Nella campagna “Guida e Basta” promossa dalla Regione Emilia-Romagna, ci si è “dimenticati” della Polizia Locale!

Questo il VIDEO vergognoso…

Queste le nostre rimostranze…

Alla C.A Egr. Presidente della Regione Emilia-Romagna
Alla C.A. Assessore Trasporti Emilia-Romagna

Oggetto: precisazioni in merito al video sulla sicurezza stradale.
Questo SULPL (Sindacato Unitario Lavoratori Polizia Locale) come Sindacato maggiormente rappresentativo della categoria non può esimersi dall’esternare alcune considerazioni in merito al video sulla sicurezza stradale (sms).

Fondamentale e lodevole che l’Ass. Trasporti della nostra Regione contribuisca a far crescere la cultura della sicurezza stradale e la consapevolezza del rispetto della vita propria ed altrui.

Tutte le forze dell’ordine hanno il dovere di collaborare per ridurre i feriti, vittime e sinistri.

Purtroppo nel video abbiamo visto solo le istituzioni “statali”: Polizia Stradale, Finanza, Carabinieri, e di soccorso: Vigili del Fuoco e Ambulanze.

Come al solito ci si è dimenticati dell’apporto fondamentale della Polizia Locale che non è seconda a nessuno per quanto concerne la prevenzione e repressione di quei comportamenti che possono mettere in pericolo le persone che circolano sulle nostre strade, per non parlare anche di primo soccorso in caso di sinistro in moltissimi casi i colleghi della Polizia Locale arrivano sul posto prima dei soccorsi istituzionali proprio perché già sulle strade a pattugliare.

EVIDENZIAMO, senza tema di smentita che i controlli e gli interventi nel campo della circolazione stradale quotidianamente espletati dalla Polizia Locale sono pari se non maggiori dei controlli effettuati da tutte insieme le altre forze in campo, freddi numeri ma incontrovertibili.

Invitiamo l’Assessore Donini a verificare quanto da noi affermato, nella speranza che quando si tratta di sicurezza stradale la politica non pensi solo a pubblicizzare sé stessa, ma anche a valorizzare la “SUA” POLIZIA LOCALE.

Questa è l’ennesima riprova che gli Enti Locali, in questo caso la Regione Emilia-Romagna, ignora o peggio ancora non conosce minimamente l’operato della Sua POLIZIA LOCALE, nonostante ci viene da dire la Scuola Interregionale e l’attività posta in essere con erogazione di fondi pubblici.

Non è intento di questa Organizzazione innescare polemiche di sorta ma solamente puntualizzare che nel campo della sicurezza stradale la Polizia Locale (e non solo) è veramente elemento indispensabile e presente su TUTTO il territorio Regionale e ricordiamo alle Istituzioni che i controlli stradali sono praticamente tutti demandati alla Polizia Locale ma, chissà perché, ci si dimentica di noi quando si tratta di valorizzare l’attività nel campo della SICUREZZA.
Certi di aver dato spunti di riflessione, e come sempre disponibili al confronto, porgiamo distinti saluti.

Modena, 5 ottobre 2019
La Segreteria Regionale E/R SULPL

 

 

TU QUOQUE DEFENSOR FIDEI… Anche il Presidente della Repubblica mortifica la Polizia Locale.

Foto Roberto Monaldo / LaPresse 09-05-2019 Roma Politica Camera dei Deputati - Giorno della Memoria delle vittime del terrorismo Nella foto Roberto Fico, Sergio Mattarella, Maria Elisabetta Alberti Casellati Photo Roberto Monaldo / LaPresse 09-05-2019 Rome (Italy) Chamber of Deputies - Memorial Day for victims of terrorism In the pic Roberto Fico, Sergio Mattarella, Maria Elisabetta Alberti Casellati

Al Presidente della Repubblica

Sergio Mattarella

E, p.c. Ai Presidenti Senato, Camera e Consiglio

Ill.mo Presidente Mattarella,
dopo aver letto le sue eccezioni al Decreto Sicurezza Bis è doveroso chiederLe se queste sono state da Lei stesso eccepite o suggerite da qualche funzionario in malafede. In particolare, pur non entrando nel merito della promulgazione che non è compito di questa O.S., con riferimento alle considerazioni al reato di oltraggio a Pubblico Ufficiale da lei minimizzato su alcune figure che svolgono FUNZIONI PUBBLICHE, vorremmo farle presente che:
– La “funzione” pubblica, proprio perché tale è a difesa e a tutela della comunità rispetto al diritto di un privato. Pertanto offendere, oltraggiare o in qualche modo minimizzare chi difende la società è maleducazione civica, che sempre e comunque dovrebbe essere adeguatamente punita, in modo tale che rimanga salvo il principio che il benessere collettivo deve prevalere su quello individuale.
– Siamo convinti che la reintroduzione dell’educazione civica nelle scuole sia un mezzo per promuovere il rispetto dei cittadini nei confronti delle Istituzioni e porre in primo piano la valenza della comunità e dei suoi valori. Il permettersi di insultare un insegnate o offendere la funzione di chi è deputato al controllo dei ticket non è solo indice di maleducazione ma anche di disprezzo e di disconoscimento delle regole e del ruolo pubblico di chi comunque rappresenta lo Stato e quindi i cittadini.
La Categoria è ferita dalle Sue affermazioni anche per il fatto di essere stati etichettati come “vigili urbani” dal Presidente della Repubblica che è lo stesso che ha firmato più Decreti Sicurezza i quali hanno riconosciuto a più riprese le funzioni, le tutele e gli strumenti per i lavoratori della POLIZIA LOCALE, che nulla ha più a che fare con il retaggio arcaico del vigile urbano.
Probabilmente perché qualcuno finalmente si è reso conto che i nostri Agenti fanno lo stesso identico lavoro e corrono gli stessi rischi delle Forze di Polizia ad ordinamento statale, spesso sacrificando la vita esattamente come loro e perché il contesto in cui si opera è totalmente mutato in peggio rispetto al passato.
Non sappiamo se l’aver definito questa Categoria come quella dei vigili urbani sia stata una cosa voluta da parte Sua, cosa che sinceramente sarebbe grave visto il Suo ruolo, o se sia stato pilotato da qualcuno che ha tutto l’interesse di continuare a tenerci nell’ombra per timore di perdere potere.
Un Presidente della Repubblica dovrebbe essere garante dei Diritti di tutti ed essere super partes. E’ inaccettabile essere definiti riduttivamente “vigili urbani” da Lei, definizione nella quale è contenuta anche una chiara accezione dispregiativa.
Vorremmo che il nostro Presidente della Repubblica conoscesse molto bene l’operato di una intera Categoria che ogni giorno si adopera per il bene della Collettività; un Presidente che se così fosse non avrebbe fatto differenze tra coloro che svolgono funzioni pubbliche, in particolar modo tra coloro che indossano una Divisa e sono a presidio della Sicurezza della Nazione nei territori.
Noi abbiamo compreso perché Lei ha evidenziato la mancanza di ulteriori tutele per i Magistrati in udienza. Comprenda anche Lei il nostro sgomento di fronte alle Sue esternazioni su quanto la norma prevede sulla Polizia Locale ed altre categorie che svolgono pubbliche funzioni. Siamo certi, di una Sua seria riflessione riguardo alle Sue esternazioni.
Distinti saluti

La struttura Nazionale SULPL
Il Sindacato maggiormente rappresentativo della Polizia Locale.
Modena, 9 agosto 2019

SDI: i poteri forti dello Stato si muovono perché si sentono intimoriti dai grandi numeri e dalla professionalità della Polizia Locale!

SDI POLIZIA LOCALE: ecco muoversi i poteri forti dello Stato, come sempre scritto e annunciato dal SULPL! I numeri e le statistiche intimoriscono la Questura e il Comando Provinciale dei Carabinieri di Brescia al punto che il Prefetto è costretto ad intervenire, anche se non è di sua competenza determinare l’operatività degli operatori della Sicurezza in campo.

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Certo che il report 2018 della Polizia Locale di Brescia può far balzare sulla sedia coloro che ai vertici tengono ben stretto il primato dei “veri garanti” della Sicurezza: 949 notizie di reato, 142 arresti (di cui 125 per spaccio e detenzione di sostanze stupefacenti), 9648 grammi di sostanze stupefacenti sequestrate e 64mila euro di proventi recuperati, 807 persone denunciate a piede libero, 950 identificazioni etc etc. Qualche grande capo sarà imbarazzato, per non dire infastidito che la Polizia Locale, quella ritenuta da taluni di serie B possa oscurare le vere FF.OO.
Lo affermiamo convintamente dopo aver letto ed analizzato il vademecum del Prefetto di Brescia con riferimento allo SDI, che qualcuno vuole tener ben stretto, probabilmente perchè come abbiamo già affermato in altra sede è l’unico modo per tenere ancora la PL alle proprie dipendenze ed evitare di farle spiccare il volo, tentativo che non sempre riesce, e la PL di Brescia ne è l’esempio lampante! Il punto 4 del vademecum è veramente incommentabile, poichè asserisce che nel caso in cui l’interrogazione dia esito positivo, la Forza di Polizia interessata “invierà con tempestività sul posto una propria pattuglia per le incombenze di competenza“. In pratica, tra le righe si legge che in caso di positività dell’interrogazione, la vera Forza di Polizia interverrà per prendersi il merito dell’operazione e balzare agli onori della cronaca, come se già non accadesse troppo spesso! La linea seguita a Brescia è a nostro avviso totalmente sbagliata; esemplare invece quella tenuta dal Questore Venezia, a cui evidentemente sta realmente a cuore la sicurezza degli operatori di Polizia (tutti, nessuna Divisa esclusa) e dei Cittadini. Il Questore Masciopinto infatti ritiene la Polizia Locale, Forza di Polizia a tutti gli effetti e ne riconosce la preparazione e l’alto profilo professionale; egli ritiene essenziale la collaborazione tra tutte le Forze di Polizia dislocate sul territorio e fornire a tutti gli operatori medesima formazione e dotazioni (Taser compreso). A nostro avviso un modello da seguire per i Questori di tutta Italia. Lo stesso Ministro dell’Interno Matteo Salvini non deve farsi influenzare da chi vuol tenere il potere ben stretto; per chi come lui afferma di tenere alla Sicurezza, è fondamentale estendere l’accesso allo SDI anche alla Polizia Locale, senza limitazioni, e definire al più presto la nostra Riforma.
Ad ogni buon conto è giusto chiarire al Prefetto di Brescia che chi ha sempre lavorato con passione, continuerà a farlo, non sarà certo una circolare a metterci i bastoni tra le ruote. La legge 7 marzo 1986 n.65 all’art. 5 rubricato : ” Funzioni di polizia giudiziaria, di polizia stradale, di pubblica sicurezza” individua lo status giuridico degli appartenenti alla Polizia Locale Italiana; numerose previsioni normative riconoscono alla Polizia Locale “il diritto”, proprio per le funzioni de quibus, di accedere, in attesa che tali disposizioni vengano meglio regolate e definite, per il tramite delle altre forze di Polizia ad ordinamento statuale. La Polizia Locale non ha nulla da imparare dagli altri, anzi, tante volte siamo proprio noi a formare gratuitamente anche i Colleghi delle altre FF.OO., e lo facciamo ben volentieri, senza temere che nessuno possa sottrarci qualcosa, a differenza di altri.

Ovviamente tali rimostranze verranno inviate alle Autorità interessate.

La Segreteria Generale SULPL

Chi dice la verità e difende la Polizia Locale è scomodo…

Nel tempo dell’inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario!

(cit. Pier Paolo Pasolini)

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                                                        SEGRETERIA GENERALE SULPL
                                                                                              

                                                                                               Alla Redazione del Quotidiano Libertà

Non è mia abitudine intervenire in questioni locali, ma questa volta è doveroso farlo poiché ancora una volta a Piacenza è accaduto che la nostra Dirigente Miriam Palumbo sia stata presa di mira. Evidentemente chi difende a ragione e con convinzione la Polizia Locale è scomodo per qualcuno.
Riassumo brevemente per chi non ha seguito la vicenda: nei giorni scorsi il Consiglio Comunale di Piacenza ha approvato la dotazione del Taser in via sperimentale per la Polizia Locale. A mio avviso una scelta di buon senso per la Sicurezza degli Agenti e dei Cittadini. Ho letto le esternazioni del Consigliere Saccardi che ovviamente, dal nostro punto di vista sono anacronistiche e distanti anni luce dalle nostre posizioni a riguardo.

«Bene il taser – ha aggiunto Mauro Saccardi (Gruppo Misto) – e la sperimentazione. Faccio però notare che i nostri agenti hanno già manette, pistola, spray urticante, manganello-sfollagente e ora il taser. Probabilmente i marines americani sono meno attrezzati in un territorio di guerra. Questi strumenti sono indispensabili, ma sarebbe importante sapere anche quante volte hanno usato manganelli e pistole in questi anni. Non carichiamoli troppo, non sono poliziotti, non sono forze dell’ordine. I vigili urbani devono andare incontro a situazioni diverse. Forse dovrebbero girare più in città con i blocchetto bianco e rosa per dare sanzioni ad abusivi e accattoni».

Le Segreterie Provinciali Sulpl e Csa, giustamente, hanno immediatamente replicato al Consigliere, che non ha gradito e ha presentato una nota esposto alla Procura SACCARDI.
Sta di fatto che ad oggi nessuno è stato querelato, eppure, sul giornale locale Libertà si parla di querela ed è stata associata all’immagine di Saccardi, quella della nostra Dirigente, in Divisa e con tanto di Cognome.

libertà
Chiaramente ho dato immediato mandato al nostro ufficio legale UFFICIO LEGALE_LIBERTA’ di intervenire a tutela dell’immagine della mia Dirigente, richiedendo alla redazione immediata rettifica a tutta pagina, del grossolano errore commesso dal giornalista.
Ricordo inoltre, a tutti quei politici che troppo spesso si offendono e si sentono diffamati da alcuni nostri Dirigenti Sindacali, che la diffamazione è ben altra cosa e che in Italia vige la sacrosanta libertà di espressione e di pensiero, che vige a condizione di reciprocità!
Il Consigliere Saccardi ha liberamente espresso la sua opinione; il consiglio di tacere è stato solo dato per evitare, evidentemente, brutte figure per il futuro. I Sindacati hanno l’altrettanto sacrosanto diritto di replicare ad esternazioni che sono palesemente finalizzate a sminuire l’immagine di un’ intera Categoria, quella della Polizia Locale, che già stenta a farsi riconoscere dalle Istituzioni, figuriamoci se può sopportare di far decidere ad un politico locale le proprie sorti sulla sicurezza.
Alla Categoria dei giornalisti invece, mi sento di rinnovare l’invito fatto loro dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della cerimonia del Ventaglio al Quirinale, che ha difeso la libertà di stampa, invitando però a verificare sempre qualsiasi notizia, in modo da fornire una informazione corretta ai Cittadini, sempre anteponendo la verifica delle notizie all’anelito dello scoop.
Gradirei che la mia nota venisse pubblicata, anche per chiarezza nei confronti dei Cittadini. Cordiali Saluti

Modena, 28.07.2019
Il Segretario Generale
Mario Assirelli

Infine, una considerazione di carattere generale…

Rivolgo un personale pensiero anche alla memoria del Vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, la cui tragica morte è stata cagionata da 8 fendenti per mano di un assassino. Questa moda da parte di alcuni politici e alcuni giornalisti di continuare ad attaccare le Forze di Polizia, a demonizzarle, a indebolirle per partito preso o in nome di chissà quale ideologia, espone gli operatori su strada sempre a maggiori rischi. Gli Uomini e le Donne in Divisa sono sempre più presi di mira da chi la Legge proprio non vuole rispettarla. I Politici e i Giornalisti hanno un grosso potere e dovrebbero utilizzarlo per educare anche al rispetto delle regole del vivere civile e delle Leggi, nonché a tutelare chi quelle Leggi deve farle rispettare. Finchè non si comprenderà questo, ma si cercherà sempre di far passare il carnefice come vittima e le Divise come il male della società, allora non abbiamo speranza, siamo destinati a continuare ad essere carne da macello.
Tutti dobbiamo contribuire a garantire Sicurezza alle Forze di Polizia e ai Cittadini, senza interessi di parte e in modo costruttivo. Tutti dobbiamo contribuire anche ad educare al concetto di Sicurezza.

Un abbraccio, Mario Assirelli

“Codice Rosso” e Polizia Locale: lettera aperta del Sulpl.

Alla c.a. Ministro per la Pubblica Amministrazione Giulia Bongiorno
Ministro dell’Interno Matteo Salvini
Sottosegretario al Ministero dell’Interno Nicola Molteni
Sottosegretario Ministero della Giustizia Jacopo Morrone
Senatrice Maria Laura Mantovani
Senatore Pietro Pisani
Ai DEPUTATI ALLA CAMERA
BORDONALI Simona
MURELLI Elena
GALIZIA Francesca
LETTERA APERTA
I dati che emergono dall’ultimo rapporto Censis e che evidenziano la portata della violenza sulle donne in Italia sono impressionanti: ogni tre giorni in Italia c’è una donna che viene uccisa. La maggior parte di questi delitti si sono consumati nell’ambito familiare o per mano di un partner o di un ex. Nell’ultimo decennio sono stati ben 48.377 i reati di violenza sessuale denunciati e in oltre il 90% dei casi la vittima era una donna. Senza trascurare le 10.204 denunce per maltrattamenti in famiglia, 8.718 denunce per percosse e 8.414 denunce per stalking. In questo quadro tragico, l’unico dato positivo è che le donne-coraggio che trovano la forza di denunciare le violenze subite sono in aumento.
Alla luce di quanto appena evidenziato, la Legge “Codice Rosso” rappresenta a nostro avviso la vittoria di un Paese civile. E’ giusto plaudire all’attuale Governo che in tempi brevi ha approvato, alla quasi unanimità, una Legge così importante per proteggere chi è vittima di maltrattamenti, violenza sessuale, violenza domestica, violenza di genere, di stalking.
Abbiamo letto il testo integrale, davvero ottimo. L’unica cosa che sentiamo di dover sottoporre alla vostra attenzione è la mancata presa in considerazione dell’importante attività svolta in questo ambito anche dalla POLIZIA LOCALE, da anni ormai sempre più specializzata nella difesa delle donne, dei bambini e delle persone vittime di violenza o atti persecutori in genere.
La problematica è delicatissima, poiché bisogna proteggere vittime di violenza, in taluni casi consumatasi anche in presenza di minori. Da qui la necessità di mettere a disposizione dei Cittadini personale adeguatamente formato dal punto di vista giuridico e psicologico, oltre che ovviamente dotato di particolare sensibilità.
La Polizia Locale, grazie alla sua peculiarità di essere Polizia di Prossimità, alla propria capillare presenza sul territorio, alla conoscenza dello stesso e dei residenti e per la relazione di fiducia che instaura col cittadino, gioca un ruolo rilevante, imparando a vedere, riconoscere e rilevare la violenza. Recente ad esempio il caso avvenuto in maggio a Cesenatico: due agenti, mentre stavano effettuando un controllo nella zona della stazione ferroviaria, hanno notato una donna con evidenti segni al volto riconducibili a percosse. I Colleghi della Locale hanno immediatamente attivato tutta una serie di procedure per mettere al sicuro la cittadina. Il Comando di Parma ha istituito dal 2009 il NAV (Nucleo AntiViolenza) che nel 2017 ha trattato 402 casi di fenomeni di bullismo e violenza contro donne e bambini. La Polizia Locale di Piacenza vanta un nucleo che ha messo in salvo tante donne vittime di violenza e di stalking e che di recente, in giugno, ha salvato una bambina disabile vittima di bullismo, caso che è stato attenzionato dai media nazionali e dal Ministro dell’Istruzione Bussetti. La Polizia Locale di Milano vanta un Nucleo Tutela Donne e Minori che nel 2016 si è occupata di 450 fascicoli. Questi sono solo alcuni esempi di Comandi che hanno al loro interno delle eccellenze che contribuiscono a combattere la violenza e aiutano le vittime e riappropriarsi della propria Vita.
Per la Categoria è stato come ricevere un ennesimo schiaffo. La nostra non è mania di protagonismo, assolutamente; siamo solo consapevoli di giocare un ruolo fondamentale in tale campo. Continueremo, come sempre, a tutelare chi è vittima di violenza e lo faremo sempre con cuore e coraggio, ma avremmo apprezzato tantissimo se qualcuno avesse ritenuto opportuno inserire anche la Polizia Locale nell’ART. 5 della Legge “Codice Rosso”, garantendo anche a noi, al pari di Carabinieri, Polizia di Stato e Polizia Penitenziaria, corsi di formazione obbligatori.
Garantire la formazione prevista da Codice Rosso anche alla Polizia Locale avrebbe significato riconoscere il lavoro di un’intera Categoria e garantito ai Cittadini maggiori opportunità di salvezza.
Infatti dobbiamo rilevare che ci sono città come Milano, Piacenza ove esistono nuclei d’eccellenza che si occupano di violenza sulle donne e bambini, di ogni tipo; ma formare personale anche in Comuni ove la formazione è più carente, avrebbe sicuramente offerto un sistema di protezione della vittima indiscusso e ben più ampio. Per l’esperienza maturata sul campo la Polizia Locale sarebbe stata sicuramente un valore aggiunto che avrebbe potuto collaborare a pieno titolo e su un livello paritario con le altre Forze dell’Ordine.
Auspichiamo che questa nostra nota, possa far riflettere e se possibile rimediare a questa dimenticanza, per il bene delle Vittime, per offrire loro un ulteriore punto di riferimento e una possibilità in più di salvarsi dalla violenza del non –Amore.
In attesa di un cortese cenno di riscontro, l’occasione è gradita per porgere
Distinti saluti
La Segreteria Generale SULPL

Modena, 18 luglio 2019

Non è il caso di fare la guerra dei poveri!SULPL replica alle affermazioni di Macchi (Siulp Varese)

Partiamo da qui:

“Polizia Locale coccolata, Forze dell’Ordine trascurate”
L’affondo di Paolo Macchi, segretario SIULP e ospite del Rotary Varese Ceresio: “Noi siamo sempre meno, i vigili sempre di più: solo che non hanno il nostro addestramento. Né i nostri orari”

Questa la replica dell’Assessore alla Sicurezza Regione Lombardia De Corato che ha difeso a spada tratta la Polizia Locale e che ovviamente ringraziamo:

De Corato replica al SIULP: “Vigili da valorizzare”
L’assessore regionale alla Sicurezza risponde al segretario Paolo Macchi, che nel Decreto Salvini riscontra molta attenzione per le Polizia Locali e poca per le Forze dell’Ordine

Siamo alle solite, quando per la Polizia Locale si apre uno spiraglio che lascia intravedere in lontananza la Riforma, alcuni Sindacati dei “veri” Poliziotti sollevano il capo e alzano la voce, poiché vengono assaliti, con ogni probabilità, dalla paura di perdere in qualche modo la scena. Per noi la Sicurezza degli Agenti e dei Cittadini si costruisce insieme e alla pari. La Sicurezza non si fa a compartimenti stagni. Lei ed altri Sindacalisti che fanno certe illazioni, dovreste invece sperare che anche la Polizia Locale venisse equiparata alle FF.OO. ad ordinamento statale e dovreste spingere anche per accelerare questo processo di Riforma che si intravede con il Ministro Salvini, che per fortuna, diciamo noi, coccola e valorizza davvero le FF.OO. e proprio perché tiene alla Sicurezza, ha probabilmente deciso che è tempo di riformare anche la Polizia Locale.

Ad oggi anche noi viviamo le stesse problematiche di Corpi perennemente in sottorganico e anziani, senza però i vostri stessi diritti e strumenti operativi! Vogliamo parlare di tutela legale? questo Sindacato ha dovuto provvedere ad attivarla per i propri associati. Questa sarebbe la Polizia coccolata? Per quanto riguarda i servizi notturni, nella maggioranza dei capoluoghi di provincia la PL fa servizio h24; chiaro è che trattasi anche di scelta politico-amministrativa subordinata comunque ai numeri in organico. Evidentemente i Comandi che come dice lei “abbassano la serranda” non hanno i numeri per coprire il territorio su 4 turni, non per comodità!

Come abbiamo replicato già in altre sedi, la Polizia Locale, essendo abituata da sempre a lavorare nell’ombra e non come voi sotto le luci della ribalta, è umile e non è affetta dalla sindrome della prima donna. Semplicemente, ogni giorno, e voi lo sapete bene, da prova di se, della propria professionalità e preparazione (a volte addirittura formando con orgoglio anche voi Poliziotti!) perché crede nella Divisa che ha l’onore di indossare, che non è di serie B.

Siamo i primi a convenire che facendo il vostro stesso lavoro (consapevoli comunque, ma sempre senza ostentare nulla! che il nostro è ben più ampio e variegato e i campi d’intervento sono si limitati al territorio, ma molteplici: polizia giudiziaria, stradale, commerciale, tributaria, edilizia, ambientale, etc etc etc, senza trascurare un altro dato di rilievo e cioè che la Polizia Locale Italiana rileva il 90% degli incidenti stradali sul territorio nazionale) e correndo i vostri stessi rischi, certo occorre implementare la formazione, ma con la Riforma arriverà anche quella.

Il vostro problema, sul quale battete a più riprese, diciamocelo, è proprio l’accesso allo SDI, grazie al quale riuscite ancora a tenere “sotto scacco” la Polizia Locale che proprio perché fa il vostro stesso lavoro necessita di fare i vostri stessi accertamenti, non potendosi più limitare agli accertamenti anagrafici! Siete ben consci che una volta ottenuto il via libera per accedere alle banche dati e l’equiparazione al vostro status, la Polizia Locale spiccherà il volo e i Cittadini potranno toccare con mano quanto è importante e insostituibile questa Polizia di Prossimità che conosce in modo capillare il territorio.

A differenza vostra però, noi non vediamo negli appartenenti della Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri e Guardia di Finanza dei rivali verso cui puntare il dito affinché non possano emergere o migliorarsi, ma semplicemente dei Colleghi affidabili e preparati con i quali poter collaborare e lavorare in Sicurezza su strada e per la Sicurezza dei Cittadini. Diciamo che su strada tra tutte le FF.OO., Polizia Locale compresa, i rapporti sono ottimali, poiché chi vive la strada conosce i rischi e l’importanza di collaborare tra Divise, senza guardare l’appartenenza. Invece spesso i teorici della Sicurezza, soprattutto taluni sindacalisti che magari di strada ne hanno fatto poca, tendono a voler colpire l’anello più debole della catena per farlo rimanere sempre un passo indietro. Quindi il nostro punto di vista è diametralmente opposto al vostro, che invece è strumentale e finalizzato a voler mantenere lo status quo.

Di seguito riportiamo una breve rassegna stampa che distrugge la tesi del Segretario Siulp Varese e dimostra che le mele marce sono dappertutto, non per questo a qualcuno è mai passato in mente di eliminare la possibilità di accedere allo SDI alla Polizia di Stato.

Poliziotto condannato per un “favore” all’amica
Entrò nel sistema informatico della polizia in cerca di informazioni sui parenti e su una prostituta

Informazioni passate all’amico indagato: imprenditore assolto, pena ridotta al poliziotto

Accesso abusivo a sistema informatico: condannato l’’agente di polizia giudiziaria che accede alla Banca Dati SDI per conto di un privato

Sdi: sospensione per tre poliziotti dall’esercizio dei pubblici uffici indagati di accesso abusivo al sistema di informazione.

Accesso abusivo a sistemi informatici di polizia, ispettrice sotto processo a Imperia
La segretaria del questore accedeva alla banca dati “spulciando informazioni anche sull’ex questore”

Egregio MACCHI, non abbia timore dei suoi Colleghi “vigili”, faccia il Sindacalista, non il sindacalista!

La Segreteria Generale SULPL

A proposito di Riforma… un passo avanti!Potremmo essere vicini al porto “sicuro”… forse!

Electa una via, non datur recursus ad alteram

ovvero… scelta una via, non è ammesso il ricorso ad un’altra!
Il Governo ha scelto la via della Legge Delega, per il riordino delle funzioni e dell’ordinamento della Polizia Locale da noi condiviso, per l’enorme caos che regna nella Commissione Affari Costituzionali della Camera. Non condividiamo nella maniera più assoluta l’indicazione data di un comparto, con propria rappresentatività sindacale, ancorato però al comparto funzioni locali – la polizia locale deve rientrare all’articolo 3 del dlgs 165/01, come per le altre forze di polizia ad ordinamento nazionale, nel comparto pubblico!!!
Dalla prima lettura dello schema della Legge Delega emerge chiaramente la preoccupazione dell’Esecutivo di non invadere le competenze riservate ex lege alle Regioni, al fine di evitare ricorsi alla Corte Costituzionale, lo premettono già la lettera a) e b) dell’art.1 – emerge, comunque, anche la presa in considerazione di tutte le problematiche che avvolgono da sempre la Polizia Locale Italiana.
Come dicevamo, scelta la via della Legge Delega, si demanda continuamente all’adozione di decreti delegati per la presa in carico della risoluzione delle diverse problematiche.
L’ obbligo di Associazione per i comuni con popolazione inferiore a 8000 abitanti.
Determinazione dei percorsi di assunzione per i Comandanti e limitazioni alle assunzioni a tempo determinato. (Continueremo con attenzione la nostra battaglia ribadendo che i Comandanti devono provenire dai Corpi e Servizi di Polizia Locale con preparazione e percorsi ad hoc).
Previdenza, assistenza, infortunistica e pensionistica specifiche equiparate alle altre forze di Polizia statuali, il decreto recepisce quanto richiesto dal SULPL anche per l’istituzione di una specifica classe a rischio – vigileremo in merito.
La previsione del nuovo ordinamento con i sottufficiali e altri quadri intermedi oggi inesistenti.
Qualifiche di Polizia Giudiziaria, la L.D. non indica la strada, per noi è una e una sola, ovvero la rimodulazione dell’art.57 c.p.p. con l’eliminazione del criterio temporale, cosa che noi siamo fermamente convinti di riuscirci.
Noi auspichiamo che il porto dell’arma, tema di competenza specifica del Ministro dell’Interno, sia risolto con decreto che fissi parametri unici e che soprattutto elimini le ingerenze dei Consigli Comunali. Il punto sembrerebbe recepito anche se ancora senza espressa indicazione.
Altra questione voluta dal SULPL è il porto dell’arma fuori dall’ambito territoriale di competenza, pure se questo fosse limitato alla sola Regione.
Ben vengano le tutele, più volte richieste, per procedimenti di responsabilità civile e penale a carico degli appartenenti alla Polizia Locale.
Per quanto riguarda, invece, le dotazioni, automezzi, uniformi e segni distintivi, di specifica competenza regionale il SULPL ha evidenziato che dovrebbero essere uguali su tutto il territorio nazionale.
Vigileremo, anche, affinché le qualifiche e le funzioni siano quelle indicate dal SULPL nel progetto di Legge; ben accetti i dispositivi da anni reclamati di tutela dell’incolumità dalla Categoria.
Infine, è auspicabile un reale Coordinamento delle Polizie Locali da parte delle Regioni, anche sul fronte della formazione e si dovrà regolamentare in modo più chiaro l’accesso ai terminali CED/SDI.
Tuttavia, un passo avanti si è fatto, ma è ancora insufficiente; c’è da lavorare al fine di poter affermare che sia una legge deputata a sostituire l’ormai vetusta L.65/86 – noi continueremo a lottare come sempre con coerenza e sacrificio senza accantonare il dialogo e il confronto, ma soprattutto diremo sempre e comunque la verità !!!!!!
I lavoratori ne hanno diritto!

Modena, 11 Luglio 2019

La Segreteria Generale