Il Sulpl deve difendere la Categoria dalle insinuazioni di alcuni sindacati di Polizia che ci vorrebbero… Vigili Urbani!

Ancora una volta abbiamo avuto riprova di quello che pensano alcuni Sindacati di Polizia di noi… non tutti per fortuna.

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Gli interventi del 6 marzo 2017: Sulpl Vs Siulp

In data 22 marzo 2017 leggiamo un documento del Siap in cui a pagina 5 è ben espresso ciò che pensano di noi, senza ombra di dubbio…

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Poi il caso Piacenza di questi ultimi giorni: il nostro Coordinatore Area Territoriale Vasta di Parma e Piacenza, Dott.ssa Miriam Palumbo ha dovuto ribattere alle insinuazioni di un rappresentante del Siap. Vediamo lo svolgimento dei fatti:

Tutto parte da questo articolo pubblicato da Il Piacenza che riporta il pensiero del Consigliere Regionale Emilia-Romagna Matteo Rancan sul tema della Sicurezza.

Fa seguito la replica di Sandro Chiaravallotti (Siap)

Inevitabile per il Sulpl Piacenza rispondere alle insinuazioni fatte dal sindacalista del Siap. Assurdo doverci difendere dagli attacchi di quelli che dovrebbero essere nostri Colleghi.

Leggiamo le infelici esternazioni del Chiaravallotti, ma nella sostanza nulla di nuovo o di originale in quanto ha copiato di sana pianta quanto contenuto in un documento del Siap Nazionale datato 22 marzo 2017, nel punto in cui afferma in sostanza che la Polizia Locale non può occuparsi di sicurezza in quanto dipende dai Sindaci e che essendo “ nel nostro Paese l’infiltrazione mafiosa onnipresente, potremmo avere sindaci mafiosi seduti nei tavoli dell’ordine e sicurezza pubblica con sempre più poteri.“

Per quanto concerne tutto ciò che lei imputa alla Locale e ai Sindaci, la invitiamo a guardarsi in casa propria, vogliamo parlare della notizia apparsa sul Corriere della Sera del 9 giugno u.s. che titolava “Concorsi truccati-sospetti sui test per esercito e Forze dell’Ordine…”, solo per citare l’ultimo episodio? Nella fattispecie, le presunte irregolarità, “collusione/corruzione” , non appartengono alla Polizia Locale. Chi come il suo sindacato di parte afferma a più riprese che la PL è suscettibile di collusione poichè dipendente diretta dei Sindaci, e quindi andrebbe privata per questo anche di uno strumento indispensabile per fare sicurezza quale è lo sdi, farebbe meglio a guardare in casa propria.

Ma veniamo a noi e alla Polizia Locale di Piacenza, l’ innominata nel suo comunicato, alla quale fa però continuamente riferimento. Le sue uscite non lasciano dubbi: lei Chiaravollotti è affetto dalla sindrome della prima donna. Si rassereni una buona volta: la Polizia Locale di Piacenza e quella italiana in generale, non soffre di manie di protagonismo, non si sente in competizione con le Forze di Polizia propriamente dette e non si nasconde dietro inutili vittimismi come lei sostiene.

Da sindacalista evidentemente avrebbe dovuto  leggere meglio quanto scritto dal Consigliere Regionale Matteo Rancan,  quando afferma che a garantire la sicurezza “dev’essere proprio lo Stato, che invece di farlo gioca a scaricabarile ed elabora misure e suggerimenti folli“. E’ la verità e i fatti di Torino lo dimostrano: li è accaduto che i burocrati, ovvero coloro che lei reputa “davvero il responsabile della sicurezza pubblica che a sua volta deve essere messo in condizione di operare con pieni poteri su tutte le forze di polizia che devono senza se e senza ma collaborare e non nascondersi dietro a vittimismi inutili“ hanno scaricato tutta la responsabilità del loro fallimento sul Sindaco Appendino e sulla Polizia Locale. Oggi i Sindaci si ritrovano ad essere responsabili anche penalmente dell’incolumità pubblica…  quando mai lo stato viene responsabilizzato e condannato, quando mai il Ministero paga i suoi errori? i Sindaci a loro volta dovrebbero attaccare i burocrati di Anci.

Dunque lo si dica chiaramente  ai cittadini che lo stato non è più in grado di tutelare il proprio territorio (esempio ne sono anche i new jersey che devono essere collocati dai Comandanti, sempre attraverso ordinanze del Ministero dell’Interno, e quindi a cascata dai Prefetti). Noi invece diciamo loro che nell’interesse della comunità, se davvero si vuole salvaguardare la loro sicurezza, l’unica strada percorribile è quella di unire le forze e lavorare fianco a fianco, in sinergia e senza inutili smanie di competizione, che non provengono certo dalla nostra parte. La sicurezza non si costruisce e non si realizza ragionando a compartimenti stagni o avendo paura che l’esercito dei diversamente impiegati comunali in divisa possa invadere i vostri orti. La sicurezza è un diritto dei cittadini ed è nostro dovere garantirla, tutti insieme. Se è vero come lo è  che il sistema della sicurezza nazionale ha introdotto la security e la safety (vedi L. 48/2017), cioè due sistemi di sicurezza, uno nazionale e l’altro locale, questo è evidentemente dovuto al fallimento del primo. La società si evolve, muta spesso in peggio sotto il profilo della sicurezza e i colleghi del Siap  dovrebbero non solo difendere i questori, ma allinearsi affinchè sia varata la Legge di riforma sulla Polizia Locale. L’Italia è l’unica ad avere nel sistema Europa quattro Polizie ad ordinamento statale, di cui una militare; le norme ne prevedono solo due, una nazionale ed una locale. Sono necessari interventi e fondi per aumentare gli organici della Polizia Locale; lei dovrebbe sostenere, nell’interesse della collettività, la dotazione alla Locale di tutti i sistemi di difesa e l’accesso alle banche dati sdi, onde garantire un maggior controllo del territorio ed una civile ed ordinata convivenza quotidiana.

Sta di fatto che non so come mai, ma in strada non ho mai avuto il piacere di lavorare con lei; le assicuro tuttavia che con i  Colleghi della Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza, noi della Locale lavoriamo in perfetta sinergia e se magari ci fosse anche lei, potrebbe ricredersi sulle nostre capacità! Non sarà mica anche lei tra i fomentatori della soppressione del nostro nucleo di Polizia Giudiziaria e Investigativa? Speriamo di no! Sa, anche quello rientra tra le nostro competenze, le piaccia o no, basta leggere la normativa! A differenza di ciò che lei insinua, la Locale non si sente in competizione e soprattutto non abbiamo la smania di fare i poliziotti, in quanto le Leggi lo dicono. Non diamo sfogo ad esaltazione alcuna, dunque ha anche poco da ridere. Ad ogni buon conto, visto che è già la seconda o forse terza volta che scivola così in basso, il SULPL la invita a sostenere un confronto pubblico, compatibilmente con la nostra agenda fitta di impegni, poiché noi facciamo i sindacalisti non in distacco.

Miriam Palumbo_SULPL Piacenza

Cogliamo anche l’occasione per ringraziare i tanti Colleghi della Polizia Locale che da tutta Italia hanno condiviso il nostro punto di vista e difeso la Categoria e le sue istanze, in particolare sulla pagina Fb di Sportello Quotidiano…. siete il nostro orgoglio!

Nonostante tutto il Chiaravallotti ha voluto ancora replicare . Noi anticipiamo in questa sede che non intendiamo replicare oltre, poichè non ci interessa alimentare sterili polemiche sul web e soprattutto non siamo in cerca di visibilità. Per cui rinnoviamo al rappresentante del Siap la proposta di organizzare in settembre un incontro pubblico per un faccia a faccia con la Dirigenza Sulpl.

A Chiaravallotti vogliamo solo precisare (sorvolando volutamente sulle sue ritrattazioni, sulle sue accuse di fraintendimento del suo pensiero e di personalizzazione…) che non occorre che si impegni a lottare per permettere alla Palumbo di esprimersi; viviamo in democrazia e ci si esprime liberamente! Ci ha fatto sorridere quella frase ad effetto di “Volteriana” memoria (nella realtà erroneamente attribuita nel tempo a Voltaire)

non condivido il tuo pensiero ma lotterò perché tu possa esprimerti  (cit. Chiaravallotti)

I disapprove of what you say, but I will defend to the death your right to say it (cit. Evelyn Beatrice Hall)

Ulteriore precisazione va fatta al Chiaravallotti: il nostro è un Sindacato apartitico. Siamo liberi di colorarlo nel modo che riteniamo più opportuno, nell’interesse esclusivo della Categoria. All’interno di qualsivoglia partito ci sono Persone e per noi sono loro che contano! Voi altri siete gestiti dal Ministero dell’Interno, mentre noi diversamente impiegati comunali in Divisa, non avendo punti di riferimento permanenti nella Repubblica, dobbiamo inevitabilmente coinvolgere i Primi Cittadini per riuscire nell’intento di migliorare la qualità della Vita nelle città e nelle periferie, perchè voi e il vostro Ministero le avete lasciate alla mercè della violenza. Vogliamo tranquillizzarla anche su un altro punto: anche se lei e pochi altri state prendendo coscienza solo ora del fatto che il Vigile Urbano sta scomparendo, vorremmo precisare che in realtà è scomparso dal 1986. Ciò nonostante quella che oggi si chiama Polizia Locale è comunque e sempre la vera Polizia di Prossimità, primo punto di riferimento per i cittadini; dunque è solo una sua percezione. Siamo così professionali e preparati che oltre alle vecchie competenze oggi ci occupiamo di tanto altro ancora, senza tralasciare nulla, forse è questo che vi spaventa… ma purtroppo per voi, non possiamo far tornare il mondo indietro di 30 anni!

Ci spiace del suo infortunio, ma le voglio ricordare che ai Lavoratori della Polizia Locale da dicembre 2011 ad aprile 2017 era stato sottratto il riconoscimento di diritti come equo indennizzo, causa di servizio e pensione privilegiata e solo attraverso interventi massicci del Sulpl in Italia e in Europa siamo riusciti a riaverli dopo sei lunghi anni.

Come detto da subito, l’attendo a settembre, con i suoi quattro amici che l’anno sostenuta sulla sua bacheca Fb per discutere gurdandoci negli occhi.

Colgo l’occasione per ringraziare tutti i Colleghi delle Forze dell’Ordine con le quali collaboriamo sul campo nel quotidiano, senza distinzione di Divisa, poichè siamo tutti consapevoli che in strada la Divisa è una e non ci sono Divise di serie A e B. Uniti si Vince!

Miriam Palumbo

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Sulpl_Petizione al Parlamento italiano

PETIZIONE AL PARLAMENTO ITALIANO PER EQUIPARARE LA POLIZIA LOCALE ITALIANA ALLE ALTRE FORZE DI POLIZIA AD ORDINAMENTO STATALE – PUOI FARLO ANCHE TU – SOSTIENI IL TUO LAVORO, LA TUA DIVISA E LA TUA PROFESSIONALITA’ – AIUTACI ED AIUTATI!

SIMILE PETIZIONE E’ STATA PRESENTATA ANCHE AL PARLAMENTO EUROPEO – ATTENDIAMO EVOLUZIONE – AFFINCHE’ TUTTA LA CATEGORIA POSSA SOTTOSCRIVERLA. TALI INIZIATIVE SONO STATE ASSUNTE IN COLLABORAZIONE CON L’ON.LE ROBERTA ANGELILLI.

Petizione Presidente Senato presentata dal SULPL

Petizione che ogni Lavoratore della Polizia Locale potrà presentare al Parlamento Italiano inviando, insieme ad un documento, a: petizioni@senato.it

Il Sulpl proclama lo stato di agitazione della Polizia Locale della Regione Emilia-Romagna.

COMUNICATO STAMPA

Pur essendo palese che le condizioni di lavoro del personale della Polizia Locale sono peggiorate per tutta una serie di fattori, tuttavia il nostro Sindacato di Categoria S.U.L.P.L., maggiormente rappresentativo della stessa, si vede costretto a proclamare lo stato di agitazione della Polizia Locale della Regione Emilia-Romagna, dal momento che dopo numerosi incontri in Regione pare che nella sostanza per i Lavoratori non cambierà praticamente nulla.

Abbiamo seguito tutto l’iter di modifica della Legge 24/2003 cercando di dare il nostro contributo per rendere la Polizia Locale dell’Emilia-Romagna più vicina ai cittadini e renderla al passo con i tempi, ormai radicalmente cambiati rispetto a 14 anni fa. E invece no! È proprio il caso di dire che ancora una volta la sensazione è che “cambia tutto per non cambiare nulla”, pur di dare il contentino ai vari politici e burocrati locali.

La Regione E/R ha messo da parte una Legge evolutiva e moderna, per prediligere una Polizia Locale ancora e sempre soggiogata ai capricci del politicante/burocrate di turno e questo è comprovato da un articolato in cui si ribadisce che il Comandante deve “preferibilmente” provenire dalla PL, un aggettivo-chiave che ha però pesanti ricadute in quanto significa che  l’organismo politico potrà accontentare qualsivoglia burocrate e metterlo a dirigere un Comando, pur non avendo la benchè minima idea del nostro lavoro.

In buona sostanza la Regione E/R non ha perso occasione per mostrare la sua refrattarietà rispetto ad una visione moderna della PL e tra l’altro non più differibile nel tempo, vista l’incombente minaccia terroristica, le sempre maggiori richieste e aspettative da parte della cittadinanza verso la nostra polizia di prossimità, non trascurando il mutato contesto socio-culturale; i burocrati regionali sembrano vivere in un mondo surreale, non avvedendosi della nostra mancanza di tutele legali e per la salute.

È loro dovere etico-morale tutelare gli Uomini e le Donne che indossano la Divisa della sola Polizia di Prossimità, troppe volte a nostro avviso oltraggiata e fatta oggetto di violenze fisiche e verbali.

È tempo che in Regione la smettano di trattarci alla stregua di impiegati amministrativi, rifiutandosi di imporre agli amministratori locali modelli operativi e organizzativi, nonchè fondi a tutela dei Lavoratori, cosa che invece accade in altre Regioni, non lontane dalla nostra che hanno adottato leggi regionali più al passo con i tempi e vicine alle esigenze della nostra Categoria, abbandonata dallo Stato.

                                                                                             Ufficio Stampa SULPL Segreteria Emilia-Romagna                                                                                                                    Dirigente SULPL Emilia-Romagna                                                                                                                                          Dott.ssa Miriam Palumbo

DI SEGUITO RIPORTIAMO IL DOCUMENTO DELLA DICHIARAZIONE DELLO STATO DI AGITAZIONE:

agitazione polizia locale emilia romagna

Cari Sindaci di tutta Italia, non fatevi prendere per il cu……!

Non ci rivolgiamo ad Anci bensì ai Sindaci, primi cittadini, e chiediamo Loro perchè assumervi tutte queste responsabilità, quando lo stato (volutamente minuscolo), uguale ministero dell’interno, vi umilia in questo modo e vi addossa tutte le responsabilità che, invece sono le loro?! Svegliatevi, opponetevi e cambiate i burocrati di Anci. Ognuno in Italia deve fare la sua parte per tentare di cambiare la nostra immensa e fantastica Nazione, ma non fatevi prendere per il c……!!!!

L.14/17 voluta da Anci per portare la sicurezza in prossimità… bella balla del ministero dell’interno alle Comunità, solo per scaricare responsabilità su questi ultimi, soprattutto post atti terroristici! Anci ha responsabilità su tutti i fronti ed ora i PRIMI CITTADINI, che vogliono realmente gestire le loro Comunità, comprendono l’errore fatto!

I sindaci sono responsabili anche penalmente dell’incolumità pubblica…  quando mai lo stato viene responsabilizzato e condannato, quando mai il Ministero paga i suoi errori?

Ed ora veniamo ai Prefetti, altri burocrati che come lo stato centrale scaricano le loro responsabilità su Sindaci e Polizia Locale.

  • RISPOSTA PREFETTO DI PISA prefettura-di-pisa-page0

CARI SINDACI, FORSE SOLO ORA INIZIATE A COMPRENDERE L’ERRORE COMMESSO DI ESCLUDERE IL SINDACATO DI CATEGORIA, NELL’AMBITO DI UNA TRATTATIVA AD HOC CON IL GOVERNO; LO ABBIAMO SCRITTO E DETTO IN TUTTE LE SEDI ISTITUZIONALI E NON, MA LO RIBADIAMO: CON RIFERIMENTO AL DECRETO SICUREZZA, LA FORZA PUBBLICA NON ESEGUIRA’ MAI LE VOSTRE DISPOSIZIONI ….DOVRETE ATTUARE LE ORDINANZE CON LA POLIZIA LOCALE …. FATEVENE UNA RAGIONE E COLLABORATE MAGGIORMENTE, CON IL SULPL, UNICO SINDACATO MAGGIORMENTE RAPPRESENTATIVO DELLA CATEGORIA, PER RIUSCIRE NELL’ ULTIMO PASSAGGIO DI RIFORMA, CHE E’ IL CONTRATTO DI NATURA PUBBLICO PER I LAVORATORI CHE DOVRANNO GARANTIRE L’APPLICAZIONE DELLE VOSTRE DECISIONI – ORA, NON DOMANI!

  • PREFETTO DI PIACENZA

PRIMA APPLICAZIONE DEL D.L. 14/17. IN ITALIA I PREFETTI=MINISTERO DELL’INTERNO, ORA, DISPONGONO POLITICAMENTE DEI PRIMI CITTADINI, BRAVA ANCI!!!

DEGRADO E SICUREZZA, IL PREFETTO AL SINDACO: APPLICHIAMO IL DECRETO SICUREZZA CON LA POLIZIA LOCALE, FANTASTICO PREFETTO PALOMBI!!!! NON CONOSCETE VERGOGNA! DOVRETE ESSERE VOI CON LA FORZA PUBBLICA AD OPERARE E NON DISPORRE DEI SINDACI E DELLA SUA POLIZIA CHE NON AVETE VOLUTO RICONOSCERE !

RISPOSTA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE DI PIACENZA

COMUNICATO STAMPA DEL SULPL ATTRAVERSO IL COORDINATORE PROVINCIALE – AREA VASTA PIACENZA PARMA – MIRIAM PALUMBO

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comunicato-stampa-palombi-15.03.2017-page1Ma non paga della risposta, il Prefetto di Piacenza ci riprova ancora! Eppure al Prefetto dovrebbe essere chiaro che ad oggi, la Polizia Locale non rientra tra le Forze di Polizia propriamente dette! Grazie ai burocrati e ai poteri forti siamo ancora inquadrati come impiegati comunali, dunque inizi a fare i conti con la realtà!

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(Tratto dal quotidiano Libertà)

Di seguito riproponiamo anche la lettera aperta del nostro Segretario Regionale Emilia-Romagna, Paolo Sarasini, indirizzata al Ministro Minniti, precisando che stiamo ancora attendendo una risposta…

https://sulplnazionale.wordpress.com/2017/05/19/lettera-aperta-del-segretario-regionale-emilia-romagna-paolo-sarasini-al-ministro-dellinterno-minniti/

In conclusione, chiediamo ai Sindaci… ma chi ve lo fa fare!!! di Stefano Giannini

https://sulplroma.com/2017/06/05/care-sindache-e-cari-sindaci-ma-chi-ve-lo-fa-fare/

Lettera aperta del Segretario Regionale Emilia-Romagna Paolo Sarasini al Ministro dell’Interno Minniti

Partiamo da questo articolo contenente le affermazioni del Ministro dell’Interno Minniti, ieri in visita a Piacenza

http://www.ilpiacenza.it/cronaca/ministro-interno-minniti-piacenza.html

Questa la lettera aperta del nostro Segretario Regionale Emilia-Romagna Paolo Sarasini:

Partiamo da questa Sua affermazione, riportata dalla redazione de “IlPiacenza” «quando si parla di lavoratori impegnati in servizi per la sicurezza pubblica. Le forze di polizia nazionale e locale devono essere complementari nel garantire la sicurezza, senza sovrapporsi».“

Non vogliamo, per correttezza, entrare in dinamiche che riguardano altri Lavoratori, i colleghi delle Polizie Nazionali, che ogni giorno rischiano la propria vita per la sicurezza di questo Paese nella continua lotta contro il terrorismo e la criminalità organizzata.

Ci permetta comunque Sig. Ministro di dissentire su alcune sue affermazioni che sembrano, a nostro avviso, la classica “pacca sulla spalla” data allo “scemo del villaggio” di turno.

Ha parlato di complementarietà, termine che ha un significato ben preciso e che sinceramente non ci piace: “…..che si aggiunge a qualcosa. completandolo, anche se non è necessario, integrativo, accessorio”;  preferiamo parlare di condivisione di compiti e responsabilità, di reciprocità.

Dalle sue parole sembra emergere che la polizia locale “debba stare al suo posto”  quasi possa insorgere una sorta rivalità e concorrenzialità con le FF.OO. Nazionali, cosa che è ben lontana dai nostri intenti; per cui la sua linea di pensiero risulta alquanto contraddittoria con le politiche sulla sicurezza portate avanti dalla nascita della nostra Repubblica fino ad oggi, infatti non si spiegherebbe la compresenza di tre forze di Polizia Nazionale ed una Locale se ci fosse concorrenzialità!

I risultati raggiunti nel contrasto alla criminalità sono stati raggiunti grazie alla sinergia e alla collaborazione pur avendo sostanzialmente gli stessi compiti.

Ci consenta quindi di preferire i termini condivisione, collaborazione, sinergia.

Condivisione significa anche utilizzo degli stessi mezzi, in particolare ci riferiamo all’accesso al sistema informativo che solo grazie alla buona volontà dei colleghi della P.S. o dei Carabinieri o della Guardia di Finanza, ci è dato di “consultare” eppure Sig. Ministro se scendesse dal piedistallo della burocrazia si accorgerebbe che la Polizia Locale durante i “semplici” controlli stradali identifica migliaia di persone ogni giorno….ma… senza mai conoscere con chi realmente abbiamo a che fare, potrebbero essere le persone più oneste della terra o il ricercato di turno o l’evaso o…. ma a noi non è dato di sapere!

Preferiamo il termine condivisione perchè quando siamo impegnati in cortei, manifestazioni sportive, sgomberi ecc., le “teste calde” non fanno distinzione di divisa caro Sig. Ministro!

Preferiamo condivisione perchè quando uccidono un Poliziotto Locale  il suo sangue non è diverso da quello dei lavoratori delle Polizie Nazionali;

così tanto per renderla edotto qual ora ignorasse questo dato, nella macabra classifica dei morti in servizio  siamo al 3° posto dopo Polizia di Stato e Carabinieri, e per numero di aggressioni presto raggiungeremo la “vetta” della classifica!

Per quanto riguarda la Categoria che rappresentiamo, ribadiamo che il decreto sicurezza ci ha solo restituito in termini di tutele quanto ci era stato scippato dal decreto Monti, nulla di più.

Per cui egr. Sig. Ministro si cali nella realtà, lasci perdere i toni propagandistici e politichesi, vada oltre gli interessi dei tecnocrati di turno, sia cosciente che solo tramite la CONDIVISIONE, COLLABORAZIONE e UGUALI DIRITTI E DOVERI tra le varie forze in campo riuscirà a fare reale sicurezza, e renderla percettibile.

Qualora avessimo frainteso le Sue parole, La preghiamo di risponderci, noi del SULPL siamo aperti al confronto sia a livello locale che nazionale.

 

Il Segretario Regionale Emilia-Romagna

Paolo Sarasini