Il potere della macchina del fango

Ci concediamo una riflessione, alla luce degli ultimi accadimenti…

Il lavoro nero e gli abusi nei terreni di proprietà hanno posto sotto i riflettori la famiglia del Ministro Di Maio. Premesso che chi ha sbagliato è giusto che paghi, e ci mancherebbe altro, tuttavia qualche considerazione va fatta. Innanzitutto che, le colpe dei padri non devono ricadere sui figli, che non necessariamente devono essere complici.

Per quanto attiene la Polizia Locale, viene da chiederci… PERCHE’ NOI?

La Polizia Locale, praticamente da sempre considerata una Polizia di rango inferiore, più volte travolta dalla potente macchina del fango per il Capodanno romano, per il “vigile” in mutande (solo per citare gli episodi che hanno demolito più di altri l’intera categoria, facendola passare per un branco di fannulloni e furbetti, su cui l’Arena di Giletti in particolare ha potuto imbastire numerosissime trasmissioni domenicali), improvvisamente è diventata garante della Legalità, balzando agli onori della cronaca e sotto le luci della ribalta. Ribadiamo, PERCHE’ NOI?

Noi siamo abituati a lavorare ed usurarci nell’ombra e avvolti dal silenzio, tanto clamore per un sequestro ci destabilizza! Di solito questo ruolo da prima donna spetta alle vere FF.OO., non ai diversamente impiegati comunali in Divisa.

AndreottiPensarmale

E a noi viene proprio da pensar male! In questo preciso momento storico in cui, il nuovo Governo Lega-5 Stelle:

  1. si è accorto, a differenza dei precedenti Governi che, la Polizia Locale esiste;
  2. ha reso protagonista la Polizia Locale per l’ Estate Sicura;
  3. ha reso protagonista la Polizia Locale di Roma Capitale per il ripristino della Legalità, sgomberando le ville dei Casamonica, per poi abbatterle;
  4. ha lanciato timidi segnali nell’ambito del Decreto Sicurezza che con una politica dei piccoli passi potrebbero concretizzarsi con una Riforma della Categoria…

Ebbene proprio ora la stessa Polizia Locale è stata nominata per eseguire un sequestro ad alta visibilità, ma molto scomodo, nelle proprietà della famiglia del Ministro Luigi Di Maio. In altri tempi, la Polizia Locale sarebbe stata destinata a fare viabilità agli incroci e alla chiusura delle strade, mentre Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia di Stato avrebbero operato per garantire Sicurezza e Legalità al Paese…

Evidentemente i poteri forti, quelli che non vogliono affatto che questa nostra Riforma vada a buon fine, hanno volutamente rinunciato a questo ricco piatto di visibilità, per mettere i “vigili” brutti e cattivi, in cattiva luce agli occhi di quel politico in particolare, e dei cittadini in generale.

Alla luce delle considerazioni sopra esposte, non a caso, abbiamo parlato del potere della macchina del fango che può travolgere e distruggere o rendere carnefice… a guidarla sono i poteri forti e ben celati.

luigidimaio-650x400.jpg

Meditate gente, meditate!

 

Annunci

Armi e Polizia Locale

Non abbiamo scelto questa immagine per puro caso, ma volutamente. In questi giorni Di Maio (M5S) ha invitato i grillini ad essere compatti al loro interno al pari di una testuggine romana, per fare scudo contro gli attacchi esterni. Ecco riteniamo che mai come adesso anche la Polizia Locale dovrebbe compattarsi, fare Corpo, per respingere qualunque attacco di questo o quel politico (non ultimo quello da noi citato ieri sulla nostra ufficiale pagina Fb Sulpl Nazionale, di un gruppo di grillini che in Senato hanno proposto la soppressione degli artt. 18 e 19 del Decreto Sicurezza, quelli riguardanti l’accesso al Ced e l’uso del taser esteso anche per la PL); da alcuni colleghi che solo all’idea che la nostra Riforma possa andare in porto preferiscono asserire castronerie di vario tipo, piuttosto che avere l’onestà intellettuale di ammettere che non sono affatto tagliati per questo lavoro e che si sentirebbero maggiormente a loro agio togliendosi la nostra Divisa e andando a fare dell’altro; da alcuni giornalisti che adorano relegarci nel ruolo angusto del vigile urbano, senza perdere occasione per ridicolizzarci.

Ecco, è nei confronti di questi personaggetti che dovremmo farci scudo, uniti e compatti, facendo attenzione a non prestare mai il fianco, nemmeno involontariamente, ai loro biechi tentativi di non farci mai ottenere, per ideologia o per interesse, i diritti, le tutele e gli strumenti che ci sono dovuti.

Questa la premessa, ora veniamo al punto!

Questa mattina ci siamo imbattuti in un articolo pubblicato da FirenzeToday che titolava

Vigili urbani armati fuori servizio: la polizia municipale chiede aiuto per evitare tragedie

Vigili armati anche fuori servizio: “Aiutateci”

Aumentano casi di autolesionismo, suicidi ed omicidi. La proposta di legge di Fattori (Sì Toscana) per lasciare le pistole ai comandi

Ovviamente siamo rimasti basiti: in buona sostanza la richiesta sensata di dotare i Comandi della Toscana di armadietti blindati in cui custodire eventualmente l’arma di servizio, è stata motivata e sostenuta nel più assurdo e surreale dei modi possibili: 1. il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza Marco Andrei (che con ogni probabilità non ha ben chiaro il concetto di Sicurezza per gli Agenti di PL) avrebbe affermato, stando a quanto riportato nell’articolo

Avere un luogo dove lasciare la pistola sarebbe essenziale per la sicurezza nostra e delle persone che ci sono vicine

Veniamo spesso a lavoro con i mezzi pubblici, in treno o in autobus, ed è molto pericoloso trasportare un’arma dal luogo di lavoro a casa e viceversa.

Viene da chiedersi se questo Rls appartenga davvero al Comando di Polizia Locale di Firenze; le motivazioni da lui addotte per motivare la richiesta delle cassette di sicurezza sono davvero incommentabili.

Veniamo ora al politico di turno, il consigliere regionale di Si – Toscana a Sinistra, Tommaso Fattori. Abbiamo letto integralmente le sue esternazioni direttamente sul sito del partito

il possesso delle armi è sempre un pericolo per sé e per gli altri, anche delle armi di ordinanza degli operatori di polizia al termine dell’orario di servizio.

Sono purtroppo molti i casi di violenza e di autolesionismo, fino all’omicidio e al suicidio, che sono stati compiuti da agenti di polizia con le armi d’ordinanza, anche da agenti di polizia municipale e provinciale. Fra le principali concause di questi tragici eventi vi è la mancanza di luoghi idonei al deposito delle pistole al termine del servizio e la mancanza di un vero monitoraggio della salute psicofisica degli agenti.

Le pistole di polizia municipale e provinciale sono strumenti di lavoro e sul luogo di lavoro devono restare a fine servizio, come ci chiedono gli stessi agenti. Non dimentichiamo mai che società con più armi in circolazione è una società più pericolosa.

Noi ci rifiutiamo di credere che quanto riportato da Andrei e Fattori sia il comune sentire della Polizia Locale di Firenze. Fattori definisce la loro proposta semplicemente controcorrente; per noi sono farneticazioni sinistroidi allo stato puro!

In veste di Segreteria Nazionale abbiamo chiesto comunque chiarimenti e siamo stati  rassicurati dal nostro Segretario Regionale della Toscana (nonchè Rls) Ivan Galante sul fatto che la richiesta delle cassette di sicurezza è dettata da mere esigenze pratiche e dietro di essa non si cela nessuna “richiesta di aiuto” da parte della PL fiorentina.

Concludiamo con la nostra posizione, che non lascia spazio a interpretazioni di sorta: il S.U.L.P.L. lotta e sostiene con forza l’armamento della Polizia Locale su tutto il territorio nazionale, al pari della dotazione del taser, senza esclusione di nessuno (poichè anche nei piccoli centri o nelle unioni di comuni i rischi sono i medesimi) e l’accesso alle banche dati (che ad oggi continuiamo solo ad alimentare con il nostro lavoro quotidiano, senza poterlo consultare).

Siamo stufi di leggere esternazioni demenziali fatte da politici che spesso nulla sanno di noi, o ancor peggio da appertenenti alla Categoria, i famosi dinosauri. Le armi in dotazione, al pari di altri strumenti di autotutela, servono per garantire maggiore sicurezza agli operatori e ai cittadini. I suicidi purtroppo sono una realtà che colpisce tutte le Forze di Polizia. Sono un fenomeno multifattoriale: spesso dietro quel gesto estremo si nasconde il male oscuro della depressione, che unito alle pressioni quotidiane interne (mobbing) ai Comandi ed esterne, a cui gli Agenti sono quotidianamente sottoposti, alla mancanza di benessere organizzativo negli ambienti di lavoro, alle energie negative che certi interventi a forte impatto emotivo producono nell’individuo (tso, comunicazione ai familiari del decesso di una persona cara a seguito di un incidente mortale, etc etc), unitamente alla sfera personale, può portare a compiere un gesto così estremo.

Questo è solo l’ultimo caso di suicidio avvenuto nella Caserma dei Carabinieri di Livorno, quindi nei locali della stessa e con arma di servizio

Screenshot_20181101-164242.jpg

Oppure il caso del Poliziotto che a fine ottobre si è suicidato in Questura a Bari

Screenshot_20181101-164809.jpg

Per cercare di arginare i suicidi con l’arma d’ordinanza è impensabile credere di risolvere il problema facendo lasciare l’arma in comando, se uno vuol farla finita ci sono tanti sistemi; la questione va affrontata alla radice, ovvero conoscere e non trascurare i malesseri delle persone, aiutarle, verificare periodicamente i requisiti psico-fisici dell’operatore di Polizia, cosa che proprio nei nostri Comandi non viene quasi mai fatta, nemmeno dietro sollecitazioni.

Purtroppo a tutt’oggi manca un’attenzione al fenomeno dei suicidi in polizia e il più delle volte le cause che hanno indotto l’operatore a togliersi la Vita tendono ad essere ricondotte solo alla sfera personale poiché, ammettere che il suicidio potrebbe essere derivato anche da cause attinenti al contesto lavorativo, comporterebbe conseguenze rilevanti sia in termini di responsabilità, che di mancata prevenzione per chi gestisce un Comando. Sempre nell’ottica della prevenzione occorrerebbe istituire un punto di ascolto per eventuali disagi o momenti di fragilità dovuti alla vita privata e lavorativa. Quindi l’unica strada per tentare di arginare i suicidi è creare una rete di aiuto che consenta a chi sta attraversando un momento difficile di avere un supporto concreto nell’immediato. L’arma di servizio non rientra certo tra le cause del suicidio, è solo uno strumento come tanti.  Noi continueremo a lottare finchè la Polizia Locale di tutta Italia non sarà armata da Nord a Sud e finchè con una Legge di Riforma non saranno garantiti i medesimi diritti e le medesime tutele delle altre Forze di Polizia!

I Diritti Sindacali delle Organizzazioni Sindacali non rappresentative e quelli dei loro iscritti!

Vengono sistematicamente negati alle Organizzazioni Sindacali non rappresentative
tutte le prerogative previste ex lege 300/1970, addirittura anche quelle di cui agli artt.
25. Diritto di affissione: Le rappresentanze sindacali aziendali hanno diritto di
affiggere, su appositi spazi, che il datore di lavoro ha l’obbligo di predisporre in
luoghi accessibili a tutti i lavoratori all’interno dell’unità produttiva, pubblicazioni,
testi e comunicati inerenti a materie di interesse sindacale e del lavoro” e 27. Locali
delle rappresentanze sindacali aziendali: “Il datore di lavoro nelle unità produttive
con almeno 200 dipendenti pone permanentemente a disposizione delle
rappresentanze sindacali aziendali, per l’esercizio delle loro funzioni, un idoneo
locale comune all’interno dell’unità produttiva o nelle immediate vicinanze di essa.
Nelle unità produttive con un numero inferiore di dipendenti le rappresentanze
sindacali aziendali hanno diritto di usufruire, ove ne facciano richiesta, di un locale
idoneo per le loro riunioni.
Crediamo, e lo abbiamo sempre ribadito, che la legge 300/70 (Statuto dei Lavoratori)
attui il principio di cui all’art. 39 della Costituzione secondo il quale
L’Organizzazione sindacale è libera”; la libertà che negli Enti e/o Aziende si
realizza e concretizza anche e soprattutto con l’informazione continua resa ai
lavoratori su tutto quello che emerge/succede nell’ambito lavorativo, nel rapporto di
lavoro e sui luoghi di lavoro.
Infatti l’art.25 superiore fa obbligo al datore di lavoro, in riferimento al diritto di
affissione, di predisporre in luoghi accessibili a tutti i lavoratori all’interno dell’unità
produttiva, pubblicazioni, testi e comunicati inerenti a materie di interesse sindacale
e del lavoro, queste previsioni, al pari di quelle di cui all’art.27 della stessa norma,
non sono discriminanti perché realizzano il principio di eguaglianza sancito nell’art.3
della Costituzione.
Riteniamo che le OO.SS. non rappresentative, cioè quelle che non hanno raggiunto il
5% con la media tra il dato associativo e elettivo (articolo contestato all’attuale
Governo), siano escluse dal solo diritto di rappresentare i lavoratori nel procedimento
di formazione del contratto di secondo livello. Ergo la libertà dell’O.S. si concretizza
con la fruizione di tutte quelle prerogative che le permettano di fare proselitismo nei
luoghi di lavoro, affiggere alle bacheche sindacali, riunirsi nei locali messi a
disposizione dall’Ente; il sindacato non rappresentativo ha diritto di ricevere
l’informativa dall’Amministrazione, può direttamente rappresentare e assistere i
propri iscritti e i non iscritti nei luoghi di lavoro e può adire il Giudice del Lavoro,
azionando la specifica tutela dell’art 28, legge 300/70, rubricato come repressione
della condotta antisindacale.
Siamo da sempre convinti, che non essendo un CCNL, un CCNQ, un ACQ
annoverati tra le fonti di Legge, non possono comprimere i diritti previsti
dall’ordinamento, tantomeno modificare una Legge che attua i principi
costituzionalmente garantiti come la Legge 300/1970.
Sui punti superiori, il Giudice del Lavoro di Livorno, il 31 marzo 2011, nel
procedimento ex art. 28, legge 300/70, n. 1865/2010 RG, ha statuito, dopo aver
richiamato consolidata giurisprudenza della Corte costituzionale e della Suprema
Corte di cassazione – che ” l’autonomo diritto all’informazione preventiva e
successiva (estensivamente: diritto alla consultazione) è svincolato da quelli
concernenti la concertazione (oggi confronto) e la contrattazione che,
indubbiamente, spettano – queste ultime – solo ai sindacati rappresentativi, secondo
gli artt. 42 e 43 del d.lgs. 165/01; vale a dire che realizzino il 5% della consistenza in
rapporto al personale sindacalizzato della categoria e/o area di riferimento, inteso
come media del dato associativo e del dato elettorale.
Questo perché il diritto all’informazione (per ciò definito autonomo), pur essendo
propedeutico anche alla contrattazione è, più in generale, preordinato a rendere
effettiva-efficace la capacità operativa del sindacato «di divulgare notizie ai propri
iscritti, evidentemente interessati a tematiche di tal genere e, se del caso, ad
intraprendere le iniziative eventualmente occorrenti nell’esercizio della libertà
sindacale, oltre al controllo dell’esercizio dei poteri datoriali nella gestione dei
rapporti di lavoro”.
Inoltre il Magistrato afferma nella statuizione, che il fatto di non essere
rappresentativi e/o di non aver sottoscritto il contratto nazionale, non preclude alle
organizzazioni sindacali non rappresentative (soprattutto quelle che hanno una
capillarità su tutto il territorio nazionale come ha il Diccap) ogni diritto afferente al
libero ed effettivo esercizio della loro attività e, non esclude altresì, che
l’Amministrazione si determini ad interloquire con i citati soggetti collettivi, senza

che ciò configuri lesione delle prerogative delle OO.SS. Rappresentative firmatarie
del contratto.
Non solo ma la giurisprudenza in questo campo avanza velocemente, infatti la
Suprema Corte ammette che la CDI possa derogare dal CCNL e l’applicabilità dei
contratti collettivi può non essere estensibile ai lavoratori iscritti a quelle OO.SS.
che non hanno sottoscritto il CCNL ovvero il CDI; inoltre, spiegano i Supremi
Giudici che la generalizzata efficacia soggettiva dei CDI va conciliata da un lato
con il limite del principio di libertà, di organizzazione di attività sindacale sancito
dall’articolo 39 della Costituzione e dall’altro da un sistema fondato sui principi
privatistici e sulla rappresentanza negoziale non già legale o istituzionale delle
OO.SS. Pertanto si deve riconoscere erga omens i CDI come regola generale ma è
necessario ammettere l’eccezione per i lavoratori che aderiscono ad una O.S.
diversa da quelle che hanno stipulato il contratto decentrato condividendo
l’esplicito dissenso. Pertanto è illecita la pretesa datoriale di esigere il rispetto
dell’accordo aziendale per i Lavoratori dissenzienti perché iscritti ad un sindacato non firmatario del CDI.
In linea con le nostre storiche convinzioni nei prossimi giorni assumeremo tutte le
iniziative affinché questi principi vengano applicati, sempre nell’intento di tutelare i
diritti dei lavoratori e sempre di più convinti che UNITI SI VINCE, SEMPRE!!

                  22365340_1461705187270235_7388040746285669722_n  Diccap-01

Il Coordinatore Generale
Mario Assirelli
Pescara, 27.09.2018
Ufficio di Presidenza Diccap
Viale Gramsci, 265
41122 Modena

Forze di Polizia: Sicurezza o Immagine?

In questi giorni, anche la Segreteria Nazionale SULPL ha focalizzato l’attenzione sul caso Piacenza. Avrete letto che tutta la querelle è nata dalle dichiarazioni rilasciate dal Prefetto Falco, a cui hanno prontamente ribattuto quattro sigle sindacali del Comando di Polizia Locale.

Il caso Piacenza, non ci stupisce, ma risulta comunque essere una nota stonata rispetto alla Circolare del Ministero dell’Interno del 6 luglio 2018, la n. 13301/110, che abbiamo letto con molta attenzione e che da chiare e inequivocabili indicazioni sul ruolo della Polizia Locale Italiana e su come il Ministro dell’Interno Matteo Salvini intenda attuare la sicurezza. Analizziamo alcuni punti che ci riguardano da vicino e che pare siano stati ignorati a Piacenza:

… in vista del periodo più intenso della stagione estiva, si rende necessario dare un forte e rinnovato impulso all’azione di prevenzione e contrasto dell’abusivismo commerciale e della contraffazione dei prodotti, in particolare lungo gli arenili, attraverso sinergie sempre più strette fra i diversi attori coinvolti, il rafforzamento
delle misure già individuate con le precedenti direttive nonché l’utilizzo dei nuovi strumenti messi a disposizione dalle più recenti previsioni normative in materia.
A tal fine, dovranno essere convocate, per una compiuta analisi della situazione, apposite riunioni del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, allargate alla partecipazione delle Amministrazioni locali maggiormente interessate dal fenomeno e delle Capitanerie di porto.

E’ un dato di fatto che alla riunione che si è tenuta a Piacenza, nessun Sindaco era presente, e altrettanto certo è che la Divisa della Polizia Locale non è stata invitata.

Ma andiamo avanti:

Si ritiene tuttavia di attirare l’attenzione delle SS.LL. sulla necessità che tali
intese assicurino:
– l’intesificazione dell’attività di contrasto alla filiera dell’abusivismo commerciale e
della falsificazione dei prodotti, da demandare in via preminente alla Guardia di Finanza;
la massima valorizzazione del ruolo delle Polizie locali, in ragione delle specifiche competenze ad esse attribuite sull’osservanza delle prescrizioni in tema di commercio, della capillare conoscenza del territorio e dell’esperienza maturata sul campo. A tale ultimo fine dovranno essere sensibilizzate le Amministrazioni locali affinché, nell’ambito delle promozione delle specifiche progettualità che coinvolgono il personale dell’ente, garantiscano priorità, fra le altre, a quelle dirette alla prevenzione e al contrasto dell’abusivismo commerciale (…)

– l’adozione di piani di intervento operativo che garantiscano un controllo diffuso e
sistematico sugli arenili e sulle strade di accesso. Fermo restando il preminente ruolo della Polizia locale, tali piani dovranno prevedere, in relazione alle situazioni più complesse, l’attivazione di mirati servizi interforze; (…)

– che in occasione di manifestazioni di pubblico spettacolo o di eventi ad elevata
partecipazione di pubblico siano attivati dalle Polizie locali, ove occorra anche con il supporto delle altre Forze di polizia, specifici servizi di controllo volti a prevenire la presenza di rivenditori abusivi; (…)

Dalla nostra attenta analisi della Circolare del Ministro Salvini appare evidente che quello che lui ha in mente è un sistema integrato di sicurezza, all’interno del quale la Polizia Locale riveste un ruolo fondamentale, per nulla secondario o subordinato a quello delle altre FF.OO. In quanto Sindacato di Categoria, questo ci rende fieri, certo è che chiediamo anche al Ministro, sensibilissimo sul tema della sicurezza, di equipararci alle FF.OO., punto di svolta, non più dilazionabile nel tempo, nodale e imprescindibile, visto il nostro ruolo accresciuto e riconosciuto, senza se e senza ma, da chi quella sicurezza la impersona e la rappresenta.

Noi siamo certi che la strada giusta da intraprendere per il futuro sia quello di una stretta collaborazione tra tutte le Forze di Polizia dislocate sul territorio, ricordando sempre che su strada la Divisa è una! Pur tuttavia, sembra che in talune realtà, interessino maggiormente l’immagine e la visibilità, anche se in burocratese si afferma ben altro, e questa notizia fresca di pubblicazione, ne è la riprova…

Sicurezza estiva: in campo anche polizia municipale e polizia provinciale

prefettura-2

 

Analisi del nuovo CCNL funzioni locali: ATTO I. Per il Comparto, una vittoria di Pirro.

Con questo primo atto, incominceremo ad analizzare l’articolato del novello dettato contrattuale, cercheremo, al fine di rendere comprensibile a tutte le lavoratrici e lavoratori, di capire cosa statuiscono le previsioni del patto, con estrema chiarezza, franchezza e scevri da ogni preconcetto.

E’ doveroso però prendere a riferimento quanto reso pubblico da alcuni sindacati sulle vittorie ottenute: “Riaffermata la centralità della contrattazione nazionale e decentrata”

  • 2 comma 4 Il presente contratto, alla scadenza, si rinnova tacitamente di anno in anno qualora non ne sia data disdetta da una delle parti con lettera raccomandata, almeno sei mesi prima della scadenza. In caso di disdetta, le disposizioni contrattuali rimangono integralmente in vigore fino a quando non siano sostituite dal successivo contratto collettivo.”

Ci siamo stati quasi 10 anni senza rinnovo, con questo comma, tenendo conto delle ristrettezze economiche e della demonizzazione dei pubblici dipendenti, si è data una giustificazione giuridica all’immobilismo programmato di una delle parti contrattuali. Facciamo un piccolo grande passo indietro; le norme che regolano il nostro rapporto di lavoro sono quelle del codice civile, un semplice contratto di compravendita: il lavoratore vende la sua prestazione lavorativa intellettuale o manuale, il datore dà il corrispettivo, se le situazioni mutano ed una delle parti disdice il contratto, la prassi vuole che vengano contrattualizzate nuove clausole che rappresentino punto di incontro tra chi vende e chi compra (chiediamo scusa per la crudezza) e quindi per continuare il negozio giuridico stipulare nuovo contratto.

Si è persa allora l’opportunità di porre seri paletti ai mancati rinnovi sine die o no? Qualcuno dirà bhe però esiste comunque l’istituto della vacanza contrattuale rimasto vigente, certamente si! Ma quanti Enti nell’incertezza economica che regna sovrana hanno applicato questo istituto? A differenza del comparto funzioni centrali negli enti del nostro comparto una risibile quantità. Ergo a voi trarre le conclusioni.

  • 3 rubricato Obiettivi e strumenti al comma 1 è previsto il sistema delle relazioni sindacali…….omissis comma 2 Attraverso il sistema delle relazioni sindacali – si attua il contemperamento della missione di servizio pubblico delle amministrazioni a vantaggio degli utenti e dei cittadini con gli interessi dei lavoratori. Comma 3 omissis le relazioni sindacali si articolano nei seguenti modelli relazionali a) partecipazione; b) contrattazione integrativa…omissis comma 4 ….la partecipazione si articola, a sua volta, in: informazione; confronto.
  • 4 Informazione è il presupposto per il corretto esercizio delle relazioni sindacali e dei suoi strumenti……omissis
  • 5 Confronto è la modalità attraverso la quale si istaura un dialogo approfondito sulle materie rimesse a tale livello di relazione, al fine di consentire ai soggetti sindacali di esprimere valutazioni esaustive e di partecipare costruttivamente alla definizione delle misure che l’ente intende adottare…..il periodo durante il quale si svolgono gli incontri non può essere superiore a trenta giorni. Al termine del confronto, è redatta una sintesi dei lavori e delle posizioni emerse.
  • 8 rubricato contrattazione collettiva integrativa: tempi e procedure….omissis comma 5 Qualora non si raggiunga l’accordo sulle materie di cui all’art.7, comma 4…..omissis l’ente interessato può provvedere, in via provvisoria, sulle materie oggetto del mancato accordo fino alla successiva sottoscrizione……..

E’ stata “Riaffermata la centralità della contrattazione nazionale e decentrata” sembra proprio di no anzi. Il contratto all’art.3 comma 2, ha affermato un principio che noi conosciamo bene, infatti parla di “ contemperamento” significa che gli interessi del lavoratori devono essere contemperati con quelli dell’utenza è lo stesso principio recato dalla Legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali, che consente ad un organo dello Stato di precettare differire etc.

E’ stato istituito il confronto un mero dialogo al termine del quale viene redatta una sintesi, sostituisce la concertazione, dal latino cum certare combattere insieme per raggiungere un obiettivo, riportiamo da Ral Aran 730: “La concertazione consiste in una procedura non negoziale a termine volta a favorire, ove possibile, la ricerca di una posizione condivisa sulle materie ad essa espressamente demandate, normalmente rientranti nell’autonomo esercizio dei poteri organizzativi del datore di lavoro pubblico. Nel corso della concertazione le parti adeguano i loro comportamenti ai principi di responsabilità, correttezza, buona fede e trasparenza.”

Art.8 cosa determinerà? E’ semplice quando non ci sarà accordo l’amministrazione pubblica potrà andare avanti da sola fino alla sottoscrizione di nuovo contratto integrativo, senza che il sindacato possa eccepire nulla.

Annuncio roboante: Riaffermata la centralità della contrattazione nazionale e decentrata” E’ vero? Ogni lavoratore può trarre le proprie conclusioni.

Usciremo periodicamente con degli atti che analizzeranno tutti gli istituti contrattuali, nel frattempo vogliamo rassicurare i lavoratori che la nostra O.S. continuerà con rinnovato impegno a tutelare gli interessi dei lavoratori in tutte le sedi preposte.

P.S. FIRMA E FAI FIRMARE LA PETIZIONE CONTRO IL CONTRATTO DEMENZIALE VOLUTO DA CGIL, CISL, UIL E CSA 

pet

 

cgil VS DICCAP… botta e puntuale risposta!

 IL DICCAP RISPONDE ALLA CGIL SULLA PATETICA FIRMA – PREINTESA CONTRATTUALE.

Questo il comunicato della Cgil

Questa la nostra puntuale risposta.

Alleghiamo inoltre la  tabella dei ridicoli aumenti CCNL con raffronto di quanto perso per sempre!!!

aumenti contrattuali 2016/2018

aumenti-contrattuali-2016-2018-page0

Vi invitiamo dunque a FIRMARE E FAR FIRMARE LA PETIZIONE CONTRO IL CONTRATTO DEMENZIALE VOLUTO DA CGIL, CISL, UIL E CSA . Informate tutti i dipendenti degli enti locali!

 

Gli HORROR MOVIES ritornano: Sindacati lontani dai Lavoratori, vergogna!

FIRMATA L’IPOTESI DEL CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DEL COMPARTO FUNZIONI LOCALI

IL GRANDE TOTO’ AVREBBE DETTO

E allora ditelo che è una CIOFECA!

SCRIVETE CIOFECA DI CONTRATTO!

GRANDE INSODDISFAZIONE DEL SULPL

– SOLO FUMO PER I LAVORATORI DELLA POLIZIA LOCALE – UN CONTRATTO “PONTE” COSI’ AFFERMANO I CONFEDERALI. ALLORA PERCHE’ SOTTOSCRIVERLO SE ENTRO A LUGLIO LO RIAPRONO??? CERTAMENTE PERCHE’ SIAMO IN ARRIVO DI ELEZIONI POLITICHE ED ELEZIONI DELLE RAPPRESENTANZE SINDACALI UNITARIE.
SIAMO FORTEMENTE CRITICI CONTRO CGIL, CISL, UIL E CSA PERCHE’ ANCORA UNA VOLTA HANNO GIRATO LE SPALLE ALLA CATEGORIA!

hqdefault
GLI OPERATORI DELLA POLIZIA DI PROSSIMITA’ ATTENDONO DA ANNI UN GIUSTO RICONOSCIMENTO SIA NORMATIVO CHE ECONOMICO – IN RELAZIONE ALLA LORO ATTIVITA’ DEDICATA ALLA SICUREZZA, ALLA CONVIVENZA CIVILE, AL RISCHIO PER TUTELARE I CITTADINI E IL QUIETO VIVERE NELLE COMUNITA’ – ED ECCO COSA PARTORISCONO ARAN/ANCI E I SOLITI NOTI SINDACATI A CUI CREDONO
TANTO, CERTI LAVORATORI:
– E’ PREVISTA LA SEZIONE PER LA POLIZIA LOCALE, MA SI TRATTA DI UNA ENORME BUFALA!

bufala.jpg
– VERRA’ ISTITUITA UNA COMMISSIONE PARITETICA SUI SISTEMI DI CLASSIFICAZIONE
PROFESSIONALE, SENZA INDICARE LA POLIZIA LOCALE E LA SUA SPECIFICITA’;
– FORMAZIONE: SOLO PAROLE, I FONDI DESTINATI SONO SEMPRE QUELLI PREVISTI DAL PRECEDENTE CCNL;

tenor.gif

– NELLE RELAZIONI SINDACALI HANNO INVENTATO IL “CONFRONTO” INVECE DI REINTRODURRE LA CONCERTAZIONE, UNICO MEZZO CHE POTEVAMO UTILIZZARE PER CERCARE DI FRENARE LE DECISIONI UNILATERALI DELLA P.A. CUI PRODEST TUTTO CIO’?
– DOPO 9 ANNI DI ASSENZA CONTRATTUALE – DIVERSAMENTE DAI PRIVATI CHE NE HANNO RINNOVATI TRE PER UN VALORE PARI A 250 EURO PRO CAPITE A LAVORATORE – PROPONGONO DAI 52 EURO (MINIMO) A 90,30 EURO (MAX), AL NETTO DI IRPEF E ADDIZIONALI, QUINDI, ANCORA MENO, SENZA AVERE LA CERTEZZA CHE A FINE ANNO NON VENGANO DETRATTI GLI 80 EURO DEL  BONUS FISCALE A CONGUAGLIO; INTANTO CHI SI RICORDERA’ DI QUESTO CONTRATTO, POST ELEZIONI ???
– L’OBBLIGO DI VERSARE I FONDI DEL 208, PREVIDENZA E ASSISTENZA, SUI FONDI PERSEO E SIRIO, GESTITI SEMPRE DA CGIL, CISL E UIL – PAZZESCO! QUINDI NON PIU’ UNA LIBERA SCELTA DEL LAVORATORE!
– SI RICONOSCE L’INDENNITA’ DI LAVORO ESTERNO MA SI TOGLIE IL DISAGIO, RISCHIO NON CUMULABILI; MA SOPRATTUTTO DOVE TROVERANNO LE RISORSE LE NOSTRE AMMINISTRAZIONI SE NON C’E’ LA BENCHE’ MINIMA POSSIBILITA’ DI AUMENTARE IL FONDO (DAL 2019 … FORSE)?
TOGLIENDOLI AGLI ALTRI DIPENDENTI E INNESCANDO LA SOLITA GUERRA TRA POVERI?
– NON SI PARLA DI FESTIVI INFRASETTIMANALI CHE PRENDERA’ IL POSTO DEL FESTIVO RETRIBUITO DAL TURNO CON UNA LIEVE MAGGIORAZIONE CHE DOVRA’ ESSERE RETRIBUITA DAI PRIVATI!
– PER CONFONDERE I LAVORATORI INSERISCONO LA PARTECIPAZIONE SINDACALE ALL’ ATTIVITA’ DEGLI ENTI (INFORMAZIONE-CONFRONTO-PARTECIPAZIONE-ORGANISMI PARITETICI PER L’INNOVAZIONE) CONSAPEVOLI CHE ALLA FINE DECIDERA’ SEMPRE IL DATORE DI LAVORO;
– UN CCNL BASATO SUI PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI DOVE IL SULPL AVEVA CHIESTO PER OVVIARE A MAGGIORI COSTI E A VELOCIZZARE LA RISOLUZIONE DELLE PROBLEMATICHE NEGLI ENTI LA CONCILIAZIONE OBBLIGATORIA – NEGATA!
– L’ELEMINAZIONE DEL D3 GIURIDICO CHE PER LA POLIZIA LOCALE ERA UN LIVELLO DI CARRIERA.
– PER NON PARLARE DELLA TUTELA DELLA MALATTIA GRAVE DOVE IN CASO DI TERAPIE SALVAVITA SONO RICONOSCIUTI SOLO QUATTRO MESI PER ANNO SOLARE …….., SPERIAMO CHE SIA UN AUGURIO A GUARIRE IN FRETTA, ALTRIMENTI UN LAVORATORE DOVRA’ USARE LE FERIE PER CURARSI.

GLI HORROR MOVIES NON PASSANO MAI DI MODA. COLLEGHI STA A NOI NON FINANZIARLI!

rsu_3_formato_a4-page0

IL SEGRETARIO MARIO ASSIRELLI HA DICHIARATO:

Sapevo che alla fine i nodi sarebbero venuti al pettine facendo emergere fortemente chi vuole una vera riforma/riconoscimenti per i Lavoratori della Polizia Locale e chi invece, com’è avvenuto, ha voluto ridurre e comprimere i diritti, le tutele e le prerogative di questa Categoria. Consapevole che non tutti i Lavoratori sono disponibili ad accettare in silenzio questo ennesimo affronto e sapranno valutarlo in termini di tessere e voti – basta essere spettatori della nostra vita lavorativa vogliamo esserne i protagonisti. Le dinamiche lavorative della Polizia Locale sono diversissime da tutti gli altri dipendenti del P.I. invece, siamo ancora ancorati a questo contratto privato per volere di chi ha sottoscritto questa ipotesi. Daremo battaglia in tutte le sedi e faremo trincee sulla sicurezza in tutt’Italia dove rivendicare il nostro ruolo le nostre qualifiche, la nostra professionalità, i nostri diritti e le nostre tutele.