Solidarietà e sostegno per il nostro Collega: condannato a rispondere per oltre 120 mila euro, al termine di un’odissea umana e giudiziaria. VERGOGNA!

Aiutiamo il collega di Milano – Francesco Bartucci, e la sua Famiglia: condannato a rispondere per oltre 120 mila euro a causa del servizio di Polizia Locale in una vicenda dai contorni nebulosi nel 2005.

VERGOGNA!!!!!

SOLIDARIETA’ AL COLLEGA FRANCESCO, DELLA POLIZIA LOCALE DI MILANO, CADUTO IN QUESTO INCREDIBILE EPISODIO E COME TROPPO SPESSO SUCCEDE L’ANELLO DEBOLE DELLA SOCIETA’ PAGA – SOSTENIAMOLO ATTRAVERSO QUESTA RACCOLTA FONDI PRESSO:

BANCA CARIGE – AGENZIA PAVIA IBAN IT96J0617511302000000444980  intestato a BARTUCCI FRANCESCO

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Con questa poche righe desidero condividere con voi la mia esperienza

Il 14 maggio del 2005 svolgevo regolarmente il mio servizio con il collega di  turno; inviati dalla Centrale Operativa in Via San Paolino  ad elevare delle multe per divieto di sosta a seguito di una segnalazione dell’ATM, ci siamo ritrovati aggrediti da circa 40 cittadini inferociti per avere ricevuto la multa per divieto di sosta di euro 35,00,   tra questi uno in particolare che oltre ad aggredirmi con schiaffi e pugni, colpendo per errore persino  sua moglie, si rifiutava di fornire le proprie generalità e solo dopo l’intervento di altre 4 pattuglie sopraggiunte in emergenza, in totale erano lì in 5 per un totale di 10 agenti e dopo varie opere di convincimento si decideva finalmente a dare il proprio documento d’identità ad un agente della 3a pattuglia giunta sul posto. A causa dell’aggressione mi recavo subito in pronto soccorso  dove mi rilasciavano il referto con prognosi di 20 gg. e con la seguente diagnosi:  contusione rachide cervicale, spalla dx ed emitorace dx.

A seguito dell’aggressione denunciavo questo tizio per violenza e lesioni a pubblico ufficiale.

Durante il processo, Il tizio per difendersi affermava che in quella via i divieti di sosta non esistevano, affermazione supportata da un documento rilasciato dall’ufficio traffico e viabilità del Comune di Milano, e i due agenti impazziti elevavano le multe senza una ragione e per pura invenzione. Io e il mio collega venivamo interpellati il 05 febbraio 2008 solo come testimoni, il giudice, senza avere eseguito alcuna indagine, assolveva pienamente il tizio con sentenza passata in giudicato l’8 giugno 2009 (il Comune di Milano che era a conoscenza del processo e di conseguenza della sentenza di assoluzione emessa non ce l’ha mai notificato precludendoci la possibilità di un intervento immediato)  e invertiva il capo d’accusa ordinando un procedimento contro di me e il mio collega per falsa testimonianza e calunnia inviando gli atti in procura mentre il legale del cittadino richiedeva un risarcimento di euro 175.000,00.

In sostanza io e il mio collega da persone offese diventavamo  imputate e ne venivamo a conoscenza  solo nel luglio 2009 da una lettera ricevuta tramite il Comando della Polizia Locale che preannunciava l’applicazione di un rapporto disciplinare momentaneamente sospeso in attesa della sentenza finale.

Secondo GUP e GIP l’esame del fascicolo da me presentato con tutte le prove non era di loro competenza per cui decidevano di rinviare ad un nuovo giudice che aprisse un nuovo dibattimento con imputazione coatta, quest’ultimo giudice di primo grado di giudizio accettava le prove solo parzialmente e decideva di non archiviare il caso e di andare avanti con il processo, risultato è stato una condanna per calunnia a 2 anni di reclusione per me e per il collega un anno e 4 mesi per falsa testimonianza e al pagamento di danni per un totale di euro 11.000,00.

Su consiglio degli avvocati questa cifra è stata pagata ma abbiamo deciso di ricorrere in appello per ottenere l’assoluzione piena di entrambi; oggi 3 ottobre la sentenza della Corte di Appello di Milano è stata di conferma della condanna di primo grado che prevedeva 2 anni per me e un anno e 4 mesi per il collega con la differenza che il mio reato si è prescritto mentre il mio collega dovrà ricorrere in Cassazione per preservarsi il posto di lavoro.

Cordiali saluti

Milano, 3 ottobre 2014

LA CRONACA

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Analisi del nuovo CCNL funzioni locali: ATTO I. Per il Comparto, una vittoria di Pirro.

Con questo primo atto, incominceremo ad analizzare l’articolato del novello dettato contrattuale, cercheremo, al fine di rendere comprensibile a tutte le lavoratrici e lavoratori, di capire cosa statuiscono le previsioni del patto, con estrema chiarezza, franchezza e scevri da ogni preconcetto.

E’ doveroso però prendere a riferimento quanto reso pubblico da alcuni sindacati sulle vittorie ottenute: “Riaffermata la centralità della contrattazione nazionale e decentrata”

  • 2 comma 4 Il presente contratto, alla scadenza, si rinnova tacitamente di anno in anno qualora non ne sia data disdetta da una delle parti con lettera raccomandata, almeno sei mesi prima della scadenza. In caso di disdetta, le disposizioni contrattuali rimangono integralmente in vigore fino a quando non siano sostituite dal successivo contratto collettivo.”

Ci siamo stati quasi 10 anni senza rinnovo, con questo comma, tenendo conto delle ristrettezze economiche e della demonizzazione dei pubblici dipendenti, si è data una giustificazione giuridica all’immobilismo programmato di una delle parti contrattuali. Facciamo un piccolo grande passo indietro; le norme che regolano il nostro rapporto di lavoro sono quelle del codice civile, un semplice contratto di compravendita: il lavoratore vende la sua prestazione lavorativa intellettuale o manuale, il datore dà il corrispettivo, se le situazioni mutano ed una delle parti disdice il contratto, la prassi vuole che vengano contrattualizzate nuove clausole che rappresentino punto di incontro tra chi vende e chi compra (chiediamo scusa per la crudezza) e quindi per continuare il negozio giuridico stipulare nuovo contratto.

Si è persa allora l’opportunità di porre seri paletti ai mancati rinnovi sine die o no? Qualcuno dirà bhe però esiste comunque l’istituto della vacanza contrattuale rimasto vigente, certamente si! Ma quanti Enti nell’incertezza economica che regna sovrana hanno applicato questo istituto? A differenza del comparto funzioni centrali negli enti del nostro comparto una risibile quantità. Ergo a voi trarre le conclusioni.

  • 3 rubricato Obiettivi e strumenti al comma 1 è previsto il sistema delle relazioni sindacali…….omissis comma 2 Attraverso il sistema delle relazioni sindacali – si attua il contemperamento della missione di servizio pubblico delle amministrazioni a vantaggio degli utenti e dei cittadini con gli interessi dei lavoratori. Comma 3 omissis le relazioni sindacali si articolano nei seguenti modelli relazionali a) partecipazione; b) contrattazione integrativa…omissis comma 4 ….la partecipazione si articola, a sua volta, in: informazione; confronto.
  • 4 Informazione è il presupposto per il corretto esercizio delle relazioni sindacali e dei suoi strumenti……omissis
  • 5 Confronto è la modalità attraverso la quale si istaura un dialogo approfondito sulle materie rimesse a tale livello di relazione, al fine di consentire ai soggetti sindacali di esprimere valutazioni esaustive e di partecipare costruttivamente alla definizione delle misure che l’ente intende adottare…..il periodo durante il quale si svolgono gli incontri non può essere superiore a trenta giorni. Al termine del confronto, è redatta una sintesi dei lavori e delle posizioni emerse.
  • 8 rubricato contrattazione collettiva integrativa: tempi e procedure….omissis comma 5 Qualora non si raggiunga l’accordo sulle materie di cui all’art.7, comma 4…..omissis l’ente interessato può provvedere, in via provvisoria, sulle materie oggetto del mancato accordo fino alla successiva sottoscrizione……..

E’ stata “Riaffermata la centralità della contrattazione nazionale e decentrata” sembra proprio di no anzi. Il contratto all’art.3 comma 2, ha affermato un principio che noi conosciamo bene, infatti parla di “ contemperamento” significa che gli interessi del lavoratori devono essere contemperati con quelli dell’utenza è lo stesso principio recato dalla Legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali, che consente ad un organo dello Stato di precettare differire etc.

E’ stato istituito il confronto un mero dialogo al termine del quale viene redatta una sintesi, sostituisce la concertazione, dal latino cum certare combattere insieme per raggiungere un obiettivo, riportiamo da Ral Aran 730: “La concertazione consiste in una procedura non negoziale a termine volta a favorire, ove possibile, la ricerca di una posizione condivisa sulle materie ad essa espressamente demandate, normalmente rientranti nell’autonomo esercizio dei poteri organizzativi del datore di lavoro pubblico. Nel corso della concertazione le parti adeguano i loro comportamenti ai principi di responsabilità, correttezza, buona fede e trasparenza.”

Art.8 cosa determinerà? E’ semplice quando non ci sarà accordo l’amministrazione pubblica potrà andare avanti da sola fino alla sottoscrizione di nuovo contratto integrativo, senza che il sindacato possa eccepire nulla.

Annuncio roboante: Riaffermata la centralità della contrattazione nazionale e decentrata” E’ vero? Ogni lavoratore può trarre le proprie conclusioni.

Usciremo periodicamente con degli atti che analizzeranno tutti gli istituti contrattuali, nel frattempo vogliamo rassicurare i lavoratori che la nostra O.S. continuerà con rinnovato impegno a tutelare gli interessi dei lavoratori in tutte le sedi preposte.

P.S. FIRMA E FAI FIRMARE LA PETIZIONE CONTRO IL CONTRATTO DEMENZIALE VOLUTO DA CGIL, CISL, UIL E CSA 

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cgil VS DICCAP… botta e puntuale risposta!

 IL DICCAP RISPONDE ALLA CGIL SULLA PATETICA FIRMA – PREINTESA CONTRATTUALE.

Questo il comunicato della Cgil

Questa la nostra puntuale risposta.

Alleghiamo inoltre la  tabella dei ridicoli aumenti CCNL con raffronto di quanto perso per sempre!!!

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Vi invitiamo dunque a FIRMARE E FAR FIRMARE LA PETIZIONE CONTRO IL CONTRATTO DEMENZIALE VOLUTO DA CGIL, CISL, UIL E CSA . Informate tutti i dipendenti degli enti locali!

 

Elezioni RSU 2018: Assirelli scrive a tutti i Lavoratori.

Come è stato annunciato, ampiamente, sarete chiamati a rieleggere la RSU presso TUTTE le Amministrazioni d’Italia.

Non mi dilungo nel richiamare la Vostra attenzione sull’ importanza dell’evento e del momento di vita lavorativo in cui versa l’Italia, ma soprattutto sul governo che amministra e che continua a delegittimare i Lavoratori del Pubblico Impiego in collaborazione con i sindacati padronali. In questi anni di cambiamento ( soprattutto gli ultimi ) abbiamo potuto constatare quanto sia determinante, per garantire condizioni di vita lavorativa soddisfacenti, un’azione sindacale incisiva e capace di dire si e no quando è necessario, senza condizionamenti che non siano quelli dettati dal buon senso e dalla volontà di rappresentare al meglio e sempre gli interessi degli iscritti.

 Sono certo di poter affermare che abbiamo svolto un ruolo determinante ovunque siamo stati presenti, con enormi sacrifici dei nostri Dirigenti a volte, anzi troppo spesso, non compresi e non riconosciuti.

Non possiamo permetterci di perdere questa opportunità e dobbiamo approfittare di questa occasione per “registrare” la nostra azione organizzativa rispetto alla precedente tornata elettorale, buona ma non sufficiente! Sia chiaro che questo Diccap e nemmeno il Sulpl che collabora strettamente con lo stesso non sono perpetui!!!

Chiunque ritenga, con la propria candidatura, di poter dare un contributo in termini di rafforzamento del potere contrattuale del DICCAP, ha l’obbligo morale di proporsi ovvero di collaborare al raggiungimento della RAPPRESENTATIVITA’.

Si ricordi che l’elezione delle RSU serve a misurare il peso delle Organizzazioni Sindacali ed a consentire il mantenimento/accrescimento della PRESENZA ai tavoli negoziali, sia locali che nazionali – SENZA DI NOI POSSONO IMPORCI QUELLO CHE VOGLIONO – I LAVORATORI NON DEVONO ANCORA SUBIRE LA SCHIACCIANTE FORZA DEL PADRONE E DI CHI LI AIUTA MENTENDO OGNI TRE ANNI AGLI OPERATORI.

Per tale motivo vanno assolutamente esclusi apparentamenti con altre sigle (chi si candida il liste non DICCAP contribuisce a rafforzare quelle liste, arrecando alla nostra Organizzazione un grave danno), proponiamo di unirci sotto la nostra sigla in modo a essere certi dei nostri obiettivi e non quelli di altri …..

Rammento altresì che accanto alle RSU, alla firma del nuovo CCNL ( con tutte le difficoltà economiche del caso ) NON si potrà più avere il potere di rappresentanza e la nostra Organizzazione non potrà rafforzare la stessa RSU con il dirigente Territoriale e/o Provinciale.

Siamo un’organizzazione che non demorde non cede, non abbiamo perso consistenza numerica, con enorme fatica e per merito del territorio che si è sacrificato enormemente per mantenere uno standard qualificato al 5%; ed ho motivo di ritenere che questa tornata elettorale ci vedrà protagonisti in tutti i posti di lavoro ove la nostra presenza ha potuto diffondere le nostre idee ed il nostro modo di fare sindacato sul posto di lavoro e in strada vicino ai Lavoratori. Ed è per questo che DOBBIAMO PRESENTARCI, CON LISTE DICCAP, IN PIU’ POSTI DI LAVORO AFFINCHE’ SI POSSA DARE, AI LAVORATORI, LA POSSIBILITA’ DI VOTARCI.

Il sindacato lo facciamo noi ed è per questo che siamo odiati perché il DICCAP e il SULPL (aderente Diccap) non si piegano dinanzi al potere datoriale ma solo a quello del volere della base, SEMPRE!!!

 Fraternamente Mario

Modena, 07.01.2018

 

17-18-19 APRILE 2018 VOTA E FAI VOTARE…

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CONVEGNO NAZIONALE SULPL: QUELLO CHE LA TRIPLICE E I SEDICENTI! SINDACATI DI CATEGORIA NON DICONO.

AL CONVEGNO NAZIONALE SULPL “NOI SIAMO LA POLIZIA LOCALE” ABBIAMO RESO EDOTTI I COLLEGHI DI QUELLO CHE LA TRIPLICE E I SEDICENTI! SINDACATI DI CATEGORIA NON DICONO…

Si è conclusa ieri a Riccione, nella magnifica cornice dell’Hotel Mediterraneo, una fantastica tre giorni di formazione professionale e politico-sindacale. Il Sulpl ha festeggiato i suoi 31 anni con oltre 1850 Colleghi provenienti da tutta Italia. Le nostre sessioni professionali hanno registrato il tutto esaurito; docenti altamente qualificati e materie interessantissime quali polizia giudiziaria, infortunistica e controllo dei veicoli stranieri. Con piacere abbiamo rilevato la partecipazione ai nostri corsi professionali e l’apprezzamento di tanti colleghi appartenenti alle FF.OO.

Durante le sessioni politico-sindacali invece il tema centrale è stato quello del rinnovo del contratto del pubblico impiego.

Noi a ragion veduta siamo la voce del dissenso, abbiamo riferito ai Colleghi ciò che Cgil-Cisl-Uil e i sedicenti! Sindacati di Categoria (Csa) non dicono ai Lavoratori…

Il Segretario Generale della Confederazione Usae Adamo Bonazzi intervenuto ieri mattina ha chiarito che la Pubblica Amministrazione dal 1993 ad oggi è cambiata solo in apparenza, non nella sostanza, poiché periodicamente vengono apportati mutamenti al fine di riposizionare la dirigenza, preservando il potere. Le condizioni del popolo dei Lavoratori della Pubblica Amministrazione, invece, sono andate via via peggiorando: nel 2010 il blocco contrattuale; nel luglio 2015 è intervenuta una sentenza della Corte Costituzionale che ha consentito si la riapertura della contrattazione, ma non il recupero delle risorse economiche e dunque è una sentenza manchevole dal punto di vista economico. Arriviamo poi al 30 novembre 2017 quando la triplice e il Ministro della P.A. Madia hanno sottoscritto un accordo scellerato che tra le altre cose prevedeva un aumento di 85€ medie pro capite. Certo la complicità è da ravvisare anche nella parte di lavoratori che sostengono queste O.S.  che sono evidentemente passate dall’altra parte della barricata, quella del datore di lavoro.  Bonazzi ha sottolineato che l’aumento da noi proposto doveva aggirarsi tra i 250 e i 300€, praticamente lo stesso importo sottoscritto nel privato dalla triplice, che invece lo ha bocciato per il pubblico impiego, usando evidentemente due pesi e due misure. Questo contratto pregiudica la capacità di acquisto del dipendente pubblico, abbassandogli non solo il tenore di vita, ma addirittura la classe sociale! Se la spesa pubblica è aumentata e necessita di essere ridotta, appare evidente che la colpa non è da imputare ai dipendenti, ma alle alte sfere…

Auspichiamo dunque che il contratto non venga sottoscritto; è un contratto che nulla concede ai lavoratori, ma solo alla parte datoriale:

  1. Falso aumento quello degli 85€ medi pro capite; per noi non ci sarà nessun aumento, in quanto i Comuni, non avendo risorse, non riusciranno a far fronte alla copertura dell’adeguamento salariale.
  2. Rispetto al decreto Madia ravvisiamo un peggioramento dal punto di vista disciplinare, una sorta di caccia alle streghe per la base, ma non certo per la dirigenza;
  3. Per i festivi infrasettimanali, per il personale turnista vogliono negare il riposo compensativo; andiamo praticamente verso il caporalato;
  4. La contrattazione sindacale viene ridotta ai minimi termini;
  5. Non si parla di Sicurezza sul lavoro poiché non tengono minimamente in considerazione la nostra Categoria.

Tanti sono gli interrogativi che ci siamo posti, con l’amara consapevolezza di farci domande retoriche:  a quel tavolo dove noi non potremo esserci, chi prenderà le difese della nostra Categoria? Prima della tornata elettorale del 4 marzo, prevarrà il buon senso o la volontà politica?

Quest’anno più che mai, grande assente la parte politica, pare falcidiata da una tremenda epidemia influenzale! Assente lo stesso Luigi Di Maio (Cinque Stelle), unico ad aver garantito la sua presenza… Auguriamo loro una pronta guarigione!

Ringraziamo invece i nostri tre Amici della Lega Nord che da anni ci seguono, ci sostengono e condividono le nostre idee di una Polizia Locale moderna e da equiparare alle Forze dell’Ordine ad ordinamento statale: parliamo dei Consiglieri Regionali Emilia-Romagna Matteo Rancan e Gabriele Delmonte e dell’Assessore alla Sicurezza di Piacenza Luca Zandonella. Il loro entusiasmo, la loro genuinità e la loro speranza e propositività di fare bene la loro parte in politica sono evidenti. Auspichiamo che i vecchi politici diano loro il giusto spazio e campo d’azione, senza tarpare le ali in nome della conservazione della poltrona e del potere.

Ieri mattina, giornata conclusiva del Convegno, è stata consegnata la medaglia d’oro ai Colleghi di Mauro Dodi, Comandante della Polizia Locale di Medesano, caduto nell’adempimento del Dovere

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e sono stati premiati i Colleghi della Polizia Locale che nel corso del 2017 si sono particolarmente distinti in servizio in attività ed operazioni a tutela della Vita e della Sicurezza dei Cittadini. All’ interno della nostra Categoria tante sono le professionalità e i Colleghi meritevoli, ma il riconoscimento del merito non sempre avviene. Per questa O.S. invece è un onore e un dovere premiarli e riconoscerne il MERITO.

Il tutto è stato allietato da momenti conviviali, che servono anche a rafforzare il senso di fratellanza e colleganza, che sono basi imprescindibili per noi del Sulpl!

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Questo il messaggio di ringraziamento del nostro Segretario Generale Mario Assirelli “Complimenti alla Struttura, ai Docenti e ai nostri ragazzi / Dirigenti per l’alto impegno profuso: BRAVI!”

ARRIVEDERCI AL PROSSIMO ANNO. UN FORTE ABBRACCIO E UN GRAZIE A TUTTI!

Miriam Palumbo

ALBUM FOTO

VIDEO DEI 31 ANNI DI SULPL

VIDEO SESSIONE POLITICO-SINDACALE E CERIMONIA DEL 13 GENNAIO 2018

INTERVISTA AGLI AGENTI MERITEVOLI TG EMILIA-ROMAGNA min 5.35

RASSEGNA STAMPA

http://www.reggionline.com/salvarono-bambina-lasciata-chiusa-auto-premiati-due-agenti/

http://www.newsbiella.it/2018/01/13/mobile/leggi-notizia/argomenti/attualita-1/articolo/erica-bonino-e-lagente-alessio-santi-premiati-a-riccione-con-la-medaglia-di-bronzo.html

http://www.riminitoday.it/cronaca/salvo-un-turista-umberto-farina-annegamento-una-medaglia-per-l-ispettore-della-municipale.html

https://www.piacenzasera.it/app/facebook-86392.jsp

P.S. RSU 17-18-19 APRILE 2018

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Il Sulpl replica alle esternazioni del Colonnello Liporace

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SEGRETERIA GENERALE -VIA DEL GIAGGIOLO- MODENA
UFFICIO LEGALE NAZIONALE-
Mail: assirelli@sulpl.it-consulenzalegale@sulpl.it

 

4 gennaio 2018
Al Comando Generale Arma dei Carabinieri
Al Comando Regionale Veneto
Via Pec
c.a. Organi di Stampa

Oggetto: Diritto di Replica art. 8 della legge sulla stampa 47/1948.-

 

Con riferimento all’ articolo apparso sull’esternazioni del Colonnello dei Carabinieri Oreste Liporace,

Questa Organizzazione Sindacale di Categoria e maggiormente rappresentativa della Polizia Locale Italiana,
Prende atto delle strategie indicate e previste, dal Comandante dei Carabinieri per contrastare la criminalità, ritenendole valide;
Ritiene però che obiettivi indicati dal militare siano da raggiungere in sinergia con tutte le forze di Polizia presenti sul territorio sia ad ordinamento statuale che locale; Che gli appartenenti della Polizia Locale italiana, al pari dei colleghi delle Polizie Statuali, abbiano una elevata professionalità, sono da sempre impegnati tutti a garantire l’ordinato convivere civile e presenti in servizio in tutte le città italiane a svolgere tutte le funzioni di Polizia anche se di fatto, pur avendo lo stesso grado di esposizione a rischio, non hanno le stesse tutele dei militari dell’Arma;
Ritiene inoltre che le donne e gli uomini della Polizia Locale Italiana sono pronti, come del resto hanno sempre fatto e fanno, a compiere il proprio dovere dando il proprio apporto e Contributo atto a contrastare la criminalità e tutti i fenomeni criminali compreso il terrorismo in tutte le sue forme, tanto è dimostrato anche dal sangue versato nell’adempimento del proprio dovere;
Considera la consolidata collaborazione tra la Polizia Locale ed i Carabinieri strumento, indispensabile, efficace e strategico di lotta alla criminalità, e funzionale alla sicurezza ed al mantenimento dell’ordinato convivere civile delle nostre comunità.
Ed è pertanto che respinge ogni tentativo teso a sminuire il lavoro, la professionalità e l’impegno giornaliero della Polizia Locale Italiana, ritenendo che non è arrogandosi il privilegio di avere qualifiche ovvero di essere il rimedio al contrasto della criminalità, che si risolvono i problemi, la sicurezza si garantisce con la sinergia di tutte le forze presenti sul campo indipendentemente dal colore dell’uniforme o dall’appartenenza.
Ricorda che il Colonnello Oreste Liporace è stato Comandante in pectore della Polizia Locale di Roma Capitale, ma ricorda anche che non ha potuto svolgere tale compito per la mancanza di requisito essenziale.

Chiede
inoltre al Comando Regionale Veneto dell’Arma dei Carabinieri ed al Comando Generale se le dichiarazioni del Colonnello Oreste Liporace rispecchino quelle dell’Arma dei Carabinieri nei confronti della Polizia Locale Veneta ed Italiana e se quindi tali dichiarazioni siano state autorizzate.

Per la Segreteria Generale
Il Responsabile dell’Ufficio Legale Nazionale
Dott. Giuseppe Bonfilio

Caso Poggio Torriana: noi stiamo con la Polizia Locale!

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Era una notte buia e tempestosa” (cit. Edward Bulwer-Lytton nel racconto Paul Clifford)

quando nel febbraio  2015 una pattuglia composta da tre Colleghi della Polizia Locale della Valmarecchia (RN) si recava a Poggio Torriana, in divisa, con auto d’istituto e lampeggiante attivato, presso una famiglia di anziani signori per allertarli riguardo al rischio di esondazione del fiume. Ma  l’anziano della coppia, scambiandoli per ladri o qualcosa del genere impugnava il suo fucile da caccia e sparava dei colpi a salve.

Il processo si è concluso pochi giorni fa con assoluzione dell’anziano.

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Certo non vogliamo entrare nel merito della sentenza,  anche se avremmo qualche osservazione da fare; ma vogliamo affermare che noi stiamo dalla parte dei Colleghi che in quel frangente hanno agito con professionalità indiscussa. Questa affermazione potrebbe sembrare banale, scontata, superflua, ma se contestualizzata si comprenderà che non lo è affatto. Infatti, leggendo l’ intervento degli Amministratori  è emersa la volontà di sminuire l’accaduto, quasi fosse dovuto a qualche errore  commesso dalla pattuglia operante, che invece ha operato in modo impeccabile.  Infatti, il Dirigente alla PM dell’Unione dei Comuni  della Valmarecchia Sergio  Buoso afferma all’epoca dei fatti che «La vicenda è ancora in corso di valutazione, dobbiamo capire se eventualmente gli agenti si siano presentati in modo sbagliato; probabilmente sarà presa una decisione di tipo amministrativo».  Il Sindaco Daniele Amati dal canto suo tende a minimizzare affermando «Credo si sia trattato di un disguido, forse gli anziani coniugi, 150 anni in due, hanno pensato a ladri o malintenzionati. La signora non si sarà accorta dei lampeggianti. Da verificare anche se l’arma fosse eventualmente caricata a salve. Cerchiamo di capire meglio per prendere provvedimenti».

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Dunque nessuna attestazione di stima da parte del primo cittadino verso i suoi Agenti che anzi, si riserva di verificare la loro condotta e nel contempo cerca quasi delle attenuanti per il gesto dell’anziano cittadino.

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Del Comandante del Corpo Ivano Vandi, poi, non abbiamo mai avuto il piacere di leggere una sua ufficiale e pubblica presa di posizione. Questo è quantomeno criticabile, per non dire grave.

Lo affermiamo da anni che il nostro grande limite è anche quello di dipendere da certi politici che nulla sanno del nostro lavoro, del nostro essere Polizia di Prossimità e dei rischi che quotidianamente corriamo. Amministratori che il più delle volte ci usano a seconda del momento come gabellieri o poliziotti. Il Sulpl comunque, in quanto Sindacato maggiormente rappresentativo della Categoria è dalla parte della Polizia Locale e dei nostri Colleghi.

Per la Segreteria SULPL Emilia-Romagna

Miriam Palumbo

LA CRONACA

Il Resto del Carlino Rimini anno 2015

Il Resto del Carlino Rimini anno 2017

Rimini Today anno 2017

Rimini Today pubblica nostro comunicato