La memoria dei Colleghi è viva, la memoria è Vita. Giornata della Memoria della Polizia Locale italiana (12 settembre 2021)

Per questo Sindacato di Categoria, dal 2006, il 12 settembre rappresenta il giorno del ricordo, della memoria di tutti i Colleghi (troppi) che dal 1943 (eccidio di Barletta) sono caduti nell’adempimento del Dovere.

Superfluo precisare che il SULPL ha invitato i maggiori rappresentanti delle Istituzioni e rappresentanze politiche, altrettanto inutile e superfluo dire che nessuno di loro ha partecipato. Molti non si sono nemmeno degnati di declinare l’invito, altri avevano impegni urgenti e improrogabili, pare. Solo il Presidente del Senato Elisabetta Casellati ha espresso la profonda vicinanza alla Polizia Locale, riconoscendone il ruolo fondamentale. Il Presidente della Repubblica ha rinnovato e concesso l’Alto Patronato.

Hanno invece partecipato la Regione Liguria e il Comune di Genova col gonfalone storico; le Regioni Toscana, Emilia-Romagna, Lazio, Campania e Veneto hanno concesso le loro bandiere. E’ stata deposta la nostra corona d’alloro al monumento ai Caduti della Polizia Locale, ubicata nel Viale degli Eroi del Cimitero Monumentale di Staglieno, con la benedizione del Vescovo ausiliare Monsignor Nicolò Anselmi.

Il Vice-Comandante della PL di Genova, l’Assessore alla Sicurezza e i rappresentanti della Società di Mutuo Soccorso hanno espresso sentite parole di apprezzamento per il ruolo fondamentale della Polizia Locale in tutta Italia e per l’attività posta in essere giorno dopo giorno dal Sindacato Unitario Lavoratori Polizia Locale.

Il Segretario Generale Mario Assirelli ha rimarcato il nostro essere figli minori di questo Stato assente. Questo Sindacato è l’unico che lotta contro le Istituzioni per il riconoscimento della Categoria e promuove giornate commemorative come questa per ricordare chi ha sacrificato la propria Vita per proteggere la collettività.

Quest’anno più che mai, anche per i tanti colleghi che sono morti causa Covid contratto in servizio, la cerimonia è stata toccante; il Segretario Paolo Sarasini, prima di ricordare uno ad uno i Colleghi che non sono più tra noi, ha letto un toccante discorso: il dono della Vita fatto dai Colleghi è stato immenso, estremo e consapevole. La loro Memoria è viva, la Memoria è Vita. Noi abbiamo il Dovere di ricordarli e farli rivivere nei nostri cuori e nel nostro operato quotidiano, per far si che il loro sacrificio non sia stato vano.

Cari Colleghi, chi vive il nostro Sindacato in modo attivo sa bene che queste giornate sono una ricarica di energia: è come rispolverare il senso di appartenenza, nonostante le mille difficoltà che ogni giorno viviamo sulla nostra pelle: tante Divise, un unico cuore!

Certe emozioni vale la pena viverle! sono un arricchimento per ciascuno di noi.

La memoria va custodita e preservata; senza memoria di ciò che è stato, non può esserci presente, ne futuro… e il sacrificio dei nostri Colleghi non sarà stato vano se la loro memoria continuerà ad essere alimentata e a vivere nel cuore di chi resta. Il loro esempio deve essere per noi un faro, una certezza e uno sprone per fare sempre meglio.

GALLERIA FOTO

LA CERIMONIA

INTERVENTO MARIO ASSIRELLI

INTERVENTO PAOLO SARASINI

INTERVENTO CLAUDIO MASCELLA

Un doveroso e sentito ringraziamento ai Colleghi Claudio Mascella e Claudio Musicò per l’impeccabile organizzazione dell’evento.

VACCINO SI VACCINO NO

CARTA VERDE O PERMESSO PER ACCEDERE AI SERVIZI IN ITALIA

IL PENSIERO DEL SINDACATO, ARDUO E DIFFICILE QUANDO SI PARLA DI LIMITARE LE LIBERTA’ E LA DEMOCRAZIA, COME LEGGERETE DAI RAGIONAMENTI DELLA STRUTTURA, CHE PERO’ RAPPRESENTA I DUBBI, LE ANOMALIE – DOVUTE AI TROPPI ERRORI DELLO STATO – DI QUESTE DECISIONI DELL’INTERA NAZIONE!

Cosa ne pensa ASSIRELLI

Prendiamo le distanze con la serenità e la fermezza di chi ha piena responsabilità del momento storico che stiamo vivendo, senza minimamente entrare sugli effetti positivi in termini di riduzione dei contagi della vaccinazione, senza toccare alcun tasto sanitario o quasi, senza citare le scelte di ciascuno e nella rinnovata condanna rispetto a ogni offesa ai giornalisti/scienziati/Cts/Ema/Aifa e che non troverà mai alcuna giustificazione, che va sempre censurata, a prescindere come d’altronde la violenza nelle manifestazioni o contro i Lavoratori delle polizie sia ad ordinamento nazionale che locale.

Qui il campo è un altro. Qui la partita è un’altra. Non esiste un ‘noi’ e un ‘loro’.

Lo dice la Costituzione, lo dice l’Europa, lo dice il buon senso e lo dice il condividere un minimo senso di umanità. Smettiamola di spalancare le porte dell’inferno, indipendentemente dall’essere o meno vaccinati, smettiamola di dividere il mondo in due soprattutto dopo le diverse indicazioni dettate dal governo o dai governi in questo ultimo anno. Basta fomentare l’odio sociale! Non giochiamo con la vita e sul futuro della salute degli italiani.

Sappiamo bene che SOLO l’Italia e la Francia hanno adottato queste finte indicazioni che diventano obbligatorie reali nella vita quotidiana e le altre Nazioni dell’Europa perché NON hanno adottato tali misure? Forse vogliono meno bene alla salute dei propri cittadini? NON PENSO PROPRIO! Forse, invece, temono le conseguenze negli anni per le generazioni future per mancanza di elementi oggettivi, le sperimentazioni e l’assenza di analisi epidemiologia!

In Sicilia coprifuoco solo per chi non ha il Green Pass. Una misura fuori da ogni realtà. Tutto questo nel silenzio generale della politica, dei sindacati, della società civile, della Chiesa. Sono perplesso e allibito come essere umano come uomo in divisa. Non ci sono parole. Eppure, forse, occorre continuare a trovarne di parole, fosse anche la “bestemmia” di Giobbe. Non può essere che un Paese civile accetti questa divisione in due, siamo ITALIANI e usiamo la ragione!!!

Ipotizzare l’obbligo vaccinale significa immaginare di eliminare il consenso informato. Cioè significherebbe imporre a tutti un trattamento senza far firmare nulla. Se è così lo si dica. Il paragone – fatto dal ministro Speranza – con l’obbligo che sarebbe già previsto per i medici non è pertinente. Perché per i medici si tratta di un requisito onde svolgere la professione non un obbligo in quanto tale, ed anche in questo caso ci sono delle enormi discrasie. La differenza, apparentemente lessicale, non è di poco conto. Un governo che obbliga i cittadini a vaccinarsi non deve ovviamente far firmare nulla ai cittadini stessi e assumersi completamente la responsabilità di eventuali effetti collaterali. Questo è ovvio. Altrimenti non si parli di obbligo, ma di ricatto (se non ti vaccini non lavori, non esci, paghi le cure, non frequenti la scuola, l’università, non viaggi …) e si continua con il green pass a dividere la società in due, criminalizzando il 30-40 per cento di italiani, pur in assenza di un reato.

La cattiveria con cui ci si accanisce contro coloro che legittimamente non vogliono vaccinarsi, ha qualcosa di sadico. I grandi ricatti (se non ti vaccini rischi il posto di lavoro), le meschine ripicche insensate (se non ti vaccini non puoi andare a un cinema all’aperto), le offese (cani, sorci, evasori fiscali), le minacce (con il piombo gli affamati sfamò), la leva del senso di colpa morale (un atto d’amore…). In tutto questo cosa vi è di scientifico? Vi è tanta malignità, una sorta di rivincita alle frustrazioni di una vita che si esprime contro una minoranza divenuta ‘colpevole’. Da oggi in poi non vi è da stupirsi di nulla. Le cose purtroppo non miglioreranno. Occorre saperlo.

Per non parlare delle mascherine anche in questo caso quanti ERRORI dell’Esecutivo per interessi o per mera ignoranza?!

Sono vaccinato non per credo ma per necessità (vivo in questa società e devo dare il buon esempio … ) onde poter continuare a svolgere la mia attività lavorativa e difendere i diritti e la salute dei Lavoratori della Polizia Locale italiana costituzionalmente garantiti adoro la libertà odio le discriminazioni e le disuguaglianze e mi muovo sempre nel rispetto dell’altrui incolumità e dei diritti che ci siamo conquistati con lotte politico sindacali negli anni per costruire un’Italia migliore e più democratica.

Il pensiero di GIUSEPPE BONFILIO consulente legale

Secondo il mio modesto parere bisogna disaminare bene la questione –

Premesso che come uomini in divisa abbiamo obbligo di eseguire e far eseguire tutte le norme che l’ordinamento promulga, poiché sono e dovrebbero essere adottate nel rispetto e nella pedissequa osservanza del dettato costituzionale;

Abbiamo anche obbligo di seguirle e farle seguire poiché il diritto alla sanità e sicurezza sono preminenti;

Abbiamo però diritto ad avere regole chiare e senza bisogno che le predette siano soggette ad interpretatio;

Le regole devono essere inoltre adottate dalle autorità a questo preposte.

Ciò detto e premesso ed inoltre che lo scrivente è vaccinato con doppia dose, Corre obbligo di far anche emergere alcune discrepanze che nel corso dell’evoluzione pandemica sono emerse. Abbiamo assistito alla demonizzazione di alcuni vaccini è dovuta intervenire anche la magistratura per verificare il rispetto dei tipi di vaccini da somministrare ad alcune fasce di popolazione. È di qualche giorno fa il prolungamento della validità del greenpass passato ad un anno mentre si ventila l’ipotesi di una terza dose da un lato e si parla di immunità da un’altra, mentre il mondo scientifico sostiene che si può contrarre il virus e trasmetterlo anche dopo essere vaccinati. Per quanto riguarda i cosiddetti no vax io sono per la libertà totale di ogni individuo è importante però il rispetto di ognuno e condanno fermamente ogni forma di violenza da qualsivoglia parte provenga.

Il VACCINO ANTICOVID E’ UN DSISSUASORE DI VELOCITA’ – DI PAOLO SARASINI

Carissimi Colleghi,

vorrei parlarvi nella nostra lingua, mi spiego:

se nella vostra città ci fosse un’intersezione molto pericolosa, dove quotidianamente avvengono sinistri con esiti gravissimi e addirittura letali cosa proporreste di fare al competente ufficio traffico?

Personalmente proporrei la cosa più opportuna per eliminare del tutto il problema ovvero “allivellare”  l’intersezione, porla a livelli sfalsati (sottopassi, sovrappassi), ma mettiamo che purtroppo ciò non sia possibile a causa delle strutture presenti nel luogo (condomini infrastrutture ecc.), ecco che allora potrei proporre un semaforo (non parliamo di rotatorie!), ma i flussi del traffico sono tali che si andrebbe a congestionare la circolazione, allora come ultima soluzione proporrei un DOSSO DISSUASORE DI VELOCITA’, questo rimedio non è senz’altro la soluzione migliore ma mi consentirebbe di ridurre notevolmente l’incidentalità e la gravità dei sinistri che senza dubbio continueranno ad esserci, ma meno frequenti e meno letali .

Così è per il VACCINO ANTICOVID (dissuasore di malattia non essendo possibili per ora altre alternative!).

Questa NON è la soluzione, nessuno lo mette in dubbio, ci saranno ancora i malati anche gravi, rimarremo sempre contagiati, ma queste situazioni saranno ridotte al minimo possibile (per ora).

La medicina non è una scienza esatta, si deve sperimentare. Ma immaginiamo che se l’uomo avesse rinunciato, perché si era colpito un dito facendosi male, a sbattere e risbattere una pietra contro l’altra, forse per il fuoco avremmo dovuto attendere il provvidenziale fulmine temporalesco!

Il progresso è anche sacrificio misurato (costi-benefici).

Ora è il momento di ascoltare la scienza, che come prima detto può anche sbagliare in ogni caso io preferisco un errore commisurato ad una “CAGATA PAZZESCA” (come la corazzata Potemkim), badate NON VOGLIO FARE DISCORSI POLITICI, ma basta con le teorie del complotto (big farma ect…, chiaro che avranno i loro interessi!) ma di fronte a FATTI comprovati, a DATI INCONTROVERTIBILI, non possiamo continuare a sostenere che il BLU è ROSSO!

Discutiamo delle sfumature (blu cobalto, blu mare, blu cielo ecc.) ma il BLU rimane BLU!

I discorsi che sento: “a me non capiterà mai perché sto attento”,  “ tanto io sono asintomatico”, “se mi vaccino rischio la vita invece se prendo il COVID….(anche)!”, “se mi vaccino fra vent’anni mi spunteranno gli asparagi nel sedere“ (scusate cerco di stemperare un poco la serietà dell’argomento), bene, dicevo questi discorsi per me sono irrazionali, un vero e proprio non sense.

Viviamo, per fortuna, in società non siamo eremiti o stiliti, i nostri comportamenti influenzano o dipendono da quelli altrui, l’egoismo non serve a nulla perché prima o poi ……

Il sottoscritto ha passato il COVID, completamente asintomatico, per fortuna scoperto in tempo altrimenti quante persone più fragili di me e NON vaccinate avrei potuto contagiare, i miei amici, i miei parenti, e sarei stato causa di malattia magari grave o letale, ma se tutti fossero stati vaccinati il rischio (non di contagio) di malattia grave sarebbe stato ridotto al minimo.

Dopo avervi tediato con queste PERSONALI considerazioni, arrivo alla conclusione, che ribadisco è una MIA opinione: io sto con tutti vaccinati e tutti contagiati!

Di fronte alle due possibilità:

  1. non mi vaccino e non mi ammalo (incrociamo le dita)
  2. vacciniamoci tutti e magari ci ammaliamo di meno (incrociamo le dita)

IO OPTO PER LA SECONDA.

AVE atque VALETE semper

Il pensiero di Nicola De Vincenziis

Un Pseudo vaccino che potrebbe portare alla società Italiana più contro che pro.

Mia riflessione sul vaccino.

Tempo fa mi recai dal medico di famiglia in quanto avevo un problema.

Dopo avermi visitato mi prescrisse un farmaco e mi disse, vedrai che con questo medicinale starai meglio.

Prima di assumere il farmaco, ho letto il bugiardino, non l’avessi mai fatto.

Mi spaventai così tanto delle controindicazioni che non l’assunsi.

Il giorno dopo mi recai dal medico per chiedergli spiegazioni in merito.

Il mio medico con molta tranquillità mi disse: o ti fidi di me o cambia medico.

Mi sono fidato e da allora non ho più letto bugiardini.

Nel caso di questa pandemia senza neanche leggere il bugiardino molti hanno pensato: mi fido della scienza e mi vaccino? Oppure non mi fido e non mi vaccino?

Io ripensando al mio medico mi sono fidato della scienza e mi sono vaccinato.

Nella prima fase ho visto tanti amici, amiche, parenti ecc. ecc. morire di Covid e da quello che mi hanno raccontato, chi ha avuto modo di vederli, la sofferenza è stata tanta.

Durante la prima fase tutti a dire: l’unico modo per uscire dalla pandemia è il vaccino, trovato il vaccino, noi laureati all’ università di internet, vogliamo sapere cosa c’è dentro e io vi dico: leggetevi il c.d. Bugiardino e poi datemi la risposta se i farmaci sono da assumere.

E poi ho fatto una riflessione: il vaccino (che comunque non è più sperimentale ma è stato approvato dall’AIFA) comunque è un’ arma per combattere la guerra contro il virus, senza vaccino è come andare in guerra senza armi.

Cosa ne pensa Francesco Spadaro

Premetto di non essere negazionista e neppure No Vax in senso stretto, ma semplicemente contrario a questo “pseudo vaccino” che considero alla stregua di una “sperimentazione di massa”. 

I pensieri importanti che mi assillano sono: “se ti vaccini poni le basi per la limitazione delle libertà di tutti? ”.

Tra i motivi per dire no al vaccino sono a mio avviso (dopo aver seguito interviste di docenti del campo dell’infettivologia e della virologia):

  1. il rischio di modifiche al genoma, in assenza di studi a lungo termine, 
  2. memoria immunitaria dopo il vaccino, 
  3. trasmissione del virus anche dopo, protezione non per tutti, 
  4. effetti collaterali,
  5.  limitazione delle libertà.

Fermo restando che il virus esiste e nessuno lo mette in dubbio, alcuni vaccini sono utili ma questo pseudo vaccino antiCovid è il più grosso problema della storia del genere umano e spaventa il fatto che, politici, scienziati, esperti di ogni genere e categoria la prendano così sottogamba, sminuiscano il problema e soprattutto non facciano parlare chi ha dei dubbi e pone domande.  Pertanto, siamo di fronte alla follia umana più totale della sperimentazione di massa che si vuole eseguire sull’umanità intera, senza sapere qualcosa sulle controindicazioni. Vogliono costruire un mondo dove solo chi ha il patentino della vaccinazione può avere una vita sociale libera e scevra da restrizioni, ma diverrebbe un mondo in cui ti leghi per sempre alla schiavitù delle case farmaceutiche e una volta che hai fornito il primo accesso non potrai più uscire dal sistema. Questa pandemia è un test ( uscito per errore dai laboratori Cinesi ?) per vedere quanto stress regge la nostra specie, quindi una prova generale per i disastri futuri, magari ugualmente preoccupanti, ma più lenti e apparentemente meno dannosi, come paiono oggi i cambiamenti climatici. Ormai sappiamo che il 90% delle decisioni, persino quelle dello scacchista o dell’economista, alla fine sono prese su uno slancio emozionale. Quindi cercano di persuadere le persone in modo emozionale, non razionale. Purtroppo la maggioranza delle comunicazioni che si fanno per convincere le persone a vaccinarsi sono fatte con il razionale, quindi, sono acqua sull’impermeabile delle persone che sono mosse dall’emozionale“; E ancora mi chiedo!  Perché il green pass ha provocato questo effetto di persone che corrono a vaccinarsi?  Perché, che piaccia o no muove un’emozione che contrasta la paura e il piacere. Ovvero, io non ti obbligo a vaccinarti, ma se non lo fai non potrai fare tante cose che ti piace fare compreso il lavoro, questo è il motivo per cui è stata una leva vantaggiosa? Finisco questo mio pensiero scrivendo che, il COVID-19 è un drammatico esame per la nostra capacità di reagire a un disastro globale, che, anche questa volta, probabilmente, supereremo solo per un pelo e con il sacrificio dell’estremo atto imposto a tanta gente in nome dell’art. 32 della Costituzione Italiana che così recita”…… la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”.

IL MIO PENSIERO CLAUDIO MASCELLA

Buongiorno colleghi, ritengo che in questo momento viste le informazioni contrastanti non sia possibile doversi schierare pro vaccino e green pass o no vax.  Io sono e mi ritengo un uomo libero e ritengo che ciascuno di noi debba essere libero nelle sue scelte, ma esiste un limite alla libertà personale. Quando una scelta di libertà invade la sfera personale di altre persone questa non può essere lasciata al caso.

Io sono vaccinato con entrambe le dosi, ritengo di aver fatto la scelta giusta non solo per me ma per tutti coloro che frequento in primis la mia famiglia i miei figli i miei nipoti.  Ritengo che nessuno abbia affrontato la vaccinazione a cuor leggero, ciascuno si portava le proprie preoccupazioni, ma la consapevolezza di fare una cosa che andava a beneficio dei più in me è prevalsa.

 Ora ritengo che da parte delle autorità sanitarie andava sicuramente fatta più chiarezza e che ci volesse un maggior coraggio, se la vaccinazione è l’unico modo per contenere la malattia rendiamola obbligatoria.

Non serve parlare di consenso informato o altro, io purtroppo (vista l’età) faccio parte di quella generazione che ha fatto vaccini anche senza saper cosa gli veniva iniettato (vedi la vaccinazione del servizio di leva) ma in ogni caso ogni qualvolta ci si sottopone ad un intervento sanitario si firma un consenso.

Per chiudere io ribadisco la mia scelta pro vaccino ma in ogni caso non si deve criminalizzare chi ad oggi e con le attuali regole sceglie di non farlo, in un momento di pandemia mondiale la scelta non deve essere lasciata al singolo cittadino ma le autorità preposte devono prendere decisioni importanti anche se impopolari.    

Assirelli conclusione

Cari Colleghi e cari Cittadini, come avrete letto non esiste un pensiero unico nemmeno nel sindacato della Polizia Locale ma tante differenziazioni che si annullano quando si tratta di decidere sulla vita lavorativa, sulle tutele e sui diritti nonché il futuro dei Lavoratori della Polizia Locale!

Ci avete chiesto, in tanti, cosa ne pensavamo di questo argomento e come sempre noi rispondiamo!

Abbiamo provveduto, nel frattempo, a chiedere al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio, ai Ministeri competenti il TAMPONE gratuito per i Lavoratori della Polizia Locale in quanto le Regioni viaggiano a velocità diverse; inoltre, si è ritenuto di fare un’ulteriore domanda per la vaccinazione obbligatoria in modo che lo Stato si assuma le giuste responsabilità nei confronti dei Cittadini italiani e cessino le differenze tra i medesimi e le diverse tensioni sociali in atto.

Certo è che tutta la Struttura è SEMPRE per le libertà contro le discriminazioni, le disuguaglianze e per il rispetto della Costituzione.

Il SULPL proclama lo stato di agitazione della Polizia Locale Italiana

Modena 13 novembre 2020


Spett.le Commissione di garanzia per il diritto allo sciopero
Piazza del Gesù n. 46
00186 Roma
segreteria@pec.commissionegaranziasciopero.it


On.le Presidente del Consiglio dei Ministri
presidente@pec.governo.it


On.le Ministro dell’Interno
segrdipartimento.ps@pecps.interno.it


On. Ministro Affari Regionali
affariregionali@pec.governo.it


Spett. ANCI
anci@pec.anci.it


Spett.le UPI
upi@messaggipec.it

Oggetto: Proclamazione Stato di Agitazione della Polizia Locale Italiana.-
Il Sindacato Unitario Lavoratori della Polizia Locale Italiana- S.U.L.P.L.-

Premesso che:
Gli appartenenti alla Polizia Locale Italiana, pur svolgendo da sempre le stesse funzioni delle forze di Polizia ad ordinamento statale, non ha gli stessi trattamenti giuridici, previdenziali ed assistenziali;


Il Consiglio dei Ministri in data 11 luglio 2019 ha approvato su proposta del Ministro dell’interno di concerto con il Ministro della pubblica amministrazione un disegno di legge delega per il riordino delle funzioni e dell’ordinamento della polizia locale.
La delega prevedeva, tra le altre cose, il riordino della disciplina in materia di accesso ai ruoli e della relativa progressione di carriera; nonché del rapporto di lavoro anche sotto i profili previdenziali e assicurativi;


L’Unione europea ha recepito già nel 2017 la richiesta avanzata in sede di audizione di equiparazione, in termini di tutele e formazione, alle altre forze di polizia ad ordinamento statale presenti sul territorio, inviando apposita missiva alle autorità italiane per chiedere di porre rimedio alla “discrepanza” di trattamento attualmente esistenti fra le forze dell’ordine nel nostro Paese, evidenziando “la discriminazione, sul piano organizzativo e remunerativo, esistente in Italia” fra la polizia di Stato e gli agenti locali, sottolineando “la necessità di coinvolgere” questi ultimi “nelle azioni volte a prevenire e combattere il terrorismo e la radicalizzazione”; pur ammettendo che la materia è di competenza esclusivamente nazionale, la Commissione Ue, nel documento inviato all’Europarlamento, ha riconosciuto che le forze di polizia locali possono svolgere “un ruolo fondamentale” nella condivisione delle informazioni e che potrebbero essere partner importanti nella lotta alla radicalizzazione e al terrorismo;


Nelle bozze delle ultime previsioni normative in materia di contenimento del Covid-19, era contenuta la possibilità di assunzione nella Polizia Locale in deroga alle disposizioni stringenti finalizzata al contenimento della diffusione della Pandemia, cancellata in sede di emanazione;


Tutto ciò premesso
Considerato che alla data odierna il Governo Italiano non ha emanato Leggi di equiparazione e di modifica dello Status Giuridico degli appartenenti alla Polizia Locale Italiana, pur avendo adottato legge delega, ai sensi della legge 146/1990 (regolamentazione diritto di sciopero) recante norme sull’esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali e sulla salvaguardia dei diritti della persona costituzionalmente tutelati. Proclama lo stato di agitazione della Categoria.
Trasmette la presente alla Commissione di garanzia e chiede convocazione presso l’organo nazionale individuato al fine del tentativo di raffreddamento del conflitto.

Il Segretario Generale F.to Mario Assirelli

firma autografa omessa ai sensi dell’art. 3 del d. lgs. n. 39/1993

VIDEOMESSAGGIO DEL SEGRETARIO GENERALE

Il SULPL ha rappresentato e dato voce alla Polizia Locale, accanto a tutte le Divise, per denunciare aggressioni e mancanza di tutele.

Ieri il SULPL Nazionale ha partecipato alla manifestazione organizzata dal SAP (Sindacato Autonomo della Polizia di Stato) in Piazza del Popolo a Roma; un evento che ha visto per la prima volta tutte le Forze di Polizia scendere in Piazza per una causa comune: DENUNCIARE LE AGGRESSIONI ALLE DIVISE E RICHIEDERE PER LE DIVISE PIU’ TUTELE.

E’ stata un’occasione per spiegare ai cittadini che le Divise, tutte (poiché non esistono distinzioni tra Divise, il sangue versato sulle strade ha un unico colore), oggi più che mai stanno attraversando un momento di grande difficoltà: su di loro sono riversati tutti i fallimenti di una politica che a tutti i livelli e salvo poche eccezioni, non è in grado di garantire Sicurezza ai cittadini e men che meno è capace di tutelare gli Uomini e le Donne che servono questo Stato, tutti i giorni, anche a costo della loro Vita.

Non bisogna dimenticare il sacrificio di tanti nostri Colleghi:  Nicolò Savarino (Polizia Locale di Milano) trascinato per metri da un rom, non ha ricevuto Giustizia nemmeno dopo morto; Francesco Bruner e Vincenzo Cinque ammazzati a Napoli, i “figli delle stelle” della Polizia di Stato di Trieste che hanno commosso tutta Italia, Matteo Demenego e Pierluigi Rotta, e il Carabiniere Mario Cerciello Rega barbaramente ucciso a Roma.

Come ha sottolineato Miriam Palumbo, essere stati in quella Piazza ieri è stato significativo ed emozionante, per rappresentare la Polizia Locale, il disagio delle Divise e per far si che la morte di quei colleghi non sia stata vana.

La Polizia Locale vive in un limbo: per lo Stato siamo gli Uomini e le Donne in Divisa senza volto. Siamo stanchi di questa politica dedita solo alle passerelle elettorali, che promette per poi far arenare sempre la nostra Legge di Riforma. Siamo inquadrati come impiegati comunali e in attesa di una Legge di Riforma dal 1986!

Da anni la POLIZIA LOCALE è sul podio (3°  posto) delle aggressioni con Carabinieri (1° posto) e Polizia di Stato (2° posto).

Guardiamo solo al primo semestre del 2020: nonostante il lockdown le aggressioni sono aumentate; eppure abbiamo solo protetto i cittadini con la nostra costante presenza sul territorio e i controlli anti-Covid, nonostante l’assenza per mesi dei necessari DPI (Dispositivi di Protezione Individuale). Siamo stati perfino destinatari di panni per la polvere per proteggerci… Ben 9 sono stati i nostri Colleghi deceduti per Covid.

Preoccupante anche la percentuale di aggressioni che vede protagonisti gli stranieri.

Gli ingressi al pronto soccorso di una Divisa sono troppi, mediamente 235 al mese, quindi 8 al giorno!

Eppure in molti Comuni i Colleghi sono disarmati, e anche senza spray, senza tonfa e guai a parlare di Taser per la Polizia Locale, si scatenano tutti i buonisti e benpensanti!

Non abbiamo accesso allo SDI, ma abbiamo l’obbligo di implementarlo! Il massimo che possiamo fare, nel caso ci trovassimo di fronte un qualsiasi pluripregiudicato, è verificarne la sua residenza anagrafica! O attendere la disponibilità delle Forze di Polizia ad ordinamento Statale.

Continuiamo a fare ORDINE PUBBLICO al fianco delle Forze di Polizia ad ordinamento statale, ma il nostro servizio è sempre travestito da viabilità!

La Polizia Locale di fatto è categoria disagiata, per questo chiediamo l’apertura verso le  categorie usuranti; studi scientifici infatti dimostrano che mediamente, rispetto ad un comune cittadino viviamo 8 anni in meno!

Se lo Stato e gli Amministratori non ci permettono di lavorare in sicurezza,

– dotandoci di tutti gli strumenti di autotutela necessari

– negando la mancanza di Sicurezza nelle nostre città e facendo credere ai Cittadini che si tratti di percezione di insicurezza!

– finché non ci saranno pene severe e certezza della pena per i delinquenti

Le Divise continueranno ad essere destinate al massacro, le aggressioni continueranno ad aumentare in modo esponenziale; i violenti si sentiranno sempre più forti e impuniti e anche quell’odioso partito dell’antipoliziaprenderà sempre più piede. Il tutto nell’indifferenza agghiacciante delle istituzioni, composte da burocrati trincerati nei Palazzi del Potere e dell’opinione pubblica.

I Cittadini dovrebbero prendere in seria considerazione quello che i rappresentanti delle Forze di Polizia hanno denunciato ieri in Piazza poiché, dopo le Divise, saranno loro i prossimi bersagli mobili, destinatari  di questa ondata di violenza gratuita e che il più delle volte resta impunita.

A conclusione del discorso abbiamo voluto ricordare ai Colleghi in Piazza che SU STRADA LA DIVISA E’ UNA!

Un grazie a tutti ai Colleghi dell’Emilia-Romagna che hanno partecipato! L’importante è ESSERCI SEMPRE!

MANIFESTAZIONE

LA NOSTRA BANDIERA

INTERVENTO DEL SEN. SALVINI

                                                                                                                                                   

Il SULPL in Piazza di Monte Citorio per la Riforma e la Giornata della Memoria della Polizia Locale Italiana.

Significativa la manifestazione del SULPL Nazionale di ieri in Piazza di Monte Citorio per celebrare la Giornata della Memoria al fine di onorare i caduti della Polizia Locale
e un flashmob per sollecitare la Legge di Riforma ancora in fase di stallo. Tutto si è svolto nel rispetto delle limitazioni imposte a seguito della pandemia, da qui il contingente ridotto di partecipanti. Alle nostre spalle, quel Palazzo della politica serrato, si commentava da solo. Ma le nostre emozioni (anche nel momento in cui abbiamo ricordato i Colleghi caduti per Covid e nell’adempimento del Dovere, uno per tutti, simbolo di questi morti, perchè mai giustizia è stata fatta, Nicolò Savarino) hanno fatto vibrare i cuori di chi era in quella Piazza. Significativo il passaggio in cui il Segretario Generale Mario Assirelli (senza mezzi termini, come sempre) ha sottolineato, che in questa particolare giornata il Sulpl non ha voluto la politica, poichè le passerelle pre elettorali non servono alla nostra giusta causa e che chi ostacola la nostra Riforma è una parte del Ministero degli Interni, oltre che il Partito democratico con la Cgil e a ruota Cisl e Uil, che non vogliono far rientrare la Polizia Locale in un contratto di diritto pubblico.  Il Sulpl non demorde. Un invito alla Categoria, in vista delle prossime rsu ad affidarsi a chi lotta costantemente per i Diritti dei Lavoratori della Polizia Locale.

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NEXTSTOPREGGIO

Niente Taser, nonostante l’escalation di violenza contro le Forze di Polizia italiane. Lo Stato non tutela le sue Divise.

In questa calda estate in cui la Polizia Locale da Nord a Sud da mesi è impegnata in prima linea a fronteggiare l’emergenza sanitaria dovuta al Covid-19, abbiamo appreso negli ultimi giorni che a questi Uomini e Donne in Divisa non verrà tributato alcun nastrino di riconoscimento

(a differenza di altre Forze di Polizia) e ancor peggio ci tocca rilevare che  questo Governo giallo-rosso stia anche facendo arenare la dotazione del taser alle Forze di Polizia, noi compresi,  come ad esempio a Ferrara dove il Comune aveva già previsto un considerevole impegno di spesa che ora dovrà dirottare su altro, ma non potrà destinarlo per dotare la PL di taser.

Pare che il Viminale non sia rimasto soddisfatto dalle risultanze della sperimentazione del taser, che invece per noi operatori di Polizia sarebbe uno strumento di autotutela che su tanti interventi potrebbe contribuire ad evitare il peggio.

I burocrati che vivono al fresco nei palazzi del potere non hanno la benchè minima idea di cosa significhi lavorare su strada dove, già normalmente i rischi sono dietro l’angolo, ma ancor di più adesso che le problematiche e i pericoli sono aumentati in modo esponenziale a seguito del lockdown. Ultimo episodio è accaduto ad Arezzo nella serata del 10 luglio dove alcuni Agenti sono addirittura stati presi a sassate. Stessa cosa è accaduta ad un Collega di Monza. Ovviamente a loro va tutta la nostra vicinanza. Soggetti, spesso di nazionalità straniera, che nel dopo lockdown hanno ripreso a  dedicarsi con maggiore intensità alle loro attività preferite: spacciare e consumare alcolici sulla pubblica via, rendendo invivibili le nostre città. Tutto ovviamente viene scaricato sulla Polizia Locale che è costretta, senza nemmeno avere accesso allo SDI, a lavorare continuamente in emergenza per garantire la Sicurezza ai propri cittadini che dovrebbero avere il sacrosanto diritto di fruire liberamente degli spazi pubblici e al tempo stesso applicare in modo spasmodico sanzioni per il mancato distanziamento e l’omesso utilizzo di mascherine. Senza contare che il più delle volte queste violazioni vengono contestate a soggetti che non hanno nulla da perdere e che non pagheranno mai, ma magari un coccio di bottiglia alla gola o una sassata te la piantano senza problemi. Il tutto accade nell’indifferenza delle Istituzioni che dovrebbero, senza se e senza ma, dotare questi servitori dello Stato di tutti gli strumenti di autotutela e che invece troppo spesso, solo per idiotologia decidono di non farlo. Ecco dunque che il loro agire è dettato solo ed esclusivamente da motivazioni politiche, per noi operatori inaccettabili e senza senso. Noi vorremmo poter garantire Sicurezza ai Cittadini e poter lavorare riducendo al minimo il rischio di non tornare a casa dalle nostre famiglie. Ma questo diventa sempre più utopico; viviamo nei giorni in cui è diventato ridondante il  leitmotiv del black lives matter. Cogliamo l’occasione per ricordare ai nostri Cittadini che tutte le FF.OO. Italiane sono dalla loro parte e sono le prime a condannare violenza e abusi di ogni tipo e verso chicchessia. Non siamo violenti, ne razzisti, semmai la violenza la subiamo. Quindi a quei cittadini zelanti che continuano a filmare in modo parziale, fermandosi solo  all’apparenza, e a denunciare con leggerezza la presunta violenza delle Forze di Polizia sui social, esponendole ad una ingiusta e gratuita gogna mediatica,  chiediamo di essere dalla nostra parte e di non fare il gioco di un Governo che di chiacchiere ne fa fin troppe, anche su questioni serie come questa della Sicurezza. In Italia non occorre fare la caccia al Floyd nostrano. L’ultimo episodio è accaduto sempre nelle ultime ore a Gallarate e Verona. Noi siamo dalla parte dei Colleghi e dei Cittadini onesti e rispettosi delle regole del vivere civile. Auspichiamo che i nostri politici passino alle vie di fatto per tutelare le Divise, accelerando sulla riforma della Polizia locale e sulla dotazione del taser.

ArezzoWeb https://www.facebook.com/Arezzoweb.it/videos/738324976914651/
Facciamoci sentire!

IL CSA DALLA PARTE DEI LAVORATORI? SU Fb FORSE!

Tutti ricorderete il 21 maggio 2018 come una data catastrofica per la Polizia Locale Italiana, la data in cui grazie ai Sindacati confederali e il CSA, i Lavoratori della PL italiana hanno indiscutibilmente perso molti dei loro Diritti: pensiamo alla libera scelta di un fondo pensionistico per i neoassunti e alla volontà negata di destinare le proprie quote ad un Fondo scelto (diverso dal Perseo-Sirio), pensiamo ai festivi infrasettimanali, solo per citare le due cose che hanno avuto ricadute inaccettabili per i Colleghi.

Da quella data in avanti cosa è accaduto? E’ accaduto che il SULPL è stato costretto ad intervenire a più riprese per tentare di riparare ai danni fatti dai suddetti sindacati (con cause per i festivi infrasettimanali e infiniti atti di diffida e messa in mora contro quelle Amministrazioni che hanno dirottato le quote del 208 sul Perseo-Sirio, fregandosene della volontà dei Lavoratori). Quegli stessi sindacati che in vista delle RSU sono soliti improvvisarsi sindacati di categoria e amano travestirsi da sirene incantatrici del web, e il CSA ha probabilmente iniziato la campagna acquisti da ieri, con la pubblicazioni di manifesti e proclami!

Grande vittoria del CSA Regioni Autonomie Locali, Dipartimento Polizia Locale, riguardo le anomalie dell’art. 56-quater fatte rilevare solo dal CSA, in ordine all’obbligo da parte dei lavoratori  di versare il TFR al Fondo Perseo.

Oggi poi leggiamo un articolo su AREZZONOTIZIE in cui apprendiamo che

Tribunale accoglie le richieste della Municipale: “Il Comune versi le somme ai fondi previdenziali scelti dagli agenti”
„Il Csa, fra la primavera 2019 e il mese di gennaio 2020, aveva indetto una serie di stati di agitazione e di scioperi in quanto l’amministrazione comunale voleva destinare un contributo previdenziale spettante agli agenti di Polizia Municipale in modo esclusivo e obbligatorio al Fondo Perseo-Sirio“

QUESTO E’ VERAMENTE CLAMOROSO! in pratica il CSA ha fatto ricorso contro se stesso!!!

Infatti il 21 maggio 2018 con Cgil-Cisl e Uil ha sottoscritto questo….

E la Sentenza del Tribunale di Arezzo gli ha dato torto su tutta la linea!

Infatti, con Sentenza n. 95/2020 pubblicata il 03/06/2020 RG n. 315/2019, il Giudice del Tribunale di Arezzo ha evidenziato che il Comune di Arezzo, corroborato nella propria opzione teorica da un parere dell’Aran e uno dell’Anci (le cui analisi ricostruttive si risolvono, anche a detta del Giudice, in mere asserzioni di parte, essendo le figure soggettive che le hanno rese, enti esponenziali della parte datoriale), non versando le somme nei fondi precedentemente optati dai lavoratori, ha assunto un comportamento illegittimo e lesivo dei diritti dei lavoratori.

            Il ricorso dei Colleghi di Arezzo è stato dunque ritenuto fondato e accolto. La sentenza evidenzia come non si possa prescindere dalla volontà del lavoratore che intenda conservare l’adesione a forme di previdenza complementare, già scelte in precedenza e diverse rispetto a Perseo-Sirio.

            Addirittura viene evidenziato come non tenerne conto sia ingiustamente pregiudizievole, poiché non avrebbe alcun senso il mantenimento di una quota parte dei propri contributi in un fondo che poi non venga più alimentato attraverso periodici accantonamenti, considerato che è l’effetto dell’accumulo che porta per il lavoratore i maggiori benefici.

Come sancito dalla suddetta Sentenza è dunque nel diritto di ciascun lavoratore non soltanto conservare il fondo previdenziale esistente, ma anche che le somme spettanti continuino ad essere versate nel fondo già scelto. Si evidenzia altresì come il Giudice abbia imposto al Comune di Arezzo anche la restituzione delle somme già versate.

La vittoria è stata dunque dei Lavoratori, non certo del CSA, che probabilmente si è fatto promotore per tentare di riparare al danno arrecato, ma avrebbe fatto bene a farlo in sordina!

E anche questa volta, con rammarico (perchè ad essere danneggiati ingiustamente sono i Lavoratori), dobbiamo dire che lo avevamo detto! La castroneria sottoscritta era fin troppo evidente.

Comunque il Giudice del Tribunale di Arezzo ha emesso una sentenza che ha reso giustizia alla Polizia Locale Italiana.

I nostri Dirigenti hanno già ricevuto mandato dalla Segreteria Nazionale SULPL su come procedere per far restituire ai Colleghi della Polizia Locale il maltolto.

MEDITATE GENTE, MEDITATE…



Dal SULPL un messaggio per i Cittadini e un ringraziamento al personale sanitario e ai Lavoratori coraggiosi.

E’ trascorso esattamente un mese da quel 21 febbraio, quando l’Italia si è trovata catapultata nell’incubo di questo nemico silente, denominato Covid-19. L’Italia sta pagando un prezzo altissimo in termini di contagiati e di Vite umane. Siamo circondati da una primavera meravigliosa, ma il nostro animo percepisce l’ambiente esterno come distonante, non certamente in linea con il nostro umore. Sentiamo da più parti dire che non è il tempo di fare polemiche e di essere uniti e accondiscendenti verso le decisioni del Governo. Da un lato è condivisibile, ma dall’altro è anche giusto concedere a chi opera sul campo il diritto di espressione e perché no anche di critica, o quantomeno di disappunto.
Ci raccontano che il sistema Italia di gestione dell’emergenza Coronavirus è il migliore in assoluto, lo conferma con grandi annunci anche l’Europa. Dobbiamo crederci fino in fondo? La realtà ci racconta altro: siamo il Paese con il più alto tasso di mortalità e di contagi (questo sulla base dei casi conclamati; non osiamo immaginare sulla miriade di casi di Covid-19 asintomatici o non diagnosticati); siamo il Paese in cui anche la migliore Sanità non ha retto all’onda d’urto del Covid-19, con ospedali al collasso; dopo la Cina, siamo il Paese con maggiori restrizioni sulla libertà. Ci verrebbe da osservare che questo è uno dei peggiori sistemi, considerati i dati.
Ora, deve essere chiaro a tutti che in un’emergenza simile, le regole e i divieti imposti devono essere rispettati senza se e senza ma, non c’è altra via d’uscita.

Tuttavia, è anche vero che questo è il Paese che vuole far credere che gli untori sono i runner, per distogliere l’attenzione dal fatto che non si è riusciti in alcun modo a contenere i contagi nonostante la zona rossa, probabilmente per l’assenza di tamponi che non ha permesso di individuare tutti gli asintomatici e contagiati, per il sistema sanitario che sta pagando in termini di vite umane il prezzo di anni e anni di tagli alla Sanità, voluti dalla politica (che hanno comportato mancanza di assunzioni e specializzazioni, chiusura di ospedali all’avanguardia con conseguente e drastica riduzione di posti letto e in terapia intensiva), uniti a quelli fatti alla Sicurezza e l’assenza totale dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI), soprattutto per i Lavoratori che operano in prima linea.
Ecco, un ringraziamento vorremmo farlo proprio ai medici e agli infermieri che sono i veri angeli ed eroi del nostro tempo. Possiamo solo immaginare quello che stanno vivendo, da un mese ormai, in trincea. Spesso si tende a trascurare l’aspetto emotivo dei Lavoratori in generale e di costoro in particolare. Leggiamo di persone allettate ed intubate che non riuscendo a parlare provano a chiedere su un pezzo di carta al personale sanitario “vivrò? Ci vediamo domani?”, persone alle quali questa tremenda malattia ha negato anche il diritto di uno sguardo amorevole o di una carezza di un proprio familiare nel tragico momento del trapasso. E’ di conforto sapere che i nostri medici ed infermieri hanno grande umanità. Eppure leggiamo di circolari che vorrebbero vietare loro di denunciare le carenze del sistema sanitario. Mai sia che qualcuno provasse ad imbavagliarli.
Un buon sistema dovrebbe individuare e isolare tutti coloro che in modo manifesto o meno hanno contratto il virus, e questo lo si può fare solo con tamponi di massa, o quasi; un buon sistema dovrebbe non far mai mancare i DPI, ne ai cittadini, ne tantomeno ai Lavoratori: in primo luogo a coloro che lavorano negli ospedali, alle Forze di Polizia; pensiamo anche a quelle categorie di Lavoratori di cui si parla poco o niente: agli operai che lavorano ancora in fabbrica, alle commesse, alle cassiere, a chi produce “il pane quotidiano”, a tutte quelle categorie dimenticate e il cui operato si da per scontato e che invece sono proprio quelle che fanno andare avanti l’Italia garantendo l’approvvigionamento di cibo e risorse di primaria necessità, che altrimenti verrebbero a mancare, agli addetti alle pulizie e sanificazione, fondamentali ora più che mai, etc. etc.

Eppure, assurdo ma vero, anche in una situazione emergenziale come questa, la Protezione Civile, come abbiamo denunciato in settimana, oltre che in Lombardia, anche a Piacenza ha consegnato alla Polizia Locale di Piacenza e provincia delle “mascherine”, impropriamente dette, che tutto possono fare tranne che proteggere dal contagio. “Mascherine” che tra l’altro, in barba a tutta la normativa vigente in materia di sicurezza, hanno trovato il benestare nell’ultimo Decreto Legge, il n.18 del 17 marzo 2020 art.16 c.2 dove leggiamo testualmente che “gli individui presenti sull’intero territorio nazionale sono autorizzati all’utilizzo di mascherine filtranti prive del marchio CE e prodotte in deroga alle vigenti norme sull’immissione in commercio”.

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A completare questo lavoro “ben fatto”, probabilmente da chi tentennando non ha ancora ben compreso la gravità dell’emergenza, è intervenuto il giorno successivo il Ministero della Salute con una circolare integrativa nella quale precisa che “Il rischio di contagio per gli operatori di Polizia Locale… può essere assimilato a quello della popolazione in generale”, motivo per cui, banalmente prescrive l’obbligo di mantenere la distanza di un metro e se necessario l’uso di una semplice mascherina chirurgica.

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Tutto questo perché? per incompetenza o per distogliere l’attenzione dall’importanza vitale dell’uso della mascherina, dal momento che Regioni e Stato non sono in grado di reperirle? E’ assurdo pensare che anche in piena emergenza la Pubblica Amministrazione debba sottostare alle gare d’appalto pubbliche con la Consip, e intanto chi lavora negli ospedali si infetta e muore, come tutti coloro che come noi lavorano su strada e possono contagiarsi o contagiare, senza alcuna protezione. Ne deriva che gli unici privilegiati, e di questo devono averne consapevolezza, sono tutti quei Lavoratori ai quali è consentito il “lavoro agile”, cioè da casa.
Il sistema Italia dovrebbe anche far si che l’Istituto Superiore della Sanità (ISS) quando enuncia quelli che per il Paese e i Cittadini sono veri e propri dogmi, lo facesse con molta attenzione all’uso delle parole, poiché le parole hanno un peso: sentire ogni giorno sottolineare il fatto che a morire di Coronavirus è principalmente la popolazione anziana è un messaggio doppiamente negativo, poiché può indurre i giovani a trasgredire, inducendoli a pensare che “tanto a morire sono gli anziani”, ed è uno schiaffo alla sensibilità dei familiari che hanno perso un loro caro e verso coloro che sono morti. A qualunque età la Vita è degna di essere vissuta. Secondo messaggio fuorviante è continuare giornalmente a sottolineare, quasi con sufficienza, che questi anziani avevano già patologie pregresse. I dati dimostrano che di Coronavirus si muore. Forse certe statistiche andrebbero fatte alla fine dell’incubo, non in corso d’opera. Lo stesso messaggio serale e quotidiano del Commissario all’Emergenza della Regione Emilia-Romagna Venturi è ripetitivo e avvilente, fossilizzato sulle “corsette” degli sportivi e privo di speranza e soluzioni concrete. La Regione E-R, anche da noi più volte interpellata, continua a non dare risposte.
A gettarci nello sconforto sono anche notizie come quelle provenienti dalla Campania, dove il Tar campano ha enunciato una sentenza che in sostanza grazia i furbetti: un cittadino era destinatario di un atto di diffida e quarantena che gli proibiva di uscire di casa per 14 giorni. Fatto sta che il Tar accoglie questo ricorso e sospende la messa in quarantena, vanificando l’operato delle Forze di Polizia che in queste settimane tentano in tutti i modi di far rispettare le regole, e mettendo a rischio la popolazione da un potenziale infetto. Lo abbiamo appreso dai quotidiani, speriamo vivamente che le cose non siano andate così.
In questa fase i Cittadini e i Lavoratori vorrebbero ricevere dalle Istituzioni rassicurazioni reali, vorrebbero iniziare a vedere i buoni frutti del tanto decantato buon sistema italiano di gestione del Coronavirus, che dovrebbe tradursi in una drastica riduzione di decessi e contagi e perché no, in un graduale ritorno alla normalità. Ma ad oggi, tutto questo sembra essere di la da venire.
Certo uno spiraglio di speranza lo abbiamo ricevuto proprio oggi dall’annuncio dell’Ausl di Piacenza dell’istituzione di una squadra di pronto intervento, la cui missione sarà anticipare le cure al domicilio del paziente per fermare il virus già dal suo manifestarsi. A loro va il nostro in bocca al lupo e ancora una volta i nostri ringraziamenti.
Ai nostri Cittadini affidiamo un compito, gravoso ma vitale: restate a casa e rispettate le regole e i protocolli della Sicurezza. Darete una mano a noi che operiamo su strada e insieme riusciremo a sconfiggere questo nemico invisibile. Il nostro pensiero va ovviamente a tutti coloro che stano soffrendo negli ospedali e ai loro cari, con l’augurio di una prontissima guarigione. Passata questa pandemia, probabilmente, nessuno di noi sarà più quello di un tempo, forse ci riscopriremo tutti migliori e più sensibili.

Un abbraccio, Miriam

La Polizia Locale: ignorata da tutti, ma non dal Coronavirus.

Qualcuno si è accorto di noi! Qualcuno si è accorto di quanto siamo presenti sul territorio e quanto siamo “vicini” alla gente… Finalmente! Direte voi.. Beh, non è proprio una fortuna. Perché ad accorgersi di noi in un modo così evidente non è lo Stato, il Governo o le forze di polizia. Ad accorgersi di noi è il VIRUS! Finalmente! Lui sa che esistiamo! E ci ha abbracciato facendoci capire che lui sì che è obiettivo e democratico. Lui è giusto. E adesso, magari, qualcuno di noi avrebbe voluto continuare ad essere invisibile. Il solito fantasma. Ma non c’è motivo di preoccuparsi.
Perché le istituzioni, anche quelle massime, hanno rafforzato il concetto che noi non esistiamo. L’ultimo DPR parla di tutti, ma proprio di tutti, tranne che di noi.
Fra poco l’unico modo che avremo per avere una sorta di filtro davanti alla bocca sarà quello di metterci in faccia un calzino riempito di cotone e carta forno, fatto seguendo uno dei tanti tutorial “fai da te” più per tenere impegnata la gente che per l’utilità degli oggetti.
Ancora una volta ci ritroviamo a fare la stessa attività dei cuginetti delle polizie “vere”, magari fatta meglio e di più, senza essere degnati neppure di uno sguardo, benevolo o malevolo che sia.
Lo fanno ancora una volta deliberatamente, scientemente ed impunemente. Perché sono consapevoli che tanto noi il nostro lavoro, o meglio, il nostro SERVIZIO lo rendiamo lo stesso. Perché siamo al servizio di qualcosa che è ancora più importante dello Stato e delle sue istituzioni. Anzi, rendiamo il nostro servizio nonostante lo Stato e le sue Istituzioni. Concetti talmente elevati che non meritano di essere infangati da lotte di quartiere o dalle miopie di burocrati incapaci.
Istituzioni che, a quanto pare, si dimostrano ancora una volta in malafede (perché non è che non sanno. Sanno e agiscono come se non sapessero) e soprattutto in preda al consueto “bipolarismo” che li connota. Ricordate la prefetta meneghina che oggi siede sullo scranno del ministero degli intenti (pardon) Interni? Si la Lamorgese . Non è una canzoncina, è proprio lei. Quella che finchè a livello locale non poteva far finta di non vederci si sgolava alla festa annuale della Polizia Locale di Milano dicendo che dovevamo essere riformati. Che non era giusto per l’intera categoria languire in uno stato di limbo normativo. Bene, lei! Quella che oggi, potendolo fare, nemmeno ci vede. Anzi, si è svegliata una mattina e ha decretato che anche noi dovessimo occuparci di polizia stradale. Insomma… è come se una persona, normodotata di senno e coscienza, sedendosi in quello scranno venisse “formattata” , “deframmentata“ e “riportata alle condizioni di fabbrica”. Come fosse stata colpita da una sorta di virus che neppure Kaspersky in persona sarebbe in grado di debellare. Lo abbiamo visto capitare a tutti coloro che, carichi di propositi nei confronti della nostra categoria, una volta entrati nell’ufficio sacro dei celerini, venivano colti da una sorta di trance recitando il mantra “I vigili urbani sono dipendenti comunali e non polizia”.
E allora… siamo ancora e sempre fantasmi.
Una delle cause più diffuse di quella che Marx definiva “alienazione”, ossia, detto con romanticismo, il disammoramento del nostro lavoro e la perdita della consapevolezza del nostro ruolo nella società. Quindi il mio suggerimento è: rinnoviamo questa consapevolezza!
Solo…. Evitiamo di commettere l’errore di identificarci in miti fuorvianti. Nel ruolo sbagliato insomma. Quello che dobbiamo fare è cambiare consapevolezza. Ossia, dobbiamo smettere di credere di essere poliziotti e quindi di FARE i poliziotti. E per far contento il RE e i suoi cortigiani assumiamo la consapevolezza di quello che loro vogliono che siamo: fantasmi!
Porca miseria! E’ così! Ora è tutto chiaro… perché nuotare controcorrente con il pericolo di sbattere contro gli scogli e affannarci inutilmente? Lasciamoci andare alla corrente. Ci trattano da fantasmi? Ottimo, e fantasmi siamo!
Io già mi trovo bene in questo ruolo. E per un attimo mi illudo di riuscirci. Sono un fantasma e non mi vede nessuno. Che pacchia!
Poi mi rendo conto che il cittadino mi vede bene. Anzi.. vede meglio me che i nostri cugini dalle divise sgargianti. E così pure le Procure. I magistrati non hanno tempo per le paturnie di cortile. Hanno bisogno di polizia giudiziaria e sanno molto bene che noi lo siamo e lo facciamo anche bene, se non meglio. E anche qui ci vedono bene. Anzi, direi che ci fanno le lastre!
Abbiamo scoperto che anche i medici ci vedono bene e anche loro ci fanno le lastre. Magari di tipo diverso. Si perché il cittadino non distingue le divise. Le vede bene tutte! E se deve metterne sotto qualcuna, magari volontariamente lo fa senza troppe cerimonie e distinzioni. Mannaggia… anche qui siamo visibili. E hanno scoperto, i medici, con accurati esami di laboratorio, che il sangue che esce dalle nostre ferite causate da coltelli, macchine o armi da fuoco, è rosso proprio come quello dei cugini diversamente colorati. Ma se ne guardano bene di diffondere questa notizia.
I giornalisti invece? Si quelli ci vedono, ma… sembra paradossale… sanno scrivere (non sempre) e non sanno leggere. E così nonostante sulle nostre divise e auto ci sia scritto POLIZIA LOCALE questi continuano a leggere “Vigili Urbani”. Sembra che si accorgano di noi solo quando marchiamo il cartellino in mutande, ma quando moriamo per aver condotto una lotta contro il malaffare della Terra dei Fuochi o trascinati da un SUV, allora siamo invisibili. O lo siamo molto poco o in modo “diverso”. Io li chiamo “cantastorie” i nostri giornalisti. Sapete chi erano i cantastorie o i menestrelli? Erano simpatici goliardi prezzolati che cantavano le storie che più si confacevano ai desideri dei padroni paganti e magari per deridere chi a loro proprio non andava a genio. Solo che questi ultimi erano simpatici e si sapeva che fossero leccapiedi del poterucolo.
E porca miseria adesso ci ha visto anche il VIRUS! Anzi, lui ci vede benissimo! E ci vede di più di quanto veda gli altri. E noi con le nostre divise che troppo spesso e stupidamente consideriamo come una sorta di schermo che ci protegge dal male, finiamo intubati in rianimazione. Ma ancora una volta da fantasmi.
Qualcuno penserà che questa versione romanzata sia oltremodo melodrammatica. E forse ammetto che un po’ lo sia. Ma è frutto di una scelta consapevole. Perché davanti ad una offesa o una umiliazione, NOI siamo abituati a reagire con il sarcasmo. Perché non possiamo esternare quello che pensiamo. E già.. non è proprio possibile. Si rischia di dare l’impressione che quello che pensiamo possa costituire un’offesa per ciò che abbiamo di più caro. La nostra Patria, il nostro Popolo e il Servizio che diamo ad essi e solo ad essi. E stiamo zitti perché non vorremmo mai che i meschini che ci governano in modo cinico e interessato, i guitti della politica e i virtuosi della pubblica sicurezza, si confondessero con i valori per cui ci sacrifichiamo ogni giorno. Abbiamo bisogno di credere almeno in questo. Essi sono una cosa, i valori per cui combattiamo e moriamo sono un’altra. E allora ci sta anche essere fantasmi.
Per quando poco valore voi diate alla nostra categoria, voi valete sempre meno.

Giuliano Corso

Segretario Regionale Agg. Emilia-Romagna

Assirelli: La Polizia Locale costretta a fronteggiare l’emergenza Coronavirus senza i necessari DPI. Gravissimo!

                                                                                      On.le Presidente del Consiglio dei Ministri
On.le Ministro dell’Interno
On.le Ministro di Grazia e Giustizia
On.le Ministro della Salute
On.le Presidenti delle Regioni
LL.SS.
Modena, 8 marzo 2020
Invio mezzo PEC

Questa Organizzazione Sindacale S.U.L.P.L., maggiormente rappresentativa della Polizia Locale Italiana,
PREMESSO CHE:
L’8 marzo 2020 è stato emanato il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri a completamento e ad integrazione del D.L. 23 febbraio 2020, del DPCM 23 febbraio 2020, del DPCM 25 febbraio 2020, del DL 02.03.20, del DPCM del I° marzo 2020, del DPCM del 4 marzo 2020, contenente nuove misure di contrasto alla diffusione del COVID – 19 sempre più stringenti.
La Polizia Locale sta già assicurando i servizi di controllo sia delle disposizioni a carattere nazionale, regionale e locale, in virtù delle qualifiche di P.G., di P.S.  poiché al servizio delle Autorità Sanitarie Locali.
Gli appartenenti ai Corpi e/o servizi di Polizia Locale hanno una conoscenza del territorio di appartenenza completa anche rispetto alle altre forze di Polizia.
Sono costretti ad affrontare le emergenze, seppur dopo numerose nostre richieste, senza i necessari strumenti di protezione sanitaria: mascherine, tute protettive monouso, occhiali, guanti ecc. ed abbiamo già diversi colleghi in quarantena (nessuno ne parla?! I “famosi” uomini invisibili) e stanno aumentando i contagiati forse qualcuno anche in isolamento.

Seppur impegnati al pari delle altre forze di Polizia, gli appartenenti alla Polizia Locale non hanno le stesse previsioni, tutele e protezioni previdenziali, assistenziali ed assicurative.
Tutto ciò premesso ed articolato, tenendo conto che i poliziotti locali hanno svolto, svolgono e svolgeranno con impegno rinnovato, spirito di sacrificio, abnegazione sempre dimostrati, tutti i compiti assegnati dall’emergenza in atto.
CHIEDE
A codeste Autorità di voler nel breve tempo emanare disposizioni cogenti, obbligatorie ed urgenti sulle dotazioni delle protezioni predette agli appartenenti della Polizia Locale Italiana impegnati in prima linea al controllo del territorio; presumendo che a breve, attraverso altri decreti sempre più stringenti, diventeranno quale appartenenti alla Polizia al servizio delle Autorità Sanitarie Locali unici o quantomeno primi incaricati del controllo del movimento dei cittadini nelle aree nelle quali la circolazione delle persone presumibilmente verrà limitata e/o vietata.
Come sempre la Polizia Locale viene abbandonata dalle Istituzioni, a partire dai Comandanti e dai Sindaci. Dalle province delle ormai conclamate zone rosse apprendiamo dai Colleghi e dai nostri Dirigenti che ad oggi la Polizia Locale viene ancora comandata a fare posti di controllo fisso (quando PS e CC, giustamente, sono stati esentati da tempo); esegue aso e tso, rileva incidenti anche con coinvolte persone che hanno violato la quarantena e affette da Coronavirus, tutto questo senza essere stati dotati dei DPI necessari per proteggersi, nell’indifferenza, nella sordità e nell’immobilismo degli organi preposti e pagati per tutelarci. Persone che evidentemente hanno preso di gran lunga sottogamba la gestione del rischio. Tutto questo accade ad esempio a Modena, a Piacenza, a Bologna.
Inoltre, eccezion fatta per pochissimi Enti, non ci risulta che anche in presenza di Amministratori o personale contagiato da Coronavirus, siano stati presi provvedimenti per la salute dei dipendenti, tipo anche la chiusura e sanificazione degli ambienti di lavoro. Tutto questo è gravissimo.
Nel medio tempo di riprendere le disposizioni di riforma della Polizia Locale Italiana racchiuse nel D.L. già adottato dal precedente Governo da convertire in Legge entro giugno, al fine di eliminare le disparità di trattamento in atto fra lavoratori che svolgono la stessa attività ed aventi le stesse funzioni, così come hanno chiesto e chiedono anche la Commissione ed il Consiglio Europeo.
Nell’assicurare comunque l’impegno diuturno a favore delle nostre comunità porge deferenti saluti.
Per il Sindacato Unitario Lavoratori di Polizia Locale

Il Segretario Generale Mario Assirelli

Viale Gramsci, 265
41122 – Modena
assirelli@sulpl.it – assirellimario@pec.it
3357733777

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