Perchè le toghe novaresi si esprimono tardivamente ed esclusivamente per la dotazione del taser alla Polizia Locale?!

Oggi è la volta delle toghe novaresiScreenshot_20181102-202213

che non concordano con quanto è stato deciso dal Consiglio Comunale di Novara

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Inutile precisare che a nostro avviso la polemica è insensata, mirata e strumentale… e dunque abbiamo ritenuto, per il tramite del nostro Ufficio Legale, replicare puntualmente.

              Spett.le Redazione “LA STAMPA”
DIRITTO DI REPLICA
Articolo apparso su “LA STAMPA” il 2 novembre 2018
“NOVARA AVVOCATI PENALISTI CONTRO PISTOLA ELETTRICA AI VIGILI “PERICOLOSA E INSENSATA”
Questa Organizzazione Sindacale maggiormente rappresentativa della Polizia Locale Italiana, con riferimento all’articolo superiore apparso sul vostro quotidiano e per la cronaca di Novara, ritiene opportuno precisare quanto segue:
• Lo Stato italiano sta sperimentando per le forze di Polizia statuali ed ultimamente per espresse previsioni legislative prevede estendere la sperimentazione anche per le Polizie Locali, la dotazione del Taser;
• Siamo sicuri che l’ordinamento prima di avviare la sperimentazione finalizzata alla dotazione di questo strumento operativo che serve per difendere e difendersi, abbia tenuto conto di studi ed esperienze che hanno fatto propendere per la sperimentazione prima e la successiva dotazione alle forze di Polizia statali e locali;
• Non vogliamo, quindi, entrare nel merito delle dichiarazioni riportate e attribuite all’Onu, secondo cui i Taser sarebbero “Strumento di tortura”, ma è certo che i Poliziotti, i Carabinieri ed i Poliziotti locali non sono torturatori.
Una cosa comunque è certa: l’intervento della Camera Penale di Novara appare tardivo, infatti nulla ha rilevato finora pur essendo la sperimentazione dell’uso del Taser per i Carabinieri e Poliziotti di stato iniziata mesi or sono.
Interviene solo ora quando la sperimentazione dovrebbe iniziare per le Polizie locali italiane, dimenticando che i Corpi ed i Servizi di P.L. sono impegnati diuturnamente a garantire l’ordinato convivere civile in tutte le comunità del nostro Paese ed al pari delle altre forze di Polizia sono esposti ai rischi collegati; lo dimostra la mole di interventi, le aggressioni subite e ad essi collegati ed il sangue versato dai suoi appartenenti nell’adempimento del proprio dovere.
La decisione, quindi del Consiglio Comunale di Novara appare sensata e giusta.

Tanto si doveva

Ufficio Legale SULPL

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Armi e Polizia Locale

Non abbiamo scelto questa immagine per puro caso, ma volutamente. In questi giorni Di Maio (M5S) ha invitato i grillini ad essere compatti al loro interno al pari di una testuggine romana, per fare scudo contro gli attacchi esterni. Ecco riteniamo che mai come adesso anche la Polizia Locale dovrebbe compattarsi, fare Corpo, per respingere qualunque attacco di questo o quel politico (non ultimo quello da noi citato ieri sulla nostra ufficiale pagina Fb Sulpl Nazionale, di un gruppo di grillini che in Senato hanno proposto la soppressione degli artt. 18 e 19 del Decreto Sicurezza, quelli riguardanti l’accesso al Ced e l’uso del taser esteso anche per la PL); da alcuni colleghi che solo all’idea che la nostra Riforma possa andare in porto preferiscono asserire castronerie di vario tipo, piuttosto che avere l’onestà intellettuale di ammettere che non sono affatto tagliati per questo lavoro e che si sentirebbero maggiormente a loro agio togliendosi la nostra Divisa e andando a fare dell’altro; da alcuni giornalisti che adorano relegarci nel ruolo angusto del vigile urbano, senza perdere occasione per ridicolizzarci.

Ecco, è nei confronti di questi personaggetti che dovremmo farci scudo, uniti e compatti, facendo attenzione a non prestare mai il fianco, nemmeno involontariamente, ai loro biechi tentativi di non farci mai ottenere, per ideologia o per interesse, i diritti, le tutele e gli strumenti che ci sono dovuti.

Questa la premessa, ora veniamo al punto!

Questa mattina ci siamo imbattuti in un articolo pubblicato da FirenzeToday che titolava

Vigili urbani armati fuori servizio: la polizia municipale chiede aiuto per evitare tragedie

Vigili armati anche fuori servizio: “Aiutateci”

Aumentano casi di autolesionismo, suicidi ed omicidi. La proposta di legge di Fattori (Sì Toscana) per lasciare le pistole ai comandi

Ovviamente siamo rimasti basiti: in buona sostanza la richiesta sensata di dotare i Comandi della Toscana di armadietti blindati in cui custodire eventualmente l’arma di servizio, è stata motivata e sostenuta nel più assurdo e surreale dei modi possibili: 1. il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza Marco Andrei (che con ogni probabilità non ha ben chiaro il concetto di Sicurezza per gli Agenti di PL) avrebbe affermato, stando a quanto riportato nell’articolo

Avere un luogo dove lasciare la pistola sarebbe essenziale per la sicurezza nostra e delle persone che ci sono vicine

Veniamo spesso a lavoro con i mezzi pubblici, in treno o in autobus, ed è molto pericoloso trasportare un’arma dal luogo di lavoro a casa e viceversa.

Viene da chiedersi se questo Rls appartenga davvero al Comando di Polizia Locale di Firenze; le motivazioni da lui addotte per motivare la richiesta delle cassette di sicurezza sono davvero incommentabili.

Veniamo ora al politico di turno, il consigliere regionale di Si – Toscana a Sinistra, Tommaso Fattori. Abbiamo letto integralmente le sue esternazioni direttamente sul sito del partito

il possesso delle armi è sempre un pericolo per sé e per gli altri, anche delle armi di ordinanza degli operatori di polizia al termine dell’orario di servizio.

Sono purtroppo molti i casi di violenza e di autolesionismo, fino all’omicidio e al suicidio, che sono stati compiuti da agenti di polizia con le armi d’ordinanza, anche da agenti di polizia municipale e provinciale. Fra le principali concause di questi tragici eventi vi è la mancanza di luoghi idonei al deposito delle pistole al termine del servizio e la mancanza di un vero monitoraggio della salute psicofisica degli agenti.

Le pistole di polizia municipale e provinciale sono strumenti di lavoro e sul luogo di lavoro devono restare a fine servizio, come ci chiedono gli stessi agenti. Non dimentichiamo mai che società con più armi in circolazione è una società più pericolosa.

Noi ci rifiutiamo di credere che quanto riportato da Andrei e Fattori sia il comune sentire della Polizia Locale di Firenze. Fattori definisce la loro proposta semplicemente controcorrente; per noi sono farneticazioni sinistroidi allo stato puro!

In veste di Segreteria Nazionale abbiamo chiesto comunque chiarimenti e siamo stati  rassicurati dal nostro Segretario Regionale della Toscana (nonchè Rls) Ivan Galante sul fatto che la richiesta delle cassette di sicurezza è dettata da mere esigenze pratiche e dietro di essa non si cela nessuna “richiesta di aiuto” da parte della PL fiorentina.

Concludiamo con la nostra posizione, che non lascia spazio a interpretazioni di sorta: il S.U.L.P.L. lotta e sostiene con forza l’armamento della Polizia Locale su tutto il territorio nazionale, al pari della dotazione del taser, senza esclusione di nessuno (poichè anche nei piccoli centri o nelle unioni di comuni i rischi sono i medesimi) e l’accesso alle banche dati (che ad oggi continuiamo solo ad alimentare con il nostro lavoro quotidiano, senza poterlo consultare).

Siamo stufi di leggere esternazioni demenziali fatte da politici che spesso nulla sanno di noi, o ancor peggio da appertenenti alla Categoria, i famosi dinosauri. Le armi in dotazione, al pari di altri strumenti di autotutela, servono per garantire maggiore sicurezza agli operatori e ai cittadini. I suicidi purtroppo sono una realtà che colpisce tutte le Forze di Polizia. Sono un fenomeno multifattoriale: spesso dietro quel gesto estremo si nasconde il male oscuro della depressione, che unito alle pressioni quotidiane interne (mobbing) ai Comandi ed esterne, a cui gli Agenti sono quotidianamente sottoposti, alla mancanza di benessere organizzativo negli ambienti di lavoro, alle energie negative che certi interventi a forte impatto emotivo producono nell’individuo (tso, comunicazione ai familiari del decesso di una persona cara a seguito di un incidente mortale, etc etc), unitamente alla sfera personale, può portare a compiere un gesto così estremo.

Questo è solo l’ultimo caso di suicidio avvenuto nella Caserma dei Carabinieri di Livorno, quindi nei locali della stessa e con arma di servizio

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Oppure il caso del Poliziotto che a fine ottobre si è suicidato in Questura a Bari

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Per cercare di arginare i suicidi con l’arma d’ordinanza è impensabile credere di risolvere il problema facendo lasciare l’arma in comando, se uno vuol farla finita ci sono tanti sistemi; la questione va affrontata alla radice, ovvero conoscere e non trascurare i malesseri delle persone, aiutarle, verificare periodicamente i requisiti psico-fisici dell’operatore di Polizia, cosa che proprio nei nostri Comandi non viene quasi mai fatta, nemmeno dietro sollecitazioni.

Purtroppo a tutt’oggi manca un’attenzione al fenomeno dei suicidi in polizia e il più delle volte le cause che hanno indotto l’operatore a togliersi la Vita tendono ad essere ricondotte solo alla sfera personale poiché, ammettere che il suicidio potrebbe essere derivato anche da cause attinenti al contesto lavorativo, comporterebbe conseguenze rilevanti sia in termini di responsabilità, che di mancata prevenzione per chi gestisce un Comando. Sempre nell’ottica della prevenzione occorrerebbe istituire un punto di ascolto per eventuali disagi o momenti di fragilità dovuti alla vita privata e lavorativa. Quindi l’unica strada per tentare di arginare i suicidi è creare una rete di aiuto che consenta a chi sta attraversando un momento difficile di avere un supporto concreto nell’immediato. L’arma di servizio non rientra certo tra le cause del suicidio, è solo uno strumento come tanti.  Noi continueremo a lottare finchè la Polizia Locale di tutta Italia non sarà armata da Nord a Sud e finchè con una Legge di Riforma non saranno garantiti i medesimi diritti e le medesime tutele delle altre Forze di Polizia!

Assessori alla Sicurezza e Polizia Locale: cosa sta accadendo in Emilia-Romagna?

Sulla Gazzetta di Parma del 1 ottobre 2018 abbiamo letto la lettera aperta dell’Assessore alla Sicurezza di Parma che ringrazia le Forze dell’Ordine.

20181002_202238 Vi chiederete cosa c’è di strano… L’anomalia è che si spertica in elogi per tutte le FF.OO., eccezion fatta per la Polizia Locale! L’Assessore Cristiano Casa (Cinque Stelle) definisce i Colleghi delle altre Forze di Polizia come “veri protagonisti della sicurezza”, senza i quali tutto è vano e a suo dire sono i soli a “riuscire a contenere gli effetti di cambiamenti straordinari delle nostre città con organici sempre più ristretti, con dotazioni e mezzi scarsi, ma sempre con grande passione, impegno e dedizione.”

In pratica l’Assessore ha descritto la situazione in cui versano tutti gli Uomini e Donne che indossano la Divisa della Polizia Locale italiana, che però con l’aggravante dell’ assenza di parità di diritti economico-contrattuali e di tutele, ogni giorno svolgono lo stesso identico lavoro dei veri Poliziotti, rischiando la loro Vita al servizio della comunità, ed in più lo devono fare all’ombra dei “manager della sicurezza”!

Noi non ci stiamo! Ci chiediamo perchè certi Assessori agiscono in questo modo discutibile, nei confronti della Polizia Locale che dovrebbe essere il braccio armato dei Sindaci: per incapacità di gestire, per la parte di loro competenza, la sicurezza nelle città in cui sono stati eletti? per paura? per spirito di sottomissione? Ci piacerebbe saperlo!

L’osservatorio della Segreteria Regionale Sulpl Emilia-Romagna ha rilevato delle anomalie anche in altre città dell’Emilia-Romagna; ad esempio a Piacenza, il cui Assessore alla Sicurezza (Lega), durante il periodo estivo sui social e in più di un’occasione si è complimentato con Questura e CC per operazioni portate a termine sul territorio; ma, gli stessi elogi non sono pervenuti in più di un’occasione alla Polizia Locale. Tanto per citare l’ultimo, ci sovviene quello di sabato scorso in cui proprio la Polizia Locale di Piacenza ha avuto parte attiva e determinante in un intervento che ha scosso molti cittadini, una rissa con accoltellamento, ma non una parola dell’Assessore è pervenuta agli Agenti.

A nostro avviso, loro compito e loro dovere dovrebbe essere quello di valorizzare la Polizia Locale, impegnandosi al massimo per fornire agli operatori tutte le strumentazioni necessarie per operare in sicurezza e garantirla ai Cittadini, loro elettori.

Aggiungiamo che se la Polizia Locale non ha gli stessi strumenti a disposizione dei fautori e detentori della sicurezza, in parte è colpa dei vari Governi che non hanno mai avuto la volontà di attuare una Riforma della Polizia Locale, in parte è colpa proprio di quegli Assessori che non investono sulla professionalità e sicurezza della Polizia Locale, ma dopo essere stati eletti si adeguano al mondo dei burocrati delle Pubbliche Amministrazioni.

Altro tragico esempio è quello di Ferrara, il cui Assessore alla Sicurezza Aldo Modonesi (PD) afferma che “riteniamo sia giusto mantenere la corretta differenziazione di funzioni tra forze dell’ordine e polizia locale. I vigili hanno ruoli specifici, diversi da quelli delle altre forze di polizia. Non possono certo sostituirsi a polizia di Stato e carabinieri.” In pratica l’amministrazione di Ferrara, totalmente fuori da ogni logica, impegna i suoi diversamente impiegati comunali in Divisa in zona Gad, tristemente nota per i fatti di cronaca, ma si rifiuta di armare la Polizia Locale perchè in buona sostanza questo potrebbe ingenerare un sentimento di insicurezza tra i cittadini!

E’ anche vero che di modelli positivi di Assessori alla Sicurezza, a cui i loro Colleghi potrebbero ispirarsi, ne abbiamo diversi nella vicina Lombardia: ricordiamo l’operato dell’ex Assessore alla Sicurezza Simona Bordonali, citiamo l’Assessore di Sesto San Giovanni Claudio D’amico e l’Assessore di Monza Federico Arena che non perdono occasione per sostenere la Polizia Locale e dare luce e lustro alla loro importante attività, svolta a 360° e finalizzata a rendere le nostre città sicure.

Un ultimo appunto vogliamo farlo con riferimento alla conferenza tenuta il 18 settembre u.s. dal Ministro dell’Interno Matteo Salvini per l’operazione “spiagge sicure estate 2018“: tutta la Categoria ha notato che il video ha proiettato solo ed esclusivamente eccellenti operazioni di lotta e contrasto all’abusivismo commerciale e contraffazione, portate a termine egregiamente dalla Polizia Locale di tutta Italia, ma ciò nonostante, accanto al Ministro erano seduti solo i manager della sicurezza, con esclusione della Divisa della Polizia Locale.

Restiamo in attesa dell’auspicato cambiamento epocale; nel frattempo invitiamo alcuni Assessori alla Sicurezza a riflettere seriamente sui nostri spunti di riflessione e a correggere la rotta!

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Gazzetta di Parma⬇️

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Forze di Polizia: Sicurezza o Immagine?

In questi giorni, anche la Segreteria Nazionale SULPL ha focalizzato l’attenzione sul caso Piacenza. Avrete letto che tutta la querelle è nata dalle dichiarazioni rilasciate dal Prefetto Falco, a cui hanno prontamente ribattuto quattro sigle sindacali del Comando di Polizia Locale.

Il caso Piacenza, non ci stupisce, ma risulta comunque essere una nota stonata rispetto alla Circolare del Ministero dell’Interno del 6 luglio 2018, la n. 13301/110, che abbiamo letto con molta attenzione e che da chiare e inequivocabili indicazioni sul ruolo della Polizia Locale Italiana e su come il Ministro dell’Interno Matteo Salvini intenda attuare la sicurezza. Analizziamo alcuni punti che ci riguardano da vicino e che pare siano stati ignorati a Piacenza:

… in vista del periodo più intenso della stagione estiva, si rende necessario dare un forte e rinnovato impulso all’azione di prevenzione e contrasto dell’abusivismo commerciale e della contraffazione dei prodotti, in particolare lungo gli arenili, attraverso sinergie sempre più strette fra i diversi attori coinvolti, il rafforzamento
delle misure già individuate con le precedenti direttive nonché l’utilizzo dei nuovi strumenti messi a disposizione dalle più recenti previsioni normative in materia.
A tal fine, dovranno essere convocate, per una compiuta analisi della situazione, apposite riunioni del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, allargate alla partecipazione delle Amministrazioni locali maggiormente interessate dal fenomeno e delle Capitanerie di porto.

E’ un dato di fatto che alla riunione che si è tenuta a Piacenza, nessun Sindaco era presente, e altrettanto certo è che la Divisa della Polizia Locale non è stata invitata.

Ma andiamo avanti:

Si ritiene tuttavia di attirare l’attenzione delle SS.LL. sulla necessità che tali
intese assicurino:
– l’intesificazione dell’attività di contrasto alla filiera dell’abusivismo commerciale e
della falsificazione dei prodotti, da demandare in via preminente alla Guardia di Finanza;
la massima valorizzazione del ruolo delle Polizie locali, in ragione delle specifiche competenze ad esse attribuite sull’osservanza delle prescrizioni in tema di commercio, della capillare conoscenza del territorio e dell’esperienza maturata sul campo. A tale ultimo fine dovranno essere sensibilizzate le Amministrazioni locali affinché, nell’ambito delle promozione delle specifiche progettualità che coinvolgono il personale dell’ente, garantiscano priorità, fra le altre, a quelle dirette alla prevenzione e al contrasto dell’abusivismo commerciale (…)

– l’adozione di piani di intervento operativo che garantiscano un controllo diffuso e
sistematico sugli arenili e sulle strade di accesso. Fermo restando il preminente ruolo della Polizia locale, tali piani dovranno prevedere, in relazione alle situazioni più complesse, l’attivazione di mirati servizi interforze; (…)

– che in occasione di manifestazioni di pubblico spettacolo o di eventi ad elevata
partecipazione di pubblico siano attivati dalle Polizie locali, ove occorra anche con il supporto delle altre Forze di polizia, specifici servizi di controllo volti a prevenire la presenza di rivenditori abusivi; (…)

Dalla nostra attenta analisi della Circolare del Ministro Salvini appare evidente che quello che lui ha in mente è un sistema integrato di sicurezza, all’interno del quale la Polizia Locale riveste un ruolo fondamentale, per nulla secondario o subordinato a quello delle altre FF.OO. In quanto Sindacato di Categoria, questo ci rende fieri, certo è che chiediamo anche al Ministro, sensibilissimo sul tema della sicurezza, di equipararci alle FF.OO., punto di svolta, non più dilazionabile nel tempo, nodale e imprescindibile, visto il nostro ruolo accresciuto e riconosciuto, senza se e senza ma, da chi quella sicurezza la impersona e la rappresenta.

Noi siamo certi che la strada giusta da intraprendere per il futuro sia quello di una stretta collaborazione tra tutte le Forze di Polizia dislocate sul territorio, ricordando sempre che su strada la Divisa è una! Pur tuttavia, sembra che in talune realtà, interessino maggiormente l’immagine e la visibilità, anche se in burocratese si afferma ben altro, e questa notizia fresca di pubblicazione, ne è la riprova…

Sicurezza estiva: in campo anche polizia municipale e polizia provinciale

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CHI SIAMO NOI, FORZE DI POLIZIA?!

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Una domenica di ottobre u.s. decidiamo di pubblicare sulla nostra pagina Fb SULPL Nazionale un post contenente un documento di fonte istituzionale, riguardante la necessità di intensificare la vigilanza per garantire la sicurezza alla comunità locale, per pochi minuti, prima di rimuoverlo in considerazione di una piccola nota (scritta come una clausola assicurativa da quanto era minuscola) che citava un divieto di divulgazione sulla base di una norma che sarà attentamente vagliata, nei minimi dettagli, dal SULPL e dai suoi legali.

La Polizia Locale doveva segnalare eventuali situazioni sospette, come sempre e veniva ribadita l’importanza di utilizzare gli strumenti di autotutela, anche il giubbotto antiproiettile. Questa la premessa.

In quanto Sindacato di Categoria, siamo consapevoli e molto bene conosciamo le problematiche e i rischi, con l’aggravante dell’assenza di tutele e sicurezza per i Lavoratori, con le quali la Polizia Locale, che tanto ci sta a cuore, deve fare i conti tutti i giorni, per tentare di riuscire a gestire/mantenere la convivenza civile, la quotidianità, l’equità democratica sul territorio in prossimità, della nostra Italia; senza una reale riforma della Polizia Locale ma con vecchie regole obsolete risalenti a ben oltre 30 anni fa e certamente non adeguata ai tempi ne tantomeno alle richieste/certezze provenienti dalla popolazione.

Quindi abbiamo ritenuto opportuno informare, tramite gli unici canali a nostra disposizione, i Colleghi che come noi operano su strada, esposti come bersagli mobili, il più delle volte sprovvisti di armi e strumenti di autotutela, senza possibilità di accedere allo SDI (se non su gentile concessione delle FF.OO. propriamente dette), alla mercè di qualunque pericolo che potrebbe attentare alla loro vita.

Senza trascurare poi il fatto che i piccoli Comandi di periferia, nemmeno ricevono certe informazioni, con enormi responsabilità del Ministero dell’Interno e dei suoi derivati Prefetture e Questure.

Dunque il nostro gesto istintivo è stato quello di voler richiamare, come sempre, l’attenzione ai nostri Colleghi, affinchè potessero innalzare il loro livello di guardia, a salvaguardia della loro incolumità.

Abbiamo pensato, nei limiti delle nostre possibilità, di tutelare il bene supremo: la Vita.

Pare che da una Questura sia partita la segnalazione dell’accaduto. Ogni cittadino può pensare e dare le interpretazioni che vuole ragionando sull’ evento, ma immaginare che da mesi stanno conducendo indagini sulla questione si rimane basiti, per usare un eufemismo; ovviamente lasciamo che le stesse facciano il proprio corso sotto l’egida della Magistratura che deve sovrintendere e dirigere l’indagine della polizia giudiziaria, ma una considerazione ce la concediamo:

  • Siamo consapevoli di risultare scomodi ad alcuni colleghi rimasti fermi agli anni antecedenti alla riforma del 1986; la nostra idea di una Polizia Locale moderna, professionale e sempre più vicina alle necessità dei Cittadini, stride con la loro forma mentis arretrata, ovvero del proprio orticello, quello che posso fare oggi lo farò domani – la politica del rinvio, magari demandando a qualcun altro la responsabilità;
  • Siamo consapevoli di essere la spina nel fianco di tanti vertici, quegli stessi vertici che annunciano alla stampa il coinvolgimento della Polizia Locale nelle operazioni congiunte, ma che poi quando è ora di riconoscere il nostro ruolo, fanno tutto il possibile per tenerci schiacciati in un angolino, per timore di essere oscurati agli occhi della popolazione, come se solo loro fossero i detentori e i fautori della Safety/Security. Quindi provano ad incidere a livello locale e nazionale, per non fare emergere in alcun modo la Polizia Locale. Il nostro limbo fa comodo a molti … noi sappiamo anche a chi … ma non giova ne a chi appartiene alla Categoria, ne tanto meno ai cittadini.
  • Siamo consapevoli di essere scomodi per alcuni sindacati della Polizia di Stato che ci vorrebbero relegare al mero ruolo di Polizia Amministrativa, nonostante la Legge imponga il contrario, non per ultimo il decreto sicurezza di Minniti, nonché per la triplice sindacale e i sedicenti sindacati di categoria, che vorrebbero continuare nelle loro criticabili politiche sindacali ultradecennali indisturbati a danno invece della coesione civile nelle Comunità italiane.

 

Nonostante queste nostre certezze, non potevamo immaginare di essere così, come dire, attenzionati!

Evidentemente le nostre idee, proprio perché giuste, fanno paura a qualcuno; quel qualcuno però, non potendo distruggere le idee, tenta di colpire a più riprese, a livello provinciale-regionale-nazionale, chi quelle idee le sostiene, le diffonde e le porta avanti, con forza e coraggio.

 

Probabilmente più di un nemico, anche in vista delle Rsu (rappresentanze sindacali unitarie – per la rappresentatività delle OO.SS. a livello locale e nazionale) alle porte, spera di mettere a segno il colpo grosso! In Italia funziona così, ci si preoccupa delle formiche e si lasciano passare gli elefanti, si preferisce ingigantire un’inezia, piuttosto che dare peso alle cose che ne hanno, valore ed interesse, creare diversivi, cosa diffusissima in un paese bizantino che ha dato i natali all’ Europa e nel quale esiste il diritto amministrativo.

 

Più volte i nostri Dirigenti hanno subito attacchi gratuiti di questo tipo, ma la nostra struttura è solida e se occorrerà ci difenderemo a testa alta in ogni sede, sia essa giudiziaria che politica e sindacale.

 

Siamo certi che i colleghi e la popolazione, leggendo quanto sta accadendo ad alcuni Vertici/Dirigenti del SULPL (notizia che magari qualcuno avrebbe voluto tenere in serbo per fare uno “scoop”), sapranno trarre le opportune conclusioni.

Roma, 09.02.2018

Il Segretario pro tempore

Mario Assirelli

Gli+uomini+passano,+le+idee+restano

CONVEGNO NAZIONALE SULPL: QUELLO CHE LA TRIPLICE E I SEDICENTI! SINDACATI DI CATEGORIA NON DICONO.

AL CONVEGNO NAZIONALE SULPL “NOI SIAMO LA POLIZIA LOCALE” ABBIAMO RESO EDOTTI I COLLEGHI DI QUELLO CHE LA TRIPLICE E I SEDICENTI! SINDACATI DI CATEGORIA NON DICONO…

Si è conclusa ieri a Riccione, nella magnifica cornice dell’Hotel Mediterraneo, una fantastica tre giorni di formazione professionale e politico-sindacale. Il Sulpl ha festeggiato i suoi 31 anni con oltre 1850 Colleghi provenienti da tutta Italia. Le nostre sessioni professionali hanno registrato il tutto esaurito; docenti altamente qualificati e materie interessantissime quali polizia giudiziaria, infortunistica e controllo dei veicoli stranieri. Con piacere abbiamo rilevato la partecipazione ai nostri corsi professionali e l’apprezzamento di tanti colleghi appartenenti alle FF.OO.

Durante le sessioni politico-sindacali invece il tema centrale è stato quello del rinnovo del contratto del pubblico impiego.

Noi a ragion veduta siamo la voce del dissenso, abbiamo riferito ai Colleghi ciò che Cgil-Cisl-Uil e i sedicenti! Sindacati di Categoria (Csa) non dicono ai Lavoratori…

Il Segretario Generale della Confederazione Usae Adamo Bonazzi intervenuto ieri mattina ha chiarito che la Pubblica Amministrazione dal 1993 ad oggi è cambiata solo in apparenza, non nella sostanza, poiché periodicamente vengono apportati mutamenti al fine di riposizionare la dirigenza, preservando il potere. Le condizioni del popolo dei Lavoratori della Pubblica Amministrazione, invece, sono andate via via peggiorando: nel 2010 il blocco contrattuale; nel luglio 2015 è intervenuta una sentenza della Corte Costituzionale che ha consentito si la riapertura della contrattazione, ma non il recupero delle risorse economiche e dunque è una sentenza manchevole dal punto di vista economico. Arriviamo poi al 30 novembre 2017 quando la triplice e il Ministro della P.A. Madia hanno sottoscritto un accordo scellerato che tra le altre cose prevedeva un aumento di 85€ medie pro capite. Certo la complicità è da ravvisare anche nella parte di lavoratori che sostengono queste O.S.  che sono evidentemente passate dall’altra parte della barricata, quella del datore di lavoro.  Bonazzi ha sottolineato che l’aumento da noi proposto doveva aggirarsi tra i 250 e i 300€, praticamente lo stesso importo sottoscritto nel privato dalla triplice, che invece lo ha bocciato per il pubblico impiego, usando evidentemente due pesi e due misure. Questo contratto pregiudica la capacità di acquisto del dipendente pubblico, abbassandogli non solo il tenore di vita, ma addirittura la classe sociale! Se la spesa pubblica è aumentata e necessita di essere ridotta, appare evidente che la colpa non è da imputare ai dipendenti, ma alle alte sfere…

Auspichiamo dunque che il contratto non venga sottoscritto; è un contratto che nulla concede ai lavoratori, ma solo alla parte datoriale:

  1. Falso aumento quello degli 85€ medi pro capite; per noi non ci sarà nessun aumento, in quanto i Comuni, non avendo risorse, non riusciranno a far fronte alla copertura dell’adeguamento salariale.
  2. Rispetto al decreto Madia ravvisiamo un peggioramento dal punto di vista disciplinare, una sorta di caccia alle streghe per la base, ma non certo per la dirigenza;
  3. Per i festivi infrasettimanali, per il personale turnista vogliono negare il riposo compensativo; andiamo praticamente verso il caporalato;
  4. La contrattazione sindacale viene ridotta ai minimi termini;
  5. Non si parla di Sicurezza sul lavoro poiché non tengono minimamente in considerazione la nostra Categoria.

Tanti sono gli interrogativi che ci siamo posti, con l’amara consapevolezza di farci domande retoriche:  a quel tavolo dove noi non potremo esserci, chi prenderà le difese della nostra Categoria? Prima della tornata elettorale del 4 marzo, prevarrà il buon senso o la volontà politica?

Quest’anno più che mai, grande assente la parte politica, pare falcidiata da una tremenda epidemia influenzale! Assente lo stesso Luigi Di Maio (Cinque Stelle), unico ad aver garantito la sua presenza… Auguriamo loro una pronta guarigione!

Ringraziamo invece i nostri tre Amici della Lega Nord che da anni ci seguono, ci sostengono e condividono le nostre idee di una Polizia Locale moderna e da equiparare alle Forze dell’Ordine ad ordinamento statale: parliamo dei Consiglieri Regionali Emilia-Romagna Matteo Rancan e Gabriele Delmonte e dell’Assessore alla Sicurezza di Piacenza Luca Zandonella. Il loro entusiasmo, la loro genuinità e la loro speranza e propositività di fare bene la loro parte in politica sono evidenti. Auspichiamo che i vecchi politici diano loro il giusto spazio e campo d’azione, senza tarpare le ali in nome della conservazione della poltrona e del potere.

Ieri mattina, giornata conclusiva del Convegno, è stata consegnata la medaglia d’oro ai Colleghi di Mauro Dodi, Comandante della Polizia Locale di Medesano, caduto nell’adempimento del Dovere

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e sono stati premiati i Colleghi della Polizia Locale che nel corso del 2017 si sono particolarmente distinti in servizio in attività ed operazioni a tutela della Vita e della Sicurezza dei Cittadini. All’ interno della nostra Categoria tante sono le professionalità e i Colleghi meritevoli, ma il riconoscimento del merito non sempre avviene. Per questa O.S. invece è un onore e un dovere premiarli e riconoscerne il MERITO.

Il tutto è stato allietato da momenti conviviali, che servono anche a rafforzare il senso di fratellanza e colleganza, che sono basi imprescindibili per noi del Sulpl!

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Questo il messaggio di ringraziamento del nostro Segretario Generale Mario Assirelli “Complimenti alla Struttura, ai Docenti e ai nostri ragazzi / Dirigenti per l’alto impegno profuso: BRAVI!”

ARRIVEDERCI AL PROSSIMO ANNO. UN FORTE ABBRACCIO E UN GRAZIE A TUTTI!

Miriam Palumbo

ALBUM FOTO

VIDEO DEI 31 ANNI DI SULPL

VIDEO SESSIONE POLITICO-SINDACALE E CERIMONIA DEL 13 GENNAIO 2018

INTERVISTA AGLI AGENTI MERITEVOLI TG EMILIA-ROMAGNA min 5.35

RASSEGNA STAMPA

http://www.reggionline.com/salvarono-bambina-lasciata-chiusa-auto-premiati-due-agenti/

http://www.newsbiella.it/2018/01/13/mobile/leggi-notizia/argomenti/attualita-1/articolo/erica-bonino-e-lagente-alessio-santi-premiati-a-riccione-con-la-medaglia-di-bronzo.html

http://www.riminitoday.it/cronaca/salvo-un-turista-umberto-farina-annegamento-una-medaglia-per-l-ispettore-della-municipale.html

https://www.piacenzasera.it/app/facebook-86392.jsp

P.S. RSU 17-18-19 APRILE 2018

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Il Sulpl replica alle esternazioni del Colonnello Liporace

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SEGRETERIA GENERALE -VIA DEL GIAGGIOLO- MODENA
UFFICIO LEGALE NAZIONALE-
Mail: assirelli@sulpl.it-consulenzalegale@sulpl.it

 

4 gennaio 2018
Al Comando Generale Arma dei Carabinieri
Al Comando Regionale Veneto
Via Pec
c.a. Organi di Stampa

Oggetto: Diritto di Replica art. 8 della legge sulla stampa 47/1948.-

 

Con riferimento all’ articolo apparso sull’esternazioni del Colonnello dei Carabinieri Oreste Liporace,

Questa Organizzazione Sindacale di Categoria e maggiormente rappresentativa della Polizia Locale Italiana,
Prende atto delle strategie indicate e previste, dal Comandante dei Carabinieri per contrastare la criminalità, ritenendole valide;
Ritiene però che obiettivi indicati dal militare siano da raggiungere in sinergia con tutte le forze di Polizia presenti sul territorio sia ad ordinamento statuale che locale; Che gli appartenenti della Polizia Locale italiana, al pari dei colleghi delle Polizie Statuali, abbiano una elevata professionalità, sono da sempre impegnati tutti a garantire l’ordinato convivere civile e presenti in servizio in tutte le città italiane a svolgere tutte le funzioni di Polizia anche se di fatto, pur avendo lo stesso grado di esposizione a rischio, non hanno le stesse tutele dei militari dell’Arma;
Ritiene inoltre che le donne e gli uomini della Polizia Locale Italiana sono pronti, come del resto hanno sempre fatto e fanno, a compiere il proprio dovere dando il proprio apporto e Contributo atto a contrastare la criminalità e tutti i fenomeni criminali compreso il terrorismo in tutte le sue forme, tanto è dimostrato anche dal sangue versato nell’adempimento del proprio dovere;
Considera la consolidata collaborazione tra la Polizia Locale ed i Carabinieri strumento, indispensabile, efficace e strategico di lotta alla criminalità, e funzionale alla sicurezza ed al mantenimento dell’ordinato convivere civile delle nostre comunità.
Ed è pertanto che respinge ogni tentativo teso a sminuire il lavoro, la professionalità e l’impegno giornaliero della Polizia Locale Italiana, ritenendo che non è arrogandosi il privilegio di avere qualifiche ovvero di essere il rimedio al contrasto della criminalità, che si risolvono i problemi, la sicurezza si garantisce con la sinergia di tutte le forze presenti sul campo indipendentemente dal colore dell’uniforme o dall’appartenenza.
Ricorda che il Colonnello Oreste Liporace è stato Comandante in pectore della Polizia Locale di Roma Capitale, ma ricorda anche che non ha potuto svolgere tale compito per la mancanza di requisito essenziale.

Chiede
inoltre al Comando Regionale Veneto dell’Arma dei Carabinieri ed al Comando Generale se le dichiarazioni del Colonnello Oreste Liporace rispecchino quelle dell’Arma dei Carabinieri nei confronti della Polizia Locale Veneta ed Italiana e se quindi tali dichiarazioni siano state autorizzate.

Per la Segreteria Generale
Il Responsabile dell’Ufficio Legale Nazionale
Dott. Giuseppe Bonfilio