Assessori alla Sicurezza e Polizia Locale: cosa sta accadendo in Emilia-Romagna?

Sulla Gazzetta di Parma del 1 ottobre 2018 abbiamo letto la lettera aperta dell’Assessore alla Sicurezza di Parma che ringrazia le Forze dell’Ordine.

20181002_202238 Vi chiederete cosa c’è di strano… L’anomalia è che si spertica in elogi per tutte le FF.OO., eccezion fatta per la Polizia Locale! L’Assessore Cristiano Casa (Cinque Stelle) definisce i Colleghi delle altre Forze di Polizia come “veri protagonisti della sicurezza”, senza i quali tutto è vano e a suo dire sono i soli a “riuscire a contenere gli effetti di cambiamenti straordinari delle nostre città con organici sempre più ristretti, con dotazioni e mezzi scarsi, ma sempre con grande passione, impegno e dedizione.”

In pratica l’Assessore ha descritto la situazione in cui versano tutti gli Uomini e Donne che indossano la Divisa della Polizia Locale italiana, che però con l’aggravante dell’ assenza di parità di diritti economico-contrattuali e di tutele, ogni giorno svolgono lo stesso identico lavoro dei veri Poliziotti, rischiando la loro Vita al servizio della comunità, ed in più lo devono fare all’ombra dei “manager della sicurezza”!

Noi non ci stiamo! Ci chiediamo perchè certi Assessori agiscono in questo modo discutibile, nei confronti della Polizia Locale che dovrebbe essere il braccio armato dei Sindaci: per incapacità di gestire, per la parte di loro competenza, la sicurezza nelle città in cui sono stati eletti? per paura? per spirito di sottomissione? Ci piacerebbe saperlo!

L’osservatorio della Segreteria Regionale Sulpl Emilia-Romagna ha rilevato delle anomalie anche in altre città dell’Emilia-Romagna; ad esempio a Piacenza, il cui Assessore alla Sicurezza (Lega), durante il periodo estivo sui social e in più di un’occasione si è complimentato con Questura e CC per operazioni portate a termine sul territorio; ma, gli stessi elogi non sono pervenuti in più di un’occasione alla Polizia Locale. Tanto per citare l’ultimo, ci sovviene quello di sabato scorso in cui proprio la Polizia Locale di Piacenza ha avuto parte attiva e determinante in un intervento che ha scosso molti cittadini, una rissa con accoltellamento, ma non una parola dell’Assessore è pervenuta agli Agenti.

A nostro avviso, loro compito e loro dovere dovrebbe essere quello di valorizzare la Polizia Locale, impegnandosi al massimo per fornire agli operatori tutte le strumentazioni necessarie per operare in sicurezza e garantirla ai Cittadini, loro elettori.

Aggiungiamo che se la Polizia Locale non ha gli stessi strumenti a disposizione dei fautori e detentori della sicurezza, in parte è colpa dei vari Governi che non hanno mai avuto la volontà di attuare una Riforma della Polizia Locale, in parte è colpa proprio di quegli Assessori che non investono sulla professionalità e sicurezza della Polizia Locale, ma dopo essere stati eletti si adeguano al mondo dei burocrati delle Pubbliche Amministrazioni.

Altro tragico esempio è quello di Ferrara, il cui Assessore alla Sicurezza Aldo Modonesi (PD) afferma che “riteniamo sia giusto mantenere la corretta differenziazione di funzioni tra forze dell’ordine e polizia locale. I vigili hanno ruoli specifici, diversi da quelli delle altre forze di polizia. Non possono certo sostituirsi a polizia di Stato e carabinieri.” In pratica l’amministrazione di Ferrara, totalmente fuori da ogni logica, impegna i suoi diversamente impiegati comunali in Divisa in zona Gad, tristemente nota per i fatti di cronaca, ma si rifiuta di armare la Polizia Locale perchè in buona sostanza questo potrebbe ingenerare un sentimento di insicurezza tra i cittadini!

E’ anche vero che di modelli positivi di Assessori alla Sicurezza, a cui i loro Colleghi potrebbero ispirarsi, ne abbiamo diversi nella vicina Lombardia: ricordiamo l’operato dell’ex Assessore alla Sicurezza Simona Bordonali, citiamo l’Assessore di Sesto San Giovanni Claudio D’amico e l’Assessore di Monza Federico Arena che non perdono occasione per sostenere la Polizia Locale e dare luce e lustro alla loro importante attività, svolta a 360° e finalizzata a rendere le nostre città sicure.

Un ultimo appunto vogliamo farlo con riferimento alla conferenza tenuta il 18 settembre u.s. dal Ministro dell’Interno Matteo Salvini per l’operazione “spiagge sicure estate 2018“: tutta la Categoria ha notato che il video ha proiettato solo ed esclusivamente eccellenti operazioni di lotta e contrasto all’abusivismo commerciale e contraffazione, portate a termine egregiamente dalla Polizia Locale di tutta Italia, ma ciò nonostante, accanto al Ministro erano seduti solo i manager della sicurezza, con esclusione della Divisa della Polizia Locale.

Restiamo in attesa dell’auspicato cambiamento epocale; nel frattempo invitiamo alcuni Assessori alla Sicurezza a riflettere seriamente sui nostri spunti di riflessione e a correggere la rotta!

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Gazzetta di Parma⬇️

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Forze di Polizia: Sicurezza o Immagine?

In questi giorni, anche la Segreteria Nazionale SULPL ha focalizzato l’attenzione sul caso Piacenza. Avrete letto che tutta la querelle è nata dalle dichiarazioni rilasciate dal Prefetto Falco, a cui hanno prontamente ribattuto quattro sigle sindacali del Comando di Polizia Locale.

Il caso Piacenza, non ci stupisce, ma risulta comunque essere una nota stonata rispetto alla Circolare del Ministero dell’Interno del 6 luglio 2018, la n. 13301/110, che abbiamo letto con molta attenzione e che da chiare e inequivocabili indicazioni sul ruolo della Polizia Locale Italiana e su come il Ministro dell’Interno Matteo Salvini intenda attuare la sicurezza. Analizziamo alcuni punti che ci riguardano da vicino e che pare siano stati ignorati a Piacenza:

… in vista del periodo più intenso della stagione estiva, si rende necessario dare un forte e rinnovato impulso all’azione di prevenzione e contrasto dell’abusivismo commerciale e della contraffazione dei prodotti, in particolare lungo gli arenili, attraverso sinergie sempre più strette fra i diversi attori coinvolti, il rafforzamento
delle misure già individuate con le precedenti direttive nonché l’utilizzo dei nuovi strumenti messi a disposizione dalle più recenti previsioni normative in materia.
A tal fine, dovranno essere convocate, per una compiuta analisi della situazione, apposite riunioni del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, allargate alla partecipazione delle Amministrazioni locali maggiormente interessate dal fenomeno e delle Capitanerie di porto.

E’ un dato di fatto che alla riunione che si è tenuta a Piacenza, nessun Sindaco era presente, e altrettanto certo è che la Divisa della Polizia Locale non è stata invitata.

Ma andiamo avanti:

Si ritiene tuttavia di attirare l’attenzione delle SS.LL. sulla necessità che tali
intese assicurino:
– l’intesificazione dell’attività di contrasto alla filiera dell’abusivismo commerciale e
della falsificazione dei prodotti, da demandare in via preminente alla Guardia di Finanza;
la massima valorizzazione del ruolo delle Polizie locali, in ragione delle specifiche competenze ad esse attribuite sull’osservanza delle prescrizioni in tema di commercio, della capillare conoscenza del territorio e dell’esperienza maturata sul campo. A tale ultimo fine dovranno essere sensibilizzate le Amministrazioni locali affinché, nell’ambito delle promozione delle specifiche progettualità che coinvolgono il personale dell’ente, garantiscano priorità, fra le altre, a quelle dirette alla prevenzione e al contrasto dell’abusivismo commerciale (…)

– l’adozione di piani di intervento operativo che garantiscano un controllo diffuso e
sistematico sugli arenili e sulle strade di accesso. Fermo restando il preminente ruolo della Polizia locale, tali piani dovranno prevedere, in relazione alle situazioni più complesse, l’attivazione di mirati servizi interforze; (…)

– che in occasione di manifestazioni di pubblico spettacolo o di eventi ad elevata
partecipazione di pubblico siano attivati dalle Polizie locali, ove occorra anche con il supporto delle altre Forze di polizia, specifici servizi di controllo volti a prevenire la presenza di rivenditori abusivi; (…)

Dalla nostra attenta analisi della Circolare del Ministro Salvini appare evidente che quello che lui ha in mente è un sistema integrato di sicurezza, all’interno del quale la Polizia Locale riveste un ruolo fondamentale, per nulla secondario o subordinato a quello delle altre FF.OO. In quanto Sindacato di Categoria, questo ci rende fieri, certo è che chiediamo anche al Ministro, sensibilissimo sul tema della sicurezza, di equipararci alle FF.OO., punto di svolta, non più dilazionabile nel tempo, nodale e imprescindibile, visto il nostro ruolo accresciuto e riconosciuto, senza se e senza ma, da chi quella sicurezza la impersona e la rappresenta.

Noi siamo certi che la strada giusta da intraprendere per il futuro sia quello di una stretta collaborazione tra tutte le Forze di Polizia dislocate sul territorio, ricordando sempre che su strada la Divisa è una! Pur tuttavia, sembra che in talune realtà, interessino maggiormente l’immagine e la visibilità, anche se in burocratese si afferma ben altro, e questa notizia fresca di pubblicazione, ne è la riprova…

Sicurezza estiva: in campo anche polizia municipale e polizia provinciale

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CONVEGNO NAZIONALE SULPL: QUELLO CHE LA TRIPLICE E I SEDICENTI! SINDACATI DI CATEGORIA NON DICONO.

AL CONVEGNO NAZIONALE SULPL “NOI SIAMO LA POLIZIA LOCALE” ABBIAMO RESO EDOTTI I COLLEGHI DI QUELLO CHE LA TRIPLICE E I SEDICENTI! SINDACATI DI CATEGORIA NON DICONO…

Si è conclusa ieri a Riccione, nella magnifica cornice dell’Hotel Mediterraneo, una fantastica tre giorni di formazione professionale e politico-sindacale. Il Sulpl ha festeggiato i suoi 31 anni con oltre 1850 Colleghi provenienti da tutta Italia. Le nostre sessioni professionali hanno registrato il tutto esaurito; docenti altamente qualificati e materie interessantissime quali polizia giudiziaria, infortunistica e controllo dei veicoli stranieri. Con piacere abbiamo rilevato la partecipazione ai nostri corsi professionali e l’apprezzamento di tanti colleghi appartenenti alle FF.OO.

Durante le sessioni politico-sindacali invece il tema centrale è stato quello del rinnovo del contratto del pubblico impiego.

Noi a ragion veduta siamo la voce del dissenso, abbiamo riferito ai Colleghi ciò che Cgil-Cisl-Uil e i sedicenti! Sindacati di Categoria (Csa) non dicono ai Lavoratori…

Il Segretario Generale della Confederazione Usae Adamo Bonazzi intervenuto ieri mattina ha chiarito che la Pubblica Amministrazione dal 1993 ad oggi è cambiata solo in apparenza, non nella sostanza, poiché periodicamente vengono apportati mutamenti al fine di riposizionare la dirigenza, preservando il potere. Le condizioni del popolo dei Lavoratori della Pubblica Amministrazione, invece, sono andate via via peggiorando: nel 2010 il blocco contrattuale; nel luglio 2015 è intervenuta una sentenza della Corte Costituzionale che ha consentito si la riapertura della contrattazione, ma non il recupero delle risorse economiche e dunque è una sentenza manchevole dal punto di vista economico. Arriviamo poi al 30 novembre 2017 quando la triplice e il Ministro della P.A. Madia hanno sottoscritto un accordo scellerato che tra le altre cose prevedeva un aumento di 85€ medie pro capite. Certo la complicità è da ravvisare anche nella parte di lavoratori che sostengono queste O.S.  che sono evidentemente passate dall’altra parte della barricata, quella del datore di lavoro.  Bonazzi ha sottolineato che l’aumento da noi proposto doveva aggirarsi tra i 250 e i 300€, praticamente lo stesso importo sottoscritto nel privato dalla triplice, che invece lo ha bocciato per il pubblico impiego, usando evidentemente due pesi e due misure. Questo contratto pregiudica la capacità di acquisto del dipendente pubblico, abbassandogli non solo il tenore di vita, ma addirittura la classe sociale! Se la spesa pubblica è aumentata e necessita di essere ridotta, appare evidente che la colpa non è da imputare ai dipendenti, ma alle alte sfere…

Auspichiamo dunque che il contratto non venga sottoscritto; è un contratto che nulla concede ai lavoratori, ma solo alla parte datoriale:

  1. Falso aumento quello degli 85€ medi pro capite; per noi non ci sarà nessun aumento, in quanto i Comuni, non avendo risorse, non riusciranno a far fronte alla copertura dell’adeguamento salariale.
  2. Rispetto al decreto Madia ravvisiamo un peggioramento dal punto di vista disciplinare, una sorta di caccia alle streghe per la base, ma non certo per la dirigenza;
  3. Per i festivi infrasettimanali, per il personale turnista vogliono negare il riposo compensativo; andiamo praticamente verso il caporalato;
  4. La contrattazione sindacale viene ridotta ai minimi termini;
  5. Non si parla di Sicurezza sul lavoro poiché non tengono minimamente in considerazione la nostra Categoria.

Tanti sono gli interrogativi che ci siamo posti, con l’amara consapevolezza di farci domande retoriche:  a quel tavolo dove noi non potremo esserci, chi prenderà le difese della nostra Categoria? Prima della tornata elettorale del 4 marzo, prevarrà il buon senso o la volontà politica?

Quest’anno più che mai, grande assente la parte politica, pare falcidiata da una tremenda epidemia influenzale! Assente lo stesso Luigi Di Maio (Cinque Stelle), unico ad aver garantito la sua presenza… Auguriamo loro una pronta guarigione!

Ringraziamo invece i nostri tre Amici della Lega Nord che da anni ci seguono, ci sostengono e condividono le nostre idee di una Polizia Locale moderna e da equiparare alle Forze dell’Ordine ad ordinamento statale: parliamo dei Consiglieri Regionali Emilia-Romagna Matteo Rancan e Gabriele Delmonte e dell’Assessore alla Sicurezza di Piacenza Luca Zandonella. Il loro entusiasmo, la loro genuinità e la loro speranza e propositività di fare bene la loro parte in politica sono evidenti. Auspichiamo che i vecchi politici diano loro il giusto spazio e campo d’azione, senza tarpare le ali in nome della conservazione della poltrona e del potere.

Ieri mattina, giornata conclusiva del Convegno, è stata consegnata la medaglia d’oro ai Colleghi di Mauro Dodi, Comandante della Polizia Locale di Medesano, caduto nell’adempimento del Dovere

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e sono stati premiati i Colleghi della Polizia Locale che nel corso del 2017 si sono particolarmente distinti in servizio in attività ed operazioni a tutela della Vita e della Sicurezza dei Cittadini. All’ interno della nostra Categoria tante sono le professionalità e i Colleghi meritevoli, ma il riconoscimento del merito non sempre avviene. Per questa O.S. invece è un onore e un dovere premiarli e riconoscerne il MERITO.

Il tutto è stato allietato da momenti conviviali, che servono anche a rafforzare il senso di fratellanza e colleganza, che sono basi imprescindibili per noi del Sulpl!

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Questo il messaggio di ringraziamento del nostro Segretario Generale Mario Assirelli “Complimenti alla Struttura, ai Docenti e ai nostri ragazzi / Dirigenti per l’alto impegno profuso: BRAVI!”

ARRIVEDERCI AL PROSSIMO ANNO. UN FORTE ABBRACCIO E UN GRAZIE A TUTTI!

Miriam Palumbo

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VIDEO DEI 31 ANNI DI SULPL

VIDEO SESSIONE POLITICO-SINDACALE E CERIMONIA DEL 13 GENNAIO 2018

INTERVISTA AGLI AGENTI MERITEVOLI TG EMILIA-ROMAGNA min 5.35

RASSEGNA STAMPA

http://www.reggionline.com/salvarono-bambina-lasciata-chiusa-auto-premiati-due-agenti/

http://www.newsbiella.it/2018/01/13/mobile/leggi-notizia/argomenti/attualita-1/articolo/erica-bonino-e-lagente-alessio-santi-premiati-a-riccione-con-la-medaglia-di-bronzo.html

http://www.riminitoday.it/cronaca/salvo-un-turista-umberto-farina-annegamento-una-medaglia-per-l-ispettore-della-municipale.html

https://www.piacenzasera.it/app/facebook-86392.jsp

P.S. RSU 17-18-19 APRILE 2018

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Il Comandante Mauro Dodi, uno di noi…

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Termini il tuo turno di lavoro e corri per partecipare ai solenni funerali di un tuo Collega, caduto nell’adempimento del Dovere.

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Già lo stato d’animo non è dei migliori ma quando arrivi in chiesa e infondo alla navata centrale si staglia in lontananza una bara con sopra il cappello di quel tuo Collega, il cuore ti si ferma.

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Anche se non hai mai avuto la fortuna e l’onore di conoscerlo personalmente sai che in quella bara c’è uno di noi e questo è sufficiente per darti l’impressione di conoscerlo da sempre. Poi ascolti la testimonianza di chi lo ha conosciuto, il Parroco, il Sindaco e scopri che il Comandante Mauro Dodi era un uomo semplice, umile, sensibile, che viveva il suo lavoro, il suo ruolo istituzionale come una vocazione al servizio dei cittadini.

Il Parroco ha citato una toccante frase attribuita a Sant’Agostino:

La morte non è niente.

Sono solamente passato dall’altra parte: è come fossi nascosto nella stanza accanto.

a quel punto ti ritrovi con le lacrime che solcano il tuo viso e trovi conforto nella mano di una Collega che stringe la tua e che come te si commuove perchè sa bene cosa significa lavorare sulla strada e quali rischi si corrono; ognuno di noi che ha scelto questo lavoro è consapevole che un giorno qualsiasi potrebbe andare a lavoro e non fare più ritorno. Certo, ne siamo tutti consapevoli, ma vedere quel feretro in lontananza, con quel cappello bianco indossato fino all’ultimo istante di vita e poi caduto sull’asfalto è davvero agghiacciante, è un qualcosa che ti fa sprofondare e sentire estremamente precario su questa terra.

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Significative anche le parole del Sindaco che ha definito il Comandante Mauro Dodi un “signore”, ha parlato di lui come un uomo rispettoso, un uomo d’altri tempi. Ha sottolineato come la cittadinanza dovrebbe sempre portare rispetto a tutti gli Uomini e Donne che indossano una Divisa ed essere riconoscenti loro per il lavoro che svolgono al servizio della collettività, poichè non basta piangerli dopo morti e riconoscerne il valore a posteriori.

In chiesa a Besenzone, anche se vi erano centinaia di persone tra Colleghi, Autorità convenute, conoscenti, amici, parenti, l’atmosfera sembrava sospesa, surreale e lo stato d’animo cupo e il cuore appesantito dal dolore erano in contrasto con quel sole che illuminava tutto intorno: un altro fratello, l’ultimo di una lunga serie, ha pagato un pesante tributo alla strada…

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Ma la scena più tenera che porterò sempre nel cuore è la manina della piccola Cristina che quando la bara è stata chiusa in auto, ha salutato per un’ultima volta il suo dolce papà…

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Buon viaggio Mauro, Lampi Blu…

Miriam Palumbo, una Collega, un Agente…

 

Il Sulpl era presente e si stringe intorno alla moglie Paola, ai figli Marco e Cristina e alla mamma del Comandante Mauro Dodi, con immenso affetto. Abbiamo apprezzato anche la presenza di una delegazione della Regione Emilia-Romagna con il gonfalone, che evidentemente ha accolto la nostra sollecitazione.

 

Giornata della Memoria 2017… Noi non dimentichiamo.

Si è celebrata oggi a Genova, con l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, nel cimitero monumentale di Staglieno, la toccante Giornata della Memoria della Polizia Locale Italiana organizzata dal Sulpl, per commemorare tutti i Colleghi caduti o assassinati nell’adempimento del Dovere e in difesa dei cittadini, dal 12 settembre 1943 (eccidio di Barletta) ad oggi.

Per il nostro Sindacato maggiormente rappresentativo degli oltre 50.000 uomini e donne in Divisa, la Giornata della Memoria è divenuta un appuntamento irrinunciabile sia per non dimenticare i nostri Colleghi morti in servizio, nell’indifferenza di quegli stessi politici e burocrati che ci vogliono in ogni dove, sia per sensibilizzare le istituzioni locali che ogni anno partecipano sempre più numerose al nostro evento. E’ importante che la parte politica prenda coscienza di cosa sia la Polizia Locale Italiana, del suo essere sempre più qualificata, insostituibile e indispensabile, e acquisisca la consapevolezza di quanti Colleghi hanno sacrificato la loro Vita per amore della nostra Divisa, seconda a nessuno.

Hanno partecipato varie delegazioni di Comuni: per Genova il Vice Sindaco, il Presidente del Consiglio Comunale e il Comandante  della PL, nonché  il gonfalone storico della città; presente anche il gonfalone della città di Savona con Vice Sindaco e Comandante; per Piacenza hanno presenziato l’Assessore alla Sicurezza e il Comandante della Polizia Locale; per il Comune di Fontevivo (PR) il Sindaco. Alla commemorazione hanno preso parte diverse associazioni tra cui quella dei Cavalieri della Repubblica.

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Ringraziamo anche le Regioni Toscana, Emilia-Romagna, Veneto e Lazio per aver consegnato a questo Sindacato di Categoria le loro bandiere, concedendoci di farle sfilare in una Giornata così significativa.

Per i colleghi presenti in divisa, il momento più toccante è stato quello in cui il Segretario Generale Mario Assirelli ha dato lettura di tutti i nomi dei nostri eroi, troppi. E il “Presente” pronunciato alla fine di quell’elenco di nomi, sta a significare che ognuno di loro era li con noi, nei nostri cuori.

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Un pensiero è stato rivolto anche a quei colleghi e ai loro familiari che, senza supporto psicologico e sempre soli, sia in servizio che in famiglia, hanno deciso di rinunciare alla Vita attraverso tragici gesti, essendosi lasciati sopraffare dal male oscuro che nell’indifferenza dei più colpisce tanti appartenenti alle Forze di Polizia.

Ci siamo congedati con l’auspicio  che il prossimo anno il nostro Collega di Catania, l’Ispettore Luigi Licari, barbaramente aggredito in servizio da un branco di delinquenti e vigliacchi e ad oggi ancora in coma, vinca la sua battaglia con la Vita, da grande campione quale è, e possa partecipare alla prossima Giornata della Memoria, portando la sua testimonianza di quanto accaduto; glielo auguriamo di cuore e per lui chiediamo Giustizia, non sentenze sociologiche.

ONORE AI CADUTI, SEMPRE!

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S.U.L.P.L.: pronti alla mobilitazione nazionale!

Dunque, facciamo il punto della situazione.

Già in luglio 2016 il Sulpl, di fronte agli attentati terroristici, ha chiesto chiarimenti (che non sono mai arrivati) alle Istituzioni.

In dicembre 2016 il piano del Ministro dell’Interno Minniti si andava già delinenado con lucida chiarezza: parlava di prevenzione collaborativa da realizzare con un coinvolgimento pieno dei sindaci in primis, con il loro “braccio armato” (non su tutto il territorio nazionale però), i corpi di polizia locale, affiancati da questori e prefetti. In questa sorta di apparente rivoluzione copernicana, dietro la parvenza di maggiore autonomia dei sindaci e di un accresciuto ruolo della Polizia Locale si cela a nostro avviso solamente un enorme, ingiusto ed insostenibile carico di ulteriori responsabilità. Nessuno vuole sottrarsi a queste responsabilità, ma per poter far fronte alla minaccia terroristica occorre fornire agli operatori gli stessi strumenti e le stesse tutele delle Forze di Polizia propriamente dette! Minniti vuole che la Polizia Locale contribuisca a fermare i lupi solitari? Bene, che ci metta in condizione di poterlo fare!

Il 18 agosto u.s. Minniti parla di sinergia! Annuncia infatti che a breve “verrà emanata una circolare ai prefetti affinché attraverso i comitati provinciali per l’ordine e sicurezza pubblica che saranno convocati con la partecipazione dei sindaci e in sinergia con le polizie locali si svolga un attento monitoraggio relativamente agli eventi e alle iniziative già programmate sul territorio“. Tra le righe di ogni annuncio del Ministro leggiamo che alle vere Forze di Polizia viene affidato il lavoro di intelligence, mentre alla Polizia Locale (o per meglio dire, ai diversamente impiegati comunali in divisa, che all’occorrenza devono sapersi trasformare in super eroi) viene affidato il lavoro di vigilanza, che nella pratica si traduce in ordine pubblico a tutti gli effetti, travestito da viabilità, o servizi in cui dobbiamo trasformarci in scudi umani unitamente ai blocchi di cemento decorati o meno, alle fioriere o agli alberi che qualche politico vorrebbe piantare nell’illusione di combattere la minaccia terroristica con la bellezza della natura!

Dopo ogni attentato il Ministro Minniti rilascia sempre le solite dichiarazioni, ma poi da buon burocrate quale è, insieme ai prefetti di tutta Italia, in barba alla sicurezza nazionale, quando nelle opportune sedi si tratta di perorare la nostra giusta causa e quindi di adeguare le nostre tutele, la nostra formazione, le nostre prerogative giuridico-contrattuali, le nostre strumentazioni (accesso allo sdi, giubbotti antiproiettile, armamento su tutto il territorio nazionale, bastoni, etc), tutto si arena inesorabilmente, probabilmente perchè nessun vertice vuole rinunciare a un pezzettino di orticello del potere e della visibilità.

E quindi, alla luce di quanto sopra esposto, la domanda retorica che tutti i cittadini, non solo noi del settore, dovremmo porci è se a questi burocrati importi davvero qualcosa della sicurezza nazionale, dei suoi cittadini e dei suoi servitori (compresi quelli di serie B delle Polizie Locali).

Ribadiamo che Anci deve a nostro avviso insistere per portare a termine l’iter di RIFORMA DELLA POLIZIA LOCALE ITALIANA, senza se e senza ma; in caso contrario dovrà avere la forza di negare i servizi richiesti dal Ministero o dal suo apparato. Il Sulpl non esiterà a denunciare i Sindaci per violazioni di legge e per tutti i danni che potranno verificarsi nell’era del terrorismo.

Il Sulpl chiede serietà da parte delle Istituzioni a tutti i livelli nell’affrontare una tematica contingente come quella terroristica e dignità per la nostra Categoria; SE NULLA DOVESSE CAMBIARE QUESTA ORGANIZZAZIONE SINDACALE E’ PRONTA PER UNA MOBILITAZIONE NAZIONALE, NELLA CERTEZZA E NELLA SPERANZA CHE TUTTA LA POLIZIA LOCALE ITALIANA FARA’ CORPO PER FAR SENTIRE LA PROPRIA VOCE.

La Segreteria Nazionale SULPL

 

 

 

 

Il Sulpl deve difendere la Categoria dalle insinuazioni di alcuni sindacati di Polizia che ci vorrebbero… Vigili Urbani!

Ancora una volta abbiamo avuto riprova di quello che pensano alcuni Sindacati di Polizia di noi… non tutti per fortuna.

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Gli interventi del 6 marzo 2017: Sulpl Vs Siulp

In data 22 marzo 2017 leggiamo un documento del Siap in cui a pagina 5 è ben espresso ciò che pensano di noi, senza ombra di dubbio…

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Poi il caso Piacenza di questi ultimi giorni: il nostro Coordinatore Area Territoriale Vasta di Parma e Piacenza, Dott.ssa Miriam Palumbo ha dovuto ribattere alle insinuazioni di un rappresentante del Siap. Vediamo lo svolgimento dei fatti:

Tutto parte da questo articolo pubblicato da Il Piacenza che riporta il pensiero del Consigliere Regionale Emilia-Romagna Matteo Rancan sul tema della Sicurezza.

Fa seguito la replica di Sandro Chiaravallotti (Siap)

Inevitabile per il Sulpl Piacenza rispondere alle insinuazioni fatte dal sindacalista del Siap. Assurdo doverci difendere dagli attacchi di quelli che dovrebbero essere nostri Colleghi.

Leggiamo le infelici esternazioni del Chiaravallotti, ma nella sostanza nulla di nuovo o di originale in quanto ha copiato di sana pianta quanto contenuto in un documento del Siap Nazionale datato 22 marzo 2017, nel punto in cui afferma in sostanza che la Polizia Locale non può occuparsi di sicurezza in quanto dipende dai Sindaci e che essendo “ nel nostro Paese l’infiltrazione mafiosa onnipresente, potremmo avere sindaci mafiosi seduti nei tavoli dell’ordine e sicurezza pubblica con sempre più poteri.“

Per quanto concerne tutto ciò che lei imputa alla Locale e ai Sindaci, la invitiamo a guardarsi in casa propria, vogliamo parlare della notizia apparsa sul Corriere della Sera del 9 giugno u.s. che titolava “Concorsi truccati-sospetti sui test per esercito e Forze dell’Ordine…”, solo per citare l’ultimo episodio? Nella fattispecie, le presunte irregolarità, “collusione/corruzione” , non appartengono alla Polizia Locale. Chi come il suo sindacato di parte afferma a più riprese che la PL è suscettibile di collusione poichè dipendente diretta dei Sindaci, e quindi andrebbe privata per questo anche di uno strumento indispensabile per fare sicurezza quale è lo sdi, farebbe meglio a guardare in casa propria.

Ma veniamo a noi e alla Polizia Locale di Piacenza, l’ innominata nel suo comunicato, alla quale fa però continuamente riferimento. Le sue uscite non lasciano dubbi: lei Chiaravollotti è affetto dalla sindrome della prima donna. Si rassereni una buona volta: la Polizia Locale di Piacenza e quella italiana in generale, non soffre di manie di protagonismo, non si sente in competizione con le Forze di Polizia propriamente dette e non si nasconde dietro inutili vittimismi come lei sostiene.

Da sindacalista evidentemente avrebbe dovuto  leggere meglio quanto scritto dal Consigliere Regionale Matteo Rancan,  quando afferma che a garantire la sicurezza “dev’essere proprio lo Stato, che invece di farlo gioca a scaricabarile ed elabora misure e suggerimenti folli“. E’ la verità e i fatti di Torino lo dimostrano: li è accaduto che i burocrati, ovvero coloro che lei reputa “davvero il responsabile della sicurezza pubblica che a sua volta deve essere messo in condizione di operare con pieni poteri su tutte le forze di polizia che devono senza se e senza ma collaborare e non nascondersi dietro a vittimismi inutili“ hanno scaricato tutta la responsabilità del loro fallimento sul Sindaco Appendino e sulla Polizia Locale. Oggi i Sindaci si ritrovano ad essere responsabili anche penalmente dell’incolumità pubblica…  quando mai lo stato viene responsabilizzato e condannato, quando mai il Ministero paga i suoi errori? i Sindaci a loro volta dovrebbero attaccare i burocrati di Anci.

Dunque lo si dica chiaramente  ai cittadini che lo stato non è più in grado di tutelare il proprio territorio (esempio ne sono anche i new jersey che devono essere collocati dai Comandanti, sempre attraverso ordinanze del Ministero dell’Interno, e quindi a cascata dai Prefetti). Noi invece diciamo loro che nell’interesse della comunità, se davvero si vuole salvaguardare la loro sicurezza, l’unica strada percorribile è quella di unire le forze e lavorare fianco a fianco, in sinergia e senza inutili smanie di competizione, che non provengono certo dalla nostra parte. La sicurezza non si costruisce e non si realizza ragionando a compartimenti stagni o avendo paura che l’esercito dei diversamente impiegati comunali in divisa possa invadere i vostri orti. La sicurezza è un diritto dei cittadini ed è nostro dovere garantirla, tutti insieme. Se è vero come lo è  che il sistema della sicurezza nazionale ha introdotto la security e la safety (vedi L. 48/2017), cioè due sistemi di sicurezza, uno nazionale e l’altro locale, questo è evidentemente dovuto al fallimento del primo. La società si evolve, muta spesso in peggio sotto il profilo della sicurezza e i colleghi del Siap  dovrebbero non solo difendere i questori, ma allinearsi affinchè sia varata la Legge di riforma sulla Polizia Locale. L’Italia è l’unica ad avere nel sistema Europa quattro Polizie ad ordinamento statale, di cui una militare; le norme ne prevedono solo due, una nazionale ed una locale. Sono necessari interventi e fondi per aumentare gli organici della Polizia Locale; lei dovrebbe sostenere, nell’interesse della collettività, la dotazione alla Locale di tutti i sistemi di difesa e l’accesso alle banche dati sdi, onde garantire un maggior controllo del territorio ed una civile ed ordinata convivenza quotidiana.

Sta di fatto che non so come mai, ma in strada non ho mai avuto il piacere di lavorare con lei; le assicuro tuttavia che con i  Colleghi della Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza, noi della Locale lavoriamo in perfetta sinergia e se magari ci fosse anche lei, potrebbe ricredersi sulle nostre capacità! Non sarà mica anche lei tra i fomentatori della soppressione del nostro nucleo di Polizia Giudiziaria e Investigativa? Speriamo di no! Sa, anche quello rientra tra le nostro competenze, le piaccia o no, basta leggere la normativa! A differenza di ciò che lei insinua, la Locale non si sente in competizione e soprattutto non abbiamo la smania di fare i poliziotti, in quanto le Leggi lo dicono. Non diamo sfogo ad esaltazione alcuna, dunque ha anche poco da ridere. Ad ogni buon conto, visto che è già la seconda o forse terza volta che scivola così in basso, il SULPL la invita a sostenere un confronto pubblico, compatibilmente con la nostra agenda fitta di impegni, poiché noi facciamo i sindacalisti non in distacco.

Miriam Palumbo_SULPL Piacenza

Cogliamo anche l’occasione per ringraziare i tanti Colleghi della Polizia Locale che da tutta Italia hanno condiviso il nostro punto di vista e difeso la Categoria e le sue istanze, in particolare sulla pagina Fb di Sportello Quotidiano…. siete il nostro orgoglio!

Nonostante tutto il Chiaravallotti ha voluto ancora replicare . Noi anticipiamo in questa sede che non intendiamo replicare oltre, poichè non ci interessa alimentare sterili polemiche sul web e soprattutto non siamo in cerca di visibilità. Per cui rinnoviamo al rappresentante del Siap la proposta di organizzare in settembre un incontro pubblico per un faccia a faccia con la Dirigenza Sulpl.

A Chiaravallotti vogliamo solo precisare (sorvolando volutamente sulle sue ritrattazioni, sulle sue accuse di fraintendimento del suo pensiero e di personalizzazione…) che non occorre che si impegni a lottare per permettere alla Palumbo di esprimersi; viviamo in democrazia e ci si esprime liberamente! Ci ha fatto sorridere quella frase ad effetto di “Volteriana” memoria (nella realtà erroneamente attribuita nel tempo a Voltaire)

non condivido il tuo pensiero ma lotterò perché tu possa esprimerti  (cit. Chiaravallotti)

I disapprove of what you say, but I will defend to the death your right to say it (cit. Evelyn Beatrice Hall)

Ulteriore precisazione va fatta al Chiaravallotti: il nostro è un Sindacato apartitico. Siamo liberi di colorarlo nel modo che riteniamo più opportuno, nell’interesse esclusivo della Categoria. All’interno di qualsivoglia partito ci sono Persone e per noi sono loro che contano! Voi altri siete gestiti dal Ministero dell’Interno, mentre noi diversamente impiegati comunali in Divisa, non avendo punti di riferimento permanenti nella Repubblica, dobbiamo inevitabilmente coinvolgere i Primi Cittadini per riuscire nell’intento di migliorare la qualità della Vita nelle città e nelle periferie, perchè voi e il vostro Ministero le avete lasciate alla mercè della violenza. Vogliamo tranquillizzarla anche su un altro punto: anche se lei e pochi altri state prendendo coscienza solo ora del fatto che il Vigile Urbano sta scomparendo, vorremmo precisare che in realtà è scomparso dal 1986. Ciò nonostante quella che oggi si chiama Polizia Locale è comunque e sempre la vera Polizia di Prossimità, primo punto di riferimento per i cittadini; dunque è solo una sua percezione. Siamo così professionali e preparati che oltre alle vecchie competenze oggi ci occupiamo di tanto altro ancora, senza tralasciare nulla, forse è questo che vi spaventa… ma purtroppo per voi, non possiamo far tornare il mondo indietro di 30 anni!

Ci spiace del suo infortunio, ma le voglio ricordare che ai Lavoratori della Polizia Locale da dicembre 2011 ad aprile 2017 era stato sottratto il riconoscimento di diritti come equo indennizzo, causa di servizio e pensione privilegiata e solo attraverso interventi massicci del Sulpl in Italia e in Europa siamo riusciti a riaverli dopo sei lunghi anni.

Come detto da subito, l’attendo a settembre, con i suoi quattro amici che l’anno sostenuta sulla sua bacheca Fb per discutere gurdandoci negli occhi.

Colgo l’occasione per ringraziare tutti i Colleghi delle Forze dell’Ordine con le quali collaboriamo sul campo nel quotidiano, senza distinzione di Divisa, poichè siamo tutti consapevoli che in strada la Divisa è una e non ci sono Divise di serie A e B. Uniti si Vince!

Miriam Palumbo