Il Comandante Mauro Dodi, uno di noi…

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Termini il tuo turno di lavoro e corri per partecipare ai solenni funerali di un tuo Collega, caduto nell’adempimento del Dovere.

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Già lo stato d’animo non è dei migliori ma quando arrivi in chiesa e infondo alla navata centrale si staglia in lontananza una bara con sopra il cappello di quel tuo Collega, il cuore ti si ferma.

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Anche se non hai mai avuto la fortuna e l’onore di conoscerlo personalmente sai che in quella bara c’è uno di noi e questo è sufficiente per darti l’impressione di conoscerlo da sempre. Poi ascolti la testimonianza di chi lo ha conosciuto, il Parroco, il Sindaco e scopri che il Comandante Mauro Dodi era un uomo semplice, umile, sensibile, che viveva il suo lavoro, il suo ruolo istituzionale come una vocazione al servizio dei cittadini.

Il Parroco ha citato una toccante frase attribuita a Sant’Agostino:

La morte non è niente.

Sono solamente passato dall’altra parte: è come fossi nascosto nella stanza accanto.

a quel punto ti ritrovi con le lacrime che solcano il tuo viso e trovi conforto nella mano di una Collega che stringe la tua e che come te si commuove perchè sa bene cosa significa lavorare sulla strada e quali rischi si corrono; ognuno di noi che ha scelto questo lavoro è consapevole che un giorno qualsiasi potrebbe andare a lavoro e non fare più ritorno. Certo, ne siamo tutti consapevoli, ma vedere quel feretro in lontananza, con quel cappello bianco indossato fino all’ultimo istante di vita e poi caduto sull’asfalto è davvero agghiacciante, è un qualcosa che ti fa sprofondare e sentire estremamente precario su questa terra.

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Significative anche le parole del Sindaco che ha definito il Comandante Mauro Dodi un “signore”, ha parlato di lui come un uomo rispettoso, un uomo d’altri tempi. Ha sottolineato come la cittadinanza dovrebbe sempre portare rispetto a tutti gli Uomini e Donne che indossano una Divisa ed essere riconoscenti loro per il lavoro che svolgono al servizio della collettività, poichè non basta piangerli dopo morti e riconoscerne il valore a posteriori.

In chiesa a Besenzone, anche se vi erano centinaia di persone tra Colleghi, Autorità convenute, conoscenti, amici, parenti, l’atmosfera sembrava sospesa, surreale e lo stato d’animo cupo e il cuore appesantito dal dolore erano in contrasto con quel sole che illuminava tutto intorno: un altro fratello, l’ultimo di una lunga serie, ha pagato un pesante tributo alla strada…

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Ma la scena più tenera che porterò sempre nel cuore è la manina della piccola Cristina che quando la bara è stata chiusa in auto, ha salutato per un’ultima volta il suo dolce papà…

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Buon viaggio Mauro, Lampi Blu…

Miriam Palumbo, una Collega, un Agente…

 

Il Sulpl era presente e si stringe intorno alla moglie Paola, ai figli Marco e Cristina e alla mamma del Comandante Mauro Dodi, con immenso affetto. Abbiamo apprezzato anche la presenza di una delegazione della Regione Emilia-Romagna con il gonfalone, che evidentemente ha accolto la nostra sollecitazione.

 

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Giornata della Memoria 2017… Noi non dimentichiamo.

Si è celebrata oggi a Genova, con l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, nel cimitero monumentale di Staglieno, la toccante Giornata della Memoria della Polizia Locale Italiana organizzata dal Sulpl, per commemorare tutti i Colleghi caduti o assassinati nell’adempimento del Dovere e in difesa dei cittadini, dal 12 settembre 1943 (eccidio di Barletta) ad oggi.

Per il nostro Sindacato maggiormente rappresentativo degli oltre 50.000 uomini e donne in Divisa, la Giornata della Memoria è divenuta un appuntamento irrinunciabile sia per non dimenticare i nostri Colleghi morti in servizio, nell’indifferenza di quegli stessi politici e burocrati che ci vogliono in ogni dove, sia per sensibilizzare le istituzioni locali che ogni anno partecipano sempre più numerose al nostro evento. E’ importante che la parte politica prenda coscienza di cosa sia la Polizia Locale Italiana, del suo essere sempre più qualificata, insostituibile e indispensabile, e acquisisca la consapevolezza di quanti Colleghi hanno sacrificato la loro Vita per amore della nostra Divisa, seconda a nessuno.

Hanno partecipato varie delegazioni di Comuni: per Genova il Vice Sindaco, il Presidente del Consiglio Comunale e il Comandante  della PL, nonché  il gonfalone storico della città; presente anche il gonfalone della città di Savona con Vice Sindaco e Comandante; per Piacenza hanno presenziato l’Assessore alla Sicurezza e il Comandante della Polizia Locale; per il Comune di Fontevivo (PR) il Sindaco. Alla commemorazione hanno preso parte diverse associazioni tra cui quella dei Cavalieri della Repubblica.

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Ringraziamo anche le Regioni Toscana, Emilia-Romagna, Veneto e Lazio per aver consegnato a questo Sindacato di Categoria le loro bandiere, concedendoci di farle sfilare in una Giornata così significativa.

Per i colleghi presenti in divisa, il momento più toccante è stato quello in cui il Segretario Generale Mario Assirelli ha dato lettura di tutti i nomi dei nostri eroi, troppi. E il “Presente” pronunciato alla fine di quell’elenco di nomi, sta a significare che ognuno di loro era li con noi, nei nostri cuori.

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Un pensiero è stato rivolto anche a quei colleghi e ai loro familiari che, senza supporto psicologico e sempre soli, sia in servizio che in famiglia, hanno deciso di rinunciare alla Vita attraverso tragici gesti, essendosi lasciati sopraffare dal male oscuro che nell’indifferenza dei più colpisce tanti appartenenti alle Forze di Polizia.

Ci siamo congedati con l’auspicio  che il prossimo anno il nostro Collega di Catania, l’Ispettore Luigi Licari, barbaramente aggredito in servizio da un branco di delinquenti e vigliacchi e ad oggi ancora in coma, vinca la sua battaglia con la Vita, da grande campione quale è, e possa partecipare alla prossima Giornata della Memoria, portando la sua testimonianza di quanto accaduto; glielo auguriamo di cuore e per lui chiediamo Giustizia, non sentenze sociologiche.

ONORE AI CADUTI, SEMPRE!

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S.U.L.P.L.: pronti alla mobilitazione nazionale!

Dunque, facciamo il punto della situazione.

Già in luglio 2016 il Sulpl, di fronte agli attentati terroristici, ha chiesto chiarimenti (che non sono mai arrivati) alle Istituzioni.

In dicembre 2016 il piano del Ministro dell’Interno Minniti si andava già delinenado con lucida chiarezza: parlava di prevenzione collaborativa da realizzare con un coinvolgimento pieno dei sindaci in primis, con il loro “braccio armato” (non su tutto il territorio nazionale però), i corpi di polizia locale, affiancati da questori e prefetti. In questa sorta di apparente rivoluzione copernicana, dietro la parvenza di maggiore autonomia dei sindaci e di un accresciuto ruolo della Polizia Locale si cela a nostro avviso solamente un enorme, ingiusto ed insostenibile carico di ulteriori responsabilità. Nessuno vuole sottrarsi a queste responsabilità, ma per poter far fronte alla minaccia terroristica occorre fornire agli operatori gli stessi strumenti e le stesse tutele delle Forze di Polizia propriamente dette! Minniti vuole che la Polizia Locale contribuisca a fermare i lupi solitari? Bene, che ci metta in condizione di poterlo fare!

Il 18 agosto u.s. Minniti parla di sinergia! Annuncia infatti che a breve “verrà emanata una circolare ai prefetti affinché attraverso i comitati provinciali per l’ordine e sicurezza pubblica che saranno convocati con la partecipazione dei sindaci e in sinergia con le polizie locali si svolga un attento monitoraggio relativamente agli eventi e alle iniziative già programmate sul territorio“. Tra le righe di ogni annuncio del Ministro leggiamo che alle vere Forze di Polizia viene affidato il lavoro di intelligence, mentre alla Polizia Locale (o per meglio dire, ai diversamente impiegati comunali in divisa, che all’occorrenza devono sapersi trasformare in super eroi) viene affidato il lavoro di vigilanza, che nella pratica si traduce in ordine pubblico a tutti gli effetti, travestito da viabilità, o servizi in cui dobbiamo trasformarci in scudi umani unitamente ai blocchi di cemento decorati o meno, alle fioriere o agli alberi che qualche politico vorrebbe piantare nell’illusione di combattere la minaccia terroristica con la bellezza della natura!

Dopo ogni attentato il Ministro Minniti rilascia sempre le solite dichiarazioni, ma poi da buon burocrate quale è, insieme ai prefetti di tutta Italia, in barba alla sicurezza nazionale, quando nelle opportune sedi si tratta di perorare la nostra giusta causa e quindi di adeguare le nostre tutele, la nostra formazione, le nostre prerogative giuridico-contrattuali, le nostre strumentazioni (accesso allo sdi, giubbotti antiproiettile, armamento su tutto il territorio nazionale, bastoni, etc), tutto si arena inesorabilmente, probabilmente perchè nessun vertice vuole rinunciare a un pezzettino di orticello del potere e della visibilità.

E quindi, alla luce di quanto sopra esposto, la domanda retorica che tutti i cittadini, non solo noi del settore, dovremmo porci è se a questi burocrati importi davvero qualcosa della sicurezza nazionale, dei suoi cittadini e dei suoi servitori (compresi quelli di serie B delle Polizie Locali).

Ribadiamo che Anci deve a nostro avviso insistere per portare a termine l’iter di RIFORMA DELLA POLIZIA LOCALE ITALIANA, senza se e senza ma; in caso contrario dovrà avere la forza di negare i servizi richiesti dal Ministero o dal suo apparato. Il Sulpl non esiterà a denunciare i Sindaci per violazioni di legge e per tutti i danni che potranno verificarsi nell’era del terrorismo.

Il Sulpl chiede serietà da parte delle Istituzioni a tutti i livelli nell’affrontare una tematica contingente come quella terroristica e dignità per la nostra Categoria; SE NULLA DOVESSE CAMBIARE QUESTA ORGANIZZAZIONE SINDACALE E’ PRONTA PER UNA MOBILITAZIONE NAZIONALE, NELLA CERTEZZA E NELLA SPERANZA CHE TUTTA LA POLIZIA LOCALE ITALIANA FARA’ CORPO PER FAR SENTIRE LA PROPRIA VOCE.

La Segreteria Nazionale SULPL