Il SULPL in Piazza di Monte Citorio per la Riforma e la Giornata della Memoria della Polizia Locale Italiana.

Significativa la manifestazione del SULPL Nazionale di ieri in Piazza di Monte Citorio per celebrare la Giornata della Memoria al fine di onorare i caduti della Polizia Locale
e un flashmob per sollecitare la Legge di Riforma ancora in fase di stallo. Tutto si è svolto nel rispetto delle limitazioni imposte a seguito della pandemia, da qui il contingente ridotto di partecipanti. Alle nostre spalle, quel Palazzo della politica serrato, si commentava da solo. Ma le nostre emozioni (anche nel momento in cui abbiamo ricordato i Colleghi caduti per Covid e nell’adempimento del Dovere, uno per tutti, simbolo di questi morti, perchè mai giustizia è stata fatta, Nicolò Savarino) hanno fatto vibrare i cuori di chi era in quella Piazza. Significativo il passaggio in cui il Segretario Generale Mario Assirelli (senza mezzi termini, come sempre) ha sottolineato, che in questa particolare giornata il Sulpl non ha voluto la politica, poichè le passerelle pre elettorali non servono alla nostra giusta causa e che chi ostacola la nostra Riforma è una parte del Ministero degli Interni, oltre che il Partito democratico con la Cgil e a ruota Cisl e Uil, che non vogliono far rientrare la Polizia Locale in un contratto di diritto pubblico.  Il Sulpl non demorde. Un invito alla Categoria, in vista delle prossime rsu ad affidarsi a chi lotta costantemente per i Diritti dei Lavoratori della Polizia Locale.

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Niente Taser, nonostante l’escalation di violenza contro le Forze di Polizia italiane. Lo Stato non tutela le sue Divise.

In questa calda estate in cui la Polizia Locale da Nord a Sud da mesi è impegnata in prima linea a fronteggiare l’emergenza sanitaria dovuta al Covid-19, abbiamo appreso negli ultimi giorni che a questi Uomini e Donne in Divisa non verrà tributato alcun nastrino di riconoscimento

(a differenza di altre Forze di Polizia) e ancor peggio ci tocca rilevare che  questo Governo giallo-rosso stia anche facendo arenare la dotazione del taser alle Forze di Polizia, noi compresi,  come ad esempio a Ferrara dove il Comune aveva già previsto un considerevole impegno di spesa che ora dovrà dirottare su altro, ma non potrà destinarlo per dotare la PL di taser.

Pare che il Viminale non sia rimasto soddisfatto dalle risultanze della sperimentazione del taser, che invece per noi operatori di Polizia sarebbe uno strumento di autotutela che su tanti interventi potrebbe contribuire ad evitare il peggio.

I burocrati che vivono al fresco nei palazzi del potere non hanno la benchè minima idea di cosa significhi lavorare su strada dove, già normalmente i rischi sono dietro l’angolo, ma ancor di più adesso che le problematiche e i pericoli sono aumentati in modo esponenziale a seguito del lockdown. Ultimo episodio è accaduto ad Arezzo nella serata del 10 luglio dove alcuni Agenti sono addirittura stati presi a sassate. Stessa cosa è accaduta ad un Collega di Monza. Ovviamente a loro va tutta la nostra vicinanza. Soggetti, spesso di nazionalità straniera, che nel dopo lockdown hanno ripreso a  dedicarsi con maggiore intensità alle loro attività preferite: spacciare e consumare alcolici sulla pubblica via, rendendo invivibili le nostre città. Tutto ovviamente viene scaricato sulla Polizia Locale che è costretta, senza nemmeno avere accesso allo SDI, a lavorare continuamente in emergenza per garantire la Sicurezza ai propri cittadini che dovrebbero avere il sacrosanto diritto di fruire liberamente degli spazi pubblici e al tempo stesso applicare in modo spasmodico sanzioni per il mancato distanziamento e l’omesso utilizzo di mascherine. Senza contare che il più delle volte queste violazioni vengono contestate a soggetti che non hanno nulla da perdere e che non pagheranno mai, ma magari un coccio di bottiglia alla gola o una sassata te la piantano senza problemi. Il tutto accade nell’indifferenza delle Istituzioni che dovrebbero, senza se e senza ma, dotare questi servitori dello Stato di tutti gli strumenti di autotutela e che invece troppo spesso, solo per idiotologia decidono di non farlo. Ecco dunque che il loro agire è dettato solo ed esclusivamente da motivazioni politiche, per noi operatori inaccettabili e senza senso. Noi vorremmo poter garantire Sicurezza ai Cittadini e poter lavorare riducendo al minimo il rischio di non tornare a casa dalle nostre famiglie. Ma questo diventa sempre più utopico; viviamo nei giorni in cui è diventato ridondante il  leitmotiv del black lives matter. Cogliamo l’occasione per ricordare ai nostri Cittadini che tutte le FF.OO. Italiane sono dalla loro parte e sono le prime a condannare violenza e abusi di ogni tipo e verso chicchessia. Non siamo violenti, ne razzisti, semmai la violenza la subiamo. Quindi a quei cittadini zelanti che continuano a filmare in modo parziale, fermandosi solo  all’apparenza, e a denunciare con leggerezza la presunta violenza delle Forze di Polizia sui social, esponendole ad una ingiusta e gratuita gogna mediatica,  chiediamo di essere dalla nostra parte e di non fare il gioco di un Governo che di chiacchiere ne fa fin troppe, anche su questioni serie come questa della Sicurezza. In Italia non occorre fare la caccia al Floyd nostrano. L’ultimo episodio è accaduto sempre nelle ultime ore a Gallarate e Verona. Noi siamo dalla parte dei Colleghi e dei Cittadini onesti e rispettosi delle regole del vivere civile. Auspichiamo che i nostri politici passino alle vie di fatto per tutelare le Divise, accelerando sulla riforma della Polizia locale e sulla dotazione del taser.

ArezzoWeb https://www.facebook.com/Arezzoweb.it/videos/738324976914651/
Facciamoci sentire!

IL CSA DALLA PARTE DEI LAVORATORI? SU Fb FORSE!

Tutti ricorderete il 21 maggio 2018 come una data catastrofica per la Polizia Locale Italiana, la data in cui grazie ai Sindacati confederali e il CSA, i Lavoratori della PL italiana hanno indiscutibilmente perso molti dei loro Diritti: pensiamo alla libera scelta di un fondo pensionistico per i neoassunti e alla volontà negata di destinare le proprie quote ad un Fondo scelto (diverso dal Perseo-Sirio), pensiamo ai festivi infrasettimanali, solo per citare le due cose che hanno avuto ricadute inaccettabili per i Colleghi.

Da quella data in avanti cosa è accaduto? E’ accaduto che il SULPL è stato costretto ad intervenire a più riprese per tentare di riparare ai danni fatti dai suddetti sindacati (con cause per i festivi infrasettimanali e infiniti atti di diffida e messa in mora contro quelle Amministrazioni che hanno dirottato le quote del 208 sul Perseo-Sirio, fregandosene della volontà dei Lavoratori). Quegli stessi sindacati che in vista delle RSU sono soliti improvvisarsi sindacati di categoria e amano travestirsi da sirene incantatrici del web, e il CSA ha probabilmente iniziato la campagna acquisti da ieri, con la pubblicazioni di manifesti e proclami!

Grande vittoria del CSA Regioni Autonomie Locali, Dipartimento Polizia Locale, riguardo le anomalie dell’art. 56-quater fatte rilevare solo dal CSA, in ordine all’obbligo da parte dei lavoratori  di versare il TFR al Fondo Perseo.

Oggi poi leggiamo un articolo su AREZZONOTIZIE in cui apprendiamo che

Tribunale accoglie le richieste della Municipale: “Il Comune versi le somme ai fondi previdenziali scelti dagli agenti”
„Il Csa, fra la primavera 2019 e il mese di gennaio 2020, aveva indetto una serie di stati di agitazione e di scioperi in quanto l’amministrazione comunale voleva destinare un contributo previdenziale spettante agli agenti di Polizia Municipale in modo esclusivo e obbligatorio al Fondo Perseo-Sirio“

QUESTO E’ VERAMENTE CLAMOROSO! in pratica il CSA ha fatto ricorso contro se stesso!!!

Infatti il 21 maggio 2018 con Cgil-Cisl e Uil ha sottoscritto questo….

E la Sentenza del Tribunale di Arezzo gli ha dato torto su tutta la linea!

Infatti, con Sentenza n. 95/2020 pubblicata il 03/06/2020 RG n. 315/2019, il Giudice del Tribunale di Arezzo ha evidenziato che il Comune di Arezzo, corroborato nella propria opzione teorica da un parere dell’Aran e uno dell’Anci (le cui analisi ricostruttive si risolvono, anche a detta del Giudice, in mere asserzioni di parte, essendo le figure soggettive che le hanno rese, enti esponenziali della parte datoriale), non versando le somme nei fondi precedentemente optati dai lavoratori, ha assunto un comportamento illegittimo e lesivo dei diritti dei lavoratori.

            Il ricorso dei Colleghi di Arezzo è stato dunque ritenuto fondato e accolto. La sentenza evidenzia come non si possa prescindere dalla volontà del lavoratore che intenda conservare l’adesione a forme di previdenza complementare, già scelte in precedenza e diverse rispetto a Perseo-Sirio.

            Addirittura viene evidenziato come non tenerne conto sia ingiustamente pregiudizievole, poiché non avrebbe alcun senso il mantenimento di una quota parte dei propri contributi in un fondo che poi non venga più alimentato attraverso periodici accantonamenti, considerato che è l’effetto dell’accumulo che porta per il lavoratore i maggiori benefici.

Come sancito dalla suddetta Sentenza è dunque nel diritto di ciascun lavoratore non soltanto conservare il fondo previdenziale esistente, ma anche che le somme spettanti continuino ad essere versate nel fondo già scelto. Si evidenzia altresì come il Giudice abbia imposto al Comune di Arezzo anche la restituzione delle somme già versate.

La vittoria è stata dunque dei Lavoratori, non certo del CSA, che probabilmente si è fatto promotore per tentare di riparare al danno arrecato, ma avrebbe fatto bene a farlo in sordina!

E anche questa volta, con rammarico (perchè ad essere danneggiati ingiustamente sono i Lavoratori), dobbiamo dire che lo avevamo detto! La castroneria sottoscritta era fin troppo evidente.

Comunque il Giudice del Tribunale di Arezzo ha emesso una sentenza che ha reso giustizia alla Polizia Locale Italiana.

I nostri Dirigenti hanno già ricevuto mandato dalla Segreteria Nazionale SULPL su come procedere per far restituire ai Colleghi della Polizia Locale il maltolto.

MEDITATE GENTE, MEDITATE…



Dal SULPL un messaggio per i Cittadini e un ringraziamento al personale sanitario e ai Lavoratori coraggiosi.

E’ trascorso esattamente un mese da quel 21 febbraio, quando l’Italia si è trovata catapultata nell’incubo di questo nemico silente, denominato Covid-19. L’Italia sta pagando un prezzo altissimo in termini di contagiati e di Vite umane. Siamo circondati da una primavera meravigliosa, ma il nostro animo percepisce l’ambiente esterno come distonante, non certamente in linea con il nostro umore. Sentiamo da più parti dire che non è il tempo di fare polemiche e di essere uniti e accondiscendenti verso le decisioni del Governo. Da un lato è condivisibile, ma dall’altro è anche giusto concedere a chi opera sul campo il diritto di espressione e perché no anche di critica, o quantomeno di disappunto.
Ci raccontano che il sistema Italia di gestione dell’emergenza Coronavirus è il migliore in assoluto, lo conferma con grandi annunci anche l’Europa. Dobbiamo crederci fino in fondo? La realtà ci racconta altro: siamo il Paese con il più alto tasso di mortalità e di contagi (questo sulla base dei casi conclamati; non osiamo immaginare sulla miriade di casi di Covid-19 asintomatici o non diagnosticati); siamo il Paese in cui anche la migliore Sanità non ha retto all’onda d’urto del Covid-19, con ospedali al collasso; dopo la Cina, siamo il Paese con maggiori restrizioni sulla libertà. Ci verrebbe da osservare che questo è uno dei peggiori sistemi, considerati i dati.
Ora, deve essere chiaro a tutti che in un’emergenza simile, le regole e i divieti imposti devono essere rispettati senza se e senza ma, non c’è altra via d’uscita.

Tuttavia, è anche vero che questo è il Paese che vuole far credere che gli untori sono i runner, per distogliere l’attenzione dal fatto che non si è riusciti in alcun modo a contenere i contagi nonostante la zona rossa, probabilmente per l’assenza di tamponi che non ha permesso di individuare tutti gli asintomatici e contagiati, per il sistema sanitario che sta pagando in termini di vite umane il prezzo di anni e anni di tagli alla Sanità, voluti dalla politica (che hanno comportato mancanza di assunzioni e specializzazioni, chiusura di ospedali all’avanguardia con conseguente e drastica riduzione di posti letto e in terapia intensiva), uniti a quelli fatti alla Sicurezza e l’assenza totale dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI), soprattutto per i Lavoratori che operano in prima linea.
Ecco, un ringraziamento vorremmo farlo proprio ai medici e agli infermieri che sono i veri angeli ed eroi del nostro tempo. Possiamo solo immaginare quello che stanno vivendo, da un mese ormai, in trincea. Spesso si tende a trascurare l’aspetto emotivo dei Lavoratori in generale e di costoro in particolare. Leggiamo di persone allettate ed intubate che non riuscendo a parlare provano a chiedere su un pezzo di carta al personale sanitario “vivrò? Ci vediamo domani?”, persone alle quali questa tremenda malattia ha negato anche il diritto di uno sguardo amorevole o di una carezza di un proprio familiare nel tragico momento del trapasso. E’ di conforto sapere che i nostri medici ed infermieri hanno grande umanità. Eppure leggiamo di circolari che vorrebbero vietare loro di denunciare le carenze del sistema sanitario. Mai sia che qualcuno provasse ad imbavagliarli.
Un buon sistema dovrebbe individuare e isolare tutti coloro che in modo manifesto o meno hanno contratto il virus, e questo lo si può fare solo con tamponi di massa, o quasi; un buon sistema dovrebbe non far mai mancare i DPI, ne ai cittadini, ne tantomeno ai Lavoratori: in primo luogo a coloro che lavorano negli ospedali, alle Forze di Polizia; pensiamo anche a quelle categorie di Lavoratori di cui si parla poco o niente: agli operai che lavorano ancora in fabbrica, alle commesse, alle cassiere, a chi produce “il pane quotidiano”, a tutte quelle categorie dimenticate e il cui operato si da per scontato e che invece sono proprio quelle che fanno andare avanti l’Italia garantendo l’approvvigionamento di cibo e risorse di primaria necessità, che altrimenti verrebbero a mancare, agli addetti alle pulizie e sanificazione, fondamentali ora più che mai, etc. etc.

Eppure, assurdo ma vero, anche in una situazione emergenziale come questa, la Protezione Civile, come abbiamo denunciato in settimana, oltre che in Lombardia, anche a Piacenza ha consegnato alla Polizia Locale di Piacenza e provincia delle “mascherine”, impropriamente dette, che tutto possono fare tranne che proteggere dal contagio. “Mascherine” che tra l’altro, in barba a tutta la normativa vigente in materia di sicurezza, hanno trovato il benestare nell’ultimo Decreto Legge, il n.18 del 17 marzo 2020 art.16 c.2 dove leggiamo testualmente che “gli individui presenti sull’intero territorio nazionale sono autorizzati all’utilizzo di mascherine filtranti prive del marchio CE e prodotte in deroga alle vigenti norme sull’immissione in commercio”.

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A completare questo lavoro “ben fatto”, probabilmente da chi tentennando non ha ancora ben compreso la gravità dell’emergenza, è intervenuto il giorno successivo il Ministero della Salute con una circolare integrativa nella quale precisa che “Il rischio di contagio per gli operatori di Polizia Locale… può essere assimilato a quello della popolazione in generale”, motivo per cui, banalmente prescrive l’obbligo di mantenere la distanza di un metro e se necessario l’uso di una semplice mascherina chirurgica.

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Tutto questo perché? per incompetenza o per distogliere l’attenzione dall’importanza vitale dell’uso della mascherina, dal momento che Regioni e Stato non sono in grado di reperirle? E’ assurdo pensare che anche in piena emergenza la Pubblica Amministrazione debba sottostare alle gare d’appalto pubbliche con la Consip, e intanto chi lavora negli ospedali si infetta e muore, come tutti coloro che come noi lavorano su strada e possono contagiarsi o contagiare, senza alcuna protezione. Ne deriva che gli unici privilegiati, e di questo devono averne consapevolezza, sono tutti quei Lavoratori ai quali è consentito il “lavoro agile”, cioè da casa.
Il sistema Italia dovrebbe anche far si che l’Istituto Superiore della Sanità (ISS) quando enuncia quelli che per il Paese e i Cittadini sono veri e propri dogmi, lo facesse con molta attenzione all’uso delle parole, poiché le parole hanno un peso: sentire ogni giorno sottolineare il fatto che a morire di Coronavirus è principalmente la popolazione anziana è un messaggio doppiamente negativo, poiché può indurre i giovani a trasgredire, inducendoli a pensare che “tanto a morire sono gli anziani”, ed è uno schiaffo alla sensibilità dei familiari che hanno perso un loro caro e verso coloro che sono morti. A qualunque età la Vita è degna di essere vissuta. Secondo messaggio fuorviante è continuare giornalmente a sottolineare, quasi con sufficienza, che questi anziani avevano già patologie pregresse. I dati dimostrano che di Coronavirus si muore. Forse certe statistiche andrebbero fatte alla fine dell’incubo, non in corso d’opera. Lo stesso messaggio serale e quotidiano del Commissario all’Emergenza della Regione Emilia-Romagna Venturi è ripetitivo e avvilente, fossilizzato sulle “corsette” degli sportivi e privo di speranza e soluzioni concrete. La Regione E-R, anche da noi più volte interpellata, continua a non dare risposte.
A gettarci nello sconforto sono anche notizie come quelle provenienti dalla Campania, dove il Tar campano ha enunciato una sentenza che in sostanza grazia i furbetti: un cittadino era destinatario di un atto di diffida e quarantena che gli proibiva di uscire di casa per 14 giorni. Fatto sta che il Tar accoglie questo ricorso e sospende la messa in quarantena, vanificando l’operato delle Forze di Polizia che in queste settimane tentano in tutti i modi di far rispettare le regole, e mettendo a rischio la popolazione da un potenziale infetto. Lo abbiamo appreso dai quotidiani, speriamo vivamente che le cose non siano andate così.
In questa fase i Cittadini e i Lavoratori vorrebbero ricevere dalle Istituzioni rassicurazioni reali, vorrebbero iniziare a vedere i buoni frutti del tanto decantato buon sistema italiano di gestione del Coronavirus, che dovrebbe tradursi in una drastica riduzione di decessi e contagi e perché no, in un graduale ritorno alla normalità. Ma ad oggi, tutto questo sembra essere di la da venire.
Certo uno spiraglio di speranza lo abbiamo ricevuto proprio oggi dall’annuncio dell’Ausl di Piacenza dell’istituzione di una squadra di pronto intervento, la cui missione sarà anticipare le cure al domicilio del paziente per fermare il virus già dal suo manifestarsi. A loro va il nostro in bocca al lupo e ancora una volta i nostri ringraziamenti.
Ai nostri Cittadini affidiamo un compito, gravoso ma vitale: restate a casa e rispettate le regole e i protocolli della Sicurezza. Darete una mano a noi che operiamo su strada e insieme riusciremo a sconfiggere questo nemico invisibile. Il nostro pensiero va ovviamente a tutti coloro che stano soffrendo negli ospedali e ai loro cari, con l’augurio di una prontissima guarigione. Passata questa pandemia, probabilmente, nessuno di noi sarà più quello di un tempo, forse ci riscopriremo tutti migliori e più sensibili.

Un abbraccio, Miriam

La Polizia Locale: ignorata da tutti, ma non dal Coronavirus.

Qualcuno si è accorto di noi! Qualcuno si è accorto di quanto siamo presenti sul territorio e quanto siamo “vicini” alla gente… Finalmente! Direte voi.. Beh, non è proprio una fortuna. Perché ad accorgersi di noi in un modo così evidente non è lo Stato, il Governo o le forze di polizia. Ad accorgersi di noi è il VIRUS! Finalmente! Lui sa che esistiamo! E ci ha abbracciato facendoci capire che lui sì che è obiettivo e democratico. Lui è giusto. E adesso, magari, qualcuno di noi avrebbe voluto continuare ad essere invisibile. Il solito fantasma. Ma non c’è motivo di preoccuparsi.
Perché le istituzioni, anche quelle massime, hanno rafforzato il concetto che noi non esistiamo. L’ultimo DPR parla di tutti, ma proprio di tutti, tranne che di noi.
Fra poco l’unico modo che avremo per avere una sorta di filtro davanti alla bocca sarà quello di metterci in faccia un calzino riempito di cotone e carta forno, fatto seguendo uno dei tanti tutorial “fai da te” più per tenere impegnata la gente che per l’utilità degli oggetti.
Ancora una volta ci ritroviamo a fare la stessa attività dei cuginetti delle polizie “vere”, magari fatta meglio e di più, senza essere degnati neppure di uno sguardo, benevolo o malevolo che sia.
Lo fanno ancora una volta deliberatamente, scientemente ed impunemente. Perché sono consapevoli che tanto noi il nostro lavoro, o meglio, il nostro SERVIZIO lo rendiamo lo stesso. Perché siamo al servizio di qualcosa che è ancora più importante dello Stato e delle sue istituzioni. Anzi, rendiamo il nostro servizio nonostante lo Stato e le sue Istituzioni. Concetti talmente elevati che non meritano di essere infangati da lotte di quartiere o dalle miopie di burocrati incapaci.
Istituzioni che, a quanto pare, si dimostrano ancora una volta in malafede (perché non è che non sanno. Sanno e agiscono come se non sapessero) e soprattutto in preda al consueto “bipolarismo” che li connota. Ricordate la prefetta meneghina che oggi siede sullo scranno del ministero degli intenti (pardon) Interni? Si la Lamorgese . Non è una canzoncina, è proprio lei. Quella che finchè a livello locale non poteva far finta di non vederci si sgolava alla festa annuale della Polizia Locale di Milano dicendo che dovevamo essere riformati. Che non era giusto per l’intera categoria languire in uno stato di limbo normativo. Bene, lei! Quella che oggi, potendolo fare, nemmeno ci vede. Anzi, si è svegliata una mattina e ha decretato che anche noi dovessimo occuparci di polizia stradale. Insomma… è come se una persona, normodotata di senno e coscienza, sedendosi in quello scranno venisse “formattata” , “deframmentata“ e “riportata alle condizioni di fabbrica”. Come fosse stata colpita da una sorta di virus che neppure Kaspersky in persona sarebbe in grado di debellare. Lo abbiamo visto capitare a tutti coloro che, carichi di propositi nei confronti della nostra categoria, una volta entrati nell’ufficio sacro dei celerini, venivano colti da una sorta di trance recitando il mantra “I vigili urbani sono dipendenti comunali e non polizia”.
E allora… siamo ancora e sempre fantasmi.
Una delle cause più diffuse di quella che Marx definiva “alienazione”, ossia, detto con romanticismo, il disammoramento del nostro lavoro e la perdita della consapevolezza del nostro ruolo nella società. Quindi il mio suggerimento è: rinnoviamo questa consapevolezza!
Solo…. Evitiamo di commettere l’errore di identificarci in miti fuorvianti. Nel ruolo sbagliato insomma. Quello che dobbiamo fare è cambiare consapevolezza. Ossia, dobbiamo smettere di credere di essere poliziotti e quindi di FARE i poliziotti. E per far contento il RE e i suoi cortigiani assumiamo la consapevolezza di quello che loro vogliono che siamo: fantasmi!
Porca miseria! E’ così! Ora è tutto chiaro… perché nuotare controcorrente con il pericolo di sbattere contro gli scogli e affannarci inutilmente? Lasciamoci andare alla corrente. Ci trattano da fantasmi? Ottimo, e fantasmi siamo!
Io già mi trovo bene in questo ruolo. E per un attimo mi illudo di riuscirci. Sono un fantasma e non mi vede nessuno. Che pacchia!
Poi mi rendo conto che il cittadino mi vede bene. Anzi.. vede meglio me che i nostri cugini dalle divise sgargianti. E così pure le Procure. I magistrati non hanno tempo per le paturnie di cortile. Hanno bisogno di polizia giudiziaria e sanno molto bene che noi lo siamo e lo facciamo anche bene, se non meglio. E anche qui ci vedono bene. Anzi, direi che ci fanno le lastre!
Abbiamo scoperto che anche i medici ci vedono bene e anche loro ci fanno le lastre. Magari di tipo diverso. Si perché il cittadino non distingue le divise. Le vede bene tutte! E se deve metterne sotto qualcuna, magari volontariamente lo fa senza troppe cerimonie e distinzioni. Mannaggia… anche qui siamo visibili. E hanno scoperto, i medici, con accurati esami di laboratorio, che il sangue che esce dalle nostre ferite causate da coltelli, macchine o armi da fuoco, è rosso proprio come quello dei cugini diversamente colorati. Ma se ne guardano bene di diffondere questa notizia.
I giornalisti invece? Si quelli ci vedono, ma… sembra paradossale… sanno scrivere (non sempre) e non sanno leggere. E così nonostante sulle nostre divise e auto ci sia scritto POLIZIA LOCALE questi continuano a leggere “Vigili Urbani”. Sembra che si accorgano di noi solo quando marchiamo il cartellino in mutande, ma quando moriamo per aver condotto una lotta contro il malaffare della Terra dei Fuochi o trascinati da un SUV, allora siamo invisibili. O lo siamo molto poco o in modo “diverso”. Io li chiamo “cantastorie” i nostri giornalisti. Sapete chi erano i cantastorie o i menestrelli? Erano simpatici goliardi prezzolati che cantavano le storie che più si confacevano ai desideri dei padroni paganti e magari per deridere chi a loro proprio non andava a genio. Solo che questi ultimi erano simpatici e si sapeva che fossero leccapiedi del poterucolo.
E porca miseria adesso ci ha visto anche il VIRUS! Anzi, lui ci vede benissimo! E ci vede di più di quanto veda gli altri. E noi con le nostre divise che troppo spesso e stupidamente consideriamo come una sorta di schermo che ci protegge dal male, finiamo intubati in rianimazione. Ma ancora una volta da fantasmi.
Qualcuno penserà che questa versione romanzata sia oltremodo melodrammatica. E forse ammetto che un po’ lo sia. Ma è frutto di una scelta consapevole. Perché davanti ad una offesa o una umiliazione, NOI siamo abituati a reagire con il sarcasmo. Perché non possiamo esternare quello che pensiamo. E già.. non è proprio possibile. Si rischia di dare l’impressione che quello che pensiamo possa costituire un’offesa per ciò che abbiamo di più caro. La nostra Patria, il nostro Popolo e il Servizio che diamo ad essi e solo ad essi. E stiamo zitti perché non vorremmo mai che i meschini che ci governano in modo cinico e interessato, i guitti della politica e i virtuosi della pubblica sicurezza, si confondessero con i valori per cui ci sacrifichiamo ogni giorno. Abbiamo bisogno di credere almeno in questo. Essi sono una cosa, i valori per cui combattiamo e moriamo sono un’altra. E allora ci sta anche essere fantasmi.
Per quando poco valore voi diate alla nostra categoria, voi valete sempre meno.

Giuliano Corso

Segretario Regionale Agg. Emilia-Romagna

Assirelli: La Polizia Locale costretta a fronteggiare l’emergenza Coronavirus senza i necessari DPI. Gravissimo!

                                                                                      On.le Presidente del Consiglio dei Ministri
On.le Ministro dell’Interno
On.le Ministro di Grazia e Giustizia
On.le Ministro della Salute
On.le Presidenti delle Regioni
LL.SS.
Modena, 8 marzo 2020
Invio mezzo PEC

Questa Organizzazione Sindacale S.U.L.P.L., maggiormente rappresentativa della Polizia Locale Italiana,
PREMESSO CHE:
L’8 marzo 2020 è stato emanato il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri a completamento e ad integrazione del D.L. 23 febbraio 2020, del DPCM 23 febbraio 2020, del DPCM 25 febbraio 2020, del DL 02.03.20, del DPCM del I° marzo 2020, del DPCM del 4 marzo 2020, contenente nuove misure di contrasto alla diffusione del COVID – 19 sempre più stringenti.
La Polizia Locale sta già assicurando i servizi di controllo sia delle disposizioni a carattere nazionale, regionale e locale, in virtù delle qualifiche di P.G., di P.S.  poiché al servizio delle Autorità Sanitarie Locali.
Gli appartenenti ai Corpi e/o servizi di Polizia Locale hanno una conoscenza del territorio di appartenenza completa anche rispetto alle altre forze di Polizia.
Sono costretti ad affrontare le emergenze, seppur dopo numerose nostre richieste, senza i necessari strumenti di protezione sanitaria: mascherine, tute protettive monouso, occhiali, guanti ecc. ed abbiamo già diversi colleghi in quarantena (nessuno ne parla?! I “famosi” uomini invisibili) e stanno aumentando i contagiati forse qualcuno anche in isolamento.

Seppur impegnati al pari delle altre forze di Polizia, gli appartenenti alla Polizia Locale non hanno le stesse previsioni, tutele e protezioni previdenziali, assistenziali ed assicurative.
Tutto ciò premesso ed articolato, tenendo conto che i poliziotti locali hanno svolto, svolgono e svolgeranno con impegno rinnovato, spirito di sacrificio, abnegazione sempre dimostrati, tutti i compiti assegnati dall’emergenza in atto.
CHIEDE
A codeste Autorità di voler nel breve tempo emanare disposizioni cogenti, obbligatorie ed urgenti sulle dotazioni delle protezioni predette agli appartenenti della Polizia Locale Italiana impegnati in prima linea al controllo del territorio; presumendo che a breve, attraverso altri decreti sempre più stringenti, diventeranno quale appartenenti alla Polizia al servizio delle Autorità Sanitarie Locali unici o quantomeno primi incaricati del controllo del movimento dei cittadini nelle aree nelle quali la circolazione delle persone presumibilmente verrà limitata e/o vietata.
Come sempre la Polizia Locale viene abbandonata dalle Istituzioni, a partire dai Comandanti e dai Sindaci. Dalle province delle ormai conclamate zone rosse apprendiamo dai Colleghi e dai nostri Dirigenti che ad oggi la Polizia Locale viene ancora comandata a fare posti di controllo fisso (quando PS e CC, giustamente, sono stati esentati da tempo); esegue aso e tso, rileva incidenti anche con coinvolte persone che hanno violato la quarantena e affette da Coronavirus, tutto questo senza essere stati dotati dei DPI necessari per proteggersi, nell’indifferenza, nella sordità e nell’immobilismo degli organi preposti e pagati per tutelarci. Persone che evidentemente hanno preso di gran lunga sottogamba la gestione del rischio. Tutto questo accade ad esempio a Modena, a Piacenza, a Bologna.
Inoltre, eccezion fatta per pochissimi Enti, non ci risulta che anche in presenza di Amministratori o personale contagiato da Coronavirus, siano stati presi provvedimenti per la salute dei dipendenti, tipo anche la chiusura e sanificazione degli ambienti di lavoro. Tutto questo è gravissimo.
Nel medio tempo di riprendere le disposizioni di riforma della Polizia Locale Italiana racchiuse nel D.L. già adottato dal precedente Governo da convertire in Legge entro giugno, al fine di eliminare le disparità di trattamento in atto fra lavoratori che svolgono la stessa attività ed aventi le stesse funzioni, così come hanno chiesto e chiedono anche la Commissione ed il Consiglio Europeo.
Nell’assicurare comunque l’impegno diuturno a favore delle nostre comunità porge deferenti saluti.
Per il Sindacato Unitario Lavoratori di Polizia Locale

Il Segretario Generale Mario Assirelli

Viale Gramsci, 265
41122 – Modena
assirelli@sulpl.it – assirellimario@pec.it
3357733777

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Qualcuno vuol far ricadere il fallimento dello Stato e del sistema Sicurezza su Sindaci e Polizia Locale.

Che fine ha fatto il Sap che diffondeva volantini con su scritto “C’è più sicurezza insieme. L’unificazione è una necessità》? Evidentemente è solo un lontano ricordo… ad oggi anche il Sap sembra essere diventato campanilista.

Abbiamo letto la nota inviata dal Segretario Provinciale SAP al Sindaco di Udine; più che una nota suona come un sollecito ad applicare l’accordo quadro siglato pochi giorni fa dal Ministro Lamorgese e il Presidente Anci Decaro.

In sostanza, facendo leva sull’accordo quadro, e trincerandosi dietro la carenza di organico e al mancato turnover, il Segretario fa chiaramente intendere che la Polizia vuole essere esonerata dal rilievo degli incidenti stradali! Parrebbe che, udite bene cari cittadini udinesi, a causa degli sporadici incidenti notturni la Polizia sia quasi del tutto impossibilitata ad effettuare il controllo del territorio e a contrastare la criminalità. In tutta Italia, per fortuna, i numeri degli incidenti notturni, sono molto ridotti, rispetto alla media giornaliera e statistiche alla mano è la Polizia Locale Italiana a rilevarli nella quasi totalità dei casi. Senza dimenticare che anche la Polizia Locale è in carenza cronica di organico e risente del mancato turnover; nonostante tutto, rileva la maggior parte dei sinistri, si occupa di polizia stradale, polizia giudiziaria, falsi documentali, sicurezza a 360°, edilizia, ambiente, violenza su donne e minori e chi più ne ha più ne metta!

È doveroso rendere edotti i Cittadini circa la “favola” sbandierata nell’accordo quadro tra Viminale e Anci, sottoscritto dal Ministro Lamorgese e dal Presidente dell’Anci Decaro ad inizio mese; questo Sindacato di Categoria ritiene infatti che i cittadini, che quotidianamente vivono il dramma del sistema sicurezza, che in alcune città sta implodendo, sappiano. E Udine, per quanto riportato dalla cronaca locale è una di queste.

Questo accordo quadro, molto criticato e discusso, “assegna alle Polizie municipali un ruolo preminente nell’espletamento dei servizi di polizia stradale sulla viabilità urbana, comprensivo della rilevazione degli incidenti stradali, e prevede l’attuazione di progetti specifici rivolti al miglioramento dei servizi di controllo sulla viabilità nelle aree di maggiori rischio. Nell’immediato, tale coinvolgimento riguarderà le polizie locali delle 14 città metropolitane e dei capoluoghi di provincia in grado di organizzare servizi di polizia stradale nell’intero arco delle ventiquattro ore.”

NELLA SOSTANZA, L’ACCORDO QUADRO PREVEDE QUANTO ACCADE GIÀ!

In quanto a Sicurezza siamo il Paese dei grandi proclami, della propaganda e dei facili accordi, che in concreto sono solo fumo negli occhi per gli ignari cittadini, e che nella sostanza nulla aggiungono alla finalità ultima, che dovrebbe essere quella di garantirgli maggiore sicurezza. La Polizia Locale 365 giorni all’anno rileva incidenti stradali e svolge costantemente attività di polizia stradale; nei capoluoghi di provincia già espleta il quarto turno, basta avere a disposizione personale in numero tale da rispettare gli standard minimi regionali e risorse economiche. Da sempre la Polizia Locale italiana nel quotidiano fa opera di prevenzione sulle strada con la finalità di ridurre i rischi e quindi salvare vite umane (appunto con costanti controlli di polizia stradale e perchè no, anche con l’educazione stradale). Occorrerebbe invece chiedersi,  cosa ha fatto questo ministro in concreto per il sistema sicurezza, oltre a sottoscrivere questo accordo quadro ridicolo con il presidente Anci? In concreto avrebbe potuto incidere con l’ergastolo della patente, col favorire la riforma della Polizia Locale, col favorire le assunzioni in Polizia Locale, contribuire alla realizzazione di servizi straordinari implementando le risorse economiche dei Comuni, fornire adeguati mezzi e strumenti anche alle Polizie Locali dei piccoli Comuni, consentire alla Polizia Locale di accedere allo SDI. Politici (buona parte) e burocrati (quasi tutti) quando si incontrano sanno fare solo propaganda, ma quella contenuta nell’accordo quadro è oggettivamente scadente e ingannevole. Uno specchietto per le allodole, insomma. Il Ministro Lamorgese dovrebbe spingere per l’equiparazione della Polizia Locale alle FF.OO. ad ordinamento statale sul piano delle tutele previdenziali ed economiche, favorendo e non osteggiando il rientro della PL in un contratto pubblicistico, se davvero avesse a cuore il problema sicurezza, poichè di questo si tratta, di un reale problema!

Sembra proprio che qualcuno voglia far ricadere il fallimento dello Stato e del sistema Sicurezza sui Sindaci e sulla Polizia Locale.

La Segreteria Nazionale SULPL

Taser alla PL: Palma è perplesso!

È di oggi la notizia che…

Mauro Palma, Presidente del Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale, già fondatore e presidente di Antigone… Noi non abbiamo la memoria corta, ricordiamo benissimo che nel 2018, già solo dinanzi alla ventilata ipotesi che grazie al Decreto Sicurezza del Min. Salvini anche la Polizia Locale potesse essere dotata di Taser in via sperimentale, proprio l’Associazione Antigone si era presa la briga di scrivere ai Sindaci italiani scongiurando la possibilità che anche agenti della polizia locale potessero avere in dotazione quest’arma, a loro dire, potenzialmente letale.
Oggi apprendiamo che l’ex presidente di Antigone è perplesso e preoccupato per i percorsi indipendenti che potrebbero intraprendere gli Agenti municipali circa l’utilizzo del Taser. “Un fai da te” della Polizia Locale, dice, che potrebbe “dar luogo ad un uso improprio del taser”.
Al Presidente Palma consigliamo, per evitare figuracce e risparmiarci inutili e sgradevoli letture, di occuparsi dei suoi detenuti e dei loro diritti, poichè dei Diritti e degli strumenti di difesa degli Agenti di Polizia Locale ce ne occupiamo noi.
Non siamo minimamente interessati al pensiero dei troppi improvvisati opinionisti della Polizia Locale (ci riferiamo ad esempio anche agli Avvocati penalisti di Novara, ad esponenti di LeU, del PD, dell’ONU, di Amnesty International, etc.) che non hanno perso occasione per sentenziare. Ribadiamo che la Polizia Locale non è seconda a nessuno e ha il sacrosanto diritto di essere equiparata alle FF.OO. e di potersi difendere come loro.

La Segreteria Nazionale SULPL.

24° Convegno Nazionale SULPL

Si è conclusa sabato 11 gennaio 2020 presso l’Hotel Mediterraneo di Riccione, la 24esima edizione del Convegno Nazionale SULPL “Noi Siamo La Polizia Locale”. Sono stati circa 3 mila i Colleghi provenienti da tutta Italia che hanno preso parte all’evento. Alla Polizia Locale è stata garantita alta formazione come sempre, con l’introduzione di due nuove sessioni riguardanti il Codice Rosso per dire STOP alla violenza sulle Donne e sui minori,

📧 stopviolenza@sulpl.it
NOI SIAMO AL TUO FIANCO…

e la sessione in collaborazione con il Cerchio Blu per parlare di suicidi tra le FF.OO., prima causa di morte tra gli operatori.

INTRODUZIONE SESSIONE SUICIDI TRA LE FF.OO.

VIDEO

da Il Piacenza

Un tributo a tutti i Colleghi in Divisa che non sono più tra noi. Un omaggio commosso ai nostri Dirigenti Sindacali Sulpl che hanno rinunciato a vivere, troppi purtroppo…

Durante la sessione dedicata alla politica regionale, dobbiamo dare atto che l’unico candidato alla presidenza della Regione Emilia-Romagna che ha accettato con entusiasmo il nostro invito per parlare di Sicurezza e Polizia Locale in Regione è stato Simone Benini (M5S). Ha ritenuto di partecipare per dovere istituzionale ed ha riconosciuto che la polizia locale rappresenta un presidio di sicurezza importantissimo per i territori e non è accettabile che ci siano emergenze relative al sotto organico. Lucia Borgonzoni (Lega) pur essendo in tour in Emilia-Romagna non ha declinato nemmeno l’invito e non ha partecipato, al pari di Stefano Bonaccini (PD), che probabilmente sapendo di trovare una platea quantomeno delusa dalla sua scarsa attenzione verso la Categoria (ultimo spiacevole episodio quello del video patrocinato dalla Regione E/R nel quale la grande esclusa era solo la PL, video che ovviamente abbiamo proiettato in sala), ha addotto motivazione di impegni istituzionali a Modena per la mancata partecipazione. Ricorderemo il Presidente uscente come il politico che non ha saputo mantenere le promesse fatte, relative al demenziale video creato sulla sicurezza, al quale il SULPL aveva chiesto interventi in favore sia dell’ immagine, che di vestiario e di maggiori tutele e assistenza. Ma i nostri Dirigenti regionali hanno lanciato un messaggio forte e chiaro riguardo la serietà della politica: occorre metterci la faccia e confrontarsi, come siamo abituati a fare noi.
Nella giornata conclusiva invece, grandi attestati di stima nei confronti del SULPL e i suoi Dirigenti circa il ruolo fondamentale per gli interlocutori politici e per la Polizia Locale stessa, sono arrivati da parte degli Onorevoli Simona Bordonali e Claudio D’Amico (Lega), Francesca Galizia (M5S), Vicesindaco di Ferrara Nicola Lodi. I politici hanno raccontato delle loro esperienze assolutamente positive di collaborazione con il Sulpl, apprezzato da tutti per la credibilità, la trasparenza e la profonda conoscenza della Categoria e del suo status. Tutti hanno riconosciuto il ruolo fondamentale della Polizia Locale per il presidio dei nostri territori. Nonostante tutto, come sottolineato dai convenuti, la nostra Legge di Riforma è stata dimenticata in un cassetto ed è totalmente in fase di stallo, poichè il Parlamento ha ben altro a cui pensare, che non riguarda certo la Sicurezza. Ma il fallimento dello Stato in materia di Sicurezza è sotto gli occhi di tutti i Cittadini. Il SULPL, comunque, all’occorrenza continuerà ad essere una spina nel fianco della politica, perché quella Riforma deve essere attuata, oggi più che mai… anche alla luce dell’ultimo accordo quadro, vergognoso, sottoscritto dal Ministro dell’Interno Lamorgese e il Presidente Anci Decaro.

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ARRIVEDERCI AL PROSSIMO ANNO!

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ALBUM FOTO

Intervento del Segretario Generale Mario Assirelli

Videomessaggio On. Claudio D’Amico (Lega), Assessore alla #Sicurezza Comune di Sesto San Giovanni

Videomessaggio On. Francesca Galizia (M5S) alla #PoliziaLocale

Videomessaggio dell’Onorevole Simona Bordonali #PoliziaLocale #Sicurezza #Riforma

Premiazione dei Colleghi della #PoliziaLocale Italiana che si sono distinti per merito nel corso del 2019

RASSEGNA STAMPA

ESTENSE.COM

REGGIO2000.IT

LA PRESSA

IL PIACENZA

LA PRESSA

BOLOGNATODAY

RIMINITODAY

ALTRARIMINI.IT

Il ridicolo accordo quadro Anci-Viminale

Il Ministro dell’Interno Lamorgese dovrebbe essere oltre che un politico, anche un tecnico, in quanto è stato Prefetto di Milano e quindi in teoria dovrebbe essere ben consapevole di tutta quella che è l’attività territoriale delle Forze di Polizia e della Polizia Locale.

Ma abbiamo scoperto, leggendo l’Accordo Quadro che la ex Prefetta ha sottoscritto con il Presidente Anci, che è diciamo così… disattenta: ha dimostrato, palesemente, di non essere minimamente a conoscenza di quello che è il lavoro della Polizia Locale che già svolge tutte le attività previste nell’accordo.

Da Anci ce lo potevamo aspettare IGNORANZA PURA! Infatti firmare un documento del genere senza aver ascoltato il Sindacato della Polizia Locale è una conferma dell’incapacità dei politici e dei buracrati dietro di loro. E’ la vergogna nazionale, come finta istituzione tra l’altro, ha nuovamente dimostrato che è all’oscuro della situazione dei Comandi di Polizia Locale – senza uomini, mezzi, diritti, tutele e assicurazioni, nonchè risorse. Si permette di prendersi la briga di sottoscrivere accordi risibili invece di prodigarsi per far legiferare la riforma della categoria; solo una seria e articolata riforma potrebbe sanare, con il rientro nel contratto di natura pubblico, la situazione critica in cui versa la polizia locale italiana.
Ricordiamo ancora quando durante l’imponente manifestazione a Bari della polizia locale, indetta dal Sulpl in data 27.11.17, il presidente Decaro si dichiarava “amico” della categoria e riteneva di avere un rapporto privilegiato con la stessa; rilasciando promesse le quali sono state puntualmente disattese e dimenticate. Per rinfrescarsi la memoria può riascoltarle qui.

Per quanto concerne il quarto turno, il Ministro dell’Interno Lamorgese, dovrebbe forse rivolgersi alle Autorità locali, poiché quasi tutti i capoluoghi di provincia lo espletano già!

E anche i piani di coordinamento ci sono sempre stati! Solo adesso si accorge che la Polizia Locale fa Polizia Stradale? Dovrebbe sapere che la Polizia Locale oltre a fare Polizia Stradale, con ogni probabilità più della Polizia Stradale stessa, ha in carico molte altre competenze che altre Forze di Polizia ad ordinamento statale non hanno. La differenza sostanziale che il Ministro, ignorante in materia non ha nemmeno in nota è che la Polizia Locale non ha a disposizione gli stessi mezzi, le stesse tutele e gli stessi Diritti di una Forza di Polizia dello Stato.

Quindi prima di fare accordi risibili, sarebbe buona abitudine ascoltare chi è competente per la Categoria, dando quindi finanziamenti e parificando la Polizia Locale alle Forze di Polizia ad ordinamento statale.

La foto di copertina è la rappresentazione del tavolo tecnico che ha portato alla sottoscrizione dell’accordo quadro; si evince che i mentori della Lamorgese sono stati Pippo, Pluto, Topolino, Paperorga, Topo Gigio e Qui, Quo, Qua!

La Segreteria Nazionale SULPL

Modena, 11 gennaio 2020