Il CSA annuncia l’ennesima mobilitazione generale… sciopero?!

Abbiamo letto, riletto e letto ancora l’articolo pubblicato ieri su Italia Oggi concernente il proclama da parte del Csa di una presunta mobilitazione generale della Polizia Locale, dopo la petizione UE!

Abbiamo dovuto rileggere perchè il Csa si presenta in pratica come il sindacato a cui tutta la PL italiana pare aver affidato le sue magnifiche sorti e progressive; quindi i paladini Garofalo e Marucci, dopo la petizione UE, la cui commissione dovrà spronare l’attuale esecutivo a darsi una mossa e mediare, hanno pensato bene di coronare il tutto con l’ennesimo sciopero. La motivazione? si legge “la risposta a decenni di promesse disattese, portate avanti da esecutivi diversi che non sono mai riusciti a togliere la polizia locale dal limbo del contratto degli impiegati comunali”.

La domanda nasce spontanea, ma di cosa stanno parlando? Questi sindacati che si fregiano di essere di categoria, dove intendono portare la Polizia Locale?
Noi del SULPL non ci siamo mai tirati indietro di fronte ad azioni di protesta, a manifestazioni, a stati di agitazione, a scioperi anche ad oltranza e della fame, ma lo abbiamo fatto cum grano salis e al momento opportuno, e non tanto per…
Forse qualche sindacato ha bisogno di scioperare per ricordare agli iscritti che esiste?!
Non ci tireremo indietro nemmeno per il futuro, ma con l’onestà intellettuale e il profondo senso di responsabilità verso i Lavoratori che ci contraddistinguono, dobbiamo dire ai Colleghi di non ascoltare queste sirene incantatrici. Dobbiamo guidare i Colleghi della Polizia Locale, non mandarli allo sbaraglio per secondi fini. Dopo Bruxelles, dove c’eravamo anche noi, qualcosa è cambiato; per la prima volta, oltre i confini italiani, siamo certi di essere riusciti a far comprendere l’essenza del lavoro della PL italiana e della disparità di trattamento che le viene riservato rispetto alle FF.OO.. La Commissione si è impegnata a intervenire sull’attuale esecutivo e noi con lei. Come? lavorando quotidianamente, intessendo rapporti capillari sul territorio per sensibilizzare la parte politica che spesso non conosce il nostro lavoro, quindi portando avanti instancabilmente la nostra politica dei piccoli passi. In questo momento storico, di timida apertura da parte del Governo, quale beneficio potrebbe dare uno sciopero? A nostro avviso, nessuno; servirebbe solo a fare passi indietro e a impoverire ancor di più le tasche dei Colleghi che vi aderiscono (sicuramente pochi). I tempi per uno sciopero sono prematuri visto che il dialogo tra Bruxelles e le nostre Istituzioni è in fase embrionale. Vi invitiamo ad ascoltare l’intervento del nostro Segretario Generale Assirelli all’Europarlamento, sul nostro Blog, e tutto vi sarà più chiaro… hanno nuovamente copiato e fatto loro il nostro intervento e il nostro risultato!
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CHI È LA POLIZIA LOCALE ITALIANA? Audizione SULPL_Bruxelles, 22.01.2019

CHI E’ LA POLIZIA LOCALE ITALIANA, QUALI SONO I SUOI DIRITTI, QUALI LE SUE ASSICURAZIONI, QUALE IL SUO CONTRATTO, QUALI LE SUE PREROGATIVE … non si può avere lavoratori di polizia locale come impiegati in divisa nel campo della securety e safety – sulla sicurezza dei Cittadini non si scherza – o siamo impiegati o siamo polizia !!! (cit. Mario Assirelli)

Qui di seguito riportiamo il documento integrale del nostro Segretario Generale:

Al Presidente del Parlamento Europeo
Integrazione petizione – nr 0624/2017 documentazione supplementare – iscritta progetto ordine del giorno Commissione Bruxelles del 22.01.19, esame per le ore 09,15.
Tutela Lavoratori Polizia Locale – mancata equiparazione e violazione del codice etico europeo

Egr sig. Presidente, Lei dovrebbe conoscere, per il ruolo che ricopre, l’ordinamento della Polizia Locale italiana che è regolato dalla L.Q. nr.65/86. Gli appartenenti ai Corpi e Servizi della Polizia Locale Italiana svolgono sia compiti di Polizia Amministrativa e, al pari delle altre forze di Polizia ad ordinamento statuale, tutte le altre funzioni di Polizia: Giudiziaria, Pubblica Sicurezza, Stradale e Tributaria. La polizia di sicurezza (securety) mira a tutelare in generale la collettività contro i pericoli che minacciano la sicurezza e l’ordine pubblico, mentre la polizia amministrativa (safety) è intesa a tutelare la collettività contro i pericoli e le turbative specifiche che minaccino la collettività stessa in particolari settori della vita sociale e, quindi, esistono tante branche della polizia amministrativa, quanti sono i servizi e i beni che, nell’interesse della collettività, richiedono un’apposita tutela. Gli appartenenti alle Polizie Locali, al pari delle altre forze di Polizia ad Ordinamento statale (Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Penitenziaria e Capitaneria di Porto) sono chiamati ad assicurare legalità in tutte le Comunità locali, oltre l’ordinato convivere civile, il buon esempio (prima Autorità per una società che si considera civile), l’educazione ormai dimenticata in tutt’Europa, il rispetto delle regole, il dialogo e ad assicurare alla giustizia chi commette reati, assicurare le fonti di prova e che i reati non vengano portati ad ulteriori conseguenze – nello svolgimento di queste attività sono posti direttamente alle dipendenze dell’Autorità Giudiziaria ed in relazione, invece, alla qualifica di Pubblica Sicurezza alle dipendenze dell’Autorità provinciali (Prefetto – Questore) e nazionali (Ministero dell’interno). Con il d.l. nr 14/17 – disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle città – si sono individuati due livelli uno nazionale e l’altro locale potenziando l’autonomia dei sindaci e quindi della polizia locale (regolatrice di vita e di coesione sociale quotidiana) che è di fatto necessariamente impegnata a garantire sicurezza nelle città se non in via esclusiva comunque al pari delle Polizie statuali, infatti obiettivo delle linee generali della legge è coordinare e favorire la collaborazione tra le forze di polizia e la polizia locale nei seguenti settori d’intervento: scambio informativo tra polizia locale e forze di polizia presenti sul territorio, interconnessione, a livello territoriale, tra le sale operative della polizia locale e quelle delle forze di polizia, regolamentazione dell’utilizzo in comune di sistemi di sicurezza tecnologica per il controllo delle aree e attività soggette a rischio, aggiornamento professionale integrato per gli operatori di Polizia di Stato e Polizia Locale – il tutto rafforzato dal decreto sicurezza entrato in vigore a 29.11.2018 che prevede: sgomberi, invasione di edifici, utilizzo del Taser in fase sperimentale – Reato blocco stradale – Lotta al terrorismo – Stretta sul noleggio di tir e furgoni – Daspo per i sospettati di terrorismo – accesso ai terminali del Ministero dell’Interno esclusivamente per i Comuni sopra il 100 mila abitanti (tutte queste nuove disposizioni coinvolgono anche la Polizia Locale).
Lo Status giuridico degli appartenenti ai Corpi ed ai Servizi di Polizia Locale è controverso, per usare un eufemismo, poiché sebbene essi svolgano tutte le funzioni di Polizia a loro è riservato, dall’ordinamento, un Contratto di Lavoro di diritto comune e privato che produce enorme ingiustizia, diversità e palese violazione dei diritti comunitari tra i dipendenti della polizia locale e gli amministrativi e tra i Lavoratori della polizia locale e quelli della polizia nazionale – causa il famigerato Dlgs 29/93 ora Dlgs 165/01 il quale ha privatizzato il Pubblico Impiego e brutalmente anche la Polizia Locale, mentre, ha escluso , con l’articolo 3 del medesimo Dlgs, le altre forze di Polizia, per cui vede i Lavoratori della Polizia locale ampiamente discriminati rispetto a chi svolge le medesime funzioni ma dipendenti da un contratto di diritto pubblico. La Polizia Locale non può essere soggetta a privatizzazione e sul punto la giurisprudenza è palese e, in modo puntuale, rigoroso ed incontestabile afferma che l’attività di polizia, quale quella assolta dai Corpi Polizia Locale (Municipale e Provinciale), configura l’esercizio di una pubblica funzione e non di un pubblico servizio.

L’articolazione oraria per la totalità dei Corpi e Servizi avviene con prestazione resa in forma turnata, anche notturna, al fine di garantire la continuità del servizio di Pubblica Sicurezza, Polizia Giudiziaria, Polizia Amministrativa, Protezione Civile e Polizia Stradale ed in tal senso l’ordinamento italiano ha emanato il D. Lgs. n.66/03, in attuazione della direttiva europea n.93/104 CE e della direttiva 2000/34/CE, il quale si applica a tutti i settori di attività, pubblici e privati, in relazione a rapporto di lavoro subordinato-tale disciplina non si applica qualora “altri strumenti comunitari contengano prescrizioni più specifiche in materia di organizzazione dell’orario di lavoro per determinate occupazioni o attività professionali – l’art.2 del medesimo D.Lgs. concernente taluni aspetti dell’organizzazione dell’orario di lavoro non si applica nei confronti dei servizi di protezione civile, nell’ambito delle Strutture giudiziarie e penitenziarie e di quelle destinate per finalità istituzionali alle attività degli organi con compiti in materia di ordine e sicurezza pubblica e quindi non trova applicazione per i Corpi ed i Servizi di Polizia Locale al pari delle altre Forze di Polizia dello Stato … quindi?! CHI E’ LA POLIZIA LOCALE ITALIANA, QUALI SONO I SUOI DIRITTI, QUALI LE SUE ASSICURAZIONI, QUALE IL SUO CONTRATTO, QUALI LE SUE PREROGATIVE … non si può avere lavoratori di polizia locale come impiegati in divisa nel campo della securety e safety – sulla sicurezza dei Cittadini non si scherza – o siamo impiegati o siamo polizia !!!

Nella Raccomandazione (2001)10 del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa recante il “Codice europeo di etica per la Polizia”, nel paragrafo “I diritti del personale di polizia” affermava che “Il personale di polizia gode dei diritti sociali ed economici, in quanto funzionari pubblici, nella misura più ampia possibile”. In particolare, devono avere il “diritto di ricevere una remunerazione adeguata, del diritto alla previdenza sociale e di accedere a specifiche misure di protezione della salute e della sicurezza, tenendo conto del carattere particolare del lavoro della polizia; mentre la Raccomandazione 80 (2000) sulla criminalità e l’insicurezza urbana in Europa, il Congresso dei poteri locali e regionali del Consiglio d’Europa affermava che le autorità locali hanno un ruolo essenziale nella prevenzione e la riduzione della criminalità e che le autorità nazionali devono, di conseguenza, rafforzare le competenze dei governi locali e accrescere le risorse loro assegnate a tale fine, considerazioni ribadite nel 2006 con l’adozione di una seconda raccomandazione (Raccomandazione 197) sulla sicurezza urbana in Europa; nella Risoluzione 180 (2004) sulla polizia locale in Europa, il Consiglio d’Europa chiedeva tra le altre cose di “garantire il rispetto della capacità della polizia locale e del suo ruolo in materia di sicurezza e di prevenzione, in particolar modo mediante retribuzioni, pensioni, evoluzioni di carriera e possibilità di formazione pari a quelle offerte alla polizia statale; la Direttiva, invece, nr 2000/78/CE mira a stabilire un quadro generale per la lotta alle discriminazioni-dirette ed indirette-per quanto concerne l’occupazione e le condizioni di lavoro alfine di rendere effettivo negli Stati membri il principio della parità di trattamento; la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, ribadisce nel suo articolo 21 il principio di non discriminazione; la Costituzione italiana (artt. 3 e 36), prevede che a parità di funzioni deve corrispondere parità di trattamento e nel caso degli appartenenti alla Polizia Locale appare evidente una violazione della Carta Costituzionale Italiana con palese disparità di trattamento e discriminazione tra lavoratori.

VISTO
1. Le diverse interrogazioni scritte presentate già dal 11.09.2013 a codesto Parlamento da questo SULPL aderente alla Confederazione Europea EUROCOP;
2. Gli atti inviati alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo del 10.07.2015;
3. La petizione D310862 comunicata in data 21.06.2017 nr 0624/17;
4. La petizione al Presidente del Senato Italiano del giugno 2017.

Chiedo, pertanto, al Presidente del Parlamento Europeo

di analizzare attentamente questa manifesta violazione del diritto etico europeo tra i Lavoratori delle diverse forze di polizie in Italia e NON fermarsi alla semplice e superflua risposta che è di competenza della Nazione italiana ovvero di inviare una nota scritta al Parlamento italiano (fine a se stessa), perché significherebbe anche lavarsene irresponsabilmente le mani con la consapevolezza, a discapito di tutta la sicurezza della Comunità Europea, di diminuire il controllo del territorio a beneficio del terrorismo, che non ha barriere ne confini (vedi anche l’accesso ai terminali di Polizia – AD OGGI ANCORA LIMITATISSIMO – onde individuare i soggetti pericolosi, ricercati o che hanno espulsioni in atto o ordini / ricerca per arresti immediati – cosa gravissima che è successa e continua a succedere con il transito in Italia di diversi terroristi che hanno già operato in attentati con diversi morti e potrebbero essere fermati dalla polizia locale, ma questa NON è nelle condizioni di poter operare regolarmente verificando la loro identità e pericolosità causa l’inadeguatezza dello Stato!) – semplicemente perché la Polizia Locale italiana ha un vergognoso contratto di natura privata che prevede anche la produttività, tra l’altro!!!
Per non trattare la questione dei caduti in servizio per adempiere al proprio dovere in difesa dei Cittadini e per fare rispettare le regole del vivere civile e delle migliaia di feriti che ogni anno ha la polizia locale sul territorio italiano senza riconoscimenti, assicurazioni, tutele e pensione privilegiata (anch’essa ignobilmente cancellata dal Parlamento italiano nel dicembre 2011)!
Non solo ma che a livello previdenziale gli appartenenti a questa Forza di Polizia ad ordinamento locale ha l’obbligo di versare, da contratto PRIVATO del 21.05.18, le risorse economiche, previste per legge, in un fondo gestito dai sindacati confederali italiani (cgil, cisl e uil) e dall’associazione dei Comuni (Anci) (inoltrato esposti in tutte le Procure della Repubblica Italiane).
In Italia, altra anomalia da non trascurare sono i Consigli comunali -degli oltre ottomila Comuni – i quali decidono se la polizia locale può essere armata oppure no e non lo Stato! Lasciando indifeso il proprio territorio per il troppo buonismo anche di fronte alle ulteriori insicurezze dettate dalla società odierna.
Per non parlare delle problematiche ambientali, dell’inquinamento e dei controlli sul maltrattamento degli animali (anche volatili) che ha visto quasi l’annullamento/smantellamento delle Polizie preposte a questi specifici controlli (Polizie Provinciali e Corpo Forestale dello Stato).
Ribadiamo, quindi, con FORZA al Parlamento Europeo e al suo Presidente di intraprendere tutte le azioni necessarie per impegnare seriamente il Governo italiano nel garantire la parità di trattamento (contrattuale, economico, previdenziale) tra i Corpi di Polizia Locale (Municipale e Provinciale) e le altre Forze di Polizia ad Ordinamento Statuale per equità tra i Lavoratori del settore e per avere un controllo maggiore del territorio che determinerà più sicurezza per le Comunità e per l’Europa.
La Polizia Locale è la più capillare sul territorio ed è collocata in tutte gli angoli della Nazione; nessuno dico nessuno ha la medesima conoscenza delle persone, dei luoghi e degli ambienti di questa Polizia prossimità e, forse unica, nel tentare di recuperare i valori, i principi l’educazione e il rispetto di questa società e di limitarne le intolleranze.

Modena, 31 dicembre 2018

Segretario Generale
Mario Assirelli – Ufficiale di Polizia Locale Sassuolo (Mo)

Grazie al nostro intervento e alle nostre dichiarazioni, sia i parlamentari che i componenti della commissione, oltre che il Presidente, hanno dichiarato che non si limiteranno ad inviare una lettera al Ministero dell’Interno, bensì al Governo italiano tramite il Premier. Inoltre la sensazione è che vogliano realmente risolvere la questione -che resta di competenza dell’Italia comunque- ma per parte loro invieranno una delegazione in Italia con l’intento preciso di definire e risolvere la questione contrattuale della Polizia Locale e dei diritti di questi lavoratori. Quando verranno, a Marzo, il Sulpl sarà chiamato e andrà con loro sia in Parlamento che a Palazzo Chigi. Abbiamo voluto escludere il Ministero dell’Interno, affidando la raccomandazione al Governo e al Parlamento, in quanto i parlamentari ne saranno informati personalmente dalla commissione europea. Lo scontro è stato forte tra il nostro irriducibile Segretario Generale e il Presidente, ma ne è valsa la pena. I Parlamentari italiani presenti hanno salutato con piacere la nostra delegazione (composta anche dai referenti nazionali Claudio Mascella, Paolo Sarasini e Giuseppe Bonfilio), complimentandosi e confermando che non era mai accaduto prima d’ora che uno, senza autorizzazione, parlasse quasi il doppio del tempo, con tutte le risoluzioni e le reazioni positive!

Assirelli ha anche richiamato la commissione medesima alle sue responsabilità. Forza e orgoglio, Colleghi!!!

Cari Sindaci di tutta Italia, non fatevi prendere per il cu……!

Non ci rivolgiamo ad Anci bensì ai Sindaci, primi cittadini, e chiediamo Loro perchè assumervi tutte queste responsabilità, quando lo stato (volutamente minuscolo), uguale ministero dell’interno, vi umilia in questo modo e vi addossa tutte le responsabilità che, invece sono le loro?! Svegliatevi, opponetevi e cambiate i burocrati di Anci. Ognuno in Italia deve fare la sua parte per tentare di cambiare la nostra immensa e fantastica Nazione, ma non fatevi prendere per il c……!!!!

L.14/17 voluta da Anci per portare la sicurezza in prossimità… bella balla del ministero dell’interno alle Comunità, solo per scaricare responsabilità su questi ultimi, soprattutto post atti terroristici! Anci ha responsabilità su tutti i fronti ed ora i PRIMI CITTADINI, che vogliono realmente gestire le loro Comunità, comprendono l’errore fatto!

I sindaci sono responsabili anche penalmente dell’incolumità pubblica…  quando mai lo stato viene responsabilizzato e condannato, quando mai il Ministero paga i suoi errori?

Ed ora veniamo ai Prefetti, altri burocrati che come lo stato centrale scaricano le loro responsabilità su Sindaci e Polizia Locale.

  • RISPOSTA PREFETTO DI PISA prefettura-di-pisa-page0

CARI SINDACI, FORSE SOLO ORA INIZIATE A COMPRENDERE L’ERRORE COMMESSO DI ESCLUDERE IL SINDACATO DI CATEGORIA, NELL’AMBITO DI UNA TRATTATIVA AD HOC CON IL GOVERNO; LO ABBIAMO SCRITTO E DETTO IN TUTTE LE SEDI ISTITUZIONALI E NON, MA LO RIBADIAMO: CON RIFERIMENTO AL DECRETO SICUREZZA, LA FORZA PUBBLICA NON ESEGUIRA’ MAI LE VOSTRE DISPOSIZIONI ….DOVRETE ATTUARE LE ORDINANZE CON LA POLIZIA LOCALE …. FATEVENE UNA RAGIONE E COLLABORATE MAGGIORMENTE, CON IL SULPL, UNICO SINDACATO MAGGIORMENTE RAPPRESENTATIVO DELLA CATEGORIA, PER RIUSCIRE NELL’ ULTIMO PASSAGGIO DI RIFORMA, CHE E’ IL CONTRATTO DI NATURA PUBBLICO PER I LAVORATORI CHE DOVRANNO GARANTIRE L’APPLICAZIONE DELLE VOSTRE DECISIONI – ORA, NON DOMANI!

  • PREFETTO DI PIACENZA

PRIMA APPLICAZIONE DEL D.L. 14/17. IN ITALIA I PREFETTI=MINISTERO DELL’INTERNO, ORA, DISPONGONO POLITICAMENTE DEI PRIMI CITTADINI, BRAVA ANCI!!!

DEGRADO E SICUREZZA, IL PREFETTO AL SINDACO: APPLICHIAMO IL DECRETO SICUREZZA CON LA POLIZIA LOCALE, FANTASTICO PREFETTO PALOMBI!!!! NON CONOSCETE VERGOGNA! DOVRETE ESSERE VOI CON LA FORZA PUBBLICA AD OPERARE E NON DISPORRE DEI SINDACI E DELLA SUA POLIZIA CHE NON AVETE VOLUTO RICONOSCERE !

RISPOSTA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE DI PIACENZA

COMUNICATO STAMPA DEL SULPL ATTRAVERSO IL COORDINATORE PROVINCIALE – AREA VASTA PIACENZA PARMA – MIRIAM PALUMBO

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comunicato-stampa-palombi-15.03.2017-page1Ma non paga della risposta, il Prefetto di Piacenza ci riprova ancora! Eppure al Prefetto dovrebbe essere chiaro che ad oggi, la Polizia Locale non rientra tra le Forze di Polizia propriamente dette! Grazie ai burocrati e ai poteri forti siamo ancora inquadrati come impiegati comunali, dunque inizi a fare i conti con la realtà!

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(Tratto dal quotidiano Libertà)

Di seguito riproponiamo anche la lettera aperta del nostro Segretario Regionale Emilia-Romagna, Paolo Sarasini, indirizzata al Ministro Minniti, precisando che stiamo ancora attendendo una risposta…

https://sulplnazionale.wordpress.com/2017/05/19/lettera-aperta-del-segretario-regionale-emilia-romagna-paolo-sarasini-al-ministro-dellinterno-minniti/

In conclusione, chiediamo ai Sindaci… ma chi ve lo fa fare!!! di Stefano Giannini

https://sulplroma.com/2017/06/05/care-sindache-e-cari-sindaci-ma-chi-ve-lo-fa-fare/