“Codice Rosso” e Polizia Locale: lettera aperta del Sulpl.

Alla c.a. Ministro per la Pubblica Amministrazione Giulia Bongiorno
Ministro dell’Interno Matteo Salvini
Sottosegretario al Ministero dell’Interno Nicola Molteni
Sottosegretario Ministero della Giustizia Jacopo Morrone
Senatrice Maria Laura Mantovani
Senatore Pietro Pisani
Ai DEPUTATI ALLA CAMERA
BORDONALI Simona
MURELLI Elena
GALIZIA Francesca
LETTERA APERTA
I dati che emergono dall’ultimo rapporto Censis e che evidenziano la portata della violenza sulle donne in Italia sono impressionanti: ogni tre giorni in Italia c’è una donna che viene uccisa. La maggior parte di questi delitti si sono consumati nell’ambito familiare o per mano di un partner o di un ex. Nell’ultimo decennio sono stati ben 48.377 i reati di violenza sessuale denunciati e in oltre il 90% dei casi la vittima era una donna. Senza trascurare le 10.204 denunce per maltrattamenti in famiglia, 8.718 denunce per percosse e 8.414 denunce per stalking. In questo quadro tragico, l’unico dato positivo è che le donne-coraggio che trovano la forza di denunciare le violenze subite sono in aumento.
Alla luce di quanto appena evidenziato, la Legge “Codice Rosso” rappresenta a nostro avviso la vittoria di un Paese civile. E’ giusto plaudire all’attuale Governo che in tempi brevi ha approvato, alla quasi unanimità, una Legge così importante per proteggere chi è vittima di maltrattamenti, violenza sessuale, violenza domestica, violenza di genere, di stalking.
Abbiamo letto il testo integrale, davvero ottimo. L’unica cosa che sentiamo di dover sottoporre alla vostra attenzione è la mancata presa in considerazione dell’importante attività svolta in questo ambito anche dalla POLIZIA LOCALE, da anni ormai sempre più specializzata nella difesa delle donne, dei bambini e delle persone vittime di violenza o atti persecutori in genere.
La problematica è delicatissima, poiché bisogna proteggere vittime di violenza, in taluni casi consumatasi anche in presenza di minori. Da qui la necessità di mettere a disposizione dei Cittadini personale adeguatamente formato dal punto di vista giuridico e psicologico, oltre che ovviamente dotato di particolare sensibilità.
La Polizia Locale, grazie alla sua peculiarità di essere Polizia di Prossimità, alla propria capillare presenza sul territorio, alla conoscenza dello stesso e dei residenti e per la relazione di fiducia che instaura col cittadino, gioca un ruolo rilevante, imparando a vedere, riconoscere e rilevare la violenza. Recente ad esempio il caso avvenuto in maggio a Cesenatico: due agenti, mentre stavano effettuando un controllo nella zona della stazione ferroviaria, hanno notato una donna con evidenti segni al volto riconducibili a percosse. I Colleghi della Locale hanno immediatamente attivato tutta una serie di procedure per mettere al sicuro la cittadina. Il Comando di Parma ha istituito dal 2009 il NAV (Nucleo AntiViolenza) che nel 2017 ha trattato 402 casi di fenomeni di bullismo e violenza contro donne e bambini. La Polizia Locale di Piacenza vanta un nucleo che ha messo in salvo tante donne vittime di violenza e di stalking e che di recente, in giugno, ha salvato una bambina disabile vittima di bullismo, caso che è stato attenzionato dai media nazionali e dal Ministro dell’Istruzione Bussetti. La Polizia Locale di Milano vanta un Nucleo Tutela Donne e Minori che nel 2016 si è occupata di 450 fascicoli. Questi sono solo alcuni esempi di Comandi che hanno al loro interno delle eccellenze che contribuiscono a combattere la violenza e aiutano le vittime e riappropriarsi della propria Vita.
Per la Categoria è stato come ricevere un ennesimo schiaffo. La nostra non è mania di protagonismo, assolutamente; siamo solo consapevoli di giocare un ruolo fondamentale in tale campo. Continueremo, come sempre, a tutelare chi è vittima di violenza e lo faremo sempre con cuore e coraggio, ma avremmo apprezzato tantissimo se qualcuno avesse ritenuto opportuno inserire anche la Polizia Locale nell’ART. 5 della Legge “Codice Rosso”, garantendo anche a noi, al pari di Carabinieri, Polizia di Stato e Polizia Penitenziaria, corsi di formazione obbligatori.
Garantire la formazione prevista da Codice Rosso anche alla Polizia Locale avrebbe significato riconoscere il lavoro di un’intera Categoria e garantito ai Cittadini maggiori opportunità di salvezza.
Infatti dobbiamo rilevare che ci sono città come Milano, Piacenza ove esistono nuclei d’eccellenza che si occupano di violenza sulle donne e bambini, di ogni tipo; ma formare personale anche in Comuni ove la formazione è più carente, avrebbe sicuramente offerto un sistema di protezione della vittima indiscusso e ben più ampio. Per l’esperienza maturata sul campo la Polizia Locale sarebbe stata sicuramente un valore aggiunto che avrebbe potuto collaborare a pieno titolo e su un livello paritario con le altre Forze dell’Ordine.
Auspichiamo che questa nostra nota, possa far riflettere e se possibile rimediare a questa dimenticanza, per il bene delle Vittime, per offrire loro un ulteriore punto di riferimento e una possibilità in più di salvarsi dalla violenza del non –Amore.
In attesa di un cortese cenno di riscontro, l’occasione è gradita per porgere
Distinti saluti
La Segreteria Generale SULPL

Modena, 18 luglio 2019