Viviamo in un tempo senza memoria…

Erano le ore 9.30 del 12 settembre 1943 quando il comandante tedesco Walter Gericke ordinò ai suoi soldati di prelevare dalla vecchia caserma di Via Vecchia Cappuccini (oggi Via Renato Coletta) tutti i vigili urbani presenti allo scopo di interrogarli sull’identità degli aggressori di Piazza Roma nei pressi del palazzo delle Regie Poste. Ad un tratto da una finestra delle palazzine adiacenti un cecchino ferì ad una mano il comandante tedesco, il quale in preda a lancinanti dolori ordinò che i dieci vigili urbani e i due netturbini fossero messi al muro e fucilati a colpi di mitragliatrice.

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Una strage che poteva certamente essere evitata, leggendo la cronaca dei tempi. A cosa è valso quel sacrificio di Vite umane, di Colleghi, di Lavoratori? In quanti nel mondo politico conoscono la storia di questo eccidio di Barletta?
Questo Sindacato, dal 2004, con l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, ricorda i Colleghi della Polizia Locale caduti nell’adempimento del dovere. Per il Sulpl il 12 settembre rappresenta la Giornata della Memoria della Polizia Locale Italiana.

Quest’anno, nella speranza di sensibilizzare in modo più incisivo le sorde e distratte Istituzioni, abbiamo deciso di celebrarla a Barletta, a Genova, a Palmi e a Sant’Agata d’Esaro e Milano, deponendo in contemporanea una corona in memoria dei Colleghi che negli anni hanno pagato con il sacrificio della Vita l’attaccamento alla nostra Divisa.
Da anni ormai la Polizia Locale è sul podio per aggressioni, decessi e suicidi, accanto a Carabinieri e Polizia di Stato. La nostra Riforma negli ultimi mesi sembrava essersi timidamente riavviata, ma ora è di nuovo caduta nel dimenticatoio, o almeno così pare. Il Presidente della Repubblica Mattarella ha inferto alla Categoria un altro colpo quando nelle Sue eccezioni al Decreto Sicurezza bis, non ha ritenuto quelli che ancora etichetta come vigili urbani degni dell’oltraggio a Pubblico Ufficiale… Fino alla fine comunque lotteremo affinchè la nostra Divisa, seconda a nessuna, venga riconosciuta ed equiparata alle altre. Solo allora potremo dire che il sacrificio dei nostri Colleghi caduti nell’adempimento del Dovere non sarà stato vano.

Alle ore 12.00 del 12 settembre p.v. invitiamo i Colleghi di tutta Italia in servizio ad unirsi nel loro ricordo con un minuto di silenzio e con i Lampi Blu in azione.

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Il Comune di Genova crede di poter censurare l’ironia dirompente del SULPL?!

I dirigenti di Palazzo Tursi hanno detto NO…

Volantino polemico di un sindacato per le troppe multe, il Comune blocca l’affissione: “Lede la dignità del corpo” (La Repubblica)

Questi i volantini dello scandalo!

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Insomma i volantini sono stati censurati perché, secondo loro, lesivi della dignità del Corpo di Polizia Locale e dell’immagine dello stesso Comune di Genova!

O forse sono stati censurati perché troppo veritieri? e si sa, la VERITA’ è un fardello pesante e deve essere celata agli ignari Cittadini! Nessuno potrà censurare o tentare di imbavagliare il SULPL; nessuno potrà impedire ai nostri Dirigenti Sindacali (che si battono, sia chiaro, per tutelare e difendere proprio i Diritti e la Dignità dei Lavoratori della Polizia Locale e per smascherare le troppe amministrazioni che vorrebbero relegarci a meri gabellieri per rimpinguare le casse comunali) di esercitare i propri Diritti Costituzionalmente garantiti! E guai se così non fosse. Significherebbe allora giustificare in qualche modo anche un certo fanatismo religioso che nel 2015 ha tentato di mettere a tacere il giornale satirico Charlie Hebdo… Nessuno può limitare la libertà di espressione, di critica, di pensiero, esercitata nei limiti consentiti dalla Legge.

Infatti, il principio della libera manifestazione del pensiero critico è la “pietra angolare del sistema democratico” (cit. Corte Costituzionale 19.02.1965, n.9; 17.4.1969, n.84) ), e “fondamento della democrazia” (cit. Corte Costituzionale n. 172 del 1972), nonché “il più alto, forse dei diritti fondamentali” (cit. Corte Costituzionale n. 138 del 1985).
Essa è definita sia come diritto individuale sia come diritto sociale affinché sia garantita “l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese” (art. 3/2, Costituzione.).
In particolare, in relazione al diritto di critica, ed in specifico a quella sindacale, derivante dai più ampi diritti di libertà sindacale e manifestazione del pensiero ex artt. 21 e 39 Costituzione, la giurisprudenza è costantemente concorde ad ammettere la possibilità di esprimersi con toni e modi di disapprovazione e riprovazione anche particolarmente aspri;
tale critica pertanto, proprio in relazione al “dovere” di rappresentanza di una categoria di lavoratori e della linea politica sindacale nazionale ed ha per oggetto un argomento di carattere corporativo, attinente cioè agli scopi ed interessi della categoria o della stessa Organizzazione Sindacale può assumere talora anche caratterizzazioni esagerate, esplicandosi con l’uso di toni oggettivamente aspri e polemici, cosa che seppur consentita nella fattispecie in esame non è stata attuata.

Si pone cioè la critica sindacale su un piano diverso da altre tipologie di critica dato che questa non deve mai essere concepita come un attacco ma bensì come una difesa dei propri diritti e dignità di lavoratori, va in somma vista come reazione ad esempio al modello organizzativo aziendale alla mancanza di sviluppi professionali ai carichi di lavoro ecc.
Da sempre le OO.SS., che agiscono in rappresentanza degli interessi dei lavoratori, esprimono una critica nei riguardi della classe politica che è al potere, denunciando la sua inadeguatezza ad affrontare problemi e per indurla ad adottare una politica migliorativa che consenta al lavoratore anche un adeguato sviluppo professionale, sempre nell’interesse della collettività.
Quando la critica sindacale si limita ad esporre fatti reali pur enfatizzandoli, il provvedimento autoritario di zittire o limitare questa azione è senza dubbio da ritenersi illecito e perseguibile ai sensi della L.300/70 (art. 28).

In conclusione, quanto sta accadendo a Genova (e quanto già vissuto da nostri Dirigenti in altre città) è da considerarsi una gravissima ingerenza nell’attività sindacale, che forse proprio a causa della veridicità delle affermazioni fatte e alla mancanza di considerazione/discussione delle proposte inoltrate dal DICCAP_SULPL a questa P.A. nell’interesse della collettività e dei lavoratori della P.L. sono sentite dagli amministratori pro tempore come un attacco di “”lesa maestà”!

La Segreteria Nazionale SULPL esprime tutta la propria solidarietà al nostro Dirigente Claudio Musicò, alla Polizia Locale di Genova e ai suoi Cittadini.

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SDI: i poteri forti dello Stato si muovono perché si sentono intimoriti dai grandi numeri e dalla professionalità della Polizia Locale!

SDI POLIZIA LOCALE: ecco muoversi i poteri forti dello Stato, come sempre scritto e annunciato dal SULPL! I numeri e le statistiche intimoriscono la Questura e il Comando Provinciale dei Carabinieri di Brescia al punto che il Prefetto è costretto ad intervenire, anche se non è di sua competenza determinare l’operatività degli operatori della Sicurezza in campo.

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Certo che il report 2018 della Polizia Locale di Brescia può far balzare sulla sedia coloro che ai vertici tengono ben stretto il primato dei “veri garanti” della Sicurezza: 949 notizie di reato, 142 arresti (di cui 125 per spaccio e detenzione di sostanze stupefacenti), 9648 grammi di sostanze stupefacenti sequestrate e 64mila euro di proventi recuperati, 807 persone denunciate a piede libero, 950 identificazioni etc etc. Qualche grande capo sarà imbarazzato, per non dire infastidito che la Polizia Locale, quella ritenuta da taluni di serie B possa oscurare le vere FF.OO.
Lo affermiamo convintamente dopo aver letto ed analizzato il vademecum del Prefetto di Brescia con riferimento allo SDI, che qualcuno vuole tener ben stretto, probabilmente perchè come abbiamo già affermato in altra sede è l’unico modo per tenere ancora la PL alle proprie dipendenze ed evitare di farle spiccare il volo, tentativo che non sempre riesce, e la PL di Brescia ne è l’esempio lampante! Il punto 4 del vademecum è veramente incommentabile, poichè asserisce che nel caso in cui l’interrogazione dia esito positivo, la Forza di Polizia interessata “invierà con tempestività sul posto una propria pattuglia per le incombenze di competenza“. In pratica, tra le righe si legge che in caso di positività dell’interrogazione, la vera Forza di Polizia interverrà per prendersi il merito dell’operazione e balzare agli onori della cronaca, come se già non accadesse troppo spesso! La linea seguita a Brescia è a nostro avviso totalmente sbagliata; esemplare invece quella tenuta dal Questore Venezia, a cui evidentemente sta realmente a cuore la sicurezza degli operatori di Polizia (tutti, nessuna Divisa esclusa) e dei Cittadini. Il Questore Masciopinto infatti ritiene la Polizia Locale, Forza di Polizia a tutti gli effetti e ne riconosce la preparazione e l’alto profilo professionale; egli ritiene essenziale la collaborazione tra tutte le Forze di Polizia dislocate sul territorio e fornire a tutti gli operatori medesima formazione e dotazioni (Taser compreso). A nostro avviso un modello da seguire per i Questori di tutta Italia. Lo stesso Ministro dell’Interno Matteo Salvini non deve farsi influenzare da chi vuol tenere il potere ben stretto; per chi come lui afferma di tenere alla Sicurezza, è fondamentale estendere l’accesso allo SDI anche alla Polizia Locale, senza limitazioni, e definire al più presto la nostra Riforma.
Ad ogni buon conto è giusto chiarire al Prefetto di Brescia che chi ha sempre lavorato con passione, continuerà a farlo, non sarà certo una circolare a metterci i bastoni tra le ruote. La legge 7 marzo 1986 n.65 all’art. 5 rubricato : ” Funzioni di polizia giudiziaria, di polizia stradale, di pubblica sicurezza” individua lo status giuridico degli appartenenti alla Polizia Locale Italiana; numerose previsioni normative riconoscono alla Polizia Locale “il diritto”, proprio per le funzioni de quibus, di accedere, in attesa che tali disposizioni vengano meglio regolate e definite, per il tramite delle altre forze di Polizia ad ordinamento statuale. La Polizia Locale non ha nulla da imparare dagli altri, anzi, tante volte siamo proprio noi a formare gratuitamente anche i Colleghi delle altre FF.OO., e lo facciamo ben volentieri, senza temere che nessuno possa sottrarci qualcosa, a differenza di altri.

Ovviamente tali rimostranze verranno inviate alle Autorità interessate.

La Segreteria Generale SULPL

Chi dice la verità e difende la Polizia Locale è scomodo…

Nel tempo dell’inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario!

(cit. Pier Paolo Pasolini)

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                                                        SEGRETERIA GENERALE SULPL
                                                                                              

                                                                                               Alla Redazione del Quotidiano Libertà

Non è mia abitudine intervenire in questioni locali, ma questa volta è doveroso farlo poiché ancora una volta a Piacenza è accaduto che la nostra Dirigente Miriam Palumbo sia stata presa di mira. Evidentemente chi difende a ragione e con convinzione la Polizia Locale è scomodo per qualcuno.
Riassumo brevemente per chi non ha seguito la vicenda: nei giorni scorsi il Consiglio Comunale di Piacenza ha approvato la dotazione del Taser in via sperimentale per la Polizia Locale. A mio avviso una scelta di buon senso per la Sicurezza degli Agenti e dei Cittadini. Ho letto le esternazioni del Consigliere Saccardi che ovviamente, dal nostro punto di vista sono anacronistiche e distanti anni luce dalle nostre posizioni a riguardo.

«Bene il taser – ha aggiunto Mauro Saccardi (Gruppo Misto) – e la sperimentazione. Faccio però notare che i nostri agenti hanno già manette, pistola, spray urticante, manganello-sfollagente e ora il taser. Probabilmente i marines americani sono meno attrezzati in un territorio di guerra. Questi strumenti sono indispensabili, ma sarebbe importante sapere anche quante volte hanno usato manganelli e pistole in questi anni. Non carichiamoli troppo, non sono poliziotti, non sono forze dell’ordine. I vigili urbani devono andare incontro a situazioni diverse. Forse dovrebbero girare più in città con i blocchetto bianco e rosa per dare sanzioni ad abusivi e accattoni».

Le Segreterie Provinciali Sulpl e Csa, giustamente, hanno immediatamente replicato al Consigliere, che non ha gradito e ha presentato una nota esposto alla Procura SACCARDI.
Sta di fatto che ad oggi nessuno è stato querelato, eppure, sul giornale locale Libertà si parla di querela ed è stata associata all’immagine di Saccardi, quella della nostra Dirigente, in Divisa e con tanto di Cognome.

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Chiaramente ho dato immediato mandato al nostro ufficio legale UFFICIO LEGALE_LIBERTA’ di intervenire a tutela dell’immagine della mia Dirigente, richiedendo alla redazione immediata rettifica a tutta pagina, del grossolano errore commesso dal giornalista.
Ricordo inoltre, a tutti quei politici che troppo spesso si offendono e si sentono diffamati da alcuni nostri Dirigenti Sindacali, che la diffamazione è ben altra cosa e che in Italia vige la sacrosanta libertà di espressione e di pensiero, che vige a condizione di reciprocità!
Il Consigliere Saccardi ha liberamente espresso la sua opinione; il consiglio di tacere è stato solo dato per evitare, evidentemente, brutte figure per il futuro. I Sindacati hanno l’altrettanto sacrosanto diritto di replicare ad esternazioni che sono palesemente finalizzate a sminuire l’immagine di un’ intera Categoria, quella della Polizia Locale, che già stenta a farsi riconoscere dalle Istituzioni, figuriamoci se può sopportare di far decidere ad un politico locale le proprie sorti sulla sicurezza.
Alla Categoria dei giornalisti invece, mi sento di rinnovare l’invito fatto loro dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della cerimonia del Ventaglio al Quirinale, che ha difeso la libertà di stampa, invitando però a verificare sempre qualsiasi notizia, in modo da fornire una informazione corretta ai Cittadini, sempre anteponendo la verifica delle notizie all’anelito dello scoop.
Gradirei che la mia nota venisse pubblicata, anche per chiarezza nei confronti dei Cittadini. Cordiali Saluti

Modena, 28.07.2019
Il Segretario Generale
Mario Assirelli

Infine, una considerazione di carattere generale…

Rivolgo un personale pensiero anche alla memoria del Vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, la cui tragica morte è stata cagionata da 8 fendenti per mano di un assassino. Questa moda da parte di alcuni politici e alcuni giornalisti di continuare ad attaccare le Forze di Polizia, a demonizzarle, a indebolirle per partito preso o in nome di chissà quale ideologia, espone gli operatori su strada sempre a maggiori rischi. Gli Uomini e le Donne in Divisa sono sempre più presi di mira da chi la Legge proprio non vuole rispettarla. I Politici e i Giornalisti hanno un grosso potere e dovrebbero utilizzarlo per educare anche al rispetto delle regole del vivere civile e delle Leggi, nonché a tutelare chi quelle Leggi deve farle rispettare. Finchè non si comprenderà questo, ma si cercherà sempre di far passare il carnefice come vittima e le Divise come il male della società, allora non abbiamo speranza, siamo destinati a continuare ad essere carne da macello.
Tutti dobbiamo contribuire a garantire Sicurezza alle Forze di Polizia e ai Cittadini, senza interessi di parte e in modo costruttivo. Tutti dobbiamo contribuire anche ad educare al concetto di Sicurezza.

Un abbraccio, Mario Assirelli

“Codice Rosso” e Polizia Locale: lettera aperta del Sulpl.

Alla c.a. Ministro per la Pubblica Amministrazione Giulia Bongiorno
Ministro dell’Interno Matteo Salvini
Sottosegretario al Ministero dell’Interno Nicola Molteni
Sottosegretario Ministero della Giustizia Jacopo Morrone
Senatrice Maria Laura Mantovani
Senatore Pietro Pisani
Ai DEPUTATI ALLA CAMERA
BORDONALI Simona
MURELLI Elena
GALIZIA Francesca
LETTERA APERTA
I dati che emergono dall’ultimo rapporto Censis e che evidenziano la portata della violenza sulle donne in Italia sono impressionanti: ogni tre giorni in Italia c’è una donna che viene uccisa. La maggior parte di questi delitti si sono consumati nell’ambito familiare o per mano di un partner o di un ex. Nell’ultimo decennio sono stati ben 48.377 i reati di violenza sessuale denunciati e in oltre il 90% dei casi la vittima era una donna. Senza trascurare le 10.204 denunce per maltrattamenti in famiglia, 8.718 denunce per percosse e 8.414 denunce per stalking. In questo quadro tragico, l’unico dato positivo è che le donne-coraggio che trovano la forza di denunciare le violenze subite sono in aumento.
Alla luce di quanto appena evidenziato, la Legge “Codice Rosso” rappresenta a nostro avviso la vittoria di un Paese civile. E’ giusto plaudire all’attuale Governo che in tempi brevi ha approvato, alla quasi unanimità, una Legge così importante per proteggere chi è vittima di maltrattamenti, violenza sessuale, violenza domestica, violenza di genere, di stalking.
Abbiamo letto il testo integrale, davvero ottimo. L’unica cosa che sentiamo di dover sottoporre alla vostra attenzione è la mancata presa in considerazione dell’importante attività svolta in questo ambito anche dalla POLIZIA LOCALE, da anni ormai sempre più specializzata nella difesa delle donne, dei bambini e delle persone vittime di violenza o atti persecutori in genere.
La problematica è delicatissima, poiché bisogna proteggere vittime di violenza, in taluni casi consumatasi anche in presenza di minori. Da qui la necessità di mettere a disposizione dei Cittadini personale adeguatamente formato dal punto di vista giuridico e psicologico, oltre che ovviamente dotato di particolare sensibilità.
La Polizia Locale, grazie alla sua peculiarità di essere Polizia di Prossimità, alla propria capillare presenza sul territorio, alla conoscenza dello stesso e dei residenti e per la relazione di fiducia che instaura col cittadino, gioca un ruolo rilevante, imparando a vedere, riconoscere e rilevare la violenza. Recente ad esempio il caso avvenuto in maggio a Cesenatico: due agenti, mentre stavano effettuando un controllo nella zona della stazione ferroviaria, hanno notato una donna con evidenti segni al volto riconducibili a percosse. I Colleghi della Locale hanno immediatamente attivato tutta una serie di procedure per mettere al sicuro la cittadina. Il Comando di Parma ha istituito dal 2009 il NAV (Nucleo AntiViolenza) che nel 2017 ha trattato 402 casi di fenomeni di bullismo e violenza contro donne e bambini. La Polizia Locale di Piacenza vanta un nucleo che ha messo in salvo tante donne vittime di violenza e di stalking e che di recente, in giugno, ha salvato una bambina disabile vittima di bullismo, caso che è stato attenzionato dai media nazionali e dal Ministro dell’Istruzione Bussetti. La Polizia Locale di Milano vanta un Nucleo Tutela Donne e Minori che nel 2016 si è occupata di 450 fascicoli. Questi sono solo alcuni esempi di Comandi che hanno al loro interno delle eccellenze che contribuiscono a combattere la violenza e aiutano le vittime e riappropriarsi della propria Vita.
Per la Categoria è stato come ricevere un ennesimo schiaffo. La nostra non è mania di protagonismo, assolutamente; siamo solo consapevoli di giocare un ruolo fondamentale in tale campo. Continueremo, come sempre, a tutelare chi è vittima di violenza e lo faremo sempre con cuore e coraggio, ma avremmo apprezzato tantissimo se qualcuno avesse ritenuto opportuno inserire anche la Polizia Locale nell’ART. 5 della Legge “Codice Rosso”, garantendo anche a noi, al pari di Carabinieri, Polizia di Stato e Polizia Penitenziaria, corsi di formazione obbligatori.
Garantire la formazione prevista da Codice Rosso anche alla Polizia Locale avrebbe significato riconoscere il lavoro di un’intera Categoria e garantito ai Cittadini maggiori opportunità di salvezza.
Infatti dobbiamo rilevare che ci sono città come Milano, Piacenza ove esistono nuclei d’eccellenza che si occupano di violenza sulle donne e bambini, di ogni tipo; ma formare personale anche in Comuni ove la formazione è più carente, avrebbe sicuramente offerto un sistema di protezione della vittima indiscusso e ben più ampio. Per l’esperienza maturata sul campo la Polizia Locale sarebbe stata sicuramente un valore aggiunto che avrebbe potuto collaborare a pieno titolo e su un livello paritario con le altre Forze dell’Ordine.
Auspichiamo che questa nostra nota, possa far riflettere e se possibile rimediare a questa dimenticanza, per il bene delle Vittime, per offrire loro un ulteriore punto di riferimento e una possibilità in più di salvarsi dalla violenza del non –Amore.
In attesa di un cortese cenno di riscontro, l’occasione è gradita per porgere
Distinti saluti
La Segreteria Generale SULPL

Modena, 18 luglio 2019

Non è il caso di fare la guerra dei poveri!SULPL replica alle affermazioni di Macchi (Siulp Varese)

Partiamo da qui:

“Polizia Locale coccolata, Forze dell’Ordine trascurate”
L’affondo di Paolo Macchi, segretario SIULP e ospite del Rotary Varese Ceresio: “Noi siamo sempre meno, i vigili sempre di più: solo che non hanno il nostro addestramento. Né i nostri orari”

Questa la replica dell’Assessore alla Sicurezza Regione Lombardia De Corato che ha difeso a spada tratta la Polizia Locale e che ovviamente ringraziamo:

De Corato replica al SIULP: “Vigili da valorizzare”
L’assessore regionale alla Sicurezza risponde al segretario Paolo Macchi, che nel Decreto Salvini riscontra molta attenzione per le Polizia Locali e poca per le Forze dell’Ordine

Siamo alle solite, quando per la Polizia Locale si apre uno spiraglio che lascia intravedere in lontananza la Riforma, alcuni Sindacati dei “veri” Poliziotti sollevano il capo e alzano la voce, poiché vengono assaliti, con ogni probabilità, dalla paura di perdere in qualche modo la scena. Per noi la Sicurezza degli Agenti e dei Cittadini si costruisce insieme e alla pari. La Sicurezza non si fa a compartimenti stagni. Lei ed altri Sindacalisti che fanno certe illazioni, dovreste invece sperare che anche la Polizia Locale venisse equiparata alle FF.OO. ad ordinamento statale e dovreste spingere anche per accelerare questo processo di Riforma che si intravede con il Ministro Salvini, che per fortuna, diciamo noi, coccola e valorizza davvero le FF.OO. e proprio perché tiene alla Sicurezza, ha probabilmente deciso che è tempo di riformare anche la Polizia Locale.

Ad oggi anche noi viviamo le stesse problematiche di Corpi perennemente in sottorganico e anziani, senza però i vostri stessi diritti e strumenti operativi! Vogliamo parlare di tutela legale? questo Sindacato ha dovuto provvedere ad attivarla per i propri associati. Questa sarebbe la Polizia coccolata? Per quanto riguarda i servizi notturni, nella maggioranza dei capoluoghi di provincia la PL fa servizio h24; chiaro è che trattasi anche di scelta politico-amministrativa subordinata comunque ai numeri in organico. Evidentemente i Comandi che come dice lei “abbassano la serranda” non hanno i numeri per coprire il territorio su 4 turni, non per comodità!

Come abbiamo replicato già in altre sedi, la Polizia Locale, essendo abituata da sempre a lavorare nell’ombra e non come voi sotto le luci della ribalta, è umile e non è affetta dalla sindrome della prima donna. Semplicemente, ogni giorno, e voi lo sapete bene, da prova di se, della propria professionalità e preparazione (a volte addirittura formando con orgoglio anche voi Poliziotti!) perché crede nella Divisa che ha l’onore di indossare, che non è di serie B.

Siamo i primi a convenire che facendo il vostro stesso lavoro (consapevoli comunque, ma sempre senza ostentare nulla! che il nostro è ben più ampio e variegato e i campi d’intervento sono si limitati al territorio, ma molteplici: polizia giudiziaria, stradale, commerciale, tributaria, edilizia, ambientale, etc etc etc, senza trascurare un altro dato di rilievo e cioè che la Polizia Locale Italiana rileva il 90% degli incidenti stradali sul territorio nazionale) e correndo i vostri stessi rischi, certo occorre implementare la formazione, ma con la Riforma arriverà anche quella.

Il vostro problema, sul quale battete a più riprese, diciamocelo, è proprio l’accesso allo SDI, grazie al quale riuscite ancora a tenere “sotto scacco” la Polizia Locale che proprio perché fa il vostro stesso lavoro necessita di fare i vostri stessi accertamenti, non potendosi più limitare agli accertamenti anagrafici! Siete ben consci che una volta ottenuto il via libera per accedere alle banche dati e l’equiparazione al vostro status, la Polizia Locale spiccherà il volo e i Cittadini potranno toccare con mano quanto è importante e insostituibile questa Polizia di Prossimità che conosce in modo capillare il territorio.

A differenza vostra però, noi non vediamo negli appartenenti della Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri e Guardia di Finanza dei rivali verso cui puntare il dito affinché non possano emergere o migliorarsi, ma semplicemente dei Colleghi affidabili e preparati con i quali poter collaborare e lavorare in Sicurezza su strada e per la Sicurezza dei Cittadini. Diciamo che su strada tra tutte le FF.OO., Polizia Locale compresa, i rapporti sono ottimali, poiché chi vive la strada conosce i rischi e l’importanza di collaborare tra Divise, senza guardare l’appartenenza. Invece spesso i teorici della Sicurezza, soprattutto taluni sindacalisti che magari di strada ne hanno fatto poca, tendono a voler colpire l’anello più debole della catena per farlo rimanere sempre un passo indietro. Quindi il nostro punto di vista è diametralmente opposto al vostro, che invece è strumentale e finalizzato a voler mantenere lo status quo.

Di seguito riportiamo una breve rassegna stampa che distrugge la tesi del Segretario Siulp Varese e dimostra che le mele marce sono dappertutto, non per questo a qualcuno è mai passato in mente di eliminare la possibilità di accedere allo SDI alla Polizia di Stato.

Poliziotto condannato per un “favore” all’amica
Entrò nel sistema informatico della polizia in cerca di informazioni sui parenti e su una prostituta

Informazioni passate all’amico indagato: imprenditore assolto, pena ridotta al poliziotto

Accesso abusivo a sistema informatico: condannato l’’agente di polizia giudiziaria che accede alla Banca Dati SDI per conto di un privato

Sdi: sospensione per tre poliziotti dall’esercizio dei pubblici uffici indagati di accesso abusivo al sistema di informazione.

Accesso abusivo a sistemi informatici di polizia, ispettrice sotto processo a Imperia
La segretaria del questore accedeva alla banca dati “spulciando informazioni anche sull’ex questore”

Egregio MACCHI, non abbia timore dei suoi Colleghi “vigili”, faccia il Sindacalista, non il sindacalista!

La Segreteria Generale SULPL

IL 21.06.2019 VERRA’ RICORDATO COME LA DISFATTA DI CAPORETTO DELLA POLIZIA LOCALE ITALIANA, GRAZIE AL CSA!

Ci sono dei casi in cui lo sciopero può indebolire più gli operai che il loro diretto avversario. (Lev Trotsky)

Possiamo affermare che lo sciopero proclamato dal Csa il 21 giugno 2019 si può riassumere in questa citazione… un flop annunciato, una Caporetto che ha coinvolto, loro malgrado, i Lavoratori della Polizia Locale Italiana. ASSENZA TOTALE DELLE DIVISE (eccezion fatta per pochi esemplari presenti).

Ai Lavoratori che hanno esercitato un diritto, quello dello sciopero, e che hanno devoluto inutilmente una giornata di lavoro, ci sentiamo di dire che hanno sbagliato a fidarsi delle solite sirene incantatrici del web che ciclicamente si rifanno vive per ricordare a tutti della loro magra esistenza. In un’epoca in cui l’informazione è istantanea, continuare ad agire da persone disinformate non è più giustificabile.
Mai interessati alla Categoria, se non saltuariamente, vendendo fumo agli ignari Colleghi.
Al CSA-Ospol vorremmo ricordare che un sindacato ha una seria responsabilità verso i Lavoratori e anche questa volta ha dimostrato di non averne, inducendo i Colleghi ad aderire ad uno sciopero che non solo gli ha tolto altre risorse economiche dalle tasche (oltre quelle che il CCNL sottoscritto insieme alla Triplice gli ha già portato via), ma che agli occhi della Nazione e delle Istituzioni ha indebolito ulteriormente la Categoria, che è apparsa disgregata e in balia dell’ennesima iniziativa intrapresa da un Sindacato che si professa di Categoria, e che ha proclamato l’ennesimo sciopero fallimentare; hanno aderito anche alcune associazioni (es. ANVU, ARVU, ANCUPM Ass. Professionale PL) che a volte si ergono a sindacati improvvisati e che invece farebbero bene a dedicarsi esclusivamente alla formazione (eccezion fatta, e ne diamo atto, dell’ANCUPM Delegazione Puglia).
Quelli del CSA-Ospol, questo in particolare, sono scioperi strumentali, solo per produrre caos e confondere i Colleghi, una parte dei quali è sicuramente facilmente influenzabile.
Questo sciopero rappresenta solamente uno sgarbo all’immagine della Polizia Locale Italiana che ha fatto solo comprendere, anche all’attuale Governo, quanto siamo disgregati al nostro interno.

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Noi siamo coerenti, da anni sosteniamo con forza sempre la medesima linea, senza mai agire come banderuole al vento. Linea che a quanto pare è molto apprezzata dal CSA e dalle tante Associazioni che negli anni l’hanno fatta propria, fino ad arrogarsene indebitamente la paternità! Insomma, mentono sapendo di mentire!
Ma se oltre a far propria la nostra idea di Polizia Locale, a questo seguissero anche azioni coerenti, come avevamo chiesto da tempo noi con un’unione di intenti e di lavoro per un obiettivo finale condiviso, allora la copia e il plagio avrebbero avuto un senso e un lieto fine. Invece il CSA Ospol e le varie Associazioni continuano ad intraprendere periodicamente azioni sconsiderate e dannose per la Polizia Locale.
Il SULPL confida nelle azioni promesse e già intraprese dal Governo, e dunque non avrebbe potuto in alcun modo sostenere questo sciopero. Noi quotidianamente, invece, ci adoperiamo affinchè questa Riforma della Polizia Locale proceda e venga formulata nel modo più corretto possibile.
Nell’ultimo trentennio mai nessun Governo ha mostrato tanta attenzione verso la PL. Ricordiamo, a chi avesse la memoria corta, che lo stesso Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha incontrato nelle scorse settimane il Segretario Generale SULPL, rassicurandolo sul procedere della Riforma. Che senso ha avuto dunque la proclamazione di questo sciopero in un momento storico in cui le Istituzioni ci attenzionano e lavorano per dare dignità al nostro status? Ha avuto senso contestare un Governo che, anche se con i suoi tempi tecnici, riconosce finalmente l’esistenza della Polizia Locale? Se abbiamo atteso trenta lunghi anni, potremo attendere anche qualche altro mese.
Certamente singole azioni come quella intrapresa dal Csa-Ospol è stata, com’era prevedibile, un completo fallimento, non per il Csa Ospol che la rinvendicheranno nella speranza che i Lavoratori abbiano memoria corta, ma per l’intera Categoria, per la sua immagine e per tutto il lavoro effettuato quotidianamente da chi crede in questa divisa; non è certamente in questo modo che di tutelano i Lavoratori nè tantomeno i diritti della Polizia di Prossimità.

Abbiate fiducia e confidate in noi, nella nostra unità e serietà!

 

La Segreteria Generale SULPL