Assessori alla Sicurezza e Polizia Locale: cosa sta accadendo in Emilia-Romagna?

Sulla Gazzetta di Parma del 1 ottobre 2018 abbiamo letto la lettera aperta dell’Assessore alla Sicurezza di Parma che ringrazia le Forze dell’Ordine.

20181002_202238 Vi chiederete cosa c’è di strano… L’anomalia è che si spertica in elogi per tutte le FF.OO., eccezion fatta per la Polizia Locale! L’Assessore Cristiano Casa (Cinque Stelle) definisce i Colleghi delle altre Forze di Polizia come “veri protagonisti della sicurezza”, senza i quali tutto è vano e a suo dire sono i soli a “riuscire a contenere gli effetti di cambiamenti straordinari delle nostre città con organici sempre più ristretti, con dotazioni e mezzi scarsi, ma sempre con grande passione, impegno e dedizione.”

In pratica l’Assessore ha descritto la situazione in cui versano tutti gli Uomini e Donne che indossano la Divisa della Polizia Locale italiana, che però con l’aggravante dell’ assenza di parità di diritti economico-contrattuali e di tutele, ogni giorno svolgono lo stesso identico lavoro dei veri Poliziotti, rischiando la loro Vita al servizio della comunità, ed in più lo devono fare all’ombra dei “manager della sicurezza”!

Noi non ci stiamo! Ci chiediamo perchè certi Assessori agiscono in questo modo discutibile, nei confronti della Polizia Locale che dovrebbe essere il braccio armato dei Sindaci: per incapacità di gestire, per la parte di loro competenza, la sicurezza nelle città in cui sono stati eletti? per paura? per spirito di sottomissione? Ci piacerebbe saperlo!

L’osservatorio della Segreteria Regionale Sulpl Emilia-Romagna ha rilevato delle anomalie anche in altre città dell’Emilia-Romagna; ad esempio a Piacenza, il cui Assessore alla Sicurezza (Lega), durante il periodo estivo sui social e in più di un’occasione si è complimentato con Questura e CC per operazioni portate a termine sul territorio; ma, gli stessi elogi non sono pervenuti in più di un’occasione alla Polizia Locale. Tanto per citare l’ultimo, ci sovviene quello di sabato scorso in cui proprio la Polizia Locale di Piacenza ha avuto parte attiva e determinante in un intervento che ha scosso molti cittadini, una rissa con accoltellamento, ma non una parola dell’Assessore è pervenuta agli Agenti.

A nostro avviso, loro compito e loro dovere dovrebbe essere quello di valorizzare la Polizia Locale, impegnandosi al massimo per fornire agli operatori tutte le strumentazioni necessarie per operare in sicurezza e garantirla ai Cittadini, loro elettori.

Aggiungiamo che se la Polizia Locale non ha gli stessi strumenti a disposizione dei fautori e detentori della sicurezza, in parte è colpa dei vari Governi che non hanno mai avuto la volontà di attuare una Riforma della Polizia Locale, in parte è colpa proprio di quegli Assessori che non investono sulla professionalità e sicurezza della Polizia Locale, ma dopo essere stati eletti si adeguano al mondo dei burocrati delle Pubbliche Amministrazioni.

Altro tragico esempio è quello di Ferrara, il cui Assessore alla Sicurezza Aldo Modonesi (PD) afferma che “riteniamo sia giusto mantenere la corretta differenziazione di funzioni tra forze dell’ordine e polizia locale. I vigili hanno ruoli specifici, diversi da quelli delle altre forze di polizia. Non possono certo sostituirsi a polizia di Stato e carabinieri.” In pratica l’amministrazione di Ferrara, totalmente fuori da ogni logica, impegna i suoi diversamente impiegati comunali in Divisa in zona Gad, tristemente nota per i fatti di cronaca, ma si rifiuta di armare la Polizia Locale perchè in buona sostanza questo potrebbe ingenerare un sentimento di insicurezza tra i cittadini!

E’ anche vero che di modelli positivi di Assessori alla Sicurezza, a cui i loro Colleghi potrebbero ispirarsi, ne abbiamo diversi nella vicina Lombardia: ricordiamo l’operato dell’ex Assessore alla Sicurezza Simona Bordonali, citiamo l’Assessore di Sesto San Giovanni Claudio D’amico e l’Assessore di Monza Federico Arena che non perdono occasione per sostenere la Polizia Locale e dare luce e lustro alla loro importante attività, svolta a 360° e finalizzata a rendere le nostre città sicure.

Un ultimo appunto vogliamo farlo con riferimento alla conferenza tenuta il 18 settembre u.s. dal Ministro dell’Interno Matteo Salvini per l’operazione “spiagge sicure estate 2018“: tutta la Categoria ha notato che il video ha proiettato solo ed esclusivamente eccellenti operazioni di lotta e contrasto all’abusivismo commerciale e contraffazione, portate a termine egregiamente dalla Polizia Locale di tutta Italia, ma ciò nonostante, accanto al Ministro erano seduti solo i manager della sicurezza, con esclusione della Divisa della Polizia Locale.

Restiamo in attesa dell’auspicato cambiamento epocale; nel frattempo invitiamo alcuni Assessori alla Sicurezza a riflettere seriamente sui nostri spunti di riflessione e a correggere la rotta!

depositphotos_125004098-stock-photo-errare-humanum-est-perseverare-autem

Gazzetta di Parma⬇️

20181009_071154.jpg

 

 

 

Annunci

CHI SIAMO NOI, FORZE DI POLIZIA?!

logo cartoon

Una domenica di ottobre u.s. decidiamo di pubblicare sulla nostra pagina Fb SULPL Nazionale un post contenente un documento di fonte istituzionale, riguardante la necessità di intensificare la vigilanza per garantire la sicurezza alla comunità locale, per pochi minuti, prima di rimuoverlo in considerazione di una piccola nota (scritta come una clausola assicurativa da quanto era minuscola) che citava un divieto di divulgazione sulla base di una norma che sarà attentamente vagliata, nei minimi dettagli, dal SULPL e dai suoi legali.

La Polizia Locale doveva segnalare eventuali situazioni sospette, come sempre e veniva ribadita l’importanza di utilizzare gli strumenti di autotutela, anche il giubbotto antiproiettile. Questa la premessa.

In quanto Sindacato di Categoria, siamo consapevoli e molto bene conosciamo le problematiche e i rischi, con l’aggravante dell’assenza di tutele e sicurezza per i Lavoratori, con le quali la Polizia Locale, che tanto ci sta a cuore, deve fare i conti tutti i giorni, per tentare di riuscire a gestire/mantenere la convivenza civile, la quotidianità, l’equità democratica sul territorio in prossimità, della nostra Italia; senza una reale riforma della Polizia Locale ma con vecchie regole obsolete risalenti a ben oltre 30 anni fa e certamente non adeguata ai tempi ne tantomeno alle richieste/certezze provenienti dalla popolazione.

Quindi abbiamo ritenuto opportuno informare, tramite gli unici canali a nostra disposizione, i Colleghi che come noi operano su strada, esposti come bersagli mobili, il più delle volte sprovvisti di armi e strumenti di autotutela, senza possibilità di accedere allo SDI (se non su gentile concessione delle FF.OO. propriamente dette), alla mercè di qualunque pericolo che potrebbe attentare alla loro vita.

Senza trascurare poi il fatto che i piccoli Comandi di periferia, nemmeno ricevono certe informazioni, con enormi responsabilità del Ministero dell’Interno e dei suoi derivati Prefetture e Questure.

Dunque il nostro gesto istintivo è stato quello di voler richiamare, come sempre, l’attenzione ai nostri Colleghi, affinchè potessero innalzare il loro livello di guardia, a salvaguardia della loro incolumità.

Abbiamo pensato, nei limiti delle nostre possibilità, di tutelare il bene supremo: la Vita.

Pare che da una Questura sia partita la segnalazione dell’accaduto. Ogni cittadino può pensare e dare le interpretazioni che vuole ragionando sull’ evento, ma immaginare che da mesi stanno conducendo indagini sulla questione si rimane basiti, per usare un eufemismo; ovviamente lasciamo che le stesse facciano il proprio corso sotto l’egida della Magistratura che deve sovrintendere e dirigere l’indagine della polizia giudiziaria, ma una considerazione ce la concediamo:

  • Siamo consapevoli di risultare scomodi ad alcuni colleghi rimasti fermi agli anni antecedenti alla riforma del 1986; la nostra idea di una Polizia Locale moderna, professionale e sempre più vicina alle necessità dei Cittadini, stride con la loro forma mentis arretrata, ovvero del proprio orticello, quello che posso fare oggi lo farò domani – la politica del rinvio, magari demandando a qualcun altro la responsabilità;
  • Siamo consapevoli di essere la spina nel fianco di tanti vertici, quegli stessi vertici che annunciano alla stampa il coinvolgimento della Polizia Locale nelle operazioni congiunte, ma che poi quando è ora di riconoscere il nostro ruolo, fanno tutto il possibile per tenerci schiacciati in un angolino, per timore di essere oscurati agli occhi della popolazione, come se solo loro fossero i detentori e i fautori della Safety/Security. Quindi provano ad incidere a livello locale e nazionale, per non fare emergere in alcun modo la Polizia Locale. Il nostro limbo fa comodo a molti … noi sappiamo anche a chi … ma non giova ne a chi appartiene alla Categoria, ne tanto meno ai cittadini.
  • Siamo consapevoli di essere scomodi per alcuni sindacati della Polizia di Stato che ci vorrebbero relegare al mero ruolo di Polizia Amministrativa, nonostante la Legge imponga il contrario, non per ultimo il decreto sicurezza di Minniti, nonché per la triplice sindacale e i sedicenti sindacati di categoria, che vorrebbero continuare nelle loro criticabili politiche sindacali ultradecennali indisturbati a danno invece della coesione civile nelle Comunità italiane.

 

Nonostante queste nostre certezze, non potevamo immaginare di essere così, come dire, attenzionati!

Evidentemente le nostre idee, proprio perché giuste, fanno paura a qualcuno; quel qualcuno però, non potendo distruggere le idee, tenta di colpire a più riprese, a livello provinciale-regionale-nazionale, chi quelle idee le sostiene, le diffonde e le porta avanti, con forza e coraggio.

 

Probabilmente più di un nemico, anche in vista delle Rsu (rappresentanze sindacali unitarie – per la rappresentatività delle OO.SS. a livello locale e nazionale) alle porte, spera di mettere a segno il colpo grosso! In Italia funziona così, ci si preoccupa delle formiche e si lasciano passare gli elefanti, si preferisce ingigantire un’inezia, piuttosto che dare peso alle cose che ne hanno, valore ed interesse, creare diversivi, cosa diffusissima in un paese bizantino che ha dato i natali all’ Europa e nel quale esiste il diritto amministrativo.

 

Più volte i nostri Dirigenti hanno subito attacchi gratuiti di questo tipo, ma la nostra struttura è solida e se occorrerà ci difenderemo a testa alta in ogni sede, sia essa giudiziaria che politica e sindacale.

 

Siamo certi che i colleghi e la popolazione, leggendo quanto sta accadendo ad alcuni Vertici/Dirigenti del SULPL (notizia che magari qualcuno avrebbe voluto tenere in serbo per fare uno “scoop”), sapranno trarre le opportune conclusioni.

Roma, 09.02.2018

Il Segretario pro tempore

Mario Assirelli

Gli+uomini+passano,+le+idee+restano

La Polizia Locale manifestando a Bari ha scritto un’altra pagina di storia per la Categoria. Grazie!

“…. che il vento non porti via la parola data!”

FB_IMG_1511815344336

Nemmeno la forte e gelida bora ha raffreddato e fermato la voglia di manifestare in piazza!
Nemmeno le distanze, brevi o lunghe che siano, hanno tenuto lontano dalla terra di Puglia le delegazioni S.U.L.P.L. di tutte le Regioni d’Italia, che, di buon ora, hanno preso posto ai piedi del maestoso Castello Svevo, luogo del raduno e di partenza del corteo. A fargli da cornice, un continuo e colorito sventolio di bandiere del S.U.L.P.L., di alcune associazioni di categoria (P.L., Amopol, Anvu), nonché gli striscioni de “il fuoricoro” a ricordare i colleghi caduti in servizio, la cui visione, innegabilmente, ha toccato l’animo di ognuno di noi ed incrementato la convinzione di aver fatto una cosa giusta: essere in piazza insieme ai colleghi e, soprattutto, portare anche la voce di tutti coloro che, per ragioni di lavoro o per altri motivi, non erano con noi ma che avrebbero
voluto esserci per gridare le loro ragioni. Noi il loro supporto, mai come questa volta, lo abbiamo sentito!

24068842_1506126652828088_6932051411580485632_n
Un lungo corteo di uomini e donne in divisa, stanchi ed assonnati per le ore di viaggio fatte, ha attraversato le vie di Bari per poi fermarsi sotto il municipio ed acclamare a gran voce l’incontro con il Presidente dell’Anci, dott. A. Decaro, cioè colui che deve farsi carico del suo ruolo a 360°, sia in qualità di rappresentante dei Sindaci, nostri datori di lavoro, che farsi promotore di tutte quelle rivendicazioni che i “loro dipendenti” stanno reclamando da anni e che, invece, giacciono nei cassetti delle “stanze dei bottoni”, ovvero di tutte quelle rivendicazioni contrattuali che penalizzano fortemente la categoria della Polizia Locale, da ultimo, in ordine cronologico, le direttive ad Aran in merito ai festivi infrasettimanali.

24129510_1506430536131033_5879927750943296605_n
E’ pur vero che siamo stanchi di sentire le solite promesse e i soliti bla…bla…bla, ma questa volta la posta è troppo alta, anche per coloro che, con i vari Decreti Sicurezza, hanno voluto ad ogni costo essere sulla cresta dell’onda per far sì che, la barca da loro condotta, non affondasse tra i flutti vorticosi della criminalità (di ogni genere), bensì potesse navigare tra il placido mare della vivibilità delle Città da loro amministrate. Di contro, la nostra categoria per ottenere quelle tanto decantate conquiste sindacali, ha bisogno dei giusti timonieri e, nello stesso tempo, di coloro che sappiano usare il grimaldello ed aprire quei famosi “cassetti” che custodiscono la “impolverata” riforma della Polizia Locale. In poche parole il rapporto tra Sindaci e la Polizia Locale è un binomio: loro hanno bisogno di noi e noi di loro!
I presupposti per arrivare a mettere dei tasselli, da oggi e dopo l’incontro con il Presidente dell’ Anci, forse ci sono tutti. L’impegno profuso e le promesse fatte pubblicamente ne sono la conferma. Il suo intervento come Anci in favore della nostra categoria potrebbe essere risolutivo, non dico in toto, ma almeno in buona parte. Non fosse altro anche per la sensibilità mostrata nell’ascoltare i familiari
dei nostri colleghi/colleghe caduti in servizio o per ragioni di servizio e che, ad ogni costo e sfidando anche loro le intemperie, hanno voluto essere con noi in piazza e testimoniare l’attaccamento alla divisa della Polizia Locale di coloro che, ahimè, hanno lasciato la terra, ma che dall’alto stanno osservando la caparbietà che metteremo in campo per raggiungere la tanto auspicata RIFORMA DELLA POLIZIA LOCALE.
La nostra attenzione, questa volta, è posta sul Presidente di Anci, oltre a mantenere alta e inalterata la spinta sul Parlamento, anche al termine di questa legislatura. Le sue parole e promesse (se mantenute) potrebbero anche soddisfare le nostre aspettative, facendo sì che la bora, in questa circostanza, abbia sventolato solo le bandiere e non portato via la parola data!

23905736_1506125526161534_3600475790001005159_n
Il Segretario Regionale
Dott. Luigi Sabatelli

ALBUM FOTOGRAFICO

VIDEO DEL CORTEO 

VIDEO DELLO SCHIERAMENTO NELLA PIAZZA DELLA PREFETTURA DI BARI

VIDEO SEGRETARIO GENERALE ASSIRELLI/PRESIDENTE ANCI DE CARO

RASSEGNA STAMPA

24068273_1506365769470843_7054546244030721290_n

TELEBARI

TGR PUGLIA dal minuto 13.30

BORDERLINE24

REPUBBLICA.IT

LA RIVIERA.IT

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

 

 

22365340_1461705187270235_7388040746285669722_n

Bari, 27.11.2017: una importante e significativa manifestazione per rivendicare i diritti e le tutele dei Lavoratori della Polizia Locale Italiana!

Un ringraziamento a TUTTI i Colleghi,  provenienti da tutte le Regioni, presenti! GRAZIE, GRAZIE GRAZIE! l’ennesima prova di cuore e credo! Bravi ai Colleghi della Puglia/Bari per l’organizzazione, disponibilità, cortesia e ospitalità ampiamente dimostrata. Un saluto agli amici del fuori coro, un abbraccio forte ai familiari dei nostri caduti presenti che hanno potuto confrontarsi con il Presidente di Anci De Caro Antonio; un saluto anche ad Anvu, Aplrer, Apl, Asipol. Anaspol, Aplipol presenti con propri dirigenti.

Un abbraccio fraterno, Mario Assirelli

Rivendichiamo la Riforma della Polizia Locale Italiana!

22365340_1461705187270235_7388040746285669722_n

MANIFESTAZIONE CON CORTEO – BARI, 27 NOVEMBRE 2017 – RIVENDICHIAMO LA RIFORMA DELLA POLIZIA LOCALE ITALIANA – CON RICHIESTA INCONTRO AL PRESIDENTE ANCI ANTONIO DE CARO – APERTA A TUTTE LE OO.SS. E LE
ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA.
RAGGRUPPAMENTO ORE 10,30 PRESSO IL CASTELLO SVEVO-NORMANNO
IN BARI

RIFORMA POLIZIA LOCALE ITALIANA GIACENTE, ANCORA, IN PARLAMENTO DA OLTRE 30 ANNI – DOPO LA RACCOLTA DI OLTRE 600 MILA FIRME – PER RIFORMULARLA IN MODO DA ADATTARLA AL MUTAMENTO DEI TEMPI IN CUI VIVIAMO. SIA PER UNA MAGGIORE TUTELA/DIRITTI PER GLI OPERATORI DI POLIZIA LOCALE SIA PER GARANTIRE REALE SICUREZZA IN PROSSIMITA’ AL NOSTRO PAESE. NON PER ULTIMO, RENDERE OPERATIVO ED APPLICABILE IL DECRETO SUI “SINDACI”, CON UNA PIU’ EFFICACE OPERATIVITA’ CHE PORTERA’ QUELLA RICERCATA COESIONE SOCIALE E CONVIVENZA CIVILE, CON PIU’ ATTENZIONE ANCHE AL TERRORISMO.

I PUNTI SALIENTI DELLA RIFORMA
1. Rientro nel contratto di natura pubblico, di cui alla L.165/01 art. 3;
2. Riconoscimento pensione privilegiata alla Polizia Locale e alla Polizia Provinciale l’equo indennizzo-causa di servizio-pensione privilegiata;
3. Accesso allo SDI (segnalazione d’indagine) terminali delle forze di polizia ad ordinamento nazionale ed europeo;
4. Modifica articolo 57 del C.P.P.;
5. Porto arma su tutto il territorio nazionale
6. Nuovo ordinamento e realizzazione sottufficiali, albo comandanti, accesso gratuito alle banche dati.

Leggi anche…

PERCHE-NON-A-BARI1

VIDEO MESSAGGIO del Segretario Generale Mario Assirelli alla Categoria

IMG_20171116_184337_370