Analisi del nuovo CCNL funzioni locali: ATTO I. Per il Comparto, una vittoria di Pirro.

Con questo primo atto, incominceremo ad analizzare l’articolato del novello dettato contrattuale, cercheremo, al fine di rendere comprensibile a tutte le lavoratrici e lavoratori, di capire cosa statuiscono le previsioni del patto, con estrema chiarezza, franchezza e scevri da ogni preconcetto.

E’ doveroso però prendere a riferimento quanto reso pubblico da alcuni sindacati sulle vittorie ottenute: “Riaffermata la centralità della contrattazione nazionale e decentrata”

  • 2 comma 4 Il presente contratto, alla scadenza, si rinnova tacitamente di anno in anno qualora non ne sia data disdetta da una delle parti con lettera raccomandata, almeno sei mesi prima della scadenza. In caso di disdetta, le disposizioni contrattuali rimangono integralmente in vigore fino a quando non siano sostituite dal successivo contratto collettivo.”

Ci siamo stati quasi 10 anni senza rinnovo, con questo comma, tenendo conto delle ristrettezze economiche e della demonizzazione dei pubblici dipendenti, si è data una giustificazione giuridica all’immobilismo programmato di una delle parti contrattuali. Facciamo un piccolo grande passo indietro; le norme che regolano il nostro rapporto di lavoro sono quelle del codice civile, un semplice contratto di compravendita: il lavoratore vende la sua prestazione lavorativa intellettuale o manuale, il datore dà il corrispettivo, se le situazioni mutano ed una delle parti disdice il contratto, la prassi vuole che vengano contrattualizzate nuove clausole che rappresentino punto di incontro tra chi vende e chi compra (chiediamo scusa per la crudezza) e quindi per continuare il negozio giuridico stipulare nuovo contratto.

Si è persa allora l’opportunità di porre seri paletti ai mancati rinnovi sine die o no? Qualcuno dirà bhe però esiste comunque l’istituto della vacanza contrattuale rimasto vigente, certamente si! Ma quanti Enti nell’incertezza economica che regna sovrana hanno applicato questo istituto? A differenza del comparto funzioni centrali negli enti del nostro comparto una risibile quantità. Ergo a voi trarre le conclusioni.

  • 3 rubricato Obiettivi e strumenti al comma 1 è previsto il sistema delle relazioni sindacali…….omissis comma 2 Attraverso il sistema delle relazioni sindacali – si attua il contemperamento della missione di servizio pubblico delle amministrazioni a vantaggio degli utenti e dei cittadini con gli interessi dei lavoratori. Comma 3 omissis le relazioni sindacali si articolano nei seguenti modelli relazionali a) partecipazione; b) contrattazione integrativa…omissis comma 4 ….la partecipazione si articola, a sua volta, in: informazione; confronto.
  • 4 Informazione è il presupposto per il corretto esercizio delle relazioni sindacali e dei suoi strumenti……omissis
  • 5 Confronto è la modalità attraverso la quale si istaura un dialogo approfondito sulle materie rimesse a tale livello di relazione, al fine di consentire ai soggetti sindacali di esprimere valutazioni esaustive e di partecipare costruttivamente alla definizione delle misure che l’ente intende adottare…..il periodo durante il quale si svolgono gli incontri non può essere superiore a trenta giorni. Al termine del confronto, è redatta una sintesi dei lavori e delle posizioni emerse.
  • 8 rubricato contrattazione collettiva integrativa: tempi e procedure….omissis comma 5 Qualora non si raggiunga l’accordo sulle materie di cui all’art.7, comma 4…..omissis l’ente interessato può provvedere, in via provvisoria, sulle materie oggetto del mancato accordo fino alla successiva sottoscrizione……..

E’ stata “Riaffermata la centralità della contrattazione nazionale e decentrata” sembra proprio di no anzi. Il contratto all’art.3 comma 2, ha affermato un principio che noi conosciamo bene, infatti parla di “ contemperamento” significa che gli interessi del lavoratori devono essere contemperati con quelli dell’utenza è lo stesso principio recato dalla Legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali, che consente ad un organo dello Stato di precettare differire etc.

E’ stato istituito il confronto un mero dialogo al termine del quale viene redatta una sintesi, sostituisce la concertazione, dal latino cum certare combattere insieme per raggiungere un obiettivo, riportiamo da Ral Aran 730: “La concertazione consiste in una procedura non negoziale a termine volta a favorire, ove possibile, la ricerca di una posizione condivisa sulle materie ad essa espressamente demandate, normalmente rientranti nell’autonomo esercizio dei poteri organizzativi del datore di lavoro pubblico. Nel corso della concertazione le parti adeguano i loro comportamenti ai principi di responsabilità, correttezza, buona fede e trasparenza.”

Art.8 cosa determinerà? E’ semplice quando non ci sarà accordo l’amministrazione pubblica potrà andare avanti da sola fino alla sottoscrizione di nuovo contratto integrativo, senza che il sindacato possa eccepire nulla.

Annuncio roboante: Riaffermata la centralità della contrattazione nazionale e decentrata” E’ vero? Ogni lavoratore può trarre le proprie conclusioni.

Usciremo periodicamente con degli atti che analizzeranno tutti gli istituti contrattuali, nel frattempo vogliamo rassicurare i lavoratori che la nostra O.S. continuerà con rinnovato impegno a tutelare gli interessi dei lavoratori in tutte le sedi preposte.

P.S. FIRMA E FAI FIRMARE LA PETIZIONE CONTRO IL CONTRATTO DEMENZIALE VOLUTO DA CGIL, CISL, UIL E CSA 

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Il Sulpl replica alle esternazioni del Colonnello Liporace

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SEGRETERIA GENERALE -VIA DEL GIAGGIOLO- MODENA
UFFICIO LEGALE NAZIONALE-
Mail: assirelli@sulpl.it-consulenzalegale@sulpl.it

 

4 gennaio 2018
Al Comando Generale Arma dei Carabinieri
Al Comando Regionale Veneto
Via Pec
c.a. Organi di Stampa

Oggetto: Diritto di Replica art. 8 della legge sulla stampa 47/1948.-

 

Con riferimento all’ articolo apparso sull’esternazioni del Colonnello dei Carabinieri Oreste Liporace,

Questa Organizzazione Sindacale di Categoria e maggiormente rappresentativa della Polizia Locale Italiana,
Prende atto delle strategie indicate e previste, dal Comandante dei Carabinieri per contrastare la criminalità, ritenendole valide;
Ritiene però che obiettivi indicati dal militare siano da raggiungere in sinergia con tutte le forze di Polizia presenti sul territorio sia ad ordinamento statuale che locale; Che gli appartenenti della Polizia Locale italiana, al pari dei colleghi delle Polizie Statuali, abbiano una elevata professionalità, sono da sempre impegnati tutti a garantire l’ordinato convivere civile e presenti in servizio in tutte le città italiane a svolgere tutte le funzioni di Polizia anche se di fatto, pur avendo lo stesso grado di esposizione a rischio, non hanno le stesse tutele dei militari dell’Arma;
Ritiene inoltre che le donne e gli uomini della Polizia Locale Italiana sono pronti, come del resto hanno sempre fatto e fanno, a compiere il proprio dovere dando il proprio apporto e Contributo atto a contrastare la criminalità e tutti i fenomeni criminali compreso il terrorismo in tutte le sue forme, tanto è dimostrato anche dal sangue versato nell’adempimento del proprio dovere;
Considera la consolidata collaborazione tra la Polizia Locale ed i Carabinieri strumento, indispensabile, efficace e strategico di lotta alla criminalità, e funzionale alla sicurezza ed al mantenimento dell’ordinato convivere civile delle nostre comunità.
Ed è pertanto che respinge ogni tentativo teso a sminuire il lavoro, la professionalità e l’impegno giornaliero della Polizia Locale Italiana, ritenendo che non è arrogandosi il privilegio di avere qualifiche ovvero di essere il rimedio al contrasto della criminalità, che si risolvono i problemi, la sicurezza si garantisce con la sinergia di tutte le forze presenti sul campo indipendentemente dal colore dell’uniforme o dall’appartenenza.
Ricorda che il Colonnello Oreste Liporace è stato Comandante in pectore della Polizia Locale di Roma Capitale, ma ricorda anche che non ha potuto svolgere tale compito per la mancanza di requisito essenziale.

Chiede
inoltre al Comando Regionale Veneto dell’Arma dei Carabinieri ed al Comando Generale se le dichiarazioni del Colonnello Oreste Liporace rispecchino quelle dell’Arma dei Carabinieri nei confronti della Polizia Locale Veneta ed Italiana e se quindi tali dichiarazioni siano state autorizzate.

Per la Segreteria Generale
Il Responsabile dell’Ufficio Legale Nazionale
Dott. Giuseppe Bonfilio

Il Sulpl deve difendere la Categoria dalle insinuazioni di alcuni sindacati di Polizia che ci vorrebbero… Vigili Urbani!

Ancora una volta abbiamo avuto riprova di quello che pensano alcuni Sindacati di Polizia di noi… non tutti per fortuna.

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Gli interventi del 6 marzo 2017: Sulpl Vs Siulp

In data 22 marzo 2017 leggiamo un documento del Siap in cui a pagina 5 è ben espresso ciò che pensano di noi, senza ombra di dubbio…

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Poi il caso Piacenza di questi ultimi giorni: il nostro Coordinatore Area Territoriale Vasta di Parma e Piacenza, Dott.ssa Miriam Palumbo ha dovuto ribattere alle insinuazioni di un rappresentante del Siap. Vediamo lo svolgimento dei fatti:

Tutto parte da questo articolo pubblicato da Il Piacenza che riporta il pensiero del Consigliere Regionale Emilia-Romagna Matteo Rancan sul tema della Sicurezza.

Fa seguito la replica di Sandro Chiaravallotti (Siap)

Inevitabile per il Sulpl Piacenza rispondere alle insinuazioni fatte dal sindacalista del Siap. Assurdo doverci difendere dagli attacchi di quelli che dovrebbero essere nostri Colleghi.

Leggiamo le infelici esternazioni del Chiaravallotti, ma nella sostanza nulla di nuovo o di originale in quanto ha copiato di sana pianta quanto contenuto in un documento del Siap Nazionale datato 22 marzo 2017, nel punto in cui afferma in sostanza che la Polizia Locale non può occuparsi di sicurezza in quanto dipende dai Sindaci e che essendo “ nel nostro Paese l’infiltrazione mafiosa onnipresente, potremmo avere sindaci mafiosi seduti nei tavoli dell’ordine e sicurezza pubblica con sempre più poteri.“

Per quanto concerne tutto ciò che lei imputa alla Locale e ai Sindaci, la invitiamo a guardarsi in casa propria, vogliamo parlare della notizia apparsa sul Corriere della Sera del 9 giugno u.s. che titolava “Concorsi truccati-sospetti sui test per esercito e Forze dell’Ordine…”, solo per citare l’ultimo episodio? Nella fattispecie, le presunte irregolarità, “collusione/corruzione” , non appartengono alla Polizia Locale. Chi come il suo sindacato di parte afferma a più riprese che la PL è suscettibile di collusione poichè dipendente diretta dei Sindaci, e quindi andrebbe privata per questo anche di uno strumento indispensabile per fare sicurezza quale è lo sdi, farebbe meglio a guardare in casa propria.

Ma veniamo a noi e alla Polizia Locale di Piacenza, l’ innominata nel suo comunicato, alla quale fa però continuamente riferimento. Le sue uscite non lasciano dubbi: lei Chiaravollotti è affetto dalla sindrome della prima donna. Si rassereni una buona volta: la Polizia Locale di Piacenza e quella italiana in generale, non soffre di manie di protagonismo, non si sente in competizione con le Forze di Polizia propriamente dette e non si nasconde dietro inutili vittimismi come lei sostiene.

Da sindacalista evidentemente avrebbe dovuto  leggere meglio quanto scritto dal Consigliere Regionale Matteo Rancan,  quando afferma che a garantire la sicurezza “dev’essere proprio lo Stato, che invece di farlo gioca a scaricabarile ed elabora misure e suggerimenti folli“. E’ la verità e i fatti di Torino lo dimostrano: li è accaduto che i burocrati, ovvero coloro che lei reputa “davvero il responsabile della sicurezza pubblica che a sua volta deve essere messo in condizione di operare con pieni poteri su tutte le forze di polizia che devono senza se e senza ma collaborare e non nascondersi dietro a vittimismi inutili“ hanno scaricato tutta la responsabilità del loro fallimento sul Sindaco Appendino e sulla Polizia Locale. Oggi i Sindaci si ritrovano ad essere responsabili anche penalmente dell’incolumità pubblica…  quando mai lo stato viene responsabilizzato e condannato, quando mai il Ministero paga i suoi errori? i Sindaci a loro volta dovrebbero attaccare i burocrati di Anci.

Dunque lo si dica chiaramente  ai cittadini che lo stato non è più in grado di tutelare il proprio territorio (esempio ne sono anche i new jersey che devono essere collocati dai Comandanti, sempre attraverso ordinanze del Ministero dell’Interno, e quindi a cascata dai Prefetti). Noi invece diciamo loro che nell’interesse della comunità, se davvero si vuole salvaguardare la loro sicurezza, l’unica strada percorribile è quella di unire le forze e lavorare fianco a fianco, in sinergia e senza inutili smanie di competizione, che non provengono certo dalla nostra parte. La sicurezza non si costruisce e non si realizza ragionando a compartimenti stagni o avendo paura che l’esercito dei diversamente impiegati comunali in divisa possa invadere i vostri orti. La sicurezza è un diritto dei cittadini ed è nostro dovere garantirla, tutti insieme. Se è vero come lo è  che il sistema della sicurezza nazionale ha introdotto la security e la safety (vedi L. 48/2017), cioè due sistemi di sicurezza, uno nazionale e l’altro locale, questo è evidentemente dovuto al fallimento del primo. La società si evolve, muta spesso in peggio sotto il profilo della sicurezza e i colleghi del Siap  dovrebbero non solo difendere i questori, ma allinearsi affinchè sia varata la Legge di riforma sulla Polizia Locale. L’Italia è l’unica ad avere nel sistema Europa quattro Polizie ad ordinamento statale, di cui una militare; le norme ne prevedono solo due, una nazionale ed una locale. Sono necessari interventi e fondi per aumentare gli organici della Polizia Locale; lei dovrebbe sostenere, nell’interesse della collettività, la dotazione alla Locale di tutti i sistemi di difesa e l’accesso alle banche dati sdi, onde garantire un maggior controllo del territorio ed una civile ed ordinata convivenza quotidiana.

Sta di fatto che non so come mai, ma in strada non ho mai avuto il piacere di lavorare con lei; le assicuro tuttavia che con i  Colleghi della Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza, noi della Locale lavoriamo in perfetta sinergia e se magari ci fosse anche lei, potrebbe ricredersi sulle nostre capacità! Non sarà mica anche lei tra i fomentatori della soppressione del nostro nucleo di Polizia Giudiziaria e Investigativa? Speriamo di no! Sa, anche quello rientra tra le nostro competenze, le piaccia o no, basta leggere la normativa! A differenza di ciò che lei insinua, la Locale non si sente in competizione e soprattutto non abbiamo la smania di fare i poliziotti, in quanto le Leggi lo dicono. Non diamo sfogo ad esaltazione alcuna, dunque ha anche poco da ridere. Ad ogni buon conto, visto che è già la seconda o forse terza volta che scivola così in basso, il SULPL la invita a sostenere un confronto pubblico, compatibilmente con la nostra agenda fitta di impegni, poiché noi facciamo i sindacalisti non in distacco.

Miriam Palumbo_SULPL Piacenza

Cogliamo anche l’occasione per ringraziare i tanti Colleghi della Polizia Locale che da tutta Italia hanno condiviso il nostro punto di vista e difeso la Categoria e le sue istanze, in particolare sulla pagina Fb di Sportello Quotidiano…. siete il nostro orgoglio!

Nonostante tutto il Chiaravallotti ha voluto ancora replicare . Noi anticipiamo in questa sede che non intendiamo replicare oltre, poichè non ci interessa alimentare sterili polemiche sul web e soprattutto non siamo in cerca di visibilità. Per cui rinnoviamo al rappresentante del Siap la proposta di organizzare in settembre un incontro pubblico per un faccia a faccia con la Dirigenza Sulpl.

A Chiaravallotti vogliamo solo precisare (sorvolando volutamente sulle sue ritrattazioni, sulle sue accuse di fraintendimento del suo pensiero e di personalizzazione…) che non occorre che si impegni a lottare per permettere alla Palumbo di esprimersi; viviamo in democrazia e ci si esprime liberamente! Ci ha fatto sorridere quella frase ad effetto di “Volteriana” memoria (nella realtà erroneamente attribuita nel tempo a Voltaire)

non condivido il tuo pensiero ma lotterò perché tu possa esprimerti  (cit. Chiaravallotti)

I disapprove of what you say, but I will defend to the death your right to say it (cit. Evelyn Beatrice Hall)

Ulteriore precisazione va fatta al Chiaravallotti: il nostro è un Sindacato apartitico. Siamo liberi di colorarlo nel modo che riteniamo più opportuno, nell’interesse esclusivo della Categoria. All’interno di qualsivoglia partito ci sono Persone e per noi sono loro che contano! Voi altri siete gestiti dal Ministero dell’Interno, mentre noi diversamente impiegati comunali in Divisa, non avendo punti di riferimento permanenti nella Repubblica, dobbiamo inevitabilmente coinvolgere i Primi Cittadini per riuscire nell’intento di migliorare la qualità della Vita nelle città e nelle periferie, perchè voi e il vostro Ministero le avete lasciate alla mercè della violenza. Vogliamo tranquillizzarla anche su un altro punto: anche se lei e pochi altri state prendendo coscienza solo ora del fatto che il Vigile Urbano sta scomparendo, vorremmo precisare che in realtà è scomparso dal 1986. Ciò nonostante quella che oggi si chiama Polizia Locale è comunque e sempre la vera Polizia di Prossimità, primo punto di riferimento per i cittadini; dunque è solo una sua percezione. Siamo così professionali e preparati che oltre alle vecchie competenze oggi ci occupiamo di tanto altro ancora, senza tralasciare nulla, forse è questo che vi spaventa… ma purtroppo per voi, non possiamo far tornare il mondo indietro di 30 anni!

Ci spiace del suo infortunio, ma le voglio ricordare che ai Lavoratori della Polizia Locale da dicembre 2011 ad aprile 2017 era stato sottratto il riconoscimento di diritti come equo indennizzo, causa di servizio e pensione privilegiata e solo attraverso interventi massicci del Sulpl in Italia e in Europa siamo riusciti a riaverli dopo sei lunghi anni.

Come detto da subito, l’attendo a settembre, con i suoi quattro amici che l’anno sostenuta sulla sua bacheca Fb per discutere gurdandoci negli occhi.

Colgo l’occasione per ringraziare tutti i Colleghi delle Forze dell’Ordine con le quali collaboriamo sul campo nel quotidiano, senza distinzione di Divisa, poichè siamo tutti consapevoli che in strada la Divisa è una e non ci sono Divise di serie A e B. Uniti si Vince!

Miriam Palumbo