Il SULPL è il punto di riferimento per politici e Polizia Locale

Si è concluso sabato a Riccione, nella splendida cornice dell’hotel Mediterraneo, la 23esima edizione del Convegno Nazionale SULPL, nel suo 33esimo anno dalla nascita, che ha visto partecipare circa 2000 Agenti provenienti da tutta Italia.

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Una tre giorni di formazione professionale gratuita, formazione sindacale e dibattiti politici sul futuro della Polizia Locale, che ha visto la partecipazione anche delle FF.OO.; alcuni corsi hanno registrato il tutto esaurito, la Categoria ha sete di formazione!
Durante la sessione dedicata ai Veicoli Stranieri (con oltre 450 iscritti per l’intera giornata) ha fatto irruzione il cane antidroga della Polizia Locale di Riccione, Ziko, per una dimostrazione pratica! GUARDA LA DIRETTA FB!

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Il nostro ringraziamento va al Comandante della Polizia Locale di Riccione che ci ha dato questa opportunità.

Il nostro è anche un Convegno che dedica spazio al confronto politico-sindacale. Alla tavola rotonda di sabato 12, moderata dal Luca Branda Sindaco di Sant’Agata d’Esaro, hanno partecipato il Sottosegretario alla Giustizia Morrone, il Consigliere di Palazzo Chigi, nonchè Assessore alla Sicurezza del Comune di Sesto San Giovanni Claudio D’Amico, l’Assessore alla Sicurezza di Monza Federico Arena, la Senatrice Mantovani, l’Assessore alla Sicurezza di Napoli Carmine Sgambati e l’Onorevole Francesca Galizia. Ciò che è emerso ed è stato riconosciuto dai politici convenuti è il ruolo di protagonista indiscusso della Polizia Locale nell’ambito della Sicurezza e la valenza unica del nostro Sindacato, riconosciuto quale unico interlocutore ideale in quanto è aperto al confronto con tutte le parti politiche e agisce nell’interesse esclusivo della Categoria, per il bene della stessa e dei Cittadini. DIRETTA FB DEL DIBATTITO POLITICO-SINDACALE

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Assirelli prima del discorso dei politici ha chiesto al Sottosegretario Morrone la modifica dell’art. 57 CPP.

In particolare, il Sottosegretario alla Giustizia Morrone ha sottolineato un cambio di rotta, a suo avviso, del nuovo Governo. La percezione di sicurezza è un qualcosa di molto complesso da trasmettere ai cittadini e la si può realizzare solo con la perfetta sinergia tra tutte le FF.OO., Polizia Locale compresa. Di quest’ultima ha riconosciuto il ruolo fondamentale e indiscusso nella società. Il nostro lavoro di prevenzione e repressione, ha detto, salva le Vite umane.
Il Consigliere di Palazzo Chigi, nonchè Assessore alla Sicurezza del Comune di Sesto San Giovanni Claudio D’Amico, ha letto una lettera del Vicepremier Salvini. Nel suo intervento ha riconosciuto il ruolo e il valore del nostro Sindacato di Categoria, per nulla politicizzato, a differenza di altri Sindacati. D’Amico ritiene che il Governo Lega-5 Stelle sia aperto al dialogo, ma ha bisogno di tempo… La Polizia Locale deve far parte a suo avviso del meccanismo della sicurezza a pieno titolo e questo dice, nel 2019 sarà possibile. Ovvio, aggiunge, che per fare questo tutti gli operatori devono essere dotati di tutti gli strumenti di difesa e i diritti e le tutele delle FF.OO.
Brillante e concreto è stato l’intervento dell’Assessore alla Sicurezza di Monza Federico Arena (Lega): ha aperto il suo discorso con un tributo alla memoria del Collega Nicolò Savarino, nel giorno del suo anniversario di morte.

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Ha dimostrato di conoscere a fondo le nostre problematiche, fino al punto di sembrare un appartenente alla Polizia Locale! Dalle sue parole traspariva tutto l’entusiasmo e l’apprezzamento per l’operato e il ruolo fondamentale della Polizia Locale. Ha riconosciuto che il Decreto Salvini è venuto solo parzialmente incontro alle nostre esigenze; tuttavia è positivo e vuole leggere questi segnali come un nuovo inizio, fatto di piccoli passi che ci porteranno alla Riforma. Ha sottolineato che il nostro Sindacato è un sindacato anomalo, in quanto chiede di mettere in condizione i Lavoratori di lavorare bene e di più, a differenza di altri sindacati che tendono a far lavorare meno i propri iscritti! La sua idea di sicurezza è lontana dal modello vigile urbano e si può attuare solo con una Polizia Locale nel ruolo di protagonista. Certo che questa deve essere messa nelle condizioni di poter operare, con accesso a SDI, AFIS, strumenti di difesa e autotutela, cani antidroga. A tal proposito l’Assessore ha accolto anche la nostra richiesta di far conoscere ai Colleghi l’Agente a 4 zampe Narco in dotazione al nucleo NOST (Nucleo Operativo Sicurezza Tattica), che è stato anche premiato!

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Possiamo confermare che è fantastico! Nel parlare di questo nucleo e dei suoi Agenti traspariva orgoglio e fierezza, un nucleo nato per rispondere alle esigenze di sicurezza urbana e all’interno del quale appunto, vi è l’unità cinofila che ha raggiunto eccellenti risultati, soprattutto per l’attività svolta nei parchi pubblici. Ha infine evidenziato l’importanza di una Legge di Riforma per la Categoria.
L’Assessore alla Sicurezza di Napoli Carmine Sgambati ha invece dato un affondo a Cgil, Cisl, Uil e in particolare al CSA: ritiene che questi sindacati costituiscono un grosso problema per la Categoria; sindacati che difendono i privilegi acquisiti e gestiscono i pacchetti di tessere con metodi di ricatto. Il Sulpl invece, sostiene, si batte peri i Diritti della Polizia Locale e lui riconosce in noi l’unico vero Sindacato degno di questo nome.
Ha poi evidenziato la poliedricità della Polizia Locale; a suo avviso nell’ambito della sicurezza urbana la Polizia Locale ha un ruolo centralissimo.
L’On. Francesca Galizia (M5S) si è soffermata sulla capillarità con cui è radicata nei territori la Polizia Locale e questo la rende unica Polizia di Prossimità. Assicura che il nuovo Governo è molto vicino e attento a noi. La Riforma è urgente; il nostro lavoro dice, è di alto profilo e altamente professionale. Siamo un piccolo esercito di 60 mila Uomini e Donne in Divisa. E’ assurdo, afferma, che ad oggi ci siano 12 Comuni capoluogo e 6 con popolazione superiore a 5mila abitanti in cui la Polizia Locale non è armata! Dunque fondamentale è investire in strumenti di tutela e formazione. Sulla PL occorre investire a 360°. Ha garantito che si impegnerà in prima linea per dare dignità alla nostra Categoria. Questo invece l’intervento della Senatrice Mantovani.

A conclusione l’intervento del nostro Segretario Generale Mario Assirelli, mai compiacente e sempre diretto; da subito ha affermato che la Lega non ha le idee ben chiare, in quanto non ha compreso che noi chiediamo un contratto di natura pubblica e non di entrare nella Legge 121. Quindi è necessario che sia chiaro a loro questo passaggio è che non si facciano fuorviare da dietrologie create ad hoc dai burocrati del Ministero dell’interno. La Polizia Locale deve dipendere dai Sindaci e non dal Viminale. Anzi, dice, il Governo giallo-verde era partito col piede giusto, ma poi ha subito una battuta d’arresto: questo esecutivo deve smettere di dare ascolto al Ministero dell’interno e non deve permettere alle “manine” di continuare ad intervenire sulle Leggi relative alla Polizia Locale.

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Ha ripreso alcuni politici presenti al tavolo sul punto in cui hanno affermato che la Categoria deve attendere; Assirelli ha detto a gran voce che la Polizia Locale è stanca, non di lavorare, ma di essere sfruttata e mandata al macello. Per cui il tempo dell’attesa e della pazienza è finito! Non è possibile, dice, continuare a impedirci di accedere a pieno titolo allo SDI con la banale motivazione delle infiltrazioni mafiose; le mele marce sono dappertutto e la cronaca, anche recente, lo dimostra in modo inequivocabile. Il sangue dei nostri caduti, afferma, è uguale a quello dei caduti delle altre forze di polizia. In chiusura riconosce comunque che l’attuale Governo in pochi mesi ha già lanciato alcuni segnali che potrebbero far ben sperare. Chiede così agli Onorevoli presenti di farsi carico in modo serio delle istanze rappresentate al tavolo dal nostro Sindacato e il serio impegno del Governo ad emanare la riforma totale della Polizia Italiana inserendola nell’art 3 del D. Lgs 165/2001, cosa che è stata accettata, aprendo immediatamente il confronto con il sindacato.
A seguire, sono stati premiati i Colleghi che nel corso del 2018 si sono distinti in servizio per merito, in operazioni al servizio della cittadinanza. DIRETTA FB DELLE PREMIAZIONI
Primo fra tutti e stato insignito di medaglia d’oro alla memoria del Collega Carmelo D’Addetta investito il 15 agosto u.s. sulla Statale 693 di San Nazario e morto il 13 novembre; il momento della consegna ai familiari ha commosso tutta la platea.

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Non ci resta che dirvi… ARRIVEDERCI AL PROSSIMO CONVEGNO NAZIONALE “NOI SIAMO LA POLIZIA LOCALE”! e ai politici, ribadiamo, ATTENZIONE ALLE MANINE!!!

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Modena, 14 gennaio 2019 La Segreteria Generale

SESSIONE SINDACALE_DIRETTA FB

GALLERIA FOTOGRAFICA

RASSEGNA STAMPA

Imperiapost.it

Reggio2000.it

FoggiaToday

IlPiacenza

RiminiToday

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Polizia Locale modello Rambo… ci piace!

E’ di pochi giorni fa la notizia che i Colleghi della Polizia Locale di Cittadella, nel Padovano, verranno dotati di pistola mitragliatrice Scorpion calibro 9×21. A darne notizia è stato il Comandante Grandin, al quale va il nostro plauso! Chi ci segue e ci conosce sa bene che il nostro Sindacato appoggia e vede di buon grado tutte le iniziative che vanno nella direzione della Sicurezza. Riteniamo infatti che Agenti messi in condizione di potersi difendere, possano garantire inevitabilmente maggior sicurezza alla cittadinanza.

Di tanto in tanto dobbiamo difenderci da alcuni sindacati della Polizia di Stato che per ovvi motivi, gradirebbero relegarci a guardie cittadine, vorrebbero per la nostra Categoria un ritorno all’età della pietra, per poter brillare di più. Fin qui siamo nell’ordinaria amministrazione.

Rimaniamo invece molto perplessi quando come spesso accade si levano i cori dei piagnoni della nostra stessa categoria. Proprio oggi abbiamo letto un nuovo articolo che titola così:

Mitra, droni, bodycam. I vigili del Veneto si ribellano: «Non siamo Rambo, qualcuno si farà male»
I sindacati (dopo che a Cittadella gli agenti sono stati dotati di mitragliette Scorpion): «Noi, vittime di sindaci a caccia di voti». Il comandante: «Lo vogliono i cittadini, purtroppo le multe non fanno consenso»

Le esternazioni infelici sono state fatte da CSA e CGIL. Di quest’ultimo non ci stupiamo affatto e nemmeno lo prendiamo in considerazione. Ma non possiamo astenerci dal commentare le affermazioni del rappresentante del CSA, sindacato che si definisce di categoria… ma di quale categoria? Non certo della Polizia Locale. Il CSA in Veneto rappresenta evidentemente quella parte di colleghi che dovrebbero cambiare lavoro, cogliendo al volo le mille opportunità di mobilità interna che i Comuni offrono, deponendo la Divisa, e indossando abiti civili da impiegato comunale. Se il modello Rambo gli va stretto, possono sempre aderire al modello Poldo!

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Il CSA ancora una volta recita la nenia delle TUTELE e delle competenze mancanti. Ma BASTA!!! Un sindacato di Categoria, degno di questo nome, deve solo sostenere Comandanti illuminati come Grandin e pochi altri. Comandanti che fanno la differenza in quanto sono Uomini in Divisa tra i loro Uomini e Donne della Polizia Locale; Comandanti che sono stati Agenti prima di ricoprire il ruolo attuale e quindi hanno memoria ed esperienza tali per conoscere a fondo i rischi che un operatore corre su strada e dunque comprende appieno l’importanza di tutelare la sicurezza dei suoi Agenti. Questo è quello che ogni Comandante dovrebbe fare.

Bravo il nostro Segretario Regionale del Veneto, Francesco Spadaro che ha dichiarato «La società è cambiata  e anche la polizia locale deve evolversi: siamo i nuovi centurioni delle città, e come tali dobbiamo essere in grado di difendere i nostri cittadini. Ben vengano quindi armi, prove fisiche e nuove tecnologie».

Le Tutele, quelle a cui si appellano i piagnoni del CSA Veneto & Co., semplicemente per non fare o perché si sentono inadeguati nel ruolo della moderna Polizia Locale… arriveranno, ne siamo certi. Noi lavoriamo per questo! Speriamo che la Segreteria Nazionale CSA si esprima al riguardo e che non sposi la linea del Csa Veneto.

La Segreteria Nazionale

 

Perchè le toghe novaresi si esprimono tardivamente ed esclusivamente per la dotazione del taser alla Polizia Locale?!

Oggi è la volta delle toghe novaresiScreenshot_20181102-202213

che non concordano con quanto è stato deciso dal Consiglio Comunale di Novara

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Inutile precisare che a nostro avviso la polemica è insensata, mirata e strumentale… e dunque abbiamo ritenuto, per il tramite del nostro Ufficio Legale, replicare puntualmente.

              Spett.le Redazione “LA STAMPA”
DIRITTO DI REPLICA
Articolo apparso su “LA STAMPA” il 2 novembre 2018
“NOVARA AVVOCATI PENALISTI CONTRO PISTOLA ELETTRICA AI VIGILI “PERICOLOSA E INSENSATA”
Questa Organizzazione Sindacale maggiormente rappresentativa della Polizia Locale Italiana, con riferimento all’articolo superiore apparso sul vostro quotidiano e per la cronaca di Novara, ritiene opportuno precisare quanto segue:
• Lo Stato italiano sta sperimentando per le forze di Polizia statuali ed ultimamente per espresse previsioni legislative prevede estendere la sperimentazione anche per le Polizie Locali, la dotazione del Taser;
• Siamo sicuri che l’ordinamento prima di avviare la sperimentazione finalizzata alla dotazione di questo strumento operativo che serve per difendere e difendersi, abbia tenuto conto di studi ed esperienze che hanno fatto propendere per la sperimentazione prima e la successiva dotazione alle forze di Polizia statali e locali;
• Non vogliamo, quindi, entrare nel merito delle dichiarazioni riportate e attribuite all’Onu, secondo cui i Taser sarebbero “Strumento di tortura”, ma è certo che i Poliziotti, i Carabinieri ed i Poliziotti locali non sono torturatori.
Una cosa comunque è certa: l’intervento della Camera Penale di Novara appare tardivo, infatti nulla ha rilevato finora pur essendo la sperimentazione dell’uso del Taser per i Carabinieri e Poliziotti di stato iniziata mesi or sono.
Interviene solo ora quando la sperimentazione dovrebbe iniziare per le Polizie locali italiane, dimenticando che i Corpi ed i Servizi di P.L. sono impegnati diuturnamente a garantire l’ordinato convivere civile in tutte le comunità del nostro Paese ed al pari delle altre forze di Polizia sono esposti ai rischi collegati; lo dimostra la mole di interventi, le aggressioni subite e ad essi collegati ed il sangue versato dai suoi appartenenti nell’adempimento del proprio dovere.
La decisione, quindi del Consiglio Comunale di Novara appare sensata e giusta.

Tanto si doveva

Ufficio Legale SULPL

Armi e Polizia Locale

Non abbiamo scelto questa immagine per puro caso, ma volutamente. In questi giorni Di Maio (M5S) ha invitato i grillini ad essere compatti al loro interno al pari di una testuggine romana, per fare scudo contro gli attacchi esterni. Ecco riteniamo che mai come adesso anche la Polizia Locale dovrebbe compattarsi, fare Corpo, per respingere qualunque attacco di questo o quel politico (non ultimo quello da noi citato ieri sulla nostra ufficiale pagina Fb Sulpl Nazionale, di un gruppo di grillini che in Senato hanno proposto la soppressione degli artt. 18 e 19 del Decreto Sicurezza, quelli riguardanti l’accesso al Ced e l’uso del taser esteso anche per la PL); da alcuni colleghi che solo all’idea che la nostra Riforma possa andare in porto preferiscono asserire castronerie di vario tipo, piuttosto che avere l’onestà intellettuale di ammettere che non sono affatto tagliati per questo lavoro e che si sentirebbero maggiormente a loro agio togliendosi la nostra Divisa e andando a fare dell’altro; da alcuni giornalisti che adorano relegarci nel ruolo angusto del vigile urbano, senza perdere occasione per ridicolizzarci.

Ecco, è nei confronti di questi personaggetti che dovremmo farci scudo, uniti e compatti, facendo attenzione a non prestare mai il fianco, nemmeno involontariamente, ai loro biechi tentativi di non farci mai ottenere, per ideologia o per interesse, i diritti, le tutele e gli strumenti che ci sono dovuti.

Questa la premessa, ora veniamo al punto!

Questa mattina ci siamo imbattuti in un articolo pubblicato da FirenzeToday che titolava

Vigili urbani armati fuori servizio: la polizia municipale chiede aiuto per evitare tragedie

Vigili armati anche fuori servizio: “Aiutateci”

Aumentano casi di autolesionismo, suicidi ed omicidi. La proposta di legge di Fattori (Sì Toscana) per lasciare le pistole ai comandi

Ovviamente siamo rimasti basiti: in buona sostanza la richiesta sensata di dotare i Comandi della Toscana di armadietti blindati in cui custodire eventualmente l’arma di servizio, è stata motivata e sostenuta nel più assurdo e surreale dei modi possibili: 1. il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza Marco Andrei (che con ogni probabilità non ha ben chiaro il concetto di Sicurezza per gli Agenti di PL) avrebbe affermato, stando a quanto riportato nell’articolo

Avere un luogo dove lasciare la pistola sarebbe essenziale per la sicurezza nostra e delle persone che ci sono vicine

Veniamo spesso a lavoro con i mezzi pubblici, in treno o in autobus, ed è molto pericoloso trasportare un’arma dal luogo di lavoro a casa e viceversa.

Viene da chiedersi se questo Rls appartenga davvero al Comando di Polizia Locale di Firenze; le motivazioni da lui addotte per motivare la richiesta delle cassette di sicurezza sono davvero incommentabili.

Veniamo ora al politico di turno, il consigliere regionale di Si – Toscana a Sinistra, Tommaso Fattori. Abbiamo letto integralmente le sue esternazioni direttamente sul sito del partito

il possesso delle armi è sempre un pericolo per sé e per gli altri, anche delle armi di ordinanza degli operatori di polizia al termine dell’orario di servizio.

Sono purtroppo molti i casi di violenza e di autolesionismo, fino all’omicidio e al suicidio, che sono stati compiuti da agenti di polizia con le armi d’ordinanza, anche da agenti di polizia municipale e provinciale. Fra le principali concause di questi tragici eventi vi è la mancanza di luoghi idonei al deposito delle pistole al termine del servizio e la mancanza di un vero monitoraggio della salute psicofisica degli agenti.

Le pistole di polizia municipale e provinciale sono strumenti di lavoro e sul luogo di lavoro devono restare a fine servizio, come ci chiedono gli stessi agenti. Non dimentichiamo mai che società con più armi in circolazione è una società più pericolosa.

Noi ci rifiutiamo di credere che quanto riportato da Andrei e Fattori sia il comune sentire della Polizia Locale di Firenze. Fattori definisce la loro proposta semplicemente controcorrente; per noi sono farneticazioni sinistroidi allo stato puro!

In veste di Segreteria Nazionale abbiamo chiesto comunque chiarimenti e siamo stati  rassicurati dal nostro Segretario Regionale della Toscana (nonchè Rls) Ivan Galante sul fatto che la richiesta delle cassette di sicurezza è dettata da mere esigenze pratiche e dietro di essa non si cela nessuna “richiesta di aiuto” da parte della PL fiorentina.

Concludiamo con la nostra posizione, che non lascia spazio a interpretazioni di sorta: il S.U.L.P.L. lotta e sostiene con forza l’armamento della Polizia Locale su tutto il territorio nazionale, al pari della dotazione del taser, senza esclusione di nessuno (poichè anche nei piccoli centri o nelle unioni di comuni i rischi sono i medesimi) e l’accesso alle banche dati (che ad oggi continuiamo solo ad alimentare con il nostro lavoro quotidiano, senza poterlo consultare).

Siamo stufi di leggere esternazioni demenziali fatte da politici che spesso nulla sanno di noi, o ancor peggio da appertenenti alla Categoria, i famosi dinosauri. Le armi in dotazione, al pari di altri strumenti di autotutela, servono per garantire maggiore sicurezza agli operatori e ai cittadini. I suicidi purtroppo sono una realtà che colpisce tutte le Forze di Polizia. Sono un fenomeno multifattoriale: spesso dietro quel gesto estremo si nasconde il male oscuro della depressione, che unito alle pressioni quotidiane interne (mobbing) ai Comandi ed esterne, a cui gli Agenti sono quotidianamente sottoposti, alla mancanza di benessere organizzativo negli ambienti di lavoro, alle energie negative che certi interventi a forte impatto emotivo producono nell’individuo (tso, comunicazione ai familiari del decesso di una persona cara a seguito di un incidente mortale, etc etc), unitamente alla sfera personale, può portare a compiere un gesto così estremo.

Questo è solo l’ultimo caso di suicidio avvenuto nella Caserma dei Carabinieri di Livorno, quindi nei locali della stessa e con arma di servizio

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Oppure il caso del Poliziotto che a fine ottobre si è suicidato in Questura a Bari

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Per cercare di arginare i suicidi con l’arma d’ordinanza è impensabile credere di risolvere il problema facendo lasciare l’arma in comando, se uno vuol farla finita ci sono tanti sistemi; la questione va affrontata alla radice, ovvero conoscere e non trascurare i malesseri delle persone, aiutarle, verificare periodicamente i requisiti psico-fisici dell’operatore di Polizia, cosa che proprio nei nostri Comandi non viene quasi mai fatta, nemmeno dietro sollecitazioni.

Purtroppo a tutt’oggi manca un’attenzione al fenomeno dei suicidi in polizia e il più delle volte le cause che hanno indotto l’operatore a togliersi la Vita tendono ad essere ricondotte solo alla sfera personale poiché, ammettere che il suicidio potrebbe essere derivato anche da cause attinenti al contesto lavorativo, comporterebbe conseguenze rilevanti sia in termini di responsabilità, che di mancata prevenzione per chi gestisce un Comando. Sempre nell’ottica della prevenzione occorrerebbe istituire un punto di ascolto per eventuali disagi o momenti di fragilità dovuti alla vita privata e lavorativa. Quindi l’unica strada per tentare di arginare i suicidi è creare una rete di aiuto che consenta a chi sta attraversando un momento difficile di avere un supporto concreto nell’immediato. L’arma di servizio non rientra certo tra le cause del suicidio, è solo uno strumento come tanti.  Noi continueremo a lottare finchè la Polizia Locale di tutta Italia non sarà armata da Nord a Sud e finchè con una Legge di Riforma non saranno garantiti i medesimi diritti e le medesime tutele delle altre Forze di Polizia!

Assessori alla Sicurezza e Polizia Locale: cosa sta accadendo in Emilia-Romagna?

Sulla Gazzetta di Parma del 1 ottobre 2018 abbiamo letto la lettera aperta dell’Assessore alla Sicurezza di Parma che ringrazia le Forze dell’Ordine.

20181002_202238 Vi chiederete cosa c’è di strano… L’anomalia è che si spertica in elogi per tutte le FF.OO., eccezion fatta per la Polizia Locale! L’Assessore Cristiano Casa (Cinque Stelle) definisce i Colleghi delle altre Forze di Polizia come “veri protagonisti della sicurezza”, senza i quali tutto è vano e a suo dire sono i soli a “riuscire a contenere gli effetti di cambiamenti straordinari delle nostre città con organici sempre più ristretti, con dotazioni e mezzi scarsi, ma sempre con grande passione, impegno e dedizione.”

In pratica l’Assessore ha descritto la situazione in cui versano tutti gli Uomini e Donne che indossano la Divisa della Polizia Locale italiana, che però con l’aggravante dell’ assenza di parità di diritti economico-contrattuali e di tutele, ogni giorno svolgono lo stesso identico lavoro dei veri Poliziotti, rischiando la loro Vita al servizio della comunità, ed in più lo devono fare all’ombra dei “manager della sicurezza”!

Noi non ci stiamo! Ci chiediamo perchè certi Assessori agiscono in questo modo discutibile, nei confronti della Polizia Locale che dovrebbe essere il braccio armato dei Sindaci: per incapacità di gestire, per la parte di loro competenza, la sicurezza nelle città in cui sono stati eletti? per paura? per spirito di sottomissione? Ci piacerebbe saperlo!

L’osservatorio della Segreteria Regionale Sulpl Emilia-Romagna ha rilevato delle anomalie anche in altre città dell’Emilia-Romagna; ad esempio a Piacenza, il cui Assessore alla Sicurezza (Lega), durante il periodo estivo sui social e in più di un’occasione si è complimentato con Questura e CC per operazioni portate a termine sul territorio; ma, gli stessi elogi non sono pervenuti in più di un’occasione alla Polizia Locale. Tanto per citare l’ultimo, ci sovviene quello di sabato scorso in cui proprio la Polizia Locale di Piacenza ha avuto parte attiva e determinante in un intervento che ha scosso molti cittadini, una rissa con accoltellamento, ma non una parola dell’Assessore è pervenuta agli Agenti.

A nostro avviso, loro compito e loro dovere dovrebbe essere quello di valorizzare la Polizia Locale, impegnandosi al massimo per fornire agli operatori tutte le strumentazioni necessarie per operare in sicurezza e garantirla ai Cittadini, loro elettori.

Aggiungiamo che se la Polizia Locale non ha gli stessi strumenti a disposizione dei fautori e detentori della sicurezza, in parte è colpa dei vari Governi che non hanno mai avuto la volontà di attuare una Riforma della Polizia Locale, in parte è colpa proprio di quegli Assessori che non investono sulla professionalità e sicurezza della Polizia Locale, ma dopo essere stati eletti si adeguano al mondo dei burocrati delle Pubbliche Amministrazioni.

Altro tragico esempio è quello di Ferrara, il cui Assessore alla Sicurezza Aldo Modonesi (PD) afferma che “riteniamo sia giusto mantenere la corretta differenziazione di funzioni tra forze dell’ordine e polizia locale. I vigili hanno ruoli specifici, diversi da quelli delle altre forze di polizia. Non possono certo sostituirsi a polizia di Stato e carabinieri.” In pratica l’amministrazione di Ferrara, totalmente fuori da ogni logica, impegna i suoi diversamente impiegati comunali in Divisa in zona Gad, tristemente nota per i fatti di cronaca, ma si rifiuta di armare la Polizia Locale perchè in buona sostanza questo potrebbe ingenerare un sentimento di insicurezza tra i cittadini!

E’ anche vero che di modelli positivi di Assessori alla Sicurezza, a cui i loro Colleghi potrebbero ispirarsi, ne abbiamo diversi nella vicina Lombardia: ricordiamo l’operato dell’ex Assessore alla Sicurezza Simona Bordonali, citiamo l’Assessore di Sesto San Giovanni Claudio D’amico e l’Assessore di Monza Federico Arena che non perdono occasione per sostenere la Polizia Locale e dare luce e lustro alla loro importante attività, svolta a 360° e finalizzata a rendere le nostre città sicure.

Un ultimo appunto vogliamo farlo con riferimento alla conferenza tenuta il 18 settembre u.s. dal Ministro dell’Interno Matteo Salvini per l’operazione “spiagge sicure estate 2018“: tutta la Categoria ha notato che il video ha proiettato solo ed esclusivamente eccellenti operazioni di lotta e contrasto all’abusivismo commerciale e contraffazione, portate a termine egregiamente dalla Polizia Locale di tutta Italia, ma ciò nonostante, accanto al Ministro erano seduti solo i manager della sicurezza, con esclusione della Divisa della Polizia Locale.

Restiamo in attesa dell’auspicato cambiamento epocale; nel frattempo invitiamo alcuni Assessori alla Sicurezza a riflettere seriamente sui nostri spunti di riflessione e a correggere la rotta!

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Gazzetta di Parma⬇️

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Forze di Polizia: Sicurezza o Immagine?

In questi giorni, anche la Segreteria Nazionale SULPL ha focalizzato l’attenzione sul caso Piacenza. Avrete letto che tutta la querelle è nata dalle dichiarazioni rilasciate dal Prefetto Falco, a cui hanno prontamente ribattuto quattro sigle sindacali del Comando di Polizia Locale.

Il caso Piacenza, non ci stupisce, ma risulta comunque essere una nota stonata rispetto alla Circolare del Ministero dell’Interno del 6 luglio 2018, la n. 13301/110, che abbiamo letto con molta attenzione e che da chiare e inequivocabili indicazioni sul ruolo della Polizia Locale Italiana e su come il Ministro dell’Interno Matteo Salvini intenda attuare la sicurezza. Analizziamo alcuni punti che ci riguardano da vicino e che pare siano stati ignorati a Piacenza:

… in vista del periodo più intenso della stagione estiva, si rende necessario dare un forte e rinnovato impulso all’azione di prevenzione e contrasto dell’abusivismo commerciale e della contraffazione dei prodotti, in particolare lungo gli arenili, attraverso sinergie sempre più strette fra i diversi attori coinvolti, il rafforzamento
delle misure già individuate con le precedenti direttive nonché l’utilizzo dei nuovi strumenti messi a disposizione dalle più recenti previsioni normative in materia.
A tal fine, dovranno essere convocate, per una compiuta analisi della situazione, apposite riunioni del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, allargate alla partecipazione delle Amministrazioni locali maggiormente interessate dal fenomeno e delle Capitanerie di porto.

E’ un dato di fatto che alla riunione che si è tenuta a Piacenza, nessun Sindaco era presente, e altrettanto certo è che la Divisa della Polizia Locale non è stata invitata.

Ma andiamo avanti:

Si ritiene tuttavia di attirare l’attenzione delle SS.LL. sulla necessità che tali
intese assicurino:
– l’intesificazione dell’attività di contrasto alla filiera dell’abusivismo commerciale e
della falsificazione dei prodotti, da demandare in via preminente alla Guardia di Finanza;
la massima valorizzazione del ruolo delle Polizie locali, in ragione delle specifiche competenze ad esse attribuite sull’osservanza delle prescrizioni in tema di commercio, della capillare conoscenza del territorio e dell’esperienza maturata sul campo. A tale ultimo fine dovranno essere sensibilizzate le Amministrazioni locali affinché, nell’ambito delle promozione delle specifiche progettualità che coinvolgono il personale dell’ente, garantiscano priorità, fra le altre, a quelle dirette alla prevenzione e al contrasto dell’abusivismo commerciale (…)

– l’adozione di piani di intervento operativo che garantiscano un controllo diffuso e
sistematico sugli arenili e sulle strade di accesso. Fermo restando il preminente ruolo della Polizia locale, tali piani dovranno prevedere, in relazione alle situazioni più complesse, l’attivazione di mirati servizi interforze; (…)

– che in occasione di manifestazioni di pubblico spettacolo o di eventi ad elevata
partecipazione di pubblico siano attivati dalle Polizie locali, ove occorra anche con il supporto delle altre Forze di polizia, specifici servizi di controllo volti a prevenire la presenza di rivenditori abusivi; (…)

Dalla nostra attenta analisi della Circolare del Ministro Salvini appare evidente che quello che lui ha in mente è un sistema integrato di sicurezza, all’interno del quale la Polizia Locale riveste un ruolo fondamentale, per nulla secondario o subordinato a quello delle altre FF.OO. In quanto Sindacato di Categoria, questo ci rende fieri, certo è che chiediamo anche al Ministro, sensibilissimo sul tema della sicurezza, di equipararci alle FF.OO., punto di svolta, non più dilazionabile nel tempo, nodale e imprescindibile, visto il nostro ruolo accresciuto e riconosciuto, senza se e senza ma, da chi quella sicurezza la impersona e la rappresenta.

Noi siamo certi che la strada giusta da intraprendere per il futuro sia quello di una stretta collaborazione tra tutte le Forze di Polizia dislocate sul territorio, ricordando sempre che su strada la Divisa è una! Pur tuttavia, sembra che in talune realtà, interessino maggiormente l’immagine e la visibilità, anche se in burocratese si afferma ben altro, e questa notizia fresca di pubblicazione, ne è la riprova…

Sicurezza estiva: in campo anche polizia municipale e polizia provinciale

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CHI SIAMO NOI, FORZE DI POLIZIA?!

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Una domenica di ottobre u.s. decidiamo di pubblicare sulla nostra pagina Fb SULPL Nazionale un post contenente un documento di fonte istituzionale, riguardante la necessità di intensificare la vigilanza per garantire la sicurezza alla comunità locale, per pochi minuti, prima di rimuoverlo in considerazione di una piccola nota (scritta come una clausola assicurativa da quanto era minuscola) che citava un divieto di divulgazione sulla base di una norma che sarà attentamente vagliata, nei minimi dettagli, dal SULPL e dai suoi legali.

La Polizia Locale doveva segnalare eventuali situazioni sospette, come sempre e veniva ribadita l’importanza di utilizzare gli strumenti di autotutela, anche il giubbotto antiproiettile. Questa la premessa.

In quanto Sindacato di Categoria, siamo consapevoli e molto bene conosciamo le problematiche e i rischi, con l’aggravante dell’assenza di tutele e sicurezza per i Lavoratori, con le quali la Polizia Locale, che tanto ci sta a cuore, deve fare i conti tutti i giorni, per tentare di riuscire a gestire/mantenere la convivenza civile, la quotidianità, l’equità democratica sul territorio in prossimità, della nostra Italia; senza una reale riforma della Polizia Locale ma con vecchie regole obsolete risalenti a ben oltre 30 anni fa e certamente non adeguata ai tempi ne tantomeno alle richieste/certezze provenienti dalla popolazione.

Quindi abbiamo ritenuto opportuno informare, tramite gli unici canali a nostra disposizione, i Colleghi che come noi operano su strada, esposti come bersagli mobili, il più delle volte sprovvisti di armi e strumenti di autotutela, senza possibilità di accedere allo SDI (se non su gentile concessione delle FF.OO. propriamente dette), alla mercè di qualunque pericolo che potrebbe attentare alla loro vita.

Senza trascurare poi il fatto che i piccoli Comandi di periferia, nemmeno ricevono certe informazioni, con enormi responsabilità del Ministero dell’Interno e dei suoi derivati Prefetture e Questure.

Dunque il nostro gesto istintivo è stato quello di voler richiamare, come sempre, l’attenzione ai nostri Colleghi, affinchè potessero innalzare il loro livello di guardia, a salvaguardia della loro incolumità.

Abbiamo pensato, nei limiti delle nostre possibilità, di tutelare il bene supremo: la Vita.

Pare che da una Questura sia partita la segnalazione dell’accaduto. Ogni cittadino può pensare e dare le interpretazioni che vuole ragionando sull’ evento, ma immaginare che da mesi stanno conducendo indagini sulla questione si rimane basiti, per usare un eufemismo; ovviamente lasciamo che le stesse facciano il proprio corso sotto l’egida della Magistratura che deve sovrintendere e dirigere l’indagine della polizia giudiziaria, ma una considerazione ce la concediamo:

  • Siamo consapevoli di risultare scomodi ad alcuni colleghi rimasti fermi agli anni antecedenti alla riforma del 1986; la nostra idea di una Polizia Locale moderna, professionale e sempre più vicina alle necessità dei Cittadini, stride con la loro forma mentis arretrata, ovvero del proprio orticello, quello che posso fare oggi lo farò domani – la politica del rinvio, magari demandando a qualcun altro la responsabilità;
  • Siamo consapevoli di essere la spina nel fianco di tanti vertici, quegli stessi vertici che annunciano alla stampa il coinvolgimento della Polizia Locale nelle operazioni congiunte, ma che poi quando è ora di riconoscere il nostro ruolo, fanno tutto il possibile per tenerci schiacciati in un angolino, per timore di essere oscurati agli occhi della popolazione, come se solo loro fossero i detentori e i fautori della Safety/Security. Quindi provano ad incidere a livello locale e nazionale, per non fare emergere in alcun modo la Polizia Locale. Il nostro limbo fa comodo a molti … noi sappiamo anche a chi … ma non giova ne a chi appartiene alla Categoria, ne tanto meno ai cittadini.
  • Siamo consapevoli di essere scomodi per alcuni sindacati della Polizia di Stato che ci vorrebbero relegare al mero ruolo di Polizia Amministrativa, nonostante la Legge imponga il contrario, non per ultimo il decreto sicurezza di Minniti, nonché per la triplice sindacale e i sedicenti sindacati di categoria, che vorrebbero continuare nelle loro criticabili politiche sindacali ultradecennali indisturbati a danno invece della coesione civile nelle Comunità italiane.

 

Nonostante queste nostre certezze, non potevamo immaginare di essere così, come dire, attenzionati!

Evidentemente le nostre idee, proprio perché giuste, fanno paura a qualcuno; quel qualcuno però, non potendo distruggere le idee, tenta di colpire a più riprese, a livello provinciale-regionale-nazionale, chi quelle idee le sostiene, le diffonde e le porta avanti, con forza e coraggio.

 

Probabilmente più di un nemico, anche in vista delle Rsu (rappresentanze sindacali unitarie – per la rappresentatività delle OO.SS. a livello locale e nazionale) alle porte, spera di mettere a segno il colpo grosso! In Italia funziona così, ci si preoccupa delle formiche e si lasciano passare gli elefanti, si preferisce ingigantire un’inezia, piuttosto che dare peso alle cose che ne hanno, valore ed interesse, creare diversivi, cosa diffusissima in un paese bizantino che ha dato i natali all’ Europa e nel quale esiste il diritto amministrativo.

 

Più volte i nostri Dirigenti hanno subito attacchi gratuiti di questo tipo, ma la nostra struttura è solida e se occorrerà ci difenderemo a testa alta in ogni sede, sia essa giudiziaria che politica e sindacale.

 

Siamo certi che i colleghi e la popolazione, leggendo quanto sta accadendo ad alcuni Vertici/Dirigenti del SULPL (notizia che magari qualcuno avrebbe voluto tenere in serbo per fare uno “scoop”), sapranno trarre le opportune conclusioni.

Roma, 09.02.2018

Il Segretario pro tempore

Mario Assirelli

Gli+uomini+passano,+le+idee+restano