Qualcuno vuol far ricadere il fallimento dello Stato e del sistema Sicurezza su Sindaci e Polizia Locale.

Che fine ha fatto il Sap che diffondeva volantini con su scritto “C’è più sicurezza insieme. L’unificazione è una necessità》? Evidentemente è solo un lontano ricordo… ad oggi anche il Sap sembra essere diventato campanilista.

Abbiamo letto la nota inviata dal Segretario Provinciale SAP al Sindaco di Udine; più che una nota suona come un sollecito ad applicare l’accordo quadro siglato pochi giorni fa dal Ministro Lamorgese e il Presidente Anci Decaro.

In sostanza, facendo leva sull’accordo quadro, e trincerandosi dietro la carenza di organico e al mancato turnover, il Segretario fa chiaramente intendere che la Polizia vuole essere esonerata dal rilievo degli incidenti stradali! Parrebbe che, udite bene cari cittadini udinesi, a causa degli sporadici incidenti notturni la Polizia sia quasi del tutto impossibilitata ad effettuare il controllo del territorio e a contrastare la criminalità. In tutta Italia, per fortuna, i numeri degli incidenti notturni, sono molto ridotti, rispetto alla media giornaliera e statistiche alla mano è la Polizia Locale Italiana a rilevarli nella quasi totalità dei casi. Senza dimenticare che anche la Polizia Locale è in carenza cronica di organico e risente del mancato turnover; nonostante tutto, rileva la maggior parte dei sinistri, si occupa di polizia stradale, polizia giudiziaria, falsi documentali, sicurezza a 360°, edilizia, ambiente, violenza su donne e minori e chi più ne ha più ne metta!

È doveroso rendere edotti i Cittadini circa la “favola” sbandierata nell’accordo quadro tra Viminale e Anci, sottoscritto dal Ministro Lamorgese e dal Presidente dell’Anci Decaro ad inizio mese; questo Sindacato di Categoria ritiene infatti che i cittadini, che quotidianamente vivono il dramma del sistema sicurezza, che in alcune città sta implodendo, sappiano. E Udine, per quanto riportato dalla cronaca locale è una di queste.

Questo accordo quadro, molto criticato e discusso, “assegna alle Polizie municipali un ruolo preminente nell’espletamento dei servizi di polizia stradale sulla viabilità urbana, comprensivo della rilevazione degli incidenti stradali, e prevede l’attuazione di progetti specifici rivolti al miglioramento dei servizi di controllo sulla viabilità nelle aree di maggiori rischio. Nell’immediato, tale coinvolgimento riguarderà le polizie locali delle 14 città metropolitane e dei capoluoghi di provincia in grado di organizzare servizi di polizia stradale nell’intero arco delle ventiquattro ore.”

NELLA SOSTANZA, L’ACCORDO QUADRO PREVEDE QUANTO ACCADE GIÀ!

In quanto a Sicurezza siamo il Paese dei grandi proclami, della propaganda e dei facili accordi, che in concreto sono solo fumo negli occhi per gli ignari cittadini, e che nella sostanza nulla aggiungono alla finalità ultima, che dovrebbe essere quella di garantirgli maggiore sicurezza. La Polizia Locale 365 giorni all’anno rileva incidenti stradali e svolge costantemente attività di polizia stradale; nei capoluoghi di provincia già espleta il quarto turno, basta avere a disposizione personale in numero tale da rispettare gli standard minimi regionali e risorse economiche. Da sempre la Polizia Locale italiana nel quotidiano fa opera di prevenzione sulle strada con la finalità di ridurre i rischi e quindi salvare vite umane (appunto con costanti controlli di polizia stradale e perchè no, anche con l’educazione stradale). Occorrerebbe invece chiedersi,  cosa ha fatto questo ministro in concreto per il sistema sicurezza, oltre a sottoscrivere questo accordo quadro ridicolo con il presidente Anci? In concreto avrebbe potuto incidere con l’ergastolo della patente, col favorire la riforma della Polizia Locale, col favorire le assunzioni in Polizia Locale, contribuire alla realizzazione di servizi straordinari implementando le risorse economiche dei Comuni, fornire adeguati mezzi e strumenti anche alle Polizie Locali dei piccoli Comuni, consentire alla Polizia Locale di accedere allo SDI. Politici (buona parte) e burocrati (quasi tutti) quando si incontrano sanno fare solo propaganda, ma quella contenuta nell’accordo quadro è oggettivamente scadente e ingannevole. Uno specchietto per le allodole, insomma. Il Ministro Lamorgese dovrebbe spingere per l’equiparazione della Polizia Locale alle FF.OO. ad ordinamento statale sul piano delle tutele previdenziali ed economiche, favorendo e non osteggiando il rientro della PL in un contratto pubblicistico, se davvero avesse a cuore il problema sicurezza, poichè di questo si tratta, di un reale problema!

Sembra proprio che qualcuno voglia far ricadere il fallimento dello Stato e del sistema Sicurezza sui Sindaci e sulla Polizia Locale.

La Segreteria Nazionale SULPL

Taser alla PL: Palma è perplesso!

È di oggi la notizia che…

Mauro Palma, Presidente del Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale, già fondatore e presidente di Antigone… Noi non abbiamo la memoria corta, ricordiamo benissimo che nel 2018, già solo dinanzi alla ventilata ipotesi che grazie al Decreto Sicurezza del Min. Salvini anche la Polizia Locale potesse essere dotata di Taser in via sperimentale, proprio l’Associazione Antigone si era presa la briga di scrivere ai Sindaci italiani scongiurando la possibilità che anche agenti della polizia locale potessero avere in dotazione quest’arma, a loro dire, potenzialmente letale.
Oggi apprendiamo che l’ex presidente di Antigone è perplesso e preoccupato per i percorsi indipendenti che potrebbero intraprendere gli Agenti municipali circa l’utilizzo del Taser. “Un fai da te” della Polizia Locale, dice, che potrebbe “dar luogo ad un uso improprio del taser”.
Al Presidente Palma consigliamo, per evitare figuracce e risparmiarci inutili e sgradevoli letture, di occuparsi dei suoi detenuti e dei loro diritti, poichè dei Diritti e degli strumenti di difesa degli Agenti di Polizia Locale ce ne occupiamo noi.
Non siamo minimamente interessati al pensiero dei troppi improvvisati opinionisti della Polizia Locale (ci riferiamo ad esempio anche agli Avvocati penalisti di Novara, ad esponenti di LeU, del PD, dell’ONU, di Amnesty International, etc.) che non hanno perso occasione per sentenziare. Ribadiamo che la Polizia Locale non è seconda a nessuno e ha il sacrosanto diritto di essere equiparata alle FF.OO. e di potersi difendere come loro.

La Segreteria Nazionale SULPL.

24° Convegno Nazionale SULPL

Si è conclusa sabato 11 gennaio 2020 presso l’Hotel Mediterraneo di Riccione, la 24esima edizione del Convegno Nazionale SULPL “Noi Siamo La Polizia Locale”. Sono stati circa 3 mila i Colleghi provenienti da tutta Italia che hanno preso parte all’evento. Alla Polizia Locale è stata garantita alta formazione come sempre, con l’introduzione di due nuove sessioni riguardanti il Codice Rosso per dire STOP alla violenza sulle Donne e sui minori,

📧 stopviolenza@sulpl.it
NOI SIAMO AL TUO FIANCO…

e la sessione in collaborazione con il Cerchio Blu per parlare di suicidi tra le FF.OO., prima causa di morte tra gli operatori.

INTRODUZIONE SESSIONE SUICIDI TRA LE FF.OO.

VIDEO

da Il Piacenza

Un tributo a tutti i Colleghi in Divisa che non sono più tra noi. Un omaggio commosso ai nostri Dirigenti Sindacali Sulpl che hanno rinunciato a vivere, troppi purtroppo…

Durante la sessione dedicata alla politica regionale, dobbiamo dare atto che l’unico candidato alla presidenza della Regione Emilia-Romagna che ha accettato con entusiasmo il nostro invito per parlare di Sicurezza e Polizia Locale in Regione è stato Simone Benini (M5S). Ha ritenuto di partecipare per dovere istituzionale ed ha riconosciuto che la polizia locale rappresenta un presidio di sicurezza importantissimo per i territori e non è accettabile che ci siano emergenze relative al sotto organico. Lucia Borgonzoni (Lega) pur essendo in tour in Emilia-Romagna non ha declinato nemmeno l’invito e non ha partecipato, al pari di Stefano Bonaccini (PD), che probabilmente sapendo di trovare una platea quantomeno delusa dalla sua scarsa attenzione verso la Categoria (ultimo spiacevole episodio quello del video patrocinato dalla Regione E/R nel quale la grande esclusa era solo la PL, video che ovviamente abbiamo proiettato in sala), ha addotto motivazione di impegni istituzionali a Modena per la mancata partecipazione. Ricorderemo il Presidente uscente come il politico che non ha saputo mantenere le promesse fatte, relative al demenziale video creato sulla sicurezza, al quale il SULPL aveva chiesto interventi in favore sia dell’ immagine, che di vestiario e di maggiori tutele e assistenza. Ma i nostri Dirigenti regionali hanno lanciato un messaggio forte e chiaro riguardo la serietà della politica: occorre metterci la faccia e confrontarsi, come siamo abituati a fare noi.
Nella giornata conclusiva invece, grandi attestati di stima nei confronti del SULPL e i suoi Dirigenti circa il ruolo fondamentale per gli interlocutori politici e per la Polizia Locale stessa, sono arrivati da parte degli Onorevoli Simona Bordonali e Claudio D’Amico (Lega), Francesca Galizia (M5S), Vicesindaco di Ferrara Nicola Lodi. I politici hanno raccontato delle loro esperienze assolutamente positive di collaborazione con il Sulpl, apprezzato da tutti per la credibilità, la trasparenza e la profonda conoscenza della Categoria e del suo status. Tutti hanno riconosciuto il ruolo fondamentale della Polizia Locale per il presidio dei nostri territori. Nonostante tutto, come sottolineato dai convenuti, la nostra Legge di Riforma è stata dimenticata in un cassetto ed è totalmente in fase di stallo, poichè il Parlamento ha ben altro a cui pensare, che non riguarda certo la Sicurezza. Ma il fallimento dello Stato in materia di Sicurezza è sotto gli occhi di tutti i Cittadini. Il SULPL, comunque, all’occorrenza continuerà ad essere una spina nel fianco della politica, perché quella Riforma deve essere attuata, oggi più che mai… anche alla luce dell’ultimo accordo quadro, vergognoso, sottoscritto dal Ministro dell’Interno Lamorgese e il Presidente Anci Decaro.

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ARRIVEDERCI AL PROSSIMO ANNO!

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ALBUM FOTO

Intervento del Segretario Generale Mario Assirelli

Videomessaggio On. Claudio D’Amico (Lega), Assessore alla #Sicurezza Comune di Sesto San Giovanni

Videomessaggio On. Francesca Galizia (M5S) alla #PoliziaLocale

Videomessaggio dell’Onorevole Simona Bordonali #PoliziaLocale #Sicurezza #Riforma

Premiazione dei Colleghi della #PoliziaLocale Italiana che si sono distinti per merito nel corso del 2019

RASSEGNA STAMPA

ESTENSE.COM

REGGIO2000.IT

LA PRESSA

IL PIACENZA

LA PRESSA

BOLOGNATODAY

RIMINITODAY

ALTRARIMINI.IT

Il ridicolo accordo quadro Anci-Viminale

Il Ministro dell’Interno Lamorgese dovrebbe essere oltre che un politico, anche un tecnico, in quanto è stato Prefetto di Milano e quindi in teoria dovrebbe essere ben consapevole di tutta quella che è l’attività territoriale delle Forze di Polizia e della Polizia Locale.

Ma abbiamo scoperto, leggendo l’Accordo Quadro che la ex Prefetta ha sottoscritto con il Presidente Anci, che è diciamo così… disattenta: ha dimostrato, palesemente, di non essere minimamente a conoscenza di quello che è il lavoro della Polizia Locale che già svolge tutte le attività previste nell’accordo.

Da Anci ce lo potevamo aspettare IGNORANZA PURA! Infatti firmare un documento del genere senza aver ascoltato il Sindacato della Polizia Locale è una conferma dell’incapacità dei politici e dei buracrati dietro di loro. E’ la vergogna nazionale, come finta istituzione tra l’altro, ha nuovamente dimostrato che è all’oscuro della situazione dei Comandi di Polizia Locale – senza uomini, mezzi, diritti, tutele e assicurazioni, nonchè risorse. Si permette di prendersi la briga di sottoscrivere accordi risibili invece di prodigarsi per far legiferare la riforma della categoria; solo una seria e articolata riforma potrebbe sanare, con il rientro nel contratto di natura pubblico, la situazione critica in cui versa la polizia locale italiana.
Ricordiamo ancora quando durante l’imponente manifestazione a Bari della polizia locale, indetta dal Sulpl in data 27.11.17, il presidente Decaro si dichiarava “amico” della categoria e riteneva di avere un rapporto privilegiato con la stessa; rilasciando promesse le quali sono state puntualmente disattese e dimenticate. Per rinfrescarsi la memoria può riascoltarle qui.

Per quanto concerne il quarto turno, il Ministro dell’Interno Lamorgese, dovrebbe forse rivolgersi alle Autorità locali, poiché quasi tutti i capoluoghi di provincia lo espletano già!

E anche i piani di coordinamento ci sono sempre stati! Solo adesso si accorge che la Polizia Locale fa Polizia Stradale? Dovrebbe sapere che la Polizia Locale oltre a fare Polizia Stradale, con ogni probabilità più della Polizia Stradale stessa, ha in carico molte altre competenze che altre Forze di Polizia ad ordinamento statale non hanno. La differenza sostanziale che il Ministro, ignorante in materia non ha nemmeno in nota è che la Polizia Locale non ha a disposizione gli stessi mezzi, le stesse tutele e gli stessi Diritti di una Forza di Polizia dello Stato.

Quindi prima di fare accordi risibili, sarebbe buona abitudine ascoltare chi è competente per la Categoria, dando quindi finanziamenti e parificando la Polizia Locale alle Forze di Polizia ad ordinamento statale.

La foto di copertina è la rappresentazione del tavolo tecnico che ha portato alla sottoscrizione dell’accordo quadro; si evince che i mentori della Lamorgese sono stati Pippo, Pluto, Topolino, Paperorga, Topo Gigio e Qui, Quo, Qua!

La Segreteria Nazionale SULPL

Modena, 11 gennaio 2020

Viviamo in un tempo senza memoria…

Erano le ore 9.30 del 12 settembre 1943 quando il comandante tedesco Walter Gericke ordinò ai suoi soldati di prelevare dalla vecchia caserma di Via Vecchia Cappuccini (oggi Via Renato Coletta) tutti i vigili urbani presenti allo scopo di interrogarli sull’identità degli aggressori di Piazza Roma nei pressi del palazzo delle Regie Poste. Ad un tratto da una finestra delle palazzine adiacenti un cecchino ferì ad una mano il comandante tedesco, il quale in preda a lancinanti dolori ordinò che i dieci vigili urbani e i due netturbini fossero messi al muro e fucilati a colpi di mitragliatrice.

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Una strage che poteva certamente essere evitata, leggendo la cronaca dei tempi. A cosa è valso quel sacrificio di Vite umane, di Colleghi, di Lavoratori? In quanti nel mondo politico conoscono la storia di questo eccidio di Barletta?
Questo Sindacato, dal 2004, con l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, ricorda i Colleghi della Polizia Locale caduti nell’adempimento del dovere. Per il Sulpl il 12 settembre rappresenta la Giornata della Memoria della Polizia Locale Italiana.

Quest’anno, nella speranza di sensibilizzare in modo più incisivo le sorde e distratte Istituzioni, abbiamo deciso di celebrarla a Barletta, a Genova, a Palmi e a Sant’Agata d’Esaro e Milano, deponendo in contemporanea una corona in memoria dei Colleghi che negli anni hanno pagato con il sacrificio della Vita l’attaccamento alla nostra Divisa.
Da anni ormai la Polizia Locale è sul podio per aggressioni, decessi e suicidi, accanto a Carabinieri e Polizia di Stato. La nostra Riforma negli ultimi mesi sembrava essersi timidamente riavviata, ma ora è di nuovo caduta nel dimenticatoio, o almeno così pare. Il Presidente della Repubblica Mattarella ha inferto alla Categoria un altro colpo quando nelle Sue eccezioni al Decreto Sicurezza bis, non ha ritenuto quelli che ancora etichetta come vigili urbani degni dell’oltraggio a Pubblico Ufficiale… Fino alla fine comunque lotteremo affinchè la nostra Divisa, seconda a nessuna, venga riconosciuta ed equiparata alle altre. Solo allora potremo dire che il sacrificio dei nostri Colleghi caduti nell’adempimento del Dovere non sarà stato vano.

Alle ore 12.00 del 12 settembre p.v. invitiamo i Colleghi di tutta Italia in servizio ad unirsi nel loro ricordo con un minuto di silenzio e con i Lampi Blu in azione.

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Il Comune di Genova crede di poter censurare l’ironia dirompente del SULPL?!

I dirigenti di Palazzo Tursi hanno detto NO…

Volantino polemico di un sindacato per le troppe multe, il Comune blocca l’affissione: “Lede la dignità del corpo” (La Repubblica)

Questi i volantini dello scandalo!

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Insomma i volantini sono stati censurati perché, secondo loro, lesivi della dignità del Corpo di Polizia Locale e dell’immagine dello stesso Comune di Genova!

O forse sono stati censurati perché troppo veritieri? e si sa, la VERITA’ è un fardello pesante e deve essere celata agli ignari Cittadini! Nessuno potrà censurare o tentare di imbavagliare il SULPL; nessuno potrà impedire ai nostri Dirigenti Sindacali (che si battono, sia chiaro, per tutelare e difendere proprio i Diritti e la Dignità dei Lavoratori della Polizia Locale e per smascherare le troppe amministrazioni che vorrebbero relegarci a meri gabellieri per rimpinguare le casse comunali) di esercitare i propri Diritti Costituzionalmente garantiti! E guai se così non fosse. Significherebbe allora giustificare in qualche modo anche un certo fanatismo religioso che nel 2015 ha tentato di mettere a tacere il giornale satirico Charlie Hebdo… Nessuno può limitare la libertà di espressione, di critica, di pensiero, esercitata nei limiti consentiti dalla Legge.

Infatti, il principio della libera manifestazione del pensiero critico è la “pietra angolare del sistema democratico” (cit. Corte Costituzionale 19.02.1965, n.9; 17.4.1969, n.84) ), e “fondamento della democrazia” (cit. Corte Costituzionale n. 172 del 1972), nonché “il più alto, forse dei diritti fondamentali” (cit. Corte Costituzionale n. 138 del 1985).
Essa è definita sia come diritto individuale sia come diritto sociale affinché sia garantita “l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese” (art. 3/2, Costituzione.).
In particolare, in relazione al diritto di critica, ed in specifico a quella sindacale, derivante dai più ampi diritti di libertà sindacale e manifestazione del pensiero ex artt. 21 e 39 Costituzione, la giurisprudenza è costantemente concorde ad ammettere la possibilità di esprimersi con toni e modi di disapprovazione e riprovazione anche particolarmente aspri;
tale critica pertanto, proprio in relazione al “dovere” di rappresentanza di una categoria di lavoratori e della linea politica sindacale nazionale ed ha per oggetto un argomento di carattere corporativo, attinente cioè agli scopi ed interessi della categoria o della stessa Organizzazione Sindacale può assumere talora anche caratterizzazioni esagerate, esplicandosi con l’uso di toni oggettivamente aspri e polemici, cosa che seppur consentita nella fattispecie in esame non è stata attuata.

Si pone cioè la critica sindacale su un piano diverso da altre tipologie di critica dato che questa non deve mai essere concepita come un attacco ma bensì come una difesa dei propri diritti e dignità di lavoratori, va in somma vista come reazione ad esempio al modello organizzativo aziendale alla mancanza di sviluppi professionali ai carichi di lavoro ecc.
Da sempre le OO.SS., che agiscono in rappresentanza degli interessi dei lavoratori, esprimono una critica nei riguardi della classe politica che è al potere, denunciando la sua inadeguatezza ad affrontare problemi e per indurla ad adottare una politica migliorativa che consenta al lavoratore anche un adeguato sviluppo professionale, sempre nell’interesse della collettività.
Quando la critica sindacale si limita ad esporre fatti reali pur enfatizzandoli, il provvedimento autoritario di zittire o limitare questa azione è senza dubbio da ritenersi illecito e perseguibile ai sensi della L.300/70 (art. 28).

In conclusione, quanto sta accadendo a Genova (e quanto già vissuto da nostri Dirigenti in altre città) è da considerarsi una gravissima ingerenza nell’attività sindacale, che forse proprio a causa della veridicità delle affermazioni fatte e alla mancanza di considerazione/discussione delle proposte inoltrate dal DICCAP_SULPL a questa P.A. nell’interesse della collettività e dei lavoratori della P.L. sono sentite dagli amministratori pro tempore come un attacco di “”lesa maestà”!

La Segreteria Nazionale SULPL esprime tutta la propria solidarietà al nostro Dirigente Claudio Musicò, alla Polizia Locale di Genova e ai suoi Cittadini.

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SDI: i poteri forti dello Stato si muovono perché si sentono intimoriti dai grandi numeri e dalla professionalità della Polizia Locale!

SDI POLIZIA LOCALE: ecco muoversi i poteri forti dello Stato, come sempre scritto e annunciato dal SULPL! I numeri e le statistiche intimoriscono la Questura e il Comando Provinciale dei Carabinieri di Brescia al punto che il Prefetto è costretto ad intervenire, anche se non è di sua competenza determinare l’operatività degli operatori della Sicurezza in campo.

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Certo che il report 2018 della Polizia Locale di Brescia può far balzare sulla sedia coloro che ai vertici tengono ben stretto il primato dei “veri garanti” della Sicurezza: 949 notizie di reato, 142 arresti (di cui 125 per spaccio e detenzione di sostanze stupefacenti), 9648 grammi di sostanze stupefacenti sequestrate e 64mila euro di proventi recuperati, 807 persone denunciate a piede libero, 950 identificazioni etc etc. Qualche grande capo sarà imbarazzato, per non dire infastidito che la Polizia Locale, quella ritenuta da taluni di serie B possa oscurare le vere FF.OO.
Lo affermiamo convintamente dopo aver letto ed analizzato il vademecum del Prefetto di Brescia con riferimento allo SDI, che qualcuno vuole tener ben stretto, probabilmente perchè come abbiamo già affermato in altra sede è l’unico modo per tenere ancora la PL alle proprie dipendenze ed evitare di farle spiccare il volo, tentativo che non sempre riesce, e la PL di Brescia ne è l’esempio lampante! Il punto 4 del vademecum è veramente incommentabile, poichè asserisce che nel caso in cui l’interrogazione dia esito positivo, la Forza di Polizia interessata “invierà con tempestività sul posto una propria pattuglia per le incombenze di competenza“. In pratica, tra le righe si legge che in caso di positività dell’interrogazione, la vera Forza di Polizia interverrà per prendersi il merito dell’operazione e balzare agli onori della cronaca, come se già non accadesse troppo spesso! La linea seguita a Brescia è a nostro avviso totalmente sbagliata; esemplare invece quella tenuta dal Questore Venezia, a cui evidentemente sta realmente a cuore la sicurezza degli operatori di Polizia (tutti, nessuna Divisa esclusa) e dei Cittadini. Il Questore Masciopinto infatti ritiene la Polizia Locale, Forza di Polizia a tutti gli effetti e ne riconosce la preparazione e l’alto profilo professionale; egli ritiene essenziale la collaborazione tra tutte le Forze di Polizia dislocate sul territorio e fornire a tutti gli operatori medesima formazione e dotazioni (Taser compreso). A nostro avviso un modello da seguire per i Questori di tutta Italia. Lo stesso Ministro dell’Interno Matteo Salvini non deve farsi influenzare da chi vuol tenere il potere ben stretto; per chi come lui afferma di tenere alla Sicurezza, è fondamentale estendere l’accesso allo SDI anche alla Polizia Locale, senza limitazioni, e definire al più presto la nostra Riforma.
Ad ogni buon conto è giusto chiarire al Prefetto di Brescia che chi ha sempre lavorato con passione, continuerà a farlo, non sarà certo una circolare a metterci i bastoni tra le ruote. La legge 7 marzo 1986 n.65 all’art. 5 rubricato : ” Funzioni di polizia giudiziaria, di polizia stradale, di pubblica sicurezza” individua lo status giuridico degli appartenenti alla Polizia Locale Italiana; numerose previsioni normative riconoscono alla Polizia Locale “il diritto”, proprio per le funzioni de quibus, di accedere, in attesa che tali disposizioni vengano meglio regolate e definite, per il tramite delle altre forze di Polizia ad ordinamento statuale. La Polizia Locale non ha nulla da imparare dagli altri, anzi, tante volte siamo proprio noi a formare gratuitamente anche i Colleghi delle altre FF.OO., e lo facciamo ben volentieri, senza temere che nessuno possa sottrarci qualcosa, a differenza di altri.

Ovviamente tali rimostranze verranno inviate alle Autorità interessate.

La Segreteria Generale SULPL