Che ti succede, compagno?

Premettiamo che il titolo lo abbiamo mutuato da un libro di Fernando Gabeira. L’ispirazione invece per le nostre considerazioni che seguono l’abbiamo tratta dai risultati forniti dal motore di ricerca Google,  digitando “sindacati gialli”.

Come abbiamo più volte ribadito, la preintesa sottoscritta dai sindacati-alieni in febbraio, segna un punto di non ritorno per i Lavoratori: alla categoria di Lavoratori che da anni attende un’ intesa economico- normativa che consenta a tutto il Pubblico Impiego (privatizzato) di recuperare il valore di acquisto del loro stipendio e la Dignità di essere Donne e Uomini che rappresentano il servizio pubblico, gli alieni per tutelare i loro interessi e la parte datoriale, hanno saputo regalare solo una ciofeca di probabile CCNL, in cui la retribuzione pare essere una gentile concessione “arricchita” di ipotetici aumenti, che sono solo probabile elemosina. Per non parlare poi dell’inasprimento delle sanzioni disciplinari che daranno il via a una vera e propria caccia alle streghe, eccezion fatta per l’intoccabile casta dei Dirigenti ovviamente, strapagati, per monitorare la base! Insomma i sindacati-alieni hanno affidato ogni sorta di potere al datore di Lavoro, un mondo al rovescio praticamente, il tutto in nome della logica degli orticelli e delle marchette elettorali!

DI FRONTE AI DANNI, CON OGNI PROBABILITA’ IRREVERSIBILI, CAUSATI AI LAVORATORI DA CGIL-CISL-UIL E CSA, CHE HANNO SOTTOSCRITTO UNA PREINTESA VERGOGNOSA, LE RIFLESSIONI SONO INEVITABILI:

  1. I SINDACATI CONFEDERALI SONO RIMASTI SENZA LAVORATORI! La perdita di iscrizioni è un dato oggettivo e sempre crescente, e da non trascurare è il fatto che quasi la metà degli iscritti è rappresentata da pensionati! In buona sostanza questi sindacati perdono ogni anno consenso e circa metà dei loro iscritti non lavora più.
  2. Anni addietro la triplice in particolare era forte in quanto a numero di iscritti nella pubblica amministrazione; ma oggi anche il dipendente pubblico, dopo una serie inenarrabile di tradimenti da parte di chi avrebbe dovuto difendere la sua dignità di lavoratore, sta abbandonando quei sindacati confederali che tra l’altro, non fanno minimamente presa sui giovani.
  3. Ci viene da chiederci, chi rappresentano Cgil-Cisl- Uil e Csa: la risposta è LORO STESSI E I LORO INTERESSI! I loro dirigenti sindacali sono ormai lontani dalla realtà con la quale i Lavoratori fanno i conti tutti i giorni: loro, in distacco retribuito da una vita, fanno carriera nel sindacato, senza aver mai o quasi mai lavorato veramente e si godono i loro stipendi d’oro, alla faccia degli ignari Lavoratori che magari per tutta la carriera lavorativa li hanno sostenuti con la loro iscrizione e hanno continuato a farlo anche da pensionati. E’ vergognoso!
  4. Vi siete mai chiesti quanto guadagnano questi sindacati? Troppo! Parlano di trasparenza, ma poi se ne guardano bene dal rendere pubblici i loro bilanci che sono uno dei segreti meglio custoditi d’Italia!
  5. Si avvicina un altro 1 maggio “Festa dei Lavoratori”: vedremo di nuovo i confederali scendere in piazza e ascolteremo di nuovo la solita retorica. La realtà è che per quei sindacalisti il primo maggio è davvero un giorno di festa…. Festeggiano il loro di “lavoro”, stabile e duraturo più che mai, un lavoro per nulla precario e flessibile, più che indeterminato!

E INEVITABILE E’ ANCHE LA CONCLUSIONE A CUI SIAMO GIUNTI: I QUATTRO SINDACATI SONO SINDACATI GIALLI,  di fatto asserviti alla parte datoriale e impegnati solo ed esclusivamente nella coltivazione e nel preservare i loro orti e i cui interessi sono contrapposti a quelli dei lavoratori.

Alla luce di quanto detto, siamo più che convinti che il 17-18-19 aprile i Lavoratori presenteranno il conto alla triplice e al Csa…

Il Diccap invece, nella consapevolezza di aver lavorato sempre e solo per tentare di ridare dignità ai Lavoratori e difenderli dal progressivo depauperamento voluto dai sindacati gialli a braccetto col padrone, è certo di poter affrontare la campagna RSU 2018 a testa alta.

Buon voto a tutti!

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Analisi del nuovo CCNL funzioni locali: ATTO I. Per il Comparto, una vittoria di Pirro.

Con questo primo atto, incominceremo ad analizzare l’articolato del novello dettato contrattuale, cercheremo, al fine di rendere comprensibile a tutte le lavoratrici e lavoratori, di capire cosa statuiscono le previsioni del patto, con estrema chiarezza, franchezza e scevri da ogni preconcetto.

E’ doveroso però prendere a riferimento quanto reso pubblico da alcuni sindacati sulle vittorie ottenute: “Riaffermata la centralità della contrattazione nazionale e decentrata”

  • 2 comma 4 Il presente contratto, alla scadenza, si rinnova tacitamente di anno in anno qualora non ne sia data disdetta da una delle parti con lettera raccomandata, almeno sei mesi prima della scadenza. In caso di disdetta, le disposizioni contrattuali rimangono integralmente in vigore fino a quando non siano sostituite dal successivo contratto collettivo.”

Ci siamo stati quasi 10 anni senza rinnovo, con questo comma, tenendo conto delle ristrettezze economiche e della demonizzazione dei pubblici dipendenti, si è data una giustificazione giuridica all’immobilismo programmato di una delle parti contrattuali. Facciamo un piccolo grande passo indietro; le norme che regolano il nostro rapporto di lavoro sono quelle del codice civile, un semplice contratto di compravendita: il lavoratore vende la sua prestazione lavorativa intellettuale o manuale, il datore dà il corrispettivo, se le situazioni mutano ed una delle parti disdice il contratto, la prassi vuole che vengano contrattualizzate nuove clausole che rappresentino punto di incontro tra chi vende e chi compra (chiediamo scusa per la crudezza) e quindi per continuare il negozio giuridico stipulare nuovo contratto.

Si è persa allora l’opportunità di porre seri paletti ai mancati rinnovi sine die o no? Qualcuno dirà bhe però esiste comunque l’istituto della vacanza contrattuale rimasto vigente, certamente si! Ma quanti Enti nell’incertezza economica che regna sovrana hanno applicato questo istituto? A differenza del comparto funzioni centrali negli enti del nostro comparto una risibile quantità. Ergo a voi trarre le conclusioni.

  • 3 rubricato Obiettivi e strumenti al comma 1 è previsto il sistema delle relazioni sindacali…….omissis comma 2 Attraverso il sistema delle relazioni sindacali – si attua il contemperamento della missione di servizio pubblico delle amministrazioni a vantaggio degli utenti e dei cittadini con gli interessi dei lavoratori. Comma 3 omissis le relazioni sindacali si articolano nei seguenti modelli relazionali a) partecipazione; b) contrattazione integrativa…omissis comma 4 ….la partecipazione si articola, a sua volta, in: informazione; confronto.
  • 4 Informazione è il presupposto per il corretto esercizio delle relazioni sindacali e dei suoi strumenti……omissis
  • 5 Confronto è la modalità attraverso la quale si istaura un dialogo approfondito sulle materie rimesse a tale livello di relazione, al fine di consentire ai soggetti sindacali di esprimere valutazioni esaustive e di partecipare costruttivamente alla definizione delle misure che l’ente intende adottare…..il periodo durante il quale si svolgono gli incontri non può essere superiore a trenta giorni. Al termine del confronto, è redatta una sintesi dei lavori e delle posizioni emerse.
  • 8 rubricato contrattazione collettiva integrativa: tempi e procedure….omissis comma 5 Qualora non si raggiunga l’accordo sulle materie di cui all’art.7, comma 4…..omissis l’ente interessato può provvedere, in via provvisoria, sulle materie oggetto del mancato accordo fino alla successiva sottoscrizione……..

E’ stata “Riaffermata la centralità della contrattazione nazionale e decentrata” sembra proprio di no anzi. Il contratto all’art.3 comma 2, ha affermato un principio che noi conosciamo bene, infatti parla di “ contemperamento” significa che gli interessi del lavoratori devono essere contemperati con quelli dell’utenza è lo stesso principio recato dalla Legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali, che consente ad un organo dello Stato di precettare differire etc.

E’ stato istituito il confronto un mero dialogo al termine del quale viene redatta una sintesi, sostituisce la concertazione, dal latino cum certare combattere insieme per raggiungere un obiettivo, riportiamo da Ral Aran 730: “La concertazione consiste in una procedura non negoziale a termine volta a favorire, ove possibile, la ricerca di una posizione condivisa sulle materie ad essa espressamente demandate, normalmente rientranti nell’autonomo esercizio dei poteri organizzativi del datore di lavoro pubblico. Nel corso della concertazione le parti adeguano i loro comportamenti ai principi di responsabilità, correttezza, buona fede e trasparenza.”

Art.8 cosa determinerà? E’ semplice quando non ci sarà accordo l’amministrazione pubblica potrà andare avanti da sola fino alla sottoscrizione di nuovo contratto integrativo, senza che il sindacato possa eccepire nulla.

Annuncio roboante: Riaffermata la centralità della contrattazione nazionale e decentrata” E’ vero? Ogni lavoratore può trarre le proprie conclusioni.

Usciremo periodicamente con degli atti che analizzeranno tutti gli istituti contrattuali, nel frattempo vogliamo rassicurare i lavoratori che la nostra O.S. continuerà con rinnovato impegno a tutelare gli interessi dei lavoratori in tutte le sedi preposte.

P.S. FIRMA E FAI FIRMARE LA PETIZIONE CONTRO IL CONTRATTO DEMENZIALE VOLUTO DA CGIL, CISL, UIL E CSA 

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cgil VS DICCAP… botta e puntuale risposta!

 IL DICCAP RISPONDE ALLA CGIL SULLA PATETICA FIRMA – PREINTESA CONTRATTUALE.

Questo il comunicato della Cgil

Questa la nostra puntuale risposta.

Alleghiamo inoltre la  tabella dei ridicoli aumenti CCNL con raffronto di quanto perso per sempre!!!

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Vi invitiamo dunque a FIRMARE E FAR FIRMARE LA PETIZIONE CONTRO IL CONTRATTO DEMENZIALE VOLUTO DA CGIL, CISL, UIL E CSA . Informate tutti i dipendenti degli enti locali!

 

Gli HORROR MOVIES ritornano: Sindacati lontani dai Lavoratori, vergogna!

FIRMATA L’IPOTESI DEL CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DEL COMPARTO FUNZIONI LOCALI

IL GRANDE TOTO’ AVREBBE DETTO

E allora ditelo che è una CIOFECA!

SCRIVETE CIOFECA DI CONTRATTO!

GRANDE INSODDISFAZIONE DEL SULPL

– SOLO FUMO PER I LAVORATORI DELLA POLIZIA LOCALE – UN CONTRATTO “PONTE” COSI’ AFFERMANO I CONFEDERALI. ALLORA PERCHE’ SOTTOSCRIVERLO SE ENTRO A LUGLIO LO RIAPRONO??? CERTAMENTE PERCHE’ SIAMO IN ARRIVO DI ELEZIONI POLITICHE ED ELEZIONI DELLE RAPPRESENTANZE SINDACALI UNITARIE.
SIAMO FORTEMENTE CRITICI CONTRO CGIL, CISL, UIL E CSA PERCHE’ ANCORA UNA VOLTA HANNO GIRATO LE SPALLE ALLA CATEGORIA!

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GLI OPERATORI DELLA POLIZIA DI PROSSIMITA’ ATTENDONO DA ANNI UN GIUSTO RICONOSCIMENTO SIA NORMATIVO CHE ECONOMICO – IN RELAZIONE ALLA LORO ATTIVITA’ DEDICATA ALLA SICUREZZA, ALLA CONVIVENZA CIVILE, AL RISCHIO PER TUTELARE I CITTADINI E IL QUIETO VIVERE NELLE COMUNITA’ – ED ECCO COSA PARTORISCONO ARAN/ANCI E I SOLITI NOTI SINDACATI A CUI CREDONO
TANTO, CERTI LAVORATORI:
– E’ PREVISTA LA SEZIONE PER LA POLIZIA LOCALE, MA SI TRATTA DI UNA ENORME BUFALA!

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– VERRA’ ISTITUITA UNA COMMISSIONE PARITETICA SUI SISTEMI DI CLASSIFICAZIONE
PROFESSIONALE, SENZA INDICARE LA POLIZIA LOCALE E LA SUA SPECIFICITA’;
– FORMAZIONE: SOLO PAROLE, I FONDI DESTINATI SONO SEMPRE QUELLI PREVISTI DAL PRECEDENTE CCNL;

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– NELLE RELAZIONI SINDACALI HANNO INVENTATO IL “CONFRONTO” INVECE DI REINTRODURRE LA CONCERTAZIONE, UNICO MEZZO CHE POTEVAMO UTILIZZARE PER CERCARE DI FRENARE LE DECISIONI UNILATERALI DELLA P.A. CUI PRODEST TUTTO CIO’?
– DOPO 9 ANNI DI ASSENZA CONTRATTUALE – DIVERSAMENTE DAI PRIVATI CHE NE HANNO RINNOVATI TRE PER UN VALORE PARI A 250 EURO PRO CAPITE A LAVORATORE – PROPONGONO DAI 52 EURO (MINIMO) A 90,30 EURO (MAX), AL NETTO DI IRPEF E ADDIZIONALI, QUINDI, ANCORA MENO, SENZA AVERE LA CERTEZZA CHE A FINE ANNO NON VENGANO DETRATTI GLI 80 EURO DEL  BONUS FISCALE A CONGUAGLIO; INTANTO CHI SI RICORDERA’ DI QUESTO CONTRATTO, POST ELEZIONI ???
– L’OBBLIGO DI VERSARE I FONDI DEL 208, PREVIDENZA E ASSISTENZA, SUI FONDI PERSEO E SIRIO, GESTITI SEMPRE DA CGIL, CISL E UIL – PAZZESCO! QUINDI NON PIU’ UNA LIBERA SCELTA DEL LAVORATORE!
– SI RICONOSCE L’INDENNITA’ DI LAVORO ESTERNO MA SI TOGLIE IL DISAGIO, RISCHIO NON CUMULABILI; MA SOPRATTUTTO DOVE TROVERANNO LE RISORSE LE NOSTRE AMMINISTRAZIONI SE NON C’E’ LA BENCHE’ MINIMA POSSIBILITA’ DI AUMENTARE IL FONDO (DAL 2019 … FORSE)?
TOGLIENDOLI AGLI ALTRI DIPENDENTI E INNESCANDO LA SOLITA GUERRA TRA POVERI?
– NON SI PARLA DI FESTIVI INFRASETTIMANALI CHE PRENDERA’ IL POSTO DEL FESTIVO RETRIBUITO DAL TURNO CON UNA LIEVE MAGGIORAZIONE CHE DOVRA’ ESSERE RETRIBUITA DAI PRIVATI!
– PER CONFONDERE I LAVORATORI INSERISCONO LA PARTECIPAZIONE SINDACALE ALL’ ATTIVITA’ DEGLI ENTI (INFORMAZIONE-CONFRONTO-PARTECIPAZIONE-ORGANISMI PARITETICI PER L’INNOVAZIONE) CONSAPEVOLI CHE ALLA FINE DECIDERA’ SEMPRE IL DATORE DI LAVORO;
– UN CCNL BASATO SUI PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI DOVE IL SULPL AVEVA CHIESTO PER OVVIARE A MAGGIORI COSTI E A VELOCIZZARE LA RISOLUZIONE DELLE PROBLEMATICHE NEGLI ENTI LA CONCILIAZIONE OBBLIGATORIA – NEGATA!
– L’ELEMINAZIONE DEL D3 GIURIDICO CHE PER LA POLIZIA LOCALE ERA UN LIVELLO DI CARRIERA.
– PER NON PARLARE DELLA TUTELA DELLA MALATTIA GRAVE DOVE IN CASO DI TERAPIE SALVAVITA SONO RICONOSCIUTI SOLO QUATTRO MESI PER ANNO SOLARE …….., SPERIAMO CHE SIA UN AUGURIO A GUARIRE IN FRETTA, ALTRIMENTI UN LAVORATORE DOVRA’ USARE LE FERIE PER CURARSI.

GLI HORROR MOVIES NON PASSANO MAI DI MODA. COLLEGHI STA A NOI NON FINANZIARLI!

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IL SEGRETARIO MARIO ASSIRELLI HA DICHIARATO:

Sapevo che alla fine i nodi sarebbero venuti al pettine facendo emergere fortemente chi vuole una vera riforma/riconoscimenti per i Lavoratori della Polizia Locale e chi invece, com’è avvenuto, ha voluto ridurre e comprimere i diritti, le tutele e le prerogative di questa Categoria. Consapevole che non tutti i Lavoratori sono disponibili ad accettare in silenzio questo ennesimo affronto e sapranno valutarlo in termini di tessere e voti – basta essere spettatori della nostra vita lavorativa vogliamo esserne i protagonisti. Le dinamiche lavorative della Polizia Locale sono diversissime da tutti gli altri dipendenti del P.I. invece, siamo ancora ancorati a questo contratto privato per volere di chi ha sottoscritto questa ipotesi. Daremo battaglia in tutte le sedi e faremo trincee sulla sicurezza in tutt’Italia dove rivendicare il nostro ruolo le nostre qualifiche, la nostra professionalità, i nostri diritti e le nostre tutele.

CHI SIAMO NOI, FORZE DI POLIZIA?!

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Una domenica di ottobre u.s. decidiamo di pubblicare sulla nostra pagina Fb SULPL Nazionale un post contenente un documento di fonte istituzionale, riguardante la necessità di intensificare la vigilanza per garantire la sicurezza alla comunità locale, per pochi minuti, prima di rimuoverlo in considerazione di una piccola nota (scritta come una clausola assicurativa da quanto era minuscola) che citava un divieto di divulgazione sulla base di una norma che sarà attentamente vagliata, nei minimi dettagli, dal SULPL e dai suoi legali.

La Polizia Locale doveva segnalare eventuali situazioni sospette, come sempre e veniva ribadita l’importanza di utilizzare gli strumenti di autotutela, anche il giubbotto antiproiettile. Questa la premessa.

In quanto Sindacato di Categoria, siamo consapevoli e molto bene conosciamo le problematiche e i rischi, con l’aggravante dell’assenza di tutele e sicurezza per i Lavoratori, con le quali la Polizia Locale, che tanto ci sta a cuore, deve fare i conti tutti i giorni, per tentare di riuscire a gestire/mantenere la convivenza civile, la quotidianità, l’equità democratica sul territorio in prossimità, della nostra Italia; senza una reale riforma della Polizia Locale ma con vecchie regole obsolete risalenti a ben oltre 30 anni fa e certamente non adeguata ai tempi ne tantomeno alle richieste/certezze provenienti dalla popolazione.

Quindi abbiamo ritenuto opportuno informare, tramite gli unici canali a nostra disposizione, i Colleghi che come noi operano su strada, esposti come bersagli mobili, il più delle volte sprovvisti di armi e strumenti di autotutela, senza possibilità di accedere allo SDI (se non su gentile concessione delle FF.OO. propriamente dette), alla mercè di qualunque pericolo che potrebbe attentare alla loro vita.

Senza trascurare poi il fatto che i piccoli Comandi di periferia, nemmeno ricevono certe informazioni, con enormi responsabilità del Ministero dell’Interno e dei suoi derivati Prefetture e Questure.

Dunque il nostro gesto istintivo è stato quello di voler richiamare, come sempre, l’attenzione ai nostri Colleghi, affinchè potessero innalzare il loro livello di guardia, a salvaguardia della loro incolumità.

Abbiamo pensato, nei limiti delle nostre possibilità, di tutelare il bene supremo: la Vita.

Pare che da una Questura sia partita la segnalazione dell’accaduto. Ogni cittadino può pensare e dare le interpretazioni che vuole ragionando sull’ evento, ma immaginare che da mesi stanno conducendo indagini sulla questione si rimane basiti, per usare un eufemismo; ovviamente lasciamo che le stesse facciano il proprio corso sotto l’egida della Magistratura che deve sovrintendere e dirigere l’indagine della polizia giudiziaria, ma una considerazione ce la concediamo:

  • Siamo consapevoli di risultare scomodi ad alcuni colleghi rimasti fermi agli anni antecedenti alla riforma del 1986; la nostra idea di una Polizia Locale moderna, professionale e sempre più vicina alle necessità dei Cittadini, stride con la loro forma mentis arretrata, ovvero del proprio orticello, quello che posso fare oggi lo farò domani – la politica del rinvio, magari demandando a qualcun altro la responsabilità;
  • Siamo consapevoli di essere la spina nel fianco di tanti vertici, quegli stessi vertici che annunciano alla stampa il coinvolgimento della Polizia Locale nelle operazioni congiunte, ma che poi quando è ora di riconoscere il nostro ruolo, fanno tutto il possibile per tenerci schiacciati in un angolino, per timore di essere oscurati agli occhi della popolazione, come se solo loro fossero i detentori e i fautori della Safety/Security. Quindi provano ad incidere a livello locale e nazionale, per non fare emergere in alcun modo la Polizia Locale. Il nostro limbo fa comodo a molti … noi sappiamo anche a chi … ma non giova ne a chi appartiene alla Categoria, ne tanto meno ai cittadini.
  • Siamo consapevoli di essere scomodi per alcuni sindacati della Polizia di Stato che ci vorrebbero relegare al mero ruolo di Polizia Amministrativa, nonostante la Legge imponga il contrario, non per ultimo il decreto sicurezza di Minniti, nonché per la triplice sindacale e i sedicenti sindacati di categoria, che vorrebbero continuare nelle loro criticabili politiche sindacali ultradecennali indisturbati a danno invece della coesione civile nelle Comunità italiane.

 

Nonostante queste nostre certezze, non potevamo immaginare di essere così, come dire, attenzionati!

Evidentemente le nostre idee, proprio perché giuste, fanno paura a qualcuno; quel qualcuno però, non potendo distruggere le idee, tenta di colpire a più riprese, a livello provinciale-regionale-nazionale, chi quelle idee le sostiene, le diffonde e le porta avanti, con forza e coraggio.

 

Probabilmente più di un nemico, anche in vista delle Rsu (rappresentanze sindacali unitarie – per la rappresentatività delle OO.SS. a livello locale e nazionale) alle porte, spera di mettere a segno il colpo grosso! In Italia funziona così, ci si preoccupa delle formiche e si lasciano passare gli elefanti, si preferisce ingigantire un’inezia, piuttosto che dare peso alle cose che ne hanno, valore ed interesse, creare diversivi, cosa diffusissima in un paese bizantino che ha dato i natali all’ Europa e nel quale esiste il diritto amministrativo.

 

Più volte i nostri Dirigenti hanno subito attacchi gratuiti di questo tipo, ma la nostra struttura è solida e se occorrerà ci difenderemo a testa alta in ogni sede, sia essa giudiziaria che politica e sindacale.

 

Siamo certi che i colleghi e la popolazione, leggendo quanto sta accadendo ad alcuni Vertici/Dirigenti del SULPL (notizia che magari qualcuno avrebbe voluto tenere in serbo per fare uno “scoop”), sapranno trarre le opportune conclusioni.

Roma, 09.02.2018

Il Segretario pro tempore

Mario Assirelli

Gli+uomini+passano,+le+idee+restano

Elezioni RSU 2018: Assirelli scrive a tutti i Lavoratori.

Come è stato annunciato, ampiamente, sarete chiamati a rieleggere la RSU presso TUTTE le Amministrazioni d’Italia.

Non mi dilungo nel richiamare la Vostra attenzione sull’ importanza dell’evento e del momento di vita lavorativo in cui versa l’Italia, ma soprattutto sul governo che amministra e che continua a delegittimare i Lavoratori del Pubblico Impiego in collaborazione con i sindacati padronali. In questi anni di cambiamento ( soprattutto gli ultimi ) abbiamo potuto constatare quanto sia determinante, per garantire condizioni di vita lavorativa soddisfacenti, un’azione sindacale incisiva e capace di dire si e no quando è necessario, senza condizionamenti che non siano quelli dettati dal buon senso e dalla volontà di rappresentare al meglio e sempre gli interessi degli iscritti.

 Sono certo di poter affermare che abbiamo svolto un ruolo determinante ovunque siamo stati presenti, con enormi sacrifici dei nostri Dirigenti a volte, anzi troppo spesso, non compresi e non riconosciuti.

Non possiamo permetterci di perdere questa opportunità e dobbiamo approfittare di questa occasione per “registrare” la nostra azione organizzativa rispetto alla precedente tornata elettorale, buona ma non sufficiente! Sia chiaro che questo Diccap e nemmeno il Sulpl che collabora strettamente con lo stesso non sono perpetui!!!

Chiunque ritenga, con la propria candidatura, di poter dare un contributo in termini di rafforzamento del potere contrattuale del DICCAP, ha l’obbligo morale di proporsi ovvero di collaborare al raggiungimento della RAPPRESENTATIVITA’.

Si ricordi che l’elezione delle RSU serve a misurare il peso delle Organizzazioni Sindacali ed a consentire il mantenimento/accrescimento della PRESENZA ai tavoli negoziali, sia locali che nazionali – SENZA DI NOI POSSONO IMPORCI QUELLO CHE VOGLIONO – I LAVORATORI NON DEVONO ANCORA SUBIRE LA SCHIACCIANTE FORZA DEL PADRONE E DI CHI LI AIUTA MENTENDO OGNI TRE ANNI AGLI OPERATORI.

Per tale motivo vanno assolutamente esclusi apparentamenti con altre sigle (chi si candida il liste non DICCAP contribuisce a rafforzare quelle liste, arrecando alla nostra Organizzazione un grave danno), proponiamo di unirci sotto la nostra sigla in modo a essere certi dei nostri obiettivi e non quelli di altri …..

Rammento altresì che accanto alle RSU, alla firma del nuovo CCNL ( con tutte le difficoltà economiche del caso ) NON si potrà più avere il potere di rappresentanza e la nostra Organizzazione non potrà rafforzare la stessa RSU con il dirigente Territoriale e/o Provinciale.

Siamo un’organizzazione che non demorde non cede, non abbiamo perso consistenza numerica, con enorme fatica e per merito del territorio che si è sacrificato enormemente per mantenere uno standard qualificato al 5%; ed ho motivo di ritenere che questa tornata elettorale ci vedrà protagonisti in tutti i posti di lavoro ove la nostra presenza ha potuto diffondere le nostre idee ed il nostro modo di fare sindacato sul posto di lavoro e in strada vicino ai Lavoratori. Ed è per questo che DOBBIAMO PRESENTARCI, CON LISTE DICCAP, IN PIU’ POSTI DI LAVORO AFFINCHE’ SI POSSA DARE, AI LAVORATORI, LA POSSIBILITA’ DI VOTARCI.

Il sindacato lo facciamo noi ed è per questo che siamo odiati perché il DICCAP e il SULPL (aderente Diccap) non si piegano dinanzi al potere datoriale ma solo a quello del volere della base, SEMPRE!!!

 Fraternamente Mario

Modena, 07.01.2018

 

17-18-19 APRILE 2018 VOTA E FAI VOTARE…

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CONVEGNO NAZIONALE SULPL: QUELLO CHE LA TRIPLICE E I SEDICENTI! SINDACATI DI CATEGORIA NON DICONO.

AL CONVEGNO NAZIONALE SULPL “NOI SIAMO LA POLIZIA LOCALE” ABBIAMO RESO EDOTTI I COLLEGHI DI QUELLO CHE LA TRIPLICE E I SEDICENTI! SINDACATI DI CATEGORIA NON DICONO…

Si è conclusa ieri a Riccione, nella magnifica cornice dell’Hotel Mediterraneo, una fantastica tre giorni di formazione professionale e politico-sindacale. Il Sulpl ha festeggiato i suoi 31 anni con oltre 1850 Colleghi provenienti da tutta Italia. Le nostre sessioni professionali hanno registrato il tutto esaurito; docenti altamente qualificati e materie interessantissime quali polizia giudiziaria, infortunistica e controllo dei veicoli stranieri. Con piacere abbiamo rilevato la partecipazione ai nostri corsi professionali e l’apprezzamento di tanti colleghi appartenenti alle FF.OO.

Durante le sessioni politico-sindacali invece il tema centrale è stato quello del rinnovo del contratto del pubblico impiego.

Noi a ragion veduta siamo la voce del dissenso, abbiamo riferito ai Colleghi ciò che Cgil-Cisl-Uil e i sedicenti! Sindacati di Categoria (Csa) non dicono ai Lavoratori…

Il Segretario Generale della Confederazione Usae Adamo Bonazzi intervenuto ieri mattina ha chiarito che la Pubblica Amministrazione dal 1993 ad oggi è cambiata solo in apparenza, non nella sostanza, poiché periodicamente vengono apportati mutamenti al fine di riposizionare la dirigenza, preservando il potere. Le condizioni del popolo dei Lavoratori della Pubblica Amministrazione, invece, sono andate via via peggiorando: nel 2010 il blocco contrattuale; nel luglio 2015 è intervenuta una sentenza della Corte Costituzionale che ha consentito si la riapertura della contrattazione, ma non il recupero delle risorse economiche e dunque è una sentenza manchevole dal punto di vista economico. Arriviamo poi al 30 novembre 2017 quando la triplice e il Ministro della P.A. Madia hanno sottoscritto un accordo scellerato che tra le altre cose prevedeva un aumento di 85€ medie pro capite. Certo la complicità è da ravvisare anche nella parte di lavoratori che sostengono queste O.S.  che sono evidentemente passate dall’altra parte della barricata, quella del datore di lavoro.  Bonazzi ha sottolineato che l’aumento da noi proposto doveva aggirarsi tra i 250 e i 300€, praticamente lo stesso importo sottoscritto nel privato dalla triplice, che invece lo ha bocciato per il pubblico impiego, usando evidentemente due pesi e due misure. Questo contratto pregiudica la capacità di acquisto del dipendente pubblico, abbassandogli non solo il tenore di vita, ma addirittura la classe sociale! Se la spesa pubblica è aumentata e necessita di essere ridotta, appare evidente che la colpa non è da imputare ai dipendenti, ma alle alte sfere…

Auspichiamo dunque che il contratto non venga sottoscritto; è un contratto che nulla concede ai lavoratori, ma solo alla parte datoriale:

  1. Falso aumento quello degli 85€ medi pro capite; per noi non ci sarà nessun aumento, in quanto i Comuni, non avendo risorse, non riusciranno a far fronte alla copertura dell’adeguamento salariale.
  2. Rispetto al decreto Madia ravvisiamo un peggioramento dal punto di vista disciplinare, una sorta di caccia alle streghe per la base, ma non certo per la dirigenza;
  3. Per i festivi infrasettimanali, per il personale turnista vogliono negare il riposo compensativo; andiamo praticamente verso il caporalato;
  4. La contrattazione sindacale viene ridotta ai minimi termini;
  5. Non si parla di Sicurezza sul lavoro poiché non tengono minimamente in considerazione la nostra Categoria.

Tanti sono gli interrogativi che ci siamo posti, con l’amara consapevolezza di farci domande retoriche:  a quel tavolo dove noi non potremo esserci, chi prenderà le difese della nostra Categoria? Prima della tornata elettorale del 4 marzo, prevarrà il buon senso o la volontà politica?

Quest’anno più che mai, grande assente la parte politica, pare falcidiata da una tremenda epidemia influenzale! Assente lo stesso Luigi Di Maio (Cinque Stelle), unico ad aver garantito la sua presenza… Auguriamo loro una pronta guarigione!

Ringraziamo invece i nostri tre Amici della Lega Nord che da anni ci seguono, ci sostengono e condividono le nostre idee di una Polizia Locale moderna e da equiparare alle Forze dell’Ordine ad ordinamento statale: parliamo dei Consiglieri Regionali Emilia-Romagna Matteo Rancan e Gabriele Delmonte e dell’Assessore alla Sicurezza di Piacenza Luca Zandonella. Il loro entusiasmo, la loro genuinità e la loro speranza e propositività di fare bene la loro parte in politica sono evidenti. Auspichiamo che i vecchi politici diano loro il giusto spazio e campo d’azione, senza tarpare le ali in nome della conservazione della poltrona e del potere.

Ieri mattina, giornata conclusiva del Convegno, è stata consegnata la medaglia d’oro ai Colleghi di Mauro Dodi, Comandante della Polizia Locale di Medesano, caduto nell’adempimento del Dovere

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e sono stati premiati i Colleghi della Polizia Locale che nel corso del 2017 si sono particolarmente distinti in servizio in attività ed operazioni a tutela della Vita e della Sicurezza dei Cittadini. All’ interno della nostra Categoria tante sono le professionalità e i Colleghi meritevoli, ma il riconoscimento del merito non sempre avviene. Per questa O.S. invece è un onore e un dovere premiarli e riconoscerne il MERITO.

Il tutto è stato allietato da momenti conviviali, che servono anche a rafforzare il senso di fratellanza e colleganza, che sono basi imprescindibili per noi del Sulpl!

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Questo il messaggio di ringraziamento del nostro Segretario Generale Mario Assirelli “Complimenti alla Struttura, ai Docenti e ai nostri ragazzi / Dirigenti per l’alto impegno profuso: BRAVI!”

ARRIVEDERCI AL PROSSIMO ANNO. UN FORTE ABBRACCIO E UN GRAZIE A TUTTI!

Miriam Palumbo

ALBUM FOTO

VIDEO DEI 31 ANNI DI SULPL

VIDEO SESSIONE POLITICO-SINDACALE E CERIMONIA DEL 13 GENNAIO 2018

INTERVISTA AGLI AGENTI MERITEVOLI TG EMILIA-ROMAGNA min 5.35

RASSEGNA STAMPA

http://www.reggionline.com/salvarono-bambina-lasciata-chiusa-auto-premiati-due-agenti/

http://www.newsbiella.it/2018/01/13/mobile/leggi-notizia/argomenti/attualita-1/articolo/erica-bonino-e-lagente-alessio-santi-premiati-a-riccione-con-la-medaglia-di-bronzo.html

http://www.riminitoday.it/cronaca/salvo-un-turista-umberto-farina-annegamento-una-medaglia-per-l-ispettore-della-municipale.html

https://www.piacenzasera.it/app/facebook-86392.jsp

P.S. RSU 17-18-19 APRILE 2018

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