Giornata della Memoria 2017… Noi non dimentichiamo.

Si è celebrata oggi a Genova, con l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, nel cimitero monumentale di Staglieno, la toccante Giornata della Memoria della Polizia Locale Italiana organizzata dal Sulpl, per commemorare tutti i Colleghi caduti o assassinati nell’adempimento del Dovere e in difesa dei cittadini, dal 12 settembre 1943 (eccidio di Barletta) ad oggi.

Per il nostro Sindacato maggiormente rappresentativo degli oltre 50.000 uomini e donne in Divisa, la Giornata della Memoria è divenuta un appuntamento irrinunciabile sia per non dimenticare i nostri Colleghi morti in servizio, nell’indifferenza di quegli stessi politici e burocrati che ci vogliono in ogni dove, sia per sensibilizzare le istituzioni locali che ogni anno partecipano sempre più numerose al nostro evento. E’ importante che la parte politica prenda coscienza di cosa sia la Polizia Locale Italiana, del suo essere sempre più qualificata, insostituibile e indispensabile, e acquisisca la consapevolezza di quanti Colleghi hanno sacrificato la loro Vita per amore della nostra Divisa, seconda a nessuno.

Hanno partecipato varie delegazioni di Comuni: per Genova il Vice Sindaco, il Presidente del Consiglio Comunale e il Comandante  della PL, nonché  il gonfalone storico della città; presente anche il gonfalone della città di Savona con Vice Sindaco e Comandante; per Piacenza hanno presenziato l’Assessore alla Sicurezza e il Comandante della Polizia Locale; per il Comune di Fontevivo (PR) il Sindaco. Alla commemorazione hanno preso parte diverse associazioni tra cui quella dei Cavalieri della Repubblica.

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Ringraziamo anche le Regioni Toscana, Emilia-Romagna, Veneto e Lazio per aver consegnato a questo Sindacato di Categoria le loro bandiere, concedendoci di farle sfilare in una Giornata così significativa.

Per i colleghi presenti in divisa, il momento più toccante è stato quello in cui il Segretario Generale Mario Assirelli ha dato lettura di tutti i nomi dei nostri eroi, troppi. E il “Presente” pronunciato alla fine di quell’elenco di nomi, sta a significare che ognuno di loro era li con noi, nei nostri cuori.

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Un pensiero è stato rivolto anche a quei colleghi e ai loro familiari che, senza supporto psicologico e sempre soli, sia in servizio che in famiglia, hanno deciso di rinunciare alla Vita attraverso tragici gesti, essendosi lasciati sopraffare dal male oscuro che nell’indifferenza dei più colpisce tanti appartenenti alle Forze di Polizia.

Ci siamo congedati con l’auspicio  che il prossimo anno il nostro Collega di Catania, l’Ispettore Luigi Licari, barbaramente aggredito in servizio da un branco di delinquenti e vigliacchi e ad oggi ancora in coma, vinca la sua battaglia con la Vita, da grande campione quale è, e possa partecipare alla prossima Giornata della Memoria, portando la sua testimonianza di quanto accaduto; glielo auguriamo di cuore e per lui chiediamo Giustizia, non sentenze sociologiche.

ONORE AI CADUTI, SEMPRE!

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Suicidio, il male oscuro della Polizia.

Il suicidio è un male oscuro che colpisce indistintamente tutte le Forze di Polizia. Quante volte leggiamo di Agenti della Polizia che sono riusciti a salvare la Vita di un cittadino che stava per suicidarsi; ma gli stessi Agenti non ne sono immuni e sempre più spesso ne rimangono vittima di questo fenomeno multifattoriale, perché sotto la Divisa ci sono Uomini e Donne con un cuore, con la loro sensibilità, con i loro problemi e le loro fragilità, sollecitate dai cambiamenti repentini che la Vita non risparmia a nessuno; a ciò si aggiunge per chi fa il nostro lavoro anche probabilmente il degenerare della società, nel cui contesto operiamo quotidianamente a stretto contatto. Un Agente di Polizia che tutti i giorni si immerge in contesti sociali difficili e problematici, ne assorbe inevitabilmente tutte le difficoltà, le tensioni e le negatività.

Ieri sera uno dei nostri Dirigenti di Milano Aldo Grasso ha compiuto un gesto estremo, togliendosi la Vita. Siamo profondamente addolorati; queste notizie ci lasciano sgomenti, anche perché solo l’anno scorso un altro Dirigente Sulpl di Aversa, Rino Freda, lo ricorderemo tutti, è morto allo stesso modo. Questi episodi tragici inducono inevitabilmente a fare delle riflessioni… quello dei suicidi in polizia è un fenomeno in aumento, al quale però non si dedica attenzione.

Evidentemente chi arriva a compiere un gesto così estremo, in quel preciso momento, non vede altra possibile alternativa. E invece, sappiamo tutti che un’alternativa al suicidio c’è sempre.

Come sempre abbiamo sostenuto, sarebbe opportuno e necessario verificare i requisiti psico-fisici dell’operatore di Polizia non solo al momento dell’assunzione, ma anche periodicamente durante la carriera professionale, poiché soprattutto per la Polizia Locale non viene fatto, con ogni probabilità, quasi mai.

Bisognerebbe interessarsi al problema, per comprendere le cause di questi suicidi sempre più frequenti, e contemporaneamente anche riuscire a prevenirli. L’Agente di Polizia, in un determinato momento della sua vita, potrebbe essere assillato da problemi economici, familiari, di salute, con l’aggiunta di dover sostenere il peso di un lavoro con forte impatto emotivo (pensiamo ad esempio ai TSO, agli incidenti mortali, al dover comunicare ai familiari la morte di una persona cara, etc.), che in condizioni normali riesce a sostenere; in condizioni di particolare fragilità invece, come minimo va sotto stress.

Purtroppo però manca a tutt’oggi un’attenzione al fenomeno dei suicidi in polizia e il più delle volte le cause che hanno indotto l’operatore a togliersi la Vita tendono ad essere ricondotte solo alla sfera personale poiché, ammettere che il suicidio potrebbe essere derivato anche da cause attinenti al contesto lavorativo, comporterebbe conseguenze rilevanti sia in termini di responsabilità, che di mancata prevenzione per chi gestisce un Comando. A questo possiamo aggiungere anche il fatto che mai come oggi, in questo preciso momento storico in cui la società tende a diventare sempre più problematica, tutta la nostra Categoria è messa a dura prova per la situazione di precarietà in cui versa: ogni giorno siamo esposti continuamente a rischi e tensioni di ogni tipo, senza tutele, senza diritti e senza essere riconosciuti dalle nostre stesse Istituzioni. Il nostro lavoro non è ritenuto usurante, eppure palesemente lo è. Continuiamo a morire in servizio, nell’adempimento del Dovere, ma chi di dovere si gira puntualmente dall’altra parte. Troppi Agenti si suicidano, ma nessuno sembra accorgersene di questi Uomini e Donne in Divisa senza volto; spesso all’interno dei Comandi si è perso il senso di appartenenza, lo spirito di Corpo a causa di personalismi e vili interessi che distruggono i rapporti umani e portano i Lavoratori più sensibili ad isolarsi, ad estraniarsi e quindi diventa difficile anche chiedere aiuto. Può sembrare una visione pessimistica della realtà, invece è solo ciò che viviamo noi Agenti della Polizia Locale. Avremmo bisogno di Comandanti attenti e vigili verso i loro diversamente impiegati comunali in Divisa; invece il più delle volte i Comandanti sono solo di passaggio, focalizzati solo sulla loro ascesa professionale e per questo concentrati ad assecondare il volere del politico di turno. Un buon Comandante dovrebbe avere un quadro chiaro della situazione del suo Comando, ad esempio potrebbe porre attenzione su eventuali assenze ricorrenti (che potrebbero essere campanello di allarme per un eventuale furbetto, come anche di un momento difficile per uno dei suoi Uomini); prevedere un punto di ascolto per eventuali disagi; attraverso il medico del Lavoro disporre apposita visita specialistica, senza scegliere la strada più facile per se in termini di responsabilità, che poi è la meno efficace per il Lavoratore e per i Colleghi. Insomma, tra le altre cose, occorre creare una rete di aiuto che consenta a chi sta attraversando un momento difficile di avere un supporto concreto nell’immediato.

I Nostri Colleghi li portiamo tutti nel cuore, uno ad uno… Lampi blu.

Riportiamo qui di seguito solo i casi di suicidio in Polizia Locale più recenti…

http://www.milanotoday.it/cronaca/suicidio-vigile-urbano-milano-9-novembre.html

Agente di polizia municipale di 51 anni si suicida in caserma

Suicidio nel torinese, agente della Polizia Municipale si spara in ufficio

http://mattinopadova.gelocal.it/padova/cronaca/2015/08/22/news/agente-della-polizia-locale-trovato-morto-in-casa-1.11969982

Miriam Palumbo