Qualcuno vuol far ricadere il fallimento dello Stato e del sistema Sicurezza su Sindaci e Polizia Locale.

Che fine ha fatto il Sap che diffondeva volantini con su scritto “C’è più sicurezza insieme. L’unificazione è una necessità》? Evidentemente è solo un lontano ricordo… ad oggi anche il Sap sembra essere diventato campanilista.

Abbiamo letto la nota inviata dal Segretario Provinciale SAP al Sindaco di Udine; più che una nota suona come un sollecito ad applicare l’accordo quadro siglato pochi giorni fa dal Ministro Lamorgese e il Presidente Anci Decaro.

In sostanza, facendo leva sull’accordo quadro, e trincerandosi dietro la carenza di organico e al mancato turnover, il Segretario fa chiaramente intendere che la Polizia vuole essere esonerata dal rilievo degli incidenti stradali! Parrebbe che, udite bene cari cittadini udinesi, a causa degli sporadici incidenti notturni la Polizia sia quasi del tutto impossibilitata ad effettuare il controllo del territorio e a contrastare la criminalità. In tutta Italia, per fortuna, i numeri degli incidenti notturni, sono molto ridotti, rispetto alla media giornaliera e statistiche alla mano è la Polizia Locale Italiana a rilevarli nella quasi totalità dei casi. Senza dimenticare che anche la Polizia Locale è in carenza cronica di organico e risente del mancato turnover; nonostante tutto, rileva la maggior parte dei sinistri, si occupa di polizia stradale, polizia giudiziaria, falsi documentali, sicurezza a 360°, edilizia, ambiente, violenza su donne e minori e chi più ne ha più ne metta!

È doveroso rendere edotti i Cittadini circa la “favola” sbandierata nell’accordo quadro tra Viminale e Anci, sottoscritto dal Ministro Lamorgese e dal Presidente dell’Anci Decaro ad inizio mese; questo Sindacato di Categoria ritiene infatti che i cittadini, che quotidianamente vivono il dramma del sistema sicurezza, che in alcune città sta implodendo, sappiano. E Udine, per quanto riportato dalla cronaca locale è una di queste.

Questo accordo quadro, molto criticato e discusso, “assegna alle Polizie municipali un ruolo preminente nell’espletamento dei servizi di polizia stradale sulla viabilità urbana, comprensivo della rilevazione degli incidenti stradali, e prevede l’attuazione di progetti specifici rivolti al miglioramento dei servizi di controllo sulla viabilità nelle aree di maggiori rischio. Nell’immediato, tale coinvolgimento riguarderà le polizie locali delle 14 città metropolitane e dei capoluoghi di provincia in grado di organizzare servizi di polizia stradale nell’intero arco delle ventiquattro ore.”

NELLA SOSTANZA, L’ACCORDO QUADRO PREVEDE QUANTO ACCADE GIÀ!

In quanto a Sicurezza siamo il Paese dei grandi proclami, della propaganda e dei facili accordi, che in concreto sono solo fumo negli occhi per gli ignari cittadini, e che nella sostanza nulla aggiungono alla finalità ultima, che dovrebbe essere quella di garantirgli maggiore sicurezza. La Polizia Locale 365 giorni all’anno rileva incidenti stradali e svolge costantemente attività di polizia stradale; nei capoluoghi di provincia già espleta il quarto turno, basta avere a disposizione personale in numero tale da rispettare gli standard minimi regionali e risorse economiche. Da sempre la Polizia Locale italiana nel quotidiano fa opera di prevenzione sulle strada con la finalità di ridurre i rischi e quindi salvare vite umane (appunto con costanti controlli di polizia stradale e perchè no, anche con l’educazione stradale). Occorrerebbe invece chiedersi,  cosa ha fatto questo ministro in concreto per il sistema sicurezza, oltre a sottoscrivere questo accordo quadro ridicolo con il presidente Anci? In concreto avrebbe potuto incidere con l’ergastolo della patente, col favorire la riforma della Polizia Locale, col favorire le assunzioni in Polizia Locale, contribuire alla realizzazione di servizi straordinari implementando le risorse economiche dei Comuni, fornire adeguati mezzi e strumenti anche alle Polizie Locali dei piccoli Comuni, consentire alla Polizia Locale di accedere allo SDI. Politici (buona parte) e burocrati (quasi tutti) quando si incontrano sanno fare solo propaganda, ma quella contenuta nell’accordo quadro è oggettivamente scadente e ingannevole. Uno specchietto per le allodole, insomma. Il Ministro Lamorgese dovrebbe spingere per l’equiparazione della Polizia Locale alle FF.OO. ad ordinamento statale sul piano delle tutele previdenziali ed economiche, favorendo e non osteggiando il rientro della PL in un contratto pubblicistico, se davvero avesse a cuore il problema sicurezza, poichè di questo si tratta, di un reale problema!

Sembra proprio che qualcuno voglia far ricadere il fallimento dello Stato e del sistema Sicurezza sui Sindaci e sulla Polizia Locale.

La Segreteria Nazionale SULPL

Taser alla PL: Palma è perplesso!

È di oggi la notizia che…

Mauro Palma, Presidente del Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale, già fondatore e presidente di Antigone… Noi non abbiamo la memoria corta, ricordiamo benissimo che nel 2018, già solo dinanzi alla ventilata ipotesi che grazie al Decreto Sicurezza del Min. Salvini anche la Polizia Locale potesse essere dotata di Taser in via sperimentale, proprio l’Associazione Antigone si era presa la briga di scrivere ai Sindaci italiani scongiurando la possibilità che anche agenti della polizia locale potessero avere in dotazione quest’arma, a loro dire, potenzialmente letale.
Oggi apprendiamo che l’ex presidente di Antigone è perplesso e preoccupato per i percorsi indipendenti che potrebbero intraprendere gli Agenti municipali circa l’utilizzo del Taser. “Un fai da te” della Polizia Locale, dice, che potrebbe “dar luogo ad un uso improprio del taser”.
Al Presidente Palma consigliamo, per evitare figuracce e risparmiarci inutili e sgradevoli letture, di occuparsi dei suoi detenuti e dei loro diritti, poichè dei Diritti e degli strumenti di difesa degli Agenti di Polizia Locale ce ne occupiamo noi.
Non siamo minimamente interessati al pensiero dei troppi improvvisati opinionisti della Polizia Locale (ci riferiamo ad esempio anche agli Avvocati penalisti di Novara, ad esponenti di LeU, del PD, dell’ONU, di Amnesty International, etc.) che non hanno perso occasione per sentenziare. Ribadiamo che la Polizia Locale non è seconda a nessuno e ha il sacrosanto diritto di essere equiparata alle FF.OO. e di potersi difendere come loro.

La Segreteria Nazionale SULPL.

24° Convegno Nazionale SULPL

Si è conclusa sabato 11 gennaio 2020 presso l’Hotel Mediterraneo di Riccione, la 24esima edizione del Convegno Nazionale SULPL “Noi Siamo La Polizia Locale”. Sono stati circa 3 mila i Colleghi provenienti da tutta Italia che hanno preso parte all’evento. Alla Polizia Locale è stata garantita alta formazione come sempre, con l’introduzione di due nuove sessioni riguardanti il Codice Rosso per dire STOP alla violenza sulle Donne e sui minori,

📧 stopviolenza@sulpl.it
NOI SIAMO AL TUO FIANCO…

e la sessione in collaborazione con il Cerchio Blu per parlare di suicidi tra le FF.OO., prima causa di morte tra gli operatori.

INTRODUZIONE SESSIONE SUICIDI TRA LE FF.OO.

VIDEO

da Il Piacenza

Un tributo a tutti i Colleghi in Divisa che non sono più tra noi. Un omaggio commosso ai nostri Dirigenti Sindacali Sulpl che hanno rinunciato a vivere, troppi purtroppo…

Durante la sessione dedicata alla politica regionale, dobbiamo dare atto che l’unico candidato alla presidenza della Regione Emilia-Romagna che ha accettato con entusiasmo il nostro invito per parlare di Sicurezza e Polizia Locale in Regione è stato Simone Benini (M5S). Ha ritenuto di partecipare per dovere istituzionale ed ha riconosciuto che la polizia locale rappresenta un presidio di sicurezza importantissimo per i territori e non è accettabile che ci siano emergenze relative al sotto organico. Lucia Borgonzoni (Lega) pur essendo in tour in Emilia-Romagna non ha declinato nemmeno l’invito e non ha partecipato, al pari di Stefano Bonaccini (PD), che probabilmente sapendo di trovare una platea quantomeno delusa dalla sua scarsa attenzione verso la Categoria (ultimo spiacevole episodio quello del video patrocinato dalla Regione E/R nel quale la grande esclusa era solo la PL, video che ovviamente abbiamo proiettato in sala), ha addotto motivazione di impegni istituzionali a Modena per la mancata partecipazione. Ricorderemo il Presidente uscente come il politico che non ha saputo mantenere le promesse fatte, relative al demenziale video creato sulla sicurezza, al quale il SULPL aveva chiesto interventi in favore sia dell’ immagine, che di vestiario e di maggiori tutele e assistenza. Ma i nostri Dirigenti regionali hanno lanciato un messaggio forte e chiaro riguardo la serietà della politica: occorre metterci la faccia e confrontarsi, come siamo abituati a fare noi.
Nella giornata conclusiva invece, grandi attestati di stima nei confronti del SULPL e i suoi Dirigenti circa il ruolo fondamentale per gli interlocutori politici e per la Polizia Locale stessa, sono arrivati da parte degli Onorevoli Simona Bordonali e Claudio D’Amico (Lega), Francesca Galizia (M5S), Vicesindaco di Ferrara Nicola Lodi. I politici hanno raccontato delle loro esperienze assolutamente positive di collaborazione con il Sulpl, apprezzato da tutti per la credibilità, la trasparenza e la profonda conoscenza della Categoria e del suo status. Tutti hanno riconosciuto il ruolo fondamentale della Polizia Locale per il presidio dei nostri territori. Nonostante tutto, come sottolineato dai convenuti, la nostra Legge di Riforma è stata dimenticata in un cassetto ed è totalmente in fase di stallo, poichè il Parlamento ha ben altro a cui pensare, che non riguarda certo la Sicurezza. Ma il fallimento dello Stato in materia di Sicurezza è sotto gli occhi di tutti i Cittadini. Il SULPL, comunque, all’occorrenza continuerà ad essere una spina nel fianco della politica, perché quella Riforma deve essere attuata, oggi più che mai… anche alla luce dell’ultimo accordo quadro, vergognoso, sottoscritto dal Ministro dell’Interno Lamorgese e il Presidente Anci Decaro.

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ARRIVEDERCI AL PROSSIMO ANNO!

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ALBUM FOTO

Intervento del Segretario Generale Mario Assirelli

Videomessaggio On. Claudio D’Amico (Lega), Assessore alla #Sicurezza Comune di Sesto San Giovanni

Videomessaggio On. Francesca Galizia (M5S) alla #PoliziaLocale

Videomessaggio dell’Onorevole Simona Bordonali #PoliziaLocale #Sicurezza #Riforma

Premiazione dei Colleghi della #PoliziaLocale Italiana che si sono distinti per merito nel corso del 2019

RASSEGNA STAMPA

ESTENSE.COM

REGGIO2000.IT

LA PRESSA

IL PIACENZA

LA PRESSA

BOLOGNATODAY

RIMINITODAY

ALTRARIMINI.IT

Il ridicolo accordo quadro Anci-Viminale

Il Ministro dell’Interno Lamorgese dovrebbe essere oltre che un politico, anche un tecnico, in quanto è stato Prefetto di Milano e quindi in teoria dovrebbe essere ben consapevole di tutta quella che è l’attività territoriale delle Forze di Polizia e della Polizia Locale.

Ma abbiamo scoperto, leggendo l’Accordo Quadro che la ex Prefetta ha sottoscritto con il Presidente Anci, che è diciamo così… disattenta: ha dimostrato, palesemente, di non essere minimamente a conoscenza di quello che è il lavoro della Polizia Locale che già svolge tutte le attività previste nell’accordo.

Da Anci ce lo potevamo aspettare IGNORANZA PURA! Infatti firmare un documento del genere senza aver ascoltato il Sindacato della Polizia Locale è una conferma dell’incapacità dei politici e dei buracrati dietro di loro. E’ la vergogna nazionale, come finta istituzione tra l’altro, ha nuovamente dimostrato che è all’oscuro della situazione dei Comandi di Polizia Locale – senza uomini, mezzi, diritti, tutele e assicurazioni, nonchè risorse. Si permette di prendersi la briga di sottoscrivere accordi risibili invece di prodigarsi per far legiferare la riforma della categoria; solo una seria e articolata riforma potrebbe sanare, con il rientro nel contratto di natura pubblico, la situazione critica in cui versa la polizia locale italiana.
Ricordiamo ancora quando durante l’imponente manifestazione a Bari della polizia locale, indetta dal Sulpl in data 27.11.17, il presidente Decaro si dichiarava “amico” della categoria e riteneva di avere un rapporto privilegiato con la stessa; rilasciando promesse le quali sono state puntualmente disattese e dimenticate. Per rinfrescarsi la memoria può riascoltarle qui.

Per quanto concerne il quarto turno, il Ministro dell’Interno Lamorgese, dovrebbe forse rivolgersi alle Autorità locali, poiché quasi tutti i capoluoghi di provincia lo espletano già!

E anche i piani di coordinamento ci sono sempre stati! Solo adesso si accorge che la Polizia Locale fa Polizia Stradale? Dovrebbe sapere che la Polizia Locale oltre a fare Polizia Stradale, con ogni probabilità più della Polizia Stradale stessa, ha in carico molte altre competenze che altre Forze di Polizia ad ordinamento statale non hanno. La differenza sostanziale che il Ministro, ignorante in materia non ha nemmeno in nota è che la Polizia Locale non ha a disposizione gli stessi mezzi, le stesse tutele e gli stessi Diritti di una Forza di Polizia dello Stato.

Quindi prima di fare accordi risibili, sarebbe buona abitudine ascoltare chi è competente per la Categoria, dando quindi finanziamenti e parificando la Polizia Locale alle Forze di Polizia ad ordinamento statale.

La foto di copertina è la rappresentazione del tavolo tecnico che ha portato alla sottoscrizione dell’accordo quadro; si evince che i mentori della Lamorgese sono stati Pippo, Pluto, Topolino, Paperorga, Topo Gigio e Qui, Quo, Qua!

La Segreteria Nazionale SULPL

Modena, 11 gennaio 2020

Utilizzo proventi art. 208 CdS_disamina SULPL

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Partiamo da questo documento: proventi art 208 CdS ricordando che i fondi del 208 sono esclusivi della Polizia Locale (municipale e provinciale).
Qui di seguito si riportano, alla luce della deliberazione 9 aprile 2019, n. 5 della Sezione delle autonomie della Corte dei Conti contenenti enunciazioni di diritto che ci consentono di aggiornare l’ operatività della disposizione rispetto all’utilizzo per incentivazione del personale appartenente alla Polizia Locale.

La prima enunciazione riguarda l’esclusione dell’utilizzo dei proventi per aumentare il fondo straordinario.

Giova ricordare cosa prevede la norma: l’art. 208, comma 4, D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285, stabilisce che una quota del 50% dei proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie per violazioni del Codice della strada è destinata: “a) in misura non inferiore a un quarto della quota, a interventi di sostituzione, di ammodernamento, di potenziamento, di messa a norma e di manutenzione della segnaletica delle strade di proprietà dell’ente“…..omissis…..il successivo comma 5-bis del medesimo articolo precisa che “la quota dei proventi di cui alla lettera c) del comma 4 può anche essere destinata ad assunzioni stagionali a progetto nelle forme di contratti a tempo determinato e a forme flessibili di lavoro, ovvero al finanziamento di progetti di potenziamento dei servizi di controllo finalizzati alla sicurezza urbana e alla sicurezza stradale, nonché a progetti di potenziamento dei servizi notturni e di prevenzione delle violazioni di cui agli artt. 186, 186-bis e 187 e all’acquisto di automezzi, mezzi e attrezzature dei Corpi e dei servizi di polizia provinciale e di polizia municipale di cui alle lettered-bis) ed e) del comma 1 dell’art. 12, destinati al potenziamento dei servizi di controllo finalizzati alla sicurezza urbana e alla sicurezza stradale” . La prima difficoltà è rappresentata dal fatto che solo a consuntivo si conosce l’ammontare di dette somme, perchè si riferiscono al reale incassato, quindi a quanto effettivamente incassato, somme note solamente a conclusione dell’esercizio finanziario, mentre le norme in materia di costituzione del fondo risorse decentrate richiedono che lo stesso debba essere costituito entro la fine dell’anno di riferimento, pena l’impossibilità di prevedere e utilizzare le risorse variabili stesse. In via generale è confermato che si tratta di proventi che rientrano nei limiti ex art. 23, comma 2, D.Lgs. n. 75/2017 che stabilisce che a partire al 1° gennaio 2017 l’ammontare complessivo delle risorse destinate annualmente al trattamento accessorio del personale, anche di livello dirigenziale, non può superare il corrispondente importo determinato per l’anno 2016. Il superamento di detto limite, per la Sezione delle autonomie n. 5/2019, è possibile in presenza di alcune condizioni e limitatamente alla quota di proventi contravvenzionali eccedente le riscossioni del precedente esercizio. In questi casi, secondo la Corte dei conti, “per la parte in cui i maggiori proventi riscossi vadano a confluire nel fondo risorse decentrate in aumento rispetto ai proventi da sanzioni in esso affluiti nell’esercizio precedente, l’operazione risulterebbe assolutamente neutra sul piano del bilancio (non avendo alcun impatto sulle altre spese e non dando luogo ad un effettivo aumento di spesa), sicché, nel caso in cui i maggiori proventi non fossero diretti a remunerare il personale per le ordinarie mansioni lavorative, ma venissero utilizzati per premiare la maggiore produttività di specifiche unità di personale incaricate di svolgere servizi suppletivi di controllo funzionali al programmato potenziamento della sicurezza urbana e stradale, la fattispecie così delineata non sarebbe da includere nelle limitazioni di spesa previste dall’art. 23, comma 2, del D.Lgs. n. 75/2017, in quanto estranea alla ratio che costituisce il fondamento del divieto”. La Corte precisa, infatti, che, in questi casi (maggiori entrate) “detti emolumenti accessori risultano, per loro natura, variabili nel tempo e, come tali, meno suscettibili di essere soggetti ad un vincolo di finanza pubblica che ha come parametro di riferimento un predeterminato anno base e dalla cui applicazione deriverebbero, conseguentemente, per i dipendenti degli Enti locali, effetti favorevoli o penalizzanti in modo del tutto casuale”.
Con il pronunciamento de quo cosa si rende possibile:
la quota dei proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie conseguenti alle violazioni del Codice della strada, che gli enti possono destinare, ai sensi dell’art. 208 del D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285, al “Fondo risorse decentrate” per gli incentivi monetari da corrispondere al personale della polizia locale impegnato in progetti di potenziamento dei servizi di controllo finalizzati alla sicurezza urbana e stradale, non può essere utilizzata ad integrazione del fondo per il lavoro straordinario”. Con questa enunciazione di principio viene radicalmente escluso che le risorse provenienti dai proventi delle sanzioni amministrative per violazione del Codice della strada possano essere utilizzate per integrare il fondo del lavoro straordinario che rimane, quindi, alimentato secondo disposizioni specifiche. Per quanto attiene ai cosiddetti progetti di utilizzo delle risorse ex art. 208 del CdS ai fini della sicurezza urbana etc., secondo la Corte presuppongono una programmazione di attività di potenziamento dei servizi di sicurezza urbana e stradale che non possono essere ricondotti a situazioni straordinarie e imprevedibili tipiche del ricorso al lavoro straordinario, quindi le finalità dell’art. 208, secondo la Corte, mirano ad attuare il potenziamento dei servizi attraverso una “più efficace progettazione della performance organizzativa e individuale”, che è una modalità tipicamente riconducibile ai cosiddetti “progetti-obiettivo” finanziati attraverso le risorse di cui all’art. 15, comma 5, del CCNL. La quota delle risorse derivanti dalle sanzioni amministrative per violazione delle norme del Codice della strada deve necessariamente confluire nel fondo risorse decentrate, quali risorse variabili e nel rispetto del vincolo di destinazione che, per la prima volta è stato introdotto nel nuovo CCNL delle funzioni locali (art. 67, comma 3, lett. i)). Il vincolo di destinazione delle risorse permane solo nella misura in cui transitino dal fondo risorse decentrate per cui quest’ultimo rappresenta l’unico canale consentito perché le relative risorse possano effettivamente essere utilizzate per l’incentivazione del personale. Il Contratto Funzioni Locali del 21 maggio 2018 all’art. 67, comma 5, lettera b), prevede che alla componente variabile del fondo possono essere destinate risorse per il “conseguimento di obiettivi dell’Ente, anche di mantenimento definiti nel piano della performance o in analoghi strumenti di programmazione della gestione, al fine di sostenere i correlati oneri dei trattamenti accessori del personale; in quest’ultima casistica rientrano anche le risorse derivanti dai proventi delle sanzioni amministrative delle violazioni del Codice della strada espressamente richiamati dal citato articolo e destinati all’erogazione di “incentivi monetari collegati da obiettivi di potenziamento dei servizi di controllo finalizzati alla sicurezza urbana e stradale” e previsti dall’art. 56-quater, comma 1, lettera c).
In sede quindi di contrattazione al fine di utilizzo possibile e corretto delle risorse ex art. 208 per fini diversi dai previdenziali e assistenziali si dovrà: analizzare i progetti ed i risultati individuali e collettivi ed i miglioramenti che si intendono raggiungere, i tempi di realizzazione, definire le modalità di ripartizione delle risorse premiali destinate al gruppo di lavoro nella ipotesi in cui i risultati vengano conseguiti, la compatibilità giuridica del progetto rispetto alla previsione dell’art. 208 del CdS e del CCNL funzioni locali, in tal modo il 208 diventerà una valido strumento e fonte di finanziamento per gli appartenenti alla Polizia Locale.

Modena 15 dicembre 2019 2019

Mario Assirelli e Giuseppe Bonfilio

Nella campagna “Guida e Basta” promossa dalla Regione Emilia-Romagna, ci si è “dimenticati” della Polizia Locale!

Questo il VIDEO vergognoso…

Queste le nostre rimostranze…

Alla C.A Egr. Presidente della Regione Emilia-Romagna
Alla C.A. Assessore Trasporti Emilia-Romagna

Oggetto: precisazioni in merito al video sulla sicurezza stradale.
Questo SULPL (Sindacato Unitario Lavoratori Polizia Locale) come Sindacato maggiormente rappresentativo della categoria non può esimersi dall’esternare alcune considerazioni in merito al video sulla sicurezza stradale (sms).

Fondamentale e lodevole che l’Ass. Trasporti della nostra Regione contribuisca a far crescere la cultura della sicurezza stradale e la consapevolezza del rispetto della vita propria ed altrui.

Tutte le forze dell’ordine hanno il dovere di collaborare per ridurre i feriti, vittime e sinistri.

Purtroppo nel video abbiamo visto solo le istituzioni “statali”: Polizia Stradale, Finanza, Carabinieri, e di soccorso: Vigili del Fuoco e Ambulanze.

Come al solito ci si è dimenticati dell’apporto fondamentale della Polizia Locale che non è seconda a nessuno per quanto concerne la prevenzione e repressione di quei comportamenti che possono mettere in pericolo le persone che circolano sulle nostre strade, per non parlare anche di primo soccorso in caso di sinistro in moltissimi casi i colleghi della Polizia Locale arrivano sul posto prima dei soccorsi istituzionali proprio perché già sulle strade a pattugliare.

EVIDENZIAMO, senza tema di smentita che i controlli e gli interventi nel campo della circolazione stradale quotidianamente espletati dalla Polizia Locale sono pari se non maggiori dei controlli effettuati da tutte insieme le altre forze in campo, freddi numeri ma incontrovertibili.

Invitiamo l’Assessore Donini a verificare quanto da noi affermato, nella speranza che quando si tratta di sicurezza stradale la politica non pensi solo a pubblicizzare sé stessa, ma anche a valorizzare la “SUA” POLIZIA LOCALE.

Questa è l’ennesima riprova che gli Enti Locali, in questo caso la Regione Emilia-Romagna, ignora o peggio ancora non conosce minimamente l’operato della Sua POLIZIA LOCALE, nonostante ci viene da dire la Scuola Interregionale e l’attività posta in essere con erogazione di fondi pubblici.

Non è intento di questa Organizzazione innescare polemiche di sorta ma solamente puntualizzare che nel campo della sicurezza stradale la Polizia Locale (e non solo) è veramente elemento indispensabile e presente su TUTTO il territorio Regionale e ricordiamo alle Istituzioni che i controlli stradali sono praticamente tutti demandati alla Polizia Locale ma, chissà perché, ci si dimentica di noi quando si tratta di valorizzare l’attività nel campo della SICUREZZA.
Certi di aver dato spunti di riflessione, e come sempre disponibili al confronto, porgiamo distinti saluti.

Modena, 5 ottobre 2019
La Segreteria Regionale E/R SULPL

 

 

Il SULPL interviene sull’eclatante situazione della Polizia Locale di Gorizia.

A S.E. il Prefetto della Provincia di
GORIZIA

Al Sig. Sindaco

Al Sig. Comandante della Polizia Locale
GORIZIA
Invio mezzo PEC

Questa Organizzazione Sindacale maggiormente rappresentativa della Polizia Locale Italiana con riferimento all’articolo apparso il 17 settembre u.s. sul quotidiano on line il piccolo.geolocal.it titolato:L’esordio dei vigilantes armati a Gorizia. Sorvegliati speciali i parchi.

Premesso che:
Una Polizia Locale disarmata non può garantire sicurezza ai cittadini nell’attività di Polizia Giudiziaria e di Pubblica Sicurezza nel contrasto alla criminalità se prima non è dotata degli strumenti di difesa personale.
I controlli dei parchi sono finalizzati alla prevenzione ed alla repressione dei reati contro il patrimonio allo spaccio di sostanze stupefacenti oltre che a contrastare in senso lato i fenomeni di degrado.
Il D.Lgs.81 del 2008 T.U. sicurezza sui luoghi di lavoro impone al datore di lavoro di assicurare la sicurezza dei lavoratori nell’espletamento dell’attività lavorativa.
L’art.9 della Legge 65/86 dispone che Il Comandante disponga dell’impiego tecnico operativo degli addetti alla Polizia Locale.
La repressione dei reati, che essi non vengano portati ad ulteriore conseguenze è demandata ex art. 57 cpp agli agenti ed ufficiali di Polizia Giudiziaria.
Nel caso di specie, l’attività superiore, è demandata esclusivamente agli operatori di Polizia Locale per il combinato disposto del predetto art.57, dei decreti sicurezza con la Legge 65/86, essi, ex lege, possono essere solo coadiuvati da soggetti espressamente individuati quali “ausiliari di P.G. se espressamente e formalmente nominati e non potranno mai esercitare le funzioni di P.S., poiché tanto sarebbe contra legem.
Appare quindi lapalissiano che la funzione dei soggetti estranei dovrebbe essere quella di vigilare sulla sicurezza degli operatori di Polizia Locale se tutto è stato ben interpretato dall’odierna scrivente.
Altri soggetti non sono vincolati al segreto d’ufficio non avendo rapporto formale di lavoro con l’Ente Comune ex D.Lgs. 165/2001 quindi potrebbero inficiare le eventuali operazioni di Polizia Giudiziari e di Pubblica Sicurezza eventualmente compiute.
Le spese sostenute dall’Ente per l’impiego di soggetti estranei alla P.L. non trovano coerenza e contrastano, a sommesso parere, con i principi di cui all’art. 97 Cost. e D.Lgs 165/2001.

Tutto ciò premesso
Ritenuta l’attività di Istituto del Corpo di Polizia Locale di Gorizia meritevole, ma non nelle modalità descritte nell’articolo giornalistico de quo

Chiede
Al Sig. Comandante deputato ad assumere le determinazioni di spesa di voler annullare in autotutela, per le motivazioni in premessa, la eventuale necessaria determinazione adottata per l’impiego del personale di vigilanza privata;

Al Sig. Sindaco di voler adottare delibera di Consiglio Comunale che disponga l’armamento della Polizia Locale;

A S.E. il Prefetto della Provincia di Gorizia di valutare l’adozione dei provvedimenti di cui all’art.2 comma 3° del Decreto del Ministero dell’Interno N. 145/87 che qui di seguito si riporta testualmente: ”Per motivi particolari di sicurezza e tenuto conto degli indici locali di criminalità, il prefetto può chiedere al sindaco che tutti gli addetti alla polizia municipale in possesso della qualità di agente di pubblica sicurezza prestino servizio armato.”
In attesa di riscontro della presente si porgono distinti saluti.

Modena, 19 settembre 2019.
Il Segretario Generale
Mario Assirelli