CHI SIAMO NOI, FORZE DI POLIZIA?!

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Una domenica di ottobre u.s. decidiamo di pubblicare sulla nostra pagina Fb SULPL Nazionale un post contenente un documento di fonte istituzionale, riguardante la necessità di intensificare la vigilanza per garantire la sicurezza alla comunità locale, per pochi minuti, prima di rimuoverlo in considerazione di una piccola nota (scritta come una clausola assicurativa da quanto era minuscola) che citava un divieto di divulgazione sulla base di una norma che sarà attentamente vagliata, nei minimi dettagli, dal SULPL e dai suoi legali.

La Polizia Locale doveva segnalare eventuali situazioni sospette, come sempre e veniva ribadita l’importanza di utilizzare gli strumenti di autotutela, anche il giubbotto antiproiettile. Questa la premessa.

In quanto Sindacato di Categoria, siamo consapevoli e molto bene conosciamo le problematiche e i rischi, con l’aggravante dell’assenza di tutele e sicurezza per i Lavoratori, con le quali la Polizia Locale, che tanto ci sta a cuore, deve fare i conti tutti i giorni, per tentare di riuscire a gestire/mantenere la convivenza civile, la quotidianità, l’equità democratica sul territorio in prossimità, della nostra Italia; senza una reale riforma della Polizia Locale ma con vecchie regole obsolete risalenti a ben oltre 30 anni fa e certamente non adeguata ai tempi ne tantomeno alle richieste/certezze provenienti dalla popolazione.

Quindi abbiamo ritenuto opportuno informare, tramite gli unici canali a nostra disposizione, i Colleghi che come noi operano su strada, esposti come bersagli mobili, il più delle volte sprovvisti di armi e strumenti di autotutela, senza possibilità di accedere allo SDI (se non su gentile concessione delle FF.OO. propriamente dette), alla mercè di qualunque pericolo che potrebbe attentare alla loro vita.

Senza trascurare poi il fatto che i piccoli Comandi di periferia, nemmeno ricevono certe informazioni, con enormi responsabilità del Ministero dell’Interno e dei suoi derivati Prefetture e Questure.

Dunque il nostro gesto istintivo è stato quello di voler richiamare, come sempre, l’attenzione ai nostri Colleghi, affinchè potessero innalzare il loro livello di guardia, a salvaguardia della loro incolumità.

Abbiamo pensato, nei limiti delle nostre possibilità, di tutelare il bene supremo: la Vita.

Pare che da una Questura sia partita la segnalazione dell’accaduto. Ogni cittadino può pensare e dare le interpretazioni che vuole ragionando sull’ evento, ma immaginare che da mesi stanno conducendo indagini sulla questione si rimane basiti, per usare un eufemismo; ovviamente lasciamo che le stesse facciano il proprio corso sotto l’egida della Magistratura che deve sovrintendere e dirigere l’indagine della polizia giudiziaria, ma una considerazione ce la concediamo:

  • Siamo consapevoli di risultare scomodi ad alcuni colleghi rimasti fermi agli anni antecedenti alla riforma del 1986; la nostra idea di una Polizia Locale moderna, professionale e sempre più vicina alle necessità dei Cittadini, stride con la loro forma mentis arretrata, ovvero del proprio orticello, quello che posso fare oggi lo farò domani – la politica del rinvio, magari demandando a qualcun altro la responsabilità;
  • Siamo consapevoli di essere la spina nel fianco di tanti vertici, quegli stessi vertici che annunciano alla stampa il coinvolgimento della Polizia Locale nelle operazioni congiunte, ma che poi quando è ora di riconoscere il nostro ruolo, fanno tutto il possibile per tenerci schiacciati in un angolino, per timore di essere oscurati agli occhi della popolazione, come se solo loro fossero i detentori e i fautori della Safety/Security. Quindi provano ad incidere a livello locale e nazionale, per non fare emergere in alcun modo la Polizia Locale. Il nostro limbo fa comodo a molti … noi sappiamo anche a chi … ma non giova ne a chi appartiene alla Categoria, ne tanto meno ai cittadini.
  • Siamo consapevoli di essere scomodi per alcuni sindacati della Polizia di Stato che ci vorrebbero relegare al mero ruolo di Polizia Amministrativa, nonostante la Legge imponga il contrario, non per ultimo il decreto sicurezza di Minniti, nonché per la triplice sindacale e i sedicenti sindacati di categoria, che vorrebbero continuare nelle loro criticabili politiche sindacali ultradecennali indisturbati a danno invece della coesione civile nelle Comunità italiane.

 

Nonostante queste nostre certezze, non potevamo immaginare di essere così, come dire, attenzionati!

Evidentemente le nostre idee, proprio perché giuste, fanno paura a qualcuno; quel qualcuno però, non potendo distruggere le idee, tenta di colpire a più riprese, a livello provinciale-regionale-nazionale, chi quelle idee le sostiene, le diffonde e le porta avanti, con forza e coraggio.

 

Probabilmente più di un nemico, anche in vista delle Rsu (rappresentanze sindacali unitarie – per la rappresentatività delle OO.SS. a livello locale e nazionale) alle porte, spera di mettere a segno il colpo grosso! In Italia funziona così, ci si preoccupa delle formiche e si lasciano passare gli elefanti, si preferisce ingigantire un’inezia, piuttosto che dare peso alle cose che ne hanno, valore ed interesse, creare diversivi, cosa diffusissima in un paese bizantino che ha dato i natali all’ Europa e nel quale esiste il diritto amministrativo.

 

Più volte i nostri Dirigenti hanno subito attacchi gratuiti di questo tipo, ma la nostra struttura è solida e se occorrerà ci difenderemo a testa alta in ogni sede, sia essa giudiziaria che politica e sindacale.

 

Siamo certi che i colleghi e la popolazione, leggendo quanto sta accadendo ad alcuni Vertici/Dirigenti del SULPL (notizia che magari qualcuno avrebbe voluto tenere in serbo per fare uno “scoop”), sapranno trarre le opportune conclusioni.

Roma, 09.02.2018

Il Segretario pro tempore

Mario Assirelli

Gli+uomini+passano,+le+idee+restano

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S.U.L.P.L.: pronti alla mobilitazione nazionale!

Dunque, facciamo il punto della situazione.

Già in luglio 2016 il Sulpl, di fronte agli attentati terroristici, ha chiesto chiarimenti (che non sono mai arrivati) alle Istituzioni.

In dicembre 2016 il piano del Ministro dell’Interno Minniti si andava già delinenado con lucida chiarezza: parlava di prevenzione collaborativa da realizzare con un coinvolgimento pieno dei sindaci in primis, con il loro “braccio armato” (non su tutto il territorio nazionale però), i corpi di polizia locale, affiancati da questori e prefetti. In questa sorta di apparente rivoluzione copernicana, dietro la parvenza di maggiore autonomia dei sindaci e di un accresciuto ruolo della Polizia Locale si cela a nostro avviso solamente un enorme, ingiusto ed insostenibile carico di ulteriori responsabilità. Nessuno vuole sottrarsi a queste responsabilità, ma per poter far fronte alla minaccia terroristica occorre fornire agli operatori gli stessi strumenti e le stesse tutele delle Forze di Polizia propriamente dette! Minniti vuole che la Polizia Locale contribuisca a fermare i lupi solitari? Bene, che ci metta in condizione di poterlo fare!

Il 18 agosto u.s. Minniti parla di sinergia! Annuncia infatti che a breve “verrà emanata una circolare ai prefetti affinché attraverso i comitati provinciali per l’ordine e sicurezza pubblica che saranno convocati con la partecipazione dei sindaci e in sinergia con le polizie locali si svolga un attento monitoraggio relativamente agli eventi e alle iniziative già programmate sul territorio“. Tra le righe di ogni annuncio del Ministro leggiamo che alle vere Forze di Polizia viene affidato il lavoro di intelligence, mentre alla Polizia Locale (o per meglio dire, ai diversamente impiegati comunali in divisa, che all’occorrenza devono sapersi trasformare in super eroi) viene affidato il lavoro di vigilanza, che nella pratica si traduce in ordine pubblico a tutti gli effetti, travestito da viabilità, o servizi in cui dobbiamo trasformarci in scudi umani unitamente ai blocchi di cemento decorati o meno, alle fioriere o agli alberi che qualche politico vorrebbe piantare nell’illusione di combattere la minaccia terroristica con la bellezza della natura!

Dopo ogni attentato il Ministro Minniti rilascia sempre le solite dichiarazioni, ma poi da buon burocrate quale è, insieme ai prefetti di tutta Italia, in barba alla sicurezza nazionale, quando nelle opportune sedi si tratta di perorare la nostra giusta causa e quindi di adeguare le nostre tutele, la nostra formazione, le nostre prerogative giuridico-contrattuali, le nostre strumentazioni (accesso allo sdi, giubbotti antiproiettile, armamento su tutto il territorio nazionale, bastoni, etc), tutto si arena inesorabilmente, probabilmente perchè nessun vertice vuole rinunciare a un pezzettino di orticello del potere e della visibilità.

E quindi, alla luce di quanto sopra esposto, la domanda retorica che tutti i cittadini, non solo noi del settore, dovremmo porci è se a questi burocrati importi davvero qualcosa della sicurezza nazionale, dei suoi cittadini e dei suoi servitori (compresi quelli di serie B delle Polizie Locali).

Ribadiamo che Anci deve a nostro avviso insistere per portare a termine l’iter di RIFORMA DELLA POLIZIA LOCALE ITALIANA, senza se e senza ma; in caso contrario dovrà avere la forza di negare i servizi richiesti dal Ministero o dal suo apparato. Il Sulpl non esiterà a denunciare i Sindaci per violazioni di legge e per tutti i danni che potranno verificarsi nell’era del terrorismo.

Il Sulpl chiede serietà da parte delle Istituzioni a tutti i livelli nell’affrontare una tematica contingente come quella terroristica e dignità per la nostra Categoria; SE NULLA DOVESSE CAMBIARE QUESTA ORGANIZZAZIONE SINDACALE E’ PRONTA PER UNA MOBILITAZIONE NAZIONALE, NELLA CERTEZZA E NELLA SPERANZA CHE TUTTA LA POLIZIA LOCALE ITALIANA FARA’ CORPO PER FAR SENTIRE LA PROPRIA VOCE.

La Segreteria Nazionale SULPL