Il SULPL contesta nuovamente le dichiarazioni di Nicola Porro. Le parole hanno un peso…

Scrivo la presente, in qualità di Segretario Generale del Sindacato Unitario Lavoratori Polizia Locale (SULPL) al fine di contestare le Sue dichiarazioni nel programma online “Zuppa di Porro”, pubblicato in data 20 maggio 2021 sul Suo profilo Facebook Nicola Porro, nei confronti degli appartenenti alla Polizia Locale.
Nel predetto intervento, avente ad oggetto la cronaca relativa all’archiviazione del procedimento a carico di Carola Rackete, Lei si rivolgeva ai suoi followers con i seguenti termini (minuto dal 14.17 al 15.00 circa) “allora io vi dico, porc* p******, che domani mattina quando mi fermano per strada con la mascherina, io, siccome penso che un diritto supremo per me sia la salute e per strada la salute è anche respirare, io mi tolgo la mascherina. E questo, voglio dire, sarebbe ben legittimo per gli stampisti. Ma, aggiungo, faccio come Carola. Se arriva un vigile urbano lo spingo contro il muro. E quando mi faranno un processo dirò che la mia libertà è superiore alla prevaricazione dello Stato, cioè della Guardia di Finanza o del vigile urbano, nell’impormi la mascherina e nell’impormi di stare al largo”.
E’ palese che il predetto intervento riveste carattere di particolare gravità considerati i numerosi followers del Suo programma online.
L’intervento si rivolge infatti ad un pubblico indiscriminato di persone che potrebbero essere indotte, sulla base delle Sue dichiarazioni, a ritenere di essere legittimate a porre in essere le condotte improprie da Lei indicate (“se arriva un vigile urbano lo spingo contro il muro”) in danno degli operatori della Polizia Locale (ovvero di qualunque appartenente alle forze dell’ordine) impegnati nei controlli per il rispetto della normativa anti Covid.
Sarebbe infatti auspicabile da parte di un giornalista con un grande seguito, come lo è Lei, che le dichiarazioni contenute negli interventi diffusi tramite social media fossero attentamente soppesate al fine di evitare atti emulativi che porrebbero in una situazione di evidente e grave pericolo gli operatori di Polizia Locale, che l’intestato Sindacato rappresenta, da parte di soggetti dotati di scarso senso critico.
Mi preme in questa sede sottolineare come nel predetto intervento siano peraltro contenute altre affermazioni di carattere diffamatorio e lesive dell’operato della Polizia Locale laddove ai suddetti operatori vengono impropriamente attribuiti asseriti atteggiamenti di prevaricazione in danno dei cittadini laddove si afferma che “la mia libertà è superiore alla prevaricazione dello Stato, cioè della Guardia di Finanza o del vigile urbano, nell’impormi la mascherina”.
Le predette affermazioni sono inaccettabili per chi, come gli operatori di Polizia Locale, si sono quotidianamente spesi ed impegnati per il contenimento della pandemia, per la coesione sociale e per la tutela dell’incolumità e libertà dei cittadini: a questo proposito preciso che ben 27 colleghi, nell’adempimento del proprio dovere, sono deceduti a causa del Covid.
Tanto premesso sono a chiedere che le dichiarazioni sopra riportate, contenute nel programma online Zuppa di Porro pubblicato il 20 maggio u.s. siano, da parte Sua, oggetto di rettifica attraverso un intervento di pari durata da pubblicare sul Suo profilo Facebook unitamente alle scuse formali a tutti gli operatori della Polizia Locale preavvertendo l’intestato Sindacato del momento di pubblicazione del post.
Distinti saluti
Mario Assirelli

Perseo-Sirio: CGIL-CISL-UIL pretendono con spudorata arroganza che sia i contratti sia gli accordi da loro edificati e sottoscritti abbiano la prevalenza sulle Leggi approvate dal Parlamento. È ora di dire basta!

Dopo quanto prodotto dai soliti noti (cgil, cisl, uil), ovvero “l’accordo sulla regolamentazione inerente le modalità di espressione della volontà di adesione al fondo nazionale pensione complementare perseo/sirio”, non ci resta che … piangere, vuoi per la sfacciataggine della formula usata: “volontà di adesione” vuoi perché come al solito pretendono di farsi portavoce di tutti i lavoratori e osano sovvertire quello che la COSTITUZIONE stessa sancisce cioè le fonti della LEGGE.

         Pretendono con spudorata arroganza che sia i contratti sia gli accordi da loro edificati e sottoscritti abbiano la prevalenza sulle Leggi approvate dal Parlamento.

“quousque tandem Catilina abutere patientia nostra?”… quem ad finem sese effrenata iactabit audacia?  direbbe il buon Cicerone.

Facciamo chiarezza! La principale fonte normativa di riferimento dei fondi pensione è la seguente: Decreto legislativo n. 252 del 5 dicembre 2005 e ss. mm. e ii. – Disciplina delle forme pensionistiche complementari, la Legge stabilisce e norma questo delicato intervento sulle finanze dei Lavoratori e SANCISCE all’art.1 che L’ADESIONE AI FONDI E’ LIBERA E VOLONTARIA, tant’è che già due Tribunali del Lavoro (Ivrea e Arezzo) hanno sottolineato come l’unica forma di adesione sia quella basata sulla volontarietà del Lavoratore, altro che silenzio assenso o altre forzature o costrizioni dittatoriali, LIBERA VOLONTA’ solo ed esclusivamente quella!

Inoltre l’art. 3 della stessa Legge conferma che: “Le forme pensionistiche complementari possono essere istituite da: a) contratti e accordi collettivi, anche aziendali, limitatamente, per questi ultimi, anche ai soli soggetti o lavoratori firmatari degli stessi, ovvero, in mancanza (di detti accordi aziendali, ndr), accordi fra lavoratori, promossi da sindacati firmatari di contratti collettivi nazionali di lavoro….”

Ciò significa che se prima della costituzione dei fondi perseo sirio erano già in atto accordi aziendali tra i lavoratori ed altre forme pensionistiche queste rimangono e prevalgono a meno che non ci sia esplicita VOLONTA’ del Lavoratore di aderire ad altra forma!

In ogni caso ricordiamo ai falsi  “amici”  che non è possibile aderire ad un “contratto obbligazionario” senza la propria sottoscrizione, pena la nullità assoluta dell’atto, ad esempio vi siete mai chiesti perché, non ostante i contratti nazionali ed integrativi avete dovuto sottoscrivere un contratto di lavoro in forma singola? Semplicemente perché tutto è normato dal Codice Civile e si tratta di un’”obbligazione”, come questa cioè di un  accordo.

NON SCORDIAMOCI POI CHE PER LA POLIZIA LOCALE RIMANE SEMRE IN VIGORE l’art. 208 C.d.S.

Con Sentenza n. 95/2020 pubblicata il 03/06/2020 RG n. 315/2019, il Giudice del Tribunale di Arezzo ha evidenziato che il Comune di Arezzo, corroborato nella propria opzione teorica da un parere dell’Aran e uno dell’Anci (le cui analisi ricostruttive si risolvono, anche a detta del Giudice, in mere asserzioni di parte, essendo le figure soggettive che le hanno rese, enti esponenziali della parte datoriale), non versando le somme nei fondi precedentemente optati dai lavoratori, ha assunto un comportamento illegittimo e lesivo dei diritti dei lavoratori.

Addirittura viene evidenziato come non tenerne conto sia ingiustamente pregiudizievole, poiché non avrebbe alcun senso il mantenimento di una quota parte dei propri contributi in un fondo che poi non venga più alimentato attraverso periodici accantonamenti, considerato che è l’effetto dell’accumulo che porta per il lavoratore i maggiori benefici.

 Ancora una volta il tentativo di imbrogliare i Lavoratori è stato smascherato, ancora una volta dovremo attivarci per difenderci dai presunti amici, non ci scoraggiamo siamo attenti e continueremo la lotta per il ripristino dei diritti fondamentali.

Perseo-Sirio: CGIL-CISL-UIL pretendono con spudorata arroganza che sia i contratti sia gli accordi da loro edificati e sottoscritti abbiano la prevalenza sulle Leggi approvate dal Parlamento. È ora di dire basta!

ABBIAMO PREPARATO PER VOI IL MODULO PER LA RICHIESTA DI RECESSO IMMEDIATO DAL FONDO.

Ricordiamo inoltre che già nel 2018 ci siamo immediatamente attivati…

PRESENTATO, IN TUTTE LE PROCURE D’ITALIA, L’ESPOSTO DENUNCIA CONTRO ARAN, ANCI, CGIL, CISL E UIL PER LA DISTRAZIONE DEI FONDI DEL 208

VIDEO ECCO CHI GUADAGNA DAI VOSTRI FONDI PENSIONE…

Il SULPL scrive al CSM e al Ministro della Giustizia. Inaccettabili i fatti di Torino.

articolo

Al Consiglio Superiore della Magistratura protocollo.csm@giustiziacert.it

Al Ministro della Giustizia

gabinetto.ministro@giustiziacert.it

            Questa O.S.,  maggiormente rappresentativa della Polizia Locale Italiana

Premesso che:

– Gli operatori di Polizia Locale, in qualità di agenti e Ufficiali di Polizia Giudiziaria sono al servizio dell’Autorità Giudiziaria, ne rispettano le decisioni e direttive ed hanno piena fiducia nel Suo Operato;

– Il Comandante del Corpo di Polizia Locale di Torino, Bezzon, presentava denuncia sui post apparsi su un social nel 2018 e rivolti agli operatori di P.L. dal seguente tenore:”Io li picchierei di santa ragione”, “ io gli spaccherei la faccia”, “ minacciavano spedizioni punitive sotto casa”, “ promettevano giustizia sulle loro famiglie”;

– Dopo le indagini il gip Dott.ssa Paola Rigonat ha accolto la richiesta della procura, accettando integralmente le considerazioni, e ha chiuso il caso;

– Secondo la procura di Torino (e il giudice che si è detto d’accordo) alcuni commenti hanno “contenuti spregevoli ma non diffamatori”, altri sono “forieri di messaggi violenti e incivili” ma non configurano nemmeno il reato di istigazione a delinquere;

– I magistrati hanno osservato che l’episodio denunciato da un avvocato, il quale in un post su Facebook sosteneva, nel 2018, di avere subito una “spedizione punitiva” in relazione a un controllo sul suo ciclomotore,  era “idoneo” a scatenare dei giudici che, nel caso di 16 internauti, sono rientrati nel “diritto di critica”, visto che “tutti i cittadini hanno interesse al corretto espletamento delle funzioni degli agenti”;

– Sembrerebbe leggersi tra le motivazioni  sempre riferite  ai post: altri invece, anche se esageratamente graffianti, hanno esercitato il legittimo diritto di critica. Che, nel suo manifestarsi, «può sconfinare in opinioni anche potenzialmente lesive dell’onore altrui, purché sorrette dal carattere dell’interesse pubblico e della continenza».;

– Secondo il pubblico ministero Laura Longo, invece, nessuno di questi atteggiamenti è configurabile come reato. Eticamente censurabili sì, ma reati no;

– Qualcuno dei “leoni da tastiera” se n’è reso conto: così, non più sotto i riflettori dei social network, ma questa volta privatamente, ha scritto una lettera di scuse alla polizia locale;

– Le decisioni dei magistrati torinesi mortificano il lavoro degli appartenenti alla Polizia Locale che hanno dato e continuano a dare la propria vita per compiere il proprio dovere;

– Specialmente in questo ultimo periodo di pandemia le tensioni tra la popolazione e gli operatori di Polizia sono palpabili, di difficile governo e gestione da parte di quest’ultimi e queste decisioni, a sommesso parere, possono acuire le situazioni predette e sfociare in altre situazioni di pericolo grave per gli Operatori di P.L.;

Tutto ciò premesso,

poiché la decisione dei magistrati di Torino ha suscitato sdegno non solo tra gli operatori di Polizia Locale, ma anche in tutta la popolazione; poiché tale decisione in un certo senso incoraggia ed induce gli utenti dei social a continuare nei comportamenti predetti; poiché 60.000 donne e uomini che diuturnamente compiono il loro dovere applicando le norme che lo Stato ha promulgato, rappresentano lo Stato stesso; poiché la statuizione mortifica gli operatori di P.L. e lascia percepire un senso di abbandono da parte dello Stato.

Chiede alle SS.LL. in indirizzo di voler adottare ogni utile e prodromico provvedimento atto alla verifica di quanto statuito dalla magistratura torinese, in merito ai fatti in epigrafe narrati.

 Deferenti saluti.

Consulente Legale                                                                                                  Segretario Generale

Dott. Giuseppe Bonfilio                                                                                                  Mario Assirelli

Il SULPL scrive al CSM e al Ministro della Giustizia. Inaccettabili i fatti di Torino.

intervento della Segreteria Regione Piemonte

A PROPOSITO DI BODY CAM PER LA POLIZIA LOCALE… E’ PALESE L’INCAPACITA’ DI ALCUNI COLLEGHI DI LEGGERE LE NORME!

..A Proposito di Body Cam

E’ doveroso da parte di questa Organizzazione Sindacale, maggiormente rappresentativa della Categoria fare alcune precisazioni in merito all’utilizzo in servizio della cosiddette Body Cam.

Premesso che:

L’Italia, fra tutti gli stati dell’Unione Europea, è quella più impelagata in una burocrazia eccessiva che inevitabilmente ritarda l’iter dei procedimenti amministrativi;

Chi è preposto ex legis ad applicare la marea di norme deve ponderare ogni decisione da assumere ed a causa di ciò si registrano ripensamenti, dietro front, anche su decisioni operative che producono effetti positivi sull’andamento dell’espletamento dei servizi di Polizia;

A tanto si aggiungono delle esternazioni, sempre provenienti dalla Categoria, (sindacati associazioni ecc.) che determinano incertezza e che spesso finiscono per paralizzare le attività;

qualcuno titola:《ILLEGALI LE BODY CAM PER LE FORZE DI POLIZIA
SENZA L’APPROVAZIONE DEL GARANTE》

Tutto ciò premesso per quanto attiene le Body – Cam, il Garante della privacy con provvedimento del n. 362 del 22 maggio 2018 studia le body cam in relazione alle norme del Codice della privacy, con alcune considerazioni «ponte» rispetto al regolamento europeo sulla privacy (n. 2016/679), operativo dal 25 maggio 2018 ed in buona sostanza ne legittima l’uso.

A proposito di Bodycam…

Il Garante, per questa forma di videosorveglianza, in aderenza al regolamento Ue, gli Enti devono verificare se scrivere una valutazione di impatto privacy (articolo 35), e devono imporre i limiti nella raccolta e nella conservazione dei dati, tanto affinchè si rimanga nei limiti del legittimo interesse nel trattare i dati senza consenso.

I predetti devono adottare idonee misure di sicurezza, quali tecniche di crittografia dei dati, il tracciamento degli accessi alle immagini riprese e per adempimento della privacy europea devono istituire apposito registro su cui scrivere il trattamento della raccolta di immagini mediante body cam.

Ergo, in base al principio di responsabilizzazione, ex articolo 24 del regolamento (Ue) 2016/679, la deliberazione superiore demanda all’Ente e/o azienda la valutazione autonoma, la conformità alla disciplina europea del trattamento che intende effettuare, attraverso la verifica del rispetto di tutti i principi in materia di privacy compresa, una valutazione di impatto privacy che deve essere svolta secondo quanto previsto dall’articolo 35 del citato regolamento, oppure attivare la consultazione preventiva prevista nell’articolo 36 della stessa norma.

In pratica l’utilizzo delle bodycam è legittimo e permesso, purché, venga predisposto regolamento interno nel quale indicare le regole sull’utilizzo, la raccolta, il trattamento, la conservazione e la cancellazione dei dati raccolti con questi dispositivi per il personale, gli utenti e gli addetti, tanto nel rispetto del Codice Privacy e del GDPR.

Il SULPL proclama lo stato di agitazione della Polizia Locale Italiana

Modena 13 novembre 2020


Spett.le Commissione di garanzia per il diritto allo sciopero
Piazza del Gesù n. 46
00186 Roma
segreteria@pec.commissionegaranziasciopero.it


On.le Presidente del Consiglio dei Ministri
presidente@pec.governo.it


On.le Ministro dell’Interno
segrdipartimento.ps@pecps.interno.it


On. Ministro Affari Regionali
affariregionali@pec.governo.it


Spett. ANCI
anci@pec.anci.it


Spett.le UPI
upi@messaggipec.it

Oggetto: Proclamazione Stato di Agitazione della Polizia Locale Italiana.-
Il Sindacato Unitario Lavoratori della Polizia Locale Italiana- S.U.L.P.L.-

Premesso che:
Gli appartenenti alla Polizia Locale Italiana, pur svolgendo da sempre le stesse funzioni delle forze di Polizia ad ordinamento statale, non ha gli stessi trattamenti giuridici, previdenziali ed assistenziali;


Il Consiglio dei Ministri in data 11 luglio 2019 ha approvato su proposta del Ministro dell’interno di concerto con il Ministro della pubblica amministrazione un disegno di legge delega per il riordino delle funzioni e dell’ordinamento della polizia locale.
La delega prevedeva, tra le altre cose, il riordino della disciplina in materia di accesso ai ruoli e della relativa progressione di carriera; nonché del rapporto di lavoro anche sotto i profili previdenziali e assicurativi;


L’Unione europea ha recepito già nel 2017 la richiesta avanzata in sede di audizione di equiparazione, in termini di tutele e formazione, alle altre forze di polizia ad ordinamento statale presenti sul territorio, inviando apposita missiva alle autorità italiane per chiedere di porre rimedio alla “discrepanza” di trattamento attualmente esistenti fra le forze dell’ordine nel nostro Paese, evidenziando “la discriminazione, sul piano organizzativo e remunerativo, esistente in Italia” fra la polizia di Stato e gli agenti locali, sottolineando “la necessità di coinvolgere” questi ultimi “nelle azioni volte a prevenire e combattere il terrorismo e la radicalizzazione”; pur ammettendo che la materia è di competenza esclusivamente nazionale, la Commissione Ue, nel documento inviato all’Europarlamento, ha riconosciuto che le forze di polizia locali possono svolgere “un ruolo fondamentale” nella condivisione delle informazioni e che potrebbero essere partner importanti nella lotta alla radicalizzazione e al terrorismo;


Nelle bozze delle ultime previsioni normative in materia di contenimento del Covid-19, era contenuta la possibilità di assunzione nella Polizia Locale in deroga alle disposizioni stringenti finalizzata al contenimento della diffusione della Pandemia, cancellata in sede di emanazione;


Tutto ciò premesso
Considerato che alla data odierna il Governo Italiano non ha emanato Leggi di equiparazione e di modifica dello Status Giuridico degli appartenenti alla Polizia Locale Italiana, pur avendo adottato legge delega, ai sensi della legge 146/1990 (regolamentazione diritto di sciopero) recante norme sull’esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali e sulla salvaguardia dei diritti della persona costituzionalmente tutelati. Proclama lo stato di agitazione della Categoria.
Trasmette la presente alla Commissione di garanzia e chiede convocazione presso l’organo nazionale individuato al fine del tentativo di raffreddamento del conflitto.

Il Segretario Generale F.to Mario Assirelli

firma autografa omessa ai sensi dell’art. 3 del d. lgs. n. 39/1993

VIDEOMESSAGGIO DEL SEGRETARIO GENERALE

Ma questi sindacalisti della Polizia Generalista da quanto tempo non scendono in strada a lavorare?

Abbiamo con attenzione seguito le audizioni di martedì 27 ottobre su sicurezza e Polizia Locale, ma certo non immaginavamo minimamente le riserve e la poca conoscenza da parte dei sindacati della Polizia di Stato di quello che giuridicamente è la Polizia Locale e di quello che fa ogni giorno. CHI HA INVITATO I SINDACATI DI POLIZIA DI STATO ALLE AUDIZIONI DELLA RIFORMA DELLA POLIZIA DI LOCALE??? CERTAMENTE SAREMMO CHIAMATI QUANDO SI TRATTERRA’ DI MODIFICARE LA L.121/81!!!! Non scherziamo!
I due relatori della riforma sono gli On.li Cattoi e Bordonali, il primo è del M5S e proviene dall’ex Corpo Forestale dello Stato …. a voi l’ardua sentenza… Non è riuscito a fermare la militarizzazione della Forestale e ora vuole fermare la riforma della polizia locale italiana o altro interesse come avrete sentito dalla registrazione, A CASA!
La Categoria è rimasta basita di fronte alle idiozie di questi falsi “amiconi” della polizia di stato ex questurini – il SULPL, no! Li conosciamo molto bene e se hanno dimostrato un’ignoranza assoluta, questa è voluta per creare ulteriore confusione verso la Polizia Locale.
Se è vero, come dovrebbe essere, che i sindacati rappresentano i lavoratori, dobbiamo prendere atto che i “colleghi” della Polizia di Stato non ritengono degni gli appartenenti alla Polizia Locale di avere riconosciuti i giusti diritti come per loro.
E’ strano, però, quando sul campo (STRADA) siamo impiegati negli stessi compiti questo non si direbbe, anzi i loro centralini ci chiamano in continuazione!!! RIDICOLI!
Ma andiamo per ordine:
Martedì abbiamo appreso che esiste una Polizia Generalista: Cit. Treccani generalista agg. [der. di generale1, ergo la Polizia Locale per i rappresentanti sindacali in audizione è qualcosa di ibrido che deve svolgere solo qualcosa di particolare.
Ma è questa la realtà? Ci chiediamo ma questi risibili sindacalisti da quanto tempo non scendono in strada a lavorare? Hanno forse perso di vista, anche loro, la realtà italiana e si dimenticano di quanto accade tutti i giorni nel Paese?! Oppure sono offuscati dall’interesse del proprio orticello tanto da relegare in secondo piano quello che invece ci dovrebbe accumunare tutti cioè la sicurezza del territorio, la coesione sociale e il vivere civile?
La loro discriminazione nei confronti della P.L. è dovuta alla territorialità e alla ausiliarietà della qualifica di P.S., al principio di sussidiarietà e all’impropria assimiliazione a loro.   Il loro timore è che si crei un’altra forza di Polizia. Il timore non è assolutamente fondato! Tra l’altro, esiste già, seppur a livello locale ma senza tutele e diritti non riconosciuti!
Non si comprende questo muro sull’accesso allo SDI (ovvero si!): il SAP addirittura dice che il nostro accesso potrebbe determinare ripercussioni penali civili e amministrativi. SOLO LORO POSSONO INFRANGERE LA LEGGE QUANDO SANNO BENISSIMO CHE NELLA NOSTRA RIFORMA E’ BEN TUTTO ARTICOLATO, si dimenticano, poi, che noi alimentiamo lo SDI ma non possiamo consultarlo.
Sulle armi si sono superati, nessuno sa che la materia è regolata da apposito D.M., il 145/87, il quale prevede le modalità di porto, di esercitazione al tiro, i requisiti da possedere ecc., altrimenti non si comprenderebbero le affermazioni fatte, ed all’unisono, sul porto dell’arma, qualcuno ha anche affermato che si verrebbero a creare delle milizie private armate….SIAMO AL PARADOSSO, se anche questo non fosse voluto.
La Polizia Locale addirittura minaccerebbe le funzioni dei Questori (ma vogliono poter partecipare ed essere inseriti negli albi dei Comandanti come pure per gli Ufficiali dell’Arma), ergo guai se si inserisse la P.L. nella Legge 121, questo minerebbe la predetta legge – IGNORANTI – LEGGETE!!
Da non credere, il SIAP afferma che con la legge approvanda (non abbiamo capito a quale progetto si riferisse) si creerebbe una 5° forza di Polizia “politicizzata” a tutti i livelli.
Il COISP invece sostiene che tutto deve rimanere così com’è. MA SI, VA BENE COSI!
In ultima analisi i sindacati di Polizia “generalista” sono tutti d’accordo: lo SDI non deve essere accessibile alla Polizia Locale, niente armi e strumenti di difesa, concorsi unici e formazione e niente qualifiche se non in servizio ed in territorio di appartenenza, perché il servizio della P.L. non è coperto h24. Dietro questa richiesta si cela solo una loro convenienza!
Tutti d’accordo però nel fatto che la Polizia Locale deve avere competenza esclusiva sui rilievi degli incidenti stradali in ambito urbano, deve fare la formazione alle scuole di Polizia statali, non deve avere un contratto Pubblico, con le previdenze e tutele assimilate, lo status giuridico deve rimanere immutato.
Allora ci domandiamo ma questi rappresentanti della Polizia generalista non erano insieme a noi in Piazza a Roma il 14 u.s., o meglio noi non eravamo insieme a loro a far sentire la voce di chi viene aggredito, mutilato, oltraggiato a causa del proprio lavoro.
In realtà ora è ancora più chiaro chi osteggia la nostra riforma: oltre che il Ministero dell’Interno anche i loro sindacati e sempre per i medesimi motivi, ma quello ancora più grave sta nel fatto che tutto sembrava studiato a tavolino, senza il “sembrava”.
Noi non molleremo continueremo sulla nostra strada, ma dopo le audizioni di martedì con tante consapevolezze in più ed ora certamente il SULPL dichiarerà lo stato d’agitazione nazionale della Polizia Locale, senza trascurare nemmeno quanto scritto dal Questore di Roma sull’O.P. rinnegando i Decreti e DPCM di marzo u.s.  e sulla impropria cancellazione della deroga per le assunzioni della Polizia Locale senza limiti per un anno, come prevedeva il Decreto Ristori al fine di incrementare gli Organici della Polizia Locale, per un ancora più efficace controllo del territorio e ai fini sanitari.

Modena, 29 Ottobre 2020
Il Segretario Generale Mario Assirelli
Sede Politica
Viale Gramsci, 365 – 41122 Modena
3357733777 – assirelli@sulpl.it – www.sulpl.it – www.sulpl.eu

https://www.facebook.com/513465748760855/posts/3407721409335260/

Il SULPL ha rappresentato e dato voce alla Polizia Locale, accanto a tutte le Divise, per denunciare aggressioni e mancanza di tutele.

Ieri il SULPL Nazionale ha partecipato alla manifestazione organizzata dal SAP (Sindacato Autonomo della Polizia di Stato) in Piazza del Popolo a Roma; un evento che ha visto per la prima volta tutte le Forze di Polizia scendere in Piazza per una causa comune: DENUNCIARE LE AGGRESSIONI ALLE DIVISE E RICHIEDERE PER LE DIVISE PIU’ TUTELE.

E’ stata un’occasione per spiegare ai cittadini che le Divise, tutte (poiché non esistono distinzioni tra Divise, il sangue versato sulle strade ha un unico colore), oggi più che mai stanno attraversando un momento di grande difficoltà: su di loro sono riversati tutti i fallimenti di una politica che a tutti i livelli e salvo poche eccezioni, non è in grado di garantire Sicurezza ai cittadini e men che meno è capace di tutelare gli Uomini e le Donne che servono questo Stato, tutti i giorni, anche a costo della loro Vita.

Non bisogna dimenticare il sacrificio di tanti nostri Colleghi:  Nicolò Savarino (Polizia Locale di Milano) trascinato per metri da un rom, non ha ricevuto Giustizia nemmeno dopo morto; Francesco Bruner e Vincenzo Cinque ammazzati a Napoli, i “figli delle stelle” della Polizia di Stato di Trieste che hanno commosso tutta Italia, Matteo Demenego e Pierluigi Rotta, e il Carabiniere Mario Cerciello Rega barbaramente ucciso a Roma.

Come ha sottolineato Miriam Palumbo, essere stati in quella Piazza ieri è stato significativo ed emozionante, per rappresentare la Polizia Locale, il disagio delle Divise e per far si che la morte di quei colleghi non sia stata vana.

La Polizia Locale vive in un limbo: per lo Stato siamo gli Uomini e le Donne in Divisa senza volto. Siamo stanchi di questa politica dedita solo alle passerelle elettorali, che promette per poi far arenare sempre la nostra Legge di Riforma. Siamo inquadrati come impiegati comunali e in attesa di una Legge di Riforma dal 1986!

Da anni la POLIZIA LOCALE è sul podio (3°  posto) delle aggressioni con Carabinieri (1° posto) e Polizia di Stato (2° posto).

Guardiamo solo al primo semestre del 2020: nonostante il lockdown le aggressioni sono aumentate; eppure abbiamo solo protetto i cittadini con la nostra costante presenza sul territorio e i controlli anti-Covid, nonostante l’assenza per mesi dei necessari DPI (Dispositivi di Protezione Individuale). Siamo stati perfino destinatari di panni per la polvere per proteggerci… Ben 9 sono stati i nostri Colleghi deceduti per Covid.

Preoccupante anche la percentuale di aggressioni che vede protagonisti gli stranieri.

Gli ingressi al pronto soccorso di una Divisa sono troppi, mediamente 235 al mese, quindi 8 al giorno!

Eppure in molti Comuni i Colleghi sono disarmati, e anche senza spray, senza tonfa e guai a parlare di Taser per la Polizia Locale, si scatenano tutti i buonisti e benpensanti!

Non abbiamo accesso allo SDI, ma abbiamo l’obbligo di implementarlo! Il massimo che possiamo fare, nel caso ci trovassimo di fronte un qualsiasi pluripregiudicato, è verificarne la sua residenza anagrafica! O attendere la disponibilità delle Forze di Polizia ad ordinamento Statale.

Continuiamo a fare ORDINE PUBBLICO al fianco delle Forze di Polizia ad ordinamento statale, ma il nostro servizio è sempre travestito da viabilità!

La Polizia Locale di fatto è categoria disagiata, per questo chiediamo l’apertura verso le  categorie usuranti; studi scientifici infatti dimostrano che mediamente, rispetto ad un comune cittadino viviamo 8 anni in meno!

Se lo Stato e gli Amministratori non ci permettono di lavorare in sicurezza,

– dotandoci di tutti gli strumenti di autotutela necessari

– negando la mancanza di Sicurezza nelle nostre città e facendo credere ai Cittadini che si tratti di percezione di insicurezza!

– finché non ci saranno pene severe e certezza della pena per i delinquenti

Le Divise continueranno ad essere destinate al massacro, le aggressioni continueranno ad aumentare in modo esponenziale; i violenti si sentiranno sempre più forti e impuniti e anche quell’odioso partito dell’antipoliziaprenderà sempre più piede. Il tutto nell’indifferenza agghiacciante delle istituzioni, composte da burocrati trincerati nei Palazzi del Potere e dell’opinione pubblica.

I Cittadini dovrebbero prendere in seria considerazione quello che i rappresentanti delle Forze di Polizia hanno denunciato ieri in Piazza poiché, dopo le Divise, saranno loro i prossimi bersagli mobili, destinatari  di questa ondata di violenza gratuita e che il più delle volte resta impunita.

A conclusione del discorso abbiamo voluto ricordare ai Colleghi in Piazza che SU STRADA LA DIVISA E’ UNA!

Un grazie a tutti ai Colleghi dell’Emilia-Romagna che hanno partecipato! L’importante è ESSERCI SEMPRE!

MANIFESTAZIONE

LA NOSTRA BANDIERA

INTERVENTO DEL SEN. SALVINI

                                                                                                                                                   

Il SULPL in Piazza di Monte Citorio per la Riforma e la Giornata della Memoria della Polizia Locale Italiana.

Significativa la manifestazione del SULPL Nazionale di ieri in Piazza di Monte Citorio per celebrare la Giornata della Memoria al fine di onorare i caduti della Polizia Locale
e un flashmob per sollecitare la Legge di Riforma ancora in fase di stallo. Tutto si è svolto nel rispetto delle limitazioni imposte a seguito della pandemia, da qui il contingente ridotto di partecipanti. Alle nostre spalle, quel Palazzo della politica serrato, si commentava da solo. Ma le nostre emozioni (anche nel momento in cui abbiamo ricordato i Colleghi caduti per Covid e nell’adempimento del Dovere, uno per tutti, simbolo di questi morti, perchè mai giustizia è stata fatta, Nicolò Savarino) hanno fatto vibrare i cuori di chi era in quella Piazza. Significativo il passaggio in cui il Segretario Generale Mario Assirelli (senza mezzi termini, come sempre) ha sottolineato, che in questa particolare giornata il Sulpl non ha voluto la politica, poichè le passerelle pre elettorali non servono alla nostra giusta causa e che chi ostacola la nostra Riforma è una parte del Ministero degli Interni, oltre che il Partito democratico con la Cgil e a ruota Cisl e Uil, che non vogliono far rientrare la Polizia Locale in un contratto di diritto pubblico.  Il Sulpl non demorde. Un invito alla Categoria, in vista delle prossime rsu ad affidarsi a chi lotta costantemente per i Diritti dei Lavoratori della Polizia Locale.

VIDEO

FOTO

ILPIACENZA

TERZOBINARIO.IT

ESTENSE.COM

AGRONLINE.IT

NEXTSTOPREGGIO

Caro Collega, da chi ti senti rappresentato?

Caro Collega, da chi ti senti rappresentato?

La Commissione Affari costituzionali ha svolto, in videoconferenza, le seguenti audizioni nell’ambito dell’esame delle proposte di Legge recanti disposizioni per il coordinamento in materia di politiche integrate per la Sicurezza e di Polizia Locale. Vi riproponiamo qui di seguito gli interventi delle singole OO.SS.

4 giugno 2020
Luigi Marucci, presidente nazionale dell’Organizzazione sindacale delle polizie locali (Ospol)

16 giugno 2020
Mario Assirelli, segretario generale del Sindacato unitario lavoratori polizia locale (Sulpl)

7 luglio 2020
CGIL/CISL/UIL

CSA


Caro Collega, te lo dobbiamo necessariamente chiedere: da chi ti senti rappresentato? Secondo te, chi tutela la Polizia Locale? E tu, chi sostieni?!
La passerella in videoconferenza è stata molto partecipata; certo che se si fosse svolta in presenza, sarebbe stata affollatissima e anche occasione per scattarsi una miriade di selfie! Abbiamo sentito fiumi di parole; parole prive di concretezza, pronunciate il più delle volte leggendo per circa 10 minuti il proprio intervento, lettura durante la quale qualcuno ha perso perfino il segno! Oppure ci si è limitati a riproporre la solita cantilena quattro stagioni.

Avrete notato che il Sulpl è l’unico che ha dimostrato ancora una volta di essere concreto, pragmatico e diretto! L’unico che da sempre ha sostenuto le medesime idee per approdare ad una seria riforma! L’unico che ha indossato la Divisa della Polizia Locale!
E allora, non vi resta che ascoltare questi interventi e decidere realmente da che parte stare. Noi vi consigliamo di schierarvi dalla parte dell’unico Sindacato di Categoria, il S.U.L.P.L!

SE CREDETE REALMENTE NEL VOSTRO LAVORO, NELLA VOSTRA DIVISA E NELLA NOSTRA RIFORMA – POLIZIA LOCALE ( MUNICIPALE E PROVINCIALE ) ITALIANA – ALLE PROSSIME RSU VOTATECI – CON UN VOTO DATE FORZA AL SINDACATO DELLA CATEGORIA CHE OPERA COSTANTEMENTE PER GLI UNICI INTERESSI DELLA VERA E UNICA POLIZIA DI PROSSIMITA’, LA POLIZIA LOCALE.

E il 12 settembre… unisciti a noi!

Niente Taser, nonostante l’escalation di violenza contro le Forze di Polizia italiane. Lo Stato non tutela le sue Divise.

In questa calda estate in cui la Polizia Locale da Nord a Sud da mesi è impegnata in prima linea a fronteggiare l’emergenza sanitaria dovuta al Covid-19, abbiamo appreso negli ultimi giorni che a questi Uomini e Donne in Divisa non verrà tributato alcun nastrino di riconoscimento

(a differenza di altre Forze di Polizia) e ancor peggio ci tocca rilevare che  questo Governo giallo-rosso stia anche facendo arenare la dotazione del taser alle Forze di Polizia, noi compresi,  come ad esempio a Ferrara dove il Comune aveva già previsto un considerevole impegno di spesa che ora dovrà dirottare su altro, ma non potrà destinarlo per dotare la PL di taser.

Pare che il Viminale non sia rimasto soddisfatto dalle risultanze della sperimentazione del taser, che invece per noi operatori di Polizia sarebbe uno strumento di autotutela che su tanti interventi potrebbe contribuire ad evitare il peggio.

I burocrati che vivono al fresco nei palazzi del potere non hanno la benchè minima idea di cosa significhi lavorare su strada dove, già normalmente i rischi sono dietro l’angolo, ma ancor di più adesso che le problematiche e i pericoli sono aumentati in modo esponenziale a seguito del lockdown. Ultimo episodio è accaduto ad Arezzo nella serata del 10 luglio dove alcuni Agenti sono addirittura stati presi a sassate. Stessa cosa è accaduta ad un Collega di Monza. Ovviamente a loro va tutta la nostra vicinanza. Soggetti, spesso di nazionalità straniera, che nel dopo lockdown hanno ripreso a  dedicarsi con maggiore intensità alle loro attività preferite: spacciare e consumare alcolici sulla pubblica via, rendendo invivibili le nostre città. Tutto ovviamente viene scaricato sulla Polizia Locale che è costretta, senza nemmeno avere accesso allo SDI, a lavorare continuamente in emergenza per garantire la Sicurezza ai propri cittadini che dovrebbero avere il sacrosanto diritto di fruire liberamente degli spazi pubblici e al tempo stesso applicare in modo spasmodico sanzioni per il mancato distanziamento e l’omesso utilizzo di mascherine. Senza contare che il più delle volte queste violazioni vengono contestate a soggetti che non hanno nulla da perdere e che non pagheranno mai, ma magari un coccio di bottiglia alla gola o una sassata te la piantano senza problemi. Il tutto accade nell’indifferenza delle Istituzioni che dovrebbero, senza se e senza ma, dotare questi servitori dello Stato di tutti gli strumenti di autotutela e che invece troppo spesso, solo per idiotologia decidono di non farlo. Ecco dunque che il loro agire è dettato solo ed esclusivamente da motivazioni politiche, per noi operatori inaccettabili e senza senso. Noi vorremmo poter garantire Sicurezza ai Cittadini e poter lavorare riducendo al minimo il rischio di non tornare a casa dalle nostre famiglie. Ma questo diventa sempre più utopico; viviamo nei giorni in cui è diventato ridondante il  leitmotiv del black lives matter. Cogliamo l’occasione per ricordare ai nostri Cittadini che tutte le FF.OO. Italiane sono dalla loro parte e sono le prime a condannare violenza e abusi di ogni tipo e verso chicchessia. Non siamo violenti, ne razzisti, semmai la violenza la subiamo. Quindi a quei cittadini zelanti che continuano a filmare in modo parziale, fermandosi solo  all’apparenza, e a denunciare con leggerezza la presunta violenza delle Forze di Polizia sui social, esponendole ad una ingiusta e gratuita gogna mediatica,  chiediamo di essere dalla nostra parte e di non fare il gioco di un Governo che di chiacchiere ne fa fin troppe, anche su questioni serie come questa della Sicurezza. In Italia non occorre fare la caccia al Floyd nostrano. L’ultimo episodio è accaduto sempre nelle ultime ore a Gallarate e Verona. Noi siamo dalla parte dei Colleghi e dei Cittadini onesti e rispettosi delle regole del vivere civile. Auspichiamo che i nostri politici passino alle vie di fatto per tutelare le Divise, accelerando sulla riforma della Polizia locale e sulla dotazione del taser.

ArezzoWeb https://www.facebook.com/Arezzoweb.it/videos/738324976914651/
Facciamoci sentire!