Il SULPL in Piazza di Monte Citorio per la Riforma e la Giornata della Memoria della Polizia Locale Italiana.

Significativa la manifestazione del SULPL Nazionale di ieri in Piazza di Monte Citorio per celebrare la Giornata della Memoria al fine di onorare i caduti della Polizia Locale
e un flashmob per sollecitare la Legge di Riforma ancora in fase di stallo. Tutto si è svolto nel rispetto delle limitazioni imposte a seguito della pandemia, da qui il contingente ridotto di partecipanti. Alle nostre spalle, quel Palazzo della politica serrato, si commentava da solo. Ma le nostre emozioni (anche nel momento in cui abbiamo ricordato i Colleghi caduti per Covid e nell’adempimento del Dovere, uno per tutti, simbolo di questi morti, perchè mai giustizia è stata fatta, Nicolò Savarino) hanno fatto vibrare i cuori di chi era in quella Piazza. Significativo il passaggio in cui il Segretario Generale Mario Assirelli (senza mezzi termini, come sempre) ha sottolineato, che in questa particolare giornata il Sulpl non ha voluto la politica, poichè le passerelle pre elettorali non servono alla nostra giusta causa e che chi ostacola la nostra Riforma è una parte del Ministero degli Interni, oltre che il Partito democratico con la Cgil e a ruota Cisl e Uil, che non vogliono far rientrare la Polizia Locale in un contratto di diritto pubblico.  Il Sulpl non demorde. Un invito alla Categoria, in vista delle prossime rsu ad affidarsi a chi lotta costantemente per i Diritti dei Lavoratori della Polizia Locale.

VIDEO

ILPIACENZA

TERZOBINARIO.IT

ESTENSE.COM

AGRONLINE.IT

NEXTSTOPREGGIO

Caro Collega, da chi ti senti rappresentato?

Caro Collega, da chi ti senti rappresentato?

La Commissione Affari costituzionali ha svolto, in videoconferenza, le seguenti audizioni nell’ambito dell’esame delle proposte di Legge recanti disposizioni per il coordinamento in materia di politiche integrate per la Sicurezza e di Polizia Locale. Vi riproponiamo qui di seguito gli interventi delle singole OO.SS.

4 giugno 2020
Luigi Marucci, presidente nazionale dell’Organizzazione sindacale delle polizie locali (Ospol)

16 giugno 2020
Mario Assirelli, segretario generale del Sindacato unitario lavoratori polizia locale (Sulpl)

7 luglio 2020
CGIL/CISL/UIL

CSA


Caro Collega, te lo dobbiamo necessariamente chiedere: da chi ti senti rappresentato? Secondo te, chi tutela la Polizia Locale? E tu, chi sostieni?!
La passerella in videoconferenza è stata molto partecipata; certo che se si fosse svolta in presenza, sarebbe stata affollatissima e anche occasione per scattarsi una miriade di selfie! Abbiamo sentito fiumi di parole; parole prive di concretezza, pronunciate il più delle volte leggendo per circa 10 minuti il proprio intervento, lettura durante la quale qualcuno ha perso perfino il segno! Oppure ci si è limitati a riproporre la solita cantilena quattro stagioni.

Avrete notato che il Sulpl è l’unico che ha dimostrato ancora una volta di essere concreto, pragmatico e diretto! L’unico che da sempre ha sostenuto le medesime idee per approdare ad una seria riforma! L’unico che ha indossato la Divisa della Polizia Locale!
E allora, non vi resta che ascoltare questi interventi e decidere realmente da che parte stare. Noi vi consigliamo di schierarvi dalla parte dell’unico Sindacato di Categoria, il S.U.L.P.L!

SE CREDETE REALMENTE NEL VOSTRO LAVORO, NELLA VOSTRA DIVISA E NELLA NOSTRA RIFORMA – POLIZIA LOCALE ( MUNICIPALE E PROVINCIALE ) ITALIANA – ALLE PROSSIME RSU VOTATECI – CON UN VOTO DATE FORZA AL SINDACATO DELLA CATEGORIA CHE OPERA COSTANTEMENTE PER GLI UNICI INTERESSI DELLA VERA E UNICA POLIZIA DI PROSSIMITA’, LA POLIZIA LOCALE.

E il 12 settembre… unisciti a noi!

Niente Taser, nonostante l’escalation di violenza contro le Forze di Polizia italiane. Lo Stato non tutela le sue Divise.

In questa calda estate in cui la Polizia Locale da Nord a Sud da mesi è impegnata in prima linea a fronteggiare l’emergenza sanitaria dovuta al Covid-19, abbiamo appreso negli ultimi giorni che a questi Uomini e Donne in Divisa non verrà tributato alcun nastrino di riconoscimento

(a differenza di altre Forze di Polizia) e ancor peggio ci tocca rilevare che  questo Governo giallo-rosso stia anche facendo arenare la dotazione del taser alle Forze di Polizia, noi compresi,  come ad esempio a Ferrara dove il Comune aveva già previsto un considerevole impegno di spesa che ora dovrà dirottare su altro, ma non potrà destinarlo per dotare la PL di taser.

Pare che il Viminale non sia rimasto soddisfatto dalle risultanze della sperimentazione del taser, che invece per noi operatori di Polizia sarebbe uno strumento di autotutela che su tanti interventi potrebbe contribuire ad evitare il peggio.

I burocrati che vivono al fresco nei palazzi del potere non hanno la benchè minima idea di cosa significhi lavorare su strada dove, già normalmente i rischi sono dietro l’angolo, ma ancor di più adesso che le problematiche e i pericoli sono aumentati in modo esponenziale a seguito del lockdown. Ultimo episodio è accaduto ad Arezzo nella serata del 10 luglio dove alcuni Agenti sono addirittura stati presi a sassate. Stessa cosa è accaduta ad un Collega di Monza. Ovviamente a loro va tutta la nostra vicinanza. Soggetti, spesso di nazionalità straniera, che nel dopo lockdown hanno ripreso a  dedicarsi con maggiore intensità alle loro attività preferite: spacciare e consumare alcolici sulla pubblica via, rendendo invivibili le nostre città. Tutto ovviamente viene scaricato sulla Polizia Locale che è costretta, senza nemmeno avere accesso allo SDI, a lavorare continuamente in emergenza per garantire la Sicurezza ai propri cittadini che dovrebbero avere il sacrosanto diritto di fruire liberamente degli spazi pubblici e al tempo stesso applicare in modo spasmodico sanzioni per il mancato distanziamento e l’omesso utilizzo di mascherine. Senza contare che il più delle volte queste violazioni vengono contestate a soggetti che non hanno nulla da perdere e che non pagheranno mai, ma magari un coccio di bottiglia alla gola o una sassata te la piantano senza problemi. Il tutto accade nell’indifferenza delle Istituzioni che dovrebbero, senza se e senza ma, dotare questi servitori dello Stato di tutti gli strumenti di autotutela e che invece troppo spesso, solo per idiotologia decidono di non farlo. Ecco dunque che il loro agire è dettato solo ed esclusivamente da motivazioni politiche, per noi operatori inaccettabili e senza senso. Noi vorremmo poter garantire Sicurezza ai Cittadini e poter lavorare riducendo al minimo il rischio di non tornare a casa dalle nostre famiglie. Ma questo diventa sempre più utopico; viviamo nei giorni in cui è diventato ridondante il  leitmotiv del black lives matter. Cogliamo l’occasione per ricordare ai nostri Cittadini che tutte le FF.OO. Italiane sono dalla loro parte e sono le prime a condannare violenza e abusi di ogni tipo e verso chicchessia. Non siamo violenti, ne razzisti, semmai la violenza la subiamo. Quindi a quei cittadini zelanti che continuano a filmare in modo parziale, fermandosi solo  all’apparenza, e a denunciare con leggerezza la presunta violenza delle Forze di Polizia sui social, esponendole ad una ingiusta e gratuita gogna mediatica,  chiediamo di essere dalla nostra parte e di non fare il gioco di un Governo che di chiacchiere ne fa fin troppe, anche su questioni serie come questa della Sicurezza. In Italia non occorre fare la caccia al Floyd nostrano. L’ultimo episodio è accaduto sempre nelle ultime ore a Gallarate e Verona. Noi siamo dalla parte dei Colleghi e dei Cittadini onesti e rispettosi delle regole del vivere civile. Auspichiamo che i nostri politici passino alle vie di fatto per tutelare le Divise, accelerando sulla riforma della Polizia locale e sulla dotazione del taser.

ArezzoWeb https://www.facebook.com/Arezzoweb.it/videos/738324976914651/
Facciamoci sentire!

IL CSA DALLA PARTE DEI LAVORATORI? SU Fb FORSE!

Tutti ricorderete il 21 maggio 2018 come una data catastrofica per la Polizia Locale Italiana, la data in cui grazie ai Sindacati confederali e il CSA, i Lavoratori della PL italiana hanno indiscutibilmente perso molti dei loro Diritti: pensiamo alla libera scelta di un fondo pensionistico per i neoassunti e alla volontà negata di destinare le proprie quote ad un Fondo scelto (diverso dal Perseo-Sirio), pensiamo ai festivi infrasettimanali, solo per citare le due cose che hanno avuto ricadute inaccettabili per i Colleghi.

Da quella data in avanti cosa è accaduto? E’ accaduto che il SULPL è stato costretto ad intervenire a più riprese per tentare di riparare ai danni fatti dai suddetti sindacati (con cause per i festivi infrasettimanali e infiniti atti di diffida e messa in mora contro quelle Amministrazioni che hanno dirottato le quote del 208 sul Perseo-Sirio, fregandosene della volontà dei Lavoratori). Quegli stessi sindacati che in vista delle RSU sono soliti improvvisarsi sindacati di categoria e amano travestirsi da sirene incantatrici del web, e il CSA ha probabilmente iniziato la campagna acquisti da ieri, con la pubblicazioni di manifesti e proclami!

Grande vittoria del CSA Regioni Autonomie Locali, Dipartimento Polizia Locale, riguardo le anomalie dell’art. 56-quater fatte rilevare solo dal CSA, in ordine all’obbligo da parte dei lavoratori  di versare il TFR al Fondo Perseo.

Oggi poi leggiamo un articolo su AREZZONOTIZIE in cui apprendiamo che

Tribunale accoglie le richieste della Municipale: “Il Comune versi le somme ai fondi previdenziali scelti dagli agenti”
„Il Csa, fra la primavera 2019 e il mese di gennaio 2020, aveva indetto una serie di stati di agitazione e di scioperi in quanto l’amministrazione comunale voleva destinare un contributo previdenziale spettante agli agenti di Polizia Municipale in modo esclusivo e obbligatorio al Fondo Perseo-Sirio“

QUESTO E’ VERAMENTE CLAMOROSO! in pratica il CSA ha fatto ricorso contro se stesso!!!

Infatti il 21 maggio 2018 con Cgil-Cisl e Uil ha sottoscritto questo….

E la Sentenza del Tribunale di Arezzo gli ha dato torto su tutta la linea!

Infatti, con Sentenza n. 95/2020 pubblicata il 03/06/2020 RG n. 315/2019, il Giudice del Tribunale di Arezzo ha evidenziato che il Comune di Arezzo, corroborato nella propria opzione teorica da un parere dell’Aran e uno dell’Anci (le cui analisi ricostruttive si risolvono, anche a detta del Giudice, in mere asserzioni di parte, essendo le figure soggettive che le hanno rese, enti esponenziali della parte datoriale), non versando le somme nei fondi precedentemente optati dai lavoratori, ha assunto un comportamento illegittimo e lesivo dei diritti dei lavoratori.

            Il ricorso dei Colleghi di Arezzo è stato dunque ritenuto fondato e accolto. La sentenza evidenzia come non si possa prescindere dalla volontà del lavoratore che intenda conservare l’adesione a forme di previdenza complementare, già scelte in precedenza e diverse rispetto a Perseo-Sirio.

            Addirittura viene evidenziato come non tenerne conto sia ingiustamente pregiudizievole, poiché non avrebbe alcun senso il mantenimento di una quota parte dei propri contributi in un fondo che poi non venga più alimentato attraverso periodici accantonamenti, considerato che è l’effetto dell’accumulo che porta per il lavoratore i maggiori benefici.

Come sancito dalla suddetta Sentenza è dunque nel diritto di ciascun lavoratore non soltanto conservare il fondo previdenziale esistente, ma anche che le somme spettanti continuino ad essere versate nel fondo già scelto. Si evidenzia altresì come il Giudice abbia imposto al Comune di Arezzo anche la restituzione delle somme già versate.

La vittoria è stata dunque dei Lavoratori, non certo del CSA, che probabilmente si è fatto promotore per tentare di riparare al danno arrecato, ma avrebbe fatto bene a farlo in sordina!

E anche questa volta, con rammarico (perchè ad essere danneggiati ingiustamente sono i Lavoratori), dobbiamo dire che lo avevamo detto! La castroneria sottoscritta era fin troppo evidente.

Comunque il Giudice del Tribunale di Arezzo ha emesso una sentenza che ha reso giustizia alla Polizia Locale Italiana.

I nostri Dirigenti hanno già ricevuto mandato dalla Segreteria Nazionale SULPL su come procedere per far restituire ai Colleghi della Polizia Locale il maltolto.

MEDITATE GENTE, MEDITATE…



La Polizia Locale è stata data ancora una volta in pasto alla gogna mediatica.

Da giorni su Facebook continuiamo a leggere insulti contro la Polizia Locale di Bologna in merito alla vicenda della sanzione all’ ex consigliere Favia, ripresa ed amplificata dal critico d’arte Sgarbi (pensate un pò!). Il SULPL non può non intervenire.

Il momento difficile nel quale stiamo vivendo sta sottoponendo tutti, forze di polizia e cittadini, a fortissime tensioni che rendono sempre più difficile la situazione in cui i primi devono operare; la produzione vorticosa di DPCM ed ordinanze regionali e comunali, unito alle continue liti tra Governo ed Enti Locali, ha fatto sì che si siano dovute interpretare norme spesso poco chiare e contrastanti e questo in un Paese che, anche in fase di normale produzione normativa, la stessa spesso non riesce ad essere chiara ed esaustiva.

In questo la Polizia Locale, insieme alle altre Forze di Polizia, ha dovuto, deve e dovrà barcamenarsi tra due esigenze: quella di preservare il più possibile la salute e la vita delle persone (permettendo anche una rapida ripresa delle attività lavorative ed economiche) sanzionando i comportamenti che ledono tale diritto e quella di agire ”cum grano salis”.

Degli oltre 12 milioni di controlli effettuati in Italia, solo una infima percentuale è finita sui media locali o nazionali per presunti ”eccessi di zelo” o per veri e propri errori commessi dalle FFPP, siano esse locali o statali; il nostro sistema prevede, proprio per cercare di limitare tali errori, di appellarsi ad autorità di grado superiore che devono ”controllare i controllori”, decidendo chi ha ragione e chi no.

Nell’esprimere il massimo sostegno ai colleghi coinvolti nella tempesta mediatica e con l’intima certezza del loro corretto operare, non intendiamo entrare nel merito della sanzione perchè abbiamo rispetto (noi sì) delle regole e delle procedure di un ordinamento democratico, che prevede garanzie e tutele per chi ritiene di non essere in torto.

Ma proprio per questo duole constatare che alcuni politici o ex politici, rifiutandosi di far valere le proprie (presunte) ragioni presso gli organi competenti, scelgano la gogna mediatica per attaccare gli agenti (in questo caso di Polizia Locale) che di sicuro non hanno la presunzione dell’ infallibilità, ma che ritengono di operare sempre ”secondo scienza e coscienza” e che pretendono il rispetto istituzionale. Inutile quindi l’appello di Favia, sempre a mezzo Fb, al Presidente Bonaccini per richiedere l’annullamento della sanzione.

Per quanto riguarda il suo amico Sgarbi, preferiamo stendere un velo pietoso.

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Nel suo video abbiamo assistito ad uno spettacolo indecente: 10 minuti di insulti ad un Categoria di Lavoratori che in questa emergenza si è prodigata a 360°, e che ora a causa di una politica incapace, si è trasformata da eroe in carnefice. Insulti del tipo

《Andate a cagare cari poliziotti inutili》
《Studiate Agenti del nulla》
《È un’azione illegale fatta da persone travestite con una Divisa che non meritano e che non li rappresenta》

Davvero uno spettacolo indegno! Ci riserviamo comunque eventuali azioni legali a difesa dell’immagine e del decoro della Polizia Locale diffamata a mezzo Facebook. Esprimiamo la nostra solidarietà anche a tutte le Categorie di Lavoratori che ancora sono in attesa degli aiuti economici del Governo. In questa situazione assurda non è giusto far diventare la Polizia Locale il capro espiatorio.

Il Segretario Regionale Agg. SULPL E/R Miriam Palumbo

ANCI NON E’ CON LA POLIZIA LOCALE.

Sbagliare è umano, ma perseverare è diabolico, ed Anci lo è, senza se e senza ma.
Di errori ne ha commessi; più e più volte ha commesso errori madornali, non ultimo la sottoscrizione dell’accordo Anci-Viminale. Pur essendosi professato a più riprese “amico” della Categoria, il Presidente dell’Anci Antonio Decaro ha dimostrato di esserlo a parole ma non nei fatti. In quell’occasione Anci e i suoi burocrati hanno dimostrato tutta la loro ignoranza: prendersi la briga di sottoscrivere accordi risibili invece di prodigarsi per far legiferare la riforma della Polizia Locale è solo una vergogna!
Ancora, quando in marzo 2020 una nostra delegazione ha incontrato il Presidente Decaro, lo stesso si è impegnato (a parole!) sull’ accelerazione di un interesse da parte di Anci a voler portare avanti le tematiche inserite nell’ultimo decreto sulla Polizia Locale fatto dal Presidente del Consiglio Conte, come legge delega, (che come è noto, si concluderà entro un anno dalla sua emanazione). Oltre a ribadire la sua vicinanza alle tante problematiche della Polizia Locale, si è impegnato nell’immediatezza, considerata anche l’emergenza in atto, ad attivare il Sindaco di Napoli, Dott. De Magistris, a seguire direttamente, tutte le problematiche della Polizia Locale…
Oggi pomeriggio tantissimi Colleghi hanno letteralmente invaso la nostra pagina Fb SULPL Nazionale di segnalazioni e commenti con riferimento ad un video pubblicato da Anci; un video che ostenta il grande ed innegabile contributo delle FF.OO. ad ordinamento statale, ma che ignora totalmente l’altrettanto insostituibile contributo della Polizia Locale Italiana nel fronteggiare la pandemia in corso. L’ennesimo schiaffo alla Categoria, oltre che ai suoi morti di Covid19 e ai numerosissimi contagiati sul campo. Anci dovrebbe valorizzare questa bistrattata Polizia Locale, non gettarla nell’oblio. Ma evidentemente, se a destra facciamo ridere, la sinistra nemmeno ci tiene in nota!
Nel post a commento del video leggiamo:

𝗟𝗘 𝗧𝗥𝗘 𝗙𝗢𝗥𝗭𝗘 𝗗𝗜 𝗣𝗢𝗟𝗜𝗭𝗜𝗔 𝗜𝗡 𝗖𝗔𝗠𝗣𝗢 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗥𝗢 𝗜𝗟 𝗖𝗢𝗩𝗜𝗗𝟭𝟵
Accanto a Comuni e cittadini, il grande lavoro – in questa emergenza – della Polizia di Stato, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza.
Dalla consegna delle pensioni agli anziani, ai medicinali e dispositivi di protezione ai Comuni. Fino al grande sostegno al sistema sanitario civile grazie agli ufficiali medici.
Le prossime puntate dei nostri video saranno dedicate ai corpi della Polizia Locale, ai Vigili del Fuoco e al mondo del volontariato e del Terzo Settore.

Ovviamente ne abbiamo subito condiviso il contenuto e commentato:

ANCI NON È CON LA POLIZIA LOCALE.
ANCI per l’ennesima volta ignora la #PoliziaLocale Italiana che al pari delle FF.OO. ostentate nel video sta effettuando, incessantemente e senza risparmiarsi, attività di controllo territoriale per il rispetto delle norme anti #CoronaVirus. QUESTO È L’ENNESIMO SCHIAFFO ALLA CATEGORIA e, si badi bene, non è vittimismo, ma la semplice registrazione dei fatti.
N.B. ALLE ORE 18 CIRCA IL VIDEO E’ STATO RIMOSSO!
questo era il link…

Ecco, la Categoria si sarebbe aspettata che Anci avesse titolato “𝗟𝗘 QUATTRO 𝗙𝗢𝗥𝗭𝗘 𝗗𝗜 𝗣𝗢𝗟𝗜𝗭𝗜𝗔 𝗜𝗡 𝗖𝗔𝗠𝗣𝗢 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗥𝗢 𝗜𝗟 𝗖𝗢𝗩𝗜𝗗𝟭𝟵”!
E’ evidente che non può trattarsi di una svista, ma di un gesto voluto e ben ponderato! Anche la Regione Emilia-Romagna aveva commesso lo stesso errore, che la Categoria non ha mai perdonato.

Alle 18 circa il video è stato rimosso!!!

se infatti cliccate sul link https://www.facebook.com/112140678806442/posts/3084665634887250

http://www.anci.it/limpegno-delle-forze-di-polizia-nei-comuni-e-sul-territorio-contro-la-diffusione-del-covid19/

vi apparirà questa immagine!

ANCI

CHE FIGURA…!

fede

La Segreteria Generale SULPL

COMPLIMENTI CAPITANO!

All’ On. Matteo SALVINI

Si, complimenti per aver detto quello che pensa realmente! Ma possibile che lo pensi realmente? O anche su di lei evidentemente i poteri forti hanno fatto un ottimo lavoro? Grave che non sappia che in questi mesi lavoriamo in Ordine Pubblico, quindi sotto le Prefetture, al pari di Polizia e Carabinieri.
Dietro quei selfie con le nostre polo, abbiamo scoperto che c’era il nulla o forse solo opportunismo politico-elettorale. O meglio, inizialmente le sue intenzioni sembravano le migliori sulla piazza del nulla politico e le sue idee con il nostro impegno costante e a tutti i livelli ad apportare i giusti correttivi, potevano diventare buone idee (certo un sindacato di Categoria non può sentirsi vicino a quei politici che ci vorrebbero disarmati e che urlano al dramma della percezione di insicurezza ogni volta che un sindaco annuncia di voler armare la Polizia Locale o a quelli che pure essendo attualmente al Governo lasciano dormire in un cassetto la nostra Legge di Riforma).
Ma ieri sera a “Non è l’arena” con quelle parole inopportune ed errate, proferite una dietro l’altra, ha proprio fatto un scivolone. Prova ne è che anche il Sindacato a lei legato da accordi (UGL) lo ha criticato aspramente. La Polizia Locale Italiana, perché è così che si chiama, è stata offesa nel profondo; parole che sono di per se ingiuste, ma ancor di più in questo frangente in cui probabilmente il controllo del territorio e i presidi delle zone rosse sono stati garantiti così a lungo, proprio grazie a quella Polizia Locale che fa i posti fissi, con cambi sul posto, no stop, e che ha perso anche dei Colleghi sul campo a causa del Covid, anche a causa del fatto che l’incapacità della politica tutta, non ha saputo garantire a sanitari e Forze di Polizia i DPI necessari a proteggersi. Queste due categorie di lavoratori sono ben consapevoli di non essere affatto composte da eroi, ma di essere carne da macello. A maggior ragione le sue parole hanno inferto un duro colpo, e se anche mai arrivassero le sue scuse, non basterebbero a risanare quanto causato.
Certo della Lega salviamo tutti quei Sindaci, Governatori e Onorevoli che difendono a spada tratta e nel modo giusto la Polizia Locale, dandole i giusti riconoscimenti e strumenti di autotutela.
E non si dica che abbiamo frainteso. Abbiamo capito benissimo, le sue parole non lasciavano spazio ad un minimo margine di interpretazione.
Sempre e comunque pronti a chiarire quali sono il ruolo e i compiti della Polizia Locale, a dispetto di quanto sostengono quei saccenti tecnici/burocrati che occupano poltrone al Ministero.

Distinti saluti

Mario Assirelli e Miriam Palumbo

Sindacato Unitario Lavoratori Polizia Locale
banner sulpl

Dal SULPL un messaggio per i Cittadini e un ringraziamento al personale sanitario e ai Lavoratori coraggiosi.

E’ trascorso esattamente un mese da quel 21 febbraio, quando l’Italia si è trovata catapultata nell’incubo di questo nemico silente, denominato Covid-19. L’Italia sta pagando un prezzo altissimo in termini di contagiati e di Vite umane. Siamo circondati da una primavera meravigliosa, ma il nostro animo percepisce l’ambiente esterno come distonante, non certamente in linea con il nostro umore. Sentiamo da più parti dire che non è il tempo di fare polemiche e di essere uniti e accondiscendenti verso le decisioni del Governo. Da un lato è condivisibile, ma dall’altro è anche giusto concedere a chi opera sul campo il diritto di espressione e perché no anche di critica, o quantomeno di disappunto.
Ci raccontano che il sistema Italia di gestione dell’emergenza Coronavirus è il migliore in assoluto, lo conferma con grandi annunci anche l’Europa. Dobbiamo crederci fino in fondo? La realtà ci racconta altro: siamo il Paese con il più alto tasso di mortalità e di contagi (questo sulla base dei casi conclamati; non osiamo immaginare sulla miriade di casi di Covid-19 asintomatici o non diagnosticati); siamo il Paese in cui anche la migliore Sanità non ha retto all’onda d’urto del Covid-19, con ospedali al collasso; dopo la Cina, siamo il Paese con maggiori restrizioni sulla libertà. Ci verrebbe da osservare che questo è uno dei peggiori sistemi, considerati i dati.
Ora, deve essere chiaro a tutti che in un’emergenza simile, le regole e i divieti imposti devono essere rispettati senza se e senza ma, non c’è altra via d’uscita.

Tuttavia, è anche vero che questo è il Paese che vuole far credere che gli untori sono i runner, per distogliere l’attenzione dal fatto che non si è riusciti in alcun modo a contenere i contagi nonostante la zona rossa, probabilmente per l’assenza di tamponi che non ha permesso di individuare tutti gli asintomatici e contagiati, per il sistema sanitario che sta pagando in termini di vite umane il prezzo di anni e anni di tagli alla Sanità, voluti dalla politica (che hanno comportato mancanza di assunzioni e specializzazioni, chiusura di ospedali all’avanguardia con conseguente e drastica riduzione di posti letto e in terapia intensiva), uniti a quelli fatti alla Sicurezza e l’assenza totale dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI), soprattutto per i Lavoratori che operano in prima linea.
Ecco, un ringraziamento vorremmo farlo proprio ai medici e agli infermieri che sono i veri angeli ed eroi del nostro tempo. Possiamo solo immaginare quello che stanno vivendo, da un mese ormai, in trincea. Spesso si tende a trascurare l’aspetto emotivo dei Lavoratori in generale e di costoro in particolare. Leggiamo di persone allettate ed intubate che non riuscendo a parlare provano a chiedere su un pezzo di carta al personale sanitario “vivrò? Ci vediamo domani?”, persone alle quali questa tremenda malattia ha negato anche il diritto di uno sguardo amorevole o di una carezza di un proprio familiare nel tragico momento del trapasso. E’ di conforto sapere che i nostri medici ed infermieri hanno grande umanità. Eppure leggiamo di circolari che vorrebbero vietare loro di denunciare le carenze del sistema sanitario. Mai sia che qualcuno provasse ad imbavagliarli.
Un buon sistema dovrebbe individuare e isolare tutti coloro che in modo manifesto o meno hanno contratto il virus, e questo lo si può fare solo con tamponi di massa, o quasi; un buon sistema dovrebbe non far mai mancare i DPI, ne ai cittadini, ne tantomeno ai Lavoratori: in primo luogo a coloro che lavorano negli ospedali, alle Forze di Polizia; pensiamo anche a quelle categorie di Lavoratori di cui si parla poco o niente: agli operai che lavorano ancora in fabbrica, alle commesse, alle cassiere, a chi produce “il pane quotidiano”, a tutte quelle categorie dimenticate e il cui operato si da per scontato e che invece sono proprio quelle che fanno andare avanti l’Italia garantendo l’approvvigionamento di cibo e risorse di primaria necessità, che altrimenti verrebbero a mancare, agli addetti alle pulizie e sanificazione, fondamentali ora più che mai, etc. etc.

Eppure, assurdo ma vero, anche in una situazione emergenziale come questa, la Protezione Civile, come abbiamo denunciato in settimana, oltre che in Lombardia, anche a Piacenza ha consegnato alla Polizia Locale di Piacenza e provincia delle “mascherine”, impropriamente dette, che tutto possono fare tranne che proteggere dal contagio. “Mascherine” che tra l’altro, in barba a tutta la normativa vigente in materia di sicurezza, hanno trovato il benestare nell’ultimo Decreto Legge, il n.18 del 17 marzo 2020 art.16 c.2 dove leggiamo testualmente che “gli individui presenti sull’intero territorio nazionale sono autorizzati all’utilizzo di mascherine filtranti prive del marchio CE e prodotte in deroga alle vigenti norme sull’immissione in commercio”.

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A completare questo lavoro “ben fatto”, probabilmente da chi tentennando non ha ancora ben compreso la gravità dell’emergenza, è intervenuto il giorno successivo il Ministero della Salute con una circolare integrativa nella quale precisa che “Il rischio di contagio per gli operatori di Polizia Locale… può essere assimilato a quello della popolazione in generale”, motivo per cui, banalmente prescrive l’obbligo di mantenere la distanza di un metro e se necessario l’uso di una semplice mascherina chirurgica.

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Tutto questo perché? per incompetenza o per distogliere l’attenzione dall’importanza vitale dell’uso della mascherina, dal momento che Regioni e Stato non sono in grado di reperirle? E’ assurdo pensare che anche in piena emergenza la Pubblica Amministrazione debba sottostare alle gare d’appalto pubbliche con la Consip, e intanto chi lavora negli ospedali si infetta e muore, come tutti coloro che come noi lavorano su strada e possono contagiarsi o contagiare, senza alcuna protezione. Ne deriva che gli unici privilegiati, e di questo devono averne consapevolezza, sono tutti quei Lavoratori ai quali è consentito il “lavoro agile”, cioè da casa.
Il sistema Italia dovrebbe anche far si che l’Istituto Superiore della Sanità (ISS) quando enuncia quelli che per il Paese e i Cittadini sono veri e propri dogmi, lo facesse con molta attenzione all’uso delle parole, poiché le parole hanno un peso: sentire ogni giorno sottolineare il fatto che a morire di Coronavirus è principalmente la popolazione anziana è un messaggio doppiamente negativo, poiché può indurre i giovani a trasgredire, inducendoli a pensare che “tanto a morire sono gli anziani”, ed è uno schiaffo alla sensibilità dei familiari che hanno perso un loro caro e verso coloro che sono morti. A qualunque età la Vita è degna di essere vissuta. Secondo messaggio fuorviante è continuare giornalmente a sottolineare, quasi con sufficienza, che questi anziani avevano già patologie pregresse. I dati dimostrano che di Coronavirus si muore. Forse certe statistiche andrebbero fatte alla fine dell’incubo, non in corso d’opera. Lo stesso messaggio serale e quotidiano del Commissario all’Emergenza della Regione Emilia-Romagna Venturi è ripetitivo e avvilente, fossilizzato sulle “corsette” degli sportivi e privo di speranza e soluzioni concrete. La Regione E-R, anche da noi più volte interpellata, continua a non dare risposte.
A gettarci nello sconforto sono anche notizie come quelle provenienti dalla Campania, dove il Tar campano ha enunciato una sentenza che in sostanza grazia i furbetti: un cittadino era destinatario di un atto di diffida e quarantena che gli proibiva di uscire di casa per 14 giorni. Fatto sta che il Tar accoglie questo ricorso e sospende la messa in quarantena, vanificando l’operato delle Forze di Polizia che in queste settimane tentano in tutti i modi di far rispettare le regole, e mettendo a rischio la popolazione da un potenziale infetto. Lo abbiamo appreso dai quotidiani, speriamo vivamente che le cose non siano andate così.
In questa fase i Cittadini e i Lavoratori vorrebbero ricevere dalle Istituzioni rassicurazioni reali, vorrebbero iniziare a vedere i buoni frutti del tanto decantato buon sistema italiano di gestione del Coronavirus, che dovrebbe tradursi in una drastica riduzione di decessi e contagi e perché no, in un graduale ritorno alla normalità. Ma ad oggi, tutto questo sembra essere di la da venire.
Certo uno spiraglio di speranza lo abbiamo ricevuto proprio oggi dall’annuncio dell’Ausl di Piacenza dell’istituzione di una squadra di pronto intervento, la cui missione sarà anticipare le cure al domicilio del paziente per fermare il virus già dal suo manifestarsi. A loro va il nostro in bocca al lupo e ancora una volta i nostri ringraziamenti.
Ai nostri Cittadini affidiamo un compito, gravoso ma vitale: restate a casa e rispettate le regole e i protocolli della Sicurezza. Darete una mano a noi che operiamo su strada e insieme riusciremo a sconfiggere questo nemico invisibile. Il nostro pensiero va ovviamente a tutti coloro che stano soffrendo negli ospedali e ai loro cari, con l’augurio di una prontissima guarigione. Passata questa pandemia, probabilmente, nessuno di noi sarà più quello di un tempo, forse ci riscopriremo tutti migliori e più sensibili.

Un abbraccio, Miriam

Qualcuno vuol far ricadere il fallimento dello Stato e del sistema Sicurezza su Sindaci e Polizia Locale.

Che fine ha fatto il Sap che diffondeva volantini con su scritto “C’è più sicurezza insieme. L’unificazione è una necessità》? Evidentemente è solo un lontano ricordo… ad oggi anche il Sap sembra essere diventato campanilista.

Abbiamo letto la nota inviata dal Segretario Provinciale SAP al Sindaco di Udine; più che una nota suona come un sollecito ad applicare l’accordo quadro siglato pochi giorni fa dal Ministro Lamorgese e il Presidente Anci Decaro.

In sostanza, facendo leva sull’accordo quadro, e trincerandosi dietro la carenza di organico e al mancato turnover, il Segretario fa chiaramente intendere che la Polizia vuole essere esonerata dal rilievo degli incidenti stradali! Parrebbe che, udite bene cari cittadini udinesi, a causa degli sporadici incidenti notturni la Polizia sia quasi del tutto impossibilitata ad effettuare il controllo del territorio e a contrastare la criminalità. In tutta Italia, per fortuna, i numeri degli incidenti notturni, sono molto ridotti, rispetto alla media giornaliera e statistiche alla mano è la Polizia Locale Italiana a rilevarli nella quasi totalità dei casi. Senza dimenticare che anche la Polizia Locale è in carenza cronica di organico e risente del mancato turnover; nonostante tutto, rileva la maggior parte dei sinistri, si occupa di polizia stradale, polizia giudiziaria, falsi documentali, sicurezza a 360°, edilizia, ambiente, violenza su donne e minori e chi più ne ha più ne metta!

È doveroso rendere edotti i Cittadini circa la “favola” sbandierata nell’accordo quadro tra Viminale e Anci, sottoscritto dal Ministro Lamorgese e dal Presidente dell’Anci Decaro ad inizio mese; questo Sindacato di Categoria ritiene infatti che i cittadini, che quotidianamente vivono il dramma del sistema sicurezza, che in alcune città sta implodendo, sappiano. E Udine, per quanto riportato dalla cronaca locale è una di queste.

Questo accordo quadro, molto criticato e discusso, “assegna alle Polizie municipali un ruolo preminente nell’espletamento dei servizi di polizia stradale sulla viabilità urbana, comprensivo della rilevazione degli incidenti stradali, e prevede l’attuazione di progetti specifici rivolti al miglioramento dei servizi di controllo sulla viabilità nelle aree di maggiori rischio. Nell’immediato, tale coinvolgimento riguarderà le polizie locali delle 14 città metropolitane e dei capoluoghi di provincia in grado di organizzare servizi di polizia stradale nell’intero arco delle ventiquattro ore.”

NELLA SOSTANZA, L’ACCORDO QUADRO PREVEDE QUANTO ACCADE GIÀ!

In quanto a Sicurezza siamo il Paese dei grandi proclami, della propaganda e dei facili accordi, che in concreto sono solo fumo negli occhi per gli ignari cittadini, e che nella sostanza nulla aggiungono alla finalità ultima, che dovrebbe essere quella di garantirgli maggiore sicurezza. La Polizia Locale 365 giorni all’anno rileva incidenti stradali e svolge costantemente attività di polizia stradale; nei capoluoghi di provincia già espleta il quarto turno, basta avere a disposizione personale in numero tale da rispettare gli standard minimi regionali e risorse economiche. Da sempre la Polizia Locale italiana nel quotidiano fa opera di prevenzione sulle strada con la finalità di ridurre i rischi e quindi salvare vite umane (appunto con costanti controlli di polizia stradale e perchè no, anche con l’educazione stradale). Occorrerebbe invece chiedersi,  cosa ha fatto questo ministro in concreto per il sistema sicurezza, oltre a sottoscrivere questo accordo quadro ridicolo con il presidente Anci? In concreto avrebbe potuto incidere con l’ergastolo della patente, col favorire la riforma della Polizia Locale, col favorire le assunzioni in Polizia Locale, contribuire alla realizzazione di servizi straordinari implementando le risorse economiche dei Comuni, fornire adeguati mezzi e strumenti anche alle Polizie Locali dei piccoli Comuni, consentire alla Polizia Locale di accedere allo SDI. Politici (buona parte) e burocrati (quasi tutti) quando si incontrano sanno fare solo propaganda, ma quella contenuta nell’accordo quadro è oggettivamente scadente e ingannevole. Uno specchietto per le allodole, insomma. Il Ministro Lamorgese dovrebbe spingere per l’equiparazione della Polizia Locale alle FF.OO. ad ordinamento statale sul piano delle tutele previdenziali ed economiche, favorendo e non osteggiando il rientro della PL in un contratto pubblicistico, se davvero avesse a cuore il problema sicurezza, poichè di questo si tratta, di un reale problema!

Sembra proprio che qualcuno voglia far ricadere il fallimento dello Stato e del sistema Sicurezza sui Sindaci e sulla Polizia Locale.

La Segreteria Nazionale SULPL

Taser alla PL: Palma è perplesso!

È di oggi la notizia che…

Mauro Palma, Presidente del Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale, già fondatore e presidente di Antigone… Noi non abbiamo la memoria corta, ricordiamo benissimo che nel 2018, già solo dinanzi alla ventilata ipotesi che grazie al Decreto Sicurezza del Min. Salvini anche la Polizia Locale potesse essere dotata di Taser in via sperimentale, proprio l’Associazione Antigone si era presa la briga di scrivere ai Sindaci italiani scongiurando la possibilità che anche agenti della polizia locale potessero avere in dotazione quest’arma, a loro dire, potenzialmente letale.
Oggi apprendiamo che l’ex presidente di Antigone è perplesso e preoccupato per i percorsi indipendenti che potrebbero intraprendere gli Agenti municipali circa l’utilizzo del Taser. “Un fai da te” della Polizia Locale, dice, che potrebbe “dar luogo ad un uso improprio del taser”.
Al Presidente Palma consigliamo, per evitare figuracce e risparmiarci inutili e sgradevoli letture, di occuparsi dei suoi detenuti e dei loro diritti, poichè dei Diritti e degli strumenti di difesa degli Agenti di Polizia Locale ce ne occupiamo noi.
Non siamo minimamente interessati al pensiero dei troppi improvvisati opinionisti della Polizia Locale (ci riferiamo ad esempio anche agli Avvocati penalisti di Novara, ad esponenti di LeU, del PD, dell’ONU, di Amnesty International, etc.) che non hanno perso occasione per sentenziare. Ribadiamo che la Polizia Locale non è seconda a nessuno e ha il sacrosanto diritto di essere equiparata alle FF.OO. e di potersi difendere come loro.

La Segreteria Nazionale SULPL.