e rivolti agli operatori di P.L. dal seguente tenore:”Io li picchierei di santa ragione”, “ io gli spaccherei la faccia”, “ minacciavano spedizioni punitive sotto casa”, “ promettevano giustizia sulle loro famiglie”;

– Dopo le indagini il gip Dott.ssa Paola Rigonat ha accolto la richiesta della procura, accettando integralmente le considerazioni, e ha chiuso il caso;

– Secondo la procura di Torino (e il giudice che si è detto d’accordo) alcuni commenti hanno “contenuti spregevoli ma non diffamatori”, altri sono “forieri di messaggi violenti e incivili” ma non configurano nemmeno il reato di istigazione a delinquere;

– I magistrati hanno osservato che l’episodio denunciato da un avvocato, il quale in un post su Facebook sosteneva, nel 2018, di avere subito una “spedizione punitiva” in relazione a un controllo sul suo ciclomotore,  era “idoneo” a scatenare dei giudici che, nel caso di 16 internauti, sono rientrati nel “diritto di critica”, visto che “tutti i cittadini hanno interesse al corretto espletamento delle funzioni degli agenti”;

– Sembrerebbe leggersi tra le motivazioni  sempre riferite  ai post: altri invece, anche se esageratamente graffianti, hanno esercitato il legittimo diritto di critica. Che, nel suo manifestarsi, «può sconfinare in opinioni anche potenzialmente lesive dell’onore altrui, purché sorrette dal carattere dell’interesse pubblico e della continenza».;

– Secondo il pubblico ministero Laura Longo, invece, nessuno di questi atteggiamenti è configurabile come reato. Eticamente censurabili sì, ma reati no;

– Qualcuno dei “leoni da tastiera” se n’è reso conto: così, non più sotto i riflettori dei social network, ma questa volta privatamente, ha scritto una lettera di scuse alla polizia locale;

– Le decisioni dei magistrati torinesi mortificano il lavoro degli appartenenti alla Polizia Locale che hanno dato e continuano a dare la propria vita per compiere il proprio dovere;

– Specialmente in questo ultimo periodo di pandemia le tensioni tra la popolazione e gli operatori di Polizia sono palpabili, di difficile governo e gestione da parte di quest’ultimi e queste decisioni, a sommesso parere, possono acuire le situazioni predette e sfociare in altre situazioni di pericolo grave per gli Operatori di P.L.;

Tutto ciò premesso,

poiché la decisione dei magistrati di Torino ha suscitato sdegno non solo tra gli operatori di Polizia Locale, ma anche in tutta la popolazione; poiché tale decisione in un certo senso incoraggia ed induce gli utenti dei social a continuare nei comportamenti predetti; poiché 60.000 donne e uomini che diuturnamente compiono il loro dovere applicando le norme che lo Stato ha promulgato, rappresentano lo Stato stesso; poiché la statuizione mortifica gli operatori di P.L. e lascia percepire un senso di abbandono da parte dello Stato.

Chiede alle SS.LL. in indirizzo di voler adottare ogni utile e prodromico provvedimento atto alla verifica di quanto statuito dalla magistratura torinese, in merito ai fatti in epigrafe narrati.

 Deferenti saluti.

Consulente Legale                                                                                                  Segretario Generale

Dott. Giuseppe Bonfilio                                                                                                  Mario Assirelli

Il SULPL scrive al CSM e al Ministro della Giustizia. Inaccettabili i fatti di Torino.

intervento della Segreteria Regione Piemonte

A PROPOSITO DI BODY CAM PER LA POLIZIA LOCALE… E’ PALESE L’INCAPACITA’ DI ALCUNI COLLEGHI DI LEGGERE LE NORME!

..A Proposito di Body Cam

E’ doveroso da parte di questa Organizzazione Sindacale, maggiormente rappresentativa della Categoria fare alcune precisazioni in merito all’utilizzo in servizio della cosiddette Body Cam.

Premesso che:

L’Italia, fra tutti gli stati dell’Unione Europea, è quella più impelagata in una burocrazia eccessiva che inevitabilmente ritarda l’iter dei procedimenti amministrativi;

Chi è preposto ex legis ad applicare la marea di norme deve ponderare ogni decisione da assumere ed a causa di ciò si registrano ripensamenti, dietro front, anche su decisioni operative che producono effetti positivi sull’andamento dell’espletamento dei servizi di Polizia;

A tanto si aggiungono delle esternazioni, sempre provenienti dalla Categoria, (sindacati associazioni ecc.) che determinano incertezza e che spesso finiscono per paralizzare le attività;

qualcuno titola:《ILLEGALI LE BODY CAM PER LE FORZE DI POLIZIA
SENZA L’APPROVAZIONE DEL GARANTE》

Tutto ciò premesso per quanto attiene le Body – Cam, il Garante della privacy con provvedimento del n. 362 del 22 maggio 2018 studia le body cam in relazione alle norme del Codice della privacy, con alcune considerazioni «ponte» rispetto al regolamento europeo sulla privacy (n. 2016/679), operativo dal 25 maggio 2018 ed in buona sostanza ne legittima l’uso.

A proposito di Bodycam…

Il Garante, per questa forma di videosorveglianza, in aderenza al regolamento Ue, gli Enti devono verificare se scrivere una valutazione di impatto privacy (articolo 35), e devono imporre i limiti nella raccolta e nella conservazione dei dati, tanto affinchè si rimanga nei limiti del legittimo interesse nel trattare i dati senza consenso.

I predetti devono adottare idonee misure di sicurezza, quali tecniche di crittografia dei dati, il tracciamento degli accessi alle immagini riprese e per adempimento della privacy europea devono istituire apposito registro su cui scrivere il trattamento della raccolta di immagini mediante body cam.

Ergo, in base al principio di responsabilizzazione, ex articolo 24 del regolamento (Ue) 2016/679, la deliberazione superiore demanda all’Ente e/o azienda la valutazione autonoma, la conformità alla disciplina europea del trattamento che intende effettuare, attraverso la verifica del rispetto di tutti i principi in materia di privacy compresa, una valutazione di impatto privacy che deve essere svolta secondo quanto previsto dall’articolo 35 del citato regolamento, oppure attivare la consultazione preventiva prevista nell’articolo 36 della stessa norma.

In pratica l’utilizzo delle bodycam è legittimo e permesso, purché, venga predisposto regolamento interno nel quale indicare le regole sull’utilizzo, la raccolta, il trattamento, la conservazione e la cancellazione dei dati raccolti con questi dispositivi per il personale, gli utenti e gli addetti, tanto nel rispetto del Codice Privacy e del GDPR.

Il SULPL proclama lo stato di agitazione della Polizia Locale Italiana

Modena 13 novembre 2020


Spett.le Commissione di garanzia per il diritto allo sciopero
Piazza del Gesù n. 46
00186 Roma
segreteria@pec.commissionegaranziasciopero.it


On.le Presidente del Consiglio dei Ministri
presidente@pec.governo.it


On.le Ministro dell’Interno
segrdipartimento.ps@pecps.interno.it


On. Ministro Affari Regionali
affariregionali@pec.governo.it


Spett. ANCI
anci@pec.anci.it


Spett.le UPI
upi@messaggipec.it

Oggetto: Proclamazione Stato di Agitazione della Polizia Locale Italiana.-
Il Sindacato Unitario Lavoratori della Polizia Locale Italiana- S.U.L.P.L.-

Premesso che:
Gli appartenenti alla Polizia Locale Italiana, pur svolgendo da sempre le stesse funzioni delle forze di Polizia ad ordinamento statale, non ha gli stessi trattamenti giuridici, previdenziali ed assistenziali;


Il Consiglio dei Ministri in data 11 luglio 2019 ha approvato su proposta del Ministro dell’interno di concerto con il Ministro della pubblica amministrazione un disegno di legge delega per il riordino delle funzioni e dell’ordinamento della polizia locale.
La delega prevedeva, tra le altre cose, il riordino della disciplina in materia di accesso ai ruoli e della relativa progressione di carriera; nonché del rapporto di lavoro anche sotto i profili previdenziali e assicurativi;


L’Unione europea ha recepito già nel 2017 la richiesta avanzata in sede di audizione di equiparazione, in termini di tutele e formazione, alle altre forze di polizia ad ordinamento statale presenti sul territorio, inviando apposita missiva alle autorità italiane per chiedere di porre rimedio alla “discrepanza” di trattamento attualmente esistenti fra le forze dell’ordine nel nostro Paese, evidenziando “la discriminazione, sul piano organizzativo e remunerativo, esistente in Italia” fra la polizia di Stato e gli agenti locali, sottolineando “la necessità di coinvolgere” questi ultimi “nelle azioni volte a prevenire e combattere il terrorismo e la radicalizzazione”; pur ammettendo che la materia è di competenza esclusivamente nazionale, la Commissione Ue, nel documento inviato all’Europarlamento, ha riconosciuto che le forze di polizia locali possono svolgere “un ruolo fondamentale” nella condivisione delle informazioni e che potrebbero essere partner importanti nella lotta alla radicalizzazione e al terrorismo;


Nelle bozze delle ultime previsioni normative in materia di contenimento del Covid-19, era contenuta la possibilità di assunzione nella Polizia Locale in deroga alle disposizioni stringenti finalizzata al contenimento della diffusione della Pandemia, cancellata in sede di emanazione;


Tutto ciò premesso
Considerato che alla data odierna il Governo Italiano non ha emanato Leggi di equiparazione e di modifica dello Status Giuridico degli appartenenti alla Polizia Locale Italiana, pur avendo adottato legge delega, ai sensi della legge 146/1990 (regolamentazione diritto di sciopero) recante norme sull’esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali e sulla salvaguardia dei diritti della persona costituzionalmente tutelati. Proclama lo stato di agitazione della Categoria.
Trasmette la presente alla Commissione di garanzia e chiede convocazione presso l’organo nazionale individuato al fine del tentativo di raffreddamento del conflitto.

Il Segretario Generale F.to Mario Assirelli

firma autografa omessa ai sensi dell’art. 3 del d. lgs. n. 39/1993

VIDEOMESSAGGIO DEL SEGRETARIO GENERALE

Il SULPL ha rappresentato e dato voce alla Polizia Locale, accanto a tutte le Divise, per denunciare aggressioni e mancanza di tutele.

Ieri il SULPL Nazionale ha partecipato alla manifestazione organizzata dal SAP (Sindacato Autonomo della Polizia di Stato) in Piazza del Popolo a Roma; un evento che ha visto per la prima volta tutte le Forze di Polizia scendere in Piazza per una causa comune: DENUNCIARE LE AGGRESSIONI ALLE DIVISE E RICHIEDERE PER LE DIVISE PIU’ TUTELE.

E’ stata un’occasione per spiegare ai cittadini che le Divise, tutte (poiché non esistono distinzioni tra Divise, il sangue versato sulle strade ha un unico colore), oggi più che mai stanno attraversando un momento di grande difficoltà: su di loro sono riversati tutti i fallimenti di una politica che a tutti i livelli e salvo poche eccezioni, non è in grado di garantire Sicurezza ai cittadini e men che meno è capace di tutelare gli Uomini e le Donne che servono questo Stato, tutti i giorni, anche a costo della loro Vita.

Non bisogna dimenticare il sacrificio di tanti nostri Colleghi:  Nicolò Savarino (Polizia Locale di Milano) trascinato per metri da un rom, non ha ricevuto Giustizia nemmeno dopo morto; Francesco Bruner e Vincenzo Cinque ammazzati a Napoli, i “figli delle stelle” della Polizia di Stato di Trieste che hanno commosso tutta Italia, Matteo Demenego e Pierluigi Rotta, e il Carabiniere Mario Cerciello Rega barbaramente ucciso a Roma.

Come ha sottolineato Miriam Palumbo, essere stati in quella Piazza ieri è stato significativo ed emozionante, per rappresentare la Polizia Locale, il disagio delle Divise e per far si che la morte di quei colleghi non sia stata vana.

La Polizia Locale vive in un limbo: per lo Stato siamo gli Uomini e le Donne in Divisa senza volto. Siamo stanchi di questa politica dedita solo alle passerelle elettorali, che promette per poi far arenare sempre la nostra Legge di Riforma. Siamo inquadrati come impiegati comunali e in attesa di una Legge di Riforma dal 1986!

Da anni la POLIZIA LOCALE è sul podio (3°  posto) delle aggressioni con Carabinieri (1° posto) e Polizia di Stato (2° posto).

Guardiamo solo al primo semestre del 2020: nonostante il lockdown le aggressioni sono aumentate; eppure abbiamo solo protetto i cittadini con la nostra costante presenza sul territorio e i controlli anti-Covid, nonostante l’assenza per mesi dei necessari DPI (Dispositivi di Protezione Individuale). Siamo stati perfino destinatari di panni per la polvere per proteggerci… Ben 9 sono stati i nostri Colleghi deceduti per Covid.

Preoccupante anche la percentuale di aggressioni che vede protagonisti gli stranieri.

Gli ingressi al pronto soccorso di una Divisa sono troppi, mediamente 235 al mese, quindi 8 al giorno!

Eppure in molti Comuni i Colleghi sono disarmati, e anche senza spray, senza tonfa e guai a parlare di Taser per la Polizia Locale, si scatenano tutti i buonisti e benpensanti!

Non abbiamo accesso allo SDI, ma abbiamo l’obbligo di implementarlo! Il massimo che possiamo fare, nel caso ci trovassimo di fronte un qualsiasi pluripregiudicato, è verificarne la sua residenza anagrafica! O attendere la disponibilità delle Forze di Polizia ad ordinamento Statale.

Continuiamo a fare ORDINE PUBBLICO al fianco delle Forze di Polizia ad ordinamento statale, ma il nostro servizio è sempre travestito da viabilità!

La Polizia Locale di fatto è categoria disagiata, per questo chiediamo l’apertura verso le  categorie usuranti; studi scientifici infatti dimostrano che mediamente, rispetto ad un comune cittadino viviamo 8 anni in meno!

Se lo Stato e gli Amministratori non ci permettono di lavorare in sicurezza,

– dotandoci di tutti gli strumenti di autotutela necessari

– negando la mancanza di Sicurezza nelle nostre città e facendo credere ai Cittadini che si tratti di percezione di insicurezza!

– finché non ci saranno pene severe e certezza della pena per i delinquenti

Le Divise continueranno ad essere destinate al massacro, le aggressioni continueranno ad aumentare in modo esponenziale; i violenti si sentiranno sempre più forti e impuniti e anche quell’odioso partito dell’antipoliziaprenderà sempre più piede. Il tutto nell’indifferenza agghiacciante delle istituzioni, composte da burocrati trincerati nei Palazzi del Potere e dell’opinione pubblica.

I Cittadini dovrebbero prendere in seria considerazione quello che i rappresentanti delle Forze di Polizia hanno denunciato ieri in Piazza poiché, dopo le Divise, saranno loro i prossimi bersagli mobili, destinatari  di questa ondata di violenza gratuita e che il più delle volte resta impunita.

A conclusione del discorso abbiamo voluto ricordare ai Colleghi in Piazza che SU STRADA LA DIVISA E’ UNA!

Un grazie a tutti ai Colleghi dell’Emilia-Romagna che hanno partecipato! L’importante è ESSERCI SEMPRE!

MANIFESTAZIONE

LA NOSTRA BANDIERA

INTERVENTO DEL SEN. SALVINI