Polizia Locale: professione capro espiatorio!

BOLOGNA: LA POLIZIA LOCALE A SCUOLA DI ANTIRAZZISMO!

La nostra Segreteria Sulpl ha immediatamente replicato:

CORSO ANTIRAZZISMO…. Apprendiamo dalla stampa che la Polizia Locale di Bologna dovrà fare un corso di antirazzismo e per  “riconoscere l’importanza dell’agire di polizia sulla base del rispetto dei diritti umani” .

Quanto sopra ci coglie, quanto meno, sorpresi in quanto da sempre la Polizia Locale ha dimostrato piena aderenza al rispetto dell’ essere umano come tale, senza distinzione di sesso, di razza o credo religioso.

La nostra cultura di poliziotti locali è di essere rispettosi della legge e della Costituzione, presenti sul territorio e tra la gente(non a caso siamo una polizia di prossimità, quella con la quale si rapporta più sovente ogni cittadino); nel nostro quotidiano operare non ci risulta di essere stati mai accusati di razzismo o di altra parzialità, anche se in passato non sono certo mancati tentativi di farci passare per biechi razzisti.

Anche nel nostro recente passato la polizia locale felsinea è stata ripetutamente oggetto di aggressioni da parte di soggetti stranieri, ma come categoria abbiamo considerato quanto sopra come fatti criminosi commessi da persone che delinquono, senza distinzione di razza o di religione.

Siamo comunque certi che, come  questa Amministrazione ha trovato le risorse per il corso in questione, li troverà quanto prima per cambiare gli automezzi vetusti ed insicuri, per organizzare dei corsi di autodifesa, di lingue straniere …e magari stipulare un’ assicurazione infortuni, visto il notevole numero di agenti finiti in ospedale per aggressioni subite durante l’espletamento del servizio per il rispetto delle regole  e a difesa della comunità tutta.

 
Bologna, 03/10/2018                                  La Segreteria SULPL di Bologna
MA VOGLIAMO ANCHE CONDIVIDERE CON VOI COLLEGHI LA RIFLESSIONE DEL NOSTRO GIULIANO CORSO (Coordinatore Provincia di Bologna), PERCHE’ OFFRE MOLTI SPUNTI DI RIFLESSIONE…

POLIZIA LOCALE. DA CAPRO ESPIATORIO AD ANTIDOTO CONTRO IL RAZZISMO

Siamo abituati a fare quello che ci viene detto. Siamo così per via del nostro ruolo che ci vede vincolati ad amministratori eterogenei, se non estemporanei, e particolarmente fantasiosi. Ricordo come fosse ieri un fantomatico assessore bolognese che voleva utilizzare i “suoi” vigili per il prelievo con tamponi di campioni di escrementi dei cani per individuarne l’incivile conduttore con l’analisi del DNA. Allora definii la cosa semplicemente come il vaneggiamento di un guitto della politica che voleva solo attirare attenzione, tra tanta ilarità.

Uno dei problemi della Polizia Locale nasce proprio dal suo punto di forza, ossia dall’ essere “locale”. Il legame con il luogo e con la comunità in cui opera è caratteristica esclusiva della Polizia Locale (municipale e provinciale) ed è un indiscutibile valore aggiunto. La stessa riforma regionale della Polizia Locale evidenzia questa funzione di polizia di prossimità e di comunità. Ma questo comporta anche connotazioni negative. Locali sono anche gli amministratori, sindaci e assessori, quindi siamo in balia delle elucubrazioni mentali più disparate e “anomale”. Tanto per dire, se mi eleggono sindaco e sono ossessionato dagli UFO, esigerò che il comandante della “mia” Polizia Locale svolga servizi notturni con macchina fotografica e cannocchiale per cercare di avvistarne qualcuno e magari ci farà anche un “progetto” apposito corrispondendo risorse aggiuntive ai malcapitati.

E già! Questo siamo noi. Nei limiti di ciò che la legge ci dice sia lecito e legale noi dobbiamo fare quanto ci viene detto di fare. E se non fosse per qualche sporadica circolare ministeriale dispositiva e valida anche per la Polizia Locale, a quest’ora saremmo ancora dietro un cespuglio occultati a far cassa per il Comune con il velox. Non immaginate neanche quante persone ho visto condannare questa pratica e poi, una volta divenuti sindaci, minacciare i “suoi vigili” che se non avessero fatto il giusto quantitativo di multe ne avrebbero pagato le conseguenze. Anche se questo si fosse dovuto tramutare nell’ imbragarsi ad un dirupo tenendo in mano l’autovelox all’ uscita di una galleria.

Ci dicono cosa dobbiamo fare è vero. Ma non si possono permettere di dire “cosa” siamo. Di certo non possono dire che siamo “RAZZISTI”. So già che replicherebbero che farci fare dei corsi di antirazzismo (ma leggi anche “integrazione”) non significa giudicarci razzisti. Ma farebbe un po’ acqua. Se faccio fare un percorso di gestione dell’ira a mio marito significa che tende ad incazzarsi. Così come se incoraggio mia moglie a seguire un percorso contro la dipendenza dal gioco d’azzardo significa che sta dilapidando le risorse della famiglia con i videopoker. E così via. Il corso sull’ antirazzismo non lo si legge come un percorso preventivo, bensì come il contrasto ad un fenomeno esistente.

E questo fenomeno tra noi non esiste. Nelle nostre fila non c’è spazio per il razzismo, così come non c’è per il sessismo o l’omofobia. Perché sono fenomeni che non ci appartengono. Non ci sono mai appartenuti. Potrei fare centinaia di esempi di solidarietà silenziosa dei nostri operatori. Potrei anche citare l’esempio di un collega sottoposto a sanzione disciplinare perché in divisa ha dato 5 euro ad un clochard denunciato dagli stessi cittadini che si professano solidali ed accoglienti.

E così siamo alle solite, in balia di scemenze delle quali non abbiamo bisogno.

Ma mi spiego ancora meglio. Sebbene la normativa regionale e nazionale esiga l’impegno da parte delle amministrazioni a garantire una formazione costante e corsi di aggiornamento adeguati per la Polizia Locale, non ne vedo neppure l’ombra.

E così, succede che se un operatore di Polizia Locale vuole essere aggiornato sulle materie di sua competenza (codice della strada, polizia giudiziaria, pubblica sicurezza, edilizia, ambiente, commercio, rilievo incidenti stradali, tecniche operative, difesa personale, contenzioso, ecc….) debba “supplicare” di poter partecipare in orario di servizio e se li debba anche “pagare”.

Non ricordo l’ultimo corso di aggiornamento programmato dall’amministrazione o quanti ne siano stati programmati. So con certezza che le normative sono in rapida evoluzione e le occasioni di aggiornamento sempre meno.

E così non siamo aggiornati sul codice della strada, ma sono riusciti a trovare il modo di farci frequentare un corso sull’antirazzismo.

A questo amministratore lungimirante vorrei dire che noi i corsi antirazzismo li facciamo tutti i giorni. In Montagnola, in piazza Verdi, nelle vie del centro storico o nelle periferie più desolate. Lo facciamo sulla strada. E’ un corso fatto di dialogo, di discussioni ma anche di sorrisi e di strette di mano. Conosciamo bene quali siano le criticità, caro amministratore, e, mi permetta, le sappiamo anche gestire molto bene. Forse non le conosce Lei. Forse lei non conosce affatto la Polizia Locale. A Bologna non mi è capitato di assistere ad un solo caso di intolleranza razziale derivante dagli operatori della Polizia Locale.

E quindi? Che cos’è successo? Perché allora questo corso se non ce n’è bisogno?

La risposta è ancora una volta molto semplice. Occorre dare un segnale (sociale? Forse politico?) e contrastare il pericolo xenofobo di cui tanto ultimamente si sente parlare con gesti plateali (anche se superflui) e per questo si usa, ancora una volta, la Polizia Locale. La si usa ancora una volta non per la sua funzione, ma per fare politica e demagogia.

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Ed ecco che si rafforza il nostro ruolo emergente… CAPRO ESPIATORIO!

Contenitore di amene inutilità ma aventi altri scopi reconditi e celati. Ancora una volta usati in modo distorto e senza vergogna dall’amministratore di turno.

Spero solo che il prossimo amministratore sia un appassionato di cucina o di yoga, così vedremo i nostri “vigili” partecipare a Masterchef o corsi di rilassamento muscolare.

La vostra fortuna è che fate ridere più di quanto facciate piangere!

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Gli HORROR MOVIES ritornano: Sindacati lontani dai Lavoratori, vergogna!

FIRMATA L’IPOTESI DEL CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DEL COMPARTO FUNZIONI LOCALI

IL GRANDE TOTO’ AVREBBE DETTO

E allora ditelo che è una CIOFECA!

SCRIVETE CIOFECA DI CONTRATTO!

GRANDE INSODDISFAZIONE DEL SULPL

– SOLO FUMO PER I LAVORATORI DELLA POLIZIA LOCALE – UN CONTRATTO “PONTE” COSI’ AFFERMANO I CONFEDERALI. ALLORA PERCHE’ SOTTOSCRIVERLO SE ENTRO A LUGLIO LO RIAPRONO??? CERTAMENTE PERCHE’ SIAMO IN ARRIVO DI ELEZIONI POLITICHE ED ELEZIONI DELLE RAPPRESENTANZE SINDACALI UNITARIE.
SIAMO FORTEMENTE CRITICI CONTRO CGIL, CISL, UIL E CSA PERCHE’ ANCORA UNA VOLTA HANNO GIRATO LE SPALLE ALLA CATEGORIA!

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GLI OPERATORI DELLA POLIZIA DI PROSSIMITA’ ATTENDONO DA ANNI UN GIUSTO RICONOSCIMENTO SIA NORMATIVO CHE ECONOMICO – IN RELAZIONE ALLA LORO ATTIVITA’ DEDICATA ALLA SICUREZZA, ALLA CONVIVENZA CIVILE, AL RISCHIO PER TUTELARE I CITTADINI E IL QUIETO VIVERE NELLE COMUNITA’ – ED ECCO COSA PARTORISCONO ARAN/ANCI E I SOLITI NOTI SINDACATI A CUI CREDONO
TANTO, CERTI LAVORATORI:
– E’ PREVISTA LA SEZIONE PER LA POLIZIA LOCALE, MA SI TRATTA DI UNA ENORME BUFALA!

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– VERRA’ ISTITUITA UNA COMMISSIONE PARITETICA SUI SISTEMI DI CLASSIFICAZIONE
PROFESSIONALE, SENZA INDICARE LA POLIZIA LOCALE E LA SUA SPECIFICITA’;
– FORMAZIONE: SOLO PAROLE, I FONDI DESTINATI SONO SEMPRE QUELLI PREVISTI DAL PRECEDENTE CCNL;

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– NELLE RELAZIONI SINDACALI HANNO INVENTATO IL “CONFRONTO” INVECE DI REINTRODURRE LA CONCERTAZIONE, UNICO MEZZO CHE POTEVAMO UTILIZZARE PER CERCARE DI FRENARE LE DECISIONI UNILATERALI DELLA P.A. CUI PRODEST TUTTO CIO’?
– DOPO 9 ANNI DI ASSENZA CONTRATTUALE – DIVERSAMENTE DAI PRIVATI CHE NE HANNO RINNOVATI TRE PER UN VALORE PARI A 250 EURO PRO CAPITE A LAVORATORE – PROPONGONO DAI 52 EURO (MINIMO) A 90,30 EURO (MAX), AL NETTO DI IRPEF E ADDIZIONALI, QUINDI, ANCORA MENO, SENZA AVERE LA CERTEZZA CHE A FINE ANNO NON VENGANO DETRATTI GLI 80 EURO DEL  BONUS FISCALE A CONGUAGLIO; INTANTO CHI SI RICORDERA’ DI QUESTO CONTRATTO, POST ELEZIONI ???
– L’OBBLIGO DI VERSARE I FONDI DEL 208, PREVIDENZA E ASSISTENZA, SUI FONDI PERSEO E SIRIO, GESTITI SEMPRE DA CGIL, CISL E UIL – PAZZESCO! QUINDI NON PIU’ UNA LIBERA SCELTA DEL LAVORATORE!
– SI RICONOSCE L’INDENNITA’ DI LAVORO ESTERNO MA SI TOGLIE IL DISAGIO, RISCHIO NON CUMULABILI; MA SOPRATTUTTO DOVE TROVERANNO LE RISORSE LE NOSTRE AMMINISTRAZIONI SE NON C’E’ LA BENCHE’ MINIMA POSSIBILITA’ DI AUMENTARE IL FONDO (DAL 2019 … FORSE)?
TOGLIENDOLI AGLI ALTRI DIPENDENTI E INNESCANDO LA SOLITA GUERRA TRA POVERI?
– NON SI PARLA DI FESTIVI INFRASETTIMANALI CHE PRENDERA’ IL POSTO DEL FESTIVO RETRIBUITO DAL TURNO CON UNA LIEVE MAGGIORAZIONE CHE DOVRA’ ESSERE RETRIBUITA DAI PRIVATI!
– PER CONFONDERE I LAVORATORI INSERISCONO LA PARTECIPAZIONE SINDACALE ALL’ ATTIVITA’ DEGLI ENTI (INFORMAZIONE-CONFRONTO-PARTECIPAZIONE-ORGANISMI PARITETICI PER L’INNOVAZIONE) CONSAPEVOLI CHE ALLA FINE DECIDERA’ SEMPRE IL DATORE DI LAVORO;
– UN CCNL BASATO SUI PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI DOVE IL SULPL AVEVA CHIESTO PER OVVIARE A MAGGIORI COSTI E A VELOCIZZARE LA RISOLUZIONE DELLE PROBLEMATICHE NEGLI ENTI LA CONCILIAZIONE OBBLIGATORIA – NEGATA!
– L’ELEMINAZIONE DEL D3 GIURIDICO CHE PER LA POLIZIA LOCALE ERA UN LIVELLO DI CARRIERA.
– PER NON PARLARE DELLA TUTELA DELLA MALATTIA GRAVE DOVE IN CASO DI TERAPIE SALVAVITA SONO RICONOSCIUTI SOLO QUATTRO MESI PER ANNO SOLARE …….., SPERIAMO CHE SIA UN AUGURIO A GUARIRE IN FRETTA, ALTRIMENTI UN LAVORATORE DOVRA’ USARE LE FERIE PER CURARSI.

GLI HORROR MOVIES NON PASSANO MAI DI MODA. COLLEGHI STA A NOI NON FINANZIARLI!

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IL SEGRETARIO MARIO ASSIRELLI HA DICHIARATO:

Sapevo che alla fine i nodi sarebbero venuti al pettine facendo emergere fortemente chi vuole una vera riforma/riconoscimenti per i Lavoratori della Polizia Locale e chi invece, com’è avvenuto, ha voluto ridurre e comprimere i diritti, le tutele e le prerogative di questa Categoria. Consapevole che non tutti i Lavoratori sono disponibili ad accettare in silenzio questo ennesimo affronto e sapranno valutarlo in termini di tessere e voti – basta essere spettatori della nostra vita lavorativa vogliamo esserne i protagonisti. Le dinamiche lavorative della Polizia Locale sono diversissime da tutti gli altri dipendenti del P.I. invece, siamo ancora ancorati a questo contratto privato per volere di chi ha sottoscritto questa ipotesi. Daremo battaglia in tutte le sedi e faremo trincee sulla sicurezza in tutt’Italia dove rivendicare il nostro ruolo le nostre qualifiche, la nostra professionalità, i nostri diritti e le nostre tutele.

CHI SIAMO NOI, FORZE DI POLIZIA?!

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Una domenica di ottobre u.s. decidiamo di pubblicare sulla nostra pagina Fb SULPL Nazionale un post contenente un documento di fonte istituzionale, riguardante la necessità di intensificare la vigilanza per garantire la sicurezza alla comunità locale, per pochi minuti, prima di rimuoverlo in considerazione di una piccola nota (scritta come una clausola assicurativa da quanto era minuscola) che citava un divieto di divulgazione sulla base di una norma che sarà attentamente vagliata, nei minimi dettagli, dal SULPL e dai suoi legali.

La Polizia Locale doveva segnalare eventuali situazioni sospette, come sempre e veniva ribadita l’importanza di utilizzare gli strumenti di autotutela, anche il giubbotto antiproiettile. Questa la premessa.

In quanto Sindacato di Categoria, siamo consapevoli e molto bene conosciamo le problematiche e i rischi, con l’aggravante dell’assenza di tutele e sicurezza per i Lavoratori, con le quali la Polizia Locale, che tanto ci sta a cuore, deve fare i conti tutti i giorni, per tentare di riuscire a gestire/mantenere la convivenza civile, la quotidianità, l’equità democratica sul territorio in prossimità, della nostra Italia; senza una reale riforma della Polizia Locale ma con vecchie regole obsolete risalenti a ben oltre 30 anni fa e certamente non adeguata ai tempi ne tantomeno alle richieste/certezze provenienti dalla popolazione.

Quindi abbiamo ritenuto opportuno informare, tramite gli unici canali a nostra disposizione, i Colleghi che come noi operano su strada, esposti come bersagli mobili, il più delle volte sprovvisti di armi e strumenti di autotutela, senza possibilità di accedere allo SDI (se non su gentile concessione delle FF.OO. propriamente dette), alla mercè di qualunque pericolo che potrebbe attentare alla loro vita.

Senza trascurare poi il fatto che i piccoli Comandi di periferia, nemmeno ricevono certe informazioni, con enormi responsabilità del Ministero dell’Interno e dei suoi derivati Prefetture e Questure.

Dunque il nostro gesto istintivo è stato quello di voler richiamare, come sempre, l’attenzione ai nostri Colleghi, affinchè potessero innalzare il loro livello di guardia, a salvaguardia della loro incolumità.

Abbiamo pensato, nei limiti delle nostre possibilità, di tutelare il bene supremo: la Vita.

Pare che da una Questura sia partita la segnalazione dell’accaduto. Ogni cittadino può pensare e dare le interpretazioni che vuole ragionando sull’ evento, ma immaginare che da mesi stanno conducendo indagini sulla questione si rimane basiti, per usare un eufemismo; ovviamente lasciamo che le stesse facciano il proprio corso sotto l’egida della Magistratura che deve sovrintendere e dirigere l’indagine della polizia giudiziaria, ma una considerazione ce la concediamo:

  • Siamo consapevoli di risultare scomodi ad alcuni colleghi rimasti fermi agli anni antecedenti alla riforma del 1986; la nostra idea di una Polizia Locale moderna, professionale e sempre più vicina alle necessità dei Cittadini, stride con la loro forma mentis arretrata, ovvero del proprio orticello, quello che posso fare oggi lo farò domani – la politica del rinvio, magari demandando a qualcun altro la responsabilità;
  • Siamo consapevoli di essere la spina nel fianco di tanti vertici, quegli stessi vertici che annunciano alla stampa il coinvolgimento della Polizia Locale nelle operazioni congiunte, ma che poi quando è ora di riconoscere il nostro ruolo, fanno tutto il possibile per tenerci schiacciati in un angolino, per timore di essere oscurati agli occhi della popolazione, come se solo loro fossero i detentori e i fautori della Safety/Security. Quindi provano ad incidere a livello locale e nazionale, per non fare emergere in alcun modo la Polizia Locale. Il nostro limbo fa comodo a molti … noi sappiamo anche a chi … ma non giova ne a chi appartiene alla Categoria, ne tanto meno ai cittadini.
  • Siamo consapevoli di essere scomodi per alcuni sindacati della Polizia di Stato che ci vorrebbero relegare al mero ruolo di Polizia Amministrativa, nonostante la Legge imponga il contrario, non per ultimo il decreto sicurezza di Minniti, nonché per la triplice sindacale e i sedicenti sindacati di categoria, che vorrebbero continuare nelle loro criticabili politiche sindacali ultradecennali indisturbati a danno invece della coesione civile nelle Comunità italiane.

 

Nonostante queste nostre certezze, non potevamo immaginare di essere così, come dire, attenzionati!

Evidentemente le nostre idee, proprio perché giuste, fanno paura a qualcuno; quel qualcuno però, non potendo distruggere le idee, tenta di colpire a più riprese, a livello provinciale-regionale-nazionale, chi quelle idee le sostiene, le diffonde e le porta avanti, con forza e coraggio.

 

Probabilmente più di un nemico, anche in vista delle Rsu (rappresentanze sindacali unitarie – per la rappresentatività delle OO.SS. a livello locale e nazionale) alle porte, spera di mettere a segno il colpo grosso! In Italia funziona così, ci si preoccupa delle formiche e si lasciano passare gli elefanti, si preferisce ingigantire un’inezia, piuttosto che dare peso alle cose che ne hanno, valore ed interesse, creare diversivi, cosa diffusissima in un paese bizantino che ha dato i natali all’ Europa e nel quale esiste il diritto amministrativo.

 

Più volte i nostri Dirigenti hanno subito attacchi gratuiti di questo tipo, ma la nostra struttura è solida e se occorrerà ci difenderemo a testa alta in ogni sede, sia essa giudiziaria che politica e sindacale.

 

Siamo certi che i colleghi e la popolazione, leggendo quanto sta accadendo ad alcuni Vertici/Dirigenti del SULPL (notizia che magari qualcuno avrebbe voluto tenere in serbo per fare uno “scoop”), sapranno trarre le opportune conclusioni.

Roma, 09.02.2018

Il Segretario pro tempore

Mario Assirelli

Gli+uomini+passano,+le+idee+restano

S.U.L.P.L. & PENELOPE insieme a sostegno delle persone scomparse e dei loro familiari.

In attuazione del protocollo d’intesa siglato a Riccione durante il  Convegno Nazionale Sulpl “Noi Siamo la Polizia Locale” tra il nostro sindacato di categoria e l’Associazione Penelope, nella giornata di oggi si è tenuta a Roma una giornata di formazione per un gruppo di nostri iscritti, appartenenti alla Polizia Locale, tenuto dal Segretario Generale Mario Assirelli e dal Presidente Nazionale di Penelope Avv. Antonio Maria La Scala.

La giornata ha riscosso grande interesse tra i partecipanti: abbiamo ritenuto importante promuovere e appoggiare un nuovo approccio di integrazione e coordinamento interistituzionale atto a favorire, attraverso un’attenzione concreta, una maggiore consapevolezza ed un monitoraggio del fenomeno della scomparsa.

Realizzeremo congiuntamente azioni di informazione e sensibilizzazione nazionale e di tutti gli iscritti al sindacato e appartenenti alla Polizia Locale per richiamare l’attenzione di istituzioni e cittadinanza sulle caratteristiche e bisogni di intervento di un fenomeno quale la scomparsa delle persone, di notevole gravità e complessità. Organizzeremo dunque dibattiti pubblici, convegni, corsi di formazione e quanto altro possa favorire una maggiore diffusione dell’informazione del fenomeno in modo da poter individuare meglio strategie di intervento e di prevenzione. Nostro intendimento è anche quello di coadiuvare congiuntamente, a livello nazionale e internazionale, gli Enti Pubblici e Privati, le Forze dell’Ordine nonchè gli organi di Sicurezza nel sostegno, nella consulenza e nella ricerca di persone scomparse.

Obiettivo della convenzione tra SULPL e Penelope è realizzare un rafforzamento:

  1. delle azioni di prevenzione delle persone scomparse;
  2. delle attività di informazione e assistenza ai cittadini;
  3. delle attività di educazione alla legalità e prevenzione delle scomparse;
  4. del collegamento tra i cittadini e la Polizia Locale;
  5. del senso civico della cittadinanza sul tema;
  6. di un maggior rispetto delle regole che le comunità si danno per assicurare a tutti una civile e serena convivenza.

Ancora una volta, in quanto Sindacato di Categoria, abbiamo voluto puntare su di essa in quanto Polizia Locale è vera Polizia di Prossimità al cittadino e al loro  servizio.

Abbiamo voluto investire e valorizzare ancor di più i nostri Agenti/Iscritti, affinchè possano essere sempre di più un punto di riferimento per la cittadinanza. Infatti a ciascun Comando di appartenenza designeremo i nostri referenti per la realizzazione di questo importante progetto a favore della collettività.

Vi terremo aggiornati sugli sviluppi.

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ANCORA OFFESE ALLA POLIZIA LOCALE SU FACEBOOK. LA SEGRETERIA NAZIONALE S.U.L.P.L. PROCEDERA’ AD UN ESPOSTO DENUNCIA ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA, L’ENNESIMO, A DIFESA DELLA CATEGORIA!

Oggi abbiamo letto con piacere, sulla pagina Facebook del quotidiano on line MilanoToday, dell’assegnazione di una Ferrari,  alla Polizia Locale di Milano, per progetti di educazione alla Legalità. Ma questa notizia ha permesso ai leoni del web di dare il “meglio” di se…

E’ dura, ma ce la faremo a debellare gli inutili leoni da tastiera; costoro non amano leggere, si fermano al titolo. Eh già, gli basta leggerlo per poi far volare le dita sulla tastiera del pc e iniziare a ruggire virtualmente, perché solo li sanno farlo.

Mai fermarsi all’apparenza, conoscere e approfondire è importante. Quell’auto è un oggetto che simboleggia  un valore che tutti noi dovremmo coltivare e custodire gelosamente e con orgoglio ogni giorno, affinchè non si smarrisca nella nostra società: la LEGALITA’.

Se i leoni da tastiera si fossero premurati di leggere l’articolo ben scritto dalla redazione di MilanoToday, avrebbero sicuramente evitato una denuncia per diffamazione a mezzo stampa da parte nostra, perché come sempre facciamo, anche in questo caso procederemo nelle opportune sedi a difesa della nostra Categoria che non può e non deve essere offesa e ridicolizzata per ogni nonnulla da costoro. Come è evidente, inutile sarà ogni maldestro tentativo di cancellare i propri post pubblici, poiché gli stessi sono stati tempestivamente ed accuratamente salvati.

L’auto non ha comportato un aggravio di spesa per l’amministrazione;  le leggi antimafia consentono l’assegnazione dei beni confiscati alla mafia alle forze di polizia che ne fanno richiesta ed in questo caso specifico il Comandante stesso ha precisato che quella Ferrari assegnata alla Polizia Locale di Milano sarà utilizzata con finalità educative, per far comprendere ai giovani che “il crimine non paga e lo Stato si riprende i beni di chi li ha ottenuti con attività criminali”.

Ma queste precisazioni non sono state ben comprese dai leoni, che ancora una volta hanno preferito vomitare il loro odio sulla Polizia Locale ed imbrattare il web.

Chiudiamo con una bellissima citazione del Giudice Falcone che insieme a Borsellino rappresentano la lotta alla mafia per antonomasia e Loro stessi rappresentano la Legalità, avendo pagato con la Vita perché credevano in lei:

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Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini.

Miriam Palumbo (S.U.L.P.L.)

16 marzo 2017: alla Polizia Locale è stato solamente restituito un DIRITTO, arbitrariamente sottratto dalla politica.

Decreto Sicurezza: il pensiero del SULPL, in attesa dell’esito delle decisioni del Senato.
DECRETO SICUREZZA – IL SULPL HA APPREZZATO L’IMPEGNO DEL GOVERNO PER GLI EMENDAMENTI APPROVATI DALLA CAMERA DEI DEPUTATI … MA NON E’ SUFFICIENTE! SIAMO SODDISFATTI, PERO’, CHE PER LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA DELLA REPUBBLICA ITALIANA, FORSE SOLO PER L’EMANAZIONE DELLA NOSTRA L.Q. ERA SUCCESSO (ESCLUDENDO IL MOMENTO IN CUI SIAMO INTERVENUTI IN DIVISA, COME CONSULENTI PARLAMENTARI, AL TAVOLO DEL MINISTERO DELL’INTERNO CON I SENATORI SAIA E BARBOLINI), IL PARLAMENTO HA TRATTATO DEI PROBLEMI DELLA POLIZIA LOCALE ED ANCHE IN MANIERA ATTENTA E A VOLTE CON FOGA. I POLITICI HANNO CREDUTO NELLA NOSTRA DIVISA E NELLE PERSONE CHE LA RAPPRESENTANO. LA NOSTRA SERIETA’, CONTINUITA’, FORZA E CREDO HANNO PREVALSO SUI POTERI FORTI CHE GOVERNANO IL NOSTRO PAESE; ED ANCHE SULL’OPINIONE PUBBLICA E I MEDIA CHE COLLABORANO ATTIVAMENE A DENIGRARE LA NOSTRA IMMAGINE. …. MA TENIAMO I PIEDI PER TERRA – ORA LA NORMA PASSA AL SENATO, NELLA SPERANZA CHE NON MODIFICHINO IN PEGGIO QUANTO E’ PASSATO MA CHE POSSANO MIGLIORARNE IL TESTO. NOI CI TENTIAMO, COME SEMPRE, SENZA TANTI CLAMORI O RIVENDICAZIONI DI ALCUN GENERE.
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LASCIAMO AGLI ALTRI IL RUOLO DI PARLARE E SALTARE SUL CARRO DEL SULPL – I LAVORATORI SANNO BENISSIMO CHI OPERA PER LA CATEGORIA E CHI VIVE SULLE SUE SPALLE – NOI PREFERIAMO LAVORARE PERCHE’ L’ATTIVITA’ E’ ANCORA INTENSISSIMA PER RAGGIUNGERE GLI OBIETTIVI DI UNA CATEGORIA MAI RICONOSCIUTA DALLA MATRIGNA NAZIONE. INFATTI, L’UNICO VERO RICONOSCIMENTO VIENE DAL RIPRISTINO DELL’EQUO INDENNIZZO PER I LAVORATORI, GLI ALTRI SONO COMPLEMENTARI ALL’ATTIVITA’ CHE DOBBIAMO PRESTARE – MEGLIO CHE NIENTE, PERO’, COME AFFERMAVA IL MIO NONNINO! MAI ACCONTENTARSI E GRATIFICARSI PER L’INTENSA ATTIVITA’ SVOLTA QUOTIDIANAMENTE, IL CREDO E’ IL CREDO. COSA STIAMO GIA’ FACENDO:  EMENDAMENTI CHE SARANNO PRESENTATI DAI NOSTRI REFERENTI AL SENATO – CONTRATTO DI NATURA PUBBLICO, RIENTRO ALL’ARTICOLO 3 DEL DLGS 165/01;  ARMI SU TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE;  SISTEMI DI DIFESA PERSONALE;  QUALIFICHE CHIARE E SENZA LIMITAZIONI. SEGUIRANNO ALTRE INIZAITIVE: 1. RIATTIVARE IL DDL SULLA POLIZIA LOCALE (NACCARATO); 2. INTERVENIRE SUI DECRETI MADIA; 3. APRIRE UN CONTENZIOSO CON LO STATO ITALIANO; 4. PORTARE IL MALCONTENTO, COME PER L’EQUO INDENNIZZO, ALLA CORTE EUROPEA; 5. PRONTI ALLA MOBILITAZIONE NAZIONALE PER IL CONTRATTO DI LAVORO. NECESSARIAMENTE UN RINGRAZIAMENTO AI NOSTRI REFERENTI POLITICI E DI ANCI – PER L’ASSOCIAZIONE DEI COMUNI IL VICE PRESIDENTE DI PRIMO – PER LA CAMERA: FIANO (PD), NACCARATO (PD), MOLTENI (LN), PINI (LN), LOMBARDI (M5S), PER IL SENATO QUELLO CHE RIUSCIRANNO A FARE: STEFANI (LN); AUGELLO (COER); DI BIAGIO (AP), MARAN (PD). VI TERREMO INFORMATI SULL’EVOLUZIONE DELLA NOSTRA PROGRAMMAZIONE – UNITI SI VINCE, SEMPRE!
UN ABBRACCIO FRATERNO
IL SEGRETARIO MARIO ASSIRELLI
MODENA, 17 MARZO 2017
Tentiamo d’intervenire, anche in questo ramo del Parlamento, per portare ai Lavoratori della Polizia Locale altri riconoscimenti, senza esaltazioni per avere recuperato un nostro diritto privatoci dalla politica superficiale ed ora, finalmente riconsegnatoci. Il tempo delle medaglie è lontano – non è nostra abitudine autoincensarci e le medaglie le consegna il SULPL ai meritevoli – dobbiamo, come sempre lottare e soffrire, senza creare illusioni o facendo proclami, si prosegue con umiltà ed attività e la CATEGORIA LO SA! Un ringraziamento, però,  va a quanti hanno collaborato e collaboreranno con il SULPL.ORA MIRIAMO, AL SENATO PER ALTRI INTERVENTI MIGLIORATIVI, AL DDL POLIZIA LOCALE E  AL DECRETO MADIA PER FARE RICONOSCERE LE ALTRE TUTELE E DIRITTI DEI LAVORATORI DELLA POLIZIA LOCALE.

Ecco cosa è stato approvato ieri alla Camera dei Deputati:

L’EMENDAMENTO – Approvato dalla Camera un emendamento al Dl sicurezza presentato da Fi ma sostenuto dal relatore che prevede la possibilità dell’arresto in flagranza differita (per i soli reati in cui l’arresto è obbligatorio) e ciò se il reato con violenze alla persone o alle cose avvenga durante o in occasione di manifestazioni pubbliche e sia ripreso da telecamere e in immagini fotografiche e che l’identificazione avvenga non oltre il “tempo necessario” per arrivare alla identità del reo e comunque entro 48 ore dal fatto. I sì sono stati 286, 114 i no. E’ stato invece ritirato dal governo l’emendamento al Dl sicurezza che mirava che introdurre il codice identificativo sulle divise della polizia. Il viceministro Filippo Bubbico, dopo diverse sollecitazioni, ha spiegato in Aula che il testo è stato ritirato per “mere questioni tecniche e che sarà reintrodotto al Senato in questo decreto”.

Chi spacca una vetrina durante una manifestazione se identificato da telecamere potrà essere arrestato come se fosse stato colto in flagrante. Arriva – infatti – nel dl sicurezza la flagranza “in differita”, quando cioè, le telecamere testimoniano un reato

-Videosorveglianza, riqualificazione urbana e daspo per spacciatori
Un concetto innovativo e più ampio di sicurezza, ampliato e appunto “integrato” visto che si punta a coinvolgere forze diverse e temi non apparentemente connessi direttamente al fine di concorrere, ciascuno nell’ambito delle proprie competenze e responsabilità, alla promozione e all’attuazione di un sistema unitario e integrato con la finalità del benessere delle comunità territoriali. CHIEDIAMO AI COLLEGHI SUL TERRITORIO DI MONITORARE ATTENTAMENTE CON CHI VENGONO EFFETTUATI I CONTRATTI, CHE NON SIANO RIPETITIVI, CIOE’ SEMPRE CON I MEDESIMI SOGGETTI.

Ecco le principali approvate dalla Camera.

– Riqualificazione urbana e sicurezza delle periferie Il decreto stanzia 1900 milioni per quest’anno, 3150 per il 2018 e 3500 per il 2019 e 3000 per ciascuno degli anni che vanno dal 2020 al 2032. Si punta allo sviluppo delle infrastrutture, difesa del suolo, ricerca e informatizzazione dell’amministrazione giudiziaria, eliminazione delle barriere architettoniche ecc.

– Patti per l’attuazione della sicurezza urbana Sono lo strumento concreto di attuazione dei piani di intervento e sono siglati tra il prefetto e i sindaci che potranno installare sistemi di videosorveglianza le cui spese saranno però svincolate dal patto di stabilità (si ipotizza una spesa di 15 mln a partire dal 2017).

– Poteri del sindaco in materia di sicurezza Il sindaco può adottare ordinanze in materia di sicurezza con particolare riferimento alla vendita degli alcolici. Gli interventi riguardano situazioni di grave incuria del territorio, ambientale o di altra natura.

– Ordinanze di allontanamento Sanzione pecuniaria ( da 100 a 300 euro) in caso di violazione dei divieti di stazionamento occupazione o utilizzo di di infrastrutture di vario tipo. I provvedimenti sono nei poteri del sindaco e i proventi delle sanzioni sono destinati ad interventi di recupero del degrado urbano. Si tratta in effetti di una sorta di “mini daspo”.

– Daspo per spacciatori Per coloro che sono condannati in via definitiva o in appello il questore può disporre il divieto di accesso nei locali pubblici o nei pubblici esercizi in cui sono stati commessi gli illeciti. Ulteriori norme sono previste per coloro che siano stati condannati in via definitiva.

Equo indennizzo per i Lavoratori della Polizia Locale Italiana. Prevede il rimborso delle spese di degenza per causa di servizio e l’allargamento dei benefici sulle cause di servizio. relativamente alla pensione privilegiata, secondo il nostro parere è una conseguenza che non potrà che essere applicata. Cadono le demenzialità del governo Monti. Gli oneri previsti sono stabiliti in 2,5 milioni l’anno dal 2017.

Banche dati collegati tra Polizia Locale e Polizia di Stato.Il rafforzamento della cooperazione informativa e operativa tra le polizie civili italiane. Tale provvedimento riguarda anche l’accesso allo SDI.

Turn over per la Polizia Locale sbloccato per il 2017 fino all’80% e per il 2018 al 100%, purchè gli Enti siano virtuosi

Decreto Sicurezza – tutto l’articolato – approvato dalla Camera

 

Il S.U.L.P.L. compie 30 anni e li festeggia al 21° Convegno Nazionale “Noi siamo la Polizia Locale Italiana”

Si è concluso quest’oggi il nostro ventunesimo Convegno Nazionale “Noi Siamo la Polizia Locale Italiana” nella splendida cornice dell’Hotel Mediterraneo di Riccione.

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Il S.U.L.P.L. ha compiuto 30 anni e abbiamo deciso di festeggiarli in quest’occasione insieme ai nostri Colleghi (oltre 1200!) provenienti da tutta Italia. Un evento memorabile sotto ogni punto di vista: formativo, partecipativo, sindacale, politico e familiare. Abbiamo esposto una galleria fotografica, selezionando i momenti più significativi di questo trentennio del nostro Sindacato apartitico, libero, indipendente e realmente autonomo, che da sempre lotta per rivendicare i Diritti dell’unica Polizia di Prossimità.

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Ma il nostro Convegno è come sempre anche un’occasione per sensibilizzare la parte politica, le Istituzioni e la Magistratura verso la Categoria, per farne conoscere le problematiche e per dare risalto all’eccellente attività svolta in  tutta Italia nel quotidiano dagli Agenti, nonostante un quadro normativo che non consente alla Polizia Locale di operare con gli stessi strumenti e di avere le stesse tutele delle altre Forze di Polizia. Motivo per cui abbiamo affrontato il tema della “Legalità nella Pubblica Amministrazione e nella Società” con il Procuratore aggiunto della DDA di Catanzaro Vincenzo Luberto e il Capo Servizio della Gazzetta del Sud Arcangelo Badolati,

ed abbiamo organizzato una Tavola Rotonda con la Politica sulla #polizialocale 

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con l’intervento dell’ On. Naccarato (relatore del DdL sulla Polizia Locale), dell’ On. Lombardi (movimento Cinque Stelle), del Consigliere Regionale Emilia Romagna_Lega Nord Matteo Rancan e con il Sindaco di Chieti Di Primio (Vice Presidente Anci).

La sessione politica si è conclusa con l’intervento del nostro Segretario Nazionale Mario Assirelli che si è espresso con toni schietti e piccati, come è solito fare, a dimostrazione del fatto che il Sulpl antepone sempre l’interesse dei Lavoratori a quello personale, per sottolineare l’importanza di far rientrare la Polizia Locale nell’alveo pubblico dell’art.3 del Decreto legislativo n. 165/2001 (Testo Unico sul Pubblico Impiego) e invitare i Funzionari/burocrati dell’Anci ad ascoltare le indicazioni del Sindacato di Categoria in merito all’iter sul Decreto Sicurezza e a costruire un nuovo rapporto per il bene dei Lavoratori. Ha sottolineato la necessità impellente da parte della Politica di impegnarsi a tutelare gli Uomini e le Donne in Divisa della Polizia Locale, al pari delle altre Divise, poichè su strada la Divisa è una e i rischi sono i medesimi. Per lo stesso motivo, con la minaccia terroristica che incombe su tutti è necessario permettere ai nostri operatori di accedere allo SDI ed armare la Polizia Locale su tutto il territorio nazionale.

Un momento molto emozionate e sentito è stato quello della consegna dei riconoscimenti ai Colleghi che si sono particolarmente distinti nel 2016 nell’adempimento del Dovere, mettendo a repentaglio la propria incolumità per l’altrui interesse e, la consegna delle Medaglie d’Oro ai familiari dei nostri nostri Caduti, vittime del Dovere. Li premiamo noi, in quanto Sindacato di Categoria, vista l’assenza dello Stato e delle Istituzioni a qualunque livello.

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G R A Z I E  A  T U T T I E ARRIVEDERCI AL PROSSIMO CONVEGNO NAZIONALE S.U.L.P.L., UNITI SI VINCE!!!

Miriam Palumbo